FRANCO NERI

28 luglio 2017 ore 15:52 segnala


Nell'ambito della rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE quest'anno si sono alternati sia comici che cantanti, con la usuale ampia presenza di pubblico, dovuta sia alla gratuità dell'evento sia alla particolarità di essere allocata in uno dei più frequentati centri commerciali della Capitale. Tra i comici e cabarettisti è spiccata la presenza di Franco Neri, popolarissimo a Zelig e molto amato dal pubblico degli spettatori televisivi. Franco Neri ha giocato la carta delle radici familiari, intavolando uno show poco più lungo di un ora sulle proprie origini torinesi e sulla famiglia calabrese, quindi duettando in solitaria tra i tic dei nordici e i vizi della bassa Italia, esponendo con grande vis comica tutti gli aspetti della nascita e crescita di un ragazzino in un ambiente duale e bizzarro di tal fatta. Contrariamente a quanto avvenuto con De Piscopo, non è stato possibile registrare tutto lo show dato che - e lo noterete all'inizio del filmato - Neri si è subito dimostrato insofferente nei confronti dei fans che con videocamere o cellulari cercavano di portarsi a casa un ricordo della serata, cosa che non è stata molto apprezzata dal pubblico. Comunque seguite il filmato e potrete godervi qualche momento con il montaggio di tre spezzoni dello show. Buona visione e un saluto a tutti i Franco, oh Franco che mi leggono...


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« immagine » Nell'ambito della rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE quest'anno si sono alternati sia comici che cantanti, con la usuale ampia presenza di pubblico, dovuta sia alla gratuità dell'evento sia alla particolarità di essere allocata in uno dei più frequentati centri commerciali della Capi...
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TULLIO DE PISCOPO IN CONCERTO

25 luglio 2017 ore 08:05 segnala


Per la rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE, si è tenuto domenica sera il concerto di Tullio de Piscopo, il celebre percussionista partenopeo, che con i suoi settantun'anni ha oltrepassato la clamorosa cifra di mezzo secolo di attività nel panorama musicale. Nella sua carriera de Piscopo ha spaziato praticamente ovunque, prediligendo il funky e il jazz, il soul e il blues senza tralasciare partecipazioni eccellenti a progetti di altri musicisti e band. Il live proposto all'arena-terrazza di Porta di Roma ha visto il radunarsi di un pubblico smisurato, già presente dal sound check e che lo ha seguito sin quasi alla mezzanotte. La cavalcata musicale è stata caleidoscopica, toccando - e modificando, creando, facendo proprie - canzoni anche di altri nomi del panorama jazz e soul, arrivando a rendere omaggio addirittura a Renato Carosone con "Guaglione" e " 'o Sarracino", ripescando sonorità e temi orientaleggianti, virando di bordo con i suoi cavalli di battaglia; spiccava "Andamento lento" ovviamente, omaggi anche a Pino Daniele, brevi siparietti di dialogo con il pubblico - pubblico in gran misura napoletano, felice di esserlo e vociante nel renderne partecipi tutti gli altri ascoltatori - tra l'umoristico ed il commovente. E ancora inedite fusioni con colonne sonore e la marcia dei Blues Brothers fino ad elencare tre bis, l'ultimo dei quali quasi un inedito perché fu presentato al concorso dell'Accademia di Francia e gli valse il primo premio, un assolo scatenato alla batteria che in ultimo si coniuga micidiale con le note di "O Fortuna" dai Carmina Burana. Un occasione rara, lontana dai teatri e dagli stadi, più umana forse, ma che ha permesso di realizzare la registrazione dell'intero concerto, che idealmente dedichiamo ai nostri lettori e cari amici partenopei in special modo, certi che lo gradiranno particolarmente, e naturalmente a tutti gli altri che vorranno clikkare qui sotto e godersi lo show, prima che Youtube lo faccia sparire per ovvi motivi.


