DIFFERENZA FRA WICCAN, STREGHE E PAGANI

27 luglio 2017 ore 02:20 segnala

Tutti i wiccan sono pagani, ma non tutti i pagani sono wiccan. Alcuni pagani sono streghe, altri non lo sono. Alcune streghe sono pagane, altre no...siete un pò confusi? Ho tradotto per voi un articolo di witchywords che spiega (secondo il loro punto di vista) la differenza fra wiccan, streghe e pagani.

LA DIFFERENZA FRA PAGANESIMO, WICCA E STREGONERIA

Sembra esserci molta confusione nella nostra società per quanto riguarda la differenza fra pagani, streghe e wiccan, quindi li andrò a spiegare in termini semplici per far capire a chi è nuovo a questo cammino, e a tutte le persone in generale, sperando che serva a farci capire meglio.
C’è una convinzione errata che tutti i pagani sono streghe, e/o che tutti i pagani sono wiccas. Questo non è vero. Non tutti i pagani sono streghe, e non tutti i pagani sono wiccan. Non tutte le streghe sono pagane, ma tutti i wiccan sono pagani, dato che la Wicca rientra sotto i dettami del paganesimo.

PAGANESIMO E I PAGANI

Il termine Paganesimo comprende molte religioni differenti fra loro (infatti molte religioni non basate sul cristianesimo sono considerate pagane).
I Pagani sono solitamente seguaci di religioni che sono state influenzate da religioni basate sulla natura.
Attenzione: religioni, non religione! Questo perché ci sono davvero tante religioni diverse che rientrano nel paganesimo. Vuol dire che puoi essere un wiccan pagano, una strega pagana, un druido pagano, uno sciamano pagano o un mix di tutti quanti e altro ancora.
Alcune persone considerano pagane solo le religioni europee basate sulla natura, altri invece includono anche le religioni africane e del lontano Est, come buddismo e induismo, come anche la religioni dei Nativi Americani.
Una persona che si considera pagana, solitamente è politeista. Essere politeisti significa credere in più di una divinità, che sia maschile o femminile. Il Pantheon è un gruppo di Dei (maschili e femminili) che corrispondo ad un determinato Paese. C’è il pantheon romano, greco, nordico, celtico, nativo americano, eccetera. Questi sono solo alcuni esempi, ce ne sono molti altri!

WICCA E I WICCANS

Wicca è un tipo di paganesimo che venera la Natura come una divinità, crede nella dualità divina e raccoglie pratiche che derivano da credenze pre-cristiane.
La Wicca è stata creata nel 1950 da Gerald Gardner, quindi è relativamente una nuova religione.
Normalmente i wiccan seguono il Rede Wiccan, che consiste in una serie di line guida, come ad esempio non far del male a nessuno o la Legge del Tre.
I wiccans credono in un Dio e in una Dea e possono venerare anche altri Dei o pantheon.
Quello che molti non capiscono sulla wicca è l’uso della magia. La magia non è necessario per i wiccans, ma è considerata uno strumento da poter utilizzare o no. Alcuni wiccan la praticano, altri si limitano ad onorare il passare delle stagioni, i cicli della luna e del sole e gli Dei.
La Wicca, a sua volta, si ramifica in altre correnti/tradizioni, come ad esempio la tradizione Gardneriana, la Dianica, la celtica, l’Alexandriana, e ce ne sono molte altre. Ognuna di loro ha un modo diverso di approcciarsi al divino, venera diversi Dei, restando comunque uniti alle basi della Wicca.
Non dimentichiamoci dei Wiccan Solitari, ovvero coloro che praticano da soli, e i Wiccan Eclettici, ovvero coloro che non si basano su una tradizione soltanto, ma adottano ciò che gli sembra giusto.
Quindi cos’è la STREGONERIA?
Le streghe sono persone che utilizzano la magia per manipolare l’energia che ci circonda per raggiungere un obiettivo.
La stregoneria non è necessariamente una religione, ma più l’uso e la conoscenza della magia e del mondo attorno a noi. Puoi essere di qualsiasi religione ed essere comunque una strega.
Alcune Streghe appartengono a coven, ma ci sono molte streghe solitarie che praticano da sole.
Alcune Streghe decidono di seguire il Rede Wiccan anche se non sono tecnicamente wiccan.

