NON SIAMO MERAVIGLIOSI

03 ottobre 2019 ore 09:52 segnala


Perché un appunto simile, visto e considerato che sicuramente tutti gli spiriti illuminati che albergano qui dentro già saranno pronti a concordare? Perché sempre più spesso incontro, in pochi post e in moltissime bacheche, giudizi estetici tagliati con l'accetta contro donne colpevoli di essere troppo grasse, troppo vecchie, troppo rugose e contro uomini indicati come sfatti, lardosi, troppo vecchi, troppo giovani e via discorrendo. Anzi, e via maldicendo. Gente che scrive cose del tipo "che postiate foto di donne curvy va bene a patto che abbiano almeno una bella faccia altrimenti sono solo grassi cessi". Mi auguro che chi scrive cose simili sia una del tipo Monica Bellucci - o un anoressica all'ultimo stadio, perché da quale pulpito possano discendere siffatte sentenze non è dato di capire. Tanto meno di ammettere. Gente che ancora insiste discriminando gente del nord Italia da quelli del sud Italia dipingendo i primi come ariani della Hitler Jugend privi del minimo difetto ed i secondi come i nostri ancestrali progenitori solitamente dislocati sugli alberi, comunemente pelosi, scimmieschi anzi che no, ovviamente africani e, si badi bene, progenitori di TUTTI noi, quindi le sparate del genere leggi razziali dove si doveva dimostrare di non avere ebrei in famiglia per almeno cinque generazioni potete anche risparmiarvele visto che sì, potrà esteticamente essere gradevole - secondo alcuni metri di giudizio - immaginare un mondo di persone bionde e bianche e con gli occhi azzurri ma giratevi attorno e vedrete che è la cosa più impossibile ad essere nel concreto. O vogliamo metterci in lista per esperimenti genetici così da omologarci definitivamente, equi, solidali, globalizzati e tutti identici? E dopo che le prossime generazioni saranno sfornate con gli stampi cosa dobbiamo aspettarci, che marcino compatti con bandiere bianche-rosse-nere con i martelli incrociati? Oh be', neanche i muri ci saranno più, quando tutti saranno identici. A che servirebbe? Rientriamo nuovamente nel circo mediatico dell'intolleranza, vediamo come questa terra di nessuno sia popolata di donne dall'animo fiero e combattivo che postano le loro foto tonde e sorridenti - che diamine, meglio una lasagna oggi che il principe azzurro domani - e socializzano nel bene o nel male con gli altri utenti, subendo perfidie di ogni tipo e squallori morali fotografici con lo spirito gentile che gli fa sorvolare il fango, di contro a foto di bimbe inevitabilmente graziose, loliteggianti, pronte però a sputare sentenze pesantissime dal basso delle loro taglie perfette, dei loro visini acqua-e-fiele , contro chiunque abbia avuto l'ardire di rivolgergli la parola. "Cosa c****o ci state a fare qui, cosa scrivete a fare nelle bacheche, cosa mettete a fare le vostre foto?" verrebbe da dire, ma se pensiamo che una forte percentuale di questi nick non sono che disadattati con foto rubate, allora si rientra nella media dell'imbecillità strisciante. Poi, che le ragazzine non abbiano il minimo dubbio sulla loro insita bellezza e su quanto dovrebbero invece suicidarsi le "vecchie" , questo lascia il tempo che trova essendo solo la dimostrazione della incapacità odierna della gente a instaurare rapporti umani, ad usare il rispetto reciproco. Una volta se incontravi una donna ti toglievi il cappello, magari gli aprivi la porta della macchina, comunque esisteva la galanteria. Oddio, e che è, roba da esseri delle caverne! Però poi come vi inkazzate se i maschietti che vi stanno intorno al solo scopo di prendersi i loro comodi (certamente anche vostri, a meno che non si parli di stupri) vi trattano come delle scarpe nelle quali infilarsi e buttare via alla prima crepa sulla vernice. Certo, uomini e donne non sono perfetti, mai stati e mai lo saranno, è fisiologico, si può essere perfetti come i fiori, in un certo momento, poi si sfiorisce. Ce lo ricordiamo tutti il sette volte mister Olympia , Arnold Schwarzenegger con il suo fisico spettacolare. Allora, ma oggi? Oggi, quando lo vedete in spiaggia grasso, bolso, pelato e con l'eterno sigaro cubano in bocca vi viene da ridere, vi viene da prenderlo per i fondelli, giusto? Cosa che mai avreste osato quarant'anni fa. E' naturale, solo i bronzi di Riace restano uguali a sè stessi - sempre che i restauratori facciano bene il loro lavoro: quindi a che serve continuare a sbeffeggiare gli altri? A dare epiteti vergognosi? Ancora a pontificare se qualcuno non va in giro con le sopracciglia ad ala di gabbiano? Ancora a dare del pezzente a chi non va in giro in giacca e cravatta? Ancora a costringere gli altri a seguire i vostri maledetti metri di giudizio? Cosa mai ve ne viene in tasca - e oltre tutto guardatevi in giro, guardate donne spettacolari girare con nani intorcinati, ragazzi nel fiore del fisico girare con ragazze sui centoventi chili, magari con i capelli rasati o a rasta, magari tatuate, e magari pure con un piercing. E allora? Cosa accidenti ve ne viene in tasca a voi, a dare delle "bestie schifose" agli altri, razza di sepolcri imbiancati che nello specchio vedete solo l'immagine che avete in testa di voi stessi . Dà fastidio vedere coppie miste? Nel duemiladiciannove? Siete seri? In quale buco della diga non siete andati a mettere il dito cent'anni fa, ora vi lamentate? C'è un piccolo punto fondamentale che ancora non entra nella testa della gente, siamo tutti esseri umani, e se una norvegese vuole trovare i sentimenti giusti che corrispondano ai suoi in un aborigeno tribale della Nuova Zelanda, lo faccia. Se qualcuno non è come voi, cosa volete, aprire i forni? Una cosa è drammaticamente, veramente difficile da trovare, ed è - anche se sembra così ovvio e così semplice - ed è l'amore. Quello con l'A maiuscola, quello che ti spacca il cuore, che ti tende i muscoli, che ti fa scrivere poesie, ti fa piangere, ti fa sentire una merda se all'altro/a fai del male anche non volendo, quello che quando e se finisce - per morte fisica o emotiva - ti spazza via come un fuscello di paglia e ti lascia una cicatrice dentro che mai risanerai. Quell'Amore ha mille facce, mille persone su cui depositarsi. Siano basse, alte, grasse, magre, gialle, rosse, nere,bianche, siano del sud o del nord, siano quel che siano anche perché di questi tempi è oggettivamente difficile, se non impossibile creare limiti. Parlo ovviamente di persone dello stesso sesso. Come fai a fermare un sentimento? Come fai a ergerti a giudice? A dire tu no, tu sì? E il giorno che arriva qualcuno, più grosso, più inkazzato, più armato e soprattutto supportato da più persone, che indica te dicendo che non sei normale? Che non hai diritto ad entrare sull'autobus, che non puoi mangiare seduto vicino a lui, che a pisciare devi andare fuori nel cespuglio se no gli sporchi il bagno e bada, non toccarlo, mai fosse che gli attacchi qualche bizzarra esotica ed incurabile malattia. Quindi, ancora? Ancora parlate? Voi che vi sentite così normali, così puliti, lavatevi la bocca con la varechina prima di sparlare degli altri. Che forse tra loro c'è chi un giorno potrebbe salvarvi la vita. Magari un vigile del fuoco, grasso, pelato, tatuato, nero. E con un gatto, dai, mettiamocela tutta. Ma vedete solo quel che volete vedere ed i meravigliosi non sarete mai voi. Qualcuno c'è, forse non nell'aspetto, magari nell'animo, così più pronto ad aprirsi, a donare, ad accettare di quanto facciate voi, con le camicie di lino, i completi blazer, i tacchi a spillo, i visi tirati lisci a creme e silicone. Belli, oh quanto siete belli e belle. Esattamente quanto potrebbe esserlo un escremento incartato in una confezione regalo. Lasciateci vivere, che male non facciamo a nessuno.