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« immagine » Per la rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE, si è tenuto domenica sera il concerto di Tullio de Piscopo, il celebre percussionista partenopeo, che con i suoi settantun'anni ha oltrepassato la clamorosa cifra di mezzo secolo di attività nel panorama musicale. Nella sua carriera de Pisco...
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MAURIZIO MATTIOLI

21 luglio 2017 ore 12:06 segnala

Per la rassegna di spettacoli estivi gratuiti presso l'arena del centro commerciale Porta di Roma si è tenuto, il 6 luglio scorso, lo show di Maurizio Mattioli, il popolarissimo attore comico che ha al suo attivo un impressionante curriculum tra esibizioni televisive, teatrali e cinematografiche, senza dimenticare anche i tanti doppiaggi. Preceduto e supportato sulla scena dal valido Marko Tana, che ha fatto da spalla perfetta al quasi settantenne attore, Mattioli ha proposto vari sketch e molte canzoni, tra cui questa: "Io non piango", omaggio a Franco Califano.


Quasi in apertura dello show invece, Mattioli ha ricordato la sua passata esperienza teatrale nel mitico musical "Rugantino" cantando una delle arie più famose della canzone popolare, "Roma nun fa' la stupida stasera" .


Spaziando tra battute e generi musicali, Mattioli ha anche ricordato Louis Armstrong con una romantica versione di "What a wonderful world",


Il finale dello show ha visto Mattioli e Marko Tana scendere tra il pubblico, parlare delle prospettive giovanili e dell'emigrazione e riproporre la vecchia ma sempre amata canzone di Jimmy Fontana, " Che sarà " , chiudendo infine lo spettacolo con un ultima battuta a sorpresa.


Godetevi le riprese, certo amatoriali ma venute bene, e divertitevi quanto ci siamo divertiti noi!
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« immagine » Per la rassegna di spettacoli estivi gratuiti presso l'arena del centro commerciale Porta di Roma si è tenuto, il 6 luglio scorso, lo show di Maurizio Mattioli, il popolarissimo attore comico che ha al suo attivo un impressionante curriculum tra esibizioni televisive, teatrali e cinem...
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JINJA PRATI

10 luglio 2017 ore 11:09 segnala


Tra i vari ristoranti dove ci capita di mangiare ogni tanto, e sempre nella fascia economicamente più vantaggiosa, è il caso di citare il “JINJA PRATI” , secondo della catena dopo il più vecchio e ben noto sito a Parioli. “JINJA PRATI” si trova a Roma, in circonvallazione Trionfale 59, ed è un classico all-you-can-eat che propone menù a prezzi differenziati ovvero, a cena 21,90 euro mentre a pranzo 13,90 oppure 16,90 se si vuole avere anche i piatti della griglieria. Il ristorante cino-giapponese è di solito affollatissimo, quindi sarebbe bene prenotare, ma a pranzo la situazione è abbordabile e si riesce sempre a trovare un posto: diversamente per la cena, dove la clientela è tale da creare problemi. Ritengo che questo sia il dato di fatto che ha provocato molte recensioni negative, le potrete vedere se ad esempio come me seguite Trip Advisor; quasi tutte riportano affollamento, scarso seguito da parte dei camerieri, poca qualità del cibo. Ma attenzione, leggetele e vedrete che si parla sempre di cena, quindi è ovvio che la massa di persone che sta ai tavoli o attende il ricambio provoca eventuali disfunzioni.





Noi siamo sempre andati a pranzo, abbiamo sempre trovato posto, un servizio veloce ed adeguato, la disponibilità ad aiutare in caso di richieste particolari. Il locale, enorme, elegante e moderno, offre ai clienti molti tavoli con prese per cavetti usb, così da poter usare internet con i cellulari godendo anche del loro wi-fi gratuito. Seguendo la linea presa recentemente anche dalla catena MacDonald, si ordina su tablet installato sui tavoli, dove compaiono tutti i piatti, la loro spiegazione e la possibilità di farci modifiche scrivendo nelle note se si hanno allergie o simili. Poco dopo l’ordine giungono i camerieri con i piatti ordinati, presentati così come compaiono nelle foto, con eleganza e senso estetico. Noi, approfittando della formula all-you-can-eat, da italiani tipici facciamo delle mangiate spropositate di gamberi e salmone, lessi, a vapore, al limone, grigliati o in tempura. E naturalmente tutto il sushi che riusciamo a mandar giù, visto che sembra avere la curiosa particolarità che più ne mangi meno ti senti gonfio. Sashimi, Uramaki, Nigiri, Gunkan, Temaki, Tempure varie e ancora zuppe e quanto altro dalla tradizione giapponese, più tutti i consueti piatti della ristorazione cinese, sono disponibili. Un ultima curiosità che dovete ricordare, se vorrete andarci: approfittando del wi-fi fotografate il locale o i piatti e postateli su Instagram o Facebook. Quando andrete alla cassa a pagare mostrate sul cellulare la pagina con la foto e vi faranno il cinque per cento di sconto, che solitamente corrisponde al prezzo delle bevande, che non è compreso nel prezzo fisso. Buon appetito…



