IL RE DEI MOSTRI

29 maggio 2019 ore 13:22 segnala


Ovviamente state tutti aspettando che domani esca GODZILLA 2 IL RE DEI MOSTRI, e vi sarete precipitati a cercare una anticipazione cinematografica. Spiacente di deludervi, ce lo andiamo a godere tutti al cinema o dopo aver issato la bandiera del partito pirata, su qualche piattaforma galleggiante nel mare del web. E con i soldi risparmiati compreremo un barile di rum per l'equipaggio, così non si ammutinano... No, ovviamente il re dei mostri è lui, il perfido abitatore degli angoli bui, il frequentatore delle scatolette di tonno, l'azzannatore dei polpacci addormentati, il districatore delle cuciture dei golfini. L'essere che vaga tra i corridoi, il grigius silente (tanto per sfottere il defunto Albus). Dunque, cosa ci fa ritenere che non sia il lucertolone di centotrenta metri di altezza, il vero re dei mostri, bensì questa amabile pelliccia semovente? Ma è ovvio, ragionateci sopra. Ammirate le sue tondeggianti zampotte, sono appena state nella lettiera dove ha espulso le sue scorie, quindi sta trascinando in giro quattro minuscole bombe biologiche che, una volta saltate sulla coperta in ciniglia del letto vi depositeranno ogni sorta di germe e bacillo probabilmente mortale e quasi sicuramente venefico. Vi ha lasciato in segno di gratitudine qualche graffio sul braccio, dopo la grattatina sotto il mento? Non basterà nè l'acqua ossigenata, nè l'alcool a novanta gradi, forse la cura radicale di Clint Eastwood del mettere polvere da sparo sulla ferita aperta e avvicinare il sigaro toscano acceso vi salverà dal subitaneo incancrenirsi, dell'arto, dal macerare delle carni, da un amputazione repentina che sarebbe andata di moda dopo il primo conflitto mondiale e giù sguardi malinconici e riconoscenti all'eroe da parte di sartine in libera uscita, ma di questi tempi girare con un braccio di legno, l'uncino e possibilmente un pappagallo che canta "Avanti popolo" sulla spalla non sembra essere a-la-page. E le pulci, le pulci dove le mettiamo? Perchè sicuramente, avendo fatto il concorso come guidatore degli autobus metropolitani, le starà trasportando in giro, oh le care pulci, memori della medievale peste nera, sempre pronte ad un remake di quei tempi per loro indubbiamente gloriosi - e non trovando ratti da utilizzare, che si son fatti furbi e si lavano nell'acqua saponata delle cucine dei ristoranti - eccole che ballonzolano in salotto, invisibili sui vestiti scuri, pronte a fare gnam gnam delle vostre rosee appendici. Più mostro di così! Potremmo andare avanti all'infinito, da qualche parte nella biblioteca di Babele ci sarà una enciclopedia dedicata alle mostruose epidemie portate dai gatti, dai tempi dei Faraoni ai giorni nostri. Perciò seguite il consiglio, che in questi giorni vedo ricorrere spesso anche in questi blog, allontanate immediatamente il piccolo assassino e rilassatevi. Ora è tutto a posto. Godetevi il tramonto affacciati alla finestra, sotto un parapetto pulverulento in puro eternit, respirando a pieni polmoni l'aria delle fabbriche cancerogene della vostra città, mentre la vostra soglia di stress - in questi giorni finalmente riconosciuta come malattia anche dagli enti preposti - si alzerà drammaticamente a causa del rumore di fondo della città. Tornate quindi in casa, date retta, sprofondate nella poltrona preferita imbottita di lana tratta da pecore morte lanciando maledizioni che neanche a Salem pronunciarono mai e lasciate che la sfiga che vi hanno tirato fluisca liberamente, rinfrescatevi con un sano e non alcolico bicchiere d'acqua di rubinetto, economico grazie agli sversamenti sotterranei di liquidi radioattivi delle ecomafie, imbottitevi un panino con pregiato maiale nutrito di cadaveri e liquami, panino ovviamente fatto con farina agli ogm che muterà per sempre il corso dei vostri cromosomi della qual cosa la vostra progenie sarà debitrice. Ah giusto, starete vicini al vostro smartphone, al computer, al caricabatterie, al televisore, al forno a micro onde, e alle varie prese di corrente. Vi stuzzica quel sottile solletico che stanno facendo le vostre cellule mentre si moltiplicano all'infinito in una sarabanda tumorale? Ohh, che bella cosa, tutto va bene, abbiamo cacciato il gatto!
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29/05/2019 13:22:05
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FATTELO UN SONNO OGNI TANTO

28 maggio 2019 ore 11:27 segnala


Desidero ringraziare quell'ameno soggetto che ieri notte, soffrendo evidentemente di insonnia incurabile, dalle ore 2 fino alle 6,30 si è prodigato nel titanico sforzo di creare ben sette diversi nick per i quali si è arrovellato nel creare nomi diversi ma pur sempre accompagnati da numeri - altra pietra miliare sul sentiero che l'ameno soggetto periodicamente intraprende nei miei confronti - , nel rintracciare paesini sperduti e raramente presenti nelle cronache acciocchè nessuno laggiù potesse riconoscersi in siffatti profili, e poi giù a raffica a lasciarmi kiss, con un intervallo di quasi due ore tra le 2,45 e le 4,45 durante il quale avrà forse messo a bollire il bong per ricaricarsi, o gli saranno mancate le forze a causa della vecchiaia, o avrà provveduto a trarre godimento da sé stesso in un narcisistico impeto tipico del sublime artista quando guarda soddisfatto la sua opera scolpita in niveo marmo e dopo avergli dato una martellata sul ginocchio gli chiede "Perchè non parli?"... eh, se certe opere d'arte potessero parlare ci sarebbe da farsi belle risate. Quindi grazie per il sudore versato, grazie per non esserti ancora cancellato - o perchè vuoi usare quei sette nick per andare a stropicciare i cosiddetti anche ad altri o perchè stai in coma da sonno dopo la nottata infervorata. E grazie anche per avermi dimostrato che, quando sto al lavoro di notte e mi lamento, dovrei invece essere felice perchè io almeno svolgo un servizio socialmente utile mentre potrei essere al tuo posto, a passare le nottate non vegliando su dei figli, non facendo l'amore con la legittima consorte, non andando a mangiare una pizza ma solo davanti ad un pc a perdere quel po' di tempo che resta. Cordialità e alla prossima.
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UCCIDERE

27 maggio 2019 ore 09:23 segnala


Ripensavo ad una delle più belle poesie di Guido Gozzano, "La via del rifugio", nella quale ad un tratto per gioco delle bambine catturano una farfalla e la uccidono con uno spillo per metterla in mostra. Le parole sono, nella loro levità, tragiche e quasi insopportabili per chiunque abbia un minimo di empatia.