N.B. se mai qualcuno si chiedesse cosa ci fa Moon a cappello del post, è semplice, lui è meraviglioso a prescindere.
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RAZZISTI

24 settembre 2019 ore 09:59 segnala


La foto non è una novità, l'avevo già inserita precedentemente in un altro vecchio post dello stesso stampo, ma ci sta bene lo stesso. Perchè? Molto semplice, quanti di voi vanno in giro atteggiandosi ad illuminati assertori del valore intrinseco dell'umanità, e poi sputano al passaggio di ogni persona che non sia il loro riflesso nello specchio? Quanti di voi continuano a deliziarci col ricordo di un Mussolini appeso per i piedi e di un Hitler fautore delle camere a gas (dimenticandosi le montagne di morti gay, lesbiche, ebrei e oppositori lasciate sul terreno o nelle fosse da paladini della libertà come Che Guevara, i comunisti russi e i cinesi) dicendo a destra e a manca che quelle sono cose che non devono mai più ripetersi e poi gridano ammazzalo al passaggio di una persona non identica a loro? Ve lo ricordate quanto si è parlato e sparlato mesi fa sulle idee di razza ricorrendo le leggi razziali emesse durante il periodo della guerra? Quanto vi faceva schifo solo l'idea, vero? Bene, bravi, applausi. Ma allora, cosa avete tutti da berciare nelle vostre riprovevoli bacheche, schifati dalle donne del sud, sputando sui musi neri, rivangando stupri di massa - dimenticando quelli fatti dai liberatori che oltre al cioccolato e alle sigarette davano ben di peggio alle donne? Ancora, nel 2019, mentre su questo pianeta si agitano sette miliardi e mezzo di esseri umani di ogni colore, etnia, religione, storia, filosofia, economia e quanto altro, ancora parlate di RAZZA? Razza poi, ridicoli buffoni che siete, la "razza" è solo una, la razza umana. Possiamo differenziare la razza umana dalla razza felina, questo ve lo concedo, ma quando dite che un nero non appartiene alla razza umana vi rendete conto delle immense, stratosferiche cazzate che state dicendo? I delinquenti ci sono ovunque, sotto ogni sole e bandiera, le persone indegne di questo nome non hanno colore nè lingua diversa, ma la cosa più patetica è dover ancora stare qui a ripetere queste cose. Oh cavoli, pagherei oro perchè tutti credeste nella reincarnazione e nel karma, e dopo essere stati decorosamente seppelliti dopo il sacro uffizio tenuto da un qualche prete - bianco, ovviamente, probabilmente pedofilo e quasi sicuramente ladro di elemosine - vi risvegliaste in un villaggio del sud dell'Africa, neri come la pece, coperti di mosche e in attesa che caschino dei datteri da una palma per sfamarvi. Venitemi a dire, allora, tutte le schifezze con le quali vi esaltate da soli dietro una tastiera o in branco con manganelli e coltelli. Addirittura dementi che fanno distinzioni tra italiani del nord e del sud, riescono a parlare di razza anche in questi frangenti. Ma cosa avete studiato, se mai avete studiato,cosa vi hanno insegnato su quei banchi? A giocare al fantacalcio e a farvi le spade di eroina con le penne a sfera? Datevela tutti una grossa calmata,e pensate se foste voi dall'altra parte. Chi sa, dovesse mai la vergogna costringervi a far funzionare il cervello.
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APOCALITTICI E DELIRANTI

