Il Transgenderismo, chiariamo alcuni punti

08 agosto 2020 ore 09:49 segnala


(Il Transgenderismo)
Dato ricevo molte domande sulla questione, vorrei una volta per tutte, sfatare alcune situazioni su Noi Transgender, detti anche "IL TERZO SESSO! per la natura non definibile della transizione a cui si e sottoposti.
1) Tutte le Trans che si sottopongono a tranntamento, lo fanno per causa Disforia Sessuale? Assolutamente NO... ci possono essere molteplici cause perche si intraprende il percorso di transizione, non sempre per motivi di identita o di orientamento sessuale.
2) Chi e Transgender viene definito spesso omosessuale e giusto? Sbagliato, chi decide una transizione, come abbiamo gia detto, puo farlo per i motivi piu svariati, pur mantenendo intatto l'orientamento iniziale. Esempio, se in partenza da maschio ero eterosessuale, non e detto che facendo la transizione, debba per forza di cose diventare omosessuale, ma posso mantenere il mio status originario di eterosessualita, che il quel caso si chiamera Lesbismo non piu eterosessualita.
3) Chi ha il pene ed e Transgender e maschio? NO.. chi decide di fare la transizione, cambia connotati e il suo aspetto muta con esso, quindi nonostante l'assenza o la presenza del pene, organo prettamente maschile, le Transgender rimangono esteriormente donne.
4) Come ci si rivolge ad un Transegender? Dandole sempre del 'LEI' al femminile, e mancanza di rispetto riferirsi ad una Transgender definendola IL al maschile.
5) Transgender significa prostituta? Assolutamente NO... benche chi decida di sottoporsi alla transizione, poi decida per svariate ragioni di prostituirsi, ci sono molte Transgender che lavorano sono laureate e inserite in un contesto sociale normalissimo. quindi non bisogna fare di tutta l'erba un fascio.
6) Chi ha rapporti sessuali con una Transgender e omosessuale? A questa domanda, porrei piu attenzione. Molti uomini pur dichiarandosi prettamente eterosessuali, non disdegnerebbero avventure con il terzo sesso, questo comporta un'omosessualita latente all'interno di ognuno di noi, sia donne che uomini. Una situazione di devianza sessuale che non deve impaurire ne esser presa come malattia. Le devianze sessuali in un essere umano sono molteplici e di svariate forme, tutto sta a identificare quali non comportano danni, dato possono esserci devianze compatibili con vere e proprie malattie mentali. Spero con queste semplici 6 domande e risposte, di aver chiarito una volta per tutte, il nostro orientamento e certe definizioni da non usare in presenza di una ragazza Trans.
Dtt.sa Rondinelli
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Rilassamento Mentale e fisico in pochi esercizi

08 agosto 2020 ore 07:46 segnala


Hai mai avuto mal di schiena o dolori al collo quando sei ansioso o stressato? Uno dei molti modi in cui il tuo corpo risponde allo stress è proprio la tensione muscolare. Il rilassamento muscolare progressivo è un metodo che aiuta ad alleviare questa tensione.

Nel rilassamento muscolare progressivo, tendi un gruppo di muscoli mentre inspiri e li rilassi mentre espiri, lavorando sui diversi gruppi muscolari in un certo ordine.
Quando il tuo corpo è fisicamente rilassato, non puoi sentirti ansioso. Praticare il rilassamento muscolare progressivo per alcune settimane ti aiuterà a migliorare questa abilità e col tempo sarai in grado di utilizzare questo metodo per alleviare lo stress efficacemente.

Le prime volte può esserti utile ascoltare un audio fino a quando non avrai memorizzato tutti i gruppi muscolari in ordine.
Se hai problemi ad addormentarti, questo metodo può anche aiutarti con i tuoi problemi di insonnia.

Trova un posto tranquillo e privo di distrazioni. Sdraiati sul pavimento o accomodati su una sedia, allenta gli indumenti stretti e rimuovi occhiali e gioielli. Appoggia le mani in grembo o sui braccioli della sedia. Fai qualche respiro lento e regolare. Se non lo hai già fatto, dedica qualche minuto a praticare la respirazione diaframmatica.

Ora focalizza la tua attenzione sulle seguenti aree, facendo attenzione a lasciare il resto del corpo rilassato:

