PANE E CIOCCOLATA

22 marzo 2017 ore 15:44 segnala
Non si fa che parlare di migranti di sbarchi continui di questa gente che ogni giorno approda sulle nostre coste l'argomento e' ordine del giorno e visto chE oggi si ricorda la nascita del grande Nino manfredi su questo tema e' stampato uno dei film piu' importanti della sua carriera........Pane e Cioccolata

Considerato uno dei migliori film di Manfredi, grazie anche alla sceneggiatura e alla regia di Brusati, che tiene perfettamente in armonia dramma e umorismo!

Dopo ben tre anni trascorsi in Svizzera, lontano dalla famiglia e dagli amici, nell'affannosa ricerca di un lavoro dignitoso, per Giovanni Garofoli, detto Nino, un cameriere ciociaro in prova presso un prestigioso ristorante, sembra prospettarsi un futuro benevolo. La speranza, però, di ottenere il tanto agognato posto fisso è resa vana da una fotografia consegnata alla polizia che lo ritrae, dietro una donna, ad orinare su un muretto.

Espulso per tale inezia, Nino non si dà per vinto e, nonostante ora risieda nel paese come clandestino, cerca di risalire la china. Ospitato per qualche giorno da Elena, un'esule greca dissidente nei confronti del regime dei colonnelli, Nino si affida ad un miliardario italiano riparato in Svizzera per reati fiscali ed esportazione illecita di capitali, conosciuto una sera quando lavorava ancora presso il ristorante, al quale consegna perfino i suoi scarsi e sudati risparmi nella speranza di poter essere assunto come suo cameriere personale. L'industriale lo assume ma, giunto ormai alla bancarotta, si toglie la vita lasciandolo senza lavoro, denaro e, soprattutto, il permesso di soggiorno.

A questo punto prova a stabilirsi presso altri clandestini italiani che vivono in un pollaio condiviso con le stesse galline che per lavoro devono uccidere e spennare. Scioccato dall'esistenza degradata a cui sono relegati quei suoi connazionali, decide, per una sorta di mimesi etnica, di tingersi i capelli di biondo e di cercare di "integrarsi" con gli svizzeri. Ma, capitato in un bar in cui un televisore sta trasmettendo una partita dell'Italia, continua, seppur alquanto goffamente, a recitare la parte del biondo elvetico fino a quando la squadra italiana non segna un goal, un evento di fronte al quale Nino, incapace di trattenere la gioia irrefrenabile, esplode in un urlo liberatorio.

Fallito anche questo tentativo patetico di integrazione, decide di tornare in patria e si accinge a partire in treno. Proprio allora riceve il tanto agognato permesso di soggiorno per altri sei mesi; a consegnarglielo in stazione è l'amica greca che l'ha avuto grazie al marito, svizzero e agente di polizia. Nino, che aveva già deciso di chiudere l'esperienza svizzera, parte comunque ma, come infastidito dall'atteggiamento di alcuni connazionali - pure loro sulla via del rimpatrio, intenti a intonare, in funzione consolatoria, Simmo 'e Napule paisà - blocca il treno in galleria sotto il Traforo del Sempione, scende e torna indietro per riprendere la sua battaglia.
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Non si fa che parlare di migranti di sbarchi continui di questa gente che ogni giorno approda sulle nostre coste l'argomento e' ordine del giorno e visto chE oggi si ricorda la nascita del grande Nino manfredi su questo tema e' stampato uno dei film piu' importanti della sua carriera........Pane e...
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22/03/2017 15:44:04
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19 marzo non per tutti una data lieta.......Marco Biagi

19 marzo 2017 ore 15:33 segnala
NEL 15 anno della morte del Docente di diritto del lavoro Marco Biagi con questo verso di William Shakespeare Andrea Cangini direttore del Resto del Carlino apre il discorso per il premio Marco Biagi nella sua Bologna..

Marco Biagi (Bologna, 24 novembre 1950 – Bologna, 19 marzo 2002) è stato un giuslavorista italiano, assassinato da un commando di terroristi appartenenti alle Nuove Brigate Rosse. L'omicidio avvenne un anno prima dell'approvazione della legge da lui promossa e indicata comunemente con il suo nome, ispirata a una maggior flessibilità dei contratti di lavoro


Docente di diritto del lavoro in diverse università italiane, a partire dagli anni novanta ricoprì numerosi incarichi governativi come consulente di diversi ministeri.


