VUOTO A PERDERE

04 dicembre 2019 ore 09:39 segnala


Non serve vivere su un grattacielo
per vedere la fine dell'arcobaleno,
basta ch'io guardi in fondo al cuore,
in quell'antico abisso senza fondo.
Oh, quanti cunicoli infiniti,
rotti solo da luci troppo flebili;
risate e canti un tempo cristallini
lasciano scie goccianti.
Una pentola d'oro mi promisero,
alla fine dell'arcobaleno:
ma non quella vorrei bensì tutt'altro,
un sogno ancor vorrei, una ninna-nanna.
Vorrei morir bambino.
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« immagine » Non serve vivere su un grattacielo per vedere la fine dell'arcobaleno, basta ch'io guardi in fondo al cuore, in quell'antico abisso senza fondo. Oh, quanti cunicoli infiniti, rotti solo da luci troppo flebili; risate e canti un tempo cristallini lasciano scie goccianti. Una pentola d...
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LA GRANDE BELLEZZA

02 dicembre 2019 ore 09:57 segnala


Magari ne avrò anche già parlato altre volte, sicuramente, ma si sa che la memoria fa brutti scherzi a chi non è più nel fiore dell'età... Ritorno dunque a domandarvi se siate convinti, o meno, che la bellezza sia oggettiva o soggettiva. Pensateci bene, sinceramente, mano sul cuore... Quando vedete qualcosa sentite dentro di voi un sommovimento dei sensi, che vi fa accostare a quella cosa - un quadro, una macchina, una persona, un opera d'arte - o che ve la fa respingere, o quanto meno sentire come indifferente? Resto dell'idea che quel che si vede provochi un moto qualsiasi, non è previsto che lo si conosca e lo si apprezzi per le qualità, a meno che non si vada a vedere una mostra antologica di qualcuno famoso o si entri in un autosalone della Ferrari. Nel caso delle persone, volete venirmi a dire che non si ha il lecito diritto di pensare "ma guarda che bellezza" o "ma guarda quello, vecchio, grasso, stempiato, con la barba e ha pure un gatto - io, praticamente" ? Io penso di sì, e se poi si esprime un parere per quale motivo si deve venire interpellati negativamente da chi vuole per forza prendere le difese - a mo' di bastian contrario - di quella persona dall'aspetto poco rientrante negli usuali canoni di bellezza? Perchè chiunque è comunque bello per qualcun altro? Si sa, e lo si vede, non solo nelle favole, dove principesse baciano rospi, ma anche nei tg dove vedi fotomodelle accompagnarsi a politici alti un metro e qualcosa, o semplicemente qui dentro dove sotto le foto di persone che non sono Cindy Crawford o Richard Gere trovi decine di commenti adulanti, adoranti, sbavanti. Allora viene da pensare alcune opzioni: è gente che spara nel mucchio scrivendo a tutte, sperando che qualcuna abbocchi? E' gente che ha severi problemi di autostima e non avrebbe mai il coraggio di avvicinarsi ad altri/e più belle, per tema di essere sbeffeggiato? E' gente che ha bisogno dell'ottico? Ma in verità mi pare di aver davvero già fatto questo discorso, che pure ritenevo lecito dal mio punto di vista, e senza mai citare nessuno/a in prima persona, tenendomi sulle generali per conoscere la media del pensiero - sincero - dei lettori, ricevendo attacchi ed accuse di misoginia o peggio. Continuo a pensare che ogni persona abbia un suo vissuto importante e le sue valenze, assolutamente, e che chiunque meriti le giuste attenzioni ma non mi si venga a dire che ad una persona bella, giovane, in salute si preferisce un anziano, rugoso e pieno di acciacchi. Non ci crederò mai, oltre tutto considerando che a me non mi si fila nessuna ho la prova provata di quel che dico, giusto? Ma questo non vuol dire che me ne faccio un cruccio, non è il mio interesse principale qui dentro a differenza di tanta altra gente. Se continuo a scrivere è per il gusto dello smuovere le acque e dialogare, discutere, ragionare e crescere mentalmente con il confronto con i pensieri degli altri. Quali che siano, se sono cortesemente esposti e disponibili, sono sempre bene accetti. Altrimenti continueremmo a scrivere soliloqui - magari belli ma fini a sè stessi - rimanendo perennemente delle proprie idee. Non è invece bello aprirsi ai cambiamenti? E se proprio non vogliamo ragionare se certe persone siano belle perchè sono belle ma sono belle perchè ci siamo messi intesta che lo sono, almeno ammettiamo che indubbiamente, di bello davvero, c'è sempre Moon.
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« immagine » Magari ne avrò anche già parlato altre volte, sicuramente, ma si sa che la memoria fa brutti scherzi a chi non è più nel fiore dell'età... Ritorno dunque a domandarvi se siate convinti, o meno, che la bellezza sia oggettiva o soggettiva. Pensateci bene, sinceramente, mano sul cuore.....
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MODERATE I TERMINI

