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TOPOLINO 3000

21 maggio 2013 ore 10:59

Finalmente domani è il grande giorno, quando partirà la caccia nelle edicole al numero commemorativo di Topolino, il n°3000! L'avventura del Topo inizia a natale del 1932 grazie all'editore fiorentino Nerbini e non dimentichiamo la curiosità , il Duce era così appassionato da aver fatto sistemare una piccola sala cinematografica per vedersi i cartoni animati della Disney dell'epoca. Nel 1935 Topolino passa dalla Nerbini alla Mondadori, subisce il fermo per la guerra e torna in edicola ad aprile 1949 nel formato libretto che ancora adesso lo distingue nelle edicole.Nel 1988 la testata passa dalla Mondadori alla The Walt Disney Company Italia.


Lo scorrere dei decenni ha visto molte trasformazioni grafiche, alcune cose che rendevano piacevole la nostra gioventù come lo spazio dedicato ai piccoli amici, dove i ragazzini si scambiavano gli indirizzi e così facendo trovavamo amici da tutto il mondo aspettando con ansia letterine dall'Italia, dall'America, persino dal Giappone, sono scomparse sotto i colpi della privacy, del politically correct e ovviamente - cosa davvero triste - considerata la elevatissima possibilità che potessero essere contattati da quei maniaci di cui decenni fa nessuno immaginava l'esistenza. Il Club di Topolino, con le gare a raccogliere punti, ricevere attestati e medaglie... i moltissimi gadgets che specialmente dalla fine degli anni ottanta sono stati allegati, dai binocoli, marsupi, fino a tutta la lunga e ancora non finita serie di macchine, aeroplani, imbarcazioni costruibili a puntate con i personaggi più amati dai bambini.


Una curiosità: tutti i pezzi giungono naturalmente dalla Cina, e tempo addietro capitò che un pezzo non arrivò in tempo facendo saltare la sua presenza nell'ordine delle pubblicazioni. Moltissimi personaggi si sono avvicendati negli anni, eclissandosi quelli che erano nelle prime storie - tipo l'idraulico criminale Giuseppe Tubi, recentemente riapparso, che somigliava talmente all'ispettore Manetta, il quale a sua volta era in origine la caricatura dell'attore Edward G.Robinson, da creare problemi nel metterli insieme nelle stesse avventure - e vedendo la nascita di infiniti altri.


Tra questi si fa notare la tendenza ai supereroi in maschera: oltre ai vecchi, cari Paperinik e Superpippo (mangiatore di magiche noccioline in calzamaglia, da parecchio scomparso nelle storie italiane), è stato tutto un fiorire di nuove identità, persino Zio Paperone ha un suo alter ego e ultima arrivata - probabilmente la meno gradita finora dal pubblico - Brigittik, con Brigitta armata di arco e frecce in stile cupido.


In anni recenti il vezzo di trasportare in fumetto le grandi storie, iniziato sin dal numero 7 con l'Inferno dantesco, al quale lavorò il mitico Bioletto - quello de I QUATTRO MOSCHETTIERI, e il feroce Saladino - ha dato vita a meravigliose opere a puntate, come il DRACULA di Bram Stoker, poi uscito anche in lussuosa veste grafica singola, o LA VERA STORIA DI NOVECENTO di Baricco. E' in arrivo, attesissimo, anche il nuovo capolavoro su MOBY DICK.
Con l'uscita del numero Tremila, che prevediamo, dal tamtam mediatico in atto e dalla mobilitazione su Facebook, andrà esaurito in poche ore, anche il sito Disney dedicato a Topolino dal 22 presenterà un forte restyling, che sarà gradito ai giovani fruitori di ipad, tablets e app di vario tipo.


Il numero domani in edicola sarà un numero doppio del normale, con ben quattordici storie tutte attraversate dal mistico numero tremila, sia nel titolo che negli svolgimenti, e saranno opera del maggiori maestri della Disney italiana, da Cavazzano a Mastrantuono, da Artibani a Faccini, dalla Ziche a Faraci e tutti gli altri nomi-numi che siamo abituati a leggere settimanalmente.
La fortuna del settimanale Disney sembra destinata a durare ancora moltissimo, alla faccia dei tempi, delle mode e delle crisi, grazie alla capacità di rinnovarsi e affiancarsi agli interessi dei giovani lettori man mano che cambiano nel tempo.