"...Non vuol morire! " "Lesta!
Ché soffre ed ho rimorso!
Trapassale la testa!
Ripungila sul dorso! "

Non vuol morire! Oh strazio
d'insetto! Oh mole immensa
di dolore che addensa
il Tempo nello Spazio!

A che destino ignoto
si soffre? Va dispersa
la lacrima che versa
l'Umanità nel vuoto?..."


Ecco, questa visione della morte, con la sua microscopica sofferenza, questo suo accadere di un inevitabile Fato avverso affatto inaspettato, per la bestiola innocente e inconsapevole del subitaneo volgere della sua giornata verso una rotta mortale, mi ha fatto - ma ammetto che già mille altre volte ci avevo rimuginato sopra, non portando però l'argomento alla pubblica discussione come ora - vedere quanto possa essere folle soltanto il pensare all'atto di uccidere, figurarsi commetterlo. Pensate alle tecniche dei rapimenti, la prima regola è non avere contatto verbale col prigioniero per evitare di essere coinvolti ed influenzati, e mai saperne o pronunciarne il nome. In un nome, come vogliono antiche tradizioni, quanta magia scorre: nell'antichità si usava dare il nome segreto affinchè non potesse essere lanciato il malocchio contro un infante. Solo chiamare qualcuno col suo nome te lo rende vero, concreto, la possibilità di commettere un atto del genere si abbassa, sempre che l'autore del crimine abbia ancora dentro di sè un barlume, una scintilla di coscienza. Quindi quanto più facile diventa l'annientamento di una vita se davanti hai una cosa, e non una persona. Gente come Ted Bundy dubito che potesse preoccuparsi di particolari del genere, ma qui non facciamo processi a casi peculiari, ragioniamo piuttosto su questo: qualsiasi essere vivente ha, dietro di sè, un bagaglio di giorni, mesi, anni durante i quali ha accumulato esperienze, sogni, delusioni, condivisioni, illusioni e speranze. Tutta una vita, quale che ne sia stata la durata.Può essere un uomo, una donna, può essere un cane che vaga sul bordo dell'autostrada, può essere quel gatto appollaiato su un balcone. Può essere la farfalla cantata da Gozzano. Ogni essere vivente ha una immensità nascosta dentro, e solo l'avvicinarvisi con il pensiero potrebbe sprofondare chiunque nel timor pànico, al solo sventolare l'ipotesi di annullare quella vita. Chi siamo noi, chi mai può seriamente arrogarsi il diritto di far sprofondare nel dolore, nella lenta o subitanea agonia, nello strazio un altro essere, bruciargli ogni speranza, ecco guarda è tutto finito, domani non vedrai più i tuoi cari, domani i tuoi sogni non avranno più un esito, domani... non ci sarà. Oggi finisci, oggi soffri, oggi ti vedi scivolare via dalle dita tutto quello che avevi costruito, gli amori, gli affetti, e non esiste invocazione, anelito di pietà, non esiste pianto che smuova, non esiste grido rivolto ai genitori, nulla che fermi la mano che uccide. E non parlo degli unici casi in cui sia, per quanto tragico, ammissibile togliere una vita ovvero in guerra per difendersi dagli aggressori o per salvare la propria vita, parlo del deliberato, cosciente atto criminale, laddove motivazioni non esistano che non siano la semplice crudeltà, la efferatezza, la bieca ferocia che spinge un maniaco a rapire, violentare, massacrare qualcuno o qualcuna, o il totale barbaro menefreghismo del ladro che insoddisfatto di quanto trova in una casa si accanisce su persone di età talmente avanzata da essere incapaci di reagire o anche solo di alzare un dito. L'immenso terrore che percorre le vittime prossime alla fine. Chi può comprenderlo appieno, chi mai riuscisse ad empatizzare e sentirlo fluire dentro di sè, fosse anche lo sguardo allucinato di un gatto che si vede arrivare addosso la ruota di una macchina, crollerebbe in uno stato di tale profonda afflizione che, alla stregua di certi monaci tibetani, non riuscirebbe più nemmeno a calpestare delle formiche. Troppo invece la vita è stata svalutata, gettata via con tutto il carico di valori che hanno formato ed evoluto i tessuti profondi delle società dal primitivo tribalismo ad oggi, nel nome di un progresso formato dal tutto e subito, dal godimento edonistico, dal rifiuto delle responsabilità, complici le macchine da macina del pensiero dei poteri economici e politici che hanno ridotto l'umanità a grandi numeri da analizzare e da dirigere negli acquisti e nelle votazioni; quanto è facile spingere il bottone atomico quando dall'altra parte non ci sono i lamenti di un bambino ma un monitor con una cartina geografica. Quanto è alla moda sentirsi afflitti nel vedere la foto di una cattedrale che brucia e subito radunare centinaia di milioni per ripararla, e quanto giriamo gli occhi davanti alla foto di una città bombardata mentre i suoi figli muoiono di fame sotto gli assedi. Videogiochi che diventano realtà, dal virtuale in CGI alla telecamera alloggiata su un fucile mitragliatore, uomini donne e bambini in preghiera macellati come su un monitor, peccato solo che sullo schermo non scorressero anche i punti totalizzati. E' questo quel che siamo diventati, chiusi in noi stessi, senza più un contatto reale con l'Altro, affogati in paure instillate dai media (qualcuno ricorderà il vecchio motto di Filippo il Macedone "Divide et impera" ), costretti a sfogare odi e rancori contro chiunque appaia anche solo leggermente diverso e non contro chi sta devastando il mondo nel suo complesso. Tante volte ho detto: aprite la mente, non mettete solo frasi alla Instagram tipo "la mente funziona come un paracadute, solo quando è aperta" per poi scordarvene subito dopo. In questo caso aprite il cuore. E abbiate paura, la paura di chi, in questo momento - e sono migliaia - sta morendo. Cambiereste, oh se cambiereste...
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« immagine » Ripensavo ad una delle più belle poesie di Guido Gozzano, "La via del rifugio", nella quale ad un tratto per gioco delle bambine catturano una farfalla e la uccidono con uno spillo per metterla in mostra. Le parole sono, nella loro levità, tragiche e quasi insopportabili per chiunque...
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27/05/2019 09:23:21
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MACELLO

