"UN COLPO SOLO"

11 marzo 2010 ore 21:29 segnala

Guardo il resto del mondo attraverso i vetri di una finestra…rivoli di pioggia scivolano velocemente sul vetro, lasciandosi dietro una piccola scia di goccioline piccolissime, che rendono la visione esterna distorta ed a tratti quasi indefinibile, luci e contorni che si mischiano confusamente.

La pioggia aumenta e faccio sempre più fatica a vedere lontano, non riseco più a vedere lontano.

Dove, dove ho sbagliato…..è sempre questa la domanda che mi pongo quando accade qualcosa nella mia vita…..dove ho sbagliato…..è sempre la solita cosa…..si dice che l’esperienza, i fatti della vita, gli errori, ti aiutano a capire, ma non è mai così perché se così fosse non commetterei mai sempre gli stessi errori.

Probabilmente c’è qualcosa del mio carattere che non va, che non riesco a controllare…..la voglia il desiderio di "sognare" di vivere e di "volare" evidentemente è così prepotente da farmi perdere ogni cognizione della realtà e quindi della ragione.

L’antichissima battaglia tra ragione e sentimento, una battaglia senza ne vinti o vincitore, o forse una battaglia dove tutti sono sconfitti, dove non esiste ne’ ragione ne’ tantomeno sentimento.

Faccio fatica a capire come in certi casi la parola sia totalmente scissa dal fatto, ovvero il pensiero è in totale asincronia con i fatti, la mente ordina ed il corpo esegue tutt’altro.

Come è possibile questo.

Certo le parole sono pericolose, ma facili, la difficoltà sta nel far seguire alle parole i fatti, ovvero la concretezza della vita, la concretezza dei sentimenti, diversamente le parole non significano nulla, si svuotano di tutto il significato e si sgretolano al primo refolo di vento.

E adesso che succede????

Ho puntato tutto ciò che avevo su un numero, ma quel numero non è mai uscito ed ho perduto tutto, tutto quello che avevo messo in gioco(anima, cuore, futuro…..tutto), triste vero?? Ma è la vita, la vita e una roulette, c’è il rosso ed il nero, il pari ed il dispari e tanti numeri, messi così casualmente, zero compreso.

Era un bel numero il mio, bellissimo, un numero vincente…..non è mai uscito.

Perché? Non voglio pensare che quel tavolo fosse truccato, che il mio numero non fosse presente, certo può accadere, ma voglio rifiutare di pensarlo.

E adesso che faccio?

Perché mi sento morto. Forse quella roulette non era quella tradizionale, forse era una roulette russa.

Un colpo solo.

Ma chissà perché ho come la sensazione che il tamburo di quella pistola fosse pieno di proiettili, proiettili che non mi hanno fatto esplodere la testa, ma semplicemente frantumato l’anima, un anima di vetro che non sanguina, ma piange lacrime amare che scorrono velocemente come la pioggia sul vetro della finestra.

Piove ancora, pochissimo ma piove ancora, all’orizzonte un raggio di luce riesce a perforare le nuvole ed illumina le gocce su quel vetro, che adesso brillano come diamanti.

Osservo discretamente il tuo cammino, verso una strada che credevo avevi definitivamente chiuso e rimango allibito, schokkato, fatico a crederci, perché crederci mi fa un male boia perchè ho creduto, più male, molto di più dei proiettili di quella pistola, e adesso non è più la mia anima a piangere, ma sono i miei occhi, al punto tale da non riuscire a distinguere quali sono le lacrime e quali sono le gocce di pioggia sul vetro.…..ma forse è di questo di cui hai bisogno, solamente di un surrogato di felicità della durata di un battito d’ali, al termine del quale non rimarrà nulla se non dolore ed un profondo senso di immensa solitudine, ma è la tua vita ed appartiene solo a te, ho fatto di tutto perché quella vita potesse appartenermi un po’ e tu altrettanto ad impedirlo.

Hai vinto tu, sono io lo sconfitto perché quella sorgente d’acqua cristallina che vedevo lontana, quando mi sono avvicinato altro non era che un miraggio, volevo abbeverarmi a quella sorgente, ma quando ho infilato le mani nell’acqua, quell’acqua è diventata sabbia….rimane la sete, una sete atavica, antica quanto l’uomo, perché non è la sete del corpo, ma dell’anima.

