Lettera a mia figlia

20 novembre 2016 ore 22:16 segnala
Osservo il mondo da tempo e da tempo penso che vorrei poterti insegnare tutto quello che ho imparato in 50 anni di vita. Per non lasciarti mai intrappolata nei miei stessi errori e nelle mie stesse paure. Ma non ci si salva mai con le mani degli altri. Ci si salva solo con le proprie mani. E io proverò a starti accanto ma da lontano. Le mie mani non le vedrai, ma se dovessi cadere sappi che potrai chiudere gli occhi e farti aiutare. Perchè in due i problemi non si rivelano mai così pressanti.

A 5 anni mi innamorai del nuoto. Divenne la mia passione. Amavo già scrivere e avevo già incontrato il mio maestro che, in estate in colonia mi rapiva la mente e mi segnò un destino senza chiedermi il permesso. A 12 anni amavo leggere e inventare storie, mi piaceva immaginarmi in altra vita e con i più svariati personaggi. Andavo a dormire costruendo caratteri con la sola potenza della fantasia di un’adolescente. Ancora sognatrice ma già consapevole. Né bambina né adulta. Non avevo amori, non conoscevo alcuna passione se non quella che mi veniva impartita sul palcoscenico di una piscina. Mi ricordo che prima di abbandonare del tutto il nuoto la mia istruttrice mi scrisse una lettera. E già allora mi costringevano a leggere con l’odore dei fogli intrisi di malinconia e tristezza. “Non abbandonare. Il nuoto è vita, energia che si sprigiona in ogni cosa che fai. Sei la nostra mascotte. Combatti per rimanere.”. Allora non capivo, non avevo capacità di intuizione, ma ero certa che quelle parole mi sarebbero tornate in mente dopo molti anni e ne avrei fatto tesoro, in un modo o nell’altro, con l’unica ragione che c’è alla base della vita. Lottare. E la lotta è stata la mia compagna di tanti viaggi.

Sono trascorsi lunghi anni e quella lettera l'ho persa ma la porto nel mio cuore, indelebile e ovunque, come molte altre lettere che durante l’adolescenza scrivevo o mi scrivevano. Era bello scriversi, sai? Gli amici di penna si chiamavano. Quei fogli che odoravano davvero ancora della pelle di chi l’aveva scritta, quell’inchiostro che non voleva sbiadirsi e che raccontava storie di ragazzi sparsi per il mondo. E io sognavo, mi sedevo alla scrivania che mi appariva enorme con tutti fogli strani di mio padre e quella sedia girevole amica di tanti giochi con le amiche, dopo aver chiuso la porta dello studio, accendevo una lampada preziosissima ad olio e rileggevo quelle pagine. Piangevo, ero tremendamente sensibile, mi mancavano tutti gli amici del circolo del nuoto. Mi mancava Adriana la dorsista, mi mancava Mario perfezionista nello stile libero, mi mancava Federica, Elvira, Annarita, li avrei voluti tutti accanto a me. Mi immaginavo di poter vivere con loro in una casa enorme. E mi chiedevo perchè Dio avesse inventato continenti, regioni e frontiere se amava l’amore così come lo concepivo io. Ma Dio non risponde subito. Si materializza col tempo in viaggi da affrontare e volti da smascherare. E raccogli quelle risposte tra le lacrime di un abbandono o tra gli abbracci di un incontro. Domani tornerò in quella camera, proprio tra quelle quattro mura che conoscono i segreti di ogni mio pianto di quand’ero bambina. E’ iniziato tutto lì, e mi fa un certo effetto pensare che quel posto mi accoglierà di nuovo, e di nuovo mi immaginerò di spegnere quella luce sognando un’altra vita, ma non una vita di sogni, una vita che mi andrò a prendere. I mei ricordi. Ecco piccola mia, in 50 anni è cambiato questo. Ho imparato a combattere coi denti e le unghie, e se potessi consigliarti come si ama e cos’è l’amore e l’amicizia ti direi che non è nulla che si conquista con semplicità o fortuna. Non è un bracciale, e nemmeno una borsa, non è un cellulare o un nuovo paio di scarpe. E’ un insieme di sentimenti che ti permette di vincere ogni piccolo o grande problema che sei costretta a fronteggiare. Prima di imparare ad essere migliore di una tua amica rivale, prima di provare ad assomigliarle, prova ad assomigliare a te stessa, e lascia che siano le tue emozioni a darti forma. Non la società né i tuoi amici di avventura. Loro non potrebbero capire, perchè cosa vuoi e cosa desideri lo sai tu, e sei solo tu che puoi insegnarlo a chi ti sta dinanzi. E non devi arrabbiarti se non ascolteranno cos’hai da dire, non tutti lo faranno, e tra quelli che si soffermeranno ad ascoltare, la maggior parte avrà solo sentito pezzi delle tue frasi da poter utilizzare poi un giorno contro di te. Tra tutti ci sarà qualcuno, anche solo una persona, che ti guarderà negli occhi e inizierà con te un percorso che sarà di amore o amicizia poco importa. Ma camminerà accanto a te, non ti calpesterà i piedi. Sarà al tuo fianco, perchè tu lo vorrai esattamente lì. Al primo posto, prima di ogni amica e di ogni compagna, avrai tua madre. Che adesso combatti e con la quale ti scontri e ti scontrerai giorno dopo giorno. Sarà la tua peggior nemica e la donna che odierai più di una volta, rendendola colpevole di ogni tuo insuccesso. E quando crescerai continuerai a farlo, ma dopo 50 anni, quando anche tu avrai 24 anni, ti ricorderai di tutto il tuo passato con grande orgoglio e serenità, ti guarderai alle spalle solo per permettere ai bei ricordi di riaffiorare alla mente e ravvivare la tua memoria. E perdonerai tua madre di tutto, non improvvisamente, ma col tempo, perchè capirai che la mano invisibile che ti avrà condotta a vincere le paure sarà la sua e quella di nessun altro. Se potessi farlo già adesso sarebbe la tua prima vittoria. Ma non vorrò sgridarti se non te la senti. Io ero come te, forse addirittura molto più arrabbiata e triste.

