Simbiosi

04 dicembre 2016 ore 14:42 segnala
Capelli al vento,
cieli maculati.
Borghi affollati,
di silenzi.
AutunnoNONautunno,
tu, me, le foglie
e Chopin.




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Capelli al vento, cieli maculati. Borghi affollati, di silenzi. AutunnoNONautunno, tu, me, le foglie e Chopin. « immagine »
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Jack's Lament

26 novembre 2016 ore 19:15 segnala
Re del blu, re del mai,
non ho più dentro me,
quella voglia di terrore e di guai.
Quando è notte i passi miei fanno quel tic-tac
che ti angoscia finchè griderai!
Piccolissimi trucchetti per stupirti un po'!
Fantasie arcane il Venerdì!
Quando mormoro "Ciao!" o lo rantolo
treman tutti e si disperano così!
E tutto va via, è la mia routine
e mi sento stanco di quest'aria qui
e io, JACK! Fantasma re,
son stufo ormai e non so perché!

Ho dentro me che cosa non so
un vuoto che non capirò
Lontano da quel mondo che ho,
c'è un sogno che spiegarmi non so!

Ahi che brivido avrai quando mi incontrerai!
E l'angoscia avrà vinto anche te!
tu sarai incantato, avrai visto e toccato
il più grande terrore che c'è!
Sono morto, giacchè, la mia testa non c'è
ma ti declamerà Shakespeare a memoria!
Non ridere di me, ma grida perché
la mia furia si rivestirà di gloria!

Mai più, io, comprenderò il perchè
ma perché son io delle zucche il re!
Chi mai capirà quanto io mi sento giù?
Che un regno così non mi basta più?

Ho dentro me che cosa non so
un vuoto che non capirò
Lontano da quel mondo che ho,
c'è un sogno che spiegarmi non so!


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Re del blu, re del mai, non ho più dentro me, quella voglia di terrore e di guai. Quando è notte i passi miei fanno quel tic-tac che ti angoscia finchè griderai! Piccolissimi trucchetti per stupirti un po'! Fantasie arcane il Venerdì! Quando mormoro "Ciao!" o lo rantolo treman tutti e si disperano...
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C'eravamo tanto sbagliati

23 novembre 2016 ore 13:22 segnala
Fanculo a chi non ha mai colpa
A chi ha una scusa per tutto
A chi si è fatto da solo
A chi cerca pubblicità
A chi parla bene per moda e pensa male per moda
A chi si innamora solo per secondo
A chi va sempre di corsa e non è ancora arrivato da nessuna parte
Ai conformisti da cortile, ai professori di vita
A chi lo dicono i numeri
A chi la crisi è passata
A chi sogna piccolo e si vive come un grande
A chi non crede alle favole ma ti fa sempre una morale
A chi non alza mai la testa se non per annuire
A chi lo vuole il mercato
A chi lo chiede l'Europa
A chi dice all'estero è tutto meglio e lo trovi sempre qui
A lamentarsi
A chi non vota mai e ti da sempre un voto
A chi giudica e non viene mai giudicato
A chi rompe i coglioni e non li mette mai sul piatto
A chi odia il successo e non vuole nient'altro davvero
A chi pensa di dover educare la gente perchè la gente gli fa schifo
E questa cosa lo fa sentire bene e soprattutto
Tra tutta la gente distaccato e superiore
A chi non gioca per davvero
A chi non sa farsi male
A chi non cala le sue carte
A chi trucca la partita
Fanculo a chi non ha iniziato niente
E a te dice che è finita.

