Vivo...

28 maggio 2016 ore 17:48 segnala


Cosa ci da la forza di vivere?

Una famiglia, i figli, l'Amore che si ha al proprio fianco...o un sogno da realizzare?
Quante domande nei miei pensieri, e quante risposte mai avute...ma questa forza di poter fare, realizzare l'impossibile mi fa vivere...e mi fa sentire Vivo!

E dico a te che stai leggendo, un consiglio con il cuore, Vivi!! perchè tutto ciò che oggi rinunci domani non sarà più possibile...gli eventi non lo permetteranno e il tempo passa!!

Nel mio piccolo seguo l'istinto e cerco di vivere e con me chi mi è accanto, dando speranze a chi come me segue un sogno...rendiamolo VIVO!

Davide.


( Video da youtube )
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« immagine » Cosa ci da la forza di vivere? Una famiglia, i figli, l'Amore che si ha al proprio fianco...o un sogno da realizzare? Quante domande nei miei pensieri, e quante risposte mai avute...ma questa forza di poter fare, realizzare l'impossibile mi fa vivere...e mi fa sentire Vivo! E dico...
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28/05/2016 17:48:25
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Quel calore...

24 maggio 2016 ore 19:53 segnala

(immagine da google)

Freddo dentro me...cerco quel calore di te, in me, nel cuore, solo tu sai scaldare la mia anima, parole, dolcezza donata con Amore, mi fai sentire Vivo...e tu sai scaldare quei pensieri che fanno felice il mio essere.

Il tuo sapermi Amare, capirmi, comprendere il mio stato d'animo, con le tue poche parole sai farmi tornare sereno, sereno come quel cielo azzurro di una calda estate...ma non è il sole a scaldarmi, ma il tuo Amore.

Tengo dentro me quel tuo calore, lo cerco, e lo trovo nel mio cuore, non soffocare mai questo ardere di passione ma alimenta sempre con il tuo Amore quelle fiamme di desiderio dentro te, ed io mi scalderò con il tuo corpo.

Non smettere mai di darmi il tuo calore...

Davide.


(video da youtube)
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« immagine » (immagine da google) Freddo dentro me...cerco quel calore di te, in me, nel cuore, solo tu sai scaldare la mia anima, parole, dolcezza donata con Amore, mi fai sentire Vivo...e tu sai scaldare quei pensieri che fanno felice il mio essere. Il tuo sapermi Amare, capirmi, comprendere i...
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Voglio sapere cosa sia l'Amore...

21 maggio 2016 ore 11:45 segnala


(Traduzione della canzone "To know what love is"

“Devo prendermi un po’ di tempo
per ripensare a certe cose
leggere meglio fra le righe
mi potrà servire più avanti negli anni.
Devo scalare questa montagna
mi sembra di avere il mondo sulle mie spalle
vedo l’amore che splende tra le nuvole
mi scalda nei momenti difficili della vita.
Nella mia vita ho provato angoscia e dolore
non so se riuscirei ad affrontarli ancora
non mi posso più fermare
sono arrivato troppo in là
per cambiare questa vita solitaria.
Voglio sapere cos’è l’amore
voglio sia tu a mostrarmelo
voglio provare cos’è l’amore
so che tu puoi mostrarmelo.
Mi prenderò un po’ di tempo
tempo per guardarmi intorno
non posso più nascondermi
sembra che l’amore
mi abbia alla fine trovato.
Nella mia vita ho provato angoscia e dolore
non so se riuscirei ad affrontarli ancora
non mi posso più fermare
sono arrivato troppo in là
per cambiare questa vita solitaria.
Voglio sapere cos’è l’amore
voglio sia tu a mostrarmelo
voglio provare cos’è l’amore
so che tu puoi mostrarmelo.
Voglio sapere cos’è l’amore
voglio sia tu a mostrarmelo
voglio provare, provare cos’è l’amore
e lo so, so che tu puoi mostrarmelo.
Parliamo d’amore
voglio sapere cos’è l’amore
l’amore che tu senti in te
voglio che tu me lo mostri
e provo così tanto amore
voglio sentire cos’è l’amore
no, non puoi nasconderlo
so che tu puoi mostrarmelo
Voglio sapere cos’è l’amore
parliamo d’amore
voglio che me lo spieghi
anch’io voglio provarlo
voglio sentire cos’è l’amore
anch’io voglio provarlo
e so, lo so, so che tu puoi mostrarmelo
mostrami che l’amore esiste
voglio sapere cos’è l’amore…”.


