AMAZON

22 novembre 2019 ore 10:12 segnala


Di solito, nelle lunghe ore che passo in macchina per andare al lavoro,tornare dal lavoro, portare la moglie al lavoro, tornare dall'aver portato la moglie al lavoro, andare a riprenderla, riportarla, ripartire per andare al lavoro (insomma gli oltre cento chilometri quotidiani) mi capita di ascoltare la radio, i canali della quale sono perennemente sintonizzati su poche stazioni , la Rai per i radiogiornali, Radio Rock e Virgin radio perchè al cuor non si comanda e il rock'n'roll non muore mai, una radio sudamericana che con i suoi buffi ritmi latini si discosta enormemente dalle solite pallosità commerciali, ed una radio privata romana molto in voga, diretta discendente di un altra che proponeva solo successi di decine d'anni fa, molto nostalgica. Ora, questa radio ha un suo commentatore mattutino, che va in diretta anche in televisione durante la trasmissione, dal connotato politico fortemente di destra che se la prende con tutto e con tutti, il che a volte dà anche a me modo di sentire gli sfoghi dei cittadini su tematiche interessanti, altre volte mi fa pesantemente inkazzare anche se si sa benissimo come la penso politicamente. Dunque, il commentatore era partito in quarta in una filippica contro i centri commerciali ed Amazon accusandoli della morte delle piccole realtà, delle piccole imprese, della chiusura dei negozi. Sinceramente, e con tutta la rispettabilità che ogni pensiero ha, sia il suo che il mio dunque ed ovviamente il vostro, non trovo affatto che sia così o quanto meno non lo è del tutto. I discorsi hanno radici lontane, che vanno ad aggrovigliarsi in mille ragioni: vogliamo dirne alcune? I negozi chiudono perchè lo stato ed i comuni li strozzano, tasse sulla insegna, tasse sul negozio, tasse su quanto guadagni, tasse sulla occupazione del suolo pubblico, tasse sui dipendenti, bollette del gas, della luce, della nettezza urbana, un infinita scia di balzelli dei quali spesso si fa fatica anche a capire il senso e lo scopo che non sia quello di ingrassare le pance di lor signori. E mentre una volta c'era la regola che non potevi aprire un negozio uguale a un altro a meno di cento metri oggi trovi quattro bar sulla stessa strada, e vorrei capire chi è che li consiglia di aprire lì, visto che poi devono fare duelli rusticani per avere i clienti. E i prezzi, data la spaventosa concorrenza che c'è in giro, una piccola realtà che deve stracaricare quel che vende (e ricordo, da quando lavorai in una libreria, che per loro andavo a prendere i volumi dai distributori con oltre il quaranta per cento di sconto quindi quando vi dicono che non possono farvi lo sconto o gli ridete in faccia o almeno sappiate che quel 40% che intascano va quasi tutto in altre tasche) non potrà sopravvivere contro un grande centro. E qui appunto si accusavano i centri commerciali e Amazon. Ma i centri commerciali sono diventati anche un punto di aggregazione, quello che una volta per noi era andare a fare lo struscio in centro guardando le vetrine, oggi che il tempo è limitato si concentra in qualche ora a settimana in un grande centro, dove comunque puoi trovare e fare di tutto, guardare i prezzi, confrontarli e risparmiare. Ecco, anche questo è l'imperativo a cui dobbiamo sottostare, visto che guadagniamo sempre meno, siamo obbligati a risparmiare e chi è, mettetevi una mano sulla coscienza, che va al negozio di lusso a comprare un paio di stivali quando su Amazon li trova uguali, a prezzo più basso? E te li portano a casa, facendoti avere la libertà di passare il poco tempo prezioso che sprecheresti in giro per negozi facendo altro? Che poi, a sentire il commentatore - notoriamente avvelenato contro tutte queste realtà enormi - i prezzi più bassi Amazon li fa perchè non paga le tasse in Italia. E allora? Da qualche parte comunque le pagherà, e poi vorrei vedere se è vero, le basi Amazon in Italia (e anche quella al sud, che sta aprendo e che darà lavoro ad un nugolo