24 maggio 2019 ore 09:34 segnala


Quello che vedete nella foto è un esempio della cosiddetta archeologia industriale, è quel che rimane di uno dei padiglioni del mattatoio romano, ridotto a scheletro come gli animali che vi passarono gli ultimi minuti della loro vita, dove ormai solo la ruggine non dorme mai e ancora in alto si vedono i caspi di erbe odorose con le quali si cercava di allontanare l'odore della morte. A che pro questa immagine e questa introduzione? Vengo a servirvi, e non una bistecca, ma uno di quei miei piattini fatti di rimasticamenti, di ragionamenti solitamente conditi col vetriolo. Perchè si addice benissimo a fare da copertina per un pensiero che mi ronzava in testa giorni fa, quando avevo visto qui in Chatta nel blog di un caro amico - @VirPaucisVerbo - un post con la foto di un certo ministro con un rosario in mano, ed il pensiero era questo, ovvero dopo che il suddetto ministro se l'era cantata e suonata a modo suo richiamando le folle sotto il sacro simbolo neanche stesse inaugurando la prossima crociata, nei giorni a venire si era scatenata una ridda di alti lai prodotti da quei soggetti che amano farsi vedere in abito talare e farsi toccare in abito borghese, che berciavano sul fatto che certi simboli della loro religione non vanno assolutamente usati in politica. E via litigandosi il primato di apparire sui media come salvatori della incontaminabile purezza della fede. Allora, razza di buffoni, sepolcri imbiancati che non siete altro, lacchè della sinistra politicamente corretta - e premesso che di quel certo ministro non me ne importa un fico secco, tanto meno della gente che ancora si fa inebetire dagli slogan (suoi e di chiunque altro, invece di ragionare con la testa propria) - ma vi rendete conto della figura da banderuole che state facendo o per chi ha un briciolo, uno sputo di potere quale che sia , il Tempo non esiste e l'Alzheimer se lo bevono nel cappuccino prima di infilarsi le pantofole di raso per essere sicuri di scordarsi tutto? Ah, quel simbolo non deve essere usato in politica? E chi accidenti lo aveva messo, con la benedizione papale e ogni maledetta domenica sermoni inneggianti, sullo scudo della Democrazia Cristiana? Chi è che andava dicendo che nel segreto dell'urna Dio ti vede e Stalin no? Chi è che accoglieva ogni visita dei ministri nelle scuole religiose con quei simboli e le canzoncine "oh bianco fiore" ? Pensate che siamo tutti dei millennials, che non hanno imparato niente a scuola tranne le lezioni sui campi di concentramento e che pensano che la democrazia siano i compagni perchè si sono scritti Partito Democratico sui biglietti da visita al posto di Partito Comunista? Davvero sperate che nessuno ricordi niente? Quando vi ha fatto comodo dagli giù a crociate, proclami, crocefissi, sponsorizzazioni, giochi di palazzo, IOR, Marcinkus e tutto il baraccone ambulante, adesso che sperano che al governo vada qualcun altro giù a minare i ponti sotto i piedi degli avversari. Ripeto, che quel tizio faccia la sua propaganda solleticando la pancia delle masse ebeti spingendo sulla leva del razzismo e smerciando intolleranza come noccioline, a me fa solo venire il fumo agli occhi, ma il soggetto lo si conosce bene e non c'è da aspettarsi altro. Folklore, potremmo catalogarlo, e se lo facessero tutti dall'oggi al domani si ritroverebbe a girare come il re della favola, nudo, con tutti che ridono. Ma il guaio non è il ministro in questione, sono quegli altri, quelli toccati dalla grazia, quelli che con i loro intrighi sono capaci pure di far cacciare un papa per mettere chi gli fa comodo al soglio, quelli che tutti i giorni sbattono i loro confratelli sotto i riflettori con le accuse di pedofilia e le nuove promulgazioni del soggetto in capo per farci vedere che loro si muovono, che loro si flagellano, che loro vanno al gabbio, che loro sono i pentiti, che loro qui e che loro lì, e cosa stiano coprendo con tutto questo carnevale, come si diceva a Napoli " 'o sape' solo isso e Ddio" , ed è forse meglio che sia così, che ci lascino nel nostro non sapere, imbambolati a sentire suonare la campana di quello e le campane di questi. Che il giorno che aprissimo gli occhi e ci rendessimo conto che viviamo in un macello, incolonnati, ad annusare incenso per non sentire puzza di cadaveri, con le gole pronte a farsi sgozzare da chi con il nostro sangue ci si fa i tesori allora forse di tutta questa società resterebbe soltanto uno scheletro, arrugginito, a far la polvere. Come nella foto. E venga presto il giorno.
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« immagine » Quello che vedete nella foto è un esempio della cosiddetta archeologia industriale, è quel che rimane di uno dei padiglioni del mattatoio romano, ridotto a scheletro come gli animali che vi passarono gli ultimi minuti della loro vita, dove ormai solo la ruggine non dorme mai e ancora...
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24/05/2019 09:34:35
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POPPORNO