Fanculo a chi non sbaglia le amicizie
A chi si fida se lo dice la TV
A chi gode solo lui
A chi soffre solo lui
Ma poi non vuole morire solo
A chi crede di conoscerti se ascolta una canzone
A chi per ogni stronzata ti chiede di scrivere una canzone
A chi in pubbblico ti insulta e in privato vuole sapere quanto scopi
A chi muore di tempo libero e a chi conta le ore
A chi le ha viste tutte e deve raccontartele assolutamente
A chi vuole scherzare su tutti e si prende sempre sul serio
A chi è per la democrazia del televoto e la rivoluzione del digitale
La libertà di pagare a rate e tutti i tuoi piccoli diritti da schiavo
A chi te lo dice da regista, musicista, attore artista
Te lo dice e intanto se lo dice da solo
A chi non sta nè a destra nè a sinstra
Che se fosse su una strada finirebbe investito
A chi le cose le fa di mestiere in attesa che qualcuno lo paghi
E dice che tu le fai per l'anima del cazzo e hai pure la colpa che ti pagano
A chi non conosce i chilometri,
le facce sfatte, gli alberghi sporchi,
i sogni mancati, i treni persi, le ore vuote
A chi non sceglie mai, a chi non rischia mai,
a chi non sbaglia mai, a chi non brucia mai,
a chi non muore mai
A chi non si perde mai
A chi non ha mai davvero paura
A chi è come sarei diventato
io se per un po di paura in meno avessi
scelto di non rischiare mai
Fanculo a chi non si lascia cadere.

A chi ti chiede una firma che tanto è una formalità
A chi non è mai stato lungimirante e ti dice di guardare lontano
A chi si rifà il sorriso e vince le elezioni
A chi somiglia alla parte di me che odio
e non se ne va
A chi va tutto bene, sempre tutto bene,
sempre solo bene, fanculo.

- L.S.S. -



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Fanculo a chi non ha mai colpa A chi ha una scusa per tutto A chi si è fatto da solo A chi cerca pubblicità A chi parla bene per moda e pensa male per moda A chi si innamora solo per secondo A chi va sempre di corsa e non è ancora arrivato da nessuna parte Ai conformisti da cortile, ai professori...
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Il Genio

21 novembre 2016 ore 17:07 segnala
Mi piacerebbe arrivare
a temere di non essere frainteso
se solo avessi il genio

Mi piacerebbe estrapolare
dal mio pensiero un contrappeso
partire dall'ingegno
per arrivare al genio

Mi piacerebbe disorientare
senza troppo dare peso
ai patti col contegno
se solo avessi il genio

E il buon senso demolire
così com'è comunemente intenso:
lo fece Wilde il genio
con il suo caustico genio

Avere fede in sè è la priorità
illimitata e indubitabile
fede che non sa che cosa farsene
della convalida della comunità

Non avere niente da
dichiarare eccetto che
il proprio algido genio
Il proprio fulgido genio
tanto c'è che la falsità
è solo l'altrui verità
che vorrei prendere
a calci in faccia.

- M.K.-



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Mi piacerebbe arrivare a temere di non essere frainteso se solo avessi il genio Mi piacerebbe estrapolare dal mio pensiero un contrappeso partire dall'ingegno per arrivare al genio Mi piacerebbe disorientare senza troppo dare peso ai patti col contegno se solo avessi il genio E il buon senso...
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Uno, due, Uno

16 novembre 2016 ore 22:28 segnala
Lui voleva essere l'altro,
ma l'altro non lo permetteva.
Lei voleva essere l'altra,
ma l'altra non lo permetteva.
Capitarono per caso,
dinanzi a uno specchio.
Il riflesso,
di riflesso,
li rese consapevoli.
Lui era già l'altro,
lei era già l'altra.
Lui era l'altra,
lei era l'altro.
La mia testa, il suo cuore.