Nel numero tremila queste saranno le storie:

Pippo, Gambadilegno e… il colpo da tremila testi di Tito Faraci, disegni di Giorgio Cavazzano

Zio Paperone e il Tiranno dei Mari testi di Francesco Artibani, disegni di Corrado Mastantuono

Topolino e il sorprendente 3000 sceneggiatura e disegni di Casty

Paperinik e la grande caccia alla numero 3000 testi di Marco Bosco, disegni di Andrea Freccero

Qui, Quo, Qua e le prelibatezze a km 3000 testi di Teresa Radice, disegni di Stefano Turconi

3000 metri sopra il cielo di Paperopoli testi e disegni di Silvia Ziche

Indiana Pipps e i 3000 anni incompiuti testi di Bruno Sarda, disegni di Massimo De Vita

Archimede & Edi e il cacciatore di passato testi di Roberto Gagnor, disegni di Claudio Sciarrone

Tip e Tap e la combinazione fortunata testi di Augusto Macchetto, disegni di Lorenzo Pastrovicchio

Gastone e la bolletta numero 3000 testi di Carlo Panaro, disegni di Marco Gervasio

Eta Beta e l’uomo del 3000 testi di Fabio Michelini, disegni di Francesco D’Ippolito

La Banda Bassotti e il raduno dei 3000 testi e disegni di Enrico Faccini

Ciccio e la partita numero 3000 testi di Riccardo Secchi, disegni di Alessandro Perina

Paperino Paperotto e l’amico del 3000 testi di Bruno Enna, disegni di Roberta Migheli



Immagini prese da Google Images, tutti i diritti di copyright: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIANA
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« immagine » Finalmente domani è il grande giorno, quando partirà la caccia nelle edicole al numero commemorativo di Topolino, il n°3000! L'avventura del Topo inizia a natale del 1932 grazie all'editore fiorentino Nerbini e non dimentichiamo la curiosità , il Duce era così appassionato da aver fat...
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MAPPA CARATTERI

17 maggio 2013 ore 12:10


Probabilmente mi direte che lo conoscete già tutti, però son curioso di sentire chi ammette di non averci mai messo il naso. Io ad esempio, essendo un uomo primitivo, ed avendo imparato ad usare il pc da solo smanettando qua e là, non ne avevo idea e, quando scrissi il libro per la casa editrice che poi lo ha pubblicato, sono diventato quasi pazzo per trovare come inserire nei testi dei caratteri particolari. Ancora adesso, dovendo scrivere ad amici all'estero, avevo delle difficoltà. Poi, così per caso, ho scoperto come fare, e ve lo dico subito.
1 - clikkate in basso a sinistra del pc, su START
2 - si apre la schermata, clikkate su TUTTI I PROGRAMMI
3 - clikkate su ACCESSORI, si apre un altra schermata
4 - clikkate su UTILITA' DI SISTEMA, si apre una schermata
5 - clikkate su MAPPA DEI CARATTERI
6 - a questo punto vi apparirà quel che vedete nella foto, almeno se avete il vecchio sistema windows la immagine è quella. Come vedrete, ci sono una infinità di caratteri, potete anche scegliere il tipo di scrittura nella riga in alto, quello standard è l'Arial, che è uguale a questo con cui scrivo il post. Se volete inserire un qualsiasi carattere in una parola che avete digitato sulla pagina del testo che state scrivendo, basterà che clikkiate sulla lettera scelta e poi mettere il puntatore del mouse al posto giusto nella parola che avete scritto, digitando INCOLLA col clik destro. e la lettera appare al posto giusto. Una cosa semplicissima ma, se uno non la sa, ci va al manicomio ! E ovviamente, la icona della Mappa dei Caratteri, una volta che lo aprite, vi comparirà in basso del pc, nella barra delle applicazioni. Clikkateci sopra e create un collegamento sul desktop così ce l'avrete sempre a portata di mano. Auguri di buona scrittura!
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« immagine » Probabilmente mi direte che lo conoscete già tutti, però son curioso di sentire chi ammette di non averci mai messo il naso. Io ad esempio, essendo un uomo primitivo, ed avendo imparato ad usare il pc da solo smanettando qua e là, non ne avevo idea e, quando scrissi il libro per la c...
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CHE STO FACENDO?