Fronte: Inarca i muscoli della fronte, come ad assumere un’espressione corrucciata, trattenendoli per 15 secondi. Senti i muscoli diventare sempre più tesi. Quindi, rilascia lentamente la tensione mentre conti per 30 secondi. Nota la differenza e la sensazione di rilassamento. Continua a rilasciare la tensione finché la fronte non si sente completamente rilassata. Mentre lo fai, respira lentamente e in modo uniforme.
Mascella: Tendi i muscoli della mascella, trattenendoli per 15 secondi. Quindi rilascia lentamente la tensione, contando per 30 secondi. Nota la sensazione di rilassamento e continua a respirare lentamente.
Collo e spalle: Aumenta la tensione del collo e delle spalle, sollevandole verso le orecchie e mantenendole in questa posizione per 15 secondi. Rilascia poi lentamente la tensione mentre conti per 30 secondi.
Braccia e mani: Chiudi lentamente entrambe le mani nei pugni. Porta i pugni al tuo petto e tienili premuti per 15 secondi, stringendo il più forte possibile. Quindi rilascia lentamente i pugni e riporta le braccia distese mentre conti per 30 secondi. Nota la sensazione di relax.
Natiche: Aumenta lentamente la tensione muscolare dei glutei per 15 secondi. Quindi, rilascia lentamente la tensione per 30 secondi.
Gambe: Aumenta gradualmente la tensione nei quadricipiti e nei polpacci per 15 secondi. Stringi i muscoli più forte che puoi. Quindi rilascia delicatamente la tensione per 30 secondi. Nota la tensione che si scioglie e la sensazione di rilassamento che avvolge il tuo corpo.
Piedi: Aumenta lentamente la tensione nei piedi e nelle dita dei piedi, inarcando la pianta come a voler chiudere i piedi in un pugno. Stringi i muscoli il più possibile. Quindi rilascia lentamente la tensione mentre conti per 30 secondi.
Goditi la sensazione di relax che attraversa il tuo corpo. Continua a respirare lentamente e in modo uniforme.
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« immagine » Hai mai avuto mal di schiena o dolori al collo quando sei ansioso o stressato? Uno dei molti modi in cui il tuo corpo risponde allo stress è proprio la tensione muscolare. Il rilassamento muscolare progressivo è un metodo che aiuta ad alleviare questa tensione. Nel rilassamento musc...
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Crisi Psicotiche causati dallo stress cure e sintomi.

07 agosto 2020 ore 13:40 segnala


Il disturbo psicotico è una condizione caratterizzata da una percezione alterata della realtà.
Questo senso d’irrealtà genera ansia e irrequietezza, rende le persone attente in maniera maniacale a tutto ciò che li circonda, e in alcuni casi porta ad isolamento emotivo e sociale.

La definizione di disturbo psicotico comprende una serie di malattie molto diverse per cause, durata, evoluzione nel tempo e modalità di trattamento, per cui sono essenziali una buona diagnosi e un trattamento adeguato.

È interessante notare che le persone con questi disturbi danno per scontato il fatto che la loro percezione della realtà sia autentica, nonostante l'evidenza. Anche se un’altra persona gli fa notare che le cose che sente o che vede sono frutto della sua percezione alterata della realtà, e in effetti non esistono, la persona ammalata le vede e le sente come se fossero reali.

Quali malattie causano disturbo psicotico?
Tra i disturbi psicotici, la malattia più nota è la schizofrenia. Una predisposizione genetica e fattori ambientali sarebbero le cause responsabili. Si ritiene che per formulare una diagnosi sia necessaria la presenza dei sintomi per un periodo continuativo di almeno 6 mesi. Come base fondamentale del trattamento si dovrebbero prendere in considerazione l’utilizzo di terapie farmacologiche e psicoterapia integrativa.

Si definisce episodio psicotico breve una reazione da parte di una persona geneticamente vulnerabile alla psicosi ad una situazione o a un periodo di stress elevato, che porta ad una alterazione dell’equilibrio psichico.
In questi casi la scomparsa dei sintomi è generalmente rapida e il recupero è completo. Il trattamento dovrebbe prendere in considerazione l’uso di terapie antipsicotiche per un periodo di tempo specificato.

La psicosi tossica è un altro tipo di disturbo psicotico, dovuto al consumo di sostanze tossiche (cannabis, cocaina, amfetamine...), e dovrebbe essere inizialmente trattata con la cessazione totale dell’assunzione di queste sostanze.

Il disturbo schizoaffettivo è un disturbo psicotico con alternanza di momenti di intensa tristezza o di euforia accompagnati da sintomi psicotici (deliri e allucinazioni); è causato da una combinazione di fattori genetici e ambientali e viene trattato con terapia farmacologica e psicoterapia integrativa.

Altre malattie mentali che, in certe fasi, possono causare sintomi psicotici sono il disturbo bipolare e il disturbo di personalità.

Altri sintomi psicotici possono essere dovuti a condizioni patologiche: tumore, infezione al cervello, malattia autoimmune... In questi casi il trattamento deve essere quello indicato per la patologia che provoca tali sintomi.

Tra i disturbi psicotici non sono inclusi l’autismo, il disturbo di personalità antisociale e quello di personalità multipla (o di doppia personalità).

Diagnosi di disturbi psicotici e schizofrenia
Sappiamo che il fatto che una persona manifesti un primo episodio psicotico non significa che poi riceva una diagnosi di schizofrenia, dato che in altri disturbi psicotici i sintomi possono essere gli stessi.

Per diagnosticare una psicosi come la schizofrenia, la maggior parte delle linee guida raccomandano che la presenza dei sintomi persista per almeno sei mesi e che si siano verificati diversi episodi con caratteristiche specifiche.
In ogni caso, il tuo psichiatra può utilizzare diversi criteri diagnostici e ti riferirà le ragioni della sua decisione diagnostica.
Trattamento della psicosi
L'obiettivo del trattamento è quello di eliminare i sintomi al più presto possibile, in modo che la persona recuperi completamente, e di prevenire il progressivo deterioramento. Più tempo passa dall'esordio dei sintomi psicotici all'inizio del trattamento, peggiore sarà la prognosi, con un grado di recupero inferiore.1,2,3,9,10

Nei casi di schizofrenia, disturbo schizoaffettivo, disturbo bipolare ed episodio psicotico breve, la base del trattamento è una combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia.
Nei casi di psicosi tossica e psicosi organica, i trattamenti consistono rispettivamente nell'astensione assoluta da sostanze tossiche e nel trattamento della patologia che provoca i sintomi psicotici.