Come posso esserti di aiuto? In nessun modo. Ogni giorno che stai vivendo ti servirà per diventare Donna. E il percorso sarà tuo e basta. Assomiglierà al tuo viso e al tuo sguardo, al tuo cuore e alle tue mani. Non posso aiutarti, ma vorrei che mi ascoltassi in qualche consiglio. Leggi, perchè il peso specifico di chi narra storie è incommensurabile, e le emozioni che maturi nel cuore e nello stomaco esploderanno solo leggendo, e solo leggendo farai di te stessa la tua migliore amica fidata. Ama. Impara ad amare qualcosa prima ancora di amare qualcuno. Uno sport, per esempio. Impara a conquistare a piccoli passi qualcosa che ti scorre nelle vene e si è fatta spazio a pugni, rendendoti a volte in ansia e spesso felice. Ama per stare bene. Mai per soffrire. Perchè ogni amore va coltivato con lealtà di emozioni e di vibrazioni. “Le farfalle allo stomaco” le conosci? Io le ho scoperte da adulta. Magari le scoprirai su un social network, per caso, per gioco. Ti innamorerai delle sue foto, lo incontrerai e sarà la prova che esistono risposte ben precise a preghiere ben precise. E capirai che quella persona te l’ha regalata Dio. La guarderai negli occhi e ti sentirai a casa, ti sentirai al sicuro e ti sentirai di aver amato abbastanza qualcosa, e saprai che è arrivato il momento di amare invece qualcuno. Non mettere a rischio il tuo cuore con chiunque ne voglia cibarsi. E nemmeno il tuo corpo. Impara a scegliere. Prima con gli occhi, poi con il cuore, ma lascia sempre che sia la tua mente a guidarti. Perchè anima cuore e cervello, solo quando si ama, suonano la stessa canzone e sulle stesse note sapranno come far danzare la tua vita. Studia e completa tutti i tuoi percorsi scolastici, non trascurare quello che adesso ti sembra inutile e solo dovere. Un giorno sarà la tua libertà. E senza quella libertà non sarai nessuno, striscerai e soffrirai, costringendoti schiava di qualcuno. Ama tua madre. La tua famiglia. Sei stata nel suo ventre. Ti ha accarezzata prima ancora che tu potessi farlo. Ti ha vista mentre ancora non potevi aprire gli occhi. E ti ha amata prima ancora che nascessi. E ti amerà, per sempre, e per sempre la troverai pronta ad amarti. Nessun posto al mondo sarà sicuro come il cuore di chi ti ama. E quando scoprirai che accanto a un uomo è meglio che in giro per il mondo a viaggiare, posa le valigie, resta ferma come un albero con grandi radici, e abbraccia l’amore prima che il vento ne distrugga le foglie.
Adesso metti da parte questa lettera. Continua con la tua vita. Un giorno la rileggerai, quando io non ci sarò più, e ne scriverai una simile a tua figlia.

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Osservo il mondo da tempo e da tempo penso che vorrei poterti insegnare tutto quello che ho imparato in 50 anni di vita. Per non lasciarti mai intrappolata nei miei stessi errori e nelle mie stesse paure. Ma non ci si salva mai con le mani degli altri. Ci si salva solo con le proprie mani. E io...
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20/11/2016 22:16:00
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Commenti

  1. simpaticona1976 21 novembre 2016 ore 20:55
    mi sono commossa...avrei tanto voluto che mia madre avesse sentito il bisogno di scrivermi una lettera come questa..io ho tre figli e penso sempre di non fare mai abbastanza per insegnare loro la vita, prima ancora di insegnare loro a vivere ..
    tua figlia è fortunata lo dico sinceramente.un sorriso
  2. Chamanit 22 novembre 2016 ore 00:14
    :fiore grazie
  3. Luce0scura 29 novembre 2016 ore 21:16
    La lettera di una madre in cui, nelle sue parole, viene riversato tutto l'amore per la propria figlia... Da quello che ho potuto leggere, tua figlia è una persona molto fortunata ad avere una madre così... Buona serata :-)

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