22 maggio 2019 ore 20:01 segnala


Ve li ricordate gli anni zozzi? E sì, chiamiamoli così, tanto sono talmente andati che possono pure prendersi qualsiasi definizione, oramai non gli fa più niente. Mi riferisco a quegli anni in cui, usciti dalle stanchezze della guerra, usciti dal serioso boom economico dove il massimo del popporno erano le orge descritte da Federico Fellini nei suoi film in bianco e nero, usciti dallo sbrago politico degli hyppies e dell'amore libero poi confuso con la politica sessantottina, felicemente noi viaggiatori del Tempo approdammo agli anni ottanta dove finalmente esplose tutto il popporno più sfacciato.Ancora esistevano i gabinetti pubblici, i cosiddetti "vespasiani", da sempre utilissimi e per questo rimossi in omaggio ad ogni scusa possibile e immaginabile per costringere la gente ad andare nei bar e pagare il caffè per poterne usufruire. E questi tempietti del sudiciume , luoghi dedicati ad incontri peccaminosi tra esponenti dello stesso sesso, venivano ritualmente affrescati con le scritte più oscene possibili, disegni che non lasciavano niente all'immaginazione, annunci con numeri di telefono o fermo posta e magari anche la tariffa che veniva offerta. Ci fu chi, orbitante nella sfera del partito radicale, ne ricavò un libro documentario, dimostrando che non si guadagna solo con la pornografia ma pure con la pornografia fatta da altri. In quegli anni ogni edicola traboccava - benchè sovente tenendoli nascosti sottobanco - di giornali popporno, da OV a OS a LE ORE a CABALLERO, titoli leggendari tra i giovani dell'epoca, a cui si unirono riviste blasonate e platinate come Playboy e Playmen - che però erano il parco giochi erotico dei benpensanti in quanto farcite da articoli, saggi e racconti oltre alle poche foto, spesso castigate e raramente esplicite. L'esigenza di far godere un po' più quelli che giravano col toscano in bocca, l'orologio d'oro e L'UNITA' in tasca fece arrivare le edizioni italiane di PENTHOUSE e THE HUSTLER, molto più hard delle prime ma mai al livello delle becere, sguaiate rivistacce che citavo più in alto. Quelle erano il sollazzo del popolino, dei militari in libera uscita, dei porcelloni che vagavano da un cinemino popporno all'altro nel tentativo di rimorchiare qualche ragazzo di vita in stile pasoliniano. La caratteristica distintiva di quelle riviste erano i testi, una roba di una oscenità talmente compulsiva, ossessiva e demenziale da risultare carnevalesca, totalmente avulsa dai dettami di un D.A.F.DE SADE così mortuario , per il semplicissimo motivo che erano nulla più che edizioni italiane di riviste straniere e nelle redazioni si aggiravano pensionati con la terza media del tutto estranei alle lingue, sottopagati, probabilmente gli bastava stare lì in mezzo a migliaia di foto popporno, che scrivevano i testi in un italiano che rasentava l'esperanto, con schizzi (e sì, ci sta tutta) di inglese, francese, austroungarico e roba del genere, tentando improbabili traduzioni che solo a ricordarle ancora viene da ridere più che da una visione dei film di Fantozzi. Quindi sì, erano vere porcherie, con guizzi di altissima poesia che avrebbero poi ispirato i titoli dei film dell'epoca - tipo LA LOCANDA DELL'ALLEGRA MUTANDA o ALLE DAME DEL CASTELLO PIACE TANTO FARE QUELLO e così via - ma erano porcherie che si facevano leggere con spasso e sale in zucca dalla maggior parte dei giovanotti in piena tempesta ormonale. Altra cosa distintiva di quegli anni, il popporno si diffondeva a mo' di contagio ovunque perchè era uso comune comprarle, leggerle, fare quel che si doveva fare e lasciarle in giro. Ovunque, sui marciapiedi, sulle panchine, potevi girare la città e tornare sempre con qualche porcheria da sbirciare senza spendere un soldo. Oh che meraviglioso servizio sociale, che mutuo soccorso masturbatorio, e se stavi in caserma potevi scommettere che qualsiasi cassetto, armadio avessi aperto, qualsiasi tavolino avessi spostato, sotto qualsiasi brandina avessi guardato avresti trovato tonnellate di riviste stracolme di foto. Un particolare interessante e che andrebbe analizzato per comprendere i cambiamenti della società, è il fatto che in quelle riviste gli articoli - se possiamo chiamarli così - coprivano ogni genere di perversione sessuale, compreso pedofilia e zoofilia; che per quanto le si indichi come cose assolutamente da vietare all'epoca erano niente più che una cosa del tutto comune ad ogni altro atto sessuale. Chi sa perchè, come mai in quegli anni nessuno ci faceva tutto il caso che invece è successo dopo. Eppure, e qui sta la stranezza, gli anni che seguirono furono ancora più spinti in quel campo eppure sotto certi aspetti la morale, la censura cambiarono parecchio. Non me lo sono mai spiegato. Ma comunque, il glorioso popporno da edicola stava per vedere arrivare il crollo, appena iniziò a funzionare il web tutto l'interesse dell'industria dell'erotismo si spostò su quel fronte, tagliando i rami secchi delle tipografie, delle redazioni, dei pensionati traduttori, degli edicolanti, dei trasportatori, e tutto l'indotto dei fermo posta con i loro annunci eccetera eccetera. Una camera, due attori - o più - un piccolo staff di ripresa e via, tutto sbattuto in rete per gli occhi di guardoni che non devono più metterci la faccia davanti all'edicolante vergognosi ed eccitati, ora basta fare un clik su qualsiasi piattaforma ed eccovi serviti. Mi direte e allora? Allora quanto era meglio doverselo andare a cercare, quanto era più vissuto quel giornaletto tenuto tra le mani, nascosto sotto il materasso, scambiato con gli amici, quanto eravamo più ingenui e allegri, rispetto ad oggi. Oggi troviamo una razza nuova, che si distingue dagli sporcaccioni fai da te che assistono in poltrona a filmini di Youporn, una razza che sta cercando di tornare biecamente a quegli anni, quando il massimo godimento di gente del genere non era certo nell'andare con una professionista, era scrivere una porcata sul muro di qualche posto, sommo ritorno ai graffiti pompeiani, dunque probabilmente gente del genere andrebbe anche esposta in un museo, come ruderi intellettuali. Guardateli, ancora insistono, si infilano nei bagni dei bar vicino alle stazioni e imbrattano tutto con profferte, annunci, schemi grafici dei propri genitali e peggio, sono riusciti ad unire le loro tradizioni con il puro modernismo. Sono quelli che imbrattano il web, già, perchè mica gli basta guardare porcate, no, loro devono infiltrarsi nelle piattaforme, costruirsi dei blog, attirare qualche lettore e poi, tiè, aspetta che apro l'impermeabile e ti faccio vedere 'sto polipo morto che ho tra le gambe, ti tirano giù post di una volgarità, di un oscenità, di una cafonaggine che verrebbe voglia di prenderli a mattonate in faccia. Perchè se uno ha certi gusti, va su Youporn mentre se ha velleità romantiche, letterarie, forse persino amichevoli viene qui, apre la pagina dei blog, va a farsi un giro e, come il maniaco incarcerato vicino ad Hannibal Lecter che tirava in faccia alla poliziotta "sappiamo cosa" eccoli lì che appena entri nelle loro lerce pagine ti trovi nella schiuma fino alle caviglie. E loro, che non interagiscono - sia mai rischiassero di farsi beccare da qualcuno - se ne stanno nei loro buchi a godere soltanto immaginando di aver sbattuto in faccia porcate a chiunque, educande, minorenni, monache e frati trappisti oltre a chi sa chi altro. Non erano meglio quegli anni? Più veri, più onesti nel loro popporno a disposizione di chi lo voleva e se lo andava a cercare. Oggi, e che gli fai, quando anche dopo ripetute segnalazioni a tutti tranne che alla polizia postale e alla buoncostume - ma non è detto che non ci si possa arrivare - restano lì a grondare i loro liquami allegri e soddisfatti, tanto che ti viene anche il dubbio che magari chi scrive possa non essere il solito pensionato illetterato ma qualcuno delegato al controllo... Perciò forza, spegnete 'sta roba, infilatevi l'impermeabile con le tasche bucate come all'epoca e andiamo tutti in qualche negozietto di libri usati a cercare i giornalini dell'epoca. Saremo arrugginiti noi, saranno ingialliti loro, ma che bell'erotismo sincero e onesto ritroveremmo!
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22/05/2019 20:01:20
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PERPLESSITA'