La vita è davvero una roulette russa, ti prego, non riempire il tamburo della tua pistola di proiettili come stai facendo adesso, fa in modo che quel tamburo sia sempre vuoto perché allora e solamente allora sarai davvero viva.

Adesso non piove più e le goccie di pioggia sul vetro sono ferme, immobili, presto la tiepida brezza della sera se le porterà via con se, rimarranno solo dei cocci dei vetro di un’anima andata in frantumi e bagnata da lacrime che ne’ il fuoco, ne’ il sole e nemmeno la luna potranno mai asciugare.

"LACRIME"

10 marzo 2010 ore 17:24 segnala

Non piangere se hai paura del buio….guarda dentro di te e troverai la luce del giorno che risplende nella tua anima.

Non piangere se ti senti sola…basta che allunghi una mano….. e potrai toccare il profilo del mio volto, che è li vicino accanto a te anche se nn puoi più vederlo.

Non disperarti se ti senti ingannata, perché potranno ingannare il tuo corpo ma non la tua anima pura, potranno prometterti il sole e la luna, ma tu li hai già nei tuoi occhi e nel tuo cuore.

Non piangere per i tuoi sogni infranti…..chiudi gli occhi e sognerai di nuovo.

E se vorrai continuare a piangere fallo pure, raccoglierò io quelle lacrime e dopo averle trasformate in un sorriso te le restituirò in un abbraccio e così, attraverso i miei occhi, potrai rivedere lo splendore della tua anima, i tuoi occhi di fuoco ed il tuo sorriso di luna.

"non....interessa...."

04 marzo 2010 ore 15:36 segnala

A me non interessa sapere quel che fai per vivere. Io voglio sapere per che cosa soffri, e se osi sognare di incontrare la passione del tuo cuore. A me non interessa sapere quanti anni hai. Io voglio sapere se rischieresti di sembrare una pazza per amore, per i tuoi sogni, per l'avventura di essere viva. A me non interessa sapere quali pianeti sono in quadratura con la tua luna. Io voglio sapere se hai toccato il centro del tuo proprio dolore, se sei stata aperta ai tradimenti della vita o se ti sei ritirata e chiusa per paura di ulteriore dolore! Voglio sapere se puoi star seduta con il dolore, il mio o il tuo, senza far niente per nasconderlo, o mascherarlo o immobilizzarlo. Voglio sapere se puoi stare con la gioia, la mia o la tua; se puoi danzare selvaggiamente e lasciare che l'estasi ti riempia fino alla punta delle dita e delle dita dei piedi senza ammonirci di stare attenti, di essere realisti, o di ricordare le limitazioni dell'umano. A me non interessa se la storia che stai raccontando è vera. Voglio sapere se puoi deludere l'altro per essere vera con te stessa. Se puoi sopportare l'accusa di tradimento e non tradire la tua anima. Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi affidabile. Voglio sapere se puoi vedere la bellezza anche quando non è carina tutti i giorni, e se puoi nutrire la tua vita della Sua presenza. Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio, e ancora ergerti sulla riva di un lago e gridare all'argento della luna piena, “SÌ!” A me non interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai. Voglio sapere se puoi alzarti dopo una notte di pena e disperazione, addolorata e ferita fino alle ossa, e fare ciò che c'è da fare per i figli. A me non interessa sapere chi sei e perchè sei qui. Voglio sapere se starai al centro del fuoco insieme a me e non ti ritirerai. Non mi interessa sapere dove o cosa o con chi hai studiato. Voglio sapere che cosa ti sostiene dall'interno quando tutto il resto cade giù. Voglio sapere se puoi stare da sola con te stessa, e se veramente ti piace la compagnia che dai nei momenti vuoti....i miei...e i tuoi....voglio sapere se sei...come ME

"L'8 MARZO....FESTA DELLA DONNA.."