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« immagine » Tra i vari ristoranti dove ci capita di mangiare ogni tanto, e sempre nella fascia economicamente più vantaggiosa, è il caso di citare il “JINJA PRATI” , secondo della catena dopo il più vecchio e ben noto sito a Parioli. “JINJA PRATI” si trova a Roma, in circonvallazione Trionfale 5...
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LA BASILICA SOTTERRANEA DI PORTA MAGGIORE

27 settembre 2016 ore 22:45 segnala


Approfittando delle Giornate Culturali siamo finalmente riusciti ad andare a visitare una delle cose più particolari e meno conosciute di Roma. Nella zona di Porta Maggiore esiste un complesso monumentale casualmente scoperto nel 1917 a causa del crollo di un tratto di ferrovia. Rimasto celato al pubblico per decenni, anche se continuamente monitorato, restaurato e studiato dagli esperti del settore, è finalmente stato reso accessibile alle visite nel 2015. L'area era inizialmente coperta da un tempio dedicato a Spes ma del quale non esiste più traccia; questa cosiddetta basilica sotterranea apparteneva ad una ricca famiglia romana degli inizi del primo secolo d.C. e, analizzando gli affreschi e gli altorilievi in stucco bianco presenti, gli studiosi hanno decifrato la sua appartenenza al culto misterico di Dyoniso, e da questo alla scuola neopitagorica la quale però, siccome veniva trasmessa unicamente per via orale, non ci ha lasciato tracce nè libri e quel che se ne conosce è dovuto all'opera di scrittori coevi.








La scala conduce a circa nove metri di profondità in un piccolo ingresso dal pavimento a mosaico e illuminata dall'alto da un apertura a forma di pianta della basilica, ornata da stucchi e affreschi. Da qui si accede ad un aula a tre navate suddivisa da sei pilastri, dove è quasi unicamente padrone il bianco. Tutti gli altorilievi mostrano miti pagani legati al culto di Dyoniso, come Saffo che si lancia dalla rupe per amore, Ganimede, le Danaidi e molto altro ancora. Il tutto, letto secondo l'immaginario percorso disegnato, conduce all'illuminazione il celebrante e gli adepti.








Durante gli scavi vennero ritrovati due scheletri, di un maialino - tipica offerta al dio - e di un cane che secondo le credenze misteriche rappresenta la faccia nascosta della Luna. La visita viene usualmente introdotta da una spiegazione al pubblico che poi ha modo di ammirare questa stupefacente scoperta archeologica, ascoltando la guida che ben introduce gli astanti alla vita nell'antica Roma. Considerando la difficoltà per molti di voi di poter venire a vederla ho cercato di fare qualche foto che spero vi illustri bene il tutto.


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« immagine » Approfittando delle Giornate Culturali siamo finalmente riusciti ad andare a visitare una delle cose più particolari e meno conosciute di Roma. Nella zona di Porta Maggiore esiste un complesso monumentale casualmente scoperto nel 1917 a causa del crollo di un tratto di ferrovia. Rima...
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ANTICHITA' ROMANE

23 settembre 2016 ore 21:42 segnala

Nel 1982, durante i lavori di restauro e scavo nell'edificio dell'ACEA in via Eleniana, a Roma, venne alla luce un antica casa romana. Le decorazioni del triclinium datano al secondo/terzo secolo a.C. E' conosciuta come la casa di Aufidia Valentilla. Attualmente si trova nella zona giardino degli uffici e magazzini del Museo Archeologico di fianco alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme.




