RINGRAZIAMENTI

22 giugno 2019 ore 17:09 segnala


Si ringrazia sentitamente lo "stupido server" per aver reso impossibile pubblicare un articolo di importanza e di portata tale che avrebbe meritato non di apparire qui, in mezzo ad un esercito di sfaccendati alle prese con le loro bacheche, ma di essere dato alle stampe e ad un editoria molto più lungimirante. Grazie ancora, continuate a foraggiarvi con le solite scempiaggini e lasciate la cultura negli scarichi del web. Suddividerlo in tre o quattro puntate avrebbe comportato la totale incomprensibilità dell'articolo, quindi inutile stare a perdere tempo.
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PROFUMI E SAPORI

17 giugno 2019 ore 10:18 segnala


Si può cercare di vivere in qualsiasi modo decidiamo, ponendo paletti e regole alle nostre esistenze per dargli un ordine, ordine inventato da altri ma al quale ci piace uniformarci, perché ci fa stare a nostro agio, probabilmente per via del fatto che collima in tutto o in parte con un qualche nostro personale retaggio. Ma c'è qualcosa al quale non possiamo sfuggire, e anche questo è inevitabilmente legato al nostro tessuto intimo, agli arzigogoli della mente, a vaghi ricordi o a potenti sensazioni che albergano nel nostro essere: ovviamente parlo dei profumi e dei sapori che ci smuovono, con i loro effluvi, verso scelte ponderate o meno e con risultati che a volte ci confortano. Profumi dunque, ognuno di noi, di voi lettori, ha le sue preferenze che non saranno del tutto ragionate ma istintive. Così come non posso dimenticare la caccia che diedi ad un sottile ricordo di infanzia, per anni ed anni, tentando di riandare con la mente a quegli anni così piccoli, analizzando quel profumo o forse era un sapore, vago, di cioccolato e noccioline che mi assillava scoprendo poi per puro caso come si fossero mescolati in modo anomalo i vari ricordi infantili. I sapori infatti provenivano da una associazione mentale, bambino piccolo andavo con mia madre per un viottolo di campagna che ci conduceva ad una sorta di dispensa dove compravamo qualcosa da mangiare, pane, uova, latte e c'erano delle piccole tavolette di cioccolato che mi comprava per premio, proprio quel sapore che mi scivolava tra lingua e palato mentre, grande ormai, tentavo di ricordare il vero profumo; ed ecco che tutto si risolse quando, abitando in una metropoli, mi trovai a camminare a fianco ad una gigantesca siepe di gelsomino, finendo inondato dai ricordi più cari e comprendendo che quello, e non altro, era il profumo che cercavo, grandi cespugli di gelsomino che lambivano il sentiero campestre nel quale passeggiavamo mano nella mano. Ecco cos'era. Gelsomino che ancora oggi mi vedi tuffare la faccia in ogni tuo cespuglio per tornare bambino, per sentire il cuore battere ancora. E sapori inusitati, che ho cercato di diffondere raccontandoli ogni volta che potevo, sperando che la loro memoria non andasse perduta, certo non come quel sapor di ipecacuana cantato dal Gozzano, bensì il gelato di vaniglia e limone favoleggiato da Ray Bradbury, nel quale incappai durante una delle mie letture, così magistralmente narrato, da far venire voglia di gustarlo subito e da lì la ricerca, nelle gelaterie, della mescola perfetta, prove su prove, mai neanche avvicinandomi a quella specie di ambrosia che il buon Ray intendeva propagare, fin che riuscii a trovare una gelateria dove facevano la crema con la vaniglia bourbon del Madagascar, piena, corposa, gialla di uova vere ma non con il gusto pesante dell'uovo bensì con quell'aroma esotico proprio della bacca di vaniglia, ed un sorbetto di limone siciliano che iniziai a miscelare trovando alla fine la corretta proporzione, tre parti di crema di vaniglia e una parte di limone, assolutamente non in cono ma in coppetta, e mescolata a lungo con il cucchiaino ed ecco il sapore favoloso, quello che ti può riportare a luoghi inaspettati della mente ed è - ci credereste? - esattamente come quello delle leggendarie caramelle Rossana. E l'amore? L'amore ha forse un sapore, un profumo? Quante donne hanno lasciato una traccia in questa vita e i loro profumi chi li ricorda più? Forse uno, forse due, forse Fidji di Laroche che copriva la pelle della ragazza con cui passai tutta la giovinezza, allora addirittura in pasta, in una minuscola confezione dorata a forma di rana, quanta bizzarria, o forse quel che combinasti tu, tu che mi leggi, che mi hai sempre letto e non lo hai mai ammesso, ma che lo so bene, era l'unico modo che avevi per conoscere tutto di me: sapevi bene come muoverti nella mia mente, eterna bambina, figlia, sorella, tutto quel che volevi essere per me, tu che hai attraversato più di quarant'anni della mia vita, tornando, e tornando, e tornando ancora ogni volta che uno spiraglio si apriva nella mia corazza. Tu, che ogni mio gusto - e veramente intendo tutti - sapevi e manovravi ed io mi lasciavo fluire nelle vene quel tuo diabolico essere, quella mia oscura controparte pronta ad apparire esattamente come desideravo... mai trovato donna come te, di un abilità sopraffina, rapida ad apparirmi e fulminea a scomparire. Che profumo avevi tu? Il profumo che volevo io, non il tuo, non quel che mettevi per gli altri, ma puntualmente quello che sapevi mi avrebbe fatto capitolare, quella vaniglia inebriante che mi faceva perdere il controllo, subito, senza se e senza ma, non potevo non essere tuo. Dove sei, adesso, con chi sei adesso? Staremo ancora una volta insieme, prima di scomparire nel nulla? E che sapore , che profumo lasceremo dietro di noi, la mia pelle che sa di zafferano, il mio profumo di lavanda classico ed inevitabilmente signorile? La tua scia di vaniglia irresistibile? Siamo ricordi che si assommano ad altri ricordi, siamo fogli bianchi sui quali una mano ignota scrive partiture fatte da odorosi contrappunti. Nulla più.
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L'ODIO

