L'UOMO COL RASOIO

16 settembre 2014 ore 10:32 segnala


Da sempre, ognuno di noi se l'è immaginata in un modo, più o meno simile alle rappresentazioni iconiche tramandate nei secoli su dipinti o da come ce la propongono nei film e quasi sempre l'immagine classica è quella del Mietitore con la falce e il mantello nero. Poi, quando ti trovi a sentirtela intorno, ti accorgi che di sembianze ne ha molte più di quante ne vorresti conoscere. La vedi, in quelle squallide corsie di ospedale, la vedi girare tra i letti dei degenti, dei malati terminali, come se li avesse fiutati. Come se capisse che è il momento di presentarsi, di introdurli alle barriere dell'autostrada della fine. Gira, dimessa, di bassa statura, uno tra i tanti, tra i letti e con quel mezzo sorriso ossequioso, chiede chi voglia farsi fare la barba. Porta con sè un piccolo secchiello con l'acqua saponata, il pennello, il rasoio. E si accosta a chi, solo, disperatamente solo, aggrappato alla tenue speranza che una moglie, un figlio, vadano a trovarlo, a esalare con lui quei respiri rauchi, sempre più lenti, sempre più faticosi, desidera mostrarsi loro ancora con una briciola di dignità. Quella dignità nel proprio aspetto che una malattia ti nega, quell'incapacità di alzarsi, andare in bagno, lavarsi e sbarbarsi, che uno stadio finale ti crocifigge addosso. Stesi lì, nelle brandine, tra lenzuola sconosciute, tra mura che non hanno nulla di quelle dove si è vissuto, soli. Con la tristezza e la muta vergogna di offrire agli occhi dei parenti un aspetto lontano anni luce da quello che amavano, da quello che ancora vorrebbero ricordare. Come resistere al richiamo, all'offerta? Perchè non è vanità, non è narcisismo, è l'estrema pietà per sé stessi che fa dire di sì, che fa alzare il mento, ed eccola che insapona il volto del degente, ed eccola estrarre quel rasoio. Di plastica, naturalmente, usa e getta, naturalmente. Ma è sempre lo stesso, lo stesso con il quale va facendo la barba a tutti, regalando insieme a quella briciola di ritorno alla quotidianità, anche la sua carica micidiale di sangue infetto, tetano, germi, bacilli, tutto quel che si può trasfondere da uno all'altro. Cosa importa? Il barbiere lo sa, che tanto nessuno si lamenterà; nessuno tornerà a casa, contagio o non contagio. E dunque, meglio risparmiare quei centesimi di un rasoio di plastica e intascare l'obolo richiesto. Anche lui deve vivere, anzi, lui deve vivere, loro no. Loro da quei letti sconosciuti non usciranno vivi. Lo capiscono? Si rendono conto che quel momento non è l'illusione di poter donare - un ultimo patetico regalo - a una moglie o a un figlio il volto ancora fresco e sano di chi li ama, li ama anche se non sono lì con lui, se non stanno seduti ad ascoltarne i lamenti, se non gli asciugano le lacrime, se non cacciano via da lui la paura? Non è questo: l'omino col rasoio è solo l'ultima chiamata a raccolta prima della partenza. Lo so. L'ho visto già tante volte. Nessuno lo caccia via. Come si può cacciare la Morte?
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16/09/2014 10:32:12
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Commenti

  1. Hamsho 16 settembre 2014 ore 10:44
    Troppo triste
    è quest'ultima gioia
    che ci allontana dal sentiero della vita
    ed è forse
    l'estremo tentativo
    per mostrarci più belli
    ancora una volta.
  2. nessun.attesa 16 settembre 2014 ore 11:04
    Nessuno si può sottrarre alla sua venuta.
  3. a.Qa 16 settembre 2014 ore 11:43
    Come si può cacciare la Morte?

    beh voi maschietti siete piu' avvantaggiati... con gli scongiuri virili... una bella strizzatina...