Cosa devo fare in caso di episodio psicotico?
In primo luogo, chiedere aiuto, segnalare alle persone che si trovano con te le sensazioni che provi e chiedere di essere visitato da un medico, che molto probabilmente chiederà una consultazione con uno psichiatra.
Alla visita con lo psichiatra è importante raccontare ogni sensazione, anche se ti è sembrata poco importante. Lo psichiatra indicherà gli schemi di trattamento e i comportamenti da adottare, che vanno seguiti scrupolosamente.
È molto importante essere visitati in tempi brevi, al fine di ricevere un trattamento il più rapidamente possibile ed evitare un'evoluzione della malattia.
Le raccomandazioni dello psichiatra comprenderanno anche modifiche dello stile di vita, ossia una sana alimentazione, esercizio fisico regolare e adeguati ritmi del sonno.
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« immagine » Il disturbo psicotico è una condizione caratterizzata da una percezione alterata della realtà. Questo senso d’irrealtà genera ansia e irrequietezza, rende le persone attente in maniera maniacale a tutto ciò che li circonda, e in alcuni casi porta ad isolamento emotivo e sociale. La ...
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07/08/2020 13:40:15
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Le perversioni sessuali che piacciono agli uomini

07 agosto 2020 ore 09:49 segnala

Tecnicamente la perversione (dal latino perversum: stravolto) è un atteggiamento deviato che si manifesta nell’ideazione e perseguimento di comportamenti distorti rispetto al senso comune. Il termine, viene utilizzato per quei comportamenti ritenuti “anormali”.

Ma chi siamo noi per decretare cosa sia normale o meno, soprattutto nell’ambito della sessualità? Del resto, il sesso, per essere soddisfacente, va vissuto con naturalezza e spontaneità.

In questo articolo, andremo ad affrontare quelle pratiche sessuali considerate poco ortodosse, ma non per questo non condivisibili con il partner.

Sesso di gruppo
Il sesso di gruppo era un’abitudine consolidata presso gli antichi romani, che davano vita quotidianamente a spettacoli erotici ispirati alla mitologia. Nerone addirittura aprì a Campo Marzio un villaggio per mettere in scena banchetti, orge e spettacoli saffici.

L’interesse per il sesso di gruppo è ancora vivo e viene praticato durante feste private o in locali dedicati allo scambio di coppia.

Se il tuo compagno mostra di gradire questo tipo di giochi, devi essere contenta che te ne abbia parlato. La comunicazione in una relazione sessuale è fondamentale per la buona riuscita della stessa.

Non ti stiamo decidendo di assecondarlo, anzi se l’idea di condividere la vostra intimità con altri proprio non ti va a genio, ascoltalo senza colpevolizzarlo e spiega le ragioni del tuo rifiuto.

Puoi cercare comunque un punto di incontro, ad esempio introducendo qualche fantasia orgiastica nella routine sessuale.
E se decidi di provare, puoi sempre tornare sui tuoi passi, qualora la situazione dovesse crearti disagio o fastidio.

Feticismo
Il Feticismo è una forma di perversione sessuale che concentra il desiderio erotico su una parte del corpo del partner (come i piedi) o su un oggetto che gli appartiene (in genere intimo, scarpe o calze).

L’adorazione del piede è il feticismo più comune e sono molti gli uomini che lamentano di avere accanto compagne restie a farsi annusare e baciare le estremità. Colpa dei tabù che avvelenano la nostra sessualità e che ci fanno provare imbarazzo per nostri odori. In realtà, i piedi sono ricchi di terminazioni nervose e, se ben stimolati, possono procurare piacere e aumentare notevolmente la libido.

Un altro feticismo molto diffuso è l’adorazione dell’intimo, meglio se molto “vissuto”. Anche qui non c’è niente di male: un uomo che trova eccitante il tuo odore non va colpevolizzato, bensì compreso e, perché no, anche assecondato.

Se il tuo partner manifesta gusti feticisti, prova a dargli una chance, fai uno sforzo, non è assolutamente da escludere che anche tu possa trovare intriganti questi giochetti un po’ fuori dagli schemi ma per nulla lesivi della tua dignità.

BDSM
Nel BDSM (Bondage, Dominazione, SadoMaso e Masochismo) rientrano quelle attività erotiche che prevedono una disparità nel rapporto di potere fra i partner sessuali e dell’uso del dolore per favorire l’eccitazione.

I termini “sadismo” e “masochismo” derivano dai nomi di due autori:

Il Marchese de Sade, aristocratico francese vissuto nella seconda metà del XVIII secolo e filosofo libertino e autore di romanzi erotici in cui descrive le pratiche che portano a godere del dolore fisico inflitto agli altri. Le sue opere più celebri sono: Le 120 giornate di Sodoma, La filosofia nel boudoir, La nuova Justine.
Leopold von Sacher-Masoch, scrittore austriaco della metà dell’800, che ha praticato la sottomissione maschile descrivendola in molti suoi romanzi, il più conosciuto e celebre dei quali è Venere in pelliccia.
Tra le pratiche BDSM più diffuse troviamo:

Bondage
Si utilizzano corde, bavagli, manette, bende e altri accessori per costringere all’immobilità il partner.