A Marco Biagi è stata intitolata la facoltà di economia dell'Università di Modena e Reggio Emilia, ateneo presso il quale ha insegnato durante gli ultimi anni della sua vita e che è oggi ai primi posti nella graduatoria nazionale delle facoltà d'ambito economico, specialmente per quanto riguarda il mercato del lavoro e le sue dinamiche, campo in cui lavorava Biagi. L'università, in accordo con la famiglia Biagi, ha inoltre istituito una fondazione ed un centro studi per attuare, promuovere e favorire ricerche e studi scientifici nazionali ed internazionali nel campo del diritto del lavoro e delle relazioni industriali.

Diversi autori ne hanno commentato la figura, ad esempio Luigi Montuschi scrisse di lui:

« Il decollo dell'opera di Marco si colloca grosso modo agli inizi degli anni Novanta. Da allora non si contano gli incarichi in Italia e all'estero: la sua costante presenza nelle istituzioni europee è il segno tangibile di una meritata fama acquisita quale comparatista e studioso delle relazioni industriali. Pur se i primi saggi di ampio respiro con i quali si è cimentato con metodo e rigore dogmatico hanno attestato la sua capacità di affrontare tematiche anche complesse, Marco non era e non poteva essere un giurista di stampo tradizionale, non stava dentro gli schemi. Sarebbe stato un errore e, in definitiva, una limitazione delle sue naturali inclinazioni, indurlo a rinunciare ai suoi interessi per il diritto comparato, costringerlo a stare seduto, anziché volare da una capitale all'altra, europea ed extra-europea. Quella era la sua autentica vocazione, era, come si suol dire, impressa nel suo Dna: nato comparatista, europeo ante litteram, quella strada ha percorso raggiungendo prestigiosi traguardi, guadagnandosi stima e considerazione, specialmente fra quei colleghi europei che Marco coinvolgeva ogni anno nei convegni modenesi. »

Assassinato dalle Brigate Rosse ...proprio oggi di 15 anni fa!
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NEL 15 anno della morte del Docente di diritto del lavoro Marco Biagi con questo verso di William Shakespeare Andrea Cangini direttore del Resto del Carlino apre il discorso per il premio Marco Biagi nella sua Bologna.. Marco Biagi (Bologna, 24 novembre 1950 – Bologna, 19 marzo 2002) è stato un...
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I nostri prossimi amici LORO

16 marzo 2017 ore 14:36 segnala
I nostri prossimi amici..loro! a differenza degli umani non saranno dotati di invidia,gelosia,disprezzo sei sei bello o brutto,grasso o magro, ti daranno conforto proprio come un vero amico!
Nel 2015 e' nata sophie e tanti altri androidi dal volto umano e ultimamente ho letto che esprimono le emozioni..


Sophia è, sul serio, il primo vero esempio di robot senziente della storia, quello che potrebbe cambiare per sempre il nostro rapporto con l’Intelligenza Artificiale sotto forma di persona



Il volto di Sophia è composto da uno speciale surrogato del silicone, che può permettere al robot di emulare più di 62 espressioni facciali. Sembrano poche, ma in realtà è quanto di più vicino alla realtà dei fatti si possa mai avere visto che le persone possono esprimere 21 espressioni uniche del viso, ognuna con i suoi micro-cambiamenti. Dietro i suoi occhi, Sophia ha due piccole telecamere che le permettono di vedere e riconoscere chi si trova di fronte, grazie alla combinazione dell’hardware con il software di alcuni algoritmi informatici. In questo modo può dirigere lo sguardo verso gli altri e intrattenere un vero e proprio discorso. Come ci riesce? Grazie a quella che può essere intesa come una funzionale combinazione tra gli assistenti vocali che abbiamo sullo smartphone, Siri, Cortana o Google Now e una tecnologia di Intelligenza Artificiale piò complessa, tipo quella a bordo del supercomputer Watson di IBM. Proprio con IBM e altre compagnie (come Intel), Hanson Robotics e Hiroshi Ishiguro hanno intenzione di collaborare, per integrare in Sophia opzioni di interazione aggiuntive.