04 marzo 2010 ore 12:51 segnala

Tra pochi giorni sarà l’8 marzo e sarà il solito trionfo di mimose, di rose di circostanza, di pensieri d’occasione. Eppure, che c’è poco da festeggiare lo dicono tutti, le donne oggi sono quelle che pagano di più per una crisi che nessuno ha voluto. Eccole, le donne, eccola la forza al femminile di tutte queste meravigliose equilibriste della vita. Donne in grado di reggere anche la vita degli altri, dei figli, dei mariti, in grado di affrontare anche le tempeste improvvise. Forse saranno proprio loro, le donne, a risollevare questo mondo affaticato, lo faranno con forza, emozione e delicatezza, con garbo e decisione. Lo faranno lavorando, dando forza ai figli, sostenendo questi uomini che la crisi ha fiaccato anche nell’animo. Lo dovranno fare oggi come cinquant’anni fa, torneranno al centro della casa a reggere le mura che traballano. E allora ce l’avremmo fatta tutti, con le donne che sapranno fare i medici, le volontarie, le mamme, le nonne, quelle che insegneranno nelle scuole, quelle che faranno ricerca e scriveranno libri. C’è tutta la vita, in mezzo alle mani di una donna, e prima o poi la festa dell’8 marzo non avrà alcun senso e le mimose saranno solo un fiore dal buon profumo tinto di giallo.

"CHE FINE FAREMO?"

28 febbraio 2010 ore 14:49 segnala

Questa mattina il mondo
si è svegliato in ritardo...
Il sole ha aspettato
prima di sorgere...
Attesa di speranza,
per migliorare,
che non significa "avanzare",
ma crescere soltanto...
Il popolo,
senza rendersene conto,
si perde nel vuoto dietro al tempo...
Stamattina,
solo stamattina?!
Il mondo è stanco...
Lo abbiamo riempito
di atteggiamenti ostili,
molti deliri,
e di fronte a questo
concretizzo il mio pensiero,
fumando...
Perdendomi nel sogno...
Anni fa sono nato,
oggi continuo a vivere
ma questa mattina
ho uno strano timore,
non sento più nell'aria
l'odore,
quel lontano profumo di cambiamento...
Occhi chiusi per non vedere la morte...
La distruzione perpetua
protratta da sempre...
Quando li apro,
osservo gli umani
perdersi nel futuro,
non ricordando il passato,
riaffermando cosi
errori continui... circolari...
Sempre gli stessi...
Oggi,
soltanto oggi?!
Il mio pensiero è stanco,
il futuro incombe
e il mondo,
grazie al "progresso",
si sta perdendo... xd.

 

"UN OMAGGIO A TE DONNA"

27 febbraio 2010 ore 13:00 segnala
Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!

"SOGNI INFRANTI"

25 febbraio 2010 ore 02:31 segnala

Il ciliegio che vedo dalla mia finestra è magnificamente fiorito, carico di quella magia che solamente la primavera riesce ad offrire, il tepore di questa serata contrasta pesantemente con il gelo con cui deve lottare la mia anima.

Guardo lontano, molto lontano, ma dove prima vedevo un’anima, due occhi di fuoco ed un sorriso di luna non vedo più nulla, ed è inutile che allungo una mano, non riesco più a toccarla, non c’è più…..è fuggita via portandosi via tutto di me, anima e corpo…si anche il corpo perché quel dolore che mi sconquassa dentro è anche un dolore veramente fisico, come se mi avessero tolto un pezzo, una costola….guardo il telefono……silenzio…..lo guardo ancora…..non squillerà più. E’ assurdo tutto questo, quanti pretesti, impossibile quantificare, dare un cifra, dare un senso logico a tutto questo, non c’è un senso non esiste una logica.

Rimane un incubo dal quale non riesco a svegliarmi, dal quale è impossibile fuggire, devo per forza viverla questa situazione….non trovo pace.

Rileggo tante parole, fiumi di parole, che adesso assumono significati diversi, non posso credere che non fossero vere perché quegli occhi erano veri, lo erano eccome…ecco allora il dubbio dei pretesti, in virtù anche di fatti totalmente contrastanti con le parole, atteggiamenti assurdi ed inspiegabili…….fughe, fughe continue ed io ad inseguire…sempre.

C’è chi dice stupidamente che in amore chi fugge vince……no…. in amore e nella vita chi fugge perde sempre, perde se stesso, perde i propri sogni e le proprie speranze.