Abbandonarsi totalmente all’altro è un’esperienza molto eccitante, che consigliamo a quelle coppie in cerca di emozioni forti. Il bondage può essere praticato anche in forma soft, che è preferibile quando non si è molto esperti.

Se decidi di buttarti in questo gioco ad alto contenuto erotico, procurati l’attrezzatura in un sex shop e lasciati andare completamente. Unica avvertenza: scegliete insieme una parola d’ordine da utilizzare se la situazione dovesse risultare insostenibile.

Waxing
Si versa sulla pelle della cera fusa. La sensazione è molto piacevole (è come se venissi bagnata con dell’acqua calda) e, con gli adeguati accorgimenti, non rischi ustioni.

Acquista candele “sicure”, che puoi trovare nei sex shop in diverse profumazioni, per un coinvolgimento dei sensi a 360 gradi.

Come per il bondage, opta per una parola d’ordine e presta attenzione alla fiamma, evitando di avvicinarla troppo a indumenti, lenzuola, cute e capelli.

Violenza fisica: Spanking, Slapping e fruste
Sculacciate (Spanking) e sberle sul viso o sulle parti intime (Slapping) praticate durante un atto sessuale, soprattutto se unite al dirty talking, rendono la performance più animalesca e possono intensificare il piacere.

Anche in questo caso, il nostro consiglio è di lasciarti andare, dosando le forze, soprattutto all’inizio.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei frustini, fatti consigliare in un sex shop attrezzato.

Spitting
Il partner dominante sputa sul corpo e in bocca al dominato, che gode nell’essere umiliato.

La saliva, inoltre, è un eccellente lubrificante; pertanto questa pratica è un’ottima preparazione per la penetrazione vaginale o anale.

Pissing e Scat
Esistono poi perversioni estreme e pericolose, soprattutto se praticate con partner di cui non conosci lo stato di salute.

Ad esempio, urinare o defecare sul corpo del partner, che molti trovano estremamente piacevole, sono pratiche che andrebbero valutate con attenzione ma, anche in questo caso, non colpevolizzare chi te ne fa richiesta.

La sessualità fa parte integrante della nostra quotidianità e ognuno ha diritto di condurla come meglio crede, sempre nel rispetto altrui. Se tutti fossimo più liberi di manifestare i nostri desideri, senza dovercene vergognare, facendoli presenti al partner, avremmo sicuramente una vita sessuale più appagante ben distanti dall’ipocrisia che avvelena i rapporti.
Una coppia deve poter parlare di tutto e confrontarsi anche su tematiche forti e non convenzionali, senza temere giudizi morali.

Apri la tua mente, liberati dai preconcetti, ascolta, valuta e, se lo ritieni opportuno, sperimenta.

Dormire fa bene al cervello e aiuta a combattere le malattie

07 agosto 2020 ore 07:30 segnala


Un buon sonno fa aumentare la produzione di cellule cerebrali che formano la mielina, una sostanza che costituisce la guaina isolante delle cellule nervose. La mielina è fondamentale per il sistema nervoso perché protegge le cellule dai quei danni che possono sfociare in malattie.
Quando viene a mancare, un fenomeno chiamato demielinizzazione, si può andare incontro a un rallentamento o all’interruzione dell’impulso nervoso, con conseguenze gravi, tra cui perdita della vista o difficoltà nei movimenti.
La malattia più tristemente nota che deriva dalla demielinizzazione è la sclerosi multipla.

Quali sono i sintomi della sclerosi multipla?
Come si fa la diagnosi di sclerosi multipla?
Grazie a questa scoperta, pubblicata su The Journal of Neuroscience, si comincia a comprendere il ruolo del sonno nella riparazione e nella crescita del cervello.Dormire quindi almeno Otto ore senza interruzioni, una volta al giorno, aiuta a rigenerare le cellule stressate dalla giornata, ma attenzione a non esagerare. Troppo sonno porta all'effetto contrario.n
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« immagine » Un buon sonno fa aumentare la produzione di cellule cerebrali che formano la mielina, una sostanza che costituisce la guaina isolante delle cellule nervose. La mielina è fondamentale per il sistema nervoso perché protegge le cellule dai quei danni che possono sfociare in malattie. Qu...
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Transgender = Prostitute... un po di rispetto per piacere!

06 agosto 2020 ore 14:14 segnala


Vorrei sollevare una questione che mi riguarda personalmente, dato tirata in causa. Il Transgenderismo visto dagli occhi della gente. Da quando ho fatto la transizione a circa vent'anni, ho scoperto a mie spese, un mondo che fino a prima mi era ignoto, a parte l'omofobia risaputa nel mondo che etichetta quelle come noi malate, deviate,puttane. Su questo punto mi fermerei, perche chi decide di passare al cambio di sesso, deve per forza essere una prostituta? E pur vero, che molte decidono di prostituirsi o facendo le escort, oppure in strada, scelte personali di ognuno di noi, ma non possiamo fare di tutta l'erba un fascio non credete? non a caso ho scelto come immagine la protagonista del famoso film con Michele Placido "Mery Per Sempre". La discriminazione che regna in trans come noi, e univoca, la Trans per definizione e puttana o frocio. se e bella viene stalkerizzata per il suo aspetto fisico, se esce bruttina, ecco gli appellativi classici che non sto qui a ripetere. Io sono laureata e svolgo un lavoro di tutto rispetto, faccio la Psicologa Sessuologa, sono Dottoressa, e mi son posta l'obbiettivo di aiutare chi come me viene discriminata per la scelta che ha fatto nella vita. possibile che non si riesca a capire che siamo persone prima che Trans?
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Psicologo & Psichiatra... facciamo chiarezza.

