a passo svelto…..

22 novembre 2016 ore 14:27 segnala


Ieri al mercatino del lunedì, una mamma camminava a passo svelto. La sua ragazzina dietro di lei, non riusciva a starle dietro. La madre si fermava spesso per comprarle un’infinità di cose; tute, scarpe, giubbotti, guanti, cerchietti per i bei capelli lunghi della figlia. Ma faceva tutto in fretta, noncurante della figliola ormai stanca, ed alla quale non chiedeva se quel che comprava le piacesse. Alla fine si rivolse alla figliola dicendole:” Hai visto quante cose ti ho comprato? Sei contenta adesso”? L’ adolescente la guardò senza entusiasmo, e le rispose:” Sarei stata più contenta se avessi scelto io, ma ancor di più se mi avessi dato la mano. Hai fatto tutto da sola, ma io c’ero mamma”. E furono quelle parole che diedero una scossa alla madre. Aveva capito che la figlia aveva vissuto l’abbandono; la strinse forte a sé, la prese per mano e insieme si avviarono verso casa. Non bisogna mai correre e lasciare indietro chi si ama, non è una bella sensazione per chi ci dà le spalle. Ci si sente esclusi, allontanati, come se non esistessimo. E invece esistiamo, e abbiamo tanto bisogno di considerazione, di affetto, di presenze premurose…..
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« immagine » Ieri al mercatino del lunedì, una mamma camminava a passo svelto. La sua ragazzina dietro di lei, non riusciva a starle dietro. La madre si fermava spesso per comprarle un’infinità di cose; tute, scarpe, giubbotti, guanti, cerchietti per i bei capelli lunghi della figlia. Ma faceva t...
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quella finestra chiusa…..

16 ottobre 2016 ore 16:02 segnala


Di fronte casa mia c’è un vicoletto. Lì dentro vi abita “da non molto tempo” una vecchietta, la cui finestra è dirimpetto al mio balcone. E’ sempre dietro i vetri, e osserva chi passa. I suoi occhi sono sempre puntati sul mio balcone perché sa che la saluto e le mando un bacio con il soffio. I vicini di casa mi avevano detto che era inutile andare a trovarla perché non parlava, non dialogava ma rimaneva con lo sguardo fuori dalla finestra. Mi dicevano altresì, che aveva la casa linda e il frigo sempre pieno, perché gli assistenti sociali avevano un occhio di riguardo per quella donnina con il volto da Madonnina. Io invece ero di parere contrario, perché i suoi occhi s’illuminavano quando mi vedeva. Così una mattina, usando il linguaggio gestuale le dissi:” Sto venendo da te”. La porta era socchiusa, perciò entrai e a voce alta pronunciai: “ Sono qui”. Girò la testa, mi sorrise e poi di nuovo guardò fuori. Le presi le mani e le dissi:” Mi chiamo Rita”. Mi guardò di nuovo, mi sorrise e stavolta strinse le mie mani.



Tornai a casa e il giorno dopo vidi il suo sguardo puntato sul mio balcone. Andai ancora una volta a trovarla, aveva gli occhi pieni di gioia. Con un fil di voce mi disse:” Chissì duci figghia mia, rumani vieni”? ( quanto sei dolce figlia mia, domani vieni)? “Certo che vengo le risposi”. Le donnine del vicinato dissero che era un miracolo, ma io risposi:” L’Amore è il miracolo, quell’amore che da sempre le avete negato”. Così ogni giorno non perdo occasione per andare a trovarla ma non sono la sola, pian piano tutte le vicine le fanno visita. Com’è bello vederla in compagnia! E sono sempre più convinta che è il vero Amore che opera miracoli. Questo mio pensiero vale per tutti, non solo per la vecchietta dirimpettaia ma per chiunque vive nella solitudine e nell’abbandono. E allora facciamolo questo miracolo, facciamolo…
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« immagine » Di fronte casa mia c’è un vicoletto. Lì dentro vi abita “da non molto tempo” una vecchietta, la cui finestra è dirimpetto al mio balcone. E’ sempre dietro i vetri, e osserva chi passa. I suoi occhi sono sempre puntati sul mio balcone perché sa che la saluto e le mando un bacio con il...
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la foto ingiallita…