Tutta l'area, fin dal IX secolo a.C. , fu a destinazione prevalentemente funeraria. Tra il V e il I secolo a.C. fu usata per la coltivazione del grano con mulini e impianti per realizzare il pane. Mecenate modificò l'area tra il 42 e il 38 a.C. creando un quartiere residenziale dove le famiglie più ricche eressero magnifiche ville. A seguire, nei secoli, si formò un complesso imperiale fortificato: con Costantino (tra il 306 e il 337) venne denominato Palazzo Sessoriano e usato come residenza degli imperatori. Con l'imperatrice Elena l'atrio fu usato per il culto della croce di Cristo col nome di Cappella Palatina; con la fine del IV secolo d.C. Roma decadde anche a seguito del trasferimento della vita politica e imperiale a Costantinopoli. La profonda trasformazione dell'intera area, fortificata con le Mura Aureliane, il saccheggio della città per mano di Alarico nel 410 d.C. e la pestilenza del 590 d.C. ridussero l'intera zona urbana a nuove piantagioni e il palazzo e le residenze dei cittadini all'intorno divennero rovine. L'unica a prosperare fu la basilica, meta di pellegrinaggi. Tra le poche cose che restano da vedere, al di fuori appunto di Santa Croce in Gerusalemme, questo scavo raramente fruibile dal pubblico se non in visite guidate su prenotazione.



Nelle foto che vi inserisco potete vedere i magnifici resti della pavimentazione, delle mura e degli affreschi della antica casa romana e qualche altra curiosità custodita nei magazzini - chiusi ovviamente al pubblico - quali zanne di mammuth e scheletri nei loro sarcofagi di pietra.


La gatta? E' Domitilla, che vive qui accudita dai custodi; difficilmente dà confidenza ma quando ti conosce diventa molto amichevole! Questo scavo sarà visitabile durante i prossimi due giorni dedicati alle Giornate Culturali, sabato 24 e domenica 25 settembre. Le visite alla Basilica Sotterranea di Porta Maggiore, invece, sono previste per la 2° e 4° domenica di ogni mese, sempre però prenotando presso la Coopculture allo 06/39967700.
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« immagine » Nel 1982, durante i lavori di restauro e scavo nell'edificio dell'ACEA in via Eleniana, a Roma, venne alla luce un antica casa romana. Le decorazioni del triclinium datano al secondo/terzo secolo a.C. E' conosciuta come la casa di Aufidia Valentilla. Attualmente si trova nella zona gi...
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MALBORGHETTO

21 settembre 2016 ore 10:26 segnala

Una delle migliori abitudini che abbiamo, io e mio figlio, è quella di scappare a fare zingarate ogni volta che abbiamo un giorno libero, e questo ci porta a prendere l'auto o la moto e imboccare una strada senza sapere dove andremo a finire. Durante una di queste gite estemporanee, una volta imboccata la via Flaminia, a pochi chilometri dal cimitero di Prima Porta, abbiamo notato sulla destra un cartellino di indicazione turistica che segnava "Malborghetto". Pur vivendo da sempre a Roma, non è detto che uno conosca tutto e infatti non avevamo sentito parlare di questa località, quindi ci siamo infilati nel vicolo che costeggia la consolare e siamo arrivati davanti a questo imponente monumento.


Questa immagine è quel che si vede arrivando, quella superiore è la visione laterale. In realtà questa è la condizione che ha raggiunto con le trasformazioni nei secoli perchè inizialmente era formato da quattro archi trionfali, fatti erigere da Costantino nel 315 d.C. contemporaneamente al ben più celebre arco che è visibile di fianco al Colosseo. In questo luogo si erano fermate le sue truppe prima della battaglia contro Massenzio, nel 312, e qui la tradizione vuole che Costantino abbia visto la croce nel cielo e abbia sognato l'avvertimento di far dipingere la croce sugli scudi prima della battaglia ("In hoc signo vinces") avvenuta il 28 ottobre 312 e vinta con la morte di Massenzio. Nei secoli diventò una chiesa, poi un castello, poi un casale dedito al ristoro dei pellegrini che si recavano a San Pietro in visita. Decaduto a semplice casale, come si vede in questa antica fotografia custodita nel museo interno, che mostra l'abitazione-stalla eretta di fianco e ormai scomparsa, venne infine acquisito dal demanio e restaurato tra il 1984 e il 1989.


Una volta entrati nel parco abbiamo chiesto, all'ufficio dei custodi installato in una più piccola costruzione, di poter visitare il museo e loro, con grande cortesia, ci hanno aperto l'edificio principale le cui mura appunto sono i rinforzi degli antichi archi, e ci hanno illustrato la storia e quanto contiene. Si possono vedere tratti della originaria via Flaminia e reperti ritrovati sia nella zona che nelle necropoli di La Celsa e Saxa Rubra, nonchè dalla Villa di Livia. Qui di seguito potete vederne alcuni.