“Il nostro obiettivo è renderla cosciente e creativa, proprio come gli umani – dicono dalla Hanson – abbiamo pensato a robot del genere per supportare il lavoro in reparti quali la sanità, la terapia, l’educazione e ambiti più casalinghi”. Secondo gli inventori, un giorno gli androidi saranno talmente simili all’uomo da esserne indistinguibili..sembra davvero Umana VERO!
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I nostri prossimi amici..loro! a differenza degli umani non saranno dotati di invidia,gelosia,disprezzo sei sei bello o brutto,grasso o magro, ti daranno conforto proprio come un vero amico! Nel 2015 e' nata sophie e tanti altri androidi dal volto umano e ultimamente ho letto che esprimono le...
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appunti di viaggio:SIVIGLIA

14 marzo 2017 ore 15:47 segnala
Fondata secondo la mitologia da Ercole, deve, in realtà, le sue origini ai Tartessi e ai Romani, che la chiamarono Hispalis, venne in seguito conquistata dagli Arabi.

Siviglia può essere considerata come il centro artistico, culturale, finanziario, economico e sociale del sud della Spagna

Siviglia è la città dove si celebra la maestosa e storica Semana Santa, la Settimana Santa, e dove si svolge la Feria de Abril, la più festosa fiera annuale dell’Andalusia, entrambe dichiarate di Interesse Turistico Internazionale. Ma l’atmosfera a Siviglia è magica ogni sera, la gente è allegra e rilassata, ama divertirsi e trascorrere la notte nei numerosi locali della città: tapas bar, ristoranti, pub e discoteche. Situata sulle rive del fiume Guadalquivir, Siviglia ha un ricco patrimonio architettonico arabo tra cui il minareto della Giralda, con numerosi edifici dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e quartieri dal profondo sapore popolare come Triana e La Macarena. Il suo patrimonio architettonico include la Casa de Pilatos, la Torre del Oro, il Palazzo Alcázar, il Palazzo Comunale, l’Archivio delle Indie, il Museo delle Belle Arti, conventi, pievi e palazzi.


La Giralda è l'antico minareto della moschea divenuto poi la torre campanaria della cattedrale ed ora è il monumento simbolo di Siviglia. Da questa torre in epoca moresca il muezzin chiamava i fedeli alla preghiera e molto probabilmente veniva anche utilizzata come osservatorio astronomico.


La sua costruzione iniziò nel 1171 e si concluse nel 1198, opera dell'architetto Aben Baso (Ahmad ibn Baso). Nel corso del tempo la struttura subì numerosi cambiamenti e rappresenta uno dei migliori esempi dello stile mudéjar della Spagna.

Raggiunge ora l'altezza di 103 metri e per questo motivo la sua presenza nella città è costante apparendo dagli angoli più imprevisti. In cima si trova un coronamento rappresentante il Trionfo della Fede che viene chiamato Giraldillo.
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Fondata secondo la mitologia da Ercole, deve, in realtà, le sue origini ai Tartessi e ai Romani, che la chiamarono Hispalis, venne in seguito conquistata dagli Arabi. Siviglia può essere considerata come il centro artistico, culturale, finanziario, economico e sociale del sud della...
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L'amore e' un Flipper

10 marzo 2017 ore 14:13 segnala
Questo post é ispirato alla maglietta di una ragazza sulla quale era riportata questa scritta:

Love is a game.. Insert Coin.. Good Luck!!

Questa maglietta mi ha fatto riflettere ancora una volta sul mio argomento

‘preferito’ ovvero l’amore che sia esso fonte di gioia o sofferenza.

Leggendo quella scritta la prima cosa che ho materializzato davanti ai miei occhi é un flipper, Wikipedia lo definisce così

è un gioco di abilità a moneta, di origini statunitensi, molto diffuso con tale nome in Italia, Francia ed altri paesi europei a partire dagli anni cinquanta, soprattutto in bar e locali pubblici.