02 ottobre 2016 ore 12:54 segnala


La mia casa è molto piccola per cui sui mobili per non appesantirla non metto nulla, neanche una piccola foto Solo nel soggiorno un bel quadro e due belle piante d’appartamento. Stamane mi è accaduta una cosa strana. Mentre riordinavo il primo cassetto del comò, sotto la biancheria intima, trovo una vecchia foto ingiallita. La guardo bene e riconosco il nonno materno, un sant’uomo che viveva solo per la famiglia ed il lavoro. Non sapeva leggere e scrivere, quando prendeva la pensione, metteva la croce come per firmarsi. Da piccola gli proposi di vedere con me il programma serale:” Non è mai troppo tardi”. Non imparò nulla perché si ritirava tardi dalla campagna e si addormentava sul tavolo. In pochi momenti, ho ricordato tutto di lui, la sua calma , la sua bontà, la sua gentilezza! Quante volte la nonna lo sgridava ma lui non replicava mai. Quando mia madre mi picchiava perché ero fin troppo vivace, mi accoglieva tra le sue gambe e i suoi occhi diventavano lucidi. Un nonno davvero fuori dal comune ma ancor più insolita è stata la sua morte. Come di consueto, la domenica sera andava in chiesa; ebbene quella domenica non fece ritorno a casa. Ma mentre mia madre e mio padre si recavano in chiesa per cercarlo, il parroco corse incontro ai miei genitori. Li fece entrare in chiesa e lì videro il nonno inginocchiato con le mani giunte, immobile. Se n’era andato così com’era vissuto, in silenzio, con calma, sereno. In bocca aveva ancora l’Eucarestia.
P.S. per chiunque pensasse che questa storia è frutto d’invenzione, sappia che non oserei mai nominare il “CORPO DI CRISTO”.
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« immagine » La mia casa è molto piccola per cui sui mobili per non appesantirla non metto nulla, neanche una piccola foto Solo nel soggiorno un bel quadro e due belle piante d’appartamento. Stamane mi è accaduta una cosa strana. Mentre riordinavo il primo cassetto del comò, sotto la biancheria i...
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quella signora…..

29 settembre 2016 ore 14:05 segnala


Ferma vicino a una bancarella osservo un’anziana signora che sceglie della frutta da una cassetta posta in bella mostra sul bancone. E mentre tutte le signore che le stanno vicino, si affannano a scegliere la frutta più bella, più perfetta, lei prende quella con qualche imperfezione. Incuriosita mi avvicino.
Lei continua a riempire il piccolo cestino con la frutta che le altre scartano. Le chiedo: “Come mai sceglie la frutta ‘meno bella’?” Lei mi guarda e sorride. “Perché quella un po’ ammaccata è la più saporita.
La gente è convinta che la frutta più bella esteticamente sia la migliore, invece spesso è il contrario. La frutta è un po’ come le persone. Non sempre la bellezza fisica si accompagna a quella interiore. Anzi spesso la bellezza esteriore ci abbaglia e non ci fa notare la povertà dell’animo. Le persone belle difficilmente restano sole, proprio perché la bellezza colpisce e attrae, invece accade che persone meravigliose siano sole, pur avendo tanto da dare e da dire”.
Ho riflettuto e ho capito che senza neanche rendersene conto e con semplici parole, quella signora mi ha spiegato il senso della vita. Le chiedo: “Posso abbracciarla?” E lei: “Come no! Ma cosa ho fatto per meritarlo?” “Nulla, all’apparenza. Proprio come diceva lei prima, ciò che all’apparenza sembra banale, può essere prezioso”.


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« immagine » Ferma vicino a una bancarella osservo un’anziana signora che sceglie della frutta da una cassetta posta in bella mostra sul bancone. E mentre tutte le signore che le stanno vicino, si affannano a scegliere la frutta più bella, più perfetta, lei prende quella con qualche imperfezione....
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Il ragazzo e la bancarella….

20 maggio 2016 ore 11:07 segnala


Quasi tutti i giorni, vado al mare, qui in Sicilia, è iniziato il caldo afoso in anticipo. Verso mezzogiorno, un giovane che nel barroccino ubicato sulla grande piazza della spiaggia, vende :costumi, pantaloncini, magliette, parei, vestitini per il mare, ciabatte, lascia il fratello a custodire la bancarella e con un lungo asse di legno sulle spalle, cerca di vendere in spiaggia, una buona parte del suo guardaroba. I prezzi sono stracciatissimi, variavano dai 5 ai 10 euro, perché la qualità non è certo granché. La gente lo assale, guarda e mescola la merce, si complimenta con lui per il suo buon gusto, ma non acquista nulla. Questo ragazzo mi fa una tenerezza immensa. Gronda di sudore, rassetta la biancheria e guarda le persone chiedendo aiuto con lo sguardo. Non osa insistere, ha una grande dignità ma ci sono giorni che vende a malapena quel tanto che gli basta per sostenersi.



Guardandolo, mi sono venute in mente le parole di mia madre a noi figlie:” Acquistate sempre qualcosa da queste persone, non fategli mancare il vostro aiuto, perché la disperazione, può far sì che un domani per sopravvivere, questi giovani, possono andare a rubare”. Così un giorno io, un altro le mia sorella, come anche le mie ex colleghe, ci siamo riproposte di comprare qualcosa da lui. Io ho comprato un costume , mia sorella un pareo, altri dei vestitini leggeri per la spiaggia. Gli diamo una mano per evitare il peggio. La colpa non è della gente che non compra, ma della gravissima crisi economica che incombe su ogni famiglia. Facciamo un fioretto, evitiamo di gustare una granita, una briose, una bibita, un caffè con cornetto al bar e offriamo un piccolo fiore a questi giovani….pensate per un attimo ai vostri figli se vivessero in queste condizioni….