06 agosto 2020 ore 11:58 segnala

Molte persone non hanno una chiara idea della differenza che esiste tra queste professioni, ma se si sta cercando aiuto da un professionista della salute mentale, è di fondamentale importanza conoscere in cosa differiscono le prestazioni che vengono offerte da queste due figure professionali.

La risposta più semplice – ma che dice poco ai non addetti ai lavori – consiste nel descrivere i differenti percorsi di studio necessari per arrivare a svolgere le due professioni. Lo Psichiatra ha una laurea in Medicina e Chirurgia e una specializzazione post-lauream in Psichiatria. Lo Psicologo ha una laurea in Psicologia, ma per utilizzare il titolo di “Psicologo”, oltre alla laurea, deve aver superato l’Esame di Stato ed essere regolarmente iscritto all’Albo Professionale dell’Ordine degli Psicologi.

Spesso si usano informalmente termini come “Terapeuta” o “Terapista”, che non corrispondono necessariamente ad una specifica professione. Di fatto numerose e diverse professioni utilizzano questi termini, ma attenzione: dietro ad un generico “Terapista” potremmo trovare uno Psicologo, uno Psichiatra, uno Psicoterapeuta, un Fisioterapista, un Counsellor professionista o persone senza un titolo di studio riconosciuto che si occupano di terapie non convenzionali.

Quindi per evitare sorprese, è importante chiedere sempre al professionista cui ci si rivolge quale percorso di studio ha seguito e di quali titoli si può fregiare. Se il professionista non ha nulla da nascondere, sarà ben felice di fornire le informazioni richieste.


Visione medica e visione psicologica della salute mentale
La differenza più importante e sostanziale tra le due professioni riguarda l’oggetto di studio e di intervento.

Lo Psichiatra si occupa di disturbi mentali a carico del sistema fisico dell’essere umano. Lo Psicologo guarda agli aspetti emotivi e cognitivi del disturbo mentale.

Le conseguenze sul lato pratico sono notevoli: lo Psichiatra richiede e valuta esami medici, prescrive farmaci generici e psicofarmaci. Lo Psicologo non prescrive farmaci, ma utilizza come strumenti di intervento il colloquio, la somministrazione di test, il sostegno empatico e - se è anche psicoterapeuta - le tecniche di intervento psicoterapeutiche.

Lo Psichiatra, che è innanzi tutto un medico, ha un rapporto col paziente di tipo medico-paziente ossia un rapporto asimmetrico in cui il paziente è la parte dipendente in stato di necessità, mentre il medico ha il ruolo del professionista competente che sa, guida e dà prescrizioni. Lo Psicologo punta invece sul rapporto paritetico col paziente, un rapporto individuo-individuo in cui sia presente innanzi tutto la fiducia, perché senza la fiducia nessun lavoro psicologico può essere portato avanti.

Lo Psichiatra tende a curare il disagio psichico andando a riequilibrare gli scompensi chimici che vengono a crearsi nel cervello di una persona sofferente. Ad esempio è stato rilevato che, in concomitanza di alcune forme di depressione, l’attività di un neurotrasmettitore chiamato serotonina – una sorta di messaggero dell’attività psichica – è meno intensa. Lo Psichiatra interviene su questo scompenso sul piano fisico, somministrando uno specifico farmaco per la psiche – uno psicofarmaco – che incrementa l’attività della serotonina. Il paziente sta meglio ma deve continuare ad utilizzare gli psicofarmaci.

Lo Psicologo è cosciente degli squilibri chimici ma preferisce correggerli con un’altra strategia: vuole riattivare le risorse, la capacità di scelta, le emozioni positive del paziente in modo che stia meglio e sia in grado di riequilibrare da sé gli squilibri chimici del proprio cervello.

Talvolta le due professioni collaborano nel perseguire la salute di un dato paziente. In questi casi il disturbo viene affrontato in modo parallelo sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista psichiatrico. Questo può avvenire quando un paziente presenta sintomi molto gravi che possono culminare nell’aggressione o nella distruzione di sé o di altre persone. In questi casi lo Psichiatra somministra una terapia farmacologica che limiti la distruttività del paziente, mentre lo Psicologo lavora per riattivare le risorse di crescita del paziente.