( Video di mia creazione )

Ma cos'è questo Amore?

Sensazione che mi travolge rendendo il mio essere così fragile...mi abbandono ad una forza che non riesco a domare, sento crescere in me la voglia e la passione scorrere nel sangue.

L'Amore padrone dei miei pensieri, pensieri che volano da te, leggeri come aria ma forti come pietra...

L'Amore, linfa vitale del mio essere, è aria che respiro, la pelle che veste il mio corpo, è il mio cibo, la forza della mia Vita, senza Amore non potrei vivere!

Ora so cosa sei, e quello che fai di me!

A te che sai Amarmi, a te che mi doni il tuo Amore.

Davide.
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« immagine » (Traduzione della canzone "To know what love is" “Devo prendermi un po’ di tempo per ripensare a certe cose leggere meglio fra le righe mi potrà servire più avanti negli anni. Devo scalare questa montagna mi sembra di avere il mondo sulle mie spalle vedo l’amore che splende tra le n...
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La mia oasi...

19 maggio 2016 ore 19:17 segnala

(Immagine da google)

Percorro questo deserto...alte dune di sabbia rovente dove il calore le trasforma in onde insidiose, giorni di cammino nel desiderio di trovare la mia Oasi...

Fatica, calore fanno padrone del mio essere, cammino ed arranco con fatica caduta dopo caduta questo deserto.

Ma eccola li, la mia Oasi, la scorgo tra le nubi di sabbia trasportate dal rovente vento, ci sono...sei tu, proprio tu la mia Oasi...mi inginocchio e sorseggio la linfa della tua acqua, mi riposo e trovo in me la pace e soddisfazione nell'averti trovata, mi siedo all'ombra del tuo corpo...mi vesto di un vento fresco e ascolto il tuo verbo come in un sogno..

Ti ho trovata, mi hai ridato la Vita, la speranza, riempito il mio essere di forza e coraggio.

Rimango qui cullato dal tuo refrigerio, mi nutro dei tuoi frutti, della tua acqua, del tuo Amore.

A te che sei la mia Oasi di felicità e Vita.

Davide.


(Video da youtube)
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« immagine » Percorro questo deserto...alte dune di sabbia rovente dove il calore le trasforma in onde insidiose, giorni di cammino nel desiderio di trovare la mia Oasi... Fatica, calore fanno padrone del mio essere, cammino ed arranco con fatica caduta dopo caduta questo deserto. Ma eccola li,...
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Orient Express...

14 maggio 2016 ore 22:02 segnala

( immagine da Google )

La Vita, come un treno...ed io la locomotiva del mio destino.

Ho percorso e continuo a percorrere questo viaggio...dove ad ogni sosta di stazione viaggiatori a me conosciuti mi accompagnano nel mio andare nella Vita.

Lunga è la strada e aggiungo vagoni pieni di viaggiatori molto spesso non paganti, dove aspettano la loro stazione per poter scendere, un saluto un abbraccio...e poi via si continua la corsa.

Vagoni pieni di Amici, Amiche...vagoni di Amori, vagoni colmi di bagagli contenenti esperienze che porto in me...

Lungo questo treno, ma non rallento, vado avanti donandomi pause più lunghe nelle stazioni, ma riparto ad ogni fischio di chi mi indica la via, molti son saliti e rimangono al mio fianco in questo viaggio, molti scesi e mai più risaliti...qualche vagone perso nella via... molti ne ho agganciati, e li tengo saldi a me.

Non pesano le salite, ci siete voi passeggeri con il vostro Amore, affetto, Amicizia, ad alleviare la fatica.

Grazie passeggeri della mia Vita che mi avete saputo donarmi un po di Voi stessi...

Davide.


(video da youtube)
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« immagine » ( immagine da Google ) La Vita, come un treno...ed io la locomotiva del mio destino. Ho percorso e continuo a percorrere questo viaggio...dove ad ogni sosta di stazione viaggiatori a me conosciuti mi accompagnano nel mio andare nella Vita. Lunga è la strada e aggiungo vagoni pieni ...
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Risveglio da un sogno...

09 maggio 2016 ore 21:19 segnala


Nel mio sogno...ci sei tu, sogno attimi di grande passione, sogno te..il tuo desiderio che disseta il mio essere come una limpida e pura sorgente...

Nel mio sogno ci sono io... io che scaldo il tuo cuore con il mio Amore, accarezzo il velluto della tua pelle e faccio di me la coperta che forte ti avvolge...