23 settembre 2019 ore 10:19 segnala


Lo so, è lunedì mattina e tutti vorreste essere intrattenuti con leggerezza e allegria per risollevare lo spirito (tra un enigma e l'altro, si diceva una volta) dagli impegni giornalieri. E invece niente, beccatevi il consueto pistolotto che male non fa - ad alcuni, ad altri probabilmente sì, e ad altri ancora non fregherà niente. Dunque, il titolo (che chiaramente rimanda ad un vecchio testo di Umberto Eco del '64) vuole riferirsi alla valanga di roba che mi è capitato di leggere nelle bacheche - non dico nei blog, perchè oramai quelli sembrano suddividersi in poesie tristi, testi d'amore, articoli musicali (comunque molto interessanti) e rare occasioni di letteratura di più ampio respiro anche se non sempre del desiderato calibro. Dunque, come dimenticare gli apocalittici libelli annunciatori di catastrofi, fini del mondo e altre mostruosità che per diversi giorni hanno imperversato nelle bacheche - oh, dico, tutto documentato, opuscoli cattolici alla mano,eh, dalla viva voce della Beata Vergine mica della sora Lella, e dunque assolutamente da credere, obbedire e fuggire a nascondersi in qualche sagrestia visto che a fronte di un infinita lista di peccati veri o presunti, pensati o commessi, fatti dai lettori o da altri sconosciuti, comunque il risultato sarà sempre quello, la monumentale mondiale catastrofe in arrivo, , presto, domani, oggi, tra mezz'ora, come predicavano duemila anni fa ai tempi di san Giovanni, e poi per mille anni fino all'arrivo dell'anno Mille e per altri mille fino al Duemila - che, oh, manco il Millennium Bug è riuscito a far succedere...quindi forza, vi siete terrorizzati a sufficienza? Avete preparato i pulmini e i camper per raggiungere la cima dell'Everest o l'area 51? Avete mappe aggiornate dei bunker che verranno usati dal PD, Movimento 5 stelle, Lega e tutti gli altri? Magari iscriversi ad un qualsiasi partito (di governo, però) potrebbe andare bene, presentarsi il giorno del Giudizio con una immaginetta benedetta di san Pio e una tessera di partito tra le mani forse aiuterà. Ovvio che tra i cataclismi vada inscritto a piena ragione lo spaventoso incendio dell'Amazzonia (ah, dico, ma come mai non ne parlano più i telegiornali? Si è spento? E quando? Almeno festeggiavamo...), tra i disastri (ce lo ricordiamo il celebre "Nel segreto dell'urna Dio ti vede, Stalin no" , di Giovannino Guareschi?) sicuramente va annoverato il governo non eletto, non richiesto e ancora tra le scatole che ci ritroviamo; e peggio ancora, visto il livello disgustoso di razzismo che alligna, peggio di un liquame di fogna, tra le righe di chiunque scriva nelle bacheche l'avvicinarsi dei Quattro Cavalieri dell'Apocalisse vedrà "negri" rubare posti di lavoro, rubare diritto a case da occupare, rubare soldi alle vecchiette, insomma tutto quello che nell'immaginario collettivo viene associato a chiunque sia diverso - e non sto a fare la lista delle diversità perchè altrimenti finiamo a Natale - con buona pace dello sbandierare democratiche prese di posizione e aperture mentali che se si va a misurarle con il centimetro basterebbe il millimetro. E tra le profezie non c'era, almeno secondo Belushi dei Blues Brothers, anche cani che si accoppiano con gatti e viceversa, in una commistione di razze totalmente fuori dalle leggi della genetica e di Darwin? Non siete stati sufficientemente bombardati, oltre che dal tuonare degli apocalittici, anche dal mellifluo sussurrare di tanti deliranti, che prima tirano una bomba e poi blandiscono dicendo ma no, io no, certe cose non le direi e non le farei mai... Gente che ti tira in faccia i propri pensieri (e gli faccio un onore a definirli così) definendoli possibili verità senza tenere conto che una verità è qualcosa che è, se parli di possibile allora è una opzione, una opinione, non un dato di fatto. Ma va bene, continuiamo a farci terrorizzare anche da questi, tanto è una abitudine così diffusa che certi atteggiamenti (o vaneggiamenti?) te li ritrovi anche alla radio. Faccio l'esempio di una radio libera romana che ascolto la mattina tornando dal lavoro, in un programma condotto dal sempiterno personaggio che parla da moltissimi anni, e che se la prende con questo mondo e con l'altro - cosa che faccio di solito anche io - ma è il modo, che trovo spesso allucinante, pieno di protervia, di tendenza al litigio, all'attacco senza che l'altro - si badi, spesso citato con nome e cognome, cosa vergognosa e che a parere mio dovrebbe finire con una valanga di citazioni - abbia modo di replicare, difendersi, dimostrare che quel che viene detto sono solo una montagna di kazzate. Perchè dire un fatto accaduto allargandolo con "avranno detto, avranno fatto, stavano facendo questo o quello" eccetera eccetera, tutte cose senza prove, senza costrutto, ma unicamente rispondenti alle fissazioni, alle paranoie, alle illazioni di questo conduttore servono al solo scopo di far scattare il veleno in corpo all'ascoltatore contro il soggetto o il fatto descritto. Vi sembra corretto? Vi sembra decoroso? E' possibile, in questo porco mondo, dover ancora lavarsi le orecchie con il sapone dopo aver sentito certa roba, e gli occhi con la camomilla dopo aver letto certi post e certe bacheche? Mettere un freno alle scempiaggini diffuse ad arte, per godersi del marasma che ne deriva, sentendosi un profeta o un tuttologo o un avvocato del diavolo facendo in mille pezzi la tranquillità, la sanità mentale dei lettori, degli ascoltatori, secondo voi è concepibile? Scusabile? Ammissibile? Condivisibile? Una volta contro il logorio della vita moderna ci potevamo bere un Cynar, oggi contro il logorio che ci provocano certi personaggi le bottiglie andrebbero usate in altro modo. E continuassero pure a rigirarsi le frittate, ad annunciare apparizioni, nuove venute, miracoli, meretrici di Babilonia, pandemie e mutazioni genetiche. Come cantava Lando Fiorini in "Cento campane"? ... ci resta la speranza... sì, che con le loro lingue finiscano per impiccarcisi.
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PAGA O MUORI