Adesso non so cosa fare mi sembra di vivere sospeso in un immenso limbo, mi sembra di essere in standby, spento…..in attesa della primavera, di una primavera……è un inferno, l’inganno e la menzogna……è pazzesco inconcepibile, impressionante la doppiezza, dire bianco e fare nero, no….mi rifiuto di crederlo, non è possibile…….ogni infranti spazzati via da una tempesta improvvisa e non annunciata, e vedere alla fine di esso che tutto era totalmente cambiato, completamente diverso o addirittura opposto….cazzo svegliatemi vi prego, non ci voglio stare in questo incubo.

Forse un miraggio??? Ho veduto quello che volevo vedere??? Ma che forse non era reale???

Non voglio viverlo questo incubo….mi farà impazzire, mi fa già impazzire….guardo il ciliegio e mi accorgo che già la brezza della sera gli sta portando via i petali, un po’ alla volta, cadono leggeri o galleggiano silenziosi nell’aria, ma cadono prima o poi….i miei sogni i miei progetti se ne stanno volando via come quei petali bianchi e candidi, leggeri…cullati dal vento, e prima o poi cadranno tutti a terra.

No non provate a rimettere i petali sul ciliegio, non si può fare, non è possibile…….i sogni svaniti non tornano, perché la paura di nuovi incubi impedisce di sognare di nuovo…..può un ciliegio vivere senza i suoi petali?……può un uomo vivere senza i propri sogni???

 

 

"TI STO ASPETTANDO"

22 febbraio 2010 ore 19:50 segnala
Lunghe e vuote le mie giornate
Sentivo,quando l’onda diceva”no!”.
Il gioco mi stancava più della vita
Quando ti ricordavo con tenerezza.
Ma come un vero miracolo d’amore
Mi sono risvegliato dal sogno di follia,
quando i tuoi begli occhi neri
ho rivisto,ho capito che tu
non eri niente più di niente.
Come l’autunno porta via le foglie
Il vento dell’indifferenza è spirato fra noi
Ed ho aperto la tua gabbia.
Vola libera fra i pascoli della vita,
nell’azzurro dei cieli tuoi,
fra i mari piatti e distesi
della tua normalità.
Io sono come la montagna
Spigolosa e imprevedibile
Piena di crepe
E aspre cime,
in scalabile per chi non la conosce.
Forse esisterà lo stambecco
Che ne conquisterà la cima
Ma non tu,barca tranquilla
Nel mare della massa
Che uguale a tutti
E tutti son nessuno.
Io sono come l’aquila
Che solitaria vaga
In cento geometrie
Dell’aria
L’una mai gemella all’altra,
guatante prede ricche
e non comuni.
E tu sei il passero
Che in stormo vola
Confuso fra mille altri
Che come lui non si riconoscono.
E come l’aquila è imprendibile,
perché imita solo se stessa
e non cede ad alcuna debolezza,
e capisce solo la sua vittoria,
il passero è debole
e segue gli altri per sentirsi forte
e sempre cade nella rete
di chiunque conosca
le misere sue abitudini.
Addio donna dai begli occhi neri,
addio scricciolo non ancora adulto,
io esco dalla tua vita.
Apro le mie ali
E spicco il volo,
come l’aquila che volteggia
sull’altopiano
in cerca di prede
o di qualche scricciolo
da proteggere.
Volo lontano,
nelle rotte della mia vita,
solitario ma felice.
Ma se in una notte di tempesta
Tu perdessi il tuo stormo,
e la tua rotta incrociasse la mia,
non temermi,affiancami.
Potresti esserti
Trasformata in aquila
E voleremmo insieme.
 

"..SE.."

22 febbraio 2010 ore 02:19 segnala
Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un'altra volta la vita davanti,
vorrei l'opportunità di amarti..
e sicuramente la mia esistenza
avrebbe più...senso...e soprattutto
sarebbe più intensa..!

"ANIMA CECA"

15 febbraio 2010 ore 23:21 segnala
Il vento impetuoso scuote violentemente gli alberi e sminuzza la pioggia in piccolissime goccioline da far sembrare le colline nei dintorni avvolte da un sottile manto di nebbia.