28 novembre 2019 ore 10:38 segnala


Non so se ci avete fatto caso, nel rimbombare delle chiacchiere che esondano, direi tracimano, traboccano fuor dalle bacheche, che una percentuale clamorosa di utenti sembra raggiungere la soddisfazione dei sensi in pirotecniche esplosioni coprolaliche mentre una quasi corrispondente percentuale rimpalla i tiri mancini ricevuti producendosi in pubbliche dichiarazioni di sano e virile - anche se si tratta di indiscutibili virago - menefreghismo quando non in vere e proprie denunzie di quanto letto o ricevuto. Ed è giusto che sia così, se voglio vedere un film porno vado su Youporn o altre amene piattaforme del settore, ma non entro in una sala per vedere Biancaneve e i Sette Nani per scoprire che sono sette cloni in miniatura di Rocco Siffredi. E no, a quel punto è quanto meno legittimo alzare una lamentela che possa giungere alle orecchie dello @Staff il quale, ahimè, è oberato da una tale mole di segnalazioni che presumo senza molta tema di sbagliare, che siano afflitti da una robusta voglia di oscurare tutto con il cartello di "Chiuso per rompimento di scatole" - e ho usato un francesismo gentile, quasi trobadourico, anzi via, da lingua d'oil, tiè, mi voglio sbilanciare, una tale mole, dicevo che ci provano ad attenersi al regolamento, quello che quando segnalate una scemenza nelle bacheche NON vi compare ma se segnalate un post in un blog allora vi compare eccome, con tutta la specifica di quali siano le cose che non andrebbero messe in campo in quella devastata landa postatomica alla Mad Max nella quale scriviamo, immemori di quanto invocammo - invocaste? ma sì, voglio crederci - la NETIQUETTE, oh e dai, perchè in fondo qui in Italia ci piace tanto riempirci la bocca di parole parole parole, tanto è vero che da una parte si affossa l'Accademia della Crusca e dall'altra si lascia campo libero alla Treccani di infarcire i propri tomi con lemmi derivanti da improbabili innovazioni linguistiche e mentali sempre derivanti da una unica corrente politica di pensiero. Che purtroppo non è la stessa per tutti ma si sa, tocca ingoiare i rospi anche se si segue una dieta carnivora. Al solito divago, non come il celebre dottore russo, anche perchè provo ancora un qual sobillamento dei palpiti nei confronti dello tsaretsi Nicola, così, giusto per vedere di lontano l'effetto che fa. Dicevo quindi che lo @Staff ce la mette sicuramente tutta per destreggiarsi in questo marasma, e mi dispiace essere tornato in azione con la mia tastiera in un epoca - ebbene sì, lo ammetto, mi ero fatto ibernare insieme a Kurt Cobain, Elvis Presley e Michael Jackson ( e scommetto che qualcuno si fregava le mani pensando avessi fatto la stessa fine...) - un epoca dicevo nella quale non riconosco più nessuno dei vecchi amici che avevo nello @Staff con i suoi moderatori ai quali in caso di bisogno mi capitava di scrivere. Ad oggi trovo che questo sia paragonabile ad avere in mano una pistola della quale non sai quanti proiettili abbia nel caricatore, quale sia la marca, se può scoppiarti in mano o se sia felice che premi il grilletto: un po' triste in verità, anche perchè con alcuni/e di loro avevo un antico e amichevole rapporto. Ma tant'è, ed in effetti alcune di queste persone, quando le ho contattate anche solo scrivendo commenti ai loro post - perchè alcuni/e lo fanno, sì - nemmeno si sono degnati/e di rispondermi. Diciamo che mi son sentito come mi sento ogni giorno al lavoro, faccio, faccio e poi tanto siamo duemila e cinquecento quindi chi vuoi che ti si fili? E va bene, quel che importa è che quando servono fanno il loro mestiere e dunque, tornando all'incipit del post, quando quella certa percentuale di finti goliardi e veri pervertiti si diletta nel produrre le proprie funamboliche porcate potete stare certi che se mai in quel momento qualcuno degli appartenenti alla falange occulta (uh uh, dai che fa tanto Illuminati o roba simile)starà leggendoli, rigorosamente in modalità invisibile , non mancherà di fare la propria segnalazione allo @Staff di Chatta. Perchè è scritto ben chiaro che gli attacchi personali (tipo mettere pubblicamente il nick di qualcuno per esporlo al pubblico ludibrio), gli incitamenti all'odio politico, religioso e razziale ( e ne potrebbe dire qualcosa @algerino1937 che ad ogni sua battuta e provocazione viene quotidianamente subissato da nick veri e fake creati per l'occasione, trasudanti un tale livore che a volte verrebbe voglia di sciogliere le briglie e iniziare una raffica di improperi da sotterrarli) e qualsivoglia riferimento di carattere sessuale e pornografico sono da sempre oggetto di moderazione e ban. Quindi non state sempre a parlar male di chi cerca di mantenere un minimo di decenza in questa gabbia di matti, come fate quando scrivete ACAB sui muri e poi quando vi accoltellano in un vicolo per quattro spiccioli vi ricordate che nel cellulare non avete memorizzato il numero di Batman ma soltanto il 112. Non venite a lamentarvi pubblicamente se - come dicevo in un vecchio post - vi siete divertiti a infilare il dito nel sedere della tigre e quella si è girata e vi ha staccato il braccio. Fate qualcosa di più interessante e produttivo, infilatevelo nel naso e andate alla ricerca del cervello, si sa mai che qualche frammento di amigdala riusciate ancora a trovarlo...