Tra le cose interessanti è da riportare che quasi tutto il materiale, are e statue a parte, è dedicato allo studio dell'arte della lavorazione dell'argilla a quei tempi. Le cave, vicine al fiume, consentivano il rapido trasbordo e spedizione del vasellame, e qui si trovano molti antichi vasi, piatti e anfore e bicchieri vetrificati. Lo studio dei pezzi rovinati e deformati ha permesso di comprendere come venissero lavorati e a quali temperature. Nel pezzo superiore che vedete nella foto, notate le foglie: sono state realizzate ponendo delle vere foglie sopra l'impasto e lasciandoci le loro forme.



Parecchie le curiosità e le note che abbiamo appreso, tra di esse il fatto che molti anni fa un gruppo di studiosi venne in loco per dedicarsi alla ricerca di quale costellazione fosse visibile, la fatidica notte prima della battaglia, e hanno definito che fosse quella del Cigno. Vi chiederete il perchè di tutto questo lavoro: se guardate l'immagine - presa da www.ivreastrofili.it - capirete che quel che volevano dimostrare gli studiosi era che non fosse alcun comando divino ma semplicemente la croce formata dalle stelle visibili in quel momento.


Una targa ricorda inoltre Gaetano Messineo, l'archeologo che seguì e curò il restauro dell'area, vivendo nella costruzione a fianco fino a che gli fu possibile e dedicandosi anima e corpo al suo lavoro. Venne rimosso e trasferito altrove dal giorno alla notte, con grande rammarico dei colleghi - le voci riferiscono che la sua colpa fu quella di aver bloccato un progetto di edificazione in una zona vietata per ragioni archeologiche - e poco dopo, nel 2010, morì. Intorno al monumento c'è un grande e bel parco, ben curato e saltuariamente visitato da chi è di passaggio, e ci sono alcuni frammenti monumentali e la casetta del custode.



Per chi volesse visitarlo, e ve lo consigliamo vivamente, il parco è di solito aperto dalle 07 alle 14 e il museo dalle 09 alle 13. Buon viaggio!
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« immagine » Una delle migliori abitudini che abbiamo, io e mio figlio, è quella di scappare a fare zingarate ogni volta che abbiamo un giorno libero, e questo ci porta a prendere l'auto o la moto e imboccare una strada senza sapere dove andremo a finire. Durante una di queste gite estemporanee, u...
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IL SASSOLINO