10 settembre 2019 ore 09:31 segnala


Il titolo ovviamente riporta a certi film di gangsters degli anni del bianco e nero, magari con Paul Muni o altri del genere, quando il cattivo di turno in giacca-cravatta e Borsalino in testa tirava fuori il revolver e minacciava casalinghe, impiegati di banche e orfanelli in cerca di bottino. Cosa c'entra? C'entra eccome, visto che da un pezzo siamo piombati in una società dove la parola gratis, o free che fa più fico, è usata come le trappole per topi con la fettina di lardo appesa per farceli entrare. Allora, quanti di voi ieri notte si sono visti stuprare il proprio blog, lavorato, accudito, curato e cresciuto con attenzione per anni, al fine di dare ai lettori un prodotto gradevole e attinente alle visioni personali del blogger? E ancora non ho controllato tutti gli altri miei blog, qui dentro, su wordpress e altrove. Improvvisamente TUTTE le immagini, non quelle dei post perchè bonta sua Chatta per quelle permette di usare foto che uno ha nel pc, ma quelle nella colonna laterale obbligatoriamente riportanti a link esterni, e tutti sappiamo che per avere il link di una propria foto bisogna caricarla su un sito di hosting. Bene, una volta si usavano IMAGE SHACK e PHOTO BUCKET, poi diventarono complicati e si cominciò ad usare tutti quanti il più rapido e facile TINYPIC, che permetteva di caricare senza problemi una foto, modificarne le dimensioni e ottenerne i link per i vari tipi di siti. Ora, da un paio di mesi mi arrivavano bombardamenti di mail da parte di PHOTO BUCKET che prima invitavano, poi minacciavano e infine obbligavano a fare versamenti mensili per mantenere le proprie foto on line. Francamente me ne sono stracatafottuto - per dirla alla Montalbano - sia perchè su quel sito ne avevo messe pochissime sia perchè nemmeno mi ricordavo più quali fossero, quindi la minaccia di vederle cancellate "perchè avevo raggiunto e oltrepassato il tot di megabyte previsto" mi era indifferente, anzi, ma chi lo ha mai oltrepassato. Dunque, invece di vedere sparire quelle foto, ieri notte mi sono trovato tutte le altre foto scomparse e sostituite dal pietoso pupazzetto che vedete in copertina. Andando a cercare nel sito di TINYPIC scopro quindi che dal 9 settembre le foto non sarebbero state più visibili da esterni ma solo da chi le aveva caricate, e solo su TINYPIC che appunto invita a scaricarle per salvarle. Cosa che si è rivelata invece impossibile a farsi visto che ogni link relativo alle mie foto non fa comparire le mie vecchie foto ma altre, di chi sa chi altro, panorami, pupe in spiaggia, e così via dato che nel frattempo, appena secretati i link, li hanno ceduti ad altri utenti di PHOTO BUCKET rendendo così impossibile salvarle scaricandole. E che dal 16 settembre TINYPIC scomparirà visto che non ce la fa più a reggere lo spazio occupato gratuitamente dai bloggers. Ma, leggiamo tutto, e ci si accorgerà di un disgustoso particolare: sono stati accorpati da PHOTO BUCKET, e ritorniamo al PAGA O MUORI del titolo, visto che se ti pago quasi dieci euro mensili posso mantenere le mie foto e i miei link, altrimenti prima faccio sparire TINYPIC con tutto quel che c'era dentro poi chiudo le porte anche dell'altro, a meno che non si paghi. Tutto questo non vi fa un po' schifo? Un pochino? Proprio no? Non vi sembra di aver dato qualcosa di vostro ad Al Capone e ora lo vedete che se la squaglia dopo avervi mandato una richiesta di riscatto? Vi piacerebbe avere una mitragliatrice anni venti e tirare all'impazzata? Soprattutto per chi, certe antiche foto che stavano nella colonna destra, mica ce le ha più, tutti i cari volti di tutti gli amici blogger che da dieci anni mi accompagnavano lì sopra, come li recupererò? Va' a saperlo, ma è noto che sono una bestia granitica e quando mi fanno girare i cosiddetti allora sono guai e probabilmente riuscirò a ritrovarle, sepolte magari in qualche vecchio hard disk - insieme a stamp di conversazioni con bloggers falsi come una moneta da tre euro e profferte di amicizia da chi aveva già i coltelli dietro la schiena (oh sì, non pensate che soltanto certi di voi facessero certe documentazioni, me lo avete insegnato molto bene...) - quindi nutro ancora qualche speranza. E nel frattempo, dopo aver regalato un poderoso vaffa a TINY PIC e a PHOTO BUCKET, mi sono andato a trovare un altro sito di hosting che sembra molto affidabile, e gratuito, e ho subito rifatto la testatina del blog e messo alcune foto di Moon sulla colonna destra. Ora mi sembra doveroso andare a dormire, ma un po' alla volta vedremo di ricostruire il blog per benino. Abbracci e comprensione a tutti quelli che sono stati colpiti da questa devastazione grafica. Spero che questo post vi abbia spiegato qualcosina in più.
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« immagine » Il titolo ovviamente riporta a certi film di gangsters degli anni del bianco e nero, magari con Paul Muni o altri del genere, quando il cattivo di turno in giacca-cravatta e Borsalino in testa tirava fuori il revolver e minacciava casalinghe, impiegati di banche e orfanelli in cerca ...
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10/09/2019 09:31:52
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AMORI FORSE

09 settembre 2019 ore 09:07 segnala


Tanto per cominciare un discorso che vedo essere sempre di attualità tra i blogger (poi però quando faccio articoli scientifici sul perchè certi pinguini fanno cerchi di cacca per attirare le femmine spero sempre di essere un piccolo Piero Angela, per il mio pubblico - per quanto sia notoriamente ristretto - e invece di che mi tocca parlare...ah!) approfitto per ricordare l'anniversario, oggi, della morte di Lucio Battisti nel 1998 che così tante bellissime canzoni ci ha lasciato in eredità e, almeno tutte quelle del suo primo periodo, inevitabilmente parlavano di amore. Quella che più torna in mente non è "MI RITORNI IN MENTE" ma "LA CANZONE DEL SOLE" con la sua storia struggente di un primo amore che torna trasformata e completamente donna, pronta a fare l'amore mentre il protagonista è ancora legato alle sue iniziali utopiche illusioni. E allora via, alzi la mano chi non è passato attraverso una storia così. Parlo di noi maschietti - può anche darsi che qualcuna abbia vissuto cose simili ma ci credo poco - che iniziavamo a sperimentare come ci si dovesse districare nel mondo dei sentimenti, financo di un certo erotismo superficiale, tutto sognato e raccontato tra amici ma mai veramente concretizzato con la ragazzina di turno. E quanto gli siamo stati dietro, magari con i pensierini, le letterine, i regalini tipici di una adolescenza lontana decenni fa ma che sono anni luce se rapportati allo sbrago odierno - e non venitemi a dire che sono più felici e liberi - noi che dovevamo arrivare a diciotto anni per fare una festicciola a casa pregando che qualche amico avesse una sorella, una cugina e che loro venissero e portassero delle amiche. Così, dopo che finalmente era cominciato quel piccolo grande amore, e ti eri costruito un castello di illusioni grosso come l'Empire State Building (no, non c'era King Kong sulla punta) ed eri finalmente arrivato a realizzare quel che si chiamava la pomiciata - eheh, come mi sento antiquato a dire certe cose - già cominciavi a passare al livello superiore, quello dei progetti di una vita. Poi lei partiva per le vacanze, con i suoi, casa al mare, oh farà la brava, tanto sta con i suoi e tra venti giorni ritorna... sì che torna. E quando torna tutta tranquilla ti dice pure che sai, la luna, i falò, la risacca sulla spiaggia, e insomma l'ho data al bagnino che ho conosciuto due giorni prima. Dopo che tu per un anno e mezzo hai pregato per avere qualcosa in più di un bacio. Magari Battisti l'ha cantata meglio, eh sì, io non sono Mogol, sono solo uno che tra i suoi tanti amori ha avuto anche esperienze simili. E cosa ci vuoi fare? Mangiarti le mani? Approfittare che tanto la strada è aperta? Fare il signore e mandarla al diavolo? Di solito la strada che sceglievamo era quella, forse era l'educazione, forse erano quei tempi, forse non volevamo veramente crescere, vallo a sapere. Certo è che poi, con l'età certe cose le abbiamo fatte noi agli altri, quelli che restavano a casa ad aspettare. E non so neanche se ce ne siamo pentiti, ma in sincerità non direi proprio. Tutto serviva a crescere. Comunque tutto questo cappello di ricordi e commemorazioni era per parlare del tema dell'amore e per arrivare anche a quello che era il tema che mi interessava dire oggi, cioè gli amori qui dentro, nel virtuale genericamente ma in Chatta nello specifico, e siccome alcuni amici ed amiche - quando non soltanto dei semplici lettori - a volte si fanno domande e illazioni su mie presunte storie in Chatta direi che è ora di mettere qualche punto chiaro. Sto qui da più di dieci anni e di gente ne ho conosciuta e frequentata virtualmente moltissima, dal vero, dal vivo solo pochissimi uomini e donne, e tra queste solo con due di loro era nata una commistione di passioni ed intenti tra i nostri blog e le nostre idee, cosa che aveva portato a pensare che forse poteva - incontrandoci - accadere qualcosa di più di un ciao. Così non fu, per tanti motivi ma che ho sempre caricato su di me e mai sulle gentili amiche che mi accompagnarono in quelle avventure virtuali. Ultimamente, vuoi per via della mia assenza prolungata che mi ha regalato un deserto dei Tartari visto che un enorme gruppo di vecchi nick è scomparso o si è ritirato, vuoi per altri motivi non è - ma da tempo comunque - più accaduto che qualcuna fosse interessata a me, d'altro canto è notorio che sono brutto, storpio, tatuato e ho pure una bestiaccia mortifera (come da foto) quindi mi stupirei se qualche gentile amica di blog potesse ritenermi di suo interesse. Ne hanno così tanti altri, tra quelli che inviano listini fotografici delle loro salsicce neanche stessimo in una norcineria, e quelli che ancora sono ancorati al ruolo di trobadour romantici, ripeto come potrebbero mai essere interessate a me? Ed infatti, amici maschietti, mettetevi i cuori in pace e ficcatevi bene in mente che comunque, anche se qualcuna stesse sdilinquendosi in giulebbosi pensieri verso di me, ci sono due punti fermi che mi impedirebbero di allargarmi nei loro confronti. Primo, sono sposato da tempo immemorabile, secondo la mia religione non prevede l'adulterio nella maniera più assoluta quindi, se mai qualche lettore pensasse che le mie chiacchiere, i miei scambi di commenti, la mia affettività nei confronti di qualche simpatica amica blogger avessero motivi diversi dal semplice essere amici - magari anche volerci bene, perchè no, ci si vuole bene tra amici, anche se non ci si è mai incontrati nè mai ci si incontrerà, capita - farà bene ad evitare figure barbine ed equivocare, visto che non c'è proprio niente su cui fare gossip, almeno da questo versante. Se poi volete gossipparmi per altri motivi va bene, magari ci si fa due risate insieme. Quindi, specificato una volta per tutte, se mai ce ne fosse stato bisogno, questo punto in particolare statevene comodi davanti ai vostri pc e continuate ad amoreggiare con chi vi fa più piacere. Badando sempre che, dopo tutto quel gran parlare, non vi venga a dire "sì ma sai, l'altro giorno ero dal fornaio e insomma, aveva uno sfilatino che non ho resistito", insomma quel tipo di cose che non vorreste sentirvi dire e che vi fa rimpiangere di non aver seguito un corso da panettiere. Io, sto bene così anche se non ho nulla di quel che desidero e men che mai di quel che ogni uomo legittimamente dovrebbe aspettarsi. Ma tant'è, si sa, te la sei presa e mo' te la tieni, si diceva una volta e certi uomini sono abituati a fare buon viso a cattivo gioco. Che poi, se proprio mi va di giocare, ho sempre il mio gatto che non mi dà problemi. Buon divertimento, lo so che l'estate sta finendo e la stagione degli amori viene e va - come diceva Battiato - ma provateci ancora, provateci sempre, con dignità, con signorilità e se vi dice no non ve la prendete che di amori perduti ne abbiamo a milioni negli armadi dei ricordi, tutti noi, nessuno escluso.
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ALICE