Le cause della pedita di memoria

06 agosto 2020 ore 09:38 segnala

La perdita della memoria (o amnesia) consiste nell'impossibilità, parziale o totale, di ricordare esperienze passate, recenti o più remote. In casi gravi, il soggetto affetto da amnesia può anche non riuscire ad acquisire stabilmente nuovi ricordi. Di norma, la capacità di memoria dipende dall'interazione tra corteccia cerebrale e altre regioni dell'encefalo. Tale processo comprende l'acquisizione di nuove informazioni, la codifica (elaborazione, immagazzinamento, formazione di associazioni e consolidamento dei dati) e il recupero. Un'alterazione di una qualsiasi di queste fasi può causare amnesia. La perdita della memoria può essere transitoria (con graduale ritorno alle funzionalità normali, come avviene dopo lievi lesioni traumatiche), stabile (si riscontra nel contesto di eventi morbosi gravi; es. encefalite o arresto cardiaco) o progressiva (es. demenze su base degenerativa come la malattia di Alzheimer). Il disturbo può anche essere classificato come retrogrado o anterogrado, quando è rispettivamente impossibile ricordare gli eventi che precedono l'evento causale o immagazzinare nuovi ricordi successivi allo stesso. L'amnesia, inoltre, può essere distinta in globale (relativa a tutte le modalità sensoriali e a tutto il passato) o senso-specifica (riguarda una singola modalità sensoriale, come nel caso dell'agnosia). A seconda della natura del problema, il recupero della memoria può essere totale, parziale o nullo. Un danno che compromette la memoria recente e la capacità di acquisire nuovi ricordi è spesso dovuto a processi degenerativi, traumi cerebrali e lesioni di natura vascolare o ischemica, bilaterali o multifocali. Disturbi della memoria su base psicologica, invece, possono derivare da un grave stress psichico (amnesia dissociativa).
Uno stato amnesico può derivare anche da tumori, disturbi metabolici, carenze nutrizionali (es. carenza di tiamina) e intossicazione da varie sostanze (es. eccessiva ingestione di alcol, inalazione cronica di solventi, utilizzo di dosi consistenti di sedativi, barbiturici o benzodiazepine ecc.). La perdita della memoria può essere causata anche da crisi epilettiche o emicraniche.

Violenza Psicologica sulle Donne.

05 agosto 2020 ore 20:28 segnala


Quando si parla di violenza nel mondo femminile bisogna tenere conto che non esiste solo quella fisica. C’è infatti un’altra forma, più subdola forse, ma non per questo meno grave: si tratta della violenza psicologica sulle donne. Anche in questo caso i dati sono preoccupanti e sottolineano come, nonostante i grandi passi avanti compiuti negli ultimi anni, si stia ancora affrontando un fenomeno problematico, per il quale bisogna mettere in atto tutte le contromisure necessarie a livello legislativo, culturale e sociale. D.i.Re, la rete italiana dei centri antiviolenza, che può contare su oltre 80 sedi diffuse su tutto il territorio nazionale, ha di recente condotto un’analisi comparata tra i dati Istat e quelli raccolti tramite le loro strutture. Emerge in maniera evidente come la forma di violenza maggiormente subita sia proprio quella psicologica, che riguarda il 73,6% dei casi. Seguono i soprusi fisici (62,1%), quelli economici (30,7%), lo stalking (16,1%) e la violenza sessuale (13,5%).

violenza psicologica sulle donne come riconoscerla

Violenza psicologica sulle donne: un fenomeno da non sottovalutare
C’è anche un altro aspetto da non far passare in secondo piano quando si parla di violenza psicologica sulle donne, come ha sottolineato la presidentessa di D.i.Re, Lella Palladino: la “violenza fisica è episodica, e non sempre cronicizzata, mentre la violenza psicologica è quotidiana, fatta di denigrazione, svalutazione e umiliazioni continue. Il punto è capire che il problema è il potere, la sopraffazione, l’intenzione degli uomini di mettere un limite alla vita delle donne”.

I segnali per riconoscere la violenza psicologica
Violenza psicologica sulle donne: come riconoscerla? Una domanda sempre più attuale e che, purtroppo, non ha una risposta semplice o univoca. Proprio perché meno visibile, questo fenomeno viene spesso sminuito, negato o, nei casi peggiori, nascosto dalle vittime stesse. Queste ultime in molti casi vivono da tempo una dinamica di coppia problematica e disfunzionale e hanno finito per considerare alcuni comportamenti inaccettabili come “normali” all’interno del proprio rapporto.

Nonostante non sia sempre facile riconoscere gli episodi di violenza psicologica sulle donne, ci sono però alcuni comportamenti anomali che vanno considerati come dei veri e propri campanelli d’allarme. Se il partner quotidianamente mette in atto uno o più dei seguenti atteggiamenti, che sono tra i più comuni, è molto probabile che stia esercitando un abuso.

Svalutazione: attraverso una continua serie di critiche, che vanno dall’abbigliamento al modo di vivere, che sono infondate e hanno l’obiettivo di umiliare.
Silenzio: attraverso l’indifferenza e l’interruzione della comunicazione, si creano senso di colpa e inadeguatezza, che aprono la strada ad ansia, disagio e insicurezza.
Atteggiamenti passivo-aggressivi: comportamenti ambigui che si manifestano attraverso indifferenza, cattivo umore e risposte aggressive, che fanno sentire la donna in colpa e inadeguata.
Gelosia patologica: si tratta di una forma di gelosia morbosa, ossessiva e non giustificata da dati oggettivi. L’obiettivo è quello di far credere alla donna di essere “proprietà” dell’uomo.
Controllo: può avvenire con il monitoraggio di spostamenti, conversazioni telefoniche e chat personali, in modo indiretto tramite domande – spesso insistenti – oppure diretto tramite una violazione della privacy personale, ad esempio sottraendo il cellulare della donna senza il suo consenso per spiarne le attività.
Discredito delle persone vicine: il partner denigra famigliari, amici e conoscenti della donna, così da allontanarli da loro e isolarla.
Ricatti e minacce: possono essere esplicite o meno e hanno l’obiettivo di rendere la vittima succube delle richieste e dei desideri del partner.
Violenza psicologica: dove trovare l’aiuto necessario?
violenza psicologica sulle donne cosa fare

Una volta riconosciuto il problema della violenza psicologica sulle donne, cosa fare? Prima di tutto bisogna capire e accettare che un rapporto basato su atteggiamenti distruttivi e svilenti non è rapporto né sano né normale e che non c’è la possibilità di migliorarlo in futuro. Una situazione diffusa, infatti, è proprio quella che vede la vittima sperare che con i propri sforzi e con il passare del tempo la propria condizione cambi e le violenze cessino o diminuiscano.