21 maggio 2019 ore 10:43 segnala


La mia odierna dose di perplessità - non vi preoccupate troppo - derivava in fin dei conti da un dubbio, che post fare? Perchè l'occasione c'era tutta, visto che ho cominciato il blog undici anni fa, quindi si poteva organizzare un rinfreschino con fejoadas, tortillas, chili e mariachi, una cosina festosa come fecero altri colleghi qui in Chatta, una autocelebrazione in puro stile tronista con tanto di copincolla di qualsiasi panegirico avessero ricevuto negli anni - tralasciando ovviamente qualsiasi cosa men che positiva potesse essere intercorsa. Poi mi son detto, e dai, che facciamo, la presa in giro di Aladdin quando fa la parata seduto sull'elefante? Non ho neppure un turbante quindi non era il caso, lasciatemi almeno dire che in quattro mesi da che sono tornato, dopo due anni di silenzio, vi ho ammannito un pranzo di diciotto portate o postate se proprio vogliamo fare la battuta, che sono state lette da circa tremila e trecento visitatori il che per molti può sembrare una cifra da paura, ma non è altro che la conferma che come andava una volta il blog, va tutt'ora e di questo ringrazio tutti voi semplici lettori che passate e mi regalate un poco del vostro tempo, tutti voi antichi amici e amiche bloggers che vi siete accorti che ero di nuovo tra voi e avete voluto farmi l'onore di tornare a riallacciare i cari rapporti che ci hanno accompagnato. E ringrazio inoltre anche tutta la massa di soggetti abituali e abituati a svegliarsi la mattina, iscriversi con un nuovo nick, venire a leggere, lasciare un kiss falso come una banconota da trenta euro e immediatamente sparire.Unico motivo che hanno è che, se entrano senza un nick, da sloggati non possono leggere i commenti sotto i post, quindi oltre a me gli interessa anche farsi gli affari vostri. Che patetici, e lasciamo per ultimi quelli che hanno preso un master in qualche bassofondo metropolitano nell'insultare, campioni di eloquenza, e impossibilitati ad andare a donare il sangue perchè all'analisi risulterebbe stracarico di bile. State bene dove state e già che ci state, nelle fogne, cortesemente sturatele perchè se no ogni volta che piove qui la città affoga. Almeno date un senso alla vostra esistenza. Dunque, che stavo dicendo? Ah, scusate, c'è il gatto sulla tastiera, aspe', ecco è sceso, parlavamo del blog, ce la sto mettendo tutta e mi pare che le cose vadano, vi va di fare - come tanti anni fa - un piccolo sondaggio su cosa vorreste leggere? Articoli generici? Consigli specifici? Racconti, e se sì, di che genere? O vi accontentate delle mie improvvisazioni sarcastiche farcite di citazioni e prese per i fondelli? Se vi va, fatemelo sapere che con pazienza cerco di farvi contenti. E continuiamo questa strada insieme, inventiamocela la vita, ma con rispetto delle idee di tutti e aperti ad ogni visione. Io sono qui, più stanco, più invecchiato, e la foto la dice tutta, ma come sempre ci metto la faccia. Io... Abbracci a tutti e grazie!
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« immagine » La mia odierna dose di perplessità - non vi preoccupate troppo - derivava in fin dei conti da un dubbio, che post fare? Perchè l'occasione c'era tutta, visto che ho cominciato il blog undici anni fa, quindi si poteva organizzare un rinfreschino con fejoadas, tortillas, chili e mariac...
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TORNARE IN FORMA