14 giugno 2019 ore 09:40 segnala


Il protagonista di questo post non è ovviamente il povero Moon, dal cui sguardo sembrerebbe pure trapelare un istinto omicida pronto a scatenare l'inferno se entro qualche minuto non gli riempio la ciotola di tonno, ma siccome mi fa da testimonial ci sta bene con l'argomento. Che, è bene chiarirlo, non è dei più leggeri e deriva da una notizia sentita l'altro giorno alla radio: è stato condotto uno studio tramite una lunga ricerca sui social, principalmente Twitter, attento a tutti i messaggi che portavano discriminazioni, minacce, insulti, in poche parole, appunto, l'odio. Ricerca durata parecchio e su un campione vastissimo trasversale a tutti i livelli, di età, culturale, regionale e tenendo conto anche del fatto che Twitter permette la tracciabilità dei messaggi, che sono quindi stati tutti registrati e tenuti come prove. La percentuale più larga di soggetti sui quali si riversa l'odio italico porta alla luce una problematica di cui andrò a parlare tra poco, dopo aver detto che il 57% del totale che si vuole colpire sono musulmani, ebrei e migranti in generale. Poi, ma a distanza prima le donne e poi gli omosessuali. Frange limitate di odiatori si lanciano invece contro partiti politici, ideologie varie e squadre calcistiche. Dunque, considerato quello che vediamo quando esplode la rabbia in cortei antagonisti di qualsiasi colore ci sarebbe stato da aspettarsi che la furia italiana fosse contro governanti e politici ingrassati dal nostro sangue, sudore e lacrimanti buste paga. O nel vedere migliaia di tifosi promettersi di accoltellarsi sugli spalti e farlo poi per davvero quando si incontrano una volta usciti dagli stadi saremmo stati portati a credere i tifosi essere la parte più esagitata di questa onda lunga malintenzionata. Invece no, sembra essere la maggioranza silenziosa la prima radice dalla quale sorge la mala pianta eppure, anche questo non è del tutto vero, infatti la ricerca condotta riporta anche un altro dato interessante, i messaggi che foraggiano il malcontento e cavalcano l'imbecillità generale scatenando l'odio sono riconducibili ad una percentuale che va sempre più restringendosi numericamente ma che aumenta sempre più il numero dei suoi messaggi ed interventi. Come se - per assurdo - esistesse da qualche parte,e questo farebbe sorridere la buonanima di H.P.Lovecraft che li aveva sempre preconizzati nei suoi racconti , una cerchia ristretta di Antichi Dei provenienti da galassie estranee dediti al male. Fino a giungere alla Mente Suprema, bavosa e strisciante, dalla quale nere ondate di fiele scivolano a corrompere ogni cosa. A ragionarci sopra sembra dunque che tutte queste campagne di odio verso qualcuno abbiano dei rubinetti dai quali fuoriescono, e constatando la percentuale impressionante di etnie e fedi religiose che le subiscono, e quanto limitato sia invece il malcontento verso la classe politica, potremmo anche farci venire qualche dubbio sulle sorgenti dalle quali tutto parte. La cosa che va presa in esame, e che invece ritengo importante, è questa: al di là di quei soggetti che esteriorizzano la loro provenienza o appartenenza ad un ben riconducibile gruppo, come per dire ebrei con barbe a ricciolo, cernecchi e cappellone in testa, o musulmani in camicione bianco, kippà in testa e barba, o altre etnie facilmente riconoscibili per atteggiamenti o modi particolari, la maggior parte di tutte queste persone, bersagli designati, NON è riconoscibile. Sono normalissimi esseri umani, come me e come voi, vanno al lavoro, prendono l'autobus, mettono i jeans e una camicia, magari hanno la barba ma è oramai così sdoganata e alla moda che almeno il sessanta per cento dei maschi se l'è lasciata crescere. Mettono profumi come noi, leggono giornali come noi. E siccome i tempi di Adolf Hitler sono finiti da cent'anni anche se qualcuno pretende che esista ancora lui e tutti i suoi, semplicemente perchè fa un gran comodo distrarre l'attenzione da ben altre cose, i suoi tempi dicevo sono ampiamente finiti e nessuno gira con il pigiama a righe o la stella di Davide appesa al bavero, nè gli omosessuali vanno in giro col triangolo rosa - magari con l'arcobaleno sì ma triangoli rosa li ho visti solo nei cinegiornali d'epoca. Dunque, voi che odiate, che sputate livore contro queste normalissime persone, che ne sapete di chi avete a fianco? E' forse solo per questo che approfittate del web, lanciate il sasso, nascondete la faccia e vi godete le onde che si allargano. Perchè per strada, magari, con qualcuno di loro ci avete parlato, magari ci avete mangiato insieme (non del maiale, ovviamente), ci lavorate pure e forse è qualcuno dei vostri amici. Che se ne sta zitto e per vivere in pace ingoia rospi enormi mentre sarebbe così tentato di sputarvi in faccia. Forse va in giro a fare danni? No. Ha mai cercato di tagliarvi la testa? No. Forse vi ha cercato di convertire? Ah no, certo, quelli sono i Testimoni di Geova ma quelli li si piglia solo per i fondelli nelle barzellette, come alle forze dell'ordine, non sono oggetti di campagne d'odio. E poi le altre categorie, ovviamente queste sono più riconoscibili, le donne che diamine, ovviamente va fatta di tutta l'erba un fascio, beninteso tranne madri, sorelle, forse mogli, siamo pur sempre in Italia. E gli omosessuali, e qui l'immaginario collettivo degli odiatori pensa a soggetti che ballano nudi per strada truccati e con oggetti bizzarri infilati in posti ancor più bizzarri, senza pensare che ce ne sono invece moltissimi altri che sono normalissimi al vedersi, che so, il postino? Quello che ti porta la pizza? Il prete che ti confessa la domenica? Il tuo capoufficio? Dunque, con quale faccia, al di là della dimostrata totale perdita di umanità, con quale faccia si va spargendo odio, che comprenderei se fosse rivolto verso criminali e delinquenti, spacciatori, rapitori, stupratori, di ogni età, nazione. religione. Certo, sarebbe pienamente comprensibile e anche giustificabile ma non andrebbe combattuto con messaggini, tweets, posts e altre cose inutili, ma con un ferreo uso delle forze dell'ordine. Però fa più fico scrivere sui muri A.C.A.B. piuttosto che "mafiosi fottetevi" o "spacciatori vi ammazziamo". Come vedete, tutto non quadra, tutto non torna e l'unico risultato innegabile è che oramai questo popolo è un immenso burattino manovrato da un nugolo di squallidi soggetti che crea campagne a tavolino; e mi ricorda tanto l'epoca delle bombe, dove pattuglie di idealisti devastavano il paese senza rendersi conto di essere manovrate da infiltrati di frange di certi servizi... Quindi, prima di odiare, pensate a chi avete vicino, a come vive, a come si comporta, e pensate "e se anche lui/lei fosse...?" Con che coraggio, davanti, gli esternereste tutto il vostro odio per qualcuno? E chiudo dicendo che, a questo punto, non è il caso che le paranoie, le depressioni, le amarezze che la vita vi ha regalato le andiate a sfogare contro chi pensate che, pur riconoscibile a prima vista, non possa farvi nulla, come i gatti e i cani. Quelli, azzannano, mica stanno a pensarci su troppo...
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« immagine » Il protagonista di questo post non è ovviamente il povero Moon, dal cui sguardo sembrerebbe pure trapelare un istinto omicida pronto a scatenare l'inferno se entro qualche minuto non gli riempio la ciotola di tonno, ma siccome mi fa da testimonial ci sta bene con l'argomento. Che, è ...
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FEMMINICIDI

