L'AMANTE

08 novembre 2019 ore 09:40 segnala


Leggendo parecchi messaggi nelle bacheche, e non solo in questi giorni e non solo di giorno - quando chi sa come mai sembra ci si automoderi un pochino - mi è apparso evidente, sicuramente anche a voi amici lettori, quanto ci sia una differenziazione drammatica nelle aspettative esposte da chi scrive. Se da una parte troviamo chi cerca amicizie sentimentali, compagnia per la vita (quel che ancora avanza), amori romantici, dall'altra parte troviamo richieste senza peli sulla lingua (non fate battute...) con specifiche su misure, età, prestazioni e quanto altro. Queste di solito partono dai maschietti, le altre invece dalle gentili (non sempre) signore e da persone di età avanzata. Esiste anche, come un curioso fil rouge, una specie di continua denigrazione del ruolo dell'amante, come se debba esistere soltanto il probabile coniuge o il pezzo di carne da portare a letto. Eppure questa figura è sempre esistita, ha oltrepassato i secoli nell'arte, nella letteratura, è diventata punto di riferimento ideale per masse di persone emotivamente pronte a desiderare il meglio; perchè in fondo è questo che ci si aspetta dall'amante, il meglio. Non la botta che ti spacca il cuore con il colpo di fulmine ma un rapporto cosciente, maturo - ma sì, anche tra o con giovani - ed appagante. Non il normale, reiterato rapporto coniugale basato su consolidati scambi affettivi e reciproco rispetto, ma il fuoco, la passionalità, la fantasia, il gioco. Che magari era quello che succedeva nei primi tempi di un eventuale fidanzamento, subitaneamente svanito nelle brume della legittimazione sociale e civile. La complicità, ecco, quel capire al volo i desideri dell'altro/a ed essere felice di assecondarli sapendo che anche l'altro/a si comporterà ugualmente. Nel ruolo dell'amante si cala sempre chi è pienamente consapevole degli impegni del partner, sa benissimo che gli sta dando quel che nessuno gli dà più o non gli ha mai dato, e nel caso che entrambi stiano giocando a carte scoperte, con i limiti del rapporto ben chiari, ognuno dei due cercherà di ricavare il più possibile senza angustiare l'altro/a con i soliti problemi quotidiani, in un balletto che riporta la coppia agli anni della gioventù scapestrata, spensierata, quando uscivi per andare a far sesso in piedi contro un albero in un parco e non uscivi per andare a fare la spesa litigando su quale discount costi meno o accetti i buoni pasto. Forse l'amante, figura mitica, mitizzata, desiderata da chiunque e quasi da nessuno ammessa (guardate quante scuse, quante reprimenda gli si caricano in qualsiasi post leggiate) non è altro che il sentiero per tornare all'età dell'oro, l'afflato pànico della vita, quel sapore selvaggio ed incosciente, l'ultima delle paure che questa società criminale ci concede di avere senza che ne derivi un danno ferale. Una relazione tra amanti può durare anni, può durare all'infinito, restando ognuno dei due libero di gestire la propria vita, sia chi ha famiglia sia chi invece vive anche del lavoro e con altre amicizie. E' nel silenzioso, nascosto, mai dichiarato terrore di perdere questa ritrovata giovinezza, questo scalpitare dei sensi, che sta il segreto della longevità del rapporto e, diversamente da quel che succede con le altre persone familiari solo con l'amante si riesce - e si deve - ad essere pienamente sinceri, e anche questo è un passo fondamentale per la costruzione del rapporto. Però, sembra essere una cosa quasi impossibile a realizzarsi, almeno rispetto a come era lo scambio dei rapporti fino a parecchio tempo fa, forse saranno le nuove epidemie che hanno congelato gli approcci dal vero, forse sarà che frequentando siti - come questo, giusto per dire - si finisce per convincersi che tutti e tutte siano dei falsi. Magari perchè o le persone appaiono troppo datate e poco gradevoli, o perchè non hanno la foto e chi si fida più, o perchè non ci si trova mai nella stessa città (in undici anni avrò incontrato due amiche che vivevano qui, come se invece non ce ne siano a centinaia, forse sono io che sono orrendo, chi sa!) tutti parlano, parlano ma nessuno vuole realmente che succeda. Strano, stranissimo, o sono i tempi che sono cambiati ed hanno ragione gli otaku giapponesi che vivono chiusi in camera con bambole e donnine virtuali in 3d. Come facciano a farci sesso resta un mistero, per me, legato a sistemi passati di moda, però, diamine, quanto ci si divertiva quando quei sistemi funzionavano alla grande! Chiudo augurando a tutti e tutte di trovare quel che cercate, capite cosa volete, aprite gli occhi e godetevi questa vita fin che potete, che a stare seduti a contarsi le rughe davanti ad una tastiera ci vuole un attimo e non se ne esce più. Qualche bello spirito si chiederà il perchè della foto, a parte ovviamente che Moon è il testimonial del blog, dà anche l'idea di come - in mancanza di un anima gentile e femminile disposta a far da Musa - ci si possa sempre fidare, in termini affettivi, del proprio amico domestico, con buona pace di certi cantori tragici che a lungo hanno pubblicamente dichiarato che la gente con i propri animali domestici ci fa sesso e che i bambini con loro scoprono la sessualità. Ma come si usa dire, ognuno parla di quel che conosce, per questo io parlo di una amante e loro parlano di fare sesso con gli animali. Sappiate prendere il buon esempio da chi di dovere, e buon temporale a tutti...
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08/11/2019 09:40:58
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JACKIZ WRITERS !

07 novembre 2019 ore 09:37 segnala


Continuando nel proporvi, invece dei miei soliti post (ma arriveranno pure quelli, tremate...), alcuni interessanti eventi di genere pubblico mi fa piacere proporvi questa iniziativa di alcuni giovanotti italiani di belle speranze che stanno realizzando la classica raccolta di fondi per dare vita ad una realtà imprenditoriale - seppure piccola - e che, dati i tempi che tirano, direi vada supportata, diffusa, ed aiutata per quanto possibile, giusto per non venire poi a scrivere articoli dove dite che gli italiani non fanno nulla, che il lavoro tocca inventarselo e che siamo costretti a comprare sempre roba cinese. Dunque, ecco qui di seguito la loro presentazione, per chi è appassionato dei mitici FUNKO POP la voglia di avere uno di questi pezzi da collezione sarà subito grande, per chi non ne sa nulla invece vi dò una piccola spiegazione, i FUNKO POP sono quei pupazzetti con il testone che da qualche anno hanno preso piede nei negozi di collezionismo e coprono oramai quasi tutti i personaggi del cinema e del fumetto. La JACKIZ WRITERS, dovendo lottare in un mercato di nicchia, ha pensato bene di realizzare figurine amabili e graziose di grandi scrittori, ed il primo, a fare da battistrada e portafortuna è il vecchio Willie Shakespeare, poi nelle intenzioni ci sono anche il padre DANTE, Edgar Allan POE e H.P.LOVECRAFT , tra gli altri. Dunque, ecco qui la presentazione pubblica che mi hanno mandato, seguendo i link potete anche vederne di più e accedere alla raccolta dei fondi. Forza, diamo una mano a questi ragazzi!