20 maggio 2019 ore 10:19 segnala


Tornare in forma, faccio subito chiarezza, non è una autocelebrazione per ricordare a chi non se ne fosse ancora accorto che ho ripreso a scrivere nel mio blog per la felicità di alcuni e il travaso di bile di altri. No, è giusto il titolo per dare qualche piccolo consiglio al fine di aiutarvi a ritrovare una certa tonicità e forma fisica che senza eccessivi sforzi possa farvi pensare all'estate e alle vacanze (ce le avete? beati voi) senza troppe angosce dal mostrarvi in pubblico senza cappotto. Allora, direi che fondamentalmente il problema lo possiamo affrontare su due fronti, uno alimentare e uno ginnico, e premetto che entrambi li sto seguendo io e nell'arco di due settimane ho perso già quasi tre chili di massa adiposa e anche i pettorali e muscoli delle braccia sono tornati tonici. Quindi, dal lato alimentare, senza metterci a fare calcoli astrusi, grammature delle porzioni ed eliminazione di alcuni cibi rispetto ad altri, molto più semplicemente va adottato il digiuno secco, di cui potete trovare in rete migliaia di pagine, spiegazioni e quanto altro . I medici che lo consigliano per il potente effetto depurativo e di brucia-grassi, puntano l'indice anche sul fatto che faccia ritornare la produzione di serotonina che dà il senso del benessere, rimuova i carichi di tossine, inoltre digiunare dal cibo senza neanche bere spinge il corpo a bruciare tessuti adiposi garantendo un dimagrimento che resta a lungo effettivo nel suo risultato. Gli studiosi che lo applicano eseguono cicli di due-tre giorni di totale astinenza, personalmente - e siccome sto seguendo il digiuno religioso - digiuno totalmente dall'alba al tramonto per poi fare la cena e ripeto, l'addome appare già molto più sgonfio, ho dovuto fare un altro buco alla cintura e ho perso quasi tre chili. Inoltre, se si vuole ottenere un risultato ancora più drastico, nel periodo in cui si segue questo regime è buona cosa mangiare frutta, verdura e formaggi freschi, pasta e pane con moderazione, se si può evitare la carne tanto meglio. Quindi sì, può sembrare duro, ma tutto dipende dai risultati che si vogliono ottenere, sia spirituali che fisici. Per quanto riguarda l'aspetto fisico e sportivo, considerando che moltissimi tra i lettori non hanno il tempo o la possibilità di andare in una palestra, memore anche degli anni in cui facevo culturismo, il mio consiglio che vale soprattutto per chi svolge attività di ufficio sedentarie è di ricorrere alle contrazioni isometriche. Pur sforzando i muscoli il carico di lavoro non è pesante, non c'è da preoccuparsi perchè lo si può fare tranquillamente anche sul posto di lavoro, aiuta a sciogliere e tonificare le masse muscolari e allevia lo stress, inoltre vedere i propri fasci muscolari ritornare sodi dà indubbiamente una bella soddisfazione. In pratica si tratta, una volta scelto il muscolo su cui agire, di farlo contrarre e mantenere la "posa" tra i trenta secondi ed il minuto, se ne possono fare quante se ne vuole, tenendo conto che farne un numero limitato spingendo forte aumenta il muscolo, farne tante in maniera rapida e leggera lo asciuga e definisce. Prendiamo il caso che vogliate tonificare il torso, quindi l'attaccatura dei pettorali con i deltoidi delle braccia e al contempo bicipiti e avambracci. Stando in piedi, o seduti, a schiena dritta, provate a tenere le braccia lungo il corpo, scostate con i gomiti fuori, unite il palmo di una mano con l'altra a pugno e spingetele una contro l'altra. Immediatamente sentirete gonfiarsi i dorsali, i grandi muscoli della schiena che conferiscono il sempre mascolino aspetto a V del torso, sentirete irrigidirsi l'attaccatura dei pettorali con i deltoidi e gonfiarsi i bicipiti. Tutto questo in un attimo e senza usare pesi. Restate così mezzo minuto, ora rilasciate lentamente, sentite che botta di afflusso di sangue che vi scorre nel corpo e come tutta la zona del petto e della schiena ne ha beneficiato. Potete anche, tenendo le braccia lontane dal corpo, piegate a L, senza unire come prima le mani, avvicinarle con sforzo, come se steste spingendo in dentro un attrezzo a molla che però non c'è davvero. Concentratevi e sentirete l'effetto potente su tutti i muscoli. Scegliete quindi la zona muscolare che vi interessa, provate quale movimento vi dà maggior beneficio e seguitelo. La contrazione isometrica non prevede particolari movimenti articolari quindi staticamente concentra tutto l'effetto sulle fibre muscolari alle quali mirate. Quindi adesso provate per un mese a unire questi esercizi al regime alimentare che potremmo definire a fascia oraria, dato che mangerete e berrete senza esagerare solo dal tramonto. E se sarete costanti - ma la soddisfazione di vedere risultati quasi immediati certo vi gratificherà - mandatemi qualche foto estiva, con gli altri grassi e bolsi che non sapranno come avrete fatto...
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POWER TO THE PALABRAS!