16 maggio 2013 ore 12:01


Mica lo so.
Sto qui, giro e rigiro,
leggo, commento, vago.
Salto tra le pagine
sbircio i profili
guardo le foto di graziose fanciulle,
certo, sono un uomo, che male c'é,
anche se qualcuno/a tende a scordarlo.
Leggo cose belle, cose tristi, cose atroci.
Scempiaggini prive di ritegno.
Pezzi d'inaudita bravura.
Voli pindarici
e liti da cortile.
E giro,
e non mi fermo,
inarrestabilmente privo di senso
è questo mio vagare.
Perchè non smetto?
Dormire, sognare, credere in qualcosa
che non sia questa nuvola illusoria.
Ma scrivere è l'unica cosa
che mi fa sentire vivo.
E non sapendo cosa scrivere
forse
non so nemmeno che sto vivendo a fare.
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« immagine » Mica lo so. Sto qui, giro e rigiro, leggo, commento, vago. Salto tra le pagine sbircio i profili guardo le foto di graziose fanciulle, certo, sono un uomo, che male c'é, anche se qualcuno/a tende a scordarlo. Leggo cose belle, cose tristi, cose atroci. Scempiaggini prive di ritegno....
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CELLA 2455

15 maggio 2013 ore 00:43



Questo post, nato da un gioco di scrittura praticato tra amici, è "a tema" su parole offerte questa volta da VenaCava: (Speranza,Omicidio,Lamento,Velo,Silenzio,Bugia)
Gli altri partecipanti oltre a me sono ClarissaDalloway, Dealma, Elazar, MalenaRM, MorganaMagoo, Rivoluzi.one (e forse altri).


La speranza è finita.
Il procuratore si stava giocando la carriera su questo omicidio.
Avrà un bell'avanzamento, stavolta.
Ho detto quel che avevo da dire e non mi lamento più.
Non serve, né è mai servito a nulla.
E voglio mantenere un po' di dignità, se permettete.
Me ne voglio andare facendo calare un velo di silenzio su tutta questa sporca storia.
E non aspettatevi da me la verità, o una pietosa, piagnucolosa bugia.
Restate col dubbio.
Così, quando vi maledirò, non saprete se ve la caverete.
Abbiate almeno il coraggio di guardarmi negli occhi.
Voglio proprio vedervi, quando vi riderò in faccia.



.
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« immagine » La speranza è finita. Il procuratore si stava giocando la carriera su questo omicidio. Avrà un bell'avanzamento, stavolta. Ho detto quel che avevo da dire e non mi lamento più. Non serve, né è mai servito a nulla. E voglio mantenere un po' di dignità, se permettete. Me ne voglio anda...
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15/05/2013 00:43:53
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PERDERSI

14 maggio 2013 ore 10:40



Nel sole
abbagliante
mi immergo

I limiti
del mio corpo
svaniscono

Uccide
del sogno
il bisogno

D'un fiore il profumo
soltanto
mi àncora al mondo



.
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« immagine » Nel sole abbagliante mi immergo I limiti del mio corpo svaniscono Uccide del sogno il bisogno D'un fiore il profumo soltanto mi àncora al mondo .
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TOPOLINO E IL DOTTOR TICK TOCK

09 maggio 2013 ore 11:23


E' in edicola il numero 2998 di Topolino, che scandisce i tempi dell'attesa - fremente, a dire il vero - del pubblico in vista del numero TREMILA, che sarà una vera celebrazione con molte più storie di quante ne appaiano settimanalmente. In questi ultimi numeri sembra di assistere ad una vera preparazione psicologica, e sempre più spesso vengono pubblicate ottime storie, come questa che trovate in edicola, "TOPOLINO E IL DOTTOR TICK TOCK", a firma di Casty(Andrea Castellan) ed Enrico Faccini, con i disegni di Casty. Nel racconto compaiono Topolino, Eta Beta e il gangarone Flip, invischiati in una avventura dal sapore classico ma meravigliosamente svolta, sul tema del Tempo.




Intendiamoci, non i classici viaggi nel tempo, con tutti i loro paradossi, visti in moltissime altre storie Disney, ma una storia "gialla" - con Gambadilegno a fare da mente criminale - imperniata sulla ricerca della giovinezza eterna e sul vampirismo: agli emarginati dalla società viene succhiata l'energia vitale, gli anni, e trasfusa alle celebrità che possono permettersi la spesa per continuare a sembrare giovani. In un contesto di fumetto per ragazzi torna nuovamente ad inserirsi tutto un insieme di tematiche adulte, la denuncia sociale, lo strapotere di certi ricchi, la vena fantascientifica derivante da autori come Harlan Ellison o P.K.Dick : a dimostrazione di come da tempo "TOPOLINO" stia cambiando rotta, da rivista per un pubblico prettamente giovanile verso un target più maturo e sensibilizzato, capace di cogliere sfumature, richiami e accenni a più alte tematiche. In "Topolino e il dottor Tick Tock" i lettori possono godersi la collaborazione di due grandi autori, Casty e Faccini, che hanno fuso le loro esperienze apportando competenza e vigore alla storia.



