Grazie

13 aprile 2012 ore 17:01 segnala


Ci sono momenti in cui sento di dover ringraziare qualcuno.
Per un sorriso, per un abbraccio,per la comprensione dei miei malumori, per avermi lasciato dei ricordi seppur dolorosi. Ognuno ha un ruolo nella nostra vita, a volte assolutamente indispensabile, altre importante, altre ancora, più marginale.
Certo non sempre puoi ringraziare la persona in questione per i più svariati motivi.
Questa è una di quelle occasioni; ci son canzoni, poesie,testi scritti da qualcuno che sembra averti letto nel cuore,e invece è solo che spesso viviamo le medesime emozioni ma non tutti siamo all'altezza di descriverle alla perfezione.
Oggi devo assolutamente dire il mio grazie ad un autore e ad una canzone che brucia come una ferita:
"...l'amore non finisce mai
si fa più piccolo che può
e non ti lascia in pace mai,
toglie il respiro a dirgli "no"..."


E invece non finisce mai (testo)
Roberto Vecchioni

Quando passo di notte
per vedere se siete ancora tutti lì...
e mi pare impossibile di potervi amare più di così...
quando ripasso a memoria uno per uno
i momenti che vi baciai...
e mi chiedo più di tutto questo amore
come posso amarvi mai...

perché ci sarà bene un benedetto segno
che più oltre di lì non si può andare,
quando il cielo è così pieno di luce
che un'altra luce lo farebbe scoppiare,
qualcosa che assomigli a un limite
perché l'amore avrà bene un confine,
qualcosa come una fine...

E invece non finisce mai,
si fa più piccolo che può
e ti sta dentro e cresce sai,
com'è possibile non so,
e più ne perdi e più ne hai
e più ne incontri e più ne dai
l'amore non finisce mai.

Quando guardo i tuoi occhi, mi sorprendo
che tu sia bella più di prima,
che mi facevi impazzire al solo ricordare la tua pelle
così talmente oscena.
Come potevo immaginare allora
che eri il mio scandalo, la mia bambina
che avrei potuto amarti sempre più
nei giorni che la bellezza trema?

Perché pensavo ci sarà pure una fine
quando non ci sarà più spazio per tenerlo dentro,
un momento che l'amore si ferma, si volta
si addormenta contento,
un momento che l'amore non potrà, non saprà,
non ce la farà più ad aumentare,
che non avrà più niente da dare...

E invece non finisce mai
si fa più piccolo che può
e ti sta dentro e cresce sai
com'è possibile non so,
ma più ne perdi e più ne hai
e più ne incontri e più ne dai...

l'amore non finisce mai
si fa più piccolo che può
e non ti lascia in pace mai,
toglie il respiro a dirgli "no";
e più ne perdi e più ne hai,
e più ne incontri e più ne dai:
l'amore non finisce mai


Grazie Roberto.
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« video » Ci sono momenti in cui sento di dover ringraziare qualcuno. Per un sorriso, per un abbraccio,per la comprensione dei miei malumori, per avermi lasciato dei ricordi seppur dolorosi. Ognuno ha un ruolo nella nostra vita, a volte assolutamente indispensabile, altre importante, altre ancora...
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Una misera eredità

08 aprile 2012 ore 16:16 segnala




Ho il cuore impiccato
al tuo sguardo.
Più cerco di portarlo altrove
e più il cappio si stringe.
Lo farò andare
sino a quando,
tra gli ultimi sussulti,
ti lascerà erede
del suo ultimo battito.
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« immagine » Ho il cuore impiccato al tuo sguardo. Più cerco di portarlo altrove e più il cappio si stringe. Lo lascerò andare sino a quando, tra gli ultimi sussulti, ti lascerà erede del suo ultimo battito.
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Fiore di cappero

29 marzo 2012 ore 17:29 segnala


Spunto appena da una crepa sulla roccia,
adagio mi affaccio alla luce
quella stessa che non amo
ma che serve alla mia esistenza.

Quasi nessuno mi conosce,
tutti preferiscono i boccioli
che mi fanno compagnia tra foglie
e fusto a volte prostrato,
quasi stanco.

La notte alcuni fiori non dormono;
sussurrano tra loro,
accennano timidi sorrisi.
Altri si adagiano indolenti
e chiudono occhi e cuore.