06 settembre 2019 ore 09:31 segnala



Non eri uscita da uno specchio,
forse da un libro sì
o dai miei sogni.
Volevi un uomo
o il Gatto del Cheshire?
Tu
eterna bambina,
pozzo di immaginazione,
fonte della follia,
figlia mai nata
sempre presente,
nell'ombra, nella luce,
in ogni mio respiro.
Ci scambiavamo l'aria
e diventava nettare,
ambrosia la tua pelle,
lamenti e brividi e gemiti
pane nostro quotidiano
perduto ormai nel tempo.
Un lamento ed un ricordo
per te
per te soltanto
che hai preso la mia vita
tra le piccole dita
e ne hai fatto coriandoli.




.
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« immagine » Non eri uscita da uno specchio, forse da un libro sì o dai miei sogni. Volevi un uomo o il Gatto del Cheshire? Tu eterna bambina, pozzo di immaginazione, fonte della follia, figlia mai nata sempre presente, nell'ombra, nella luce, in ogni mio respiro. Ci scambiavamo l'aria e divent...
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06/09/2019 09:31:35
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LA VALANGA ED IL SERPENTE

02 settembre 2019 ore 11:40 segnala


"Dammi tutto!" , dice il nostro testimonial preferito, ovviamente riferendosi a barattoli di tonno, visto che Moon è di gusti semplici e non ha grandi problemi. Gli esseri umani invece di desideri ne hanno tanti, di fissazioni pure e finiscono per crearsi situazioni oggettivamente negative, soprattutto per propria colpa, che se ne rendano conto o meno. Anche se sospetto che il più delle volte se ne rendono conto parecchio ma ci provano lo stesso, chi sa, forse è una specie di istinto suicida latente. Ad ogni modo, iniziamo - voi, probabilmente, visto che con i miei turni non so cosa voglia dire la parola weekend - questa settimana con un paio di storielline: c'era una volta un contadinello che viveva in montagna, era molto solitario e non aveva amici o amiche con cui divertirsi, perciò aveva preso l'abitudine ad andare sul ciglio di un burrone a giocare con l'eco. Si sedeva lì e strillava a più non posso: prima strillò il suo nome, poi quello di altre persone inventate, poi annoiato iniziò a strillare storie sempre più articolate e complesse ma sempre inventate di sana pianta. E così passò l'estate, e le cicale finirono di frinire; passò lieve l'autunno, con le sue pioggerelle che lentamente scendevano nei torrenti montani; venne infine l'inverno, prima secco e freddo, poi nevoso ma sempre, sempre il contadinello se ne andava sul ciglio a strillare le sue storie sperando che l'eco un giorno o l'altro gli desse una risposta diversa dalle sue stesse parole. Così, strilla oggi e strilla domani, arrivò - come era ovvio che succedesse - il giorno in cui tutte le vibrazioni che aveva provocato con i suoi strilli si unirono insieme in una poderosa fenditura e il costone roccioso della montagna rovinò sul contadinello portandolo con sè nell'ultimo volo dal ciglio del burrone. Qualcuno, quando è ubriaco, racconta di averlo sentito continuare a strillare invano anche mentre cadeva... E veniamo ad un altra edificante storiellina, che in origine era una delle più gettonate barzellette da caserma ma che mantiene sempre una sua valenza morale. C'era una volta un esploratore che, insieme ad altri suoi colleghi più o meno addestrati, si era inoltrato nella giungla alla ricerca di sentieri e villaggi ancora mai trovati. Durante una cena intorno al fuoco gli avevano raccomandato una sola cosa, di prestare la massima attenzione al tremendo serpente Piro-Piro, interamente giallo e con righe nere circolari, voracissimo, rapidissimo e normalmente letale. Mentre l'esploratore mostrava tutti i segni della sua preoccupazione, gli anziani del gruppo gli dissero che c'era un unico sistema per affrontare il serpente, fissarlo con fermezza e cacciargli velocemente le dita negli occhi. Perplesso, l'uomo si distese sul suo sacco vicino al fuoco scrutando con timore i cespugli e cercò di dormire. Durante la notte tutti furono svegliati da urla e trambusto, scattarono in piedi e alla luce del falò trovarono l'uomo in terra, sanguinante e con i vestiti a brandelli. Subito gli chiesero cosa fosse successo, e lui:" Mi ero addormentato quando ho sentito un fruscìo, mi sono alzato e ho visto spuntare da un cespuglio il serpente Piro-Piro! Chiaramente ho fatto come mi avevate detto, mi sono lanciato in avanti a dita tese per cacciargli gli occhi... be', avete mai provato a ficcare due dita nel culo di una tigre? " Ecco qui, anche per oggi avete le vostre perle di saggezza su cui meditare, un esercizio di logica e di pensiero che sicuramente potrà farvi bene, ma se ormai siete stati decerebrati dalla visione di programmi televisivi , di quelli dove alla minima domanda si chiede subito l'aiutino, allora tanto vale che la morale ve la dica io: primo, piantatela di gridare cazzate, che prima o poi la valanga vi arriva in testa. Secondo, occhio a stuzzicare le tigri, possono essere molto più feroci di quanto si creda, e sanno starsene in attesa tra i cespugli anche a lungo...
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« immagine » "Dammi tutto!" , dice il nostro testimonial preferito, ovviamente riferendosi a barattoli di tonno, visto che Moon è di gusti semplici e non ha grandi problemi. Gli esseri umani invece di desideri ne hanno tanti, di fissazioni pure e finiscono per crearsi situazioni oggettivamente ne...
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02/09/2019 11:40:03
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FACILI ILLUSIONI