Enrico Faccini al lavoro


Casty è forse più abituato di Faccini alle storie di ampio respiro, mentre Enrico è un vero mago delle strisce fulminanti, delle tavole paradossali e di certe storie "mute" che donano ai lettori il gusto antico delle comiche cinematografiche, ed in verità l'abilità di Faccini di gestire i "tempi comici" è geniale. "Topolino e il dottor Tick Tock" affonda le sue radici, grafiche e letterarie, nei classici capolavori di Floyd Gottfredson, Bill Walsh, Ted Osborne. Fa da padrone il disegno pulito ed espressivo di Casty, che si rifà al grande Romano Scarpa. Enrico Faccini stavolta ci ha lasciato orfani del suo tratto divertentissimo: Faccini d'altro canto sa come deliziare il suo pubblico di appassionati, che possono sempre trovare nuove chicche nella sua pagina Facebook; di solito pazzesche boutade con Paperoga protagonista, bellissime rivisitazioni di copertine delle riviste internazionali musicali e horror o certe elaborazioni grafiche di manifesti cinematografici nelle quali Faccini coglie in pieno lo spirito del film mettendo in luce qualche particolare, sulle tracce del genio pubblicitario di Saul Bass.





Nel numero 2998, da ieri in tutte le edicole, è presente anche, a mo' di special, una lunga intervista a Casty e Faccini: noterete che compaiono alcune immagini della storia in forma di libretto, come se appunto fosse stato stampato fuori dalla normale collana editoriale. Immaginando che stessimo assistendo alla nascita di uno di quei libri-chimera, come il Necronomicon, che non esistono ma che tutti sono convinti di aver visto in qualche leggendaria biblioteca, ho approfittato per chiedere lumi in merito direttamente a Faccini che così mi ha risposto:
" La storia à nata come gioco-omaggio alle storie scritte da Osborne, De Maris, Walsh e disegnate da Gottfredson: il Topolino migliore e quello che piace di più a me e Andrea Castellan. Anche Romano Scarpa fa parte del club.
Un gioco più che altro per noi stessi: disegnata rapidamente con il pennarello, colorata in toni di grigio a simulare il retino tipografico e impaginata da un service che ha stampato poche copie spillate. Il risultato era ed è molto fascinoso. La storia non è per nulla una riproposizione di vecchi temi, il linguaggio e la regia è attuale: ha semplicemente una patina classica mistery, conferito dal bianco e nero.
Tra l’altro, fatico a considerare “vecchie” le storie di Gottfredson. Sono ancora molto moderne e fresche.
La storia è piaciuta in redazione, ed è stata inserita nella produzione normale."




E i lettori più smaliziati, affascinati da questo mistero, avranno un ulteriore rebus sul quale scervellarsi, sempre in un ottica temporale: come mai le due copertine di prova, che vedrete a pagina 53 di "Topolino" riportano in basso il prezzo del settimanale a 1,90 euro anzi che 2,40? Sono copertine del 2003? chi può saperlo...

Per info su Enrico Faccini:
http://www.enricofaccini.blogspot.it/
https://www.facebook.com/efaccini?fref=ts


(Tutte le immagini, copyright Disney, Castellan, Faccini, Papersera.Net)
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« immagine » E' in edicola il numero 2998 di Topolino, che scandisce i tempi dell'attesa - fremente, a dire il vero - del pubblico in vista del numero TREMILA, che sarà una vera celebrazione con molte più storie di quante ne appaiano settimanalmente. In questi ultimi numeri sembra di assistere ad...
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FILTRO D'AMORE

