Magia

10 ottobre 2009 ore 19:40 segnala

42 bambine. Avvolte nel nostro grembiule nero, colletto bianco e fiocco verde bandiera. Così , ordinate in fila per due, dando la mano alla nostra compagna di banco, percorrevamo quei pochi metri di corridoio che ci dividevano dalla grande sala dove veniva allestito annualmente, lo spettacolo di magia.

Ogni anno era sempre una nuova emozione, nonostante di nuovo non ci fosse nulla se non qualche ruga in più sul volto del prestigiatore. Non so quante file di piccole sedie ci fossero, ma sapevo per certo che come sempre avrei avuto un posto in prima fila ( il privilegio della bassa statura). Un brusìo sordo riempiva la sala, tutte colte da un'eccitazione indicibile, e solo al battito di mani della maestra, tornava il silenzio mentre le imposte delle grandi finestre venivano socchiuse. Solo una grande luce adesso illuminava il palco, come un piccolo sole si proiettava sul tendone di velluto rosso che improvvisamente si apriva come squarciato al centro. Una musica al piano accompagnava l'ingresso del "mago" : altissimo, elegante nel suo mantello nero , toglieva il cappello a cilindro ed era già uan magia. Ammiravo i suoi capelli neri lucidissimi di brillantina, e sotto la luce del riflettore sembrava avesse immerso la testa nella porporina che usavamo per i nostri lavoretti natalizi. Così da quel cappello cominciava a far uscire ogni sorta di cose: foulards variopinti, fiori di carta, piccole bandiere e persino una colomba bianca. Eravamo estasiate, il naso all'insù, la bocca spalancata, e nonostante il fascino del mistero la mia già presente voglia di razionalità mi induceva a pormi mille domande :"ma sarà davvero tutto dentro a quel cappello? O il cappelo è vuoto e lui con le sue mani magiche riesce a dar vita a tutto ciò?" Ma prima che riuscissi a darmi una risposta sensata ecco che lo spettacolo volgeva alla fine . Tantissime piccole mani esplodevano in un applauso scrosciante , quasi un solenne "grazie" a quell'uomo in nero che ci aveva regalato ancora una volta quella straordinaria emozione.

Adesso il tendone si richiudeva e il riflettore spegneva il suo piccolo sole, riaperte le finestre ci si ordinava di nuovo in fila per due e si tornava quasi silenziose in aula. Tutto tornava alla normalità, finito quel breve viaggio nella fantasia prendevo la mia tovaglietta e la mia merenda, puntualmente il grembiule nero si ricopriva di mille granelli di zucchero della ciambella, e tanti altri granelli di dolcezza mi si posavano sul cuore.

Oggi con gli occhi della mente , rientro nella grande sala...le sedie ormai troppo piccole, il tendone è chiuso:niente luci, niente musica al piano, sparita la dolcezza della magia, ma sparita anche l'amarezza della disillusione.Nel silenzio solo l'insapore e inodore realtà.

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42 bambine. Avvolte nel nostro grembiule nero, colletto bianco e fiocco verde bandiera. Così , ordinate in fila per due, dando la mano alla nostra compagna di banco, percorrevamo quei pochi metri di corridoio che ci dividevano dalla grande sala dove veniva allestito annualmente, lo spettacolo di...
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10/10/2009 19:40:59
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Commenti

  1. pensierino50 23 febbraio 2010 ore 00:44

    leggendo il tuo post, con la mente sono ritornato indietro nel tempo, colonia marina pinarella ci cervia, alla sera ci facevano fare di tutto cantare, commedie, poesie ecc.ecc. bei tempi...ciao

  2. codiceluna 23 febbraio 2010 ore 11:58
    ..pensierino, sei il primo che commenta questo post sebbene pubblicato tanto tempo fa. Sì vero, l'infanzia lascia semrpe tracce forti ed indelebili in noi:la mia per fortuna è stata bellissima e serena e vorrei fosse così per tutti i bimbi del mondo. Buona giornata :-)

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