Ami l'arte e la letteratura ma non puoi resistere a delle guanciotte paffutelle? Be' allora amerai questo carinissimo e simpatico William Shakespeare da collezione!
Questo è il primo di una collezione di statuette raffiguranti scrittori famosi, la Jackiz Writers.
Con la sua paffutaggine, i suoi occhioni, il piccolo Shakespeare sta arrivando!
Lo conoscete? Sicuro, chi non lo conosce?? Dalla sua penna sono nati molti dei personaggi più memorabili e importanti di tutta la letteratura come Amleto, Romeo e Giulietta e molti molti altri.

Siamo un piccolo team di artisti, sognatori, lo stiamo facendo per esprimere la nostra creatività ma ancor più per offrire agli appassionati un piccolo pezzo di magia letteraria da poter mettere sulle loro scrivanie e librerie (o da portare in giro con sé!). Abbiamo sviluppato il progetto per un anno e ora siamo pronti per partire con una campagna Kickstarter per coprire i costi di sviluppo della statuetta e realizzare questo sogno.

La statuetta sarà alta 13 cm e arriverà in due versioni: quella a colori e la versione dorata.
Oltretutto il contenitore e la basetta saranno entrambi a forma di libro, un must per tutti i nerd di libri come noi!

Speriamo di raccogliere abbastanza da poter aggiungere il gioco di carte correlato e persino un'app.
Avrai l'opportunità di leggere i lavori di Shakespeare e condividere la passione per la letteratura, e per il nostro bardo preferito, con tutti!

Shakespeare stesso vi dirà di più nel video qui sotto e sulla pagina Kickstarter:


https://www.kickstarter.com/projects/shakespearefigure/jackiz-writers-collection-william-shakespeare-figure?ref=user_menu

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RITORNA IL CANTASTORIE

05 novembre 2019 ore 18:53 segnala


le immagini sono state realizzate da IL CANTASTORIE


Ricorderete, tempo fa, che ebbi modo di realizzare una intervista a IL CANTASTORIE, relativa al suo cd "itinerante" che era stato distribuito casualmente in luoghi pubblici per diffondere il suo canto e il suo messaggio. Il nostro amico ci ha fatto sapere che sta iniziando una nuova promozione in giro per l'Italia e qui di seguito trovate tutte le informazioni sulla data di Roma della prossima settimana, e molto altro che certamente vi interesserà. Personalmente, da quando ho avuto la fortuna di conoscerlo e restare in rapporti amichevoli con lui, posso confermarvi che la piacevolezza delle musiche e la profondità delle idee che porta avanti sono di sicuro interesse e meritano tutta la vostra attenzione. Buona lettura e buon viaggio anche nei link correlati che vi lasciamo.


Il 17 Novembre ore 17.30 al Caffé letterario di Roma
https://www.facebook.com/events/381471609202536/
https://5d725f118319c.site123.me/eventi/presentazione-la-voce-del-cuore-roma
e il 18 Novembre alle ore 17.45 alla Libreria Bohémien di Roma
https://5d725f118319c.site123.me/eventi/presentazione-libro-la-voce-del-cuore-roma
https://www.facebook.com/events/514410226002695/
verrà presentata La Voce del Cuore -il Libro-
Tutto nasce dal viaggio del Cantastorie.

Chi è il Cantastorie in realtà nessuno lo sa... è dall'inizio dell'anno che questa figura sta girando per tutta l'italia, suonando e raccontando le sue storie anche tramite la musica. Infatti il 16 agosto il CD Musicale la voce del cuore è stato pubblicato e venduto su tutti gli store musicali più importanti tra cui iTunes, Spotify, Google Play, Pandora, Deezer, Amazon Music, Spinlet, YouTube Music, RadioHeart e molti altri....
Il Cantastorie inoltre sta organizzando eventi per cercare di togliere le persone dal grigio della depressione e per riportarli nella natura ad ascoltare la voce dei loro cuori.
https://www.facebook.com/events/2265618270221374/
https://ilcantastorieracconta.blogspot.com/2019/07/camminando-con-il-cantastorie.html

IL Cantastorie viaggia in solitaria e nell'assoluto anonimato, raccogliendo le storie più speciali e raccontandole tramite la poesia, la scrittura o la melodia. Tra i boschi e sui mari, ma anche tra le piazze leggendo negli occhi della gente, con la sua chitarra
egli va... Un cantante canta, ma il Cantastorie racconta, e non importa sapere chi è, perché spesso gli occhi non vedono quello che è veramente essenziale. Oltre la voce del Cantastorie c'è la voce di ognuno di noi, quella voce che può essere udita al di sopra
dei rumori che sovrastano tutto il resto, perfino quando non grida, perfino se è solo un bisbiglio. Quel bisbiglio che senti prima di nascere, prima di morire.

Il Libro è una favola per adulti, per ricordare a questi come sognare ancora, il testo racconta di un regno lontano chiamato Daraban e di un buon re di nome Roen che nel tentativo di stabilire la pace nel
suo impero, incontra un cantastorie che ha qualcosa di speciale. Così dona al giovane il suo liuto più caro e lo manda per il regno in cerca di una risposta.