07 maggio 2013 ore 11:02


Una bella ricetta, appropriata alla bisogna, nello stile di Amelia la vesuviana o Hermione l'albionica, è probabilmente quel che fa intendere il titolo. Non è esatto, invece. Intendevo proprio "filtro", cioè quel che divide, discerne, una cosa dall'altra: che divide due persone, rendendo più chiaro, dall'offuscamento dei sensi innamorati, quel che veramente è ciò che si prova. E inevitabilmente torno a parlare del web, il vero filtro dell'amore, il luogo principe per capire spesso, e malvolentieri, come stanno le cose. In internet se ne trovano di sciocchezze e falsità, di cuori devastati, di amori immortali, di ricerche infinite del principe - o principessa - azzurro. Più spesso, a tenere gli occhi aperti, si trova molta verità; quella che raggiungi al fondo dei profili di chi è sempre in cerca, sempre in offerta, sempre lì lì per essere quel che poi non è mai. E il web, complice lo schermo che fa da corazza, la distanza virtuale mille volte più grande del fatto che si stia magari a pochi chilometri l'uno dall'altra fa veramente da filtro, frena, blocca, cancella, annulla ogni possibile castello in aria che ci si può fare. Quanti "amori per sempre" leggiamo in ogni angolo, quanti "tua per l'eternità", eh? Quante volte un amore è finito con parole simili, quanta gioventù abbiamo segnato con cicatrici nell'anima, convinti che il primo amore non lo avremmo mai dimenticato, e se un giorno lo avessimo ritrovato avremmo gettato alle ortiche casa, lavoro, famiglia, in nome di qualcosa che avrebbe simboleggiato il ritornare ideale ai giorni dorati della nostra spensieratezza? Ditemi, quante volte avete ringraziato il cielo per l'invenzione del web, sicuri di ritrovare l'oggetto del desiderio? E quante volte lo avete maledetto nel rivedere la foto di chi vi è rimasto nella mente fermo a quei giorni, devastato dal tempo, dagli anni, dalle rughe, da una vita sedentaria o precaria, da troppi figli o da troppi divorzi? E non avete forse tentato lo stesso un approccio, un "eccomi, che bello ritrovarti" da scrivere con parole di fuoco a chi invece vi ha risposto "chi sei?"... O non ha risposto affatto, o il giorno dopo è scappato cancellando nick, profili facebook, mail, neanche foste Jack lo Squartatore, facendovi comprendere la plateale, immensa falsità che stava dentro le parole melense regalatevi il giorno dell'addio? Fa forse meglio chi va spigolando di fiore in fiore, ogni giorno, senza dare alcun peso al sentimento, badando alla quantità anzi che alla qualità? O è più onorevole spegnersi nel ricordo di un amore troubadorico, privo di attinenza con la realtà? Quando ci dicevano piangendo "Ti amo, ti ho sempre amato e ti amerò per sempre", prima di squagliarsela, avremmo mai pensato di ritrovarle - per esempio - su facebook o su meetic, o chi sa, magari anche su chatta, pronte a risponderti "Non mi ricordo di te, che vuoi?" Alzi la mano chi non rimpiange quegli antichi mazzi di lettere, legati da un nastro, dal profumo polveroso, nei quali l'amore restava immortale. E fingeva di essere ciò che non era mai stato...
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TIM

30 aprile 2013 ore 11:09


Che c'entra il Joker, vi starete chiedendo...be', via, volendo scrivere un post sulle tariffe TIM ho pensato che era più divertente mettere una foto relativa a TIM sì, ma Tim Burton, che aveva diretto il primo "Batman". E poi, sempre di uno scherzaccio si tratta. Lo scherzaccio è quello che in questi giorni ci sta facendo la Tim e si tratta di questo: moltissime persone, che come me adoperano il cellulare quasi solo per essere contattate o per chiamare e dire "sto arrivando - click", hanno ancora le vecchie tariffe arancione, arancione più, rosso...e così via, di parecchi anni fa. Tutte tariffe a consumo, che prevedevano all'incirca 15 centesimi al minuto e lo scatto alla risposta. Siccome la politica del "ti consiglio la tariffa per risparmiare" non è mai entrata nel cervello di certa gente, ecco che è scattato il piano per racimolare un po' di quattrini. A chi aveva le vecchie tariffe in questi giorni è arrivato il sms sul cellulare che dice che dal 20 maggio prossimo le vecchie tariffe scompaiono e sarà applicata la tariffa COLORE. Bene, spiegazioni dettagliate in merito non se ne trovano, neanche i centri Tim al pubblico, gli shops per capirci, ne sanno ancora nulla. E allora ve lo dico io cosa fare: questa nuova tariffa vi farà passare da 15 a 20 cent al minuto, più scatto alla risposta. Immagino che non vi piaccia e allora andrete negli shops cercando di cambiarla. Ma lì troverete, come di prammatica, i folder con tutte le tariffe che implicano una spesa fissa mensile o settimanale, cosa che - se non chiamate quasi mai - non vi conviene per niente. La scappatoia è questa: aspettate il 20 maggio, la Tim vi cambia il profilo, voi aspettate un paio di giorni e telefonate al 119. Dite che non siete soddisfatti e ve la fate cambiare - senza l'applicazione del costo per il cambio, in quanto NON avete richiesto voi la "Colore" - con una di queste tariffe, a seconda di quel che preferite:

Tim 9 : 9 cent al minuto e 16 cent allo scatto di risposta, 9 cent x sms
Tim 12: 12 cent al minuto e 16 cent alla risposta, 12 cent x sms
Tim al Secondo senza scatto : 15 cent al minuto e 0 cent alla risposta, 15 cent x sms
Tim senza scatto : 16 cent al minuto, 0 cent alla risposta, 12 cent sms