    io donna... beh la morte non la scaccio.. ne le rompo le 00 ... quando arriva arriva...
    nel frattempo sorrido :many
  4. MorganaMagoo 16 settembre 2014 ore 14:07
    molto toccante,
    anche per ricordi e motivi miei personali.
    l'umana pietas.
  5. crenabog 16 settembre 2014 ore 20:46
    Hamsho, forse sì, forse vorremmo solo morire con dignità.
  6. crenabog 16 settembre 2014 ore 20:47
    x nessun.attesa, è questo il guaio...
  7. crenabog 16 settembre 2014 ore 20:48
    x a.Qa, già, tanto alla fine è l'unico compagno che ci resta.
  8. crenabog 16 settembre 2014 ore 20:49
    x MorganaMagoo, siamo sulla stessa barca.
  9. mizzy.66 16 settembre 2014 ore 20:59
    Un semplice racconto traboccante di significati, per descrivere il concetto della morte e le sue paure, difficilmente spiegabile....
    Complimenti Marco. Un abbraccione.....
  10. crenabog 16 settembre 2014 ore 21:14
    x mizzy.66, sì, ma anche un atto catartico dal ricordo di quel barbiere e di mio padre appeso alle flebo, ed io che cercavo di fargli la barba per evitare che quello si avvicinasse... abbracci di cuore
  11. salyma 16 settembre 2014 ore 21:53
    Racconto molto toccante, eh già è pensiero costante per chi soffre di certe malattie, ma dimmi. Tutti quei ragazzini che vengono uccisi dalla fame e dalle bombe in un attimo mica avevano la barba, così come una ventenne che attraversando la strada viene investita da un'auto....e rimane li esanime sull'asfalto nemmeno lei aveva bisogno di farsi la barba. nessuno di loro aveva virus germi o bacilli. L'umana pietas vale anche per loro o no? anche loro muoiono da soli e a volte non c'è tempo nemmeno per un ritocco che debba renderli più presentabili ai parenti che magari in quel momento non erano presenti non per manifesta volontà. La morte non si aggira solo tra le corsie di un ospedale, si aggira furtivamente in ogni angolo di casa, di strada, di giorno di notte, è lei che sceglie chi come e quando, non ha orari, non si sa quando arriva con il suo rasoio, il sapone e magari anche una macchina fotografica per immortalare il momento cruciale della dipartita di ognuno di noi.
    Credo che ognuno abbia i suoi dolorosi ricordi ed è proprio per questo che certe persone non dovrebbero mai scherzare sulla sofferenza degli altri e soprattutto sulla morte. Vecchiaia e malattie non sono l'unico motivo per il quale le persone muoiono, ci sono decine di altre cause che portano anche a premature dipartite.
    E comunque in quel momento puoi avere anche decine di persone che ti accudiscono e ti assistono, il fatto è che si muore sempre da soli!
  12. crenabog 16 settembre 2014 ore 22:42
    x salyma, naturalmente, ed è per questo che nelle prime righe dicevo che ha tante sembianze, anche quelle che non ti aspetti. la morte arriva quando e come vuole, a dispetto di speranze, veganismo, vita salutista e smettere di fumare. ti giri un attimo e a 14 anni ti casca un cornicione in testa e ti fracassa. tanto per dire. quello che ho descritto è solo un aspetto dei mille che ne assume, e come scrivevo a mizzy.66 poco sopra, per me liberatorio perchè ho descritto le mie sensazioni realmente accadute. ognuno di noi, ovviamente, ha le sue esperienze e i suoi punti di vista ed è giusto così, come è umano e giusto parlarne se si vuole. sono d'accordo con te che c'è una grande differenza sull'augurare le cose peggiori a qualcuno in un momento di furia - tipo guida automobilistica in città - e sullo scherzare scientemente e causticamente di certi argomenti. benchè magari sia solo un modo di esorcizzarli per la paura che fanno a tutti noi. vero anche che si muore soli, o meglio, si inizia il cammino nel buio da soli, ma trovo confortante sperare di poter avere a fianco qualcuno amato che mi tenga la mano. o almeno, per quanto sia ridicolo, il mio vecchio orsetto di pezza.
  13. Evelin64 17 settembre 2014 ore 07:36
    Un racconto dove si nota perfettamente che l'ultimo gesto che conta nella vita. è riprendersi la dignità, comunque essa sia.
    Evelin:bye
  14. Antelao 17 settembre 2014 ore 08:07
    anche io mi feci rasare il viso durante l'unica degenza ospedaliera della mia vita. Nel giugno del 1981 ero immobilizzato in trazione, col bacino fratturato. A più di 600 km. da casa e nemmeno vent'anni d'età.
  15. a.Qa 17 settembre 2014 ore 08:44
    si... l'unica compagna che ci resta... ''fedele sincera e puntuale,, ;-)
  16. crenabog 17 settembre 2014 ore 08:46
    x Evelin64, già, ricordo un vecchio detto che recitava "non è per come sei vissuto che sarai ricordato, ma per come muori". forse intimamente anche questo fa parte di quel contesto. abbracci.
  17. crenabog 17 settembre 2014 ore 08:48
    x Antelao, e così puoi capire lo spirito del post. purtroppo, aggiungerei. un caro saluto.
  18. crenabog 17 settembre 2014 ore 08:48
    x a.Qa, infatti è l'unica che a divorziare da noi non ci pensa proprio...
  19. Antelao 17 settembre 2014 ore 09:05
    si, vero, difficilmente si può comprenderne il vero senso senza aver provato sulla propria pelle.
  20. crenabog 17 settembre 2014 ore 09:10
    x Antelao, ecco, è questo il motivo per cui a volte certi post - parlo in generale, non solo nel mio blog - non vengono capiti a fondo, a volte la gente se la prende, a volte ci ridono sopra, ma spesso contengono delle motivazioni profonde. che, forse, si capiscono solo se le si spiega nei vari commenti, che andrebbero letti con cura da chi lascia un proprio commento. certo in questo caso mi auguro che lo capiscano in pochi, eh.
  21. a.Qa 17 settembre 2014 ore 09:11
    e non ti chiede neanche l'assegno di mantenimento... ;-)