11 giugno 2019 ore 10:18 segnala


Si è parlato talmente tante volte di questo argomento che mi illudevo si fosse se non giunti ad una sua drastica limitazione, quanto meno ad un risveglio generalizzato delle coscienze che avrebbe portato alla fine di barbarie del genere. Mi rendo conto però che è evidente che una cosa simile è talmente radicata nell'animo umano da sembrare inestirpabile. Ed è uno stillicidio quotidiano, non se ne vede la fine. Diciamo subito che si dovrebbe parlare di assassinio, perchè anche dire omicidio sa di uccisione del maschio e, benchè accada e ultimamente anche diverse volte, pure non sarà mai alla pari con il numero di donne che vengono soppresse. Allora mettiamola sotto un altro punto di vista - visto che stavolta non faccio l'avvocato del diavolo ma cerco di esaminare la cosa dal punto di vista dell'uomo - magari l'uomo perde il lume della ragione mentre la donna invece non uccide brutalmente ma sa benissimo essere capace di ammazzarti dentro goccia a goccia, giorno per giorno fino a sfinirti e provocare reazioni esagerate. L'uomo, essendo quasi sempre più pratico, più materialista, finisce per considerare una relazione non come la costruzione di un cammino insieme fatto di liti-affetto-condivisione-comprensione-soluzione dei problemi, ma come una "cosa", un bene personale, alla stregua del "mi stanno rubando la macchina e io sparo". Ovvio che scoprire un tradimento lo porterà a ragionare allo stesso modo, e quasi mai andrà a ricercare le cause. Perchè la donna lo ha tradito? Perchè ha costruito una storia con un altro e improvvisamente ti si presenta e ti dice "ti lascio"? Motivi ce ne possono essere mille, spesso è colpa dell'insensibilità del maschio, di un calo della tensione emotiva ed erotica nella coppia, dovuta a stanchezze, stress, delusioni delle aspettative; e ci si allontana. Una coppia intelligente correrebbe ai ripari , parlerebbe PRIMA di combinare i casini, tenterebbe opzioni, possibilità, magari anche solo per dimostrare serietà e coerenza e mettendo prima di tutto la salute mentale dei figli. Figli che invece diventano merce di scambio o di ricatto, quando non addirittura vittime casuali ed innocenti di chi per vendicarsi invece di sparare al coniuge gli ammazza la prole. Che, per assurdo, potrebbe forse essere comprensibile solo se avesse scoperto che i figli non sono suoi, visto che si presume che chi mette al mondo - e chi ha partecipato col suo seme - dei figli dovrebbe sottostare ad un istinto paterno/materno così forte da tendere naturalmente anche all'estremo sacrificio per proteggerli. Quindi ne deriva che c'è, dietro a questi fatti di cronaca, tutto un rovinìo psicologico dei valori fondanti della società, il vedere l'altro/a come un oggetto di proprietà, il non avere nessuno stimolo protettivo, non sapere più cosa siano i valori etici e morali. Poi magari vedi migliaia di persone andare a battersi il petto davanti ai confessori e pentirsi, e dopo che hanno fatto l'atto di presenza sono di nuovo pronti a trasformarsi in bestie. Casi recenti ci hanno mostrato uomini accanirsi contro le compagne per liberarsene volendo andare con altre donne - e torniamo al punto che una coppia seria non dovrebbe neanche prendere in considerazione una cosa simile ma dovrebbe risolverlo tra le sue quattro mura - o uomini che uccidono per pura gelosia all'atto di separarsi e ritorniamo al movimento dell'animo talmente ancestrale da non poterlo estirpare. Se non con una maturità, una potente presa di coscienza del proprio e dell'altrui valore (qui mi viene da pensare al mio post sul dolore insito nell'atto di uccidere, che se lo si sentisse empaticamente non si riuscirebbe nemmeno a pensare di poterlo commettere) e di quanto sia folle rubare la vita. Perchè se rubi dei soldi a qualcuno, quel qualcuno potrà magari riguadagnarli ma se gli rubi la vita non la riavrà mai più, con buona pace dei resurrezionisti. Come poter evitare di trovarsi davanti al drammatico epilogo di una situazione tesa all'inverosimile? Pensarci prima? Scegliere un compagno adeguato, che dia delle sicurezze, certezze? Impossibile, chiunque, dal più mite agnello al più ricco menefreghista, potrà sempre cascare nella diabolica trappola della perdita del controllo. Ognuno ha i suoi limiti, quei reticolati che sotto una spinta troppo forte finiscono per spezzarsi. Perciò dubito che possano esistere regole non scritte da seguire, che assicurino una vita in comune scevra da problemi talmente gravi da condurre ad un assassinio. Vero anche che certa gente, vittime nate, gli assassini se li vanno a cercare, sono le donne con l'istinto della crocerossina "oh sì, è un delinquente ma lo amo tanto e lo salverò da questa vita" e si ritrovano con un coltello nella schiena. O le troppo ingenue che vogliono credere a qualsiasi panzana l'uomo gli racconti, magari sospettando ma occhio non vede e cuore non duole, e così lasciano che il rapporto si corrompa fino a che lui non decide di andarsene e se lei non è d'accordo su tutto se ne libera. E naturalmente quelle che citavo all'inizio, quelle che come la ruggine hanno dentro di loro l'innato istinto a massacrare l'uomo con cui stanno, tarpandogli le ali, modificandolo, pretendendo, annullandone lo spirito, e poi dopo averlo ridotto ad uno zerbino scappano con il primo bruto manesco che gli capita tra le gambe, e queste sono quelle mine vaganti fatte di metallo che la calamita del maschio vendicativo se la cercano ogni giorno della loro vita. Quindi, dopo aver visto così tanti aspetti, e non essendo uno psicologo mille altri non ne ho presi in esame anche se ce ne sarebbero e se ne può discutere all'infinito, cosa dire oltre al dispiacere nel vedere cose simili accadere di continuo? Come porvi rimedio? Consigliare alle donne di non baciare - o accoppiarsi - con un rospo come quello della foto, perchè non sarà mai un principe ma solo un animale bavoso e repellente? Consigliarle di portarsi in borsetta se non lo spray antiaggressione almeno una ben più classica lama libera da barbiere? O parlare, parlare, parlare all'infinito con chi si è scelto per capirlo, per risolvere e se del caso, una volta capito l'aria che tira, fuggire il più lontano possibile ma non dopo mesi di litigi e quando oramai lui aspetta sotto casa con la pistola, ma subito, quando appare chiaro l'inevitabile, cercando rifugio da parenti o amiche, e andando a parlare anche con le forze dell'ordine? Prevenire, non potendo curare, a volte aiuta a sopravvivere. Ognuno ha la sua opinione in merito e dicendole, confrontandoci, magari non troveremo una soluzione miracolosa ma almeno potremo dare qualche consiglio o un sostegno. Agite, usando il cervello, e sempre per tempo.
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RIEMPIRE IL BUCO