Al di là del suono, c'è qualcosa di più grande: una sacralità che non può essere capita con il pensiero. Dedicato al meraviglioso atto dell'evoluzione umana, La Voce del Cuore è un iniziazione. Ne è protagonista quel giovane musicista del lontano regno di Daraban, chiamato Cantastorie.
Il Cantastorie nel difficile viaggio si trasforma conoscendo i vari volti della gente del regno, imparando grandi lezioni di vita tra le famiglie più povere, le persone più strane, la natura e la solitudine.
Sarà proprio durante questo viaggio che il Cantastorie verrà aiutato da un misterioso astrologo e spinto da una nuova visione, scoprirà l'Anima del mondo e il Linguaggio universale della Voce del Cuore. Imparerà così a parlare al vento, alla neve, al sole e infine tornerà dal re, per il resoconto finale, entrando in un'altra vita e in un altro tempo.

https://www.mondadoristore.it/La-voce-del-cuore-Il-cantastorie/eai978883163573/?referrer=cpaittrd190904&utm_source=tradedoubler&utm_medium=affiliation&utm_campaign=cpa&affId=3048442

A Roma ritorna il Cantastorie per una particolare presentazione ispirata dalla voce del cuore, tour che è partito su due gambe ed ha toccato già città come Napoli, Padova, Catania, Roma, Verona, Ferrara, Vicenza, Rovigo, Firenze, Bologna ecc ecc, e che da oggi continuerà anche con l'aiuto di un libro che porta alla riscoperta di una certa sensibilità, di riscoperta della voce del cuore, perché come disse Terzani in passato, solo una congiura di poeti, un giorno, potrà salvare il destino del mondo e il Cantastorie, che si trova tra di voi nell'anonimato e nel silenzio dei vicoli più bui delle grandi città e delle foreste di una notte stellata, li sta cercando...

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« immagine » le immagini sono state realizzate da IL CANTASTORIE Ricorderete, tempo fa, che ebbi modo di realizzare una intervista a IL CANTASTORIE, relativa al suo cd "itinerante" che era stato distribuito casualmente in luoghi pubblici per diffondere il suo canto e il suo messaggio. Il nostro ...
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IL DIDIETRO DELLA TIGRE

29 ottobre 2019 ore 09:22 segnala


L'intenzione, nel titolo, era quella di usare un termine leggerissimamente più forte, più schietto, più tradizionale ma mi è sembrato di capire che culo sia una parola che non rientra nei canoni letterari quindi non l'ho usata. In effetti vi ringrazio per la pazienza che dimostrate nel tentare di capire i miei titoli ermetici e criptici, senza che io possa scrivere cose più all'altezza di ogni quotidiana bacheca che si rispetti dove parole del genere ve le tirano in faccia ogni tre per due. Ma comunque, il bieco Quinto Cavaliere dell'Apocalisse che vedete in foto, quello che allo squillo della tromba porterà orridi contagi solo strusciandovisi addosso, crolli di torri gemelle al bieco berciare del suo miagolio e sfoltimento sanguinario di intere guarnigioni armate al solo sfoderare dei suoi ferali artigli, insomma il mio gatto per farla breve, mi era sembrato rappresentare ben benino il senso del titolo, che discende ancestralmente da una classica battuta - o consiglio, se volete - "non ficcare il dito nel DIDIETRO della tigre". E dunque, cosa volevo dire, volevo dire questo, è comprensibile che a voler fare un simile gesto si rientri nella casistica degli aspiranti suicidi perchè non credo vi siano molte tigri (maschi, magari) che gradiscano un simile omaggio, anche se di solito ascoltano gli Abba o Barbra Streisand e vanno a caccia di gazzelle in tutina jeopard. Ma sembra invece essere una moda furoreggiante qua dentro, dove stormi, nugoli, sciami di personaggi se le vanno a cercare, col dito in resta, ben puntato, lanciando strali verbali di ogni tipo, possibilmente caustico e ovviamente spernacchieggiante contro chiunque gli abbia fatto un qualsivoglia torto. Magari scrivendo scempiaggini in bacheca, magari offendendo ogni grado di parentela velatamente o pubblicando link ai nick così , alla Rugantino, mettendoli alla gogna e per grazia ricevuta ancora non postano pure gli stamp delle conversazioni private. Figuriamoci poi quando attaccano dai blog, ma qui già è più raro, non usano molto i blog, anzi direi che hanno un terrore sacro all'idea di scrivere più di quattro righe di seguito, a meno che non siano inviti a pentimenti, conversioni, apparizioni della madonna, distribuzioni di posti nel parterre per vedere aprire le porte del paradiso; oppure naturalmente disgressioni politiche di quelle che le tigri ci vanno a nozze, infilagli nel didietro una battuta pro Salvini e vedi come ti staccano un braccio. Scrivigli un post sulla tragedia dell'immigrazione e vedi come ti si attaccano alla gola. Ah ovviamente ci sono pure quegli esploratori che nella jungla vanno cercando ben di peggio, cercano non il didietro delle tigri, ma il sentimento delle tigri, quelle che analizzano profondamente quali siano le cose più amate dalle tigri e poi ci scatenano sopra le loro allucinazioni, i loro reumatismi mentali, il reiterato tic-tac-toc della stessa canzone che, allucinante come il la-la-laa di "Profondo Rosso" fa tremare i polsi di ogni lettore o ascoltatore che se li trovi davanti. Senza tregua ti infilzano con fissazioni degne di un ricovero coatto nell'Arkham Asylum, e non hanno neanche la valenza di un Joker o la malignità del Pinguino, che diamine, i predatori del didietro delle tigri vivono del loro cercare rogna. Ahimè, capita pure che la trovino. Hai voglia a blandirli, a donargli il caldo senso della amicizia, a dirgli con le buone "scrivi qualcos'altro, sei capace, e fallo, invece di spaccare le palle a tutti con sempre le stesse cose" , ma no, diamine, scherziamo? Potrebbero mai accettare che la tigre gli dia consigli per il loro bene? Devono dimostrare, in quella che sembra una demenziale prova di passaggio dalla pubertà al maschio eroismo a scopo riproduttivo stile arrampicata a piedi e mani nude sulle scogliere di Rapa Nui per prendere l'uovo del gabbiano, di essere capaci di far perdere la pazienza pure a Santa Sangre, pure a quell'ultima tigre in via di estinzione che si nasconde sperando di ricevere la pensione tra i templi e le piogge di Ranjipoor, e non farebbe male a nessuno. Ed ecco che quel che agognano - emuli dei berserker, o dei kamikaze nipponici - ottengono: infila quel che devi infilare e non lamentarti se di te poi restano solo le ossa, o il ricordo delle ossa, o neanche quello - considerato che la vera livella, checchè ne pensasse Totò, non è la morte, ma Google che dopo qualche giorno che ti cancelli fa sparire ogni traccia di te dal web. Cosa ci avrete guadagnato? Nulla, un grande, cosmico nulla. Fate i bravi, direbbe il Quinto Portatore dell'Apocalisse, datemi la mia scatoletta di tonno e non rompete le scatolette agli altri...
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I RITORNATI