Il tempo passa, scorre inesorabile ed impietoso e scandisce ritmicamente le mie giornate fatte di lavoro e corse sulle due ruote a stemperare la tristezza il dolore e la paranoia.

Già, il tempo passa, ma non cambia nulla, anzi a volte sembra non passare affatto, ma mi rendo conto che mi sta sfuggendo via di mano.

Aspettare…..

Ti ho aspettato per tutta la vita, anni infiniti ognuno dei quali lunghissimo e caratterizzati da un percorso di maturazione a volte sereno altre drammatico, ti ho aspettato ma tu non arrivavi.

Giorno e notte ad aspettare te ed intanto crescevo, diventavo grande, diventavo un uomo, con i suoi mille difetti mille domande e nessun perché, con le mie debolezze e le poche certezze.

Ti ho aspettato per mille notti insonni popolate dai miei fantasmi, che ancora oggi popolano altre mille notti ancora insonni.

Ti ho aspettato per mille giorni caratterizzati dalla continua lotta contro la mia personalità alla ricerca, nel vano tentativo di diventare un uomo migliore, di meritarmela questa vita.

Poi….poi finalmente sei arrivata ….bella come il sole, eterea come la nebbia……..ad illuminare le mie notti ed a scacciare i miei fantasmi, con la tua dolcezza, con le tue parole….ma le parole lo sappiamo le porta via il vento, è sufficiente una leggera brezza non c’è bisogno del vento impetuoso di questa serata umida e fresca.

Ed ho cominciato ad aspettarti di nuovo, nonostante tu ci fossi io aspettavo, ho aspettato in stazioni, in camere di albergo, davanti ad un telefono che non squillava più, ho aspettato nel silenzio della notte ed ho aspettato nella luce del giorno, ho aspettato sotto una pioggia di lacrime.

"Mi hai fatto diventare una donna, hai fatto in modo di darmi una consapevolezza di me stessa, adesso so cosa voglio" questo mi dicevi di continuo, lo rimarcavi, lo sottolineavi orgogliosamente, ma sapevi benissimo che non era così, in cuor tuo sapevi che non era così….hai sì la consapevolezza di "COME" sei, ma non di "COSA" sei, ti piace essere celebrata, ammirata…..è questo che fa male aver creduto a queste parole, che una brezza di vento a portato alle mie orecchie ed un'altra brezza a portato alle orecchie di qualche altro, stesse parole come un copione già scritto, ma adesso recitate in un altro teatro.

Come mi hai detto l’ultima volta che ci siamo sentiti, tu non hai bisogno di nessuno e probabilmente è vero, anche se fa un male boia sentirsi dire questo, ma d’altronde è la realtà dei fatti, hai bisogno solo di te stessa, così come sei, senza mediazione alcuna, "dura e pura".

Ho aspettato, cercando di capire cosa ti stava succedendo, quale era la tua metamorfosi, il tuo percorso, dove saresti arrivata, ma non mi hai mai fatto partecipare, mi hai tenuto distante….ad aspettare…..

Quando verrai "su" io sarò lì, accanto a te, a proteggerti a guardarti le spalle, magari da lontano in silenzio…ad aspettare…..ma tu non potrai vedermi, non perché io te lo impedirò, non potresti vedermi nemmeno se ci scontrassimo, perché adesso la tua anima è cieca, te lo ho già detto, ti ho dato i miei occhi  perché tu potessi vedere la mia anima ed attraverso essa vedere lo splendore della tua, ma quegli occhi li hai accecati e adesso non puoi più vedere nulla, nemmeno la tua immagine riflessa nello specchio, immagine che prima risplendeva nei miei occhi.

Sono stanco di aspettare, il mio tempo sta per scadere, mi riprenderò quel poco della mia vita che è rimasto dopo il saccheggio, e proverò a ricominciare a viverla, ci vorrà del tempo, tanto o poco non lo so, ma è solo questione di tempo, con il dolore sono abituato a conviverci…poi d’incanto una mattina mi sveglierò con il sorriso sulle labbra e ricomincerò a camminare, anche se il passo non sarà lo stesso, perché le mie gambe saranno vecchie stanche, ma soprattutto non sarò più lo stesso.....