07 giugno 2019 ore 09:53 segnala


Titolo che potrebbe risultare alquanto fuorviante, ma siccome trattasi di un post stringato (come non sono mai i mocassini) e rapidissimo, visto che Moon sta rotolandosi sul tappeto in preda alla disperazione perchè ancora non siamo andati a dormire, quindi comprenderete che certi impegni orari vanno rispettati, insomma dicevo riempire un buco. Oh, per carità, non cominciate a mandare segnalazioni allo staff che prima di tutto tanto non vi si fila per niente, poi le mie sciocchezzuole non sono certamente al livello di qualche celebrato pornografo di Chatta che in ogni suo post sbrodola oscenità e descrizioni di rara e finissima volgarità, quindi tornando a raffica direi che no, è inutile che vi aggiriate nel post cercando modalità tantriche dell'accoppiamento con enumerazioni e specifiche delle cose da fare. Non sono uso a certi buchi, ahimè, avendo passato l'età dello spasso e raggiunto l'età dello scasso. Sempre sperando che nessuno venga a scassare, nè i cosiddetti, nè il portone blondato, nè le grate in acciaio che circondano il mio alveo. Anche perchè oltre a me e al gatto non troverebbero granchè di valore, quindi che vadano a fare scassi in altri buchi. Oh giusto, allora vi sembra chiaro che il titolo si riferisse al buon Moon che dalla foto sembra voler riempire il buco dello scarico del bidet, (già, perchè lui al contrario di certi francesi, sa cosa è e come si usa, anche se essendo privo di pollici opponibili non riesce ad aprire i rubinetti e tanto meno ad adoperare la mia carta di credito altrimenti Amazon mi avrebbe già consegnato quintali di tonno) ed invece sono nuovamente spiacente di dover spiegare che no, il titolo non c'entra nulla anche con Moon che però siccome è il mio gatto ed è comunque un bel gatto, ci sta bene come il prezzemolo in qualsiasi post risultando tra l'altro anche molto utile, visto che sembra fungere da repellente verso tutti quei lettori e scrittori che non amano le bestiole per vari motivi. Curiosamente infatti, anche i più accaniti frequentatori del blog da quando compare lui scompaiono loro. Figurarsi se avessi messo foto di Salvini si sarebbe creato il vuoto cosmico. Meglio Moon, che tra l'altro fa meno danni e promette meno balle. Dunque, siccome bontà vostra fino a qui ci siete arrivati, come non ricompensarvi svelandovi l'ennesimo mistero celato nelle profezie date ai pastorelli, la soluzione all'enigma lasciato dai marziani dopo aver costruito le piramidi, il cartiglio disvelato che in sè racchiude illuminazioni massoniche del più alto grado, insomma cosa vuol dire il titolo del post. Ma veramente non vi era venuto il dubbio che significasse che volevo riempire il buco di questa mattina nella pagina dei blog, visto che non ci sta scrivendo nessuno? Ecco qui, buco tappato, post pubblicato...