Il termine flipper deriva dalle piccole pinne (flippers), oggi più comunemente note come alette, comandate da pulsanti esterni e con le quali il giocatore può colpire una biglia d’ acciaio mirando a bersagli posti su un piano coperto da un vetro trasparente. Ogni singolo bersaglio o combinazione di bersagli colpiti apporta un punteggio o agevolazioni (bonus) al gioco.

La stampa sulla maglietta diceva: L’ amore é un gioco ed io ho pensato subito al flipper perchè ha quelle due asticelle che con forza respingono la pallina e decidono il punteggio che può fare, decidono se respingerla o meno, e spesso, se la loro azione non é combinata la pallina anziché ribalzare e fare i diversi punteggi, scende e quindi bisogna ricominciare con una nuova pallina.

Ma l’amore é così? E’ un’azione combinata di due parti che hanno in comune un obiettivo? E decidono sempre assieme di far finire giù la pallina quando diventa scomoda?

L’amore é un’azione combinata solo quando si ha davvero l’intenzione da ambo le parti di far funzionare la cosa, altrimenti, uno dei due o entrambi hanno solo l’illusione di volere costruire qualcosa secondo ciò che sentono, non sapendo che l’altro rema nel verso opposto.

Quindi, secondo la mia opinione, si rema insieme quando si vuole costruire qualcosa assieme e non parlo solo del Grande Amore, anche un rapporto di feeling, comprensione, un buon rapporto sessuale hanno bisogno di obiettivi comuni.

Invece, per quanto riguarda la pallina che uno dei due, perchè se si tratta di tutti e due la situazione si semplifica notevolmente, vuole mandare giù, all’inferno così quando scende esce la scrittina Game Over, per quella è un po’ come quando vai alla sala giochi, cambi un determinato numero di gettoni, però non sono mai abbastanza perché trovi sempre un nuovo gioco avvincente su cui si catalizza la tua attenzione. Il numero di gettoni, non é mai necessario, a soddisfare la tua voglia di giocare, il nuovo videogioco ti assorbe, ne vuoi sempre di più.. prima o poi finisci i gettoni e non vuoi più giocare. Hai la nausea del gioco, trovo un gioco più interessante e nuovo, di cui vuoi sapere tutto.. partendo da come é fatto e vuoi esplorarne tutte le potenzialità.. prima o poi però anche il gioco nuovo ti annoierà.

E allora cosa farai?

Sarai di nuovo davanti ad un bivio a scegliere se far punti alla pallina perché ci sei affezionato o mandarla giù perchè magari quella nuova sarà più bella e diversa dall’altra?

Non lo so.. so solo che..

Love is a game.. Insert Coin.. Good Luck!!
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Questo post é ispirato alla maglietta di una ragazza sulla quale era riportata questa scritta: Love is a game.. Insert Coin.. Good Luck!! http://funkyimg.com/view/2q388 Questa maglietta mi ha fatto riflettere ancora una volta sul mio argomento ‘preferito’ ovvero l’amore che sia esso fonte di...
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Il Paese più Felice del Mondo? Non è in Occidente,

08 marzo 2017 ore 15:52 segnala
I criteri essenziali o quelli generalmente usati per determinare la qualità della vita in qualsiasi luogo del mondo sono la ricchezza, la salute, e il rispetto delle libertà fondamentali di ogni uomo.

Questi criteri però non rientrano nel nuovo studio di The Happy Planet Index, che ha voluto misurare la salute e la felicità contro gli standard: la sostenibilità. In questo calcolo, i paesi di maggior successo sono quelli in cui le persone vivono una vita lunga e felice con costi limitati per l’ambiente.



Qual’è il paese secondo questo studio più felice del mondo intero?

Sorprendentemente, nei primi 10 paesi più felici non c’è nemmeno un paese occidentale ricco. Né uno dei soliti premiati. L’unico paese che si distingue, il paese più felice del mondo secondo “The Happy Planet Index” è il Costa Rica! In cima alla classifica per la terza volta.



Il Costa Rica ha un livello medio di soddisfazione e di felicità personale pari a 7,3 (su una scala da 0 a 10), ha una vita media di 79,1 anni, un alto livello di uguaglianza e di bassa impronta ecologica (l’impatto medio che ogni residente ha su l’ambiente).