Così, anche se qualcuna di queste fosse stata limitata e non più disponibile a maggio, almeno potete trovare quella che vi fa più comodo, senza dover sottostare ai 20 cent più 16 di scatto alla risposta che stanno per mettervi. Fatevi furbi!
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« immagine » Che c'entra il Joker, vi starete chiedendo...be', via, volendo scrivere un post sulle tariffe TIM ho pensato che era più divertente mettere una foto relativa a TIM sì, ma Tim Burton, che aveva diretto il primo "Batman". E poi, sempre di uno scherzaccio si tratta. Lo scherzaccio è que...
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SPARI

29 aprile 2013 ore 10:35


Nel giorno in cui il governo si autoreferenziava, insediandosi allegramente, la notizia di quel che era accaduto fuori dal portone è dilagata dappertutto. Nulla di nuovo posso dire che già non abbiate sentito, ma approfitto del mio spazio personale per qualche pensiero volante, considerazione, sfogo o chiamatelo come volete. Intanto, ritengo che le forme di protesta debbano essere assolutamente diverse dall'andare in giro a sparare alla gente - ne ho viste anche troppe, negli anni settanta e ottanta, per rimpiangere questo modo di fare - o, se proprio ci scappa, una onorevole scazzottata sarebbe sicuramente meglio. Faccia a faccia, non nascosti come cecchini. Poi, da ogni telegiornale sono piovute rimarcature sul fatto che l'attentatore fosse un habituè delle slot machine come se, dalla parte della difesa questo intendesse un vizio mentale per scagionarlo e dalla parte dell'accusa si intendesse non puntare il dito sui motivi veri del suo disagio mentale. Ma non è forse questo, il suo atto, null'altro che la prevedibile conclusione di una discesa annunciata dalla perdita del lavoro, dalla insostenibilità economica del vivere, dalla separazione dalla moglie, tutte cose che possono averlo spinto a infilarsi nel gorgo delle slot machine come ultima risorsa per sopravvivere? L'idea tutta italiana della ricerca fideistica del miracolo, della "botta di....", della schedina milionaria che ti risolve tutto? Non vediamo continuamente pubblicità di grattini, poker on line e altra immondizia simile, sotto le quali, microscopicamente, lo stato si lava le mani dicendo che è un vizio pericoloso? Anche fumare lo è, vogliamo rimettere le pubblicità delle sigarette in giro? Ma di quelle no, il Monopolio se l'è squagliata, vendendo tutto ai privati, salvandosi dalle cause miliardarie in voga in America, guadagnandoci sopra con la tassazione e lasciando che esistano. Stessa cosa per il gioco. E la gente, gente che ogni giorno vedi disperata frugare nei cassonetti contendendosi agli zingari vestiti usati e verdure mezze marce, vede il gioco come la sola possibilità di tornare ad una vita se non ricca, almeno accettabile socialmente. Quindi non credo che questa scusa possa essere usata nel caso del dramma svoltosi davanti a Palazzo Chigi. Ma la protesta sì, portata all'estremo. Un desiderio definitivo di far capire ai "signori" come stiamo messi, uno strisciante sentimento di rivolta che da parecchio tempo fa sentire ovunque il suo tam tam. Basta guardare Facebook, le miriadi di profili, le condivisioni, la satira, le news che vi corrono. Sotto ad ogni mossa del Governo è tutto un leggere cose tipo "andiamo con i forconi", "bisognerebbe ammazzarli"... certo, il presunto anonimato fa sentire tutti dei leoni. Poi, quel che è la realtà, la si vede nel momento del voto, dove ci si reca in pochissimi, e sempre gli "intruppati" da certi partiti. Partiti, o movimenti, che gridano a nuove marce su Roma, salvo poi non presentarsi in piazza "perchè c'era troppa gente". E' questa tortura della goccia cinese, questo martellare continuo, onnipresente, a devastare, incendiare (oggi cassonetti, domani chi sa), distruggere - secondo me - alla base di atti estremi come quello successo. Questo lanciare il sasso e ritirare la mano, questo farsi belli con grandi proclami e lasciare agli altri , i "poveri pazzi", l'onere di sporcarsi con il sangue di chi capita. Come il povero carabiniere che non c'entrava nulla e come non capitano mai i politici. Quelli che una volta, così tanti decenni fa, erano e sono i veri obbiettivi. Ma una volta esistevano organizzazioni pronte militarmente, per fortuna scomparse per mille motivi, forse perchè principalmente a chi tirava i fili non servivano più, una volta raggiunti gli scopi. Oggi ci sono soltanto milioni di disperati, che non sanno ancora cosa fare, che pensano che suicidarsi sia l'unica risorsa onorevole per protestare di fronte a entità lontane anni luce dalla realtà sociale. Il caso odierno non può, non deve essere sottovalutato, il bisogno della gente di vivere - non di sopravvivere - è urgentissimo. Ma sono dell'idea che ci debba anche essere una inversione di tendenza nelle mentalità, debba finire questo continuo sussurrare di fondo per spingere al disastro, e di contro debbano alzarsi - e forti - voci propositive e atti concreti. Non programmi lanciati ad arte per guadagnare consensi prima, e fregarsene poi, finendo tranquillamente all'opposizione, già prevista, per scaldare le terga su scranni molto ben pagati e pensioni d'oro a fine legislatura. Ma gente che si rimbocchi le maniche e agisca concretamente tra la gente, un mutuo soccorso. Sembra scontato che qui si porti l'esempio di quel che sta combinando il Papa ma se ci pensate un attimo la strada da percorrere non può essere diversa. Smetterla di dire valanghe di sciocchezze, montagne di insulti, smerciare illusioni, farsi belli quando non lo si è: darsi una grossa regolata, calmare gli animi e pensare a ritirare su questo stramaledetto - ma sempre NOSTRO - paese.
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« immagine » Nel giorno in cui il governo si autoreferenziava, insediandosi allegramente, la notizia di quel che era accaduto fuori dal portone è dilagata dappertutto. Nulla di nuovo posso dire che già non abbiate sentito, ma approfitto del mio spazio personale per qualche pensiero volante, consi...
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29/04/2013 10:35:49
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DESIDERI S.p.A.