18 agosto 2019 ore 08:13 segnala


Bambini lo siamo stati tutti, anche Moon che fa da testimonial inconsapevole. E ognuno di noi chi sa cosa pensava, cosa credeva, quali sogni ha avuto. La maggior parte, sempre che abbiano avuto la possibilità di vivere in un ambiente familiare sereno, avrà costruito i suoi castelli in aria, probabilmente seguendo l'esempio dei genitori nel pensare alla vita che avrebbe dovuto percorrere. E poi, quando gli anni cominciano a srotolarsi in avanti, quando le rughe cominciano ad aggrappartisi addosso, ti ritrovi a fare i conti con la realtà, con l'infinita carogneria del prossimo, con la diffusa imbecillità, con quel che tocca, tanto per dire, inghiottire. Come diceva Dante? E tu vedrai sì quanto sa di sale lo pane altrui, ah, magnifica sintesi della dipendenza, laddove vanno a infrangersi i sogni di libertà, di autorealizzazione. E puntualmente, demoralizzati e delusi, ci si rivolge con lo sguardo alle illusioni, tante, che ce le vengono a fornire quotidianamente nel dichiarato intento di ridurci a larve decerebrate incapaci di costruire se stessi ma tendenti solo al famoso "aiutino". Pur vero è che questo è un retaggio di infantilismo, quando dipendevamo dai genitori i quali, probabilmente sempre pronti ad aiutarci, sorreggerci ed accontentarci invece di darci due sberle, una valigia di cartone, un mandolino e spedirci a lavorare in una miniera di carbone ci forgiarono, per troppo e malriposto amore, incapaci ed imbelli. Gli esempi pubblici e televisivi ci mostrano falangi di personaggi che nella vita ambiscono a lisciarsi le sopracciglia, oliarsi gli addominali e stare seduti su un trono di cartapesta. O a partecipare a quiz milionari, a fare figure che farebbero vergognare anche un pluriomicida col pelo sullo stomaco nella speranza di portarsi a casa, con quattro domandine ed un sorriso a denti sbiancati, fior di soldi. E gli psycozombie delle slot, delle videolotterie, dei grattaevinci, vaganti da un bar all'altro a comprare con soldi veri dei pezzi di carta disegnati dal valore meno di zero solo perchè "uno ha vinto centinaia di milioni". Sorretti anche da leggendari racconti secolari su favoleggiate invocazioni diaboliche, capaci di regalare vite lussuose in cambio di qualcosa che nemmeno crediamo che esista (ah, al diavolo ci credi e all'anima no?) e alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha pensato ad una cosa del genere. Tutti con le mani in tasca, vero? Tranquilli, ce le ho anche io, viva la sincerità. Ma di tutto questo illudersi, di tutto questo semplicistico, sfaticato e defatigante voler credere che qualcosa cambierà, che la botta di fortuna arriverà, che qualcuno ci darà - magari con una raccolta fondi su internet - e s'ha da ridere, visto che associazioni che fanno questo ce ne sono, salvo scoprire che alla fine decurtano pesantemente quel che vi viene donato per coprire le loro spese, e te lo dicono all'atto di darti la valuta...- cosa resta all'atto pratico? Un clamoroso, gigantesco nulla, quindi cosa vi aggrappate a fare, a quel salvagente immaginario, a quella tavola di legno, la nave è affondata se pure ha mai navigato, e i sogni, si sa, muoiono all'alba. Inutile stare a guardare chi ha di più, chi sta meglio, chi ha quel che vorreste. Lasciate perdere, sono solo costruzioni mentali, tutto quel che vi siete costruiti - la vostra vita, l'insieme dei ricordi, la fama, la casa, la famiglia, tutto insomma - è venuto perchè doveva venire e non sarebbe cambiato di un millimetro qualsiasi cosa vi foste ingegnati a fare. Quel che doveva essere è, ma al tempo stesso non invidiate nessuno. Il punto fermo, ineluttabile e basilare, resta lo stesso, e non cambia per nessuno. Alla fine, finiamo tutti.
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« immagine » Bambini lo siamo stati tutti, anche Moon che fa da testimonial inconsapevole. E ognuno di noi chi sa cosa pensava, cosa credeva, quali sogni ha avuto. La maggior parte, sempre che abbiano avuto la possibilità di vivere in un ambiente familiare sereno, avrà costruito i suoi castelli i...
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18/08/2019 08:13:12
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DA UN ALTRA TERRA