Questo paese riesce a collocarsi al primo posto utilizzando solo un quarto delle risorse tipicamente utilizzate nel mondo occidentale.

Come si fa?

Principalmente attraverso un forte impegno per l’ambiente:




Il 99% della fornitura di energia elettrica del Paese proviene da fonti rinnovabili. Gli altri fattori includono i grossi investimenti nei programmi sociali come la sanità e l’istruzione, e di denaro pubblico ce n’è in abbondanza dopo l’abolizione dell’esercito nazionale nel 1949.



I paesi occidentali più ricchi tendono a esagerare quando si tratta di aspettativa di vita e di benessere, ma l’alto costo ambientale del loro stile di vita riduce drasticamente le loro valutazioni. Gli Stati Uniti, per esempio, hanno un’impronta ecologica tra le più grandi al mondo. Tra le nazioni scandinave, solo la Norvegia appare nelle prime venti in questa classifica.



Il Costa Rica sembra aver scoperto la formula segreta su come fornire la felicità e il benessere al suo popolo, senza voltare le spalle all’ambiente.



E ‘saggio cercare la soluzione per un mondo migliore proprio da questi paesi. Il mondo occidentale può imparare così tanto!
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I criteri essenziali o quelli generalmente usati per determinare la qualità della vita in qualsiasi luogo del mondo sono la ricchezza, la salute, e il rispetto delle libertà fondamentali di ogni uomo. Questi criteri però non rientrano nel nuovo studio di The Happy Planet Index, che ha voluto...
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Assistenza tecnica….LOVE

06 marzo 2017 ore 14:58 segnala
Assistenza: “Sì, in cosa posso aiutarti?”
Cliente: “..dopo varie considerazioni, ho deciso di installare Love. Puoi aiutarmi nel processo?”
Assistenza: “Sì, certo. Sei pronto?”
Cliente: “Non sono un bravo tecnico, ma credo di essere pronto. Cosa devo fare?”
Assistenza: “II primo passo è aprire il tuo Cuore. Sai dove è?”
Cliente: “Sì, ma ci sono diversi altri programmi caricati, ora. Si può installare Love mentre questi stanno lavorando?”
Assistenza: “Che programmi sono?”
Cliente: “Lasciami guardare…. ho Rabbia e Vecchie Ferite, Bassa Autostima, Invidia e Risentimento, in questo momento.”
Assistenza: “Nessun problema, Love cancellerà gradualmente Rabbia dal sistema operativo. Potrà rimanere nella memoria permanente ma non darà fastidio agli altri programmi. Love poi coprirà Bassa Autostima con un modulo proprio, chiamato Alta Autostima. Piuttosto chiudi perfettamente Invidia e Risentimento. Quei programmi impediscono a Love di essere installati correttamente. Puoi farlo?”
Cliente: “Non so come. Me lo spieghi?”
Assistenza: “Con piacere. Vai nel Menu Start e clicca su Perdono. Fallo tante volte quanto necessario a cancellare completamente Invidia e Risentimento.”
Cliente: “Ok, fatto! Love si sta autoinstallando. È normale?”
Assistenza: “Sì. Ma ricorda che hai solo il programma base. Per cominciare hai bisogno di connetterti a Cuore e caricare l’upgrade.”
Cliente: “Oops! È comparso un messaggio di errore. Dice: ‘Error – Program not run on external components.’ Cosa devo fare?”
Assistenza: “Non preoccuparti. Significa che Love è settato per girare su Cuori Interni ma non è ancora stato configurato per il tuo Cuore, non lo riconosce. In termini meno tecnici, significa che devi amare te stesso prima che tu possa amare gli altri.”
Cliente: “E quindi?”
Assistenza: “Scegli ‘Autoaccettazione’, poi clicca su ‘Perdonare se stessi’,’Riconoscere il proprio valore’ e infine ‘Riconoscere i propri limiti’.”
Cliente: “Fatto.”
Assistenza: “Ora copiali nella cartella “Mio Cuore”. Il sistema farà un overwrite sui files in conflitto e utilizzerà una patch per eventuali errori di programmazione. Inoltre ricorda di cancellare Autocritica Prolissa da ogni cartella e di svuotare il Cestino per essere sicuro di non recuperarli più.”
Cliente: “Ehi! Mio Cuore si sta riempiendo di nuovi fìles. Sul monitor c’è un Sorriso, mentre Pace e Soddisfazione si stanno autocopiando ovunque. È corretto, questo?”
Assistenza: “Certo. Per alcuni ci vuole un po’, ma ogni cosa richiede il suo tempo. Così Love ora è installato e funziona. Ancora una cosa prima di lasciarci. Love è freeware. Assicurati di distribuirlo in tutti i suoi moduli a chiunque incontrerai, che a sua volta lo condividerà con altre persone riproponendolo anche a te rinnovato.”
Cliente: “Grazie infinite, … VITA…”
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Assistenza: “Sì, in cosa posso aiutarti?” Cliente: “..dopo varie considerazioni, ho deciso di installare Love. Puoi aiutarmi nel processo?” Assistenza: “Sì, certo. Sei pronto?” Cliente: “Non sono un bravo tecnico, ma credo di essere pronto. Cosa devo fare?” Assistenza: “II primo passo è aprire il...
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Vampiri