(Cosa c'entri Moon nella foto con il contenuto del post, qualcuno si chiederà, be' c'entra quanto nelle pubblicità c'entrano le donne seminude che invitano a comprare un aspirapolvere. Niente. Ma innegabilmente sono più vezzose da vedere dell'aspirapolvere.)
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« immagine » Non so se ci avete fatto caso, nel rimbombare delle chiacchiere che esondano, direi tracimano, traboccano fuor dalle bacheche, che una percentuale clamorosa di utenti sembra raggiungere la soddisfazione dei sensi in pirotecniche esplosioni coprolaliche mentre una quasi corrispondente...
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AMAZON

22 novembre 2019 ore 10:12 segnala


Di solito, nelle lunghe ore che passo in macchina per andare al lavoro,tornare dal lavoro, portare la moglie al lavoro, tornare dall'aver portato la moglie al lavoro, andare a riprenderla, riportarla, ripartire per andare al lavoro (insomma gli oltre cento chilometri quotidiani) mi capita di ascoltare la radio, i canali della quale sono perennemente sintonizzati su poche stazioni , la Rai per i radiogiornali, Radio Rock e Virgin radio perchè al cuor non si comanda e il rock'n'roll non muore mai, una radio sudamericana che con i suoi buffi ritmi latini si discosta enormemente dalle solite pallosità commerciali, ed una radio privata romana molto in voga, diretta discendente di un altra che proponeva solo successi di decine d'anni fa, molto nostalgica. Ora, questa radio ha un suo commentatore mattutino, che va in diretta anche in televisione durante la trasmissione, dal connotato politico fortemente di destra che se la prende con tutto e con tutti, il che a volte dà anche a me modo di sentire gli sfoghi dei cittadini su tematiche interessanti, altre volte mi fa pesantemente inkazzare anche se si sa benissimo come la penso politicamente. Dunque, il commentatore era partito in quarta in una filippica contro i centri commerciali ed Amazon accusandoli della morte delle piccole realtà, delle piccole imprese, della chiusura dei negozi. Sinceramente, e con tutta la rispettabilità che ogni pensiero ha, sia il suo che il mio dunque ed ovviamente il vostro, non trovo affatto che sia così o quanto meno non lo è del tutto. I discorsi hanno radici lontane, che vanno ad aggrovigliarsi in mille ragioni: vogliamo dirne alcune? I negozi chiudono perchè lo stato ed i comuni li strozzano, tasse sulla insegna, tasse sul negozio, tasse su quanto guadagni, tasse sulla occupazione del suolo pubblico, tasse sui dipendenti, bollette del gas, della luce, della nettezza urbana, un infinita scia di balzelli dei quali spesso si fa fatica anche a capire il senso e lo scopo che non sia quello di ingrassare le pance di lor signori. E mentre una volta c'era la regola che non potevi aprire un negozio uguale a un altro a meno di cento metri oggi trovi quattro bar sulla stessa strada, e vorrei capire chi è che li consiglia di aprire lì, visto che poi devono fare duelli rusticani per avere i clienti. E i prezzi, data la spaventosa concorrenza che c'è in giro, una piccola realtà che deve stracaricare quel che vende (e ricordo, da quando lavorai in una libreria, che per loro andavo a prendere i volumi dai distributori con oltre il quaranta per cento di sconto quindi quando vi dicono che non possono farvi lo sconto o gli ridete in faccia o almeno sappiate che quel 40% che intascano va quasi tutto in altre tasche) non potrà sopravvivere contro un grande centro. E qui appunto si accusavano i centri commerciali e Amazon. Ma i centri commerciali sono diventati anche un punto di aggregazione, quello che una volta per noi era andare a fare lo struscio in centro guardando le vetrine, oggi che il tempo è limitato si concentra in qualche ora a settimana in un grande centro, dove comunque puoi trovare e fare di tutto, guardare i prezzi, confrontarli e risparmiare. Ecco, anche questo è l'imperativo a cui dobbiamo sottostare, visto che guadagniamo sempre meno, siamo obbligati a risparmiare e chi è, mettetevi una mano sulla coscienza, che va al negozio di lusso a comprare un paio di stivali quando su Amazon li trova uguali, a prezzo più basso? E te li portano a casa, facendoti avere la libertà di passare il poco tempo prezioso che sprecheresti in giro per negozi facendo altro? Che poi, a sentire il commentatore - notoriamente avvelenato contro tutte queste realtà enormi - i prezzi più bassi Amazon li fa perchè non paga le tasse in Italia. E allora? Da qualche parte comunque le pagherà, e poi vorrei vedere se è vero, le basi Amazon in Italia (e anche quella al sud, che sta aprendo e che darà lavoro ad un nugolo di persone, cosa per la quale bisognerebbe non discutere ma accendere ceri a qualche divinità, che se si aspetta che il lavoro lo dia lo stato stiamo freschi) a questo stato è ovvio che paghino, mica stanno a San Marino o nello stato del Vaticano. Ma soprattutto, la gente sembra pensare che sia la stessa Amazon a vendere, mentre fa solo da veicolo tra compratore e venditore, e quindi dà modo a milioni di piccole realtà - che prima soffrivano a tenere un negozio aperto - di continuare comodamente a vendere ai clienti, arriva l'ordine, Amazon manda a ritirare i prodotti dal venditore, li spedisce, ritira i soldi e ne dà la parte pattuita al venditore che non deve preoccuparsi di altro. Ah, questo però non fa comodo menzionarlo, vero? Fa più scioccante dire che Amazon ammazza i piccoli negozi. Non è il giusto modo di vedere le cose nè di raccontarle. Di balle ne sentiamo sin troppe, ogni giorno, da tutte le parti. Persino pubblicare libri su Amazon Kindle dà la possibilità a tanti autori non di grido di essere conosciuti dal pubblico, e lo sa bene uno dei nostri antichi e migliori blogger di qui dentro, del quale ho avuto il piacere di scaricare appunto un libro con Amazon, mentre difficilmente lo avrei trovato nelle librerie. Quindi fate quel che volete, comprate dove volete, ma tenete a mente che per ogni cosa che si fa ci son sempre motivi importanti dietro, sia per chi vende, per chi compra e chi fa da tramite. (Moon in foto ovviamente è il compratore compulsivo tipico, lui vuole tutto, chi glielo vende o chi glielo porta non ha importanza ehehehe)
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« immagine » Di solito, nelle lunghe ore che passo in macchina per andare al lavoro,tornare dal lavoro, portare la moglie al lavoro, tornare dall'aver portato la moglie al lavoro, andare a riprenderla, riportarla, ripartire per andare al lavoro (insomma gli oltre cento chilometri quotidiani) mi c...
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L'AMANTE