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« immagine » Quasi tutti i giorni, vado al mare, qui in Sicilia, è iniziato il caldo afoso in anticipo. Verso mezzogiorno, un giovane che nel barroccino ubicato sulla grande piazza della spiaggia, vende :costumi, pantaloncini, magliette, parei, vestitini per il mare, ciabatte, lascia il fratello ...
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L’ultimo concerto….

20 aprile 2016 ore 12:40 segnala


Nel 2001, insegnavo in una scuola rurale. Avevo alunni dalla classe prima alla classe quinta. Fra questi spiccava A., per la sua bravura ed il suo talento per la musica. Sua madre da due anni la portava da un professore di pianoforte, strumento musicale che lei adorava e negli anni diventò così brava che al primo superiore andò al nord per suonare come concertista. Felice, venne da me per raccontarmi i suoi successi ma fu ancora più felice quando mi annunciò il suo fidanzamento ufficiale con un concertista dieci anni più grande di lei. Le dissi che stava sbagliando, che era troppo giovane per farsi carico di un legame così importante. Non mi ascoltò, mi sorrise, mi baciò e mi disse: a presto maestra. Giorni fa ho saputo che due anni fa lui la lasciò per una donna sua coetanea, e che A., impazzita dal dolore, smise di suonare e si ritirò a casa, perdendo i contatti con il mondo circostante ma soprattutto con il pianoforte che era la sua vita. D’un tratto seppi che si era svegliata da questo torpore e che aveva detto alla madre che voleva iniziare a suonare. La madre che soffriva moltissimo per la depressione della figlia, sussultò di gioia. A., riprese a suonare per diversi mesi dimostrando sempre un grande talento per la musica. Così, prima di Pasqua, fu chiamata per un concerto a Palermo. Riscosse un enorme successo, e sembrava avesse riacquistato la serenità perduta. Invece da Palermo non ha mai fatto ritorno. Ha spedito una lettera ai genitori, pregandoli di non cercarla. Vani sono stati fino ad oggi, i tentativi delle forze dell’ordine per ritrovarla, A., non si trova, né da segni di vita. Immensa è la paura della famiglia e di chi la conosce. Io, con le lacrime agli occhi, ho sempre A., davanti a me, sorridente, mentre suona il pianoforte……
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« immagine » Nel 2001, insegnavo in una scuola rurale. Avevo alunni dalla classe prima alla classe quinta. Fra questi spiccava A., per la sua bravura ed il suo talento per la musica. Sua madre da due anni la portava da un professore di pianoforte, strumento musicale che lei adorava e negli anni d...
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Quanto sei bella Madre…

13 aprile 2016 ore 13:16 segnala
Sotto questo specchio immenso di stelle, ci sono tante, milioni di luci che accendono la notte… Nel frastuono assordante del silenzio, in lontananza, le onde che sbattono sulla scogliera indicano l’appena passata mareggiata che ha rinfrescato e pulito l’acqua. I pescherecci sono in viaggio per l’intera notte, anche loro consapevoli dell’immenso e straordinario spettacolo visto dal mare. Alla mia sinistra il faro dell’isolotto lampeggia ad intermittenza proprio come il mio cuore per te…Madre…



Quanto vorrei averti qui, seduta su questa panchina con me e toccarti e baciarti le mani, come piace tanto a me. Vorrei farti rivivere l’emozione di questo paesaggio mozzafiato, di queste luci e di questi profumi che rimangono indelebili nella mia testa e ogni volta che vorrò tornare qui mi basterà chiudere gli occhi e pensare solamente al profumo e al pensiero di te. Osserva Madre, la calma del porto, le ultime auto che rincasano, l’immensità del mare e questo paese che riesce a regalare magie ogni volta e sotto ogni punto di vista.. Guarda in alto, guarda quante stelle, è uno specchio su cui ti rifletti Madre! Quanto sei bella…


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Sotto questo specchio immenso di stelle, ci sono tante, milioni di luci che accendono la notte… Nel frastuono assordante del silenzio, in lontananza, le onde che sbattono sulla scogliera indicano l’appena passata mareggiata che ha rinfrescato e pulito l’acqua. I pescherecci sono in viaggio per...
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Non è mai tardi per cambiare……