26 ottobre 2019 ore 15:51 segnala


Tempo fa scrissi un post avvelenato contro i siti di hosting che avevano cancellato tutte le foto messe da milioni di utenti per passare a forme a pagamento, creando disastri nei blog di tutto il mondo, e di certo anche voi vi sarete ritrovati buchi orrendi nei blog che con amore e cura avevate costruito. Badate, non solo qui in Chatta ma ovunque, da Blogger a Wordpress; avevo anche scritto qualche soluzione per ovviare al problema ma c'era un grosso scoglio su cui tanti saranno andati a sbattere. Quelle foto che non avevate nei vostri hard disk ma che avevate costruito e postato, dove trovarle più? E infatti molte cose sono andate irrimediabilmente perdute, così come anche io avevo perduto tutte le immagini degli antichi amici che mi avevano accompagnato nel cammino fatto da questo blog in undici anni, gente quasi tutta di ottimo livello, buoni amici, gente scomparsa, partiti, fuggiti, certi persino andati via da questa terra e probabilmente ora riposano in un mondo migliore, più pulito, con meno carogne di quante ne incontriamo noi rimasti, ogni momento. Erano tanti, tantissimi, ognuno con il suo vissuto, la sua storia, tragica o meravigliosa, e ognuno/a di loro aveva avuto la gentilezza di regalarmi un frammento della loro vita e viverla insieme a me, o meglio al mio nick e al mio blog. Quanto era dolce, quanto era riposante, conservarli tutti lì, nella colonna di destra del blog, a monito perenne, a ricordo stentoreo, come una incisione sul granito, anche se uno non andava mai a guardarli sapevi che erano lì con te, a fare da numi tutelari. Svegliarsi la mattina, aprire il blog e trovare tutto devastato fu come rientrare e trovarsi la casa svuotata dai ladri. Una di quelle carognate che ti lasciano dentro una cicatrice avvelenata, nessuno è colpevole e niente torna come era. Ma no, purtroppo per chi di dovere, a volte capitano quei personaggi che non crepano manco se li ammazzi, quelli che sono più duri del cemento, quelli che mi hai fatto una cosa e io faccio peggio. Per questo ho cominciato a ricercare nei vecchi hard disk fino a ritrovare masse di cartelle di immagini e una in particolare dove avevo salvato, all'epoca d'oro qui in Chatta, quando non esistevano nick disgustosamente pornografici e l'ottanta per cento di chi c'era era buono, bravo, intelligente e dedito al bello scrivere, non come il desolante merdaio che ci circonda adesso, tutte le foto dei vari nick ognuna col suo bravo nome, per ricordarmeli da allora in poi. Per seguirli quando cambiavano nick ma lasciavano le stesse foto. O per bastonarli quando si scopriva che le foto erano false e che con certi nick creavano danni - perchè sarò anche buono e caro ma pregate di non trovarmi da solo e inkazzato... Quindi eccoli di nuovo, i ritornati, eccoli riprendere il loro posto, eccoli una volta ancora nella colonna d'onore che gli spetta e spero sinceramente che chi di loro frequenta ancora Chatta, e magari ancora viene a leggere il mio blog, si riveda con allegria, con piacere, sapendo che sta lì per essere onorato dell'amicizia di questo povero soggetto che scrive, al quale tutto si può fare tranne fargli un danno perchè diventa seriamente vendicativo. E quello che gli rompono, ricostruisce. Sempre. Un brindisi a voi, vecchie glorie.
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A VOLTE SUCCEDE

24 ottobre 2019 ore 20:22 segnala


A volte succede che ci siano quelle persone che vivono per offendere, dall'alto delle loro granitiche convinzioni (spacciate per "semplici sospetti" visto che sanno di sparare enormi corbellerie e quindi cercano di pararsi il posteriore), per offendere chiunque viva la sua semplice e già troppo oppressa vita nel modo migliore possibile, godendo di quelle minime grazie che il Signore misericordioso ci concede. E continuano, imperterrite, anche quando messe di fronte all'evidente inconsistenza - o plateale imbecillità - delle loro presunzioni dovrebbero scendere a più miti consigli, studiando la diplomazia, usando il buon garbo, comportandosi da quei signori che si illudono di essere e che vogliono dar da bere soprattutto alle gentili lettrici che a volte abboccano al loro amo, inizialmente infiorettato e subito pronto ad esplodere in paranoiche sceneggiate degne di uno dei protagonisti dei film di Night Shyamalan. Così alla fine finiscono per invischiarsi in un gomitolo inestricabile di opinioni contrarie, minacce di denunce, querele per offese, e magari anche un avviso alla polizia per procurato allarme. Insomma ce ne sono, eh sì, e tranquilli che ce ne saranno sempre perchè l'essere umano è fatto così, dice di capire, di aver capito ma l'unica cosa che capisce è fingere di capire. E continuare implacabilmente a rompere l'anima a tutti. Perciò, dopo aver constatato che il detto degli Highlanders era vero, che alla fine ne resterà solo uno, e quello sarà inevitabilmente un gatto, direi che dovremmo tutti imparare a stappare bottiglie di chinotto, spuma toscana, coca cola e altre bevande aromatiche e non alcooliche per festeggiare degnamente ogni volta che il panorama mentale qui dentro finisce per essere un pochino più pulito.
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« immagine » A volte succede che ci siano quelle persone che vivono per offendere, dall'alto delle loro granitiche convinzioni (spacciate per "semplici sospetti" visto che sanno di sparare enormi corbellerie e quindi cercano di pararsi il posteriore), per offendere chiunque viva la sua semplice e...
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PORNOGRAFIA

