ALTRI MODI

14 maggio 2019 ore 10:29 segnala


Ci sono infiniti modi di vivere, non v'è chi non se ne accorga, e sempre - girando qui dentro - ne trovo conferma, osservando la enorme differenza di pensieri e ideali che ci distingue, accomunandoci nel nostro essere differenti. Fa sempre piacere conoscere l'altro da sè, quella persona che ha usi e costumi totalmente estranei alla propria quotidianità ma che ti fanno avere un arricchimento profondo. Perchè in verità, è mai possibile che il "diverso" vada bene solo se si va a provare un ristorante cinese, thailandese, etiope, austriaco, mongolo (sì una volta a Roma c'era pure "La fonduta mongola" ora è diventato il solito cinese) e così via? Perchè non provare a vivere qualche altro modo, mica si può farlo soltanto in vacanza quei pochi giorni che il borsellino o il capoufficio ci permettono di sfruttare. Viviamo oramai in un mondo globalizzato, multietnico e dunque multiculturale; e hai voglia a restare romanticamente allo strapaese sul genere di Brescello di Don Camillo, è tutto intorno a noi, l'esodo biblico generalizzato iniziato decenni fa è diventata routine ed è pura illusione parlare di sovranismi, nazionalismi e cose amene del tipo. Sia detto per inciso, le mie idee politiche da sempre le stesse, non vedono di buon occhio questa situazione ma la serietà, la vecchiaia diciamolo pure, l'accondiscendenza al voler sapere, mi hanno da tempo aperto gli occhi e con le dovute cautele e buone maniere vado avanti nello scoprire aspetti inattesi di questo bailamme etnico. Anche per via del lavoro che mi porta a sin troppo stretto contatto con ogni fascia marginale della società, per cui vivo in un perenne stato di attenzione ma con la mente aperta. Un esempio eclatante mi è capitato recentemente. forse saprete che ai primi di maggio è iniziato il Ramadan, il mese santo per l'Islam, nel quale i peccati vengono perdonati in virtù delle preghiere e del digiuno che ogni musulmano che si rispetti segue. La giornata è usualmente scandita dalle cinque preghiere e dal digiuno totale - cibo, bevande, fumo - che inizia all'incirca un po' prima delle quattro e finisce dopo la preghiera della sera, intorno alle ore venti. Dico all'incirca perchè ogni preghiera ha il suo orario che si sposta leggermente ogni giorno. La regola quindi vuole che si rompa il digiuno la sera con la cena e poi si possa mangiare nuovamente un piccolo pasto leggero all'alba circa un'ora prima della preghiera che apre la giornata. Per i musulmani, che hanno una visione della religione totalmente diversa dalle altre, la vita quotidiana sociale e quella religiosa sono inscindibili ed è tutto un continuo pensiero rivolto a Dio, cosa che tra di loro fa sì che si sia aperti ad un normale aiuto reciproco senza bisogno di chiedere. Così accade che anche in strada finita la preghiera della sera si possano trovare banchetti per la vendita ai turisti con gli addetti musulmani che stanno cenando tutti insieme ad amici, e ognuno porta qualcosa per festeggiare la rottura giornaliera del digiuno. A me è capitato, notti fa, di vedere venire alcuni di loro che conosco, la mattina all'alba a portarmi da mangiare, chi frutta, chi biscotti e acqua, perchè avevano visto che non stavo facendo il piccolo pasto prima dell'alba. Ovviamente stando al lavoro come tutte le notti non avevo potuto portarmi niente ma è stato quasi commovente vedere questo gesto da parte di quegli invisibili che siamo abituati a non considerare altro che parte dell'arredamento urbano. Perchè, perchè non pensiamo mai alle vite degli altri, a che carico di tradizioni e interessi e abitudini possano avere, ci affidiamo semplicemente alle righe - influenzate ed influenzanti - dei quotidiani che aprono bocca solo quando devono accusare in modo generale qualcuno a seguito di qualche disastro provocato da quelli che non rientrano affatto tra di loro visto che con i loro atti si pongono totalmente all'opposto degli insegnamenti di Dio. Così come nessuno si sognerebbe di dire che due miliardi e mezzo di cristiani sono pedofili come le centinaia di preti i cui scandali esplodono ogni giorno o sono degli invasori come ai tempi delle colonizzazioni e delle crociate, allo stesso modo non si dovrebbe dire di quasi due miliardi di musulmani che siano tutti dei barbari come certi estremisti assassini. Ma non è questo un post per parlare di politica, quello che vorrei è potervi comunicare il senso di appagamento emotivo e culturale che si ricava aprendosi alla conoscenza di chi è diverso da noi, e scoprire così tante cose che nessuno ci dice. Non chiudetevi in voi stessi, la paura viene dalla non conoscenza, parlate con chi vi capita, studiate un pochino quello che pensate possa interessarvi, fatevi coinvolgere. Ci sono etnie e religioni la cui capacità di accoglienza è enorme rispetto alla nostra, inaridita da egoismo, menefreghismo, ignoranza (intesa come voluta non conoscenza delle cose), perciò vi dico: siate aperti, di mente e di cuore. E restate pure delle vostre idee che è cosa giusta, ma rispettate tutti e poi giudicate. Non fatelo mai a priori.
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14/05/2019 10:29:57
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Commenti

