Er·rà·re

14 novembre 2016 ore 17:47 segnala
Viandante senza volto
nella testa oceani infiniti
controcorrente, eternamente cammina
assorbendo ogni piccolo cedimento
dell'universo circostante.
Lungo mantello e stivali sempre nuovi
guarda passare, sfiorare
chi non può e non sa sostare,
soffermarsi, osservare, oltre.
Porta in se la speranza del nulla
nelle orecchie l'eco della stasi
che batte il ciclo dei pianeti
con rintocchi di ovatta.
Mani strette a pugni, sui fianchi
ben coperti,mai scoperti, sempre all'erta.
Pugni chiusi alzati al cielo
che gocciola viole,
palmi tesi per raccoglierne le essenze.
Vagabondare senza meta ed ogni notte,
fra luci di porti lontani e tramonti di soli.
Si muove agilmente fra i satelliti del suono,
come onde d'urto che si infrangono
sullo scoglio sempre umido dei suoi occhi.


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Viandante senza volto nella testa oceani infiniti controcorrente, eternamente cammina assorbendo ogni piccolo cedimento dell'universo circostante. Lungo mantello e stivali sempre nuovi guarda passare, sfiorare chi non può e non sa sostare, soffermarsi, osservare, oltre. Porta in se la speranza del...
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14/11/2016 17:47:00
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Commenti

  1. Njlo 14 novembre 2016 ore 18:30
    Confesso, leggevo un po' distrattamente e poi, mio Dio, quel cielo che gocciola viole mi ha tramortita. Un'immagine di rara bellezza ed intensità. Anche a me piace vagabondare di notte, in questo mi ritrovo, cercandomi mentre vado a zonzo tra lampioni di luce arancio e squarci di cielo nero.
    E' bellissima.
  2. Chevro80 14 novembre 2016 ore 20:09
    @Njlo
    "E c'è la notte che mi conturba con tutta la sua intimità...
    ma si insinua lentamente tra i velami della mia sensibilità: questo fa con me. Questo fa con te?"

    E' una ricerca costante.
    grazie, per la visita, e la condivisione di pensieri.
  3. Njlo 14 novembre 2016 ore 20:53
    Sì. Oh sì.
  4. ombra.dargento 28 novembre 2016 ore 19:52
    solo di notte lasciava la tana... il mondo fuori le faceva paura, occhi estranei la giudicavano mentre abbassava lo sguardo in cerca di terra e fili d'erba che la riportassero, anche solo per un istante, a casa. allora le lacrime le bagnavano il muso, piccole gocce salate come il suo oceano.
  5. Chevro80 28 novembre 2016 ore 20:44
    @ombra.dargento
    - Ri-Fug(g)i -
    preziosi.

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