21 marzo 2016 ore 14:13 segnala


È bellissima la mia terra in questo periodo. Qualche papavero rosso, margherite bianche e gialle e tantissime primule. Mi stendo con le braccia dietro al collo e osservo il cielo azzurro con qualche nuvola sparsa. Inevitabilmente penso alla mia vita, a tutto ciò che di bello mi è rimasto nel cuore, alle persone care che non ci sono più. Ricordo gli insegnamenti di vita dei miei amati, che oggi sono la strada che perseguo. Rimembro l’amore per i miei alunni che ho amato come figli e che ancora mi saltano addosso quando mi vedono, ma oggi ho ricordato in particolare le parole sante che mia madre, conoscendomi, mi diceva sempre:” Vivi l’amore con leggerezza, non obliarti in esso, ricorda di tenerlo alla tua destra, poiché deve starti vicino ma devi avere la maturità se è necessario, di separartene se gioca un brutto ruolo nella tua vita”. Solo oggi ho capito quanta ragione aveva e quanto tempo ancora ho per cambiare.



È il vespro, suonano le campane, la gente s’affretta ad andare in Chiesa, anche io prego per tutti coloro che conosco ma soprattutto per chi è lontano dalla Luce. Anche se con anticipo, auguri di una serena Pasqua a Voi tutti che mi leggete….

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« immagine » È bellissima la mia terra in questo periodo. Qualche papavero rosso, margherite bianche e gialle e tantissime primule. Mi stendo con le braccia dietro al collo e osservo il cielo azzurro con qualche nuvola sparsa. Inevitabilmente penso alla mia vita, a tutto ciò che di bello mi è rim...
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mi piace la gente di poche parole…

20 gennaio 2016 ore 22:30 segnala


Mi piace la gente che non guarda se l’erba del vicino è più verde, bensì cura con amore il proprio giardino. Mi piace la gente che ogni giorno ringrazia Dio d’avere il pane sulla tavola pensando non sia poi così scontato…Mi piace la gente che prega per i propri affetti, ma anche per i propri nemici, affinché trovino la strada della luce. Mi piace la gente che sa scrollarti di dosso la fatica con un sorriso…E infine, mi piace la gente che non ha bisogno di troppe parole perché con un gesto, mi sa capire, riempire un silenzio, un dolore, un momento difficile. Un piccolo gesto, donato con amore, mi risolleva, mi fa sperare, mi fa rinascere…

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« immagine » Mi piace la gente che non guarda se l’erba del vicino è più verde, bensì cura con amore il proprio giardino. Mi piace la gente che ogni giorno ringrazia Dio d’avere il pane sulla tavola pensando non sia poi così scontato…Mi piace la gente che prega per i propri affetti, ma anche per ...
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…Mi chiamo Sami….

23 novembre 2015 ore 08:47 segnala


Seduto sul marciapiede della Cattedrale, un piccolo albanese, con gli occhi grandi, neri e tristi, teneva in mano un cappello con dentro un foglietto:” Mi chiamo Sami, non parlo italiano, per favore aiutatemi! Io e i miei fratelli abbiamo fame. Grazie”. I passanti, inteneriti dall’età e dallo sguardo triste del bambino, gli davano volentieri qualcosa ma nessuno, dico nessuno, si fermava a parlare con lui, usando il linguaggio dei gesti per ricavare informazioni sulla sua famiglia in modo da poterli aiutare. Io non sono di certo una Santa, tutt’altro, ma come si fa a rimanere indifferenti davanti ad un bambino, infreddolito, che non può comunicare perché non conosce la lingua italiana, solo e abbandonato? Perciò, seguii Sami che verso le 16 del pomeriggio, si allontanava dal marciapiede, tenendo stretto al petto l’elemosina quotidiana e si recava in una casa diroccata dove era accampata la sua famiglia che viveva nella miseria più deplorevole e nella totale mancanza di igiene.



Non persi tempo, andai alla Caritas, parlai con l’esponente dell’Associazione, gli raccontai tutto ciò che avevo visto e lo implorai ad intervenire con immediatezza. I membri della Caritas sono stati celeri. Appurato lo stato di degrado della famiglia di Sami, hanno cercato una sistemazione provvisoria per lui e la sua famiglia, in attesa di un alloggio più confortevole. In questo periodo Sami dalla mattina fino alle 16, vive a casa mia, poi raggiunge una famiglia che ospita uno dei suoi fratelli. L’unica frase in italiano che spontaneamente dice è: “che bello”….
Ed io sono felice quando ascolto questa frase, lo stringo forte a me, e gli sussurro all’orecchio, “quanto bene ti voglio Sami….



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« immagine » Seduto sul marciapiede della Cattedrale, un piccolo albanese, con gli occhi grandi, neri e tristi, teneva in mano un cappello con dentro un foglietto:” Mi chiamo Sami, non parlo italiano, per favore aiutatemi! Io e i miei fratelli abbiamo fame. Grazie”. I passanti, inteneriti dall’et...
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