Sei qui accanto a me, osservo i tuoi occhi chiusi da un profondo sonno, accarezzo con leggerezza i tuoi capelli di seta, ancora il calore del tuo essere mi avvolge ed assaporo il profumo di te, lo sento sul mio corpo...profumo di passione.

Leggero il mio bacio accarezza le tue labbra, e dolce il risveglio del tuo cuore, sussurro di parole sfiorano la tua mente...i tuoi occhi penetrano i miei, e non serve parola tutto è in quel sogno.

Il risveglio da un sogno che la realtà mi dona...ed è Amore.

Davide.



( Video di mia creazione )
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« immagine » Nel mio sogno...ci sei tu, sogno attimi di grande passione, sogno te..il tuo desiderio che disseta il mio essere come una limpida e pura sorgente... Nel mio sogno ci sono io... io che scaldo il tuo cuore con il mio Amore, accarezzo il velluto della tua pelle e faccio di me la copert...
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Dietro quella collina....

06 maggio 2016 ore 19:05 segnala


Dietro la collina, quella laggiù

in fondo, là confina il mondo

dove son partito, dove sto tornando,

tutto stà chiamando.

Ho fatto un gran giro, parlo altre

lingue, però la mia qual'è

è quella del coro o il sangue che scorre in me.

Dietro la collina, li conosco bene,

io ci sono nato.

Comprano i giornali, poi li sfoglia

il vento, tu mi manchi tanto.

Qui son tornato, ho portato regali

per chi mi amava e no,

sono un po' a pezzi,

fammi dormire un po'.

Poi tornerò migliore, me stesso,

lo stesso io di prima mi sveglierò.

Con le campane, e i treni lontani

e le tue belle mani su me.

Dietro la collina spunta un capanile e di dietro il sole.

Spunta una speranza, che si vive

bene senza farsi male.

Ma tu sarai cambiata o uguale

se hai scelto un'altra vita, saprò perché.

Ma il cuore invece, mi dice

che è vero che anche se non c'ero,

io ci sarò.

Dietro la collina, dietro quella porta

se mi lasci entrare

non mi far domande, lasciati guardare.

Fammi solo stare con te.

Dietro la collina... Ricomincia il mondo.

( Testo della canzone )



(Video da youtube)

Qui seduto su questo prato, guardo quella collina, cerco spuntare una speranza come il sole che spunta dietro di essa...

Mi incammino verso quella collina, nei miei sogni ci sei tu, ed accarezzo nel cammino i fiori che mi sfiorano e sprigionano intorno a me il tuo profumo...

il vento fresco mi accarezza la pelle, e brividi di passione percorrono il mio corpo, vento come le tue mani delicate, le sento e mi emoziono...

Continuo nel mio cammino e scorgo il sole, mi scalda come il tuo corpo, e quei raggi di sole illuminano il mio volto come quando i tuoi occhi incontrano i miei, sguardi silenziosi pieni di melodie che solo il cuore può ascoltare...

Dietro la collina ci sei tu, ti vedo a braccia aperte aspettando quel mio abbraccio...

Dietro la collina c'è Amore.

( Davide )
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« immagine » Dietro la collina, quella laggiù in fondo, là confina il mondo dove son partito, dove sto tornando, tutto stà chiamando. Ho fatto un gran giro, parlo altre lingue, però la mia qual'è è quella del coro o il sangue che scorre in me. Dietro la collina, li conosco bene, io ci son...
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Autogrill...

04 maggio 2016 ore 18:28 segnala


Autogrill una sosta quotidiana dove incontro mentre lavorano persone a me diventate amiche...dove spesso scambio una parola gentile, due risate, un momento per rilassarmi dopo il lavoro...e spesso faccio impazzire con le mie battute.

Oggi una ragazza che ci lavora molto gentile, simpatica, dove sempre sulle sue labbra c'è il sorriso, nel pagare alla cassa come da lei promesso ha visitato questo mio blog, i suoi complimenti sul mio scrivere mi ha reso enormemente felice, il mio imbarazzo forse è nato sul mio volto...rimasto senza parole!

Ringrazio gli Amici dell'autogrill e un ringraziamento speciale a Stefi...e non nascondo la mia emozione, appena entrato nel mio furgone...e non mi vergogno nel dire che una lacrima è scesa sul mio viso, si mi sono commosso!

Grazie davvero, e spero di potervi ancora regalare altre emozioni.