di persone, cosa per la quale bisognerebbe non discutere ma accendere ceri a qualche divinità, che se si aspetta che il lavoro lo dia lo stato stiamo freschi) a questo stato è ovvio che paghino, mica stanno a San Marino o nello stato del Vaticano. Ma soprattutto, la gente sembra pensare che sia la stessa Amazon a vendere, mentre fa solo da veicolo tra compratore e venditore, e quindi dà modo a milioni di piccole realtà - che prima soffrivano a tenere un negozio aperto - di continuare comodamente a vendere ai clienti, arriva l'ordine, Amazon manda a ritirare i prodotti dal venditore, li spedisce, ritira i soldi e ne dà la parte pattuita al venditore che non deve preoccuparsi di altro. Ah, questo però non fa comodo menzionarlo, vero? Fa più scioccante dire che Amazon ammazza i piccoli negozi. Non è il giusto modo di vedere le cose nè di raccontarle. Di balle ne sentiamo sin troppe, ogni giorno, da tutte le parti. Persino pubblicare libri su Amazon Kindle dà la possibilità a tanti autori non di grido di essere conosciuti dal pubblico, e lo sa bene uno dei nostri antichi e migliori blogger di qui dentro, del quale ho avuto il piacere di scaricare appunto un libro con Amazon, mentre difficilmente lo avrei trovato nelle librerie. Quindi fate quel che volete, comprate dove volete, ma tenete a mente che per ogni cosa che si fa ci son sempre motivi importanti dietro, sia per chi vende, per chi compra e chi fa da tramite. (Moon in foto ovviamente è il compratore compulsivo tipico, lui vuole tutto, chi glielo vende o chi glielo porta non ha importanza ehehehe)
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22/11/2019 10:12:09
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Commenti

  1. VirPaucisVerbo 22 novembre 2019 ore 10:38
    E stavolta sono pienamente d'accordo con te. D'altronde il destrorso di cui sopra è probabilmente (molto probabilmente) un seguace / fautore della tanto famigerata "globalizzazione" che (oltre a portare i ragni violino in Italia) ha anche cambiato radicalmente il concetto di "acquisto". Ora posso ordinare una cosa negli USA, in Cina ed averla comodamente a casa. Non amo la globalizzazione, perché a mio modestissimo parere ha ulteriormente ampliato il divario fra "predatori" (noi occidentali ricchi) e "prede" (tutti gli altri, chi più chi meno). Ma è innegabile che questa, associata al web, porti anche dei discreti vantaggi.
    A proposito di predatori, Moon ovviamente ordinerà intere bisarche di crocchette, su Amazon!
    Buona giornata!
  2. crenabog 22 novembre 2019 ore 10:41
    x @VirPaucisVerbo ma infatti e per quanto riguarda il feroce predatore grigio, purtroppo il prezzo che Almo Nature fa su Amazon è lo stesso del negozio vicino casa quindi andiamo lì. Il giorno che abbasseranno ne prenderò una balla ehehehe
  3. VirPaucisVerbo 22 novembre 2019 ore 11:06
    @crenabog: buongustaio di un Moon!
  4. Evelin64 22 novembre 2019 ore 19:57
    Non sono mai stata una compratrice compulsiva, pero' mi piaceva andare nella piccola bottega di paese, dove si vendeva frutta e sorrisi.... i centri commerciali per me son "troppo" di tutto....in primis, troppa gente :-)
  5. Moscan.sx 23 novembre 2019 ore 03:00
    Certamente,il nuovo stile di vita ci ha portato a questa realtà e sono d'accordo con te quando dici che intanto si risparmia tempo ( formidabile) e poi anche soldi,perchè di fatto anche volendo inglobare la spedizione,ciò che danno è sempre a prezzo inferiore. Poi,soprattutto anche il nuovo gusto di essere serviti a prezzi addirittura inferiori al mercato. Mi resta però il dubbio che il sistema,non abbia messo in condizione i piccoli commercianti di adeguarsi,cioè trovare una chiave per sopravvivere al cambiamento,che abbia cambiato talmente velocemente, che tale velocità non abbia permesso di digerire commercialmente e assuefarsi ad un nuovo tipo di relazione col cliente e ciò ha inevitabilmente mandato sul lastrico chi magari troppo ricco non era...ciao Crena!