24 ottobre 2019 ore 10:04 segnala


Non cominciate a dire " ma con un titolo così avresti dovuto mettere una foto pornografica ". Fate finta di essere delle gatte e converrete con me che quella è una foto altamente pornografica. Ma non è del caro Moon che parliamo, quanto del fenomeno vero e proprio, e concordo che se ne potrebbe parlare per giorni, restando ognuno delle sue idee, e non se ne caverebbe un ragno dal buco - altra metafora discretamente porno, direi. Ricordo ancora gli anni ottanta, quando la rete era lungi dal venire, e chiunque volesse sollazzarsi doveva partire per estenuanti pellegrinaggi fino a certe edicole dove ti potevi imbattere nelle più varie sconcezze, e sì che ancora non esisteva la censura pesantissima di oggi, nel senso che quelle pubblicazioni dovevi essere adulto e vaccinato per comprarle sottobanco ma dentro ci trovavi ogni genere di perversione, cosa che invece ai tempi nostri anche solo per aver pensato di guardare certe cose vai carcerato. Segno dei tempi che cambiano, più i costumi si sbragano e più quello che una volta era merce comune diventa proibito. Stranissima cosa. Comunque, a parte i malinconici ricordi di una ormai trascorsa giovinezza, mi accorgo che più passa il tempo - sarà l'età, la senescenza, l'alzhaimer, la sla o qualche altra disgustosa malattia tropicale tipo l'elefantiasi notoriamente diffuse consapevolmente da quei mostruosi abitanti che dividono con noi il pianeta, i gatti ovviamente, che al pari dei rettiliani da millenni congiurano per farci scomparire e regnare incontrastati su cumuli di macerie, dormendo della grossa fino alla fine dei tempi - insomma più passa il tempo e più il senso del divertimento a leggere o guardare pornografia va scemando. Mi rendo conto della sua inutilità, della sua grettezza, della tristezza insita nella ripetitività della cosa, nel penoso macchinismo degli atti. Decenni fa si poteva trovare qualche film che scivolava artisticamente nel soft-core trasmettendo brividi potenti - penso a cose tipo "L'amante" di Annaud - che i filmati di Youporn non arriveranno mai a dare e lo stesso dicasi per certa letteratura, notissima ai cultori ma relegata nel limbo del dimenticatoio per le masse, che diede capolavori come "Lolita" o "Josephine Mutzenbaker" per non andare a scomodare il bieco necrofilismo di De Sade o l'osceno "Il castello dell'inglese". Piccole perle che facevano viaggiare la fantasia, scintilla prima di ogni pulsione erotica, impossibile a raggiungersi con lo squallore del porno pesante (non parliamo di perversioni estreme, limitiamoci alla normalità) e che davano quel pizzico di condimento ai rapporti coniugali, e aiutavano i singles a sentirsi meno tristi. Ma quando diventa vizio vero, quando si delega alla illusione di un filmato la realizzazione di una pulsione che sarebbe normale sfogare col partner (quale che sia) si finisce come i mitici otaku nipponici, a vivere dentro una stanza, finendo per sposare bambole, chiudendosi ai rapporti con il mondo, portando la propria socialità a generalizzare - e a credere che quella sia la normalità - il sesso malato, ad affibbiarsi nick sconciamente espliciti - e non si capisce se vogliano far ridere o siano veramente convinti delle scempiaggini che dicono - e a mandare in giro foto dei propri membri sentendosi dei John Holmes o dei Rocco Siffredi (probabile che a casa non abbiano specchi o non riescano a vederseli da sotto le pance). Tutta questa cosa mi fa ricordare Robert De Niro in TAXI DRIVER, quando la sua asocialità e la quotidiana convivenza con la pornografia lo porta ad invitare la giovane politicizzata al cinema dove trasmettono appunto un porno e lei se ne va disgustata. Per lui quella era la vita normale, è questo il messaggio, ed è questa la vita che questa gente vuole vivere? O lo fa inconsapevolmente, essendoci cascata dentro con tutti e due i piedi, come suol dirsi, al punto da non dico pentirsene ma nemmeno capire che ci si autodistrugge? Anche questo è stato uno degli strumenti dei poteri politici volti, in una visione di lungo corso, al distruggere il concetto di famiglia, visto che è innegabile che, bombardati dalla vana illusione di un sesso oltremodo libero e diffuso , pansexual, metrosexual, milf e tutte le altre cazzate che ci hanno raccontato nei decenni, il pensiero di stare tutta una vita legati ad un uomo che diventa calvo, rugoso e flaccido o ad una donna ingrigita, cellulitica, priva di ogni mordente erotico è quanto meno demoralizzante. Se non ci avessero continuato a presentare la vita come una cosa facile, da vivere come se non ci fosse un domani, alla me ne frego e lo ficco dove mi pare, non avremmo continuato come si è fatto per centinaia d'anni, cioè questo è quel che ho deciso di prendermi e ora me lo tengo nella buona e nella cattiva sorte, comunque possa diventare? Ma no, tutti a invidiare i modelli sfoggiati sui media (legali o porno) come se quella fosse la realtà. Dico, le leggete qui dentro le bacheche? Tutte che "non parlo con i vecchi, non scrivo ai brutti, non rispondo ai terroni, non scopo con i poveri, non vado con gli sposati e via dicendo". Seriamente, il concetto di Principe Azzurro vi ha dato alla testa, avete visto troppi film con Bova e Scamarcio, avete dato troppo retta a Muccino e Volo. Fatevela una vita voi maschietti e voi femminucce, una vita in due, con tante belle cosine (porno) da fare tra di voi - o con i propri simili se preferite - e lasciate perdere la pornografia, che non serve a nulla se non per lo spasso di qualche minuto. Provoca invidia, delusione, aspettative, depressione ed è esattamente così che vogliono che siate perchè continuiate ad affogarci dentro. E se poi disperate di trovare qualcuna disposta a condividere i vostri desideri sessuali coraggio, fatevi due conti: una rivista porno quante pagine potrà avere, una sessantina? Quante donne e ragazze diverse sono protagoniste di quelle pagine, vogliamo dire una ventina? Ora moltiplicate quella ventina per le diverse uscite annuali della rivista e poi moltiplicate il totale per il numero - incalcolabile quanto i granelli di sabbia del mare - delle riviste che escono in tutti i paesi del mondo. Cosa otterrete? Che il novanta per cento delle donne al mondo prima o poi esce o è uscita o uscirà su una rivista porno. Chiaramente vale anche per gli uomini, mica ci sono solo pornoattrici, eh! Allora? Ancora qui a leggere il post? Alzate le chiappe e uscite a rimorchiare, che un po' di ginnastica vi farà tornare i colori sulle guance !
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« immagine » Non cominciate a dire " ma con un titolo così avresti dovuto mettere una foto pornografica ". Fate finta di essere delle gatte e converrete con me che quella è una foto altamente pornografica. Ma non è del caro Moon che parliamo, quanto del fenomeno vero e proprio, e concordo che se ...
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24/10/2019 10:04:51
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MISTERI FEMMINILI