  1. freepause 14 maggio 2019 ore 11:38
    Gli esseri umani han tutti, più o meno, le stesse esigenze fisiche e spirituali, ciò che li divide son culture, religioni ed ideologie basate su principi empirici e luoghi di nascita. Immagino un Salvini nato nero in Africa a 40 km dal pozzo più vicino. ;-)
    Ho fatto diversi post al riguardo, ovvero che nessuno può scegliersi dove nascere, se esser sano o malato e quale cognome o nome avere sulle spalle. Spesso ci si loda di cose di cui non si ha nessun merito!
  2. LINTERDIT 14 maggio 2019 ore 11:49
    modi di vivere diversi , di aver fede , modi di stare in mezzo agli altri e tanto tanto ancora ,a volte vorrei avere un grosso camper ,di quelli con tutto dentro ed ogni giorno essere il cittadino di un'altro paese .
    le distorsioni e la brutalita' c'e' ovunque forse perche' si e' perso il senso di umanita'
    il vivere ci porta ad obblighi irrinunciabili a meno che non si voglia vivere ritornando ai nostri antenati , molto molto antenati ....e penso che ci ritorneremo a quell'epoca
  3. crenabog 14 maggio 2019 ore 18:58
    x @freepause , il concetto che non si possa scegliere dove nascere lo trovo giusto, l'ambiente - per seguire l'ottica buddista - è quello che forma la persona e ne costringe i comportamenti. grazie a Dio abbiamo almeno la possibilità di evolverci, di conoscere e decidere altre strade, sarebbe terribile se un povero, nato povero, cresciuto povero debba essere condannato a vivere così senza la speranza che un cambiamento possa avvenire. mi dirai che solitamente i cambiamenti avvengono in negativo, eh anche questo segue la solita legge di Murphy, sì, ma non demordiamo, apriamoci, cerchiamo di trovare spazi dove non pensavamo ci fossero, prendiamo esempio da altre forme mentali e traiamone il meglio per noi. e lasciamo agli altri, quelli nati con la camicia, il dire "lei non sa chi sono io" noi guadagniamoci la vita onestamente.
  4. crenabog 14 maggio 2019 ore 19:05
    x @LINTERDIT certo, anche fare una vita vagabonda potrebbe avere i suoi vantaggi in crescita culturale e spirituale, bisognerebbe però o avere una barca di soldi o trovare il modo di guadagnare, tipo certi mitici tatuatori americani che attraversavano gli stati a bordo di pulmini volkswagen, allora sì altrimenti vivere da mendicanti dubito possa portare al nirvana. come dicevo in certi paesi e in certe culture è diverso, chiunque di loro mi ha testimoniato che non hanno mendicanti perchè tutti si aiutano e l'ospitalità è sentita come un dovere, in certi paesi rifiutare un invito a mangiare è una vera offesa, giusto per dire. in quanto al tema del senso di umanità temo si sia perso insieme al ritegno e alla vergogna, che una volta camminavano di pari passo con la morale pubblica. e circa gli antenati, ne abbiamo già parlato, verrà la giungla e ci faremo due risate...

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