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Lui voleva essere l'altro, ma l'altro non lo permetteva. Lei voleva essere l'altra, ma l'altra non lo permetteva. Capitarono per caso, dinanzi a uno specchio. Il riflesso, di riflesso, li rese consapevoli. Lui era già l'altro, lei era già l'altra. Lui era l'altra, lei era l'altro. La mia testa, il...
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Er·rà·re

14 novembre 2016 ore 17:47 segnala
Viandante senza volto
nella testa oceani infiniti
controcorrente, eternamente cammina
assorbendo ogni piccolo cedimento
dell'universo circostante.
Lungo mantello e stivali sempre nuovi
guarda passare, sfiorare
chi non può e non sa sostare,
soffermarsi, osservare, oltre.
Porta in se la speranza del nulla
nelle orecchie l'eco della stasi
che batte il ciclo dei pianeti
con rintocchi di ovatta.
Mani strette a pugni, sui fianchi
ben coperti,mai scoperti, sempre all'erta.
Pugni chiusi alzati al cielo
che gocciola viole,
palmi tesi per raccoglierne le essenze.
Vagabondare senza meta ed ogni notte,
fra luci di porti lontani e tramonti di soli.
Si muove agilmente fra i satelliti del suono,
come onde d'urto che si infrangono
sullo scoglio sempre umido dei suoi occhi.


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Viandante senza volto nella testa oceani infiniti controcorrente, eternamente cammina assorbendo ogni piccolo cedimento dell'universo circostante. Lungo mantello e stivali sempre nuovi guarda passare, sfiorare chi non può e non sa sostare, soffermarsi, osservare, oltre. Porta in se la speranza del...
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L'universo dei Cosi irrisolti

10 novembre 2016 ore 18:34 segnala
Bisogna farci i conti prima o poi,la mia abitudine è quella di farli con ricorrenza statisticamente quasi impeccabile, prendendo pala, elmetto da speleologo ed una fialetta per conservarne i campioni. Del Coso dico.
Ogni spedizione è come la precedente,la partenza, la ricerca, la speranza ed infine ti perdi nei soliti cunicoli, gallerie fatte di domande, umori e liquori (che voglio dì, fanno sempre il loro sporco lavoro). Cerchi risposte che già sai non troverai, cerchi soluzioni che sei consapevole non esistano (ancora), cerchi, vaghi, e ti ritrovi a non ricordarti più nemmeno perchè sei li, con la pala, l'elmetto e la fialetta, che però, ora, è piena. Sempre del coso dico.
La risalita è ancora più complessa perchè, ovviamente non sai più in quale oscura parte di te sei finito, quindi vai un po a naso, cercando di evitare le pareti sensoriali più ripide, quelle pericolose, quelle che se ci cadi da li, so cazzi insomma. Ti agganci alla cordata della ragione, la razionalità che tutto preserva, e a fatica quando ne esci ti senti come un turista cinese in una stanza con sole pareti vuote, asettiche. (e io mo ndo faccio le foto?! -scusate lo stereotipo,era per rendere l'idea).
E lì che il coso, si fa più Coso,il caro Calcare lo disegna sempre nei modi più disparati rappresentando pezzetti di se, il mio oggi ha la forma di un albero spoglio,che non si azzitta mai, tipo Barbalbero (Ent per i viziosi di Tolkien) però na cifra più fascinoso. Saranno le foglie, sarà l'autunno, saranno questi colori un po freddi, o sarà quella voce un po romana un po sinuosa che non fa che ripetere :


- Chev , sei solo un Coso Irrisolto -




Ispirazione,espressioni gergali e immaginina ispirate da quel capolavoro chiamato Kobane Calling - Zerocalcare.
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Bisogna farci i conti prima o poi,la mia abitudine è quella di farli con ricorrenza statisticamente quasi impeccabile, prendendo pala, elmetto da speleologo ed una fialetta per conservarne i campioni. Del Coso dico. Ogni spedizione è come la precedente,la partenza, la ricerca, la speranza ed infine...
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Somewhere in California

09 novembre 2016 ore 15:09 segnala

TOM: Sono tue le sigarette?
IGGY: No, erano già lì quando mi sono seduto.
TOM: Ah.
IGGY: Tu non fumi no?
TOM: No… no, ho smesso.
IGGY: Grazie al cielo neanch’io.
TOM: Un taglio netto.
IGGY: Basta veleno! Ormai sono 25 anni… ah, mio dio!
TOM: Finito.
IGGY: Sono pieno di energie.
TOM: Oh! Io sono rinato.
IGGY: E poi da quando ho smesso… insomma tutto è… tutto è più… ssshhh.
TOM: Sì, sì è tutto più a fuoco, pazzesco. E’ vero.
IGGY: E’ vero?
TOM: Per me è uguale.