17 ottobre 2019 ore 09:30 segnala


Puntuali come la morte ci saranno quelli che si chiederanno cosa c'entri la foto (romanticamente ispirata al manifesto di VIA COL VENTO, anche se Moon è sicuramente meno vestito di Rossella O'Hara e io sono molto più attempato di Rhett Butler ). C'entra nel senso che un bacio affettuoso non si nega mai ad un amica, ad una moglie, ad una amante, o comunque all'essere vivente al quale si vuole bene, indipendentemente da cosa o chi sia, sia perchè è giusto così sia alla faccia di chi ancora vorrebbe usare certi metodi medievali tipo il "giro della piazza", quando i sodomiti beccati in flagrante gli si legavano gli attributi con un canape e li si trascinava per tutta la pubblica piazza. Quindi, spiegato l'estetica iconica che fa da cappello, torno al titolo. Misteri femminili, per il sottoscritto, restano tutti quegli atteggiamenti che riscontro leggendo bacheche e post, giusto per restare nell'ambito di Chatta. Laddove vedo lo scatenarsi di emotività e pulsioni di ogni calibro, provenienti da un mondo, quello appunto femminile, che secondo me, uomo notoriamente vecchio e consunto e pieno di illusioni, dovrebbe invece ancora portare con sè grazia, leggiadria, e tutte quelle forme che noi umani - di sesso diverso - usiamo direi quasi tralasciare, essendo più portati alla sostanza che alla fantasia. Non tutti e non sempre, ovvio, ma alzi la mano quella donna che quando pensa ad un uomo non ci costruisce sopra castelli in aria, ed alzi la mano quell'uomo che quando frequenta una donna non pensa - anche se solo di sfuggita, per una volta e con sensi di colpa - a portarsela a letto. Come dicevo, siamo più materialisti, o magari la vita che facciamo ci ha insegnato che è come la scala di un pollaio, breve e coperta di cacca (vecchia battuta, lo so, ma sempre valida) dunque il tempo da perdere non lo abbiamo più. Dicevo delle forme esteriori del femminino che si possono leggere qui dentro, e tra sarcasmo, acidità, maledizioni,segnalazioni, volgarità e amenità del genere ci si perde facilmente in un sottobosco dove invece delle fate ci si imbatte in gnomi (gnome mi pareva brutto, ma siccome hanno sdoganato le sindache - ahahah - potremmo anche concedercelo) bitorzoluti e dall'animo forastico. Gnome che hanno un vizio peculiare, anche parecchio bruttarello, se mi è concesso, che è quello di parlare senza sapere, infierire senza conoscere, insomma siccome non sono ancora riuscite ad avvelenare il marito nella realtà per fuggire verso un glorioso futuro insieme ad un trasportatore di sigarette di contrabbando rumeno avvinazzato, tatuato e possessore di un gatto (ci mancherebbe)eccole sfogare tutto il loro livore nel pestare i piedi a qualche malcapitata di turno. Perchè? Perchè non gli sta bene qualcosa che ha scritto, o qualcosa che qualcun'altro ha scritto a quella, o per le foto che ha messo, insomma mica c'è da preoccuparsi, un motivo lo trovano sempre. La percentuale diventa tragicamente alta quando si nota che non conoscono la persona attaccata, non hanno mai seguito i suoi post, non sanno perchè abbia scritto quel che ha scritto. Facciamo l'esempio di una mia amica, una cara amica, una amica da lunga data che si ritrova bombardata da soggetti autodefinitisi uomini che prima la sviolinano, poi la tempestano con le loro foto dal colore tendente al rosa integrale, e poi gliene dicono di tutti i colori. Cosa fa dunque questa signora, dal lungo vissuto, dalle tante esperienze che le hanno formato il carattere, oberata dai problemi familiari dai quali tenta di svagarsi frequentando amicizie virtuali con tranquillità e simpatia? Ovvio, risponde per le rime, avvantaggiata anche dallo spirito particolare derivante dalla sua zona di vita, che certo non è quello grigio e plumbeo di certi nord brumosi. E alle sue battute, a volte spiritose, a volte salaci, a volte anche volgari ma di una volgarità che come ho spiegato ha tutte le ragioni di essere, cosa rispondono queste signore? Con micidiali mattonate, improperi, segnalazioni e tutto il ben di dio che gli passa per la testa. Invece, non avrebbero fatto meglio a tentare di capirla, così, per spirito di corpo? A cercare di conoscerla, per amore di empatia? A lasciarla stare, per dimostrarsi più signore di quel che vogliono sembrare? Non ne ha forse abbastanza di tutto quello che riceve, in cambio del suo tentare di essere amichevole e comprensiva con certi ceffi dalla doppia faccia, dalla lingua smerlettata e dai pensieri tendenti al pornografico? Che gran mistero, questo bieco comportarsi delle donne, con altre "sorelle" per di più, che se lo facessero (oh, lo fanno,si sa) contro maschietti che se lo meritano lo capirei. Ma come, dopo tutto il femminismo che ci avete sbandierato in faccia, le lotte per l'uguaglianza, il diritto a vedere uomini fuggire con trasportatrici di assorbenti di contrabbando rumene assuefatte alla vodka, tatuate, col piercing e depilate all'osso (e chiaramente con un gatto, figurarsi), insomma dopo che grazie alla vostra sorellanza ci avete ridotto a dei pupazzi costretti a smaniare virtualmente nella pallida speranza che qualcuna sia veramente così cochon come si presenta e ci elargisca un oncia di carne (fa molto Mercante di Venezia, mea culpa) e ancora vi tirate per i capelli? Ancora spaccate le scatole ad una che è una donna vera - ( non come certi fake che vi si possano rompere le corde dell'ascensore quando visitate l'Empire State Building...) invece di spalleggiarla? Invece di intervenire a gamba tesa (oh, molto erotico, va be') nei commenti per aiutarla contro il becerume imperante? Non so, davvero non so come non vi vergogniate. Capisco certi maschi che oramai sono all'ultimo stadio delle proprie involuzioni mentali, logicamente incurabili e francamente insopportabili, che appena lei alza un dito per dirgli qualcosa esplodono in filippiche chilometriche nelle quali mescolano di tutto, col risultato di offrirgli un minestrone tale da convertirla per sempre alla carbonara. E nei confronti dei quali mai mi stancherò di metterla in guardia. Ma io so' io, diceva il sor Marchese...e posso fare poco, sono solo una voce di un maschietto che però dell'universo femminile ha esplorato tanto e invece di tenersene alla larga lo cura e lo innaffia con battute e amene chiacchierate per vederlo crescere con la grazia che dovrebbe avere. Fatelo voi, virago impenitenti, finte educande, minorenni sessantenni, lolite impiegate in una macelleria, fatelo una buona volta. Quando vi capitano queste cose aiutatevi tra voi invece di accoltellarvi virtualmente. Io ci ho provato, lo spunto l'ho scritto, il sasso nello stagno le sue brave onde mi auguro che le faccia. E, sia ben chiaro, tante volte a qualcuna/o venisse il legittimo dubbio, che la mia amica è una amica, non altro, non di più ma non di meno. E alla quale mando un bacino virtuale, con parsimonia e signorilità, le effusioni le lascio a Moon, l'Apocalittico Portatore di Epidemie. Il quale, felicemente ignaro di essere una bomba biologica, secondo certi begli spiriti, di certe cose se ne sbatte allegramente.
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17/10/2019 09:30:41
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GIUSTIFICAZIONI