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« immagine » Titolo che potrebbe risultare alquanto fuorviante, ma siccome trattasi di un post stringato (come non sono mai i mocassini) e rapidissimo, visto che Moon sta rotolandosi sul tappeto in preda alla disperazione perchè ancora non siamo andati a dormire, quindi comprenderete che certi im...
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EID AL-FITR

06 giugno 2019 ore 10:30 segnala


La festa dell'Ei al-Fitr è la seconda festa più importante nel mondo islamico, definendo in tal modo l'intera Ummah ovvero la comunità dei fedeli musulmani, e giunge alla fine del Ramadan, il mese durante il quale viene seguito un assoluto digiuno (ovviamente non per trenta giorni come qualcuno ancora sembra credere ma dall'alba al tramonto) dal bere, mangiare, fumare, compiere atti sessuali e anche solo commettere tutte quelle azioni considerate illecite nell'Islam come sparlare, cedere alla rabbia, persino gettare immondizia in terra. Il mese di Ramadan è quello in cui si prega non soltanto le cinque preghiere quotidiane ma anche altre, allo scopo di pentirsi per ogni peccato commesso ed ottenere - se Dio vuole - la liberazione dal peso delle colpe. Va infatti ricordato, ai tanti che non hanno la più pallida idea - tranne le scempiaggini razziste che forniscono i politici - di come funzioni la religione islamica, che non esiste la figura di un uomo che faccia da tramite con Dio, niente preti, clero e cose del genere ma unicamente il fedele che quotidianamente, in ogni ora della sua vita, è a contatto con la presenza divina e ai suoi dettami uniforma tutto il suo comportamento. Gli imam sono dei grandi studiosi dell'Islam che hanno il ruolo di insegnanti e tengono il sermone durante la preghiera in moschea, ma non esiste il concetto di confessore. Quindi il grande sacrificio che il fedele fa durante il Ramadan ha lo scopo di mostrare la propria sottomissione a Dio, d'altro canto anche nell'ebraismo e nel cristianesimo il digiuno è prescritto, benchè nel cattolicesimo sia andato perduto, diluito in quello che era il mangiare di magro al venerdì e fare dei digiuni durante determinate giornate di festa. Finito quindi il mese di Ramadan il mondo islamico celebra l'Eid al-Fitr con alcuni giorni di vera festa da svolgersi nell'intimità della famiglia o nelle moschee con gli altri fedeli, si mangiano cibi e dolci tradizionali, ci si scambia regali, ci si augura che Allah abbia positivamente accettato gli sforzi, le preghiere e le buone intenzioni. Uno dei cinque pilastri dell'Islam, ovvero le regole su cui si dipana e si basa la religione musulmana, è l'elemosina, che può essere data durante tutto l'anno, nella misura in cui uno può e si sente, senza mai esagerare e assolutamente senza ostentazioni. Durante il tempo dell'Eid al-Fitr questa forma di aiuto per i fratelli in difficoltà riceve un forte nuovo impulso, la Zakat - si chiama così - viene calcolata sulla ricchezza posseduta e comunque solo oltre un minimo che uno possiede, per non gravare su chi non può, d'altronde siccome non parliamo di un prelievo forzato come quello che lo Stato ci impone ficcando le mani dentro le nostre buste paga, l'elemosina nell'Islam resta un problema di coscienza personale ed ognuno è invitato comunque a farla. Oltre alla donazione in soldi esiste anche un altro modo di fare l'elemosina, che è quello di portare ad un povero o ad una famiglia bisognosa, un certo quantitativo di beni alimentari, solitamente quantificati sia in misura che in qualità secondo regole prestabilite ma comunque portare quello che si può va bene, alla fine è Allah che giudica l'atto che il fedele compie. Oltre all'elemosina (in soldi o in cibo) è bene anche ricordare che l'aiuto - in termini di supporto morale o in qualsiasi altro modo che possa lenire le sofferenze dell'altro - quando è dato col cuore ha tutto un peso diverso dal semplice automatico ricordarsi di fare un versamento annuale. Nella immagine che correda questo articolo mi vedete in compagnia di Turè, un fratello invalido e sfortunato che vive la sua vita per strada alla mercè dei passanti, lo conosco da molto tempo e quando riesco a trovarlo è sempre un piacere parlare insieme. Con questa immagine di noi due seduti in terra vicino ad un portone come suo solito , mentre festeggiamo l'Eid al-Fitr , desidero testimoniare quanta gente bisognosa ci sia in giro, quanto male hanno subito e quanto gliene viene fatto con l'indifferenza e la repulsione, e quanto possiamo alleviare se pure momentaneamente le loro pene dedicandogli quel che possiamo, fosse anche poco, ma facendolo con il cuore. Ne viene bene a loro e a noi.
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PER INTERPOSTA PERSONA