  6. luc.ariello 23 novembre 2019 ore 07:28
    Amazon è come una pistola: ti può salvare la vita o te la può rovinare.
    Dipende da te.
  7. crenabog 23 novembre 2019 ore 07:41
    X @Evelin64 buongiorno cara, grazie della visita, ammetto che a tanti piacerebbe tornare a ritmi di vita tipici della Brescello di don Camillo, ma con la vita che ci hanno sbattuto tra i piedi tocca tentare di sopravvivere e anche i centri e le vendite on line possono essere degli escamotage...
  8. crenabog 23 novembre 2019 ore 07:52
    X @Moscan.sx ciao carissimo, leggendo il tuo commento mi è venuto da pensare che la situazione dei commercianti, così come la esponi, potrebbe essere una sorta di contrappasso, qualcuno si ricorderà che appena venne in vigore l'euro un giornalino - per fare un esempio - che costava 3000 lire venne prezzato a 3 euro cioè quasi seimila lire. E chi prendeva due milioni di stipendio se ne trovò in busta 1000 euro circa. Bene, lì si adeguarono subito per strozzarci, oggi abbiamo dovuto imparare a spendere il meno possibile. Che si adeguino...
  9. crenabog 23 novembre 2019 ore 07:54
    X @luc.ariello giustamente, la si dovrebbe visitare solo quando serve qualcosa, se ci si mette a gironzolarci dentro è come mettere il naso nel sacco di babbo natale, si piglierebbe di tutto. Una serena giornata a te.
  10. bovary.1970 23 novembre 2019 ore 11:15
    Molto ben articolato il post, che, sebbene lungo, si è fatto leggere volentieri. Considerazioni in cui mi ritrovo. Complimenti
  11. crenabog 23 novembre 2019 ore 13:00
    x @bovary.1970 grazie per la gentilezza, mi faccio sempre prendere la mano nello scrivere, potrei andare avanti per pagine e pagine, sono un tantino prolisso mi sa...
  12. 1965spiritolibero 24 novembre 2019 ore 19:04
    se ce' una cosa su cui mi trovo d'accordo e' la micidiale concorrenza fra chi vende sia piccolo che grosso che poi non ce lo siamo scelti noi,la globalizzazione ha creato anche i mostri il dio denaro ci governa e ci far fare anche scelte politiche cosa che succedeva pure nell'antichita'.comunque amazon del quale tu hai spiegato perfettamente il funzionamento mi e' satto d'aiuto per acquistare da un solo "venditore " materiale per un piccolo impianto fotovoltaico che oggi sarebbe irreperibile per mancanza di negozi a portata di mano che ti venderebbero tutto il necessario.poi il fatto che 40 anni fa stavo meglio perche' si mangiava comprando nel negozio sotto casa o si coltivava l'orto era meglio,ma il progresso o il regresso spesso non si possono fermare quindi ci vuole spirito di adattabilita'.poi le disquisizioni politiche interferiscono in ogno dove e da sempre.ciao,
  13. crenabog 24 novembre 2019 ore 20:16
    X @1965spiritolibero e anche tu hai ragione, spesso non andiamo a ragionare ma ci limitiamo a litigare o insorgere contro chi ci viene indicato, e quasi sempre questi lo è da qualcuno che ha da guadagnarci aizzando il pubblico. Il futuro ce lo hanno sbattuto in faccia e ce lo dobbiamo tenere cercando di trarre il meglio per noi, usando la testa e badando alla tasca. Grazie per l'intervento, utilissimo alla discussione. Un caro saluto.