08 novembre 2019 ore 09:40 segnala


Leggendo parecchi messaggi nelle bacheche, e non solo in questi giorni e non solo di giorno - quando chi sa come mai sembra ci si automoderi un pochino - mi è apparso evidente, sicuramente anche a voi amici lettori, quanto ci sia una differenziazione drammatica nelle aspettative esposte da chi scrive. Se da una parte troviamo chi cerca amicizie sentimentali, compagnia per la vita (quel che ancora avanza), amori romantici, dall'altra parte troviamo richieste senza peli sulla lingua (non fate battute...) con specifiche su misure, età, prestazioni e quanto altro. Queste di solito partono dai maschietti, le altre invece dalle gentili (non sempre) signore e da persone di età avanzata. Esiste anche, come un curioso fil rouge, una specie di continua denigrazione del ruolo dell'amante, come se debba esistere soltanto il probabile coniuge o il pezzo di carne da portare a letto. Eppure questa figura è sempre esistita, ha oltrepassato i secoli nell'arte, nella letteratura, è diventata punto di riferimento ideale per masse di persone emotivamente pronte a desiderare il meglio; perchè in fondo è questo che ci si aspetta dall'amante, il meglio. Non la botta che ti spacca il cuore con il colpo di fulmine ma un rapporto cosciente, maturo - ma sì, anche tra o con giovani - ed appagante. Non il normale, reiterato rapporto coniugale basato su consolidati scambi affettivi e reciproco rispetto, ma il fuoco, la passionalità, la fantasia, il gioco. Che magari era quello che succedeva nei primi tempi di un eventuale fidanzamento, subitaneamente svanito nelle brume della legittimazione sociale e civile. La complicità, ecco, quel capire al volo i desideri dell'altro/a ed essere felice di assecondarli sapendo che anche l'altro/a si comporterà ugualmente. Nel ruolo dell'amante si cala sempre chi è pienamente consapevole degli impegni del partner, sa benissimo che gli sta dando quel che nessuno gli dà più o non gli ha mai dato, e nel caso che entrambi stiano giocando a carte scoperte, con i limiti del rapporto ben chiari, ognuno dei due cercherà di ricavare il più possibile senza angustiare l'altro/a con i soliti problemi quotidiani, in un balletto che riporta la coppia agli anni della gioventù scapestrata, spensierata, quando uscivi per andare a far sesso in piedi contro un albero in un parco e non uscivi per andare a fare la spesa litigando su quale discount costi meno o accetti i buoni pasto. Forse l'amante, figura mitica, mitizzata, desiderata da chiunque e quasi da nessuno ammessa (guardate quante scuse, quante reprimenda gli si caricano in qualsiasi post leggiate) non è altro che il sentiero per tornare all'età dell'oro, l'afflato pànico della vita, quel sapore selvaggio ed incosciente, l'ultima delle paure che questa società criminale ci concede di avere senza che ne derivi un danno ferale. Una relazione tra amanti può durare anni, può durare all'infinito, restando ognuno dei due libero di gestire la propria vita, sia chi ha famiglia sia chi invece vive anche del lavoro e con altre amicizie. E' nel silenzioso, nascosto, mai dichiarato terrore di perdere questa ritrovata giovinezza, questo scalpitare dei sensi, che sta il segreto della longevità del rapporto e, diversamente da quel che succede con le altre persone familiari solo con l'amante si riesce - e si deve - ad essere pienamente sinceri, e anche questo è un passo fondamentale per la costruzione del rapporto. Però, sembra essere una cosa quasi impossibile a realizzarsi, almeno rispetto a come era lo scambio dei rapporti fino a parecchio tempo fa, forse saranno le nuove epidemie che hanno congelato gli approcci dal vero, forse sarà che frequentando siti - come questo, giusto per dire - si finisce per convincersi che tutti e tutte siano dei falsi. Magari perchè o le persone appaiono troppo datate e poco gradevoli, o perchè non hanno la foto e chi si fida più, o perchè non ci si trova mai nella stessa città (in undici anni avrò incontrato due amiche che vivevano qui, come se invece non ce ne siano a centinaia, forse sono io che sono orrendo, chi sa!) tutti parlano, parlano ma nessuno vuole realmente che succeda. Strano, stranissimo, o sono i tempi che sono cambiati ed hanno ragione gli otaku giapponesi che vivono chiusi in camera con bambole e donnine virtuali in 3d. Come facciano a farci sesso resta un mistero, per me, legato a sistemi passati di moda, però, diamine, quanto ci si divertiva quando quei sistemi funzionavano alla grande! Chiudo augurando a tutti e tutte di trovare quel che cercate, capite cosa volete, aprite gli occhi e godetevi questa vita fin che potete, che a stare seduti a contarsi le rughe davanti ad una tastiera ci vuole un attimo e non se ne esce più. Qualche bello spirito si chiederà il perchè della foto, a parte ovviamente che Moon è il testimonial del blog, dà anche l'idea di come - in mancanza di un anima gentile e femminile disposta a far da Musa - ci si possa sempre fidare, in termini affettivi, del proprio amico domestico, con buona pace di certi cantori tragici che a lungo hanno pubblicamente dichiarato che la gente con i propri animali domestici ci fa sesso e che i bambini con loro scoprono la sessualità. Ma come si usa dire, ognuno parla di quel che conosce, per questo io parlo di una amante e loro parlano di fare sesso con gli animali. Sappiate prendere il buon esempio da chi di dovere, e buon temporale a tutti...
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« immagine » Leggendo parecchi messaggi nelle bacheche, e non solo in questi giorni e non solo di giorno - quando chi sa come mai sembra ci si automoderi un pochino - mi è apparso evidente, sicuramente anche a voi amici lettori, quanto ci sia una differenziazione drammatica nelle aspettative espo...
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JACKIZ WRITERS !