05 giugno 2019 ore 09:25 segnala


Ci sono, tra le mille notizie dalle quali siamo bombardati ogni giorno, quelle che inevitabilmente portano a discussioni, confronti, dichiarazioni personali, finanche liti e spesso accese. Ma è fisiologico che sia così data la natura umana che ci rende tutti uguali ma diversi, e quindi mi rendo conto che il post di oggi potrà vedere qualcuno d'accordo e molti altri in disaccordo. Non importa, prima di tutto perché va da sé che qui io scriva le mie riflessioni e poi perché il dialogo resta sempre il miglior cemento per costruire, se poi si facciano dei muri o delle scuole questa è un altra faccenda. Il punto in questione di oggi è la decisione di una minorenne di richiedere e ricorrere all'eutanasia, a seguito di una vita psicologicamente segnata da uno stupro e altre nefandezze del genere in ancor più giovane età. Decisione che non potendo essere attuata nel suo paese l'ha vista rivolgersi ad una clinica straniera dove il governo ammette cose del genere, con il beneplacito addirittura della famiglia. E fin qui la notizia, scarna e cruda quanto si vuole. Ora, considerato che nella mia religione - che si basa unicamente sulla parola e quindi gli ordinamenti direttamente lasciati da Dio - è assolutamente vietato fare del male a sé stessi (quindi uccidersi, in qualsiasi modo) ed è anche vietato espressamente uccidere altri (così come nei dieci comandamenti) tranne che per propria difesa o se si è in guerra (come anche indicato nella Bibbia) è implicito che accettiamo l'idea basilare che da Dio veniamo e a Lui torniamo ed a Lui dovremo rendere conto, visto che non siamo né i creatori di noi stessi né i padroni di noi stessi. Siamo in debito per la carne e per come gestiamo la nostra vita, rendendocene responsabili. Ma essere responsabili di quel che facciamo al nostro corpo non può implicare anche il darci la morte altrimenti cozzerebbe con quanto ordinatoci. E qui finiamo su un altro lato della questione, ammettendo - se si ha una visione atea di come vivere - che si decida di farla finita, empaticamente mettendomi in quei panni (per puro ragionare) posso ancora arrivare a concepire che l'eutanasia venga richiesta da chi è stremato da un male incurabile le cui sofferenze lo stanno lentamente privando di ogni dignità umana (ma anche in tal caso sarei obbligato a ricordare la lunga agonia di mio padre alleviata solo dai farmaci forniti da medici incapaci di trovare altre soluzioni, e che mai chiese di porre fine al dolore facendosi uccidere) e che è impossibilitato, sia perché in coma o perché inabile ai movimenti, a chiudere la questione in altro modo. Solo ed unicamente in un caso del genere potrei arrivare a prendere in considerazione questo atto di pietà - se vogliamo definirlo così, e sempre ripeto in un ottica areligiosa - ma nel caso in questione, che ci ha fornito lo spunto per discutere qui di questa spinosa questione, non riesco assolutamente ad ammetterlo. Ed è facilmente spiegabile, se una persona, come talmente tante malauguratamente capita che ce ne siano al mondo, non è più in grado di reggere alle ondate brutali che la vita gli ha sbattuto contro prende il coraggio che gli è rimasto e si uccide d'impeto impiccandosi, concedendosi un ultimo momento di riflessione tagliandosi le vene in una vasca o preferendo la fuga onirica imbottendosi di narcotici. O in mille altri modi. Dato che in fondo un atto del genere rientra in uno scenario da ultima sfida al destino, nel riappropriarsi di quella libertà che era stata negata, per quanto sbagliato sia, per quanto condannabile sia. Ma persone simili o provano un odio profondo verso chi li ha creati e quindi compiono questo atto anche in dispregio a Lui o considerano la vita solo come un mero accadimento fisiologico che non ha un senso di inizio né una speranza per il futuro quindi le danno un valore del tutto limitato. Ad ogni modo, chi non è impedito da malattie invalidanti, da paralisi, da coma o altro - come nei molti casi a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi e che puntualmente hanno diviso l'opinione pubblica - ma è una persona talmente capace di intendere e volere da arrivare a non trarre alcun beneficio da cure psichiatriche eppure da formulare ricerche per cliniche appropriate, fare richieste in merito, combattere anche contro tribunali fino ad arrivare dove vogliono, in questo caso tutto va a nascondersi sotto il manto pesante e deprimente della vigliaccheria, il delegare alla interposta persona di cui il titolo del post la decisione di uccidere. Come milioni di peccatori che ad ogni funzione religiosa vanno a lavarsi la coscienza da un sacerdote - del quale non sanno se ha messo incinta qualcuna, se è un pedofilo, se ha frequentazioni omosessuali (scelte personali ma che comunque invalidano i sacramenti, se ci si vuole attenere alle norme religiose) - che dopo aver ascoltato benedice e manda a casa come nuovi. Si delega ad un medico la propria morte, invece di farla finita da soli, come se questo potesse scaricare la colpa su qualcun altro, come se non si fosse più responsabili di niente, un comportamento che non trova alcuna giustificazione, almeno da parte mia. E non entro minimamente nella mente o nel cuore di un medico delegato a questo genere di cose, troppo grande è il vuoto che vedo dentro questa gente, Facessero pure, loro con il loro operato, chi gli si dà come un animale da portare consenziente al macello e chi li ammette e supporta. Ma soprattutto preghino, se ancora sanno cosa vuol dire, che nessuno dall'altra parte gli chieda conto di quel che fanno.
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05/06/2019 09:25:47
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BACIAMI, STUPIDO !