IGGY: Che pena mi fanno quei coglioni che si affumicano il cervello e i bronchi. Non hanno forza di volontà.
TOM: Sempre col ciuccio! Sai cosa? Il bello è che quando si smette è che… è che avendo smesso, posso anche fumarne una. Perché ho smesso.
IGGY: Eh…
TOM: Capisci, è un fatto ornamentale, non è mica… non l’aspiro nemmeno.
IGGY: Mh…
TOM: Perché non mi tieni compagnia?
IGGY: Perché no? Sì, tanto ho smesso anch’io.
TOM: Certo! L’essenziale è smettere poi una te la puoi fumare, no?
IGGY: Adesso posso no? Come no. Ok.
TOM: Ecco.
IGGY: Oh! Alla faccia… salute eh?
TOM: Sì! Adesso hai capito cosa vuol dire smettere?
IGGY: Ah… caffè e sigarette, questo sì che è un matrimonio.
TOM: Non si batte.




Vorrei, ma ora, non si batte.

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TOM: Sono tue le sigarette? IGGY: No, erano già lì quando mi sono seduto. TOM: Ah. IGGY: Tu non fumi no? TOM: No… no, ho smesso. IGGY: Grazie al cielo neanch’io. TOM: Un taglio netto. IGGY: Basta veleno! Ormai sono 25 anni… ah, mio dio! TOM: Finito. IGGY: Sono pieno di energie. TOM: Oh! Io sono...
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09/11/2016 15:09:25
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Così

08 novembre 2016 ore 14:32 segnala
Io non voglio essere vigile
per destare la mia noia
ed ho un grido troppo fragile
per privarti della tua necessità

Essere razionali è futile
ed uccide la mia convinzione
da geometra impossibile
che misura ogni suo passo a quello della specie

Sono così

Ed ho un concetto rivedibile
a proposito dell'esistenza
mi da un pensiero da volatile
che cresce senza ali e muore di tristezza

Aria leggera è impercettibile
la forza di essere felici ma
procede a un passo inarrestabile
quando le nuvole ti fissano dal cielo

Sono,



così.
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Io non voglio essere vigile per destare la mia noia ed ho un grido troppo fragile per privarti della tua necessità Essere razionali è futile ed uccide la mia convinzione da geometra impossibile che misura ogni suo passo a quello della specie Sono così Ed ho un concetto rivedibile a proposito...
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Whisperings

07 novembre 2016 ore 11:26 segnala
Era seduto nella solita caffetteria, osservava la gente, il tempo attraverso la vetrata ed i fondi del caffè.
Dava ad ognuno di loro un nome, un lavoro ed una natura comportamentale,
usava gli occhi come inchiostro su di uno storyboard, creava ricordi, storie, amori e drammi, tutti esclusivamente nati, cresciuti e finiti all'ombra di quello stanzone.
Mattonelle a scacchiera, nere e bianche, caffè diluito e l'odore del tabacco misto a quello delle spezie, così intenso e spesso insopportabile.
Quel posto era la culla della sua noia, o se vogliamo, il riflesso del suo disagio,
espresso in gesti rituali, si confondeva bene con le abitudini degli astanti.
Era un pomeriggio d'autunno, quando nella tazzina vide se stesso,
un solo sguardo, un solo respiro, affannoso.
Si alzò, pagò il conto, e uscì.
E non tornò mai più indietro.




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Era seduto nella solita caffetteria, osservava la gente, il tempo attraverso la vetrata ed i fondi del caffè. Dava ad ognuno di loro un nome, un lavoro ed una natura comportamentale, usava gli occhi come inchiostro su di uno storyboard, creava ricordi, storie, amori e drammi, tutti esclusivamente...
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