Il cassetto dei sogni

19 febbraio 2017 ore 11:58 segnala
Mi piace pensare che ognuno di noi ha nelle stanze dell’anima, due cassetti speciali: il cassetto dei sogni e quello dei rimpianti.

Nella giovinezza apriamo spesso il cassetto dei sogni: ci piace sfogliarli, assaporarli, proiettarli mille volte nella mente.
Con il passare degli anni, il gesto di aprire quel cassetto diventa meno familiare, come se una ruggine sottile bloccasse i nostri gesti.
I sogni mai guardati impallidiscono, diventano trasparenti fino a essere invisibili.
Il cassetto dei sogni si svuota piano piano.
E pian piano, spesso senza che noi ce ne rendiamo conto, si riempie il cassetto dei rimpianti.

Capita poi che un giorno, per un colpo di vento, un incontro, un sorriso, il cassetto dei sogni si riapra d’improvviso, riportando con violenza dolorosa, l’eco dei sogni non vissuti, delle carezze non date, delle parole perdute.

Per ragioni misteriose, quel cassetto si riapre spesso intorno ai 40 anni, nelle donne, e intorno ai 50, negli uomini.
Forse perché in quei momenti, si trova finalmente il tempo di fermarsi e di fare un bilancio della propria vita.
Forse perché un evento esterno mette in discussione le nostre certezze, anche di futuro.

Per esempio, quando la malattia o la morte di una persona cara ci obbligano a riconoscere l’assoluta brevità della vita, effimera come un sospiro. O quando una nostra crisi esistenziale sotterranea si veste dei colori dell’innamoramento.
In questi momenti di verità con se stessi, e importante fermarsi. Per darsi il tempo di guardare quel cassetto dei sogni e quel cassetto dei rimpianti.

Non ho detto che si debba assecondare “per forza” o “perchè tutte lo fanno” il furore di un’attrazione antica.
Ma è importante riconoscere che c’è fame di emozioni, di tornare a sognare un po’, di riaprire quei margini di sorpresa che forse erano scomparsi dalla nostra vita troppo quieta.
Passerà? Tutto passa. Ma il punto è come si vive quello che poi passa.

“Tutti i mattini del mondo sono senza ritorno”, scrive Pascal Quignard nel libro delizioso -Tous le matin du monde-.



Forse è questa consapevolezza struggente che avevamo rimosso e che un incontro può farcela ritrovare, insieme al coraggio di riaprire il cassetto dei sogni.
Anche solo per un sorriso o una carezza.
Non so se ci può bastare…

Ma è un momento di meravigliosa intensità con cui sorprendersi di nuovo.
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Mi piace pensare che ognuno di noi ha nelle stanze dell’anima, due cassetti speciali: il cassetto dei sogni e quello dei rimpianti. http://funkyimg.com/view/2oXvJ Nella giovinezza apriamo spesso il cassetto dei sogni: ci piace sfogliarli, assaporarli, proiettarli mille volte nella mente. Con il...
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19/02/2017 11:58:23
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Commenti

  1. tex.965 19 febbraio 2017 ore 12:03
    E' sempre bello scoprire che sappiamo sorprenderci ancora... :rosa
  2. leggendolamano 19 febbraio 2017 ore 12:04
    io non dispongo di quei cassetti.
    I rimpianti li butto direttamente nell'indifferenziato
    i sogni li produco "just in time"
    Ho invece fatto una bella scorta di speranze che diventano direttamente rifiuto nel momento in cui dovessero essere smentite e diventare illusioni.
  3. Cocisxx 19 febbraio 2017 ore 12:28
    Si apre il cassetto dei sogni e si sigilla quello dei rimpianti... :rosa :bacio
  4. cheyenne.51 19 febbraio 2017 ore 15:17
    Tex.965...ogni giorno dobbiamo sorprenderci
  5. cheyenne.51 19 febbraio 2017 ore 15:17
    leggendolamano
    la speranza resta sempre l'ultima spiaggia si spera sempre in meglio
  6. cheyenne.51 19 febbraio 2017 ore 15:18
    cocissxx
    i sogni sono quello che nessuno puo' toglierci

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