16 ottobre 2019 ore 09:58 segnala


Com'era quella vecchia barzelletta della maestra che chiede a Pierino di dargli il compito da fare a casa? "Non ce l'ho, lo ha mangiato il cane" , diceva lo sfaticato Pierino. E fin qui si sta nell'ambito dell'umorismo barzellettiere, la cosa patetica, defatigante, è invece quando nella vita ti trovi a dover dare reali giustificazioni: che ci si può anche stare, quando si tratta di mancare sul lavoro per una malattia, mancare al pagamento di una rata per oggettiva impossibilità, insomma quelle cose che succedono prima o poi a tutti e fin qui nulla di male, si deve fare e lo si fa, a meno che non si sia dei bugiardi inveterati - o presidenti del Consiglio.Più triste ancora è quando ti trovi a doverti giustificare di cose che fai normalmente, che peccati non sono, nè furti, nè altro di perseguibile civilmente o penalmente: sono solo cose che fai, che ti piace fare, che trovi normale fare. E normalmente, chi ti chiede, ti costringe, ti obbliga a giustificarti è qualche pomposo soggetto che ritiene di essere il portatore della verità assoluta, quelli che si alzano la mattina per dettare le leggi, per illustrare al colto e all'inclita la morale pubblica secondo il loro punto di vista del momento, o altro. Che a volerci ragionare sopra, ci viene da chiederci, ma cosa ce ne sbatte di doverci giustificare davanti a certa gente? Nulla, in realtà, e infatti di solito non lo facciamo però...c'è sempre quel minuscolo demone dentro di noi che ci spinge a rispondere, a commentare, a mostrare quali siano i nostri pensieri, magari aggiungendo riferimenti, citazioni, esempi di legge, trattati medico-sanitari e altro ancora. E perchè? No, dico, ma perchè, per andare a sbattere contro un muro di gomma, a batterci il petto davanti a giudici supremi che giudici non sono, anche perchè l'importanza gliela diamo noi, con il nostro andare a perderci tempo, a discuterci, a cercare di riportarli alla ragione. Che ve lo dico a fare, ci sarete passati tutti, vi siete trovati davanti a post farneticanti, dove vi siete sentiti insultati come categoria, come razza, come credo religioso, come colore della pelle o genere sessuale, vi siete letti paragonati a untori di pandemie, a condannati a morte, a bestie schifose, a soggetti che si lavano solo quando piove. Eppure, ammettetelo, ancora sentite il bisogno - ah quale tragedia! - di commentare sperando che la persona che molto intelligentemente ha buttato il sasso nello stagno ben sapendo a chi andava a spaccare l'anima ma nascondendosi dietro la generalizzazione, possa riuscire a ricevere una anche blanda illuminazione che gli faccia ammettere la propria dabbenaggine, che lo porti a pubblicare pubbliche scuse, che insomma usi il cervello - se mai ce l'ha. Inutile, è tutto inutile, siamo, siete di fronte alla celebre antica tortura della goccia cinese. bloccati su una sedia con una goccia che continuamente vi cade in testa fino a scavarvi il cervello facendovi morire di pazzia. Eh, che la sapevano lunga certi antichi torturatori, che arte sopraffina, quanta immaginazione, quanta ce ne vuole a certa gente per sparare a ripetizione post micidiali, grondanti bile e fiele, disgusto verso il prossimo, odio verso gli animali, e tutto il resto. Lasciamo perdere poi quelli che nelle bacheche giocano al massacro su toni sessuali, sfasciando l'ego delle malcapitate che hanno la sventura di incrociarli. D'altronde anche altri hanno preso il vezzo di mostrarsi galantuomini del pari di un De Bergerac, mielosi e sopraffini, fin che gli si dà ragione e corda, rivelandosi dei Landru al fine della faccenda. Andiamo a metterci tutti in castigo, in ginocchio sui ceci dietro la lavagna come ai tempi di Amarcord, andiamo in ginocchio a percorrere la Scala Santa per fare ammenda di quel che abbiamo fatto nella vita, per i mille motivi giustissimi che al personaggio in questione - giudice pari a quello del film THE WALL - non interessa minimamente sapere. Guardate un po', sta in castigo anche Moon, reo di saltare sulla tastiera del pc ogni volta che riesco a trovare qualche minuto per scrivere. Ma lui è giusto che stia in castigo, non è forse considerato il Quinto Cavaliere dell'Apocalisse, quello che arriverà al suono dell'oboe, e solo a sfiorarlo ci cascheranno i nasi e ci andrà in putrefazione qualcosa di più utile e gratificante? Vieni, dunque, Moon Apocalittico, ma vedi di scegliere bene chi devi sfiorare, fosse la volta che ci passa la voglia di andare a giustificarci.


