Nassyria..........per non dimenticare..sono tutti senza colp

12 novembre 2017 ore 11:37 segnala
Nassiriya, 12 Novembre 2003, ore 10.40 - Per non dimenticare
14 anni fa un’autocisterna con a bordo una bomba, forzò l’entrata della base Maestrale, presidiata dai Carabinieri italiani del MSU. L’esplosione uccise 19 italiani. Fu il più grave attacco subito dall’esercito italiano dalla fine della Seconda guerra mondiale.



Le onoreficenze non bastano...Lo stato non ha ancora assolto alla cosa piu' importante ..sapere il perche' sono tutti senza colpe



Caro Presidente della Repubblica,
Sono reduce della Strage di Nasiriyah del 12 novembre 2003.
Le motivazioni che mi spingono a scriverLe sono tante e ormai legate nel tempo soprattutto a questioni di giustizia e verità. Dopo 14 anni non si è ancora celebrato alcun procedimento penale per strage e credo che solo questo possa bastare a motivare questa lettera con cui mi permetto di rubarLe qualche minuto del Suo prezioso tempo per chiederLe un incontro personale e privato.
Il mio primo pensiero corre oggi al giorno della strage quando ero morto per tutti. Lo leggevo nelle lacrime e negli sguardi dei colleghi che non riuscivano a guardarmi negli occhi. Persino i medici non avevano il coraggio di dirmi che stavo morendo. Ho passato quasi cinque anni da allora e per molti giorni alla settimana in ospedale. In molti ospedali italiani; e per quanto la cosa possa lasciare molti indifferenti, anche quando tutto è perfettamente fermo e vuoto, persino di notte nel deserto l’attentato è ancora li, nelle mie orecchie. Mentre dormo. Mentre tento di vivere una vita normale che normale non lo è più. Mentre la notte digrigno i denti fino a farli spaccare, mangiandomi le gengive, tentando di divorare l’ingiustizia di una teocratica assoluzione di uno stato che storicamente non è mai colpevole di nulla grazie all’esercizio democratico del facile abuso delle gerarchie e degli stretti vincoli nei rapporti gerarchici dell’esercizio deviato del potere che si assottiglia sempre più verso forme di eversione legale.
In tutto questo tempo nonostante ci siano stati più di 19 morti e 140 feriti, nessuna responsabilità è stata addebitata ad alcuno. Sono tutti senza colpa.

Allora, credo, questa storia prima di essere dello stato-nazione-patria, prima di poter essere scritta sui libri, diventa soltanto la storia umana della mia vita privata. Un comune incidente sul lavoro e non al servizio del paese. Perché a Nasiriyah c’ero con la mia vita, il mio sangue, il mio dovere fatto fino in fondo. Perché al di là di questa bella analisi socio-politica, se lo stato non dimostra di esserne degno, la mia storia deve rispettosamente appartenere solo a me e non all’indegna collettività.

Da tempo Riccardo Saccotelli ha lasciato l’Arma e vive tra Andria e Gorizia da dove continua a portare instancabilmente all’attenzione dell’opinione pubblica, questa surreale ma drammatica vicenda umana, e soprattutto, una inquietante rappresentazione della realtà delle nostre Istituzioni della cui correttezza e credibilità pare sia rimasto ben poco.

Riccardo Sacottelli
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Nassiriya, 12 Novembre 2003, ore 10.40 - Per non dimenticare 14 anni fa un’autocisterna con a bordo una bomba, forzò l’entrata della base Maestrale, presidiata dai Carabinieri italiani del MSU. L’esplosione uccise 19 italiani. Fu il più grave attacco subito dall’esercito italiano dalla fine della...
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12/11/2017 11:37:52
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Commenti

  1. Illumia1 12 novembre 2017 ore 15:01
    Solo quando é successo volevano fare di tutto per scoprire com' erano andate le cose, ora sono passati degli anni e sembra che tutto sia andato nel dimenticatoio.
  2. cheyenne.51 12 novembre 2017 ore 16:19
    Illumia1
    Come tutte le cose in Italia...Furia francese ritirata spagnola

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