03 giugno 2019 ore 09:42 segnala


La foto in origine, cioè la boccuccia di rose che vedete non è mia, è la copertina del menù di un noto bar della capitale, che trovai un giorno appoggiato sul tavolino dove prendevo il cappuccino e siccome c'era questa incredibile micro lumachina che ci passeggiava sopra, feci la foto e amen, e insomma volevo mettere come al solito il mio gatto ma mi pareva più appropriata per dire che ho trovato una semplice soluzione per svicolare da questi ossessionanti imbecilli del kiss che tormentano mandandoli a raffica. Cosa noiosissima iniziata qualche giorno fa, e che inizialmente avevo ritenuto da addebitare a qualcuno dei miei soliti detrattori, imbecilli funesti e reiteranti, anche perchè era implicito tutto il lavoro che dovevano fare nel creare un nick, ma arrivando a riceverne anche più di quaranta, in un ora che stavo on line, mi era sembrata una cosa abbastanza folle. Ora, che cosa si fa in questi casi? Si bloccano tutti per costringerli a crearne di nuovi. E poi si scrive a moderatori, admin, insomma tutta quella gente così attenta e cortese che neanche ti risponde. E qui viene il dubbio, perchè non ti risponde? Perchè non può fare nulla? Non può risalire a chi siano? O magari si tratta di un problema tecnico, un bot che spara a raffica e non vogliono ammettere la cosa? O peggio, non è che la cosa è stata messa in funzione proprio per movimentare un panorama stagnante? Poi, girando nelle bacheche, mi sono accorto di quanti scrivevano dicendone di tutti i colori contro questi kissatori seriali e allora mi sono messo il cuore in pace. Nemmeno un bot fake mi manda bacetti, come avrei dovuto immaginare da subito, li manda a tutti, a qualsiasi profilo che appaia on line. Ed eccoci dunque alla soluzione del problema, guardate un po', son due ore che sto qui dentro a scrivere ad amici, bacheche e blog - e qualcuno che di commenti o non ne riceve o ne riceve pochini potrebbe anche avere la gentilezza di dare segni di vita - e nemmeno un kiss. Perchè? Semplice, perchè mi sono messo in invisibile ed automaticamente il sistema baciatorio non mi trova. Capisco anche che ho messo poco profumo stamattina quindi non è facile fiutarmi , eheheh, ma è così che va. Non volete i kiss fake? Scrivete in modalità invisibile e non perdete più tempo a lamentarvi o a chiedere aiuto a chi non ci pensa neanche lontanamente a dare adito alle vostre istanze. Saluti (e baci) come si usa dire.
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I BEI SALOTTI

31 maggio 2019 ore 10:13 segnala


Chiariamo subito che non siamo qui per fare pubblicità a Mondo Convenienza (fonte d'altronde economica e garantita di buona parte del mobilio che mi ha accompagnato in quasi trent'anni e cinque traslochi) nè a Salotti&Sofà mitica per le sue offerte radiofoniche al 50% in meno più altro 40% in meno più altro 10% in meno se te lo porti via a mano, e poi quando vai a vederli hanno un niente in pronta consegna e prezzi da satrapi persiani, ma tornando a noi siamo qui per parlare di tutt'altro - anzi sono qui, perchè il gatto sta guardando dalla finestra e non mi fa da Musa ispiratrice. E poi essendo un maschio al più sarebbe un Muso ispiratore, e non posso negare che comunque abbia un bel muso che non è, come diceva il Necchi, un muso camuso ma lo definirei guanciottoso. Va be'. Torniamo ai bei salotti, ci ragionavo sopra esaminando il livello culturale dilagante, sia fuori nel mondo esterno che all'interno di questo microcosmo nel quale - avendone la possibilità - avremmo dovuto e potuto creare immagini di noi del tutto più valide rispetto a quanto sovente lasciamo vedere. E mi è tornata la sensazione plumbea e rugginosamente avvolgente di mancanza di quelli che erano i bei salotti, intesi come momenti di convivialità, di ricevimento degli altri, sedendosi su poltrone e sofà (non quelle della pubblicità) davanti a tavolinetti leggiadri e teiere fumanti, dedicando il tempo alla disamina di argomenti peculiari, talvolta bizzarri, di certo densi di citazioni e antiche memorie, dove dunque alla fine del convivio ci si ritrovava carichi come barre di plutonio di scampoli di cultura, di brandelli di idee differenti, tutti un poco più allegri, tutti un poco più maturi. E magari anche qualcuno incazzato a bestia perchè si era visto rivelare qualche ghiotto segreto familiare in pubblico. Ma ci sta, fa parte dei casi della vita anche quello. L'importante era sempre il bon ton, le regole del galateo, lo spirito di monsignor della Casa che aleggiava benevolo e attento, pronto a bacchettare chi svicolava dalle cortesie verso gli ospiti per scivolare nella minuscola trivialità di una battuta, nella sconcezza di un riferimento cochon. E diciamo pure che questa moda si fosse trascinata negli anni, da quel fine ottocento dove l'afflato sabaudo ancora imperava delineando i contorni pur anco politici delle discussioni al novecento del dopoguerra e del generone, laddove soltanto la borghesia nera ancora poteva permettersi inviti a cardinali e soubrette, mescolando sacro e profano ed approfittando, su terrazze con vista verso il Colosseo, per brigare crolli di governo e sostituzioni di papi dietro la facciata del cocktail party o della festa in tile Dolce Vita. Pur nella loro esagerata prosaicità, e dunque ben lontani da quei salotti primo novecento cantati dal Gozzano, ancora si poteva esser certi di guadagnare un qualche intelligente discorso da mandare a mente e trattenere in sè a monito ed esempio. Oggi? Sciattume e pattume vanno a braccetto, le citazioni si traggono da instant book di autori capaci di lanciare solo la moda di far crollare ponte Milvio sotto il peso dei lucchetti, lo charme si è perso, vale più un tatuaggio in faccia da cannibale della Nuova Guinea (ma esisterà ancora la Nuova Guinea o i Porcellini di Guinea se la sono mangiata tutta?) che un tailleur di Valentino e ad ascoltare le devastate elucubrazioni su chi va a letto con chi nell'isola dei famosi sono rimasti i tristissimi epigoni della società di una volta. Che tristezza, avevamo Marta Marzotto, ci restano Magalli e Malgioglio...
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« immagine » Chiariamo subito che non siamo qui per fare pubblicità a Mondo Convenienza (fonte d'altronde economica e garantita di buona parte del mobilio che mi ha accompagnato in quasi trent'anni e cinque traslochi) nè a Salotti&Sofà mitica per le sue offerte radiofoniche al 50% in meno più alt...
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31/05/2019 10:13:58
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IL PENSIERO SLEGATO