07 novembre 2019 ore 09:37 segnala


Continuando nel proporvi, invece dei miei soliti post (ma arriveranno pure quelli, tremate...), alcuni interessanti eventi di genere pubblico mi fa piacere proporvi questa iniziativa di alcuni giovanotti italiani di belle speranze che stanno realizzando la classica raccolta di fondi per dare vita ad una realtà imprenditoriale - seppure piccola - e che, dati i tempi che tirano, direi vada supportata, diffusa, ed aiutata per quanto possibile, giusto per non venire poi a scrivere articoli dove dite che gli italiani non fanno nulla, che il lavoro tocca inventarselo e che siamo costretti a comprare sempre roba cinese. Dunque, ecco qui di seguito la loro presentazione, per chi è appassionato dei mitici FUNKO POP la voglia di avere uno di questi pezzi da collezione sarà subito grande, per chi non ne sa nulla invece vi dò una piccola spiegazione, i FUNKO POP sono quei pupazzetti con il testone che da qualche anno hanno preso piede nei negozi di collezionismo e coprono oramai quasi tutti i personaggi del cinema e del fumetto. La JACKIZ WRITERS, dovendo lottare in un mercato di nicchia, ha pensato bene di realizzare figurine amabili e graziose di grandi scrittori, ed il primo, a fare da battistrada e portafortuna è il vecchio Willie Shakespeare, poi nelle intenzioni ci sono anche il padre DANTE, Edgar Allan POE e H.P.LOVECRAFT , tra gli altri. Dunque, ecco qui la presentazione pubblica che mi hanno mandato, seguendo i link potete anche vederne di più e accedere alla raccolta dei fondi. Forza, diamo una mano a questi ragazzi!




Ami l'arte e la letteratura ma non puoi resistere a delle guanciotte paffutelle? Be' allora amerai questo carinissimo e simpatico William Shakespeare da collezione!
Questo è il primo di una collezione di statuette raffiguranti scrittori famosi, la Jackiz Writers.
Con la sua paffutaggine, i suoi occhioni, il piccolo Shakespeare sta arrivando!
Lo conoscete? Sicuro, chi non lo conosce?? Dalla sua penna sono nati molti dei personaggi più memorabili e importanti di tutta la letteratura come Amleto, Romeo e Giulietta e molti molti altri.

Siamo un piccolo team di artisti, sognatori, lo stiamo facendo per esprimere la nostra creatività ma ancor più per offrire agli appassionati un piccolo pezzo di magia letteraria da poter mettere sulle loro scrivanie e librerie (o da portare in giro con sé!). Abbiamo sviluppato il progetto per un anno e ora siamo pronti per partire con una campagna Kickstarter per coprire i costi di sviluppo della statuetta e realizzare questo sogno.

La statuetta sarà alta 13 cm e arriverà in due versioni: quella a colori e la versione dorata.
Oltretutto il contenitore e la basetta saranno entrambi a forma di libro, un must per tutti i nerd di libri come noi!

Speriamo di raccogliere abbastanza da poter aggiungere il gioco di carte correlato e persino un'app.
Avrai l'opportunità di leggere i lavori di Shakespeare e condividere la passione per la letteratura, e per il nostro bardo preferito, con tutti!