QUINDI RIVEDIAMO

Ci sono similitudini fra paganesimo, Wicca e Stregoneria. Per esempio hanno in comune il pentacolo, che è il simbolo di terra, aria, fuoco, acqua e spirito.
Pagani, wiccan e streghe NON credono in Satana, Lucifero o il diavolo.
Abbiamo visto che la Wicca è una nuova religione, ma il paganesimo risale a secoli prima del cristianesimo e le streghe altro non erano che guaritrici e levatrici.
Il termine “pagano” significa “abitante della campagna”.
I wiccan credono o in un Dio, o in una Dea o in entrambi, o addirittura in un pantheon. Nella Stregoneria le streghe posso credere in un Dio, in una Dea, in entrambi, in più Dei o in nessuno.
Paganesimo e Stregoneria non hanno un fondatore, la Wicca si (Gerald Gardner).
Paganesimo, Stregoneria e Wicca celebrano Sabbat ed Esbat.
Pagani e wiccan possono decider se utilizzare o no la magia, invece nella Stregoneria è la base.
Pagani, wiccan e streghe non fanno sacrifici, non bevono sangue o praticano rituali demoniaci.
Pagani, wiccan e streghe sono persone normali, esseri umani. Hanno un lavoro, amano la propria famiglia e tengono ai loro amici. Siamo vicini di casa, dottori, cameriere, infermieri. Siamo attorno a voi, ma voi non lo sapete. Alcuni di noi potranno fare cose cattive, ma in tutti quanti c’è luce ed oscurità, nessuno escluso.

Rituali in consapevolezza

27 luglio 2017 ore 02:11 segnala
La magia non è per tutti e fatta per i fedeli che ne seguono la filosofia di vita,prima di decidere di fare un rituale bisogna essere consapevoli del proprio percorso,un rituale non è proprio cm un giro di carte si va ben oltre e se manca la base d' idoneità si può provare con chiunque ma non accadrà mai niente.

''Il destino mescola le carte, e noi giochiamo.''

11 novembre 2013 ore 22:47 segnala

"Eretico è chi appicca il fuoco, non chi vi brucia dentro"

Dark o meglio goth

11 novembre 2013 ore 22:17 segnala

Noi siamo dark, il nostro nero è la percezione con cui i nostri occhi guardano alla vita e i misteri che racchiude. Il nero è l'insieme di tutti i colori in un'apparente mancanza di luce, è la percezione dell'esistenza di tutta la luce e di tutti i colori della vita e l'incapacità di vederli.

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.

11 novembre 2013 ore 21:29 segnala

Il tuo cuore è un gabbiano che vola libero nei cieli della vita. Lascialo andare senza paura ti saprà condurre alla felicità.

Normali e sane persone

11 novembre 2013 ore 21:14 segnala

I costruttori di canali portano l’acqua dove vogliono.
Il fabbro con il ferro forgia la punta della freccia.
Il falegname costruisce l’arco.
Il saggio costruisce se stesso.

Miti e Leggende

11 novembre 2013 ore 17:34 segnala
SIRENA
Secondo il dizionario etimologico, Il termine “sirena” deriva dal greco SÝRÔ ( attraggo) o SEIRÀÔ (incateno), prima ancora dall’ebraico SIR (canto) e dalla radice sanscrita SVAR (cielo).
In realtà il dizionario mette in primo piano il termine greco SEIRÊN e poi quello latino SIRÈNA che si traducevano in che sorge dalla, splendore, splendente, lume.
La fisionomia la conosciamo bene tutti: donne, capelli lunghi, coda di pesce e forse qualche conchiglia o alghetta addosso.