23 aprile 2013 ore 01:13


(Foto: bozzetto per il film Bladerunner)


Questo post, nato da un gioco di scrittura praticato tra amici, è "a tema" su parole offerte questa volta da OrmeNelCielo: (Storia bizzarra,Caduta massi,Risposta elusiva,Sentieri paralleli,Fantasioso,Orme,)
Gli altri partecipanti oltre a me sono ClarissaDalloway, Dealma, Elazar, MalenaRM, MorganaMagoo, Rivoluzi.one (e forse altri).

Silvyan Potomariov alzò gli occhi, sapendo bene che, come sempre, illudersi di vedere le cime degli sterminati grattacieli sarebbe stato inutile. La spessa coltre di smog che incombeva su Megaroma non permetteva più, da anni, di vedere il cielo. Si poteva credere o meno alle previsioni metereologiche, tanto quel che c'era lassù nessuno lo avrebbe più visto. Ripensò, con blanda malinconia, ai libri che aveva studiato da giovane, prima di raggiungere la Terra dalle colonie esterne; alle guerre di occupazione, a come gli Arduan avevano attraversato il Buco - stupidamente aperto dagli scienziati di Nova Cartagine - per colpire, del tutto inattesi, il pianeta. Le difese approntate dai governi l'uno contro l'altro avevano cercato di respingerli ma in tre mesi l'ottanta per cento delle città erano state rase al suolo. Alla fine l'occupazione era stata inevitabile, la resistenza eliminata e i capi avevano dovuto accettare di ritirare la popolazione nella Bassa Europa, lasciando agli Arduan il resto del pianeta. Quando gli umani avevano proposto agli Arduan di partire verso altri pianeti, questi erano stati ben felici di lasciarglielo fare e furono fondate le colonie esterne. Quasi un secolo dopo, molti coloni ricominciarono a seguire le rotte commerciali sperando di trovare sulla Terra nuove opportunità di lavoro. "Che storia bizzarra", pensò Silvyan, "tornare quaggiù solo per proporre mercanzia..." Guidò la piccola monocar a idrogeno con estrema cautela, serpeggiando nei viali ancora disastrati, tra macerie di palazzi e rovine affioranti. Lo scheletro del millenario Colosseo sembrava un nano circondato dai grattacieli, parzialmente coperto da schermi pubblicitari e cartelli di pericolo segnalanti "Caduta massi". L'avvisatore sonar sulla piccola plancia lampeggiò, il luogo dell'appuntamento era nelle vicinanze. Potomariov parcheggiò la monocar e scese, dopo aver indossato la maschera protettiva. Era garantita per bloccare un gran numero di agenti inquinanti ma Silvyan non nutriva grande fiducia nei materiali riciclati prodotti su Cina Due, il planetoide orbitante attorno a Titano. Purtroppo, l'economia galattica badava al soldo più che alla qualità e troppi rappresentanti cosmici avevano già pagato caro il loro mestiere. Suonò al citofono e attese che il portone in blindolega si aprisse, poi salì le scale fino all'appartamento. L'odore pungente di vecchio lo colpì spiacevolmente ma entrò lo stesso. Tutto, dentro, era seminascosto dalla luce gialla e bassa ma si distingueva bene il caotico affastellarsi di ciarpame di ogni tipo, raccolto dovunque in quotidiani pellegrinaggi. L'anziana signora accolse Silvyan seduta in una screpolata poltrona in similpelle.
"Perdoni se non mi alzo, signore, ma alla mia età ho bisogno di riposo. E di altre cose, altrimenti lei non sarebbe qui, giusto?" disse la donna. Silvyan stava per darle una risposta elusiva ma decise di giocare subito le sue carte.