Shakespeare stesso vi dirà di più nel video qui sotto e sulla pagina Kickstarter:


https://www.kickstarter.com/projects/shakespearefigure/jackiz-writers-collection-william-shakespeare-figure?ref=user_menu

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« immagine » Continuando nel proporvi, invece dei miei soliti post (ma arriveranno pure quelli, tremate...), alcuni interessanti eventi di genere pubblico mi fa piacere proporvi questa iniziativa di alcuni giovanotti italiani di belle speranze che stanno realizzando la classica raccolta di fondi ...
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RITORNA IL CANTASTORIE

05 novembre 2019 ore 18:53 segnala


le immagini sono state realizzate da IL CANTASTORIE


Ricorderete, tempo fa, che ebbi modo di realizzare una intervista a IL CANTASTORIE, relativa al suo cd "itinerante" che era stato distribuito casualmente in luoghi pubblici per diffondere il suo canto e il suo messaggio. Il nostro amico ci ha fatto sapere che sta iniziando una nuova promozione in giro per l'Italia e qui di seguito trovate tutte le informazioni sulla data di Roma della prossima settimana, e molto altro che certamente vi interesserà. Personalmente, da quando ho avuto la fortuna di conoscerlo e restare in rapporti amichevoli con lui, posso confermarvi che la piacevolezza delle musiche e la profondità delle idee che porta avanti sono di sicuro interesse e meritano tutta la vostra attenzione. Buona lettura e buon viaggio anche nei link correlati che vi lasciamo.


Il 17 Novembre ore 17.30 al Caffé letterario di Roma
https://www.facebook.com/events/381471609202536/
https://5d725f118319c.site123.me/eventi/presentazione-la-voce-del-cuore-roma
e il 18 Novembre alle ore 17.45 alla Libreria Bohémien di Roma
https://5d725f118319c.site123.me/eventi/presentazione-libro-la-voce-del-cuore-roma
https://www.facebook.com/events/514410226002695/
verrà presentata La Voce del Cuore -il Libro-
Tutto nasce dal viaggio del Cantastorie.

Chi è il Cantastorie in realtà nessuno lo sa... è dall'inizio dell'anno che questa figura sta girando per tutta l'italia, suonando e raccontando le sue storie anche tramite la musica. Infatti il 16 agosto il CD Musicale la voce del cuore è stato pubblicato e venduto su tutti gli store musicali più importanti tra cui iTunes, Spotify, Google Play, Pandora, Deezer, Amazon Music, Spinlet, YouTube Music, RadioHeart e molti altri....
Il Cantastorie inoltre sta organizzando eventi per cercare di togliere le persone dal grigio della depressione e per riportarli nella natura ad ascoltare la voce dei loro cuori.
https://www.facebook.com/events/2265618270221374/
https://ilcantastorieracconta.blogspot.com/2019/07/camminando-con-il-cantastorie.html

IL Cantastorie viaggia in solitaria e nell'assoluto anonimato, raccogliendo le storie più speciali e raccontandole tramite la poesia, la scrittura o la melodia. Tra i boschi e sui mari, ma anche tra le piazze leggendo negli occhi della gente, con la sua chitarra
egli va... Un cantante canta, ma il Cantastorie racconta, e non importa sapere chi è, perché spesso gli occhi non vedono quello che è veramente essenziale. Oltre la voce del Cantastorie c'è la voce di ognuno di noi, quella voce che può essere udita al di sopra
dei rumori che sovrastano tutto il resto, perfino quando non grida, perfino se è solo un bisbiglio. Quel bisbiglio che senti prima di nascere, prima di morire.

Il Libro è una favola per adulti, per ricordare a questi come sognare ancora, il testo racconta di un regno lontano chiamato Daraban e di un buon re di nome Roen che nel tentativo di stabilire la pace nel
suo impero, incontra un cantastorie che ha qualcosa di speciale. Così dona al giovane il suo liuto più caro e lo manda per il regno in cerca di una risposta.

Al di là del suono, c'è qualcosa di più grande: una sacralità che non può essere capita con il pensiero. Dedicato al meraviglioso atto dell'evoluzione umana, La Voce del Cuore è un iniziazione. Ne è protagonista quel giovane musicista del lontano regno di Daraban, chiamato Cantastorie.
Il Cantastorie nel difficile viaggio si trasforma conoscendo i vari volti della gente del regno, imparando grandi lezioni di vita tra le famiglie più povere, le persone più strane, la natura e la solitudine.
Sarà proprio durante questo viaggio che il Cantastorie verrà aiutato da un misterioso astrologo e spinto da una nuova visione, scoprirà l'Anima del mondo e il Linguaggio universale della Voce del Cuore. Imparerà così a parlare al vento, alla neve, al sole e infine tornerà dal re, per il resoconto finale, entrando in un'altra vita e in un altro tempo.

https://www.mondadoristore.it/La-voce-del-cuore-Il-cantastorie/eai978883163573/?referrer=cpaittrd190904&utm_source=tradedoubler&utm_medium=affiliation&utm_campaign=cpa&affId=3048442

A Roma ritorna il Cantastorie per una particolare presentazione ispirata dalla voce del cuore, tour che è partito su due gambe ed ha toccato già città come Napoli, Padova, Catania, Roma, Verona, Ferrara, Vicenza, Rovigo, Firenze, Bologna ecc ecc, e che da oggi continuerà anche con l'aiuto di un libro che porta alla riscoperta di una certa sensibilità, di riscoperta della voce del cuore, perché come disse Terzani in passato, solo una congiura di poeti, un giorno, potrà salvare il destino del mondo e il Cantastorie, che si trova tra di voi nell'anonimato e nel silenzio dei vicoli più bui delle grandi città e delle foreste di una notte stellata, li sta cercando...