18 maggio 2019 ore 13:41 segnala


Premesso che in pratica sto sveglio da un giorno e mezzo e reduce da una nottata infame sotto la pioggia, era da ieri che andavo palleggiandomi in mente un articolo stupendo, un florilegio delle migliori scempiaggini che mi venivano giusto per farci qualche sana risata insieme e invece eccomi qui, stanco come Ercole dopo aver pulito le celebri stalle, che mi sono scordato praticamente tutto... Mh, e dunque che possiamo inventarci? Sta comunque tutto nel titolo, un poliglotta bric-a-brac per intendere che il potere va sempre e solo alle parole, e ci ragionavo sia sulla scorta di una discussione amabile con @63klimo circa il reiterarsi di certi post dedicati ad un monotema sia su quanto contino le parole, che razza di peso abbiano. Ma non nel senso di parole importanti, foriere di alti ragionamenti, no, io intendevo quelle parole - ma sì, meglio essere precisi, diciamo frasi - che magari hanno fatto storia o ce le siamo ritrovate nei cartigli dei dolcissimi Baci Perugina. E definito quanto esse siano diventate iconiche, usate ad ogni piè sospinto, quanto abbiano viaggiato nelle bocche di attori teatrali, fini dicitori pubblici, elzeviristi cronici e bella gente seduta nella piazzetta di Capri come Totò con le braghe bianche e la canottiera da fiero marinaio, ci viene (vi viene? a me mi - e sottolineo a me mi - viene) da chiederci nella concreta coattissima realtà postmoderna e preapocalittica che ci circonda - quando addirittura non ci stia già sommergendo - cosa succeda davvero. Perchè è bello pensare che io vada in giro e tutto ad un tratto, ispirato da profondi pensieri poetici, magari rivolto ad una qualche entità femminile usualmente appetibile e normalmente inaccessibile, quindi meritoria di qualsiasi gioco di fioretto uno possa fare tendendo a una conquista, insomma via, che io me ne esca con quel microscopico frammento celeberrimo, che da sempre si usa slegato dal pieno contesto della poesia natìa perchè, per qualche bizzarra profezia Maja nei cervelli della gente è stato instillato soltanto quel frammento. Eccomi, bello come un fiore, la barba spazzolata e onusta, il classico Atkinsons Lavender che ci tramandiamo da generazioni, i soliti pantaloni della divisa che non mi levo che cinque ore al giorno perchè sono pigro... e dopo averla guardata negli occhi, approfittando che si avvicina l'ora dell'aperitivo (happy hour per i beoni non per me che sono astemio ma anche lì, visto che sete fa venire il potere della parola HAPPY HOUR?) gli dico in un sussurro: "...ed è subito sera" . Fatto! Tombola! Bingo! Crollerà subitaneamente avvolta nelle spire della mia eclettica intelligenza! Scocca la scintilla? Finiamo abbrancicati in un anfratto? Ma lei alza il visino, sgrulla le lunghe ciglia da quella dolce Venere di Rimmel che certamente è e mi dice: " mbè? " . Senza pietà, senza rimorso alcuno, senza che je ne possa frega' de meno, soltanto "...mbè?? " Oh amabile resto di sognata creatura, ma hai ragione, così deve essere, lo so che è subito sera, lo so che il sole è tramontato, che inizia a fare freddo, che i tram iniziano a diminuire, che se non ce ne andiamo tra poco usciranno i pazzi dai tombini come in FUGA DA NEW YORK, ed è normale, ovvio, quotidiano il fatto che sia sera, come potrebbe essere altrimenti, mica siamo eroi giudei beneficiati da Jehova con il fermarsi del sole fino alla fine della battaglia. Siamo solo due tipi che stanno camminando, una immersa in elucubrazioni leggere sui prezzi delle scarpe nelle vetrine, l'altro abbruttito nella profonda afflizione derivata dalla piena consapevolezza che si può anche usare le migliori frasi fatte, si può anche sfoggiare una cultura enciclopedica, all'atto pratico - come ci insegnava Er Piotta - il segreto del giaguaro sta nel portare mutande leopardate. E ahimè, davanti a quelle, sono senza parole!
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B&B

17 maggio 2019 ore 12:50 segnala


Memori delle guide turistiche immagino che i miei quattro lettori abbiano subito interpretato B&B come il classico Bed And Breakfast che da diversi anni va così di moda nel tentare di risparmiare sulle spese dei viaggi che ci si permette di fare. In verità il titolo null'altro è che uno dei miei soliti calembour derivante da uno scambio di chiacchiere fatto nella sua bacheca con @M4g0d1Oz che esplicitava il suo bisogno di dormire al che io, non avendo flaconi di Nirvanil da spedirgli, mi son permesso di consigliargli di venire a leggere le mie sciocchezzuole. Capito adesso il titolo? Su, è così ovvio: BED AND BLOG eheheh! Intendevo dire che a volte per farsi cascare la palpebra, e sprofondare tra le braccia di Morfeo (che se fosse maschio potrebbe per alcuni essere imbarazzante) in un torpore profondo basta la lettura dallo scorrere lento, soporifero, invero demotivante di certi post. Tra i quali certamente i miei primeggiano come inanità, se è vero come è vero che dalla montagna di visitatori è il classico topolino che nasce - cioè la pattuglia indefessa e granitica di aficionados che continuamente si ostina a seguirmi e , bontà loro, ad apprezzarmi. Perciò, dimostrato dati alla mano che il mio blog è da catalogarsi tra gli oppiacei ancora non riconosciuti dal Ministero della Sanità e dunque non perseguibile ( magari il Mossad per certe cose potrebbe avere da ridire) vi invito caldamente a venire in questo BED AND BLOG, distendervi nella vostra seggiola-poltrona-amaca(sei Paperino?) preferita e leggere, leggere tutto, sceverarlo fino in fondo, suggendone parola dopo parola come se contaste le pecore. Vi garantisco il crollo entro breve tempo e una saporita dormita che vi aprirà i chackra consentendovi di risvegliarvi più rilassati, più allegri, più motivati. Magari più amanti dei gatti. Magari vi si allargheranno le vedute (sui seni nasali non garantisco quindi non usatemi per smettere di russare). Ad ogni modo, visto che per leggermi non pagate nulla non vige la clausola del soddisfatti o rimborsati. Ah, e non mi passa neanche la Mutua, chi viene qui lo fa per il passaparola... Quindi un lieto augurio di buon sonno a tutti voi - lo so che dormite, altrimenti lascereste traccia del vostro passaggio - e se proprio non vi riesce forza, che di blog soporiferi ne trovate quanti ne volete!
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COSE INCOMPRENSIBILI