  14. AllegroRagazzo.Morto 25 novembre 2019 ore 11:58
    @crenabog:
    Non ho alcuna remora nell'abbracciare ciò che l'attuale rende disponibile se ciò mi serva, utilizzare non è approvare e in ogni caso le sfumature delle quali spesso ci si attribuisca il merito sono molteplici e tali da farmi ritornare alla mente un semplice concetto, molta scelta equivale a nessuna scelta.

    Probabilmente la mia generazione o ciò che ne resta, non vede più un terremoto nel cambiamento dei costumi e degli usi e degli abusi, forse perchè molte cose modestamente le si aveva già immaginate e allo stesso tempo non ci si aspettava qualcosa di diverso. Avendo abbastanza tempo ciò che si perda è secondo me la capacità di mantenere inalterata quella piacevole sensazione di scoperta tralasciando il pregiudizio.

    Innegabile, io oggi sono un assolutista e capire come e dove e perché ciò mi sia capitato non riveste in me alcun senso di curiosità. Uso ciò che mi serve quando mi serve per ciò che mi serve nè più nè meno, restringendo il campo al tema del tuo post, Amazon. Ordinavo su amazon USA secoli prima che questi adattasse il dominio per l'italica patria in IT. Quando Amazon US non rispondeva ai requisiti acqistavo dal Giappone o dall'Asia, certo oggi clicchi un tasto paghi e ricevi anche mentre si è al cesso ma 30 anni fa erano cazzi. Influenza la mia vita? Certo, è come usare l'auto per fare 500 km ogni settimana e ritornare in tempo lunedì a lavorare. E' come usare un qualsiasi aggeggio tritacoglioni elettronico quotidiano. Non ci si chiede mai cosa ci sia dietro l'estrazione di uno dei minerali così necessari alla loro componentistica? Trovo inutili le polemiche, i luoghi comuni al riguardo. Vuoi cambiare vita ed abbracciare uno stile che non danneggi ulteriormente questo pianeta del cazzo, la flora e scusa se quasi dimenticavo la fotttuta fauna? Allora spogliati e vai a far l'asceta... o per citare qualcuno... il barbone.

    Anche la vita è un assoluto ossimorico, tende sempre a (ri)produrre se stessa termiando ogni volta ed in effetti la vita è interessante solo perchè prima o poi termini.

    Un caro Abraccio!
  15. crenabog 25 novembre 2019 ore 20:11
    X @AllegroRagazzo.Morto in effetti prima o poi termineremo quindi possiamo comunque avere delle scelte, fare l'asceta, godere sibariticamente, rompere l'anima a tutti o chi sa che altro o magari ci gratifica pure, perché no! I tempi passati restano nel cuore per la loro illusoria semplicità, era bene, era male, non so però il cuore resta legato ad essi perché avevamo ancora un futuro davanti. Grazie per il commento, un forte abbraccio!