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« immagine » le immagini sono state realizzate da IL CANTASTORIE Ricorderete, tempo fa, che ebbi modo di realizzare una intervista a IL CANTASTORIE, relativa al suo cd "itinerante" che era stato distribuito casualmente in luoghi pubblici per diffondere il suo canto e il suo messaggio. Il nostro ...
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05/11/2019 18:53:36
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IL DIDIETRO DELLA TIGRE

29 ottobre 2019 ore 09:22 segnala


L'intenzione, nel titolo, era quella di usare un termine leggerissimamente più forte, più schietto, più tradizionale ma mi è sembrato di capire che culo sia una parola che non rientra nei canoni letterari quindi non l'ho usata. In effetti vi ringrazio per la pazienza che dimostrate nel tentare di capire i miei titoli ermetici e criptici, senza che io possa scrivere cose più all'altezza di ogni quotidiana bacheca che si rispetti dove parole del genere ve le tirano in faccia ogni tre per due. Ma comunque, il bieco Quinto Cavaliere dell'Apocalisse che vedete in foto, quello che allo squillo della tromba porterà orridi contagi solo strusciandovisi addosso, crolli di torri gemelle al bieco berciare del suo miagolio e sfoltimento sanguinario di intere guarnigioni armate al solo sfoderare dei suoi ferali artigli, insomma il mio gatto per farla breve, mi era sembrato rappresentare ben benino il senso del titolo, che discende ancestralmente da una classica battuta - o consiglio, se volete - "non ficcare il dito nel DIDIETRO della tigre". E dunque, cosa volevo dire, volevo dire questo, è comprensibile che a voler fare un simile gesto si rientri nella casistica degli aspiranti suicidi perchè non credo vi siano molte tigri (maschi, magari) che gradiscano un simile omaggio, anche se di solito ascoltano gli Abba o Barbra Streisand e vanno a caccia di gazzelle in tutina jeopard. Ma sembra invece essere una moda furoreggiante qua dentro, dove stormi, nugoli, sciami di personaggi se le vanno a cercare, col dito in resta, ben puntato, lanciando strali verbali di ogni tipo, possibilmente caustico e ovviamente spernacchieggiante contro chiunque gli abbia fatto un qualsivoglia torto. Magari scrivendo scempiaggini in bacheca, magari offendendo ogni grado di parentela velatamente o pubblicando link ai nick così , alla Rugantino, mettendoli alla gogna e per grazia ricevuta ancora non postano pure gli stamp delle conversazioni private. Figuriamoci poi quando attaccano dai blog, ma qui già è più raro, non usano molto i blog, anzi direi che hanno un terrore sacro all'idea di scrivere più di quattro righe di seguito, a meno che non siano inviti a pentimenti, conversioni, apparizioni della madonna, distribuzioni di posti nel parterre per vedere aprire le porte del paradiso; oppure naturalmente disgressioni politiche di quelle che le tigri ci vanno a nozze, infilagli nel didietro una battuta pro Salvini e vedi come ti staccano un braccio. Scrivigli un post sulla tragedia dell'immigrazione e vedi come ti si attaccano alla gola. Ah ovviamente ci sono pure quegli esploratori che nella jungla vanno cercando ben di peggio, cercano non il didietro delle tigri, ma il sentimento delle tigri, quelle che analizzano profondamente quali siano le cose più amate dalle tigri e poi ci scatenano sopra le loro allucinazioni, i loro reumatismi mentali, il reiterato tic-tac-toc della stessa canzone che, allucinante come il la-la-laa di "Profondo Rosso" fa tremare i polsi di ogni lettore o ascoltatore che se li trovi davanti. Senza tregua ti infilzano con fissazioni degne di un ricovero coatto nell'Arkham Asylum, e non hanno neanche la valenza di un Joker o la malignità del Pinguino, che diamine, i predatori del didietro delle tigri vivono del loro cercare rogna. Ahimè, capita pure che la trovino. Hai voglia a blandirli, a donargli il caldo senso della amicizia, a dirgli con le buone "scrivi qualcos'altro, sei capace, e fallo, invece di spaccare le palle a tutti con sempre le stesse cose" , ma no, diamine, scherziamo? Potrebbero mai accettare che la tigre gli dia consigli per il loro bene? Devono dimostrare, in quella che sembra una demenziale prova di passaggio dalla pubertà al maschio eroismo a scopo riproduttivo stile arrampicata a piedi e mani nude sulle scogliere di Rapa Nui per prendere l'uovo del gabbiano, di essere capaci di far perdere la pazienza pure a Santa Sangre, pure a quell'ultima tigre in via di estinzione che si nasconde sperando di ricevere la pensione tra i templi e le piogge di Ranjipoor, e non farebbe male a nessuno. Ed ecco che quel che agognano - emuli dei berserker, o dei kamikaze nipponici - ottengono: infila quel che devi infilare e non lamentarti se di te poi restano solo le ossa, o il ricordo delle ossa, o neanche quello - considerato che la vera livella, checchè ne pensasse Totò, non è la morte, ma Google che dopo qualche giorno che ti cancelli fa sparire ogni traccia di te dal web. Cosa ci avrete guadagnato? Nulla, un grande, cosmico nulla. Fate i bravi, direbbe il Quinto Portatore dell'Apocalisse, datemi la mia scatoletta di tonno e non rompete le scatolette agli altri...
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« immagine » L'intenzione, nel titolo, era quella di usare un termine leggerissimamente più forte, più schietto, più tradizionale ma mi è sembrato di capire che culo sia una parola che non rientra nei canoni letterari quindi non l'ho usata. In effetti vi ringrazio per la pazienza che dimostrate n...
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29/10/2019 09:22:37
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I RITORNATI

