Sopravvivenza

15 novembre 2010 ore 11:09 segnala
Spesso quando si parla di morte si pensa a quella fisica, alla fine del nostro ciclo vitale.C'è però una morte altrettanto distruttiva e spesso irreversibile che ci colpisce interiormente. Le cause possono essere molteplici, una di queste è "l'evento luttuoso"  inteso non solo come la perdita reale e fisica di una persona a noi cara, ma anche la fine di una grande amicizia, la fine di una relazione amorosa; il distacco quindi da una persona a  cui siamo profondamente legati da un forte e sincero sentimento. Questo senso di "abbandono" lo si vive realmente come un lutto,e come tale spesso viene metabolizzato attraverso una più o meno lunga elaborazione della sofferenza il cui aiuto forse fondamentale , è il passare del tempo. Quanto tempo ci voglia per "uscirne" dipende dall'evento , dal modo più o meno traumatico  in cui si è verificato, una fine senza spiegazioni apparenti o volutamente non fornite, può rendere la sua risoluzione molto più lunga e laboriosa, perchè nella nostra mente  sussisterà sempre la rabbia e il dolore di non averne mai conosciuto la causa, dibattendoci tra mille perchè. Infine dipende anche dalla persona che "subisce" questo lutto, dalla sua sensibilità, dai suoi percorsi di vita, qualcuno ci impiega mesi, qualcuno anni...lunghi anni in cui questo "male di vivere" si cronicizza e finisce con l'annientare anche le sane passioni che magari un tempo si coltivavano; in poche parole ecco la morte interiore.
So per certo che molte persone non ce la fanno ad uscirne, e chi ne esce dopo un lungo e laborioso percorso , reca con sè cicatrici che mai potranno essere rimosse e che si consolidano in una profonda disistima nonchè nell'impossibilità di credere ancora nei rapporti umani.
A chiunque si riconoscerà in questo breve profilo che la vita mi ha portato a conoscere, il mio abbraccio.
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Spesso quando si parla di morte si pensa a quella fisica, alla fine del nostro ciclo vitale.C'è però una morte altrettanto distruttiva e spesso irreversibile che ci colpisce interiormente. Le cause possono essere molteplici, una di queste è "l'evento luttuoso" inteso non solo come la perdita reale... (continua)
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15/11/2010 11:09:59
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Commenti

  1. pensierino50 17 novembre 2010 ore 17:22

    condivido il tuo post, ci sono passato purtroppo!!! felice serata

  2. codiceluna 17 novembre 2010 ore 17:28
    ..abbraccio pensierino 
  3. pensierino50 19 novembre 2010 ore 17:31

    una buona serata e un felice week end per Te  :rosa

  4. codiceluna 19 novembre 2010 ore 17:35
    ..anche a te, un abbraccio :-)
  5. pensieri.brizzolati 27 novembre 2010 ore 18:27
    condivido profondamente anche per una esperienza simile, siamo in tanti, purtroppo!
  6. codiceluna 27 novembre 2010 ore 18:29
    ...pensieri brizzolati :-)
  7. tecerco 29 novembre 2010 ore 18:20

    E' un passaggio, questo, che riguarda tante persone. Ed incide piu' o meno fortemente a seconda della situazione che si "subisce". Il fatto di non capire il perchè, rende ancora piu' difficile riemergere. Eppure, la salvezza sta nel riemergere, per gradi, magari aiutati da chi ci sta vicino.

    Ciao. Buona serata.

    Tc:rosa

  8. codiceluna 30 novembre 2010 ore 11:10
    ...a te Tc. Un sorriso
  9. serenella21 10 dicembre 2010 ore 12:45

    io sono ankora in qsto tunnel stretto e buio

    e sopravvivo grazia alla rabbia ke ho dentro

    tutto vero quello ke hai scritto purtroppo

    un .:staff

  10. arebil 09 febbraio 2011 ore 22:28

    conosco cosa significa svegliarsi e avere voglia dia ddormentarsi ancora , per non capire, per non vivere un dolore troppo intenso e troppo forte per essere tollerato...

  11. codiceluna 10 febbraio 2011 ore 08:35
    ...arebil per il tuo commento a questo e agli altri post. Spero che per te sia questo un momento di "rinascita", te lo auguro di cuore.  :rosa Anna
  12. Evelin64 05 marzo 2011 ore 19:28
    Credo che il processo di elaborazione di un evento luttuoso, sia si' individuale, ma son anche del parere che troppe volte ci autocommiseriamo per avere proprio quell'affetto che ci è venuto a mancare. Una pacca sulla spalla aiuta, ma se ci pensiamo bene, due son già troppe!Buona serata cara, ennesimo bel post! Tornero' ancora...Evelin :bye
  13. codiceluna 06 marzo 2011 ore 11:39
    Evelin :-) Penso  che chi ha smesso di credere nei rapporti umani profondi (di qualunque natura essi siano) non si aspetta pacche sulle spalle da nessuno, forse per questo si avvolge "in sé stesso/a" dando l'impressione di autocommiserarsi?  O forse è realmente così perchè si crede che in questo modo si impari a volersi un po' più di bene? Non saprei... le risposte possono essere tante, ma di certe credo non ce ne siano..o sì?
    Buona domenica e a presto  :rosa :bacio

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