  16. friar 26 novembre 2019 ore 18:57
    Amico mio, intanto passa inosservato il tuo lavoro di autista con i tempi del rock e la dedizione alla famiglia. Per quanto attiene Amazon e CCO, sarebbe un discorso lungo da affrontare in questi ridotti spazi, però un contributo o una testimonianza, fuori dai luoghi comuni, la voglio dare anch'io. Qualche anno fa ho progettato due Centri Commerciali Naturali, costituiti anche, ma, ahimé, senza grande successo per motivi legati alla natura giuridica degli stessi. L'idea era di dare quell'intrattenimento globale che un Centro Commerciale Organizzato riesce a dare. Questi, in un luogo protetto e confortevole, danno alle famiglie la possibilità di trascorrere una giornata fuori casa, guardando negozi e facendo acquisti, mangiando una pizza, intrattenendo i bambini e, alla fine, magari guardando anche uno spettacolo. Per fare concorrenza, al di là dei costi che gravano sui commercianti (ma anche su quelli dei CCO), occorre una seria politica di sviluppo e animazione territoriale che coinvolga tutti gli attori di sviluppo, in priimis l'amministrazione comunale. Ma per fare questo occorrono competenze che purtroppo non ci sono. Occorre anche un maggiore e più moderna preparazione dei commercianti. Al commerciante, oggi, non serve saper solo vendere, che pure è una condizione necessaria, ma deve anche: conoscere le tecniche per la rilevazione e misurazione della soddisfazione del cliente; conoscere i metodi e gli strumenti per fidelizzare il cliente; saper ricorrere, se necessario, al Web marketing, all'E-mail marketing e all'E-commerce; saper organizzare il negozio per rendere i prodotti attraenti agli occhi dei potenziali clienti (scelta dei colori, dell'illuminazione, dei suoni, della disposizione della merce). Tutto questo significa aggiornarsi, formarsi al nuovo, ma questo neanche si fa. Per Amazon condivido il tuo discorso che vale per tutte le vendite on-line. I commercianti devono capire che il suo concorrente non è il negoziante a 10 metri che vende i suoi stessi prodotti, ma è quello che sta a 5 km e che accoglie l'intera famiglia o è quello che sta a 500 km e che fa risparmiare soldi a parità di prodotto. Ecco, i luoghi comuni, non tengono conto che il consumatore finale fa scelte coerenti con il proprio portafoglio e il proprio tempo. Mi accorgo che l'ho fatta davvero lunga, lo invio lo stesso, sperando che tu possa scusarmi, ma l'argomento, il tema trattato lo sento molto.
  17. crenabog 27 novembre 2019 ore 08:24
    x @friar benvenuto vecchio amico, mi fa piacere vedere il tuo commento così articolato e fondato su ragionamenti assolutamente logici benchè ancorati alle logiche del mercato. ti dico solo che alla stazione centrale, qui da me, nel cosiddetto forum, la parte inferiore dove ci sono i negozi ed in parte anche al piano terra, hanno allocato delle sorte di monoliti totem sui quali appaiono pubblicità di eventi nel forum, di dischi e di profumi e guarda caso ci sono attaccati dei piccoli adesivi sui quali ci stanno dei QRcode e la scritta che avverte che quei totem rilevano l'interesse del pubblico. ovvero, presumo,hanno delle telecamere interne per vedere chi e quanto tempo si ferma davanti a vedere gli spot così da scegliere i prossimi. roba da pazzi, mi ha fatto venire in mente quei film di fantascienza moderni nei quali si vedono pubblicità che parlano con chi ci passa davanti proponendogli roba che sanno essere di suo interesse grazie ai miliardi di cookies che ci affliggono da ogni pagina web. ci siamo arrivati, insomma, a quello che paventavamo solo un decennio fa. quindi capisco benissimo - anche perchè ne sono informato - la tua esposizione e sono d'accordo, a parte l'ovvio dispiacere per la mancata tua iniziativa che avrei auspicato ti portasse l'agognato benessere. certo, a volerci scherzare sopra, sarebbe anche da ricordare e citare il mitico film "ZOMBI" di Romero con gli zombi che si accalcano davanti alle vetrine sbarrate del centro commerciale nel quale si sono rifugiati i superstiti, attratti dalla consuetudine di quel che facevano in vita. date le mie abitudini, invece, se fossi un morto vivente (e data la vetustà immagino che il pubblico femminile lo vada sospettando da un pezzo) immagino che appena risorto entrerei in macchina e guiderei fino all'esaurimento del carburante. e dunque mi troverete a gironzolare intorno a qualche pompa di benzina eheheh... ti ringrazio ancora per il tuo bell'intervento, sono sempre molto soddisfatto quando vedo che le mie celie riescono a trascinarvi in discussioni che ci fanno solo che del bene mentale. un grande abbraccio.

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