,,,,il Sè.....

05 gennaio 2015 ore 16:00 segnala
La finalitą dell'Uomo sembra essere solo quella di riempire in qualche modo " il Sč ". Sč inteso come valutazione del proprio valore che si vorrebbe sempre maggiore di quel che in veritą non sia. Egli vive per "il Sč". Anche coloro che passano per idealisti - altruisti - filosofi - missionari - santi - profeti - potrebbero non fare altro che tentare di riempire il proprio " Sč ". E ovviamente anche i " bastian contrari". A volte ci si abbranca a una nuova idea nata, che di volta in volta sembri poter giustificare la propria esistenza, e annullare quella che ritiene una ingiuria del destino di fronte a quelle che pensa siano le sue possibilitą frustrate. Penso all'Uomo comune, ovvio,non al genio, o a quella personalitą che riesca a realizzare un proprio disegno con una precisa finalitą sociale. Una strana societą....... Ma ciņ che di patetico vi si possa scorgere č quel tentativo conscio o inconscio di voler ignorare la propria pochezza. In ogni grado della societą umana, l'appartenente č ,o si sente, ingabbiato entro un limite che non puņ superare,per sua stessa natura. E che spesso non vuole riconoscere. E molto spesso non accetta. Ecco, qui sta forse il vero nocciolo, che puņ portare anche a drammi dolorosi. In veritą, sembrerebbe sempre possibile , anzi ovvio,il poter essere consci della propria pochezza di fronte all'Immenso. Eppure č sempre possibile, anzi probabile, che ognuno di noi riesca a ignorare, perfin cancellare un tale spiraglio di Luce dalla sua mente. Il Sč......sempre quel Sč......
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La finalitą dell'Uomo sembra essere solo quella di riempire in qualche modo " il Sč ". Sč inteso come valutazione del proprio valore che si vorrebbe sempre maggiore di quel che in veritą non sia. Egli vive per "il Sč". Anche coloro che passano per idealisti - altruisti - filosofi - missionari -...
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05/01/2015 16:00:56
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Commenti

  1. comeunachiesalaica 06 gennaio 2015 ore 10:36
    Sto per dire una cosa rude....ingrata....un paradosso.... La mistificazione della pochezza che si è immaginata o intuita del "sè" è l'amore. Viene definito : " L'amore è un sentimento intenso e profondo, di affetto, rivolto verso una persona... un animale.. un concetto. Oppure, può semplicemente essere un impulso dei nostri sensi che ci spinge verso una determinata persona." E'evidente che la definizione non dica tutto: manca la spinta iniziale,che parte quasi sempre dal " Sè"....quel "Sè" che ambisce a dare una connotazione più alta alla propria personalità.
    Amore del "Sè" ; amore del "Mio" inteso come possesso ottenuto o conquistato o da conquistare; o come qualcosa che agiti acque troppo stagnanti, che non si possa accettare.... e crei, con l'Amore ,un "sè" di straordinaria bellezza, ma troppo spesso risultante solo un'involucro. O anche avvolto in una ipotetica veste sublime di Missione,...... Forse solo questo..... chissà...... Può esistere anche un assillo innato del proprio IO di dover DARE.....dare il proprio pensiero...la propria opera....tutto se stesso..... Partirebbe quindi solo da una valutazione del Sè ? Esuberante....o dominatore.... o reverenziale..... Una motivazione egoistica, quindi ? Forse..... forse...... Ma volerlo comunque assurgere a un concetto che travalichi l'umana realtà.... è per lo meno curioso.......
  2. Njlo 11 settembre 2016 ore 14:22
    Mio Dio, i tuoi scritti portano a infinite considerazioni che hanno bisogno di tempo per essere masticate, approfondite, viste dal dritto e dal rovescio. La cosa che di impulso mi sento di dire è che per me l'Amore non nutre il mio ego, che fra l'altro è purtroppo mastodontico e lo so e lo ammetto, ma è un andare verso l'altro sapendo che dare è difficile e tuttavia è la cosa più grande che mi posso regalare, che mi farà crescere perché in cambio non mi aspetto altro se non un sorriso. E voler dare non è un assillo, ma una partecipazione alla vita dell'altro, o degli altri; una possibilità di stare bene insieme.

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