03 marzo 2017 ore 14:47 segnala
Tante le storie denunciate in quest'ultimo libro, "dedicato ad Aurora B., 27 anni, parrucchiera a Pisa: secondo i calcoli dell'Inps, dovrà andare in pensione il 1° marzo 2064, quando avrà lavorato 58 anni. Percepirà meno di 1.000 euro netti al mese".
"Si può andare in pensione ancora oggi a 55 anni con 5.000 euro al mese? Si può riscuotere un assegno per 66 anni pur avendo lavorato soltanto 3 anni? Si può ricevere un vitalizio da 1.317.805 euro intascando pure il sussidio di disoccupazione? Si possono cumulare tre pensioni ed essere nominati presidente delle Autostrade? Ma certo, che si può: basta appartenere a una delle fortunate categorie che mese dopo mese continuano a prosciugare le nostre tasche e il futuro del Paese". La nuova inchiesta del direttore del Tg4 Mario Giordano.



"Pensare che il Paese di Aurora - è la riflessione di Giordano - possa continuare a pagare la pensione a vedove di parlamentari che non hanno fatto nemmeno un'ora in aula; o alla figlia di un deputato monarchico in carica dal 1947 al 1951; o a un ex consigliere regionale della Calabria che prende 7.490 euro da quando aveva 44 anni e adesso è in carcere con gravissime accuse, è uno scandalo che non si può accettare. Anche perché, come questo libro vi svelerà, Aurora B. e gli altri non assistono solo all'ingiustizia: la pagano di tasca propria. Infatti, con i loro soldi stanno finanziando i privilegi dei nababbi. Sembra assurdo, ma è così. E per questo i folli vitalizi non sono un diritto, ma un furto. Un furto di equità e di futuro, che si ripete ogni giorno e diventa sempre meno accettabile. Bisogna impedirlo. Tutto qui".

MARIO GIORDANO
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Tante le storie denunciate in quest'ultimo libro, "dedicato ad Aurora B., 27 anni, parrucchiera a Pisa: secondo i calcoli dell'Inps, dovrà andare in pensione il 1° marzo 2064, quando avrà lavorato 58 anni. Percepirà meno di 1.000 euro netti al mese". "Si può andare in pensione ancora oggi a 55 anni...
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POI c’era la marmotta che confezionava la cioccolata!

01 marzo 2017 ore 17:40 segnala
Rimorsi o rimpianti?

Màrquez. Un breve ma intenso passaggio: “C’era una stella sola e limpida nel cielo colore di rose, un battello lanciò un addio sconsolato e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati.”

La domanda. Spontanea, scontata, marzullesca: “ È meglio vivere di Rimorsi o di Rimpianti?"

La risposta. La prima, quella SAGGIA: né l’uno né l’altro, perché QUANDO si prendono decisioni SEMPRE consapevolmente, QUANDO si è sempre sicuri di ciò che si fa o non si fa, quando si fanno scelte per il nostro bene MA senza fare del male agli altri, quando si fa SEMPRE la cosa giusta, non si presenteranno MAI né rimorsi né rimpianti, e poi... POI c’era la marmotta che confezionava la cioccolata!