26 ottobre 2019 ore 15:51 segnala


Tempo fa scrissi un post avvelenato contro i siti di hosting che avevano cancellato tutte le foto messe da milioni di utenti per passare a forme a pagamento, creando disastri nei blog di tutto il mondo, e di certo anche voi vi sarete ritrovati buchi orrendi nei blog che con amore e cura avevate costruito. Badate, non solo qui in Chatta ma ovunque, da Blogger a Wordpress; avevo anche scritto qualche soluzione per ovviare al problema ma c'era un grosso scoglio su cui tanti saranno andati a sbattere. Quelle foto che non avevate nei vostri hard disk ma che avevate costruito e postato, dove trovarle più? E infatti molte cose sono andate irrimediabilmente perdute, così come anche io avevo perduto tutte le immagini degli antichi amici che mi avevano accompagnato nel cammino fatto da questo blog in undici anni, gente quasi tutta di ottimo livello, buoni amici, gente scomparsa, partiti, fuggiti, certi persino andati via da questa terra e probabilmente ora riposano in un mondo migliore, più pulito, con meno carogne di quante ne incontriamo noi rimasti, ogni momento. Erano tanti, tantissimi, ognuno con il suo vissuto, la sua storia, tragica o meravigliosa, e ognuno/a di loro aveva avuto la gentilezza di regalarmi un frammento della loro vita e viverla insieme a me, o meglio al mio nick e al mio blog. Quanto era dolce, quanto era riposante, conservarli tutti lì, nella colonna di destra del blog, a monito perenne, a ricordo stentoreo, come una incisione sul granito, anche se uno non andava mai a guardarli sapevi che erano lì con te, a fare da numi tutelari. Svegliarsi la mattina, aprire il blog e trovare tutto devastato fu come rientrare e trovarsi la casa svuotata dai ladri. Una di quelle carognate che ti lasciano dentro una cicatrice avvelenata, nessuno è colpevole e niente torna come era. Ma no, purtroppo per chi di dovere, a volte capitano quei personaggi che non crepano manco se li ammazzi, quelli che sono più duri del cemento, quelli che mi hai fatto una cosa e io faccio peggio. Per questo ho cominciato a ricercare nei vecchi hard disk fino a ritrovare masse di cartelle di immagini e una in particolare dove avevo salvato, all'epoca d'oro qui in Chatta, quando non esistevano nick disgustosamente pornografici e l'ottanta per cento di chi c'era era buono, bravo, intelligente e dedito al bello scrivere, non come il desolante merdaio che ci circonda adesso, tutte le foto dei vari nick ognuna col suo bravo nome, per ricordarmeli da allora in poi. Per seguirli quando cambiavano nick ma lasciavano le stesse foto. O per bastonarli quando si scopriva che le foto erano false e che con certi nick creavano danni - perchè sarò anche buono e caro ma pregate di non trovarmi da solo e inkazzato... Quindi eccoli di nuovo, i ritornati, eccoli riprendere il loro posto, eccoli una volta ancora nella colonna d'onore che gli spetta e spero sinceramente che chi di loro frequenta ancora Chatta, e magari ancora viene a leggere il mio blog, si riveda con allegria, con piacere, sapendo che sta lì per essere onorato dell'amicizia di questo povero soggetto che scrive, al quale tutto si può fare tranne fargli un danno perchè diventa seriamente vendicativo. E quello che gli rompono, ricostruisce. Sempre. Un brindisi a voi, vecchie glorie.
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A VOLTE SUCCEDE

24 ottobre 2019 ore 20:22 segnala


A volte succede che ci siano quelle persone che vivono per offendere, dall'alto delle loro granitiche convinzioni (spacciate per "semplici sospetti" visto che sanno di sparare enormi corbellerie e quindi cercano di pararsi il posteriore), per offendere chiunque viva la sua semplice e già troppo oppressa vita nel modo migliore possibile, godendo di quelle minime grazie che il Signore misericordioso ci concede. E continuano, imperterrite, anche quando messe di fronte all'evidente inconsistenza - o plateale imbecillità - delle loro presunzioni dovrebbero scendere a più miti consigli, studiando la diplomazia, usando il buon garbo, comportandosi da quei signori che si illudono di essere e che vogliono dar da bere soprattutto alle gentili lettrici che a volte abboccano al loro amo, inizialmente infiorettato e subito pronto ad esplodere in paranoiche sceneggiate degne di uno dei protagonisti dei film di Night Shyamalan. Così alla fine finiscono per invischiarsi in un gomitolo inestricabile di opinioni contrarie, minacce di denunce, querele per offese, e magari anche un avviso alla polizia per procurato allarme. Insomma ce ne sono, eh sì, e tranquilli che ce ne saranno sempre perchè l'essere umano è fatto così, dice di capire, di aver capito ma l'unica cosa che capisce è fingere di capire. E continuare implacabilmente a rompere l'anima a tutti. Perciò, dopo aver constatato che il detto degli Highlanders era vero, che alla fine ne resterà solo uno, e quello sarà inevitabilmente un gatto, direi che dovremmo tutti imparare a stappare bottiglie di chinotto, spuma toscana, coca cola e altre bevande aromatiche e non alcooliche per festeggiare degnamente ogni volta che il panorama mentale qui dentro finisce per essere un pochino più pulito.
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