Io rimango lì.
Silenzioso e schivo
abbraccio la notte
nel timore che vada via
ancora una volta.
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« immagine » Spunto appena da una crepa sulla roccia, adagio mi affaccio alla luce quella stessa che non amo ma che serve alla mia esistenza. Quasi nessuno mi conosce, tutti preferiscono i boccioli che mi fanno compagnia tra foglie e fusto a volte prostrato, quasi stanco. La notte alcuni fiori...
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Prendimi l'anima

26 marzo 2012 ore 11:17 segnala


Ieri, condannata tutto il giorno a casa per via delle mie terrificanti vertigini da cervicale, ho finalmente visto il film consigliatomi vivamente dal mio caro amico Maurizio ad inizio estate. Il film si intitola "prendimi l'anima", ed è la storia vera e tormentata dell'amore tra lo psicanalista Jung ed una sua paziente, la giovane ebrea Sabina Spielrein, divenuta poi psicanalista anche lei ed uccisa poi dai tedeschi insieme alla figlia nel 1942.
Sapessi come ti ho pensato Mauri mentre lo vedevo,ho pensato alle rinunce che dilaniano la vita, alla tua e ovviamente non solo...Nelle scene in cui Jung si sveglia in preda ad i suoi sogni "premonitori" ho visto me...e non solo in quello. La scena del suo pianto al teatro seduto al fianco della sua amata, questo pianto liberatorio di grande felicità, questo confine sottilissimo che valica il dolore e l'essere felici come fossero quasi due sfumature che alla fine si fondono in un'unico colore.
Il loro amore/dolore vissuto nell'ombra di quel matrimonio di circostanza.
Poi la loro separazione "razionale" e il tormento che li accompagnerà sino a quando lui ,nel suo ultimo sogno premonitore, si alza nel cuore della notte "sentendo" i colpi di quelle mitragliatrici tedesche che stanno uccidendo all'interno di una moschea,un gruppo di ebrei fra cui lei, la sua amata Sabina.
Tre scene mi hanno particolarmente punto gli occhi come spilli lasciando che qualcosa venisse giù...La prima quella in cui lui consegna "la sua anima" alla giovane paziente, quella del pianto di Jung dovuto alla felicità, e quella in cui distrugge la scultura durante un immaginario dialogo con Freud sull'amore... "LOGICA E RAGIONE NON HANNO MAI AVUTO EFFETTO SULLA PASSIONE...COLPEVOLE DI ESSERE STATO VITTIMA DEL MIO STESSO DESIDERIO....L'AMORE E' QUANTO C'E' DI PIU' PROSSIMO ALLA PSICOSI!!!L'AMORE E' PAZZIA...!!!" In fondo anche Shakespeare definì l'amore "una pazzia saggissima", segno che spesso i poeti esplorano l'animo come e forse più di chi dovrebbe avere gli strumenti per poterlo fare.

(la consegna dell'anima)

(Jung si rivolge a Freud)

(l'addio= NON PUNIRMI COL TUO AMORE)
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« immagine » Ieri, condannata tutto il giorno a casa per via delle mie terrificanti vertigini da cervicale, ho finalmente visto il film consigliatomi vivamente dal mio caro amico Maurizio ad inizio estate. Il film si intitola "prendimi l'anima", ed è la storia vera e tormentata dell'amore tra lo ...
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Impossibile evasione

21 marzo 2012 ore 12:53 segnala


E' uno di quei giorni
da sciogliere nell'acido.
Far sì che non rimanga nulla,
nessuna traccia della notte e del sogno,
della mattina passata a ciondolare
per casa sentendomi un inutile orpello.
Questo mi sento o forse questo sono.
Qualcosa di scomodo, di stupido
e superfluo.
Per chi e per quanti non so e non m'importa,
ma io mi sento "di troppo"
nella mia stessa vita.
Ho catene e una finestra con inferriate,
ma la mia cella è questo stupido corpo,
e ancor di più questo accenno di materia grigia
in continuo disfacimento.
Al diavolo il sole,la primavera,
ridere,giocare,
al diavolo questa vita
e al diavolo anche tu!
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« immagine » E' uno di quei giorni da sciogliere nell'acido. Far sì che non rimanga nulla, nessuna traccia della notte e del sogno, della mattina passata a ciondolare per casa sentendomi un inutile orpello. Questo mi sento o forse questo sono. Qualcosa di scomodo, di stupido e superfluo. Per chi...
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16 marzo 2012 ore 18:12 segnala