06 agosto 2019 ore 09:50 segnala


Basta. Me ne vado. Stavolta forse ci riesco davvero. Qui non è più possibile andare avanti, troppa fame, troppa disperazione, ogni volta che riesco a trovare un lavoro o sono cose per miserabili o sono cose abbiette. Ci avevo creduto, quando me ne parlavano, quando guardavamo i programmi televisivi nei bar, tutta quella roba, tutta quella vita. Sembrava così facile poterla vivere, averne anche io un pezzetto. Ogni volta che ti giravi intorno non sapevi se chi ti stava a fianco era una spia, o un altro disperato come te, o qualcuno pronto a venderti, e allora dai, tanto vale che mi venda, pensavo e così ho fatto, ho fatto di tutto, per davvero, e Dio mi perdoni se nella sua clemenza vorrà farlo, ma alla fine quello che ero riuscito a mettere da parte sarebbe bastato a far vivere una famiglia per un anno. O magari a comprarmici un appartamento piccolo, e certamente non in centro città, ma almeno... E invece no, che me lo sono voluto giocare sulla ruota di una fortuna che fortuna poi non era, non c'era nè il caso, nè la sorte a comandare il gioco. Era un gioco talmente vecchio che avremmo dovuto impararlo tutti ma sapete come vanno queste cose, più dentro di te sai che finirà male più ti finisci per voler illudere che a te non capiterà. Così, insieme a tanti altri, tutti in fila per salire su quella che a fatica si poteva definire un mezzo di trasporto ma in fondo, mica saranno migliaia i chilometri, mica ci sono le tempeste, e Dio ci aiuta, sì, ci aiuta sempre, anche quando non lo fa, avrà i suoi motivi, ti sta preparando qualcosa di meglio. Di meglio di quel gommone dove oltre a prendere i nostri soldi hanno stuprato le donne, hanno buttato a mare i vecchi e ci hanno frustato e minacciato con i coltelli (certo, credevate davvero che lo sfregio che ho in faccia fosse il frutto di una qualche rissa tra bande? chi pensate che io sia?) e poi, ma guarda, davvero la luce nella notte di una motovedetta? E ora? Ma era già previsto, nel buio ci seguiva un altro gommone e sul quale sono saliti quelli che ci dovevano portare, dopo aver bucato il gommone e vi saluto a tutti. E mentre i troppo piccoli affogavano, mentre madri e padri urlavano cercandoli nel buio, mentre tutti nuotavamo non sapendo se scappare indietro, se scappare avanti, se galleggiare sperando che ci prendessero o chi sa cosa altro, dalla motovedetta hanno cominciato a tirare su la gente. Io sono giovane, so nuotare bene, tanto valeva provarci, mi sono allontanato e quando la barca è ripartita ho visto la direzione delle luci e seguendo quelle e le stelle ho nuotato, e nuotato, e nuotato. Grazie a Dio il tempo era buono e il mare calmo e terra l'ho toccata. Poi è stata tutta una fuga, strade, vicoli, la fame dentro a roderti, la paura come compagna. Una città, un altra città, qui alla fine, dove altri come me mi hanno visto e compreso. Ho pregato insieme ai fratelli, abbiamo cercato lavoro insieme, nei campi, a raccogliere verdure e frutta, e poi finiva e si ricominciava, e c'era sempre qualcuno che ti veniva a dire, mettiti su quel marciapiede, spazza e chiedi soldi che la gente si impietosisce, ma io non volevo venire a chiedere l'elemosina, volevo vivere una vita con dignità, non per arricchirmi ma per fuggire da quel che c'era dall'altra parte. Che i vostri telegiornali non ve le dicono le cose. E non le vedrete mai con i vostri occhi e meno che mai le vivrete sulla vostra pelle, che non sopravvivreste neanche due giorni. Noi ci abbiamo fatto il callo da centinaia d'anni, ma scamparla non sembra mai possibile. Ci si prova. Ci ho provato anche io. E poi ti ritrovi a dormire su un cartone per terra alla stazione, con un sacco con i pochi vestiti che hai avuto da qualche gruppo di benefattori che gira per pulirsi le coscienze dando agli altri quello che trovano o che non vogliono loro. E da mangiare sempre di meno, e poi qualcuno che ti dà un cartone di vino che costa poco, ma noi non beviamo però... però come ti scaldi, come dimentichi per qualche ora la miseria eterna che ti ha inseguito sin dal tuo paese e dalla quale non riesci a fuggire? Così, dopo aver bevuto, la rabbia si fa strada e si diventa cattivi, verso sè stessi, che chi ha un animo si vergogna e invece di commiserarsi passa a prendersela con tutti. Le liti, l'invidia nel vedere chi passa e ha tanto più di te. Si diventa brutti dentro, e più vai avanti e peggio diventa. A commettere sbagli ci vuole un attimo, hai voglia a dire non volevo, non credevo, non pensavo che sarebbe finita così. Allora fai il barbone, chiedi i soldi alla gente, e magari nascondi pure la tua fede, che chissà, gli fa schifo a quelli che pregano - sì, forse, magari una volta alla settimana seppure - lo stesso Dio che preghi tu, e non una volta alla settimana come loro ma cinque volte al giorno, e pensano che sei lurido ma nessuno pensa che prima di pregare ti devi lavare e quindi ti lavi molto più di loro. Gli fai paura. Certo, se tra tanti ci sono i delinquenti ovvio che siamo tutti delinquenti. Ma io volevo solo starmene zitto, e buono, e lavorare senza dare fastidio a nessuno, e guadagnarmi il pane come dovrebbero poter fare tutti gli esseri umani del mondo. Perchè, non siamo tutti uguali? Se ci offendete non piangiamo come voi? Se ci ferite non sanguiniamo come voi? Che dici, è Shakespeare? Ma cosa credi, che dove vivevo pascolassi le pecore? Vivessi nelle grotte? Di cosa hai paura, che sia un terrorista o che sia un uomo come te, con la cultura che hai te, e la sfortuna che non hai te e che ti terrorizza pensare che potrebbe capitarti? Giri la faccia per non vederti in uno specchio? Fai pure. Io del vostro odio non ne posso più. Ho buone gambe, camminerò. Su qualche treno riuscirò a salire e alla costa riuscirò a tornare. Me ne vado, tranquilli, non mi vedrete ancora per molto. E se Dio vuole, e se il mare sarà mosso abbastanza, non mi vedrà più nessuno.
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« immagine » Basta. Me ne vado. Stavolta forse ci riesco davvero. Qui non è più possibile andare avanti, troppa fame, troppa disperazione, ogni volta che riesco a trovare un lavoro o sono cose per miserabili o sono cose abbiette. Ci avevo creduto, quando me ne parlavano, quando guardavamo i progr...
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LA MATERIA DEL TEMPO

