Sforzarsi nella privazione o nel saziarsi?

06 marzo 2019 ore 10:04 segnala
E’ bello avervi qui, in lettura; è bello anche il fatto che possa esternare il mio pensiero a chiunque mi dia la possibilità di comunicare. Si, lo so, il vino, le birre e qualche grappino … spesso ti lasciano alla mercè della più totale solitudine … ma volete mettere il paragone con le vere droghe? Mi è andata bene. Quelle fanno molto più male. E poi, fateci caso, non è da considerarsi droga anche la privazione? Il cattolico si astiene dal mangiar carne il martedì e il venerdì. L’ebreo, come il musulmano … la carne di maiale. Il buddista, pensa, si astiene pure dal toccare un bonzo sulla capoccia. Diventa per se stessi un piacere ogni privazione ci si conceda, se ci si crede. Alla base di tutto c’è un credo. Anche nel mondo dell’amatoriale sportivo … che ne so … nel ciclismo … c’è sempre un traguardo da raggiungere … e invece … si pedala ad oltranza, spesso inutilmente.

Tutti a sforzarsi di fare qualcosa che privi piuttosto che sforzarsi a fare qualcosa che sazi. La privazione sembrerebbe si faccia passare per cosa migliore; … invece … a mio modesto avviso … è la propria soddisfazione quella che appaga notevolmente (scusate il sorrisone). Come non mai, oggi, la soddisfazione viene messa al bando. Se non con le leggi di culto o sociali … con quella psicologica della gente o del branco di sicuro. La gente ti farebbe sentire in colpa anche se … che ne so … ti masturbassi. Pensate, hanno coniato l’acronimo “Mdf” pure per coloro i quali tentano ancora di rimorchiare. E con taluni … riescono addirittura nell’intento, nell’obbligarli al rispetto di stare “muti e zitti” davanti ad una bellezza eccezionale … nel mentre ci si invecchia inutilmente.

Come, ad esempio, i vegani … che si contagiano tra di loro a chi più si fa del male nella vita. Osservandoli, al primo pensiero, appare questo: che manchi solo il cilicio per considerare il loro “culto” soddisfacente veramente. Nulla a confronto sono i Testimoni di Geova, che si oppongono alle trasfusioni di sangue. E’ come se si dicesse “devi a da morì” … aggiungendo appunto il sottinteso “zitto e mosca”. Sul cibo, da quello che ho capito, per il vegano si tratta di sensibilità acuta. Non a caso si comportano da ortodossi. A costoro vorrei potergli dire (e qui spero vi siano dei vegani convinti ai quali piacciano leggere pure le eventuali idiozie dovessi esternare) ciò che segue.

Tu non sei meglio di me perché adotti cani randagi o orfani africani. Ed io non sono peggio di te perché mangio carne di maiale e miele rubato ad alveari. Come meglio o peggio di me non è colui che si affida ad un buon Dio o lo impreca con impavido coraggio o colui che va in bicicletta convinto che ad inquinare e a non produrre un cazzo sia il sottoscritto e qualcun’altro. Generali, cammellieri, prostitute e lacchè di ogni risma fanno i salti mortali per affermarsi con disinvoltura, mentre fuori addirittura padroneggia chi ama schiavizzare o si lascia schiavizzare da chi ama avere un suo padrone o un suo animale. Santi, miserabili e vite votate per chi sa cosa da cercare nella vita (alla stessa stregua di come un filosofo convinto cercherebbe la sua strada dottrinale) non sono nulla a confronto con operosi contadini, lattai, giornalai e fornai che sfornano cibo primario per la sussistenza generale.

E poi ci sono i drogati di ogni sorta, ah! quelli, che sparandosi micidiali miscele nelle vene sono convinti che l’azzardo muoverebbe quella giostra da far girare nella mente; giostra che inconsapevolmente abbiamo tutti e solo pochi ne conoscono gli ingranaggi per farli muovere nella giusta direzione. Mondo, galassie, stelle e altra vita ancora da individuare nell’universo intero fatto di angoli, spigoli e coni d’ombra da osservare; chi è quel pazzo che andrebbe a cercare con lanternino l’extraterrestre di turno magari da annientare o, nel migliore delle ipotesi per lui, da sodomizzare senza alcun uso di un anticoncezionale cautelativo?! Iooo?? Tuuu? Loro avvezzi ormai da anni? Insomma, non c’è il meglio e non c’è il peggio universale quando siamo noi stessi e (se non vogliamo esserlo, che sia chiaro questo concetto per favore); non esiste il mondo attorno a noi … ma esistiamo noi come mondo surreale.

Per cui … per cui … dunque, che volevo dire … scusate mi sono perso … di cosa stavamo parlando?? … ma l’ho pagato il bollo del mio scooter? Mannaggia … per parlare di cazzate quasi me lo stavo dimenticando. Mi scadeva il 28 febbraio. Ciao, vado a pagarlo; a più tardi.
1b45c8f7-c252-4823-b459-c3c9444f4c71
E’ bello avervi qui, in lettura; è bello anche il fatto che possa esternare il mio pensiero a chiunque mi dia la possibilità di comunicare. Si, lo so, il vino, le birre e qualche grappino … spesso ti lasciano alla mercè della più totale solitudine … ma volete mettere il paragone con le vere droghe?...
Post
06/03/2019 10:04:29
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1

Commenti

  1. luce.20001 08 marzo 2019 ore 14:48
    Mi piace il tuo modo di scrivere anche se non condivido alcuni tuoi pensieri.
    Ma piace l’ironia è l’autoironia con cui lo fai.
    Mi spiace che io entri quasi sempre dal cell altrimenti ti farei più spesso una viditina.
    Ps mandami il link ogni volta che pubblichi così ti visito sicuramente .
    CiAo

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.