Inoltre, bisogna prendere consapevolezza che chiedere aiuto è un atto non solo doveroso, ma anche coraggioso e può davvero cambiare la vita.

Quindi per superare le forme di violenza psicologica è necessario:

riconoscere di avere un problema senza minimizzarlo o sottostimarlo;
parlarne a qualcuno: prima con le persone fidate, poi con un esperto, ad esempio uno psicologo o uno psicoterapeuta;
mettersi al primo posto e cominciare un processo di “rinascita” che prenda il via dai propri reali bisogni e desideri;
ricostruire la propria autostima;
lasciare il partner violento.
Quando si affronta per la prima volta il problema è sempre consigliabile rivolgersi ad alcune strutture preparate per fornire tutto il supporto, sia psicologico sia legale, in questo percorso delicato ma necessario. Le più importanti sono:

consultori;
centri antiviolenza;
il Telefono Rosa antiviolenza e antistalking 1522.
Sapere di non essere sole davanti a questa situazione è il primo, fondamentale passo per uscirne.
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« immagine » Quando si parla di violenza nel mondo femminile bisogna tenere conto che non esiste solo quella fisica. C’è infatti un’altra forma, più subdola forse, ma non per questo meno grave: si tratta della violenza psicologica sulle donne. Anche in questo caso i dati sono preoccupanti e sotto...
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05/08/2020 20:28:28
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Cognomi Vergognosi, quando e invivibile portarsi un cognome.

