Scuolabus ed eroi moderni

27 marzo 2019 ore 08:06 segnala

Ogni cosa che accade in questa “era sociale” appare strana nel ragionarci. Voi non ci fate più caso giacchè assuefatti da bombardamenti di insegnamenti passivi che traete dai media, dai dritti (e se non dritti, dagli scemi) e da missioni religiose volte a sparigliare le carte in tavola con quello che succede in giro.

I media fanno da megafono, i dritti da opportunisti (per gli scemi, invece, da scemi) e le religioni da menti pensanti … spesso subdole e fraudolente con il messaggio che invece dovrebbero mandare. Tutto è stato architettato nei decenni e tutto oggi vige come se nulla fosse.

Uno dei casi più eclatanti che si possono citare giusto per fare un esempio è il caso del “signore” italiano di origine senegalese che è stato protagonista recentemente di cronaca tragica su buona parte delle pagine di giornale. Ebbene, nonostante avesse dato segni di squilibrio nel passato, quel signore ha messo in atto un piano che covava chissà da quanto tempo. Dare fuoco al suo scuolabus che conduceva ogni giorno feriale … per abbrustolire degli ignari poveri bambini.

Per rispetto di quell’individuo, di cui si intuisce il disturbo mentale e per rispetto delle indagini che stanno portando avanti chissà con quali scenari sospetti legati al fatto di cronaca, vorrei evitare pure io di parlare della solita solfa in cui lo si vede carnefice o vittima (come fanno i media, del resto). Vorrei, se mi è concesso, parlare dei “postumi” chiacchiericci dove si è intravisto da una parte di commentatori indicare l’alto valore del “diverso” (inteso come razza) non nel conducente ma in quei bambini di origine marocchina (se non erro) che hanno dato l’allarme con il loro cellulare. Sul veicolo, oltre al conducente ex senegalese … si trovavano una cinquantina di bambini terrorizzati, accompagnati da una bidella.

“E’ stato lui”, tra i ragazzini? … “non è stato lui, ma l’altro”? … “Eroe si, se di origine marocchina” … “eroe no, se invece nostrano”. Divertente. Dal fatto di cronaca seria … sui media ne è uscita una risposta tragicomica a puntate aggiornata per informare la gente comune. Anche nei bar, ovunque si parlasse dell’accaduto … si sentivano commenti in cui mettevano in risalto il gesto eroico di taluni ragazzi che hanno immediatamente attivato la richiesta di soccorsi grazie alla detenzione di cellulari che quasi tutti i ragazzini avevano in mano. L’ex senegalese, se mi è permessa una battuta scherzosa, sempre che avesse avuto l’occasione, avrebbe detto loro “a spioni”.

Ma andiamo avanti nel ragionamento. Addirittura dall’alto degli scranni parlamentari si è sentito proporre di concedere la cittadinanza ai ragazzini extracomunitari individuati come artefici della chiamata, anticipandola, quindi, di qualche anno. D’accordo che poi è emerso fosse stato un altro scolaro a chiamare i soccorsi (pare, un italiano) … ma l’intento era quello di premiare come gesto al valore eroico “lo straniero” mettendo in luce un’annale questione sociale definita con le parole “ius soli”. “E diamogli quella senegalese … al bimbo italiano” … ammesso fosse stato lui quello ovviamente ad arrivare primo nel fare lo spione … (sempre che mi vogliate concedere ancora una volta di fare lo spiritosone).

Sono cambiati i tempi. Il concetto che ho io di eroe è racchiuso in gesti estremi che abbiamo (quasi tutti i miei coetanei) studiato a scuola ai tempi nostri. Una specie della stampella lanciata al fronte della prima guerra mondiale dall’illustre Enrico Toti (porta dispacci, amputato di gamba). Oggi “eroe” sarebbero pronti a darlo pure ad un autista dello scuolabus che si comporta bene nel quotidiano. Ma solo se di origine africana, sia intesi. Con l’ex senegalese è andata loro male. Menomale ci stavano dei bimbi stranieri.