01 agosto 2019 ore 09:56 segnala


Si può citare Einstein quanto si vuole, si può anche seguire i voli pindarici dei poeti o le elucubrazioni dei liberi pensatori. Ma si sa che ci sono cose, a questo mondo, che hanno confini talmente labili nel campo del ragionamento - che so, la fede religiosa, la luce e i suoi perchè, se i marziani ci siano o meno e se stiamo cercando rogna continuando a mandare messaggi verso le nebulose più nebulose, cose così insomma - che a volerne parlare si rischia di sbattere realmente il muso. Circa la luce mi rendo conto di aver già fatto, ed era il 2012 addirittura, un altro di quei post che ritengo ancora geniali, nel senso che - come per CANNIBALI INVOLONTARI - nascevano da una intuizione, vaga, sottile eppure rivelatoria, una di quelle cose su cui mai ci si sofferma tanto fanno parte della nostra vita. Era questo IL PESO DELLA LUCE e pure nella sua lievità resta una delle tante perle perdute del mio forziere. Quindi, come in quel bel post, in questo mi viene da tentare di comprendere come si possa materializzare il concetto stesso del Tempo: non è forse una definizione, una cosa che sappiamo esserci ma sulla quale non abbiamo, al contrario di persone e cose, alcuna possibilità di dominio? Indubbiamente, è la risposta che viene spontanea alle labbra, di che sostanza può mai essere composto? Che peso, che forma ha? Ce l'ha, invece, una forma, perchè no? Immaginatevi un gigantesco elastico, una fettuccia di gomma - puro caucciù sudamericano, mi raccomando, se facciamo le cose facciamole bene - che Qualcuno ha inchiodato, laggiù, verso l'infinito ed oltre, e l'altro capo tirato fino allo spasimo per chilometri (il tempo, lo spazio, l'energia...vedete che riusciamo a ficcarci dentro anche il vecchio Einstein) e messo ben stretto intorno alle paffute manine di quel roseo (o nero, o giallo o quel che è tanto siamo tutti esseri umani) pargoletto che si agita nella culla guardando in giro se trova una tetta da poppare (senza sapere che questo desiderio lo accompagnerà tutta la vita, finendo per farlo diventare un lubrico frequentatore di bacheche e di profili femminili fake). Oh il caro piccino, eccolo che agguanta il morbido elastico... e inizia a sfrecciare a più non posso in avanti. Caspita, se è felice! Voglio diventare grande così posso chiedere i regali a Babbo Natale! Voglio diventare grande così posso picchiare gli altri bambini che mi rubano la merenda! Voglio diventare grande così mi trovo la ragazza! Voglio diventare grande così guido la macchina! Voglio diventare grande così mi trovo un lavoro e non devo più chiedere soldi a mio padre che me lo fa pesare perchè non ha una lira! Voglio diventare grande così apro un mutuo, compro casa e mi sposo! Voglio diventare grande così posso viaggiare con mia moglie dove voglio! Voglio diventare grande così posso insegnare a mio figlio cosa è la vita! Voglio diventare grande così me ne vado in pensione e mi riposo! Voglio diventare che. Ormai non puoi diventare niente. Niente altro. La velocità del tempo non si scandisce in secondi, minuti, ore, giorni, anni ma in speranze, sogni, illusioni, disperazioni, perdite, felicità e tragedie. Quel Tempo che appariva così leggero, tanto da non passarti neanche per la testa, quel Tempo il cui peso non hai mai sentito fino a che Lui ha deciso di farsi sentire, quella cosa che credevi immateriale e che invece della sua materia componeva, plasmava, mutava tutta la tua esistenza, una ruga qua, una cicatrice là e le lacrime poi? Oh sì, che quelle le nascondiamo ma non mancano mai. Ecco, anche quelle, chi ha detto che siano gocce di soluzione salina? A volte sono singhiozzi soffocati in un cuscino, a volte sono gocce di sangue intorno alla lama di un rasoio, a volte sono righe di inchiostro che urliamo verso chi forse nemmeno sta a sentirci. E il Tempo le mescola alla sua chimica alchemica, quella che ci illudevamo potesse darci l'Homunculus degli stregoni e invece si preparava a darci l'Opera al Nero, la trasmutazione non del piombo in oro, non dell'uomo nel superuomo, tanto meno la "trovatura" per dirla in siciliano, il raggiungere un inaspettato tesoro. Ma quale tesoro. Eccolo, silenzioso, impalpabile eppure pesantissimo, svolgere, dipanare tutto il suo sudario e avvolgere questa interminabile teoria di momenti, abbassandoci la testa e lo spirito sempre un po' di più. Quale scherno mirabile, essere governati, comandati, spinti verso la fine da qualcosa che non c'è, che non possiamo toccare. Mi direte, eppure le lancette che girano le vedo, i granelli di sabbia nella clessidra scendono. Non è forse quello il Tempo? No; anche quelle sono nostre sovrastrutture immaginarie, sono altre illusioni, come se per ricevere un miracolo andassimo ad elargire una mazzetta ad una divinità, pensiamo che funzioni ma non è così. Possiamo fermare le lancette di un orologio - oh, reverendo Dodgson, so bene che pontificasti che anche un orologio fermo ha ragione due volte al giorno ma anche tu il Tempo non riuscisti a fermarlo. Non invecchiò, forse, la tua Alice? - ma questo non impedirà al Tempo di schiacciarci. Quindi il postulato diventa semplice, e incontrovertibile: anche se qualcosa non la riesci a vedere non è detto che non esista, e solo vedendola puoi sapere cosa stia facendo. Il paradosso del gatto di Schrödinger ? Sì, direi che ci siamo: e ora abbiamo visto come il Tempo si sia depositato, con tutte le sue conseguenze, sulle nostre vite, storpiandole, cambiandole, rigirandole secondo piani suoi personalissimi - se lo volessimo identificare come entità fornita di poteri di scelta e di pianificazione, ma siccome anche questa ci appare come una cosa totalmente improbabile, a livello direi del credere al Grande Spaghetto Cosmico Pastafariano, allora crogioliamoci nel pensare al Tempo come ad una delle altre sostanze di cui è composto tutto, o forse solo i sogni ( per citare IL FALCONE MALTESE ) - e ammettetelo, non ve lo sentite tutto sgocciolante addosso, non vi manca leggermente il respiro? Quell'ansia, quella fatica del vivere, non sono le rate insolute del mutuo, è il soffio del Tempo che vi sta mandando uno dei suoi baci. O forse siamo noi stessi il Tempo? E' forse nascosto nella nostra obsolescenza programmata il segreto della sua materialità? La sua tangibilità sono le nostre cellule che corrono, proliferano e si autodistruggono? Chi può dirlo, quando apri la diga di un ragionamento non solo un fiume maestoso può scaturire ma anche mille rivoli. Uno potrebbe essere questo, e forse è l'unico che ci lascia con meno amaro in bocca, perchè ci offre ancora il piacere del pensare di essere noi dominatori di noi stessi. Come per Dio, se un Dio non c'è allora posso fare tutto: e se il Tempo non esiste, ma è solo una convenzione, uno stato evolutivo del mio essere, e non posso ritornare giovane , come posso dimostrare la mia suprema volontà nel comandare questo mutamento? Qui viene la beffa, l'unica risposta è il suicidio.


(Tranquilli, Moon decisamente non è il Gatto di Schrödinger)
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