Ma grazie.
Sì tutto bene davvero...eh già il tempo scorre quasi senza avvedercene, no no cosa potrei desiderare di più che già non ho? Beh certo non ho una piccola casa al mare con orticello annesso, ma si può vivere anche senza.
Viaggi? No non ne faccio, ah sì domani parto dimenticavo, un week end a Firenze ricevuto in regalo.
Sì sì certo un bellissimo regalo. Beh no non capita spesso, o meglio è la prima volta che capita di passar due giorni fuori , ma non importa, non son queste le cose importanti nella vita.
Se mi sarebbe piaciuto viaggiare? Non lo so o meglio non lo ricordo. Ma sì credo che un tempo avrei amato farlo, ora che ci penso lo sognavo davvero, ma era una vita fa...
No, non mi manca nulla e non mi manca nessuno.
No, non ho abbassato gli occhi mentre rispondevo.
Cosa? Ma figurati è solo un granello di polvere che ha scelto il mio occhio come mare in cui tuffarsi, nulla di più; visto? L'ho già tolto.
Sì sì, ok ancora grazie, grazie ancora di cuore ma...auguri di che??????????????????????????


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« immagine » Ma grazie. Sì tutto bene davvero...eh già il tempo scorre quasi senza avvedercene, no no cosa potrei desiderare di più che già non ho? Beh certo non ho una piccola casa al mare con orticello annesso, ma si può vivere anche senza. Viaggi? No non ne faccio, ah sì domani parto dimentic...
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Il senso che non vorrei

14 marzo 2012 ore 17:09 segnala


Caccio indietro le lacrime, ora non posso, non è il momento.
Anche il pianto ha un suo riserbo e non può essere mostrato a tutti.
Mi ero improvvisamente rattristata...quasi senza un perché: pensavo ad una canzone di Tenco, alla mia porta adesso chiusa...
Per caso ti vedo ed ecco la spiegazione alla mia tristezza.
Ti "avverto" sempre prima, in sogno o con questa improvvisa tristezza, poi tutto trova una sua collocazione, il perché è svelato.
E vorrei tanto non sognarti più,
non prevedere più la tua "presenza" in qualunque forma.
Non ne bastavano cinque come per tutti gli esseri umani?



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« immagine » Ricaccio indietro le lacrime, ora non posso, non è il momento. Anche il pianto ha un suo riserbo e non può essere mostrato a tutti. Mi ero improvvisamente rattristata...quasi senza un perché, pensavo ad una canzone di Tenco, alla mia porta adesso chiusa... Per caso ti vedo ed ecco la...
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Due artisti di strada

07 marzo 2012 ore 12:05 segnala



Sembra ci conosciamo da sempre, eppure è un anno e poco più.
Ma la nostra empatia è stata subito tale, da aver intuito le nostre vite tra parole e rime a volte buttate lì quasi per caso, come quando in preda ad uno sfogo riempi la pagina di un diario talmente criptico che nessuno potrebbe interpretare.
Nessuno tranne noi:l'uno/a dell'altro/a.
Giorno dopo giorno, parola dopo parola ci siamo letti dentro e scelti.
No, non nel modo in cui tanti potrebbero pensare. Siamo altro, una parola reciproca e un reciproco ascolto, silenzi decifrati, risate fragorose e lacrime non taciute senza imbarazzo alcuno.Siamo tutto ciò ed anche di più, tanto che la parola "amici" potrebbe persino apparire inadeguata e fortemente riduttiva.

L'equilibrio non è di certo la nostra forza, ma ne abbiamo fatto quasi un mestiere lasciando fuori però ogni logica mentale di chi invece equilibrato è. Tu attento a non mollare la presa del tuo trapezio volante, io coi piedi segnati dalla corda sulla quale cammino ... già: noi due artisti di strada.
Da tanti mesi ormai siamo compagni di vita quotidiana, e quando per due giorni non ci si sente sembra mancare una piccola parte di noi, ma basta una parola e quelle cellule si rigenerano così rapidamente come neanche il più sofisticato laboratorio biologico potrebbe fare.
Sorrido adesso sai?

Avevo il tuo libro da tanto tempo, ma il cruccio che non ci fosse ancora una dedica. Adesso c'è ed è bellissima, e quando ieri l'ho letta in quell'angolo di bar tra il tuo succo d'albicocca e il mio d'ananas la commozione è stata così forte che a stento ho trattenuto le lacrime ma ti ho chiesto di prendermi la mano e te l'ho stretta perché ne avevo bisogno , poi con la coda dell'occhio ho visto i nostri vicini di tavolo guardarci e ho intuito che nessuno avrebbe potuto capire quel momento, nessuno tranne tu ed io.