Se esiste una reazione naturale in simili casi è quella di chiedere aiuto, a mio avviso. Altro non è concesso. Non hanno fatto quindi che il loro dovere naturale; ma veniamo al dunque. All’inizio di tutta questa storia, sono rimasto amareggiato nel leggere commenti di persone che davano del vigliacco agli italiani … mettendo il luce, appunto, l’atto eroico di chi si credeva fosse stato eroe veramente (il bambino extracomunitario).

Gli italiani non sono vigliacchi … non sono pavidi … né tantomeno insensibili alla reazione. Faziosi di tutto punto … chi si “divertiva” a mettere in giro voci sull’infausto sentimento nostrano sono quelle persone che appartengono alla sinistra più estrema. Li chiamo “communisti” impropriamente … giacchè loro del comunismo non ne sanno un bel niente.

Sempre a mio modesto avviso, sono solamente strumentalizzati per far saltare piani eventualmente volti ad attenuare il problema sociale. L’obiettivo è generare il caos più estremo … dove paletti consolidati del passato saltino a più riprese fino a fondare uno stato anarchico delle banane (scusate la battuta e il mio sorrisone).

Provate a prendere un treno senza pagare il biglietto. Provate a passare con il rosso alla guida della vostra auto … o provate, addirittura, a condurla senza averle fatto la revisione … e vedrete che “bip” vi faranno. Se non volete provare … è forse vigliaccheria … oppure è rispetto delle regole? Provate a far viaggiare senza biglietto obliterato un extracomunitario su quel treno … o a fargli condurre la sua auto senza revisione … o provate a farlo passare con il semaforo rosso … e vedrete cosa succede.

L’italiano, che ha tutto da perdere, verrà considerato vigliacco a tutti gli effetti … mentre l’extracomunitario sarà passabile per eroe agli occhi di certa gente (quella comunista di cui parlavo prima, per meglio esprimermi) nel vederlo audace a fare cose più o meno coraggiose; come mettersi a vendere merce in ogni dove in mancanza di una licenza. D’accordo il fatto che girare senza documenti è ormai da considerare cosa normale … ma tentare di uccidere qualcuno per mezzo di strage … ancora non lo è. Si farebbe in tempo a far capire che il punto su cui ragionare è un altro: l’extracomunitario che “tradisce” pure la sua gente.

Dunque: se il tizio italiano originario del Senegal fosse riuscito a centrare l’obiettivo … secondo voi (e mi rivolgo pure ai “communnisti” di oggi) … sarebbe stato da considerarlo pavido oppure eroe? Eroe, almeno sembra sia per voi, è colui che esce dagli schemi. Uno che non paga il biglietto, che non fa la revisione alla sua auto, che viaggia con i suoi documenti non a posto … che, insomma, “sgarra” le regole … non lo considerereste eroe a tutti gli effetti? Tutto il resto … “na manica di codardi” (scusate se sorrido nuovamente). Infatti, sembra che ne facciate una questione di razza o per meglio dire (giacchè vi scandalizzerebbe pure questo termine) di etnia in ogni evento accada.

Ed ora un discorso sulle etnie: in cuor mio … in tutta quella infausta storia che ha assolutamente del grottesco … sono così felice che il ruolo del cattivo sia capitato ad un africano che nemmeno voi immaginate (il conducente dello scuolabus). Da qui si capisce quanta differenza ci sta con la cattiveria umana appartenente ad altre etnie. Per esempio, uno di etnia caucasica … occidentale … nostrana … nel coraggio messo per fare un simile folle gesto … lo avrebbe portato a non mancare l’obiettivo.

Vedi quello che è successo in Nuova Zelanda. Le vittime, per caso, erano tutte delle pavide persone? Oppure il neozelandese, in quanto extracomunitario di quei posti, era da considerarlo eroe a prescindere? Non fatemi ridere, che c’è da piangere veramente … nel sentirvi ragionare. Non porta altro che a fomentare la paura dello straniero. Per cui, in simili casi, ci si preoccupasse per come punire gli artefici di tanto male … e non a come premiare chi gli è andato bene. Il premio già l’hanno ottenuto.
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