Che bello… tutti “incontaminati”.. Mai un colpo di testa, mai una decisione presa sull'ondata dell’emotività.. Mai una volta travolti dall’impulsività.. Mai una scelta influenzata dalla testardaggine.. Dall’orgoglio.. Dalla Fragilità.. Dalla paura…Mai un “salto fuori dal cerchio” alla Jack Frusciante…

Bello, si!… MA IO NON CI CREDO. Come non credo a quelli che se potessero tornare indietro nella vita rifarebbero TUTTO, nel bene e nel male.

OK.. Allora via con la seconda risposta: Quella “EGOISTICA” (eddai.. nel senso più innocuo del termine!) “È meglio vivere di RIMORSI!” In fondo è da quando avevo 12 anni che sento ripetere frasi come “devi volerti più bene!” “È meglio provare e vivere col rimorso, che non provare e vivere col rimpianto"... chi è che non ha mai scritto sul diario di scuola, A LETTERE CUBITALI "Non pentirti mai di una cosa, se mentre la facevi eri felice" senza nemmeno capirne del tutto il significato...

Forse neanche adesso mi è totalmente chiaro… mi puzza un po’ di paraculite! A me “meglio un rimorso che un rimpianto” sembra tanto una scappatoia per giustificare a noi stessi qualche scelta che sappiamo già non essere proprio correttissima… come le chiamavano al catechismo? Ah, le “Cattive Azioni” (da leggere con lo stesso tono con cui La Zingara pronunciava: “LA LUNA NEEERA!”

Quindi. Davvero è meglio un rimorso che un rimpianto? Non lo so. Dipende! (Ultimamente rispondo ad ogni domanda con “Dipende”! E-NON-VA-BENE!

Quello che voglio dire è che non sempre è possibile condividere appieno questa filosofia di vita perché spesso semplificandola ai minimi termini si traduce in "Rimorso vuol dire aver sacrificato un altro, Rimpianto aver sacrificato sé stessi. Quindi se sacrifico glia altri per il mio bene, è cosa buona e giusta!"

Per mille balene, che senso avrebbe fare o NON fare una scelta privilegiando il benessere degli altri a scapito del nostro se poi il frutto di tale scelta o non scelta sarebbe una vita di rimpianti? Tutto questo, non rappresenterebbe una imperdonabile quanto intollerabile mancanza di rispetto nei confronti di noi stessi, e poi.. POI c’era la marmotta che confezionava la cioccolata!

Si dovrebbe ricordare che tutto questo ho senso solo quando si rispetta la libertà degli individui che ti stanno accanto.
Allora arriva la risposta numero 3. Quella ALTRUISTICA. Meglio vivere di rimpianti. Unica vera regola: l’onestà verso me stessa e la lealtà verso chi mi sta accanto. E poi se ci saranno scelte da fare metterò SEMPRE davanti gli altri, perchè questo non si fa, perchè questo non si dice, e perchè questo non si pensa … e poi, POI c’era la marmotta che confezionava la cioccolata!


No, davvero, non so rispondere cosa sia meglio.
So solo che ho fatto tante c@**@te nella vita. Le ho fatte e mi logorano l'anima, anche se magari proprio grazie a queste “scelte” (chiamiamole così… in fondo non sono altro che scelte…) ho conosciuto persone fantastiche.
Ho promesso a me stessa che non ne farò MAI più. O meglio, ho promesso che le mie scelte non faranno mai più del male a nessuno. Ma..non ci riesco sempre a mantenerla sta benedetta promessa. Ma la vita è così.

Rimorso e Rimpianto sono facce della stessa medaglia. È la vita che ci insegna se poi alla fine sia meglio un rimorso o un rimpianto; è lei a darci le occasioni uniche, meravigliose e a volte anche rischiose; a volte mi convincerò o mi farò convincere a prenderle al volo.. altre volte invece ci rinuncerò.