" Certo, signora. E le dico subito che la nostra ditta ha raccolto con piacere la sua richiesta di un incontro. Ciò di cui lei può avere bisogno e ciò che possiamo offrirle è proprio qui, nella mia borsa. Sono due sentieri paralleli ma alla fine giungeremo alla stessa, soddisfacente, stazione, vedrà."
" Giovanotto, decisamente questo è il più fantasioso proporre che abbia mai sentito..."
" Non ha neanche idea di quanto lo sarà, signora. Allora, mi dica, cosa aveva in mente?"
" Mio caro, capirà quante cose abbia visto in vita mia. Quante ne avrei volute vedere. I racconti dei miei nonni narravano una Terra totalmente diversa. Avevamo speranze, avevamo fede. Avevamo un futuro. E non abbiamo più nulla. Come posso più credere in qualcosa? Come posso terminare la mia vita in maniera degna, mi dica?"
Potomariov aprì la borsa lentamente, con gesti studiati all'accademia dei venditori, ogni cosa, ogni parola o atteggiamento tesi alla gratificazione del cliente. Fissò la vecchia donna e alzò con circospezione l'oggetto, posandolo sul tavolo. La piramide pulsava morbidamente, dall'interno proveniva un chiarore leggero che ne sfumava i contorni. I colori, cangianti, roteavano su sé stessi avvolgendo la stanza. Emanava essenze profumate, sottili, inavvertibili inizialmente ed un vago ronzìo. L'anziana fissava affascinata la cosa sul tavolo.
" Vede, signora, qui è tutto quel che lei può desiderare." sussurrò Silvyan, invitante.
" Posso? "
" La prego!" e con un ampio gesto della mano la invitò ad avvicinarsi. La donna si alzò stentatamente, e allungò una mano verso la piramide pulsante. Iniziò a desiderare, lo facevano sempre, tutti. E dalla piramide venne profumo di campi in fiore, poi il ronzìo delle api, e lo sciabordìo delle onde sulla battigia e l'intenso sapore del sale e delle alghe. Il profumo del pino e della resina accompagnò il lontano rumore degli zoccoli di un camoscio mentre lasciava le sue orme sui ripidi sentieri rocciosi. O almeno, questo era ciò che accompagnava le immagini che venivano proiettate nella mente della donna. Chi poteva più sapere - penso Potomariov - cosa fosse vero e cosa no, basandosi solo sui racconti tramandati? La corporazione aveva campionato tutto lo scibile, accoppiandolo a sensazioni fittizie, ad impulsi subliminali. Così falsi, certo, ma così necessari agli anziani reduci di un pianeta disfatto. La piramide si spense con un gorgoglìo, come la risatina argentea di un neonato. La vecchia signora si voltò verso Silvyan con il viso solcato dalle lacrime. Disse soltanto:
" Quanto vuole? "
Silvyan porse verso di lei il ricevitore di credito, la cifra già impostata. La donna vi posò il pollice, attese che l'impronta digitale venisse memorizzata e la cifra trasferita dalle banche galattiche; prese con aria svanita la ricevuta e tornò a sedersi sulla poltrona.
" Quanto durerà? "
" E' automaticamente impostato su di lei, signora. Si spegnerà con lei e nessun altro potrà usarlo. Ne sarà soddisfatta, davvero. Tutto ciò che lei desidera sognare, lo avrà. Senza spostarsi dalla sua poltrona. La sua vita sarà di nuovo appagante, piena, felice. Glielo garantisco." , e chiuse la sua borsa, salutandola con un cenno del capo.
" Ancora una cosa..."
" Prego. "
" Come si chiama? "
" Il nuovo catalogo lo riporta alla voce: Distributore di Illusioni Omnidirezionale K 32 ma, per comodità, può chiamarlo Dio. "
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