( Video da youtube )
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« immagine » Autogrill una sosta quotidiana dove incontro mentre lavorano persone a me diventate amiche...dove spesso scambio una parola gentile, due risate, un momento per rilassarmi dopo il lavoro...e spesso faccio impazzire con le mie battute. Oggi una ragazza che ci lavora molto gentile, sim...
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Ciao fratello mio...

02 maggio 2016 ore 18:23 segnala


Ciao fratello mio...buon compleanno, anche se non puoi leggere, senti il mio affetto...ed è poco quel tempo che ci ha divisi, ma per me è come una vita...

Ricordo quel pranzo io te e nostra sorella...eravamo ad Ostia...un gran pranzo abbiamo fatto..tra risate...ma tu mai incrociavi il mio sguardo per quel rimorso che avevi...quello di non essere mai stato un fratello come io volevo...ti ho perdonato.

Ora da lassù starai ridendo a guardarmi, e mi prenderai in giro perchè mentre scrivo, piango...mi manchi.

Ciao fratello mio buon compleanno.
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« immagine » Ciao fratello mio...buon compleanno, anche se non puoi leggere, senti il mio affetto...ed è poco quel tempo che ci ha divisi, ma per me è come una vita... Ricordo quel pranzo io te e nostra sorella...eravamo ad Ostia...un gran pranzo abbiamo fatto..tra risate...ma tu mai incrociavi ...
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Il mio nick...la storia di Cochise.

01 maggio 2016 ore 11:38 segnala


Un po lunga la storia da leggere ma ne vale la pena....

Cochise, figlio di un capo Chiricahua di nome Nachi, verso la fine degli anni trenta del secolo scorso prese il posto di suo padre come capo della sua tribù le sue peculiarità erano al di fuori dal normale ma vennero presto in luce. La continua guerriglia con i messicani fornì al giovane Cochise sufficienti opportunità per formare le sue qualità di combattente e di grande stratega.

Aveva un carattere generoso, pronto ad aiutare e coraggioso ma non riusciva in nessuna maniera a perdonare i messicani cacciatori di scalpi, questo è venne ingiustamente riconosciuto come un lato oscuro del suo carattere ma non si pensa che i messicani cacciavano scalpi prendendosela preferibilmente con donne e bambiniperché erano più facili da attaccare. Dopo il primo accordo tra i Chiricahua e gli Stati Uniti dove si diceva che si garantiva alla tribù che i loro confini sarebbero stati risparmiati e rispettati nel 1858 fu creato il primo servizio postale per San Francisco, che attraversava la terra dei Chiricahua dall'altrettanto famoso Passo Apache. In una riunione sul Passo Apache, Cochise si dichiarò pronto a garantire la sicurezza del percorso e i suoi guerrieri aiutarono anche nella costruzione delle stazioni di posta e cacciando i gruppi in mala fede che si aggirava nei dintorni.

Questo buon rapporto di Cochise con gli americani era dovuto al fatto che non aveva subito aderito all'invito di suo suocero, Mangas Coloradas, di combattere gli invasori. Un colono, che viveva con una messicana e il figlio per metà indiano e che era stato più volte avvertito di guardarsi dagli apache, fu attaccato dagli stessi apache, gli fu rapito il bambino e fu derubato del bestiame. Quando il colono informò Fort Buchanan dell'accaduto, il luogotenente Bascom venne incaricato di indagare sul caso ma la sua freschezza di nomina non gli dava la sufficiente esperienza per trattare la cosa con intelligenza andando al Passo Apache con sessanta soldati per vendicarsi di Cochise e farsi un nome. Il capo arrivò con dei parenti, armati solo di coltelli perché una bandiera bianca sulla tenda dei soldati non lasciava sospettare nulla di male. Quando il capo assicurò di non essere al corrente dell'incidente, Bascom urlò che stava mentendo e diede il segnale prestabilito. I suoi si gettarono sugli apache per farli prigionieri ma Cochise fece un balzo felino e tagliò la tenda con un coltello fuggendo ma lasciando i suoi parenti di Cochise rimasero però nelle mani dell'incapace luogotenente. Senza por tempo in mezzo,