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2022 I SOPRAVVISSUTI

11 ottobre 2019 ore 09:10 segnala


Quarantasei anni, e quello che ci raccontavamo all'epoca sembrava una tale fantasia da meritarsi a pieno titolo l'ingresso nel pantheon della fantascienza distopica, eppure non è forse vero che non i vari Nostradamus e simili ma gli scrittori di fantascienza sono quelli che, nel tempo, hanno avuto la vista più lunga? Un Jules Verne, mettiamo, sarà stato lui un anticipatore immaginifico o saranno stati gli scienziati a prendere ispirazione dai suoi scritti, già comunque basati su teorie valide, per realizzare tutto quello che scrisse? A questo punto gli orrori previsti da Ballard dovremmo aspettarceli dietro l'angolo, o le catastrofi di Herbert, perché no. Certo è che, se torniamo con la mente appunto al 1973, tra i grandi cult cinematografici troviamo " 2022 I SOPRAVVISSUTI " con quello che oggi si definisce un cast stellare, Charlton Heston, Edward G.Robinson, Joseph Cotten, la crema della crema dell'epoca. Il film, che si inserisce nel novero di altri quali " 1975 OCCHI BIANCHI SUL PIANETA TERRA " sempre con Heston, narra di un poliziotto che scopre una tragica verità dietro la distribuzione del cibo ad opera dello stato ad una popolazione mondiale super affollata e priva ormai di risorse naturali. Mentre ovunque masse di disperati accorrono per la distribuzione delle gallette nutritive di Soylent Green (titolo originale del film) , spacciato per derivato dalle alghe, il drammatico finale vede Heston scoprire che dai Templi - organizzazioni parareligiose che forniscono il suicidio assistito ai disperati dando loro in premio una ultima visione di come era il mondo, fatta di meravigliosi panorami e musiche commoventi - i cadaveri vengono convogliati in fabbriche robotizzate dove si producono le gallette da distribuire alla popolazione. Immancabili, anche per l'epoca ma comunque sempre attuali, le caratterizzazioni dei potenti a qualsiasi livello in grado di permettersi vere bistecche e vasetti di marmellata con cui premiare prostitute e sottoposti fedeli allo status quo. Una visione impossibile? E chi lo dice? Da quanti anni ci beneficiano le enormi disponibilità di krill nei mai del Nord, masse di minuscoli gamberetti, originariamente cibo preferito dalle balene, come futura alternativa al pesce? E il krill invece va scomparendo, troppo piccoli per resistere all'inquinamento. E chi di voi non riesce più a comprare gamberi e si accontenta dei finti gamberi fatti e modellati con pasta di surimi? E la soia, altra grandiosa manna piovuta dal cielo, alternativa onnipresente e sempre più pubblicizzata per ovviare alla scarsità di cibo? Va bene a tutti, anche a chi da sempre lotta contro gli organismi geneticamente modificati, giusto? Tranne che per il particolare che da decenni tutta la soia prodotta (chi si ricorda un certo film poliziesco dove, in una sequenza, si vedeva il sotto di un ristorante cinese con vasconi pieni di liquidi dove la soia cresceva idroponicamente a costo pressoché zero per essere usata nelle cucine?) deriva da un unico ceppo costituito da organismi geneticamente modificati che così si sono diffusi in maniera planetaria. E per far fronte alle enormi emissioni di gas degli allevamenti intensivi di animali da macello, il cui fabbisogno mondiale ha raggiunto quote altissime, ci si sta da anni battendo su due fronti, quello etico perché gli animali non debbano più essere uccisi per essere mangiati - e potrei sentimentalmente anche capirlo ma ditemi, se si smettesse di usare gli animali per il cibo, e ammettendo per assurdo di castrare tutti i rimanenti così non si riproducano, di tutti i milioni di animali negli allevamenti cosa si dovrebbe farne? L'altro fronte era appunto quello delle emissioni di anidride carbonica (qualcuno sorriderà pensando a quanto ci abbiano angosciati con la questione del buco nell'ozono, l'effetto serra e le flatulenze delle mandrie bovine australiane e neozelandesi, luoghi sopra i quali maggiormente il "buco" ristagnava, e come da anni non se ne parli più, il che vuol dire o che Dio clemente e misericordioso ha spennellato di colla l'ozono, o che gli agricoltori locali hanno messo appositi catalizzatori ai fori di uscita delle mucche dato che dubito le abbiano collegate tutte a gasdotti siberiani per la produzione di metano, o che i giornalisti ci riempiono di cazzate ogni giorno fino a che qualcun altro non li paga per dire il contrario). La scoperta quale è stata? Un idea folgorante come quella di Indira Ghandi, di sterilizzare tutta la popolazione in cambio di un frigorifero a testa? Un idea come quelle che vengono in testa a gente come Erdogan o Trump o Kim Il-Sung, di dare una bella sfoltita alla popolazione mondiale con una guerra totale così da fare spazio e contemporaneamente vendere tutti gli armamenti prodotti? Più semplicemente realizzare bistecche sintetiche, in vitro, partendo da cellule di manzo o di suino, cosa che è già in produzione, presentata nel 2013 dalla Maastricht University e presto in distribuzione in America. Inizialmente costosissima, i prezzi sono sempre più calati per arrivare al grande pubblico, a fronte di studi ancora non definitivi sulle conseguenze sull'organismo umano e alle enormi emissioni di anidride carbonica prodotte dagli stabilimenti, che non comporterebbero effettivi benefici rispetto alla situazione attuale. Quindi la corretta visione futura che ci si prospetta non è altro che quella di masse dedite al consumo di cibi sintetici, artefatti, dal dubbio valore sanitario, sempre più finti, sempre più veicolati dai media fino a convincerci di quanto sia giusto e corretto ed ecologico consumarli. Una sorta di India moltiplicata all'ennesima potenza, con la gente a mangiare ciotole di riso mentre le vacche girano ovunque, intoccabili, o addirittura soluzioni drastiche come quella prospettata nel film che abbiamo citato, e che, data anche l'approssimarsi della data, sembra davvero essere più vicina alla realtà di quanto quarantasei anni fa avremmo immaginato, o voluto immaginare. Se adesso uscirete correndo a comprare bistecche fiorentine o di toro Angus non me la sentirei di condannarvi, diciamo che ci stiamo preparando gli ultimi pasti dei condannati a morte. E solitamente sono quelli più gustosi. Se poi qualcuno si chiedesse cosa ci sta facendo Moon nella foto a far da cappello al post, invece che Charlton Heston (che pure era un bell'uomo), vi lascio la possibilità di scegliere tra varie opzioni: uno, è indubbiamente il più bel testimonial in questo sito, due sta mangiando la sua ciotola di tonno non sintetico quindi rientra pienamente nel discorso e tre, per far contenti anche gli annunciatori di disgrazie, quelli che la polizia postale dovrebbe mandare alla Cajenna per procurato allarme, sta lì perchè così potete dare la colpa ai gatti se i vostri figli non trovano più il tonno nei supermercati. Buon appetito, fin che vi riesce.
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« immagine » Quarantasei anni, e quello che ci raccontavamo all'epoca sembrava una tale fantasia da meritarsi a pieno titolo l'ingresso nel pantheon della fantascienza distopica, eppure non è forse vero che non i vari Nostradamus e simili ma gli scrittori di fantascienza sono quelli che, nel temp...
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11/10/2019 09:10:57
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