16 maggio 2019 ore 16:22 segnala


Le cose incomprensibili non sono, ovviamente, la capacità di Moon di piegarsi ad angolature non euclidee che avrebbero ispirato le geometrie di H.P.Lovecraft ma siccome mi fa da testimonial ci sta bene comunque. Torniamo a noi, una notizia che correva in radio l'altro giorno ( sì, sono uno che ancora sente la radio, sia perchè macino chilometri in macchina sia perchè in televisione o vedo film o mi ci addormento davanti)mi ha fatto tornare alla mente il titolo di quella antica rubrica che usciva su un quotidiano, poi divenuta talmente famosa da essere assunta a frase tipica nel parlare italiano e cioè LA REALTA' ROMANZESCA. Dunque, si parlava di una donna,protagonista di una vicenda molto triste finita in una battaglia legale. Lei e il suo compagno avevano avuto una bambina alla quale lui era affezzionatissimo, e per averla sempre vicina le aveva scattato quasi cinquemila foto e molti filmini, tutto con il cellulare. Siccome la donna aveva deciso di lasciarlo si erano separati ma lui non aveva retto e si era suicidato. Lei, trovato il cellulare dell'ex marito, voleva scaricare tutte le foto della figlia ma nessuno aveva la password e, recatasi in un negozio specializzato si era sentita opporre il diritto alla privacy. Ne è venuta fuori appunto una controversia legale alla fine della quale il giudice ha costretto la casa produttrice del telefonino a fornire alla donna la password, scatenando quindi tra i giornalisti e il pubblico una nuova domanda: quando ce ne andiamo nella tomba, a chi spetta il diritto di frugare tra i social, i blog, le schede telefoniche? Ora, tutto questo can can mi ha lasciato con vari questiti, primo tra tutti questo, che magari deriverà pure dal fatto che io provengo dai Nokia e adopero Huawei quindi non robe stratosferiche tipo Apple eccetera, ma dico, nella minuscola memoria del cellulare non sono poi tante le cose che entrano, tutti noi mettiamo tutto su gigantesche microscopiche schede di memoria aggiuntive che in pochi centimetri possono arrivare anche a 520 gigabyte. E, a meno che non mi sia rincretinito e la tecnica abbia fatto cambiamenti repentini, io ho sempre estratto la scheda di memoria, l'ho messa nel pc e ho salvato le migliaia di foto fatte a mio figlio, le centinaia di foto fatte in giro in viaggio o a monumenti e quel po' di selfie che la mia autostima ancora mi permette di scattarmi. E nessuna scheda di memoria che mi sia capitata ha mai avuto la password. Quindi o il suo cellulare aveva una memoria interna enorme o la signora voleva entrare nella messaggistica del cellulare e quindi tutto l'insieme mi piace davvero poco. Altro fatto, ed è appunto questo il quesito che si sta sviluppando, a chi possa andare il diritto di ficcare il naso negli affari sicuramente leciti ma non è poi detto, di un defunto. Si parlava perciò di redigere una sorta di testamento informatico che definisse a quale dei congiunti, o compagni di lunga data, o vicini di casa affabili o il portapizza se si tratta di gente priva di parentado ed amicizie, delegare la riapertura di blog su piattaforme tipo Chatta o Wordpress, a mettere le mani nei profili di Facebook o di Badoo, di aprire il cellulare per scrutare se in Whatsapp qualcuna ti ha mandato foto in mutande o se nella cronologia di DuckduckGo sei andato a guardare Youporn. A tutto discapito di una supposta onorabilità costruita in decenni di morigerata vita privata e pubblica, a rischio di sputtanamento globale per quel quid che magari nemmeno ricordavamo più Quindi quali potrebbero essere le scelte da farsi? Gettare repentinamente cellulari e pc nel fiume, tornando alle amate cabine telefoniche e alle buste da lettera aromatizzate allo Chanel numero cinque per intrattenere rapporti men che leciti? Cancellare al più presto ogni traccia lasciata sul web, annullando Facebook e gli altri social, ma tenete a mente che il web ricorda tutto per parecchio tempo e se io oggi cancello il blog perchè sparisca da Chatta ci vuole pochi minuti, perchè esca da Google ci possono volere mesi - e ricordo quando salvai tutti i vecchi post di Odirke quando chiuse il blog, le nottate a lavorarci sopra... quindi so quel che dico per esperienza. Oppure, e forse sarebbe la soluzione più facile, si risolvono i problemi in famiglia e ci si tiene la moglie, si evitano impicci fuori casa e si scrive tonnellate di roba non rischiosa come fa il sottoscritto, che di problemi in famiglia ne ha dovuti ingoiare parecchi e di roba ne ha scritta ancora di più eppure sta ancora qui vivo e tranquillo. Mi risponderete, ma si parlava di defunti, oh certo, avete ragione, tendo a divagare quando devo fare i dibattiti con altre persone virtuali, aspettando risposte parlo e straparlo. Dunque, in caso di trapasso, dopo lunga malattia - che fortunatamente darebbe al soggetto la possibilità di ricostruirsi una sorta di verginità spazzando tutto - o per incidente casuale, solitamente inaspettato e normalmente mortale, che riaprirebbe tutta la questione. In questo caso mi sono premunito, non ho fatto alcun testamento relativo al virtuale, molto più semplicemente ho tutte le direttive, latitudini e longitudini, specifiche e password di tutto il mio virtuale, dai blog ad Instagram, da Facebook agli account per ogni cosa esistente scritti in bell'ordine e senza alcun cifrario da seconda guerra mondiale in un libricino. Roba da asilo? E sia, mica posso svegliarmi una mattina con l'Alzheimer e guardandomi allo specchio pensare di essere qualcun altro. Sempre che ricordassi come si usa uno specchio, che mica è detto. Seguite quindi il mio consiglio, non fate come tanti - mio figlio per dirne uno - che non si appuntano niente, poi non vanno in un sito per un mese e si scordano qualsiasi cosa affogando in un bicchier d'acqua virtuale. Fatevi i vostri bei libricini neri, così old school, di modo che gli eredi possano ricordarsi di voi mentre eravate ubriachi all'Oktoberfest con le mani dentro il drindl della bionda paffuta, o scoprire la vostra collezione di foto hentai con le gotic lolita dalle orecchie di gatto scaricate da qualche sito giapponese e tante altre belle cose. Poi, quando lo avrete ben compilato e il vostro lascito imperituro alle generazioni future sarà pronto e disponibile, fate come me. Chiudetelo nella cassetta di sicurezza in banca, legata al vostro conto corrente personale, alla quale una eventuale moglie curiosa potrà accedere solo dopo una lunghissima, costosissima, snervante battaglia legale dove dovrà affrontare agguerriti figli avuti con una samoana e mai dichiarati al fisco o alla moglie legalmente riconosciuta. Anche perchè, volete mettere la soddisfazione di andarsene con uno sghignazzo, e magari fargli scoprire che nella scheda telefonica non c'è un accidente?
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« immagine » Le cose incomprensibili non sono, ovviamente, la capacità di Moon di piegarsi ad angolature non euclidee che avrebbero ispirato le geometrie di H.P.Lovecraft ma siccome mi fa da testimonial ci sta bene comunque. Torniamo a noi, una notizia che correva in radio l'altro giorno ( sì, so...
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16/05/2019 16:22:40
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