Cochise raccolse i suoi soldati e aggredì i soldati che furono obbligati a ritirarsi nell'edificio della stazione della posta. Durante la notte uno degli uomini di Bascom riuscì a fuggire inosservato per chiedere aiuto. Fu così che da Fort Buchenam giunse un gruppo di quindici uomini al comando del capitano Irwin che, nei pressi del passo, trovò i resti carbonizzati di una carovana che Cochise aveva attaccato. Bascom rifiutò l'offerta di Cochise di scambiare i prigionieri e di conseguenza l'infuriato capo fece giustiziare i suoi sei ostaggi. Irwin, intanto, era riuscito a raggiungere Bascom e i due, di comune accordo, ordinarono di impiccare per vendetta i sei apache prigionieri e come monito fecero esporre i corpi appesi degli impiccati. Fu per questo che Cochise si alleò con Mangas Coloradas e da quel momento gli Apache divennero l'incubo dell'Arizona e del New Mexico. Dopo l'assassinio di Mangas Coloradas, il generale Carleton ottenne parecchi successi perché gli Apache erano rimasti turbati e confusi dalla perdita del loro capo più famoso. Una parte di Mescalero si arrese e subito fu condotta a Bosque Redondo, sul Rio Pecos, una specie di campo di concentramento per indiani. Ma la guerriglia proseguì con la stessa intensità. Cochise aveva radunato trecento guerrieri intorno a sé e tenne con il fiato sospeso tutto il Sud-Ovest, nonostante Carleton facesse di tutto per portare a termine l'ordine ricevuto di annientarli.

Arruolò come Scouts guerrieri Marikopa, Papago e Pima oltre ad altri nemici storici degli Apache, si assicurò inoltre l'aiuto delle autorità messicane e mobilitò anche la popolazione civile contro gli Apache. Tuttavia nonostante questa gigantesca caccia all'uomo non riuscì a "pacificare" il paese. Lo spirito battagliero di Cochise era rimasto intatto, tanto che con alcune centinaia di guerrieri teneva testa a forze preponderanti. Parecchie migliaia di soldati e sei generali erano in campo contro di lui! E migliaia di bianchi trovarono la morte fino al 1871 e il paese ne uscì devastato. Il governo, riscontrando che la strategia fino a qui tenuta non aveva dato risultati, congedò Carleton. Nel 1865 gli Americani tentarono di avviare nuove trattative, ma Cochise non ci pensava neppure perché i ripetuti inganni degli ufficiali americani lo avevano amareggiato al punto che, nella primavera del 1871, respinse l'invito di Ely Parker, il Commissario irochese per gli affari indiani, di andare a Washington, sostenendo che gli americani non erano affidabili. C'era però un bianco a cui Cochise accordava fiducia: Tom Jeffords, il gestore della stazione di posta di Tucson, che, dopo aver perso sedici carri, si era recato da Cochise per chiedergli di porre fine alle aggressioni.

Cochise apprezzò questo coraggio e promise che da quel momento la gente di Jeffords non sarebbe più stata disturbata. Dopo questo primo incontro nacque una profonda amicizia, tanto che in seguito avrebbe avuto un ruolo importante nelle trattative per la pace. Lo spaventoso massacro messo in atto dagli abitanti di Tucson, il 30 aprile 1871 nei pressi di Camp Grani, a spese dei pacifici Aravaipa, del capo Eskiminzin, fece rimanere Cochise, per il momento, sulle sue posizioni. Il totale disprezzo di qualsiasi senso di giustizia evidenziato dai fatti successivi al massacro e l'impunità degli assassini, rafforzò nelle autorità governative la convinzione che fosse necessario fare ogni sforzo per trattare con gli Apache e specialmente con Cochise. Decisiva fu la sconsolante notizia della rovinosa sconfitta del Flying Squadron del luogotenente Cushing - ritenuto invincibile e con un gran numero di apache sulla coscienza - che, alla fine, era caduto in un agguato di Cochise. Nel giugno 1871, il generale Crook prese il comando dell'Arizona e subito fece partire cinque reparti di cavalleria con il compito di riportare Cochise, vivo o morto. Il capo tornò nel New Mexico, ma fece pervenire al generale Granger, a Santa Fé, il messaggio di essere disposto a incontrarlo nell'agenzia di Alamosa, in Canada. Il generale Granger, durante l'incontro ripeté che i Chiricahua avrebbero dovuto andare in riserve a loro destinate e impegnarsi a non lasciarle più. Cochise rispose:

"Le mie parole sono sincere, non voglio imbrogliarti, ma non voglio neanche essere imbrogliato. Ciò che voglio è una solida e duratura pace. Quando Dio creò la terra, ne diede una parte ai bianchi e un'altra agli Apache.., Perché si sono scontrati? Mentre parlo, sole, luna, terra, acqua, uccelli, animali e persino bambini non ancora nati dovrebbero rallegrarsi, I bianchi mi hanno cercato a lungo, ora sono qui. Che cosa vogliono?... Perché danno tanto valore alla mia persona? Non sono più il capo di tutti gli Apache, non sono ricco, sono solo un povero uomo. Il mondo non è stato sempre così. Dio non ci ha creati uguali a voi. Siamo nati come gli animali tra l'erba secca, non in un letto come voi. Per questo di notte ci muoviamo come animali rapiniamo e rubiamo. Se avessimo ciò che voi possedete, non avremmo bisogno di comportarci così. Non ho alcun potere sugli indiani che rubano e uccidono, altrimenti lo impedirei... Dio mi ha ordinato di venire qui. Mi ha detto che sarebbe bene vivere in pace, per questo sono venuto, Quando girava il mondo tra nuvole e aria, Dio è entrato nei miei pensieri e mi ha ordinato di fare pace con tutti, dicendo che il mondo era stato creato per tutti. Quando ero giovane e percorrevo questo paese vedevo solo apache e nessun'altra persona. Molti anni dopo viaggiai di nuovo in questo paese e vidi che altre persone erano venute, per prenderne possesso. Perché?"

Quando il governo, qualche tempo dopo, si intestardì sul trasferimento degli agenti, Cochise e i suoi Chiricahua tornarono in montagna. Con la mediazione di Tom Jeffords si svolse un incontro tra Cochise e il generale Oliver O. Howard, che si trattenne nel campo apache per undici giorni e ricavò un'ottima impressione di Cochise e, nell'insieme, degli Apache. Riconobbe che gli Apache avevano subito gravi torti e si preoccupò di arrivare a una pace onorevole. Howard arrivò a rinunciare alla sua proposta, negoziata fino a quel momento, che prevedeva che i Chiricahua avrebbero dovuto essere trasferiti in una riserva sul Rio Grande, promettendo invece a Cochise una riserva nelle Chiricahua Mountains. Il generale era anche consapevole dell'importanza di avere un buon e, soprattutto, onesto Agente per gli Indiani e propose la carica a Tom Jeffords che, dopo alcune esitazioni, accettò. All'inizio riuscì a svolgere il suo incarico piuttosto bene, nonostante le numerose difficoltà provocate principalmente da un potente gruppo di uomini d'affari di Tucson, che non vedeva di buon occhio una pace con gli Apache.

Del resto lo stesso governo di Washington fece la sua parte per far fallire il progetto iniziato con la migliore volontà di entrambe le parti. Non si preoccupò delle promesse fatte del generale Howard a nome del presidente Grant, non costruì ne negozi, ne scuole, mandò vettovaglie inutilizzabili o addirittura non le mandò e propose per giunta ai Chiricahua di diventare agricoltori, senza tener conto che il terreno non era adatto e mancavano gli attrezzi per lavorare la terra. Per risparmiare, alla fine, il governo decise di sciogliere la riserva di Chiricahua e di trasferire gli Apache che vi vivevano nella riserva di San Carlos. Cochise non reagì a questa notizia funesta con l'asprezza che ci si sarebbe aspettati. All'inizio del 1874 si ammalò gravemente e capì che non aveva più molto da vivere. Chiese ai suoi vicecapi, tra cui vi erano i suoi figli Taza e Naiche, che nessuna forza avrebbe dovuto spingerli a lasciare la loro patria. Protestò anche Tom Jeffords, ma senza successo. Poco dopo, Cochise fu assalito da forti dolori, anche se nessuno fu in grado di stabilire di che cosa soffrisse, neppure il medico dell'esercito che Jeffords aveva portato da Fort Bowie. Cochise morì prima che Jeffords avesse potuto portare ancora il medico, per aiutarlo. Non si sa ancor oggi dove Cochise venne sepolto, perché Jeffords protesse questo segreto fino alla sua morte. In memoria del grande capo Chiracahua gli venne dedicato il Cochise Memorial Park nelle Dragon Mountains, dove si trova una targa alla memoria con questa incisione:

"Nel 1874 Cochise morì qui nel suo rifugio in montagna che amava più di ogni altra cosa. Fu il più grande guerriero apache e i suoi lo seppellirono in segreto, tanto che il luogo della sua tomba è rimasto sconosciuto."

( Dal web )


( Video da youtube )
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