Per quanto riguardo l’origine beh…che gran pasticcio!
Le antiche storie raccontano che fossero le figlie di Acheloo, dio dei fiumi.
Una versione della loro nascita ci dice che il vecchio dio fluviale avesse un bel paio di corna e Ercole, quel gran “scherzone” di un mezzo dio , staccò il bel corno di Acheloo e dalla ferita caddero dodici gocce (6 gocce, decidete in base alla simpatia) nell'acqua del mare che divennero 12/6 sirene. In un’altra versione dei fatti Acheloo le generò dopo essersi piacevolmente congiunto con una Musa (una delle 9 figlie del grande Zeus e della potente Memoria): la divina potrebbe benissimo essere Tersicore, Musa della danza, o Melpomene, Musa di una delle tante fisse dei greci, la tragedia.
Le sirene erano delle tipe abbastanza abitudinarie e gioiose. Passavano le loro giornate fondamentalmente a cantare sedute su degli scogli. Quando ogni tanto si vedevano da lontano delle navi passare, cantavano ancora più forte per farsi sentire e per far avvicinare quei bei marinai che facevano gola a tutte le donne, figuriamoci a loro. E si sa come sono gli uomini: vedevano tutte queste belle ragazze riunite, tutte nude, che cantavano “fermati qua” e così manco gli scogli vedevano e ci morivano puntualmente.

La figura ha subito tante trasformazioni: la donna ammaliatrice ha radici antiche e mesopotamiche. Forse create dagli Annuaki, dei mesopotamici che Platone chiama “i sette saggi venuti dal mare”, coloro che portarono la Conoscenza agli uomini.
Grazie ad un cieco di nome Omero, siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di queste creature sin dalle scuole. Ulisse si fa legare all’albero maestro mentre i suoi compagni si fanno tappare le orecchie con la cera per evitare di finire ammazzati dal canto delle strane donne. Ma anche il poeta greco Apollonio Rodio ci mise mano e le racconta nella sua opera “Le Argonautiche”. Lui però le fa crepare di disperazione: pare che il più famoso cantautore della mitologia - parliamo di Orfeo - riuscì ad intonare una melodia dieci volte più ammaliante del loro canto. Così i marinai "votarono" per ascoltare Orfeo e loro, da brave prime donne, votarono invece per il suicidio in massa.

Ma il mediterraneo non è stata l'unica dimora di queste donne-pesce: viaggiarono anche il Nord Europa, dai paesi scandinavi all’Irlanda, nuotarono anche in Russia fino alle coste dell’Asia. Per una questione puramente personale direi che la loro traversata si interseca tra Lampedusa e Napoli...ma niente di strano se vollero andare a fare un salto anche in Giappone.

Ma forse non tanti sanno che le Sirene, prima di saper nuotare in realtà riuscivano a volare. I greci parlavano di donne-uccello e questo spiegherebbe anche l’etimologia del nome e i continui riferimenti al cielo e allo splendore del sole. Nel nostro Medioevo (epoca di mezzo forse un po’ grigia, visto che passavano intere giornate a catalogare qualsiasi argomento) vengono menzionate nel “Liber Monstruorum” e da donne piumate diventarono magnifiche donne squamate ( passare dalle penne alle pinne non è difficile, ci vuole solo un amanuense un po' ditratto)