02 giugno 2016 ore 11:01 segnala


Lo so, scusate, oramai ci avevate fatto la bocca, l'abitudine, al fatto che non mi facessi più vivo. Quindi vogliate perdonare se interrompo un attimo il mio perdurante silenzio stampa, così, un po' per celia e un po' per non morire. A quest'ora dovrei ben stare a dormire, visto che lavoro la notte, ma avevo voglia di cavarmi un sassolino dalla scarpa, come si suol dire. Nulla di nuovissimo, cose di cui già mi lamentai nel corso di questi dieci anni in Chatta, ma che non cambiano mai, e dico proprio mai. I lupi perdono i peli ma non i vizi? Si sa, ma certo che trovare ancora pellicce in giro, e vizi quanti ne vuoi, è piuttosto demoralizzante. Il fatto, piuttosto semplice, è che ancora adesso, dopo dieci anni, mi capita di incontrare, incrociare, vedere, leggere personaggi la cui realtà è consistente quanto quella delle fate nelle celebri foto di Sir Arthur Conan Doyle. Gente che appare nelle pagine - quasi sempre le mie - con i loro profili nei quali non c'è nulla, non una motivazione, un motto, una traccia di vita. Non una foto, o se c'è, guarda caso sembra tratta da una lapide di cinquant'anni fa, o da qualche rivista, o da qualche irrintracciabile foto di gruppo da Google - tagliata, rimaneggiata, irrintracciabile. Gente che pretende di confrontarsi con uno come me che in dieci anni vi ha raccontato tutta una vita, che ha pubblicato decine, centinaia di fotografie di sé stesso. Ve lo ricordate quando, in pieno periodo di Guerra Fredda qui in Chatta, anni fa, eravamo arrivati a fidarci solo di chi aveva pubblicato tutto di sé e su di sé e anche allora arrivavamo a chiedere di mettere foto con un giornale in mano per vederne la data? Chi si ricorda ancora di certi blogger che si facevano selfie con cartelli in mano con scritto "Chatta", per rassicurare i lettori? E ora, immemori di tutto quel che abbiamo passato, eccoci qui ancora desiderosi di credere a fantasime che ti mostrano foto di gente ormai scomparsa, con nick che non hanno blog, che lasciano vaghi rari commenti e solitamente commenti piacevoli, come se volessero irretire, blandire per meglio poi creare qualche casino dietro le spalle. E via poi, col profluire di altri nick, con foto identiche, con nick quasi identici e per quale senso, scopo, motivazione? Direte, ma anche tu ne hai. Certo, e sono ben esposti qui di lato. E ad ognuno dei miei nick, corrisponde un blog, dichiarato, svelato, aperto al pubblico. Ma questa gente, queste cose, questi boh, questi mah, chi sono, che vogliono, cosa perdono tempo a fare? E soprattutto, cosa davvero sconvolgente, cosa perdo tempo a fare io interessandomi di loro, magari perfino scrivendogli, amichevolmente, chiedendo conto del loro modo di fare, ben certo che non risponderanno - e non rispondono, infatti. Ma non solo gente mai vista e degnissima d'ogni tipo di sospetto. Cose del genere sono occorse purtroppo anche a notissimi blogger, e me ne dispiaccio grandemente: penso di certo ad una antica amica, che improvvisamente se ne uscì con un altro nick e un altro blog, e dopo anni di reciproco rispetto ed amicizia, non si curò mai più di rispondere ai miei reiterati messaggi. Perchè? Cosa ci viene legittimo da pensare? Che il suo blog originale fosse stato attaccato e preso da altri? Cosa successa, e non poche volte. Che anche il suo secondo nick e blog fossero di derivazione altrui? E come non sospettarlo, visto il prolungato silenzio, inspiegabile, verso un antico amico. Come credere ancora a voi, lettori, blogger, che scivolate tra queste pagine lasciando segni delebili, ombre nell'ombra, che se vi si chiede di mettere una foto invocate diritti alla privacy che francamente mi fanno sbellicare dalle risate. Ma per favore, ma per pietà. Ma quale privacy! O ve ne state fuori e vi godete un aurea misoginia o ve ne state dentro e tirate fuori le palle e dimostrate di essere esseri umani e non fantocci, fake, burattini tirati da altri. E se proprio siete qui con l'unico scopo di far danni, almeno fatelo bene, rispondete a chi vi scrive, riempitegli le orecchie di favole, maestri di illusioni. Sassolini nelle scarpe. Che però ho da tempo imparato a slacciare il prima possibile, lasciandovi cadere sull'asfalto, dove solo meritate di stare. E, consentitemelo, a questi soggetti, vorrei aggiungere anche certe signore, nei cui profili o non c'è la minima foto, o ce ne sta una, o unicamente qualche "pensiero" comunemente poco benevolo nei confronti dell'altro sesso - e talvolta non mi sento neanche di darvi torto. Queste gentili, sconosciutissime signore, che ringrazio per i tanti kiss che mi lasciano, e alle quali ricordo che scrivere due righe non uccide nessuno, anzi, forse crea un senso di fiducia che può invogliare a creare un amichevole rapporto epistolare. Ma continuare a mandare kiss così, tanto per non sapere su quale tasto cliccare, permettetemi di dire che è ben poco consistente. Perché fino a che voi, gentili signore e signori, non cambierete atteggiamento state pur certi che la mia fiducia,amicizia, e tutto quel che ne deriva, non ce l'avranno che pochissimi, qui dentro. Amen. Che Dio vi conservi e soprattutto vi conservi a debita distanza dal sottoscritto.
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« immagine » Lo so, scusate, oramai ci avevate fatto la bocca, l'abitudine, al fatto che non mi facessi più vivo. Quindi vogliate perdonare se interrompo un attimo il mio perdurante silenzio stampa, così, un po' per celia e un po' per non morire. A quest'ora dovrei ben stare a dormire, visto che ...
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PEDOFILIA NASCOSTA