MA... nell’eterno conflitto tra “pulsioni” ed “ideali”, COMUNQUE la pensiate, e QUALSIASI scelta facciate o non facciate, RICORDATE: ci sarà sempre una marmotta a confezionare la cioccolata!
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Rimorsi o rimpianti? Màrquez. Un breve ma intenso passaggio: “C’era una stella sola e limpida nel cielo colore di rose, un battello lanciò un addio sconsolato e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati.” La domanda. Spontanea, scontata,...
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Finalmente Libero

27 febbraio 2017 ore 14:10 segnala
Ore 11,40..ciao dj Fabo......sei finalmente libero di poter aver assolto il tuo ultimo desiderio,raggiungere quella liberta' negata per tanti anni..


Non si puo' chiedere il permesso di morire dignitosamente come vivere dignitosamente.il nostro stato non te l'ha permesso e tu hai dovuto rivolgerti Altrove..Riposa in pace Antonello! :rosa


Fabiano Antoniani, milanese, 39 anni, ex broker, assicuratore e poi dj di successo, "da ragazzo molto vivace e un po' ribelle", come si raccontava in un video, è passato a vivere una vita nel buio, nell'immobilità. E' rimasto cieco e tetraplegico dalla notte del 13 giugno del 2014, quando fu vittima di un terribile incidente stradale: di ritorno da un locale del dj set milanese, per chinarsi a raccogliere il cellulare che gli era sfuggito di mano sbandò e la sua vettura si scontrò contro un'altra che procedeva sulla corsia d'emergenza. Fu sbalzato fuori dall'abitacolo e da lì ebbe inizio il suo calvario.

Lasciatemi morire.
Sono due parole.
Sono molte cose, in effetti.

E’ l’inizio di una storia, questa, può esser la conclusione di un’esistenza con esito triste, è probabile, ma dignitosa, amata da chi ancora ama e mai smetterà, più che mai accettata dalle uniche persone con diritto di precedenza.
Al contrario, è simile ad altre evenienze, private di dignità, odiose e inaccettabili.
E’ come se scrivessi un romanzo, mio, bello o brutto che sia, l’unico che avessi da raccontare e qualcun altro si appropriasse del privilegio di decidere l’ultima battuta.
Ed è anche come se finalmente arrivasse il giorno della nascita di nuova vita, tra me e chi mi accompagna, è qualcun altro oltre a noi ne scrivesse il nome.
E’ come se, dopo infinita prigionia in un corpo imbarazzato e timoroso di ogni movimento coerente, riuscissi con inimitabile coraggio a scendere in pista e a danzare e qualcun altro pretendesse non solo di scegliere la musica ma addirittura con quali passi librarmi.
Ed è perfino come se, superando altrettanta fragilità di cuore e nervi, trovassi inaspettatamente l’ardire di dichiarare i miei sentimenti all’anima adorata e qualcun altro si impadronisse della mia voce e in mia vece dicesse ti amo.
E’ come se, dopo una lite furibonda con l’amicizia di sempre, quella che non è mai stata più la stessa, ma sai che non ne avrai un’altra così, trovassi per buona sorte l’occasione di stringere di nuovo quella mano, al meglio abbracciarsi, e qualcun altro mi imponesse cosa dire e con quanta emozione nel petto.
Ed è pure come se l’ultima parentesi felice prima di un’esistenza falciata da un destino fin troppo severo potesse essere trafugata, riscritta e colorata.
Da qualcun altro che non sia io.
E’ come se, dopo che il mio passato e il mio presente fossero resi rarefatti da una memoria sofferente, qualcuno che non sia il fato osasse reclamare come proprio tutto il resto.
Leggi pure come il più inestimabile tra i capitoli mai scritti.
In breve, il mio futuro.
Lasciatemi morire.
Sono due parole, sono tante cose, d’altra parte.
Simili ad altre non così diverse come pensi.
Come lasciatemi vivere.
La mia fine…
DJ..Fabo!
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Ore 11,40..ciao dj Fabo......sei finalmente libero di poter aver assolto il tuo ultimo desiderio,raggiungere quella liberta' negata per tanti anni.. Non si puo' chiedere il permesso di morire dignitosamente come vivere dignitosamente.il nostro stato non te l'ha permesso e tu hai dovuto rivolgerti...
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27/02/2017 14:10:26
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