La forma scaturisce dalla vista, quindi ci conviene passare alla simbologia del mito, che potrebbe essere relativamente più oggettiva.
Secondo la semiologa Maria Corti: "avrebbero sorpassato il tempo avanzando sempre giovani verso il futuro e con memoria illimitata del passato mescolata al potere profetico. Di conseguenza il loro intelletto avrebbe preso ad andare per strade lontane rispetto a quelle percorse dagli uomini" osì "un abisso si creò fra la conoscenza degli uomini e la loro, colmabile solo con un incantamento mortale".
Fredde ed eterne Platone le mette al pari delle Filatrici nella loro missione divina. Cantare la conoscenza. Ricopio il testo preso da internet perché non si potrebbe scrivere meglio". Continua: “l'uomo, che naturalmente tende al sapere, come diceva Aristotele, viene attratto dalla promessa che il tutto gli sarà svelato. E così si lascia trasportare dalla bonaccia verso gli scogli delle Sirene, le belle incantatrici fatali. Ma la conoscenza, varcare i limiti del proibito all'umano, ha un grande prezzo. Per questo attorno alle Sirene i prati e le acque sono imbiancati dalle ossa dei marinai. Nessuno sfugge alle Sirene. Il peso della totale conoscenza non è sopportabile dall'umano. L'aleph che le Sirene costituiscono è inaccessibile all'uomo. L'uomo tende alla conoscenza ma è creato per un sapere parziale; chi osa varcare le 'Colonne d'Ercole' e spingersi a conoscere nuovi orizzonti compie un pascoliano 'ultimo viaggio che con un dantesco 'folle volo' lo porta alla morte. Ecco qual è il fascino della Sirena: la sapienza, la conoscenza di tutto ciò che è del mondo, al caro prezzo della vita; la Sirena è l'unica vera femme fatale, colei che irresistibilmente attrae ma che è legata al destino dell'uomo prescelto fatalmente”.
Altrimenti, mi chiedo, perché l’astuto Ulisse si sarebbe fatto legare pur di ascoltare quel canto? Era un uomo di mare e a parte qualche filastrocca sul ponte della nave non andava in giro ad ascoltare aedi cantare. Giusto perché è “colui che è odiato” (Ulisse appunto) autori più recenti, come Franz Kafka, sostengono che proprio in quel caso le sirene non cantarono. A distanza di milleni è sempre Ulisse che le prende di santa ragione:
“nel caso di Ulisse le Sirene siano state ben più maligne e non abbiano cantato. E cosa c'è di peggiore del silenzio delle Sirene? L'uomo s'illude di averle battute ma è solo illusione; l'uomo è privato della possibilità del conoscere il tutto; l'uomo ingannatore (Odisseo) viene ingannato dalle Sirene. La Corti invece insinua un piano ben più geniale, che trova compimento se si accetta un 'ultimo viaggio' pascoliano e non dantesco: avrebbero insinuato nell'eroe il germe del desiderio di conoscere sempre oltre il limite e lo avrebbero spontaneamente lasciato tornare a Itaca, dove egli, insoddisfatto, si sarebbe sempre più fatto prendere dal desiderio di rimettersi in mare, di varcare sempre nuovi orizzonti, senza mai fermarsi; e proprio questo seme maturato nel corso degli anni e fiorito nel 'folle volo' finale sarebbe il capolavoro delle fatali Sirene. Ulisse nell' 'Ultimo Viaggio' arriva oltretutto a porsi la più grande delle domande, per cui vale la pena morire pur di trovare risposta: 'Chi sono io?', ma le Sirene non rispondono. Ora le Sirene, come dice Virgilio nell'Eneide, non cantano più. Privano l'uomo che ha vissuto per la conoscenza della risposta più importante. La Corti teorizza anche la possibilità di una terza metamorfosi delle Sirene: in idee. Ed è effettivamente, a mio parere, la verità più azzeccata: 'Le Sirene sono dentro di noi'. Ed effettivamente cosa spinge, e cosa ha spinto, l'uomo di ogni tempo a ricercare ciò che desidera? A varcare i limiti della conoscenza per scoprire l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande, portandolo prima con l'Ulisse incarnato in Colombo a varcare le Colonne d'Ercole e scoprire il Nuovo Mondo e poi a varcare l'atmosfera spingendosi fino alla Luna? E' la Sirena che sta nel cuore dell'uomo che gli urla di scoprire, di non accontentarsi mai. E se il serpente di Adamo ed Eva non fosse stato il diavolo ma la prima sirena? provocazione forte, lo so, ma ricordiamo che la Genesi è un testo figurativo come tanti altri, se la si priva della valenza che i credenti le danno. Ad ogni modo.. Le Sirene sono in noi. Io ci credo”.