05 agosto 2020 ore 11:21 segnala


Succede spesso di incontrare persone con un cognome che imbarazza e mette a disagio. Ci si pone allora la domanda: come ci si può chiamare così? In Italia, come in altri Paesi, i cognomi hanno sei principali fonti: 1. da un nome personale, in genere del padre, ma anche della madre o comunque di un avo (Martini, Rinaldi, De Luca...); 2. da un'indicazione di provenienza, toponimo, o relativo aggettivo (Siciliano, Milanesi, Di Napoli...); 3. da un'indicazione di residenza all'interno della comunità (Piazza, Fontana, Chiesa...); 4. da un'indicazione di mestiere, attività, titolo, carica (Ferrari, Barbieri, Vaccaro...); 5. da un soprannome allusivo all'aspetto fisico o al comportamento (Bianchi, Grasso, Bevilacqua...); 6. dallo status originario di trovatello (Proietti, Innocenti, Trovato, ecc.). Alcuni esempi di cognomi "imbarazzanti" Ma i nomi che consideriamo sgradevoli nascono da soprannomi, specialmente di animali, attribuiti a persone che li possedevano o allevavano, a volte imposti proprio con l'intenzione di offendere. La persona costretta a portare un cognome disdicevole o ridicolo, di cui si vergogna, molto spesso chiede di cambiarlo. Sono infatti centinaia all'anno le persone che fanno questo tipo di richiesta. Il cambiamento, comunque, non è mai drastico, basta la sostituzione di una sola vocale per dare al cognome un significato e una fonia più gradevoli. A questo tipo di cambiamenti si è ricorso fin dal Medioevo. Cognomi celebri si sono formati grazie al cambiamento di qualche vocale o consonante.
Pallavicini, nasconde in realtà Pelavicini, nomignolo affibbiato a qualcuno che derubava i conoscenti; Pellicani viene da Pelacani; Cadamosto, famoso navigatore, era molto probabilmente un meno piacevole Cacamosto; il diffuso Capece nasce da una sincope di Cacapece; Frangipane, nome di una famiglia romana potentissima intorno all'anno 1000, era in origine Fregapane. Cappasanti proviene da un poco religioso Gabbasanti. E l'eroe Pisacane sarebbe stato ricordato con lo stesso entusiasmo se avesse mantenuto il nome dei suoi avi, quasi certamente Pisciacane? Il cognome Manacorda verrà da Malacorda, da cuore cattivo. Ettore Fieramosca era in origine Ferramosca, cioè chi perde il suo tempo a cercare di mettere i ferri a un insetto. Erasmo Gattamelata aveva in origine il soprannome Gattamalata.
Il cambiamento del cognome è stato oggetto di discussione già alla fine del XVII secolo. Vincenzo Lancetti afferma in un saggio del 1836, sulla pseudonimia, che il cambiamento dei nomi turpi è "sempre stato reputato o necessario o lodevole". Giacomo Casanova, a proposito di un suo conoscente Tognolo di Oderno, alias Fabris nelle sue Memoires, scriveva: "S'egli avesse continuato a chiamarsi Tognolo, nessuno avrebbe badato al nobile e distinto carattere, ai sentimenti, alle virtù di Fabris. Eppure tal è la conseguenza che può avere un nome in questo sciocco mondo", "Cangisi dunque quando se n'abbia uno poco sonoro... purchè il nome che tu scegli non appartenga a verun altro, nessuno può contrastarti un sì naturale diritto". E osservava che non avrebbero avuto accesso all'immortalità gli Arouet, i Lerond e i Trapasso se non fossero diventati Voltaire, D'Alembert e Metastasio.
Tra i personaggi contemporanei noti, possono essere citati per un cambiamento di cognome Pietro Saragattu-Mulinas, nonno del quinto presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat; Sergio Pininfarina erede di Giuseppe Farina, costruttore automobilistico noto come "Pinin" Farina; Antonello Riva, figlio di Mario Bonavolontà, in arte Mario Riva. Parecchi cambiamenti si hanno come conseguenza ad adozioni, divorzi, riconoscimenti paterni ecc.
Una percentuale molto bassa riguarda l'omonimia con personaggi scomodi. Ad esempio, alla fine della seconda guerra mondiale molti Hitler chiesero ed ottennero un altro cognome. Oggi il nome Hitler è praticamente scomparso: nessun dizionario di onomastica tedesca osa più includerlo tra i suoi lemmi. Ma, sono centinaia le istanze che riguardano richieste di cambiamento per nomi di animali o cose, per difetti fisici o morali, per epiteti considerati imbarazzanti, disdicevoli o addirittura infamanti per il portatore.
"La Gazzetta Ufficiale", pubblica periodicamente i nomi da cambiare, quali: Finocchio, Lamorte, Maiale, Massacra, Pippa, Piscioneri, Scopo, Sega, Troia, Zoccola, e le modifiche effettuate, a seguito di una richiesta fatta da parte dell'interessato all'Ufficio Anagrafe. Si può così analizzare un ampio repertorio disponibile, secondo la sfera semantica di disturbo e secondo i mutamenti invocati.
Sono considerati, per dirla come la legge, "ridicoli e vergognosi", perchè rientrano nella sfera semantica di organi o comportamenti sessuali o in quella escatologica (più o meno associata a forma di torpiloquio): Bocchino e simili, Caccavalle, Cacchio, Cagarelli, Cagossi, Cantacesso, Castrati, Cazzaro, Culetto, Culò e Culotta, Ficarotta e Ficarrotta, Frocione, Lapuzza, Lo Stimolo, Mastronzo, Minchio, Mona, Pippa, Pirlone, Piscia e Pisciottu, Pittana, Pompini, Recchione e Ricchione, Scazzino, Sederino, Stronziero, Uccello, Vagina, Zoccolante.
Altri possono considerarsi infamanti perchè svalutativi o comunque deplorevoli: Bavoso, Broccolo, Canaglia, Carciopolo, Carnemolla, Casino, Ciavatta, Corna, Cozza, Femminella, Incapace, Lacchè, Lapelosa, Ottuso, Pallone, Pedalino, Pomodoro, Puzone, Ricotta, Scema, Sciocca, Spaghetti, Spinelli, Tontodimamma, Terrone, Venerdì.
Ci sono nomi di animali, che non piacciono: Bufalo, Cagna, Ciuccio, Pàpara, Pappagallo, Rospo, Serpente, Sorichetta, Topa, Verme, Capra e Capretta, Gallina e Vacca, molti sono anche i Porcelli, Porcellini, Porcello, Porco, Porcaro, Porcu, Porqueddu, Maiale e Maialetti. I cognomi che spaventano: Coma, Cancro, Di Muoio, Lamorte, Morte, Massacra, Sciagura, ecc. Quelli che evidenziano origini illegittime: Bastardi, D'Ignoti, Spurio.
C'è da tener presente che il concetto di disdicevole cambia da un luogo all'altro: ad esempio Porcu in Sardegna non è affatto strano perchè diffusissimo nell'isola.
Ci sono poi i cognomi considerati censurabili e odiosi per motivi politici, come Fascio o Fascista. Altri avvertiti come fastidiosi laicamente, come Verginella.
Alcuni cambiamenti sono voluti per meglio inserirsi nel Paese in cui si risiede, diverso da quello d'origine: a Milano la famiglia Ben Omar, di origine araba, ha chiesto di diventare Benoma; Altaraz, famiglia originaria di Israele, ha chiesto di diventare Altara. Alcuni sono stati costretti, negli Stati Uniti, a effettuare la traduzione letterale del loro cognome (Lorenzi è diventato Lawrence; Martini, Martin; Bevilacqua, Drinkwater; Vinciguerra, Winwar; Chiesa, Church).
E ancora, si effettuano cambiamenti quando nomi femminili diventano cognomi impedendo la determinazione del sesso del portatore; e questo nonostante la popolarità di personaggi televisivi come Piero Angela, Umberto Simonetta e altri ancora.
Il patrimonio onomastico italiano, comunque, muta in maniera ridotta: i Bocchini o Bocchino sono ancora oltre 4.000; gli Spinelli o Spinello più di 20.000; i Vacca oltre 10.000, i Porco 1.200, i Pollo 400. E si contano ancora 200 Sederino, 150 Culetto, 100 Frocione; 200 Fallito e 80 Tonta.
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05/08/2020 11:21:57
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