31 marzo 2016 ore 11:40 segnala


Una volta, parlando di qualcosa di indesiderato, si usava dire " lo cacci dalla porta, rientra dalla finestra ", volendo intendere che non c'è speranza contro qualcosa di brutto. Stavolta, del tutto casualmente, mi è capitato di incappare in qualcosa che brutta è, e parecchio. Sto da diversi mesi su Instagram, a postare foto e a costruire relazioni con altri igers, tutte improntate su ammirazione e rispetto per i rispettivi prodotti fotografici che pubblichiamo. Molto più creativo e soddisfacente, come ambiente, rispetto a quello che con il tempo si è venuto a creare qui, dove moltissime tra le migliori penne si sono ritirate, e la maleducazione impera: prova ne è la bacheca di questa mattina dove nell'arco di una ventina di post è stato un florilegio di "cazzo, culo, troia, merda" e ingiurie di ogni tipo. Un paese dove invece della pulizia etnica ci vorrebbe una fiammata di pulizia etica. Ma torniamo a Instagram: ogni iger sotto i propri post usualmente pubblica una serie di tag, utili per fare apparire il post su altre pagine collettive e ricevere visite e apprezzamenti. Per vedere di che pagine si tratta, spesso clicco sui tag e dunque, in maniera affatto casuale, sono finito in un sottobosco incredibile. Nascosta dietro l'apparenza di una perversione più socialmente accettata, quella del sado-masochismo, fiorisce un delirante campo di addestramento per pedofili. Infatti la maggior parte dei tags in oggetto portano a pagine dove si parla di bondage e dominazione o sottomissione, ma in massima parte le immagini - quasi sempre composte soltanto da frasi o scritte varie, proprio per evitare che il motore di controllo di Instagram veda foto pornografiche - spiegano cosa dire e come fare nell'ambito della costruzione di un rapporto tra soggetto dominante e soggetto sottomesso. Il quale è, sempre, un minore, femmina o maschio che sia. Anche se si vuol fare credere che si tratti di donne e uomini grandi che giocano a fare i bambini, è molto poco credibile che questo sia vero. Certo, immagino che, nell'arco vastissimo delle perversioni mentali ci sia chi desidera bamboleggiare e farsi sculacciare, ma qui si parla di portarsi dietro succhiotti, caramelle, giocattoli e frasi volte a convincere chi è piccolo di avere diritti alla sessualità e a ogni tipo di attenzioni fisiche da parte di un adulto. Oltre tutto, considerato che i "personaggi" che vengono interpretati in questo sottobosco sono quelli del "daddy" (papà) e della "princess" (principessa) , è facile pensare che oltre che alla pedofilia ci si rivolga anche all'incesto. Un elenco smisurato di consigli su cosa dire per esercitare una circonvenzione di minore - o di incapace - a fini di convincimento sessuale, qualcosa che non avrei mai immaginato di trovare. E, come ripeto, il tutto mascherato sotto l'egida del bondage e della consapevole e consenziente sottomissione cosa sulla quale, legalmente, non si può dire nulla qualora si tratti di maggiorenni informati e maturi mentalmente. Ma come è possibile accertarsene? Non lo è, e così questo campo di gramigna si sviluppa incontrollato formando un campo minato, una ragnatela nella quale anche i minori - e troppi ce ne sono - che navigano su Instagram con le loro foto divertenti e innocenti finiscono per cadere. Moltissimi tag sono infatti ingannevoli, cose come "daddystoy" e "daddysangel" riportano a pagine dove genitori postano le loro foto di famiglia del tutto accettabili ma dove si incappa anche nei consigli di cui parlavo. E che, una volta letti da minori, installano il seme che può far germogliare idee pericolose. Purtroppo il comune senso del pudore, una volta persi i freni legali che lo incasellavano entro dei confini moralmente accettabili, ha lasciato una libertà che somiglia sempre più ad una diga piena di buchi. Buchi che tutti, con le mani legate dal politically correct, si affannano a difendere, e dai quali sono uscite cose inaudite. Ammettiamolo, quello che una volta, e Oscar Wilde ne fu l'esempio, avrebbe condotto alla galera se non alla pubblica esecuzione, è diventato prima una moda e poi qualcosa di portata tale da far sì che i diversi siano diventati quelli che una volta erano i normali. Stando così le cose, e visto che la libertà di sessualità pare diventato uno degli argomenti principe di questa società, con quale faccia ci si può arrogare il diritto di dire questo tipo di perversione va bene e quest'altro no? Qualcuno riesce ancora ad immaginare un futuro in cui la pedofilia non sarà sdoganata? Io, francamente, non ci credo più. E neppure vedo una concreta volontà di contrastarla, a parte le troppe chiacchiere e i casuali linciaggi pubblici contro chi viene colto sul fatto. Staremo a vedere.