Abbiamo passeggiato tanto : le foto al colosseo, i "gladiatori" mingherlini, il rumore del traffico, i tuoi occhi ammirati di fronte ai fori imperiali,ci siamo raccontati come facciamo tutti i giorni, abbiamo riso e fattici improvvisamente seri. Ieri è stato questo ed anche molto di più.


Adesso non sorrido più, stanno uscendo le lacrime, ricordi? Anche tu lo hai detto che oggi le avremmo tirate fuori, ma ieri era tutto da godercelo.
Già ieri sera quando son salita sul tram per tornare a casa,mi è scesa addosso una tristezza incredibile tanto che non ho voluto mandarti alcun messaggio, ho solo aperto il libro, riletto la dedica e poi una delle tue poesie,una a caso affinché facesse da "colonna sonora" a questo pomeriggio insieme, il suo titolo è

"Un'improba creazione."

E' un puzzle complicato questa vita.
Un'improba creazione
da eseguire ad occhi chiusi
adoperando il tatto e le intuizioni.

Si tratta di comporre un'esistenza.
Un individuo con tutti i suoi perché
mettendo insieme dei piccoli pezzetti,
frammenti della vita che percorri.

Vivi il momento
e poi ti metti lì come ti viene:
che tratti di principi, d'ideali
di ciò che hai messo in mano e sotto i piedi
di futili successi, d'emozioni
di gioie capitate o frustrazioni

Qualunque pezzo è giusto
purché s'incastri.

Se poi avverti angoscia nel trovarli,
hai in mano uno dei pezzi che cercavi.
E' proprio questo il senso di quel puzzle,
è questo il bello di quel gioco
perché, quando hai finito,
ti resta giusto il tempo d'osservarlo
ed ammirare quello che sei stato.
Maurizio

Adesso non chiamarmi ancora strega,non è colpa mia se ho aperto il libro a pagina 35 e il caso ha voluto che anche questa "colonna sonora" poetica avesse grande attinenza col nostro pomeriggio e con noi stessi.
Io son felice che tu sia ormai una tessera del mio puzzle.


Volevo infine chiederti scusa.
Scusa se non son stata forte sino alla fine, ma i saluti in stazione son sempre stati uno dei miei punti deboli.So di esser quasi fuggita su per le scale, girata solo una volta per salutarti ancora a distanza e poi via. L'emozione era troppa e non avrei retto.Ti ho stretto forte prima di andare, e solo stamani mi son ricordata di averti fatto una carezza sul viso mentre ti dicevo:- torna presto...
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« immagine » Sembra ci conosciamo da sempre, eppure è un anno e poco più. Ma la nostra empatia è stata subito tale, da aver intuito le nostre vite tra parole e rime a volte buttate lì quasi per caso, come quando in preda ad uno sfogo riempi la pagina di un diario talmente criptico che nessuno po...
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E penso...e ripenso

03 marzo 2012 ore 17:39 segnala


Un giorno di tanto tempo fa mi dedicasti i versi tratti da una canzone di De Andrè:

"..se dalla carne mia già corrosa
dove il mio cuore ha battuto un tempo
dovesse nascere un giorno una rosa
la do alla donna che mi offrì il suo pianto

per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore..."


Sappi che non ti basterebbero tutti i roseti del mondo.
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« immagine » Un giorno di tanto tempo fa mi dedicasti i versi tratti da una canzone di De Andrè: "..se dalla carne mia già corrosa dove il mio cuore ha battuto un tempo dovesse nascere un giorno una rosa la do alla donna che mi offrì il suo pianto per ogni palpito del suo cuore le rendo u...
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Ho io le tue scarpe

28 febbraio 2012 ore 11:59 segnala



Hai lasciato passi
fuori dalla mia porta
stesi ad asciugare
sul vecchio zerbino.


Adesso vaghi scalzo.


Hai piedi levigati
dai sassi e dalla pioggia
ma lasci orme indelebili
su me e sulla mia vita.
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« immagine » Hai lasciato passi fuori dalla mia porta stesi ad asciugare sul vecchio zerbino. Adesso vaghi scalzo. Hai piedi levigati dai sassi e dalla pioggia ma lasci orme indelebili su me e sulla mia vita.
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