30 maggio 2019 ore 09:55 segnala


Una tra le tante peculiarità che mi affliggono è sicuramente quella di spaziare in ogni angolo dello scibile, con risultati eclettici ma non certo degni di approdare all'ufficio brevetti con una qualche cura contro le malattie trasmesse dai pesci rossi - che notoriamente se non li rifornisci di mangimi provenienti dal Giappone si affacciano al pelo dell'acquario e ti sputano in faccia, a guisa di certi cobra dal veleno rapidissimo e accecante, o forse erano dei quasi estinti protagonisti di Jurassic Park? al momento qualche legittimo dubbio mi sovviene - ma a parte le improvvide abitudini dei pesci rossi e ritornando alla mia bizzarra malattia, certo non contagiosa, per quanto provveda a strusciarmi contro i malcapitati non sono mai riuscito a realizzare un remake della caccia all'untore preconizzata dal Manzoni in STORIA DELLA COLONNA INFAME. Ma a prescindere, quello che decisamente affligge il vostro tormentato anfitrione non è - come si potrebbe supporre - il solito imbecille che sgrava nick falsi come fosse una coniglia della bassa Italia, bensì il pensiero slegato. Espressione la quale - come direbbe Peppone Bottazzi - implica il partire da una stazione mentale, svicolando per ogni dove e ad ogni pie' sospinto, incrociando binari (tristi e solitari) per fermarsi in stazioni affatto diverse dal previsto e prevedibile. Il cosiddetto parlare a iosa, a valanga, scivolando libero come un fringuello che ha trovato la gabbietta aperta e che intende innalzarsi con la pancia piena per adeguatamente ringraziare l'ex padrone che lo guarda dal basso sconsolato, con appropriate deiezioni. Dalle quali vogliate ricordarvi di sfuggire sempre e comunque, considerato la carica di malattie immediatamente trasmissibili come normalmente ci illustra @ceravamotantoamatti ( altro nemo propheta in patria sua)e non tentate di sdoganarmi il concetto che la raccolta di guano sia meritevole verso la società metropolitana e abbondantemente ricompensata presso certe evanesceenti industrie farmaceutiche dell'est asiatico. Quindi non spalate cacca di piccione o roba simile, per capirsi. Ma tornando alla libertà del fringuello, oh sì, scusate, del pensiero libero dicesi essa il non poterne contenere l'idea stessa essendo quanto di più fluido e sfuggente mente umana possa concepire e, se proprio vogliamo fare un omaggio a Camilleri - che anche se fosse iscritto a Chatta di certo non mi starebbe leggendo - potremmo dire che il pensiero slegato, come l'acqua, prende sempre la forma del contenitore, orcio o bummolo che sia, ed ecco perchè in una testa labirintica come la mia il pensiero non può che essere slegato dovendo ovviamente diramarsi per ogni dove, con risultati a volte brillanti e a volte imbrillantinati, dipende se vi arriva nelle orecchie o sui capelli. Perciò, mentre i nostri spiriti meteoropatici stanno rivolti verso i cirri, implorando qualche spicciolo di primavera - mica sarà già arrivata l'estate, ho perso il conto...- senza rendersi conto di essere incoscientemente rientrati tra le fila di quelli di cui Paolo Poli dipingeva un ameno ritrattino dicendo "nel paese dove il tempo è sempre al bello di che discutono gli imbecilli?", perciò dicevo mentre state così ragionando lasciate le briglie libere e gioiose e provate ad andare in una gelateria affollata, rivolgendovi all'addetto al bancone con voce stentorea affinchè tutta la canea berciante di teneri virgulti che staranno facendoseli colare sui loro vestitini, perchè si sa che i bravi bambini come Valentino van vestiti di nuovo come le brocche dei biancospini a meno che Valentino non portasse un vestito di Valentino e in tal caso più che una brocca di biancospino gli ci sarebbe voluto un fiasco di euro. Ma a prescindere e tornando al gelataio mi raccomando, qualora vogliate sortire l'effetto desiderato, chiedete sempre e soltanto un cono al glutine con doppia panna e copertura al cioccolato. Avrete il sollazzevole piacere di vederlo cercare disperatamente tra i cartellini con i nomi delle novità nelle vaschette per poi capire che doveva guardare invece il cartellino delle intolleranze (che, almeno quelle, mi auguro non vengano diffuse dai gatti) e vi garantisco che la vostra giornata avrà decisamente senso. A questo punto, benchè il mio naso non sia come quello di Cyrano de Bergerac, eppure il momento sembra propizio, direi che giunto al fin della licenza io tocco, e cosa tocco? Tocco voi, con un amichevole colpetto su una spalla che vi distragga dalla attenta immersione in questa prolusione per chiedervi se mi avete capito. Naturalmente, ovvio che non avete capito un beneamato pesce rosso (notoriamente animali a sangue freddo perchè bisogna avere un gran sangue freddo per restare calmi tutta la vita dentro un acquario senza azzannare qualcuno) di tutto quel che ho detto e che vi ha tenuto inchiodati davanti allo schermo per almeno mezz'ora. Grande sbaglio! Non era forse questa la dimostrazione di cosa sia il pensiero slegato? Direi che ci sono riuscito in pieno, adesso faccio girare la scimmietta col piattino per le offerte, intanto metto in moto la pianola. Signore e Signori, buona notte!
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« immagine » Una tra le tante peculiarità che mi affliggono è sicuramente quella di spaziare in ogni angolo dello scibile, con risultati eclettici ma non certo degni di approdare all'ufficio brevetti con una qualche cura contro le malattie trasmesse dai pesci rossi - che notoriamente se non li ri...
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30/05/2019 09:55:56
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