Per chi se la sente di farsi un giro su Instagram, questi sono alcuni dei tag di cui parlavo:
ddlg littlespace ddlglifestyle daddies daddydomlittlegirl littleplay ageplay olderlittles littleboy littlegirl
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31/03/2016 11:40:48
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ARCHEOLOGIA LETTERARIA

02 marzo 2016 ore 12:13 segnala


E' colpa mia. E non potrebbe essere diversamente, nè credo sia corretto accollarla ad altri, se guardiamo indietro e consideriamo da quanto tempo non scrivo qui dentro, a fronte della infinita serie di post, articoli, saggi, racconti e la gigantesca saga fantasy tanto amata dai miei lettori. Inutile, a conti fatti, dare la colpa del mio disamore alle liti, alle cattiverie, alle angherie ingoiate negli anni. Inutile anche dire che non ho più tempo, a causa del lavoro notturno, per scrivere: perchè poco, pochissimo, ma ogni tanto riesco, come oggi, a rientrare e a lasciare qualcosina, magari un commento, un saluto, nei blog o nelle chat. Quindi sì, è solo colpa mia: che invecchio, che pecco di fantasia, che non ho più voglia. Che oramai sono afflitto quotidianamente non più da pensieri di speranza per il futuro, ma solo da calcoli su quanto mi verrà a costare a rate un funerale. Perchè è il pensiero della morte che mi affligge ogni giorno, ogni notte. Solo quello. Un futuro inesistente ed un passato fiammeggiante. Ora, vi chiederete, a parte i borbottamenti inopportuni di un anziano scocciatore, questo post dove vuole andare a parare? Mi spiego subito: in questi giorni ho visto - casualmente, perchè appunto entro pochissimo - la dipartita di Odirke, e adesso anche quella di dott.no71. e mettiamoci anche Elazar che ha cancellato i post. E siccome ci sono passato, nel tempo, cancellando un paio dei miei vecchi, e meno usati, blog, so bene che qualche tempo dopo il senso di perdita è drammatico, struggente. Quindi lo trovo una cosa difficile da ingoiare e resto convinto che qualsiasi opera di ingegno una persona abbia creato, vada conservata per rispetto a chi l'ha condivisa e vissuta - in questo caso i lettori - e perchè resta comunque un parto dell'Autore. Ricordate sicuramente quando, credo nel 2012 o nel 2013, il Comandante decise di cancellare tutto, e quanto tutti ci rimasero male, per i tanti buoni rapporti che aveva saputo creare e per l'affetto che comunque i lettori gli portavano. All'epoca decisi di cancellare tutti i post che avevo messo in uno dei miei vecchi blog, quello col nickname "Caryl" e dedicai il blog al salvataggio dei rari post che ancora comparivano, usando Google, nel web, scritti dal Comandante. Erano pochi, solo sette mi pare, ed erano quelli della serie "Il mio Vespucci". Quindi, quando un paio di giorni fa ho trovato cancellato il blog di Odirke, superato lo stordimento iniziale, ho deciso di rimboccarmi le maniche e mi sono messo al lavoro. Tre notti passate a lavorare come un somaro, infilandomi nelle pieghe di Google, fiutando e raschiando fondi di barile virtuali, salvando tutto il possibile. Diversi post erano ormai irraggiungibili, già inevitabilmente perduti, e molte foto anche, ma la messe è stata enorme, dal 2012 ad oggi. E siccome sono quel che sono, un fanatico irremovibile, pur rispettando in maniera totale il desiderio altrui di cambiare rotte e approdi, resto convinto che una pinacoteca non vada incendiata, una biblioteca non vada dispersa. L'arte è arte - anche quando si tratta solo di racconti - ed è universale e i posteri meritano di poterne fruire sempre. Perciò inizierò a lavorare sul blog "Caryl" ricostruendo tutta l'opera letteraria del Comandante, evitando di ripubblicare i commenti che seguivano in origine ad ogni post, ricordando quanto rimase sorpreso e soddisfatto quando trovò quella che definimmo "la scialuppa di salvataggio". Quindi restate connessi, e poco alla volta ritroverete tutto il possibile. Che il dio del mare conservi il nostro buon Amico qualunque rotta decida di prendere.
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02/03/2016 12:13:04
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