    ho voluto rispondere in modo ironico al tuo post...
    perché le ultime parole di mio padre a noi figli fu...''ricordatevi dei bei momenti passati insieme... solo di quelli.,,
    ieri è stato il suo compleanno... e mio fratello ha dedicato un pensiero a lui su fb
    non ti dico i commenti ... quanti e da tutto il mondo... e si perché ci sono parenti ed amici sparsi ovunque...ed ho pianto commossa... come nessuno l'ha mai dimenticato..

    ciaooo...
  22. crenabog 17 settembre 2014 ore 09:26
    x a.Qa, bene, anche se per una cosa così triste, sono contento di sapere che ha ancora tante persone che lo ricordano caramente. è una gran bella cosa. ciao
  23. a.Qa 17 settembre 2014 ore 09:29
    si sono contenta per lui e di come l'abbiamo assistito fino alla fine..
    ma mi sento triste quando c'è tanta tanta tantissima gente povera... che muore per strada... tanti fanno belle parole... ma di piu' muoiono per strada sotto i ponti... nel mare.. sul lavoro per un pezzo di pane...
    sono fortunati chi muore anche se solo in un letto di ospedale...
  24. patty1953 17 settembre 2014 ore 09:32
    Se contassi le barbe che ho fatto ai miei pazienti in fase terminale la cosa chhe ricorderei e' sicuramente il loro sguardo un misto di gratitudine, rassegnazione, rabbia, dipendeva dalla situazione.Ma quegli sguardi non li dimentichi piu'
  25. crenabog 17 settembre 2014 ore 09:40
    x patty1953, eh lo capisco molto bene...
  26. crenabog 17 settembre 2014 ore 09:41
    x a.Qa , concordo anche se aggiungerei comunque che a morire, fortunati non lo si è mai...
  27. XbadX 17 settembre 2014 ore 09:46
    morire con dignita'......e' triste...ma e' cosi' qualche uomo vuole esserlo ancora pur lasciando questo mondo e' un po' come non farsi sorprendere dalle morte ma andargli contro come un altra occasione di vita !
    questo post e' tristissimo.....sentire la sofferenza fa male..anche quella degli altri....sei un grande MARCO!
  28. albaincontro 17 settembre 2014 ore 09:55
    L'ho vissuto nei lunghi mesi in cui sono stata vicina a mia madre che se ne andava.Ho visto la desolazione che angustiava le creature sofferenti ,non solo nel corpo,ma anche per l'abbandono di chi avrebbe dovuto amarli e assisterli.
    La nera signora, rispetto a tanto cinico egoismo,risulta più pietosa.
  29. stregaxamore.VE 17 settembre 2014 ore 10:00
    Mi hai fatto venire i brividi stavolta, una figura davvero inquietante...pensoche una persona in punto di morte preferisca farsi fare labarba da un parente che lo frà amorevolmente, sono attenzioni e coccole dovute a chi se ne sta andando e che amiamo.
  30. crenabog 17 settembre 2014 ore 10:03
    x XbadX, grazie teso', sempre gentilissima, vero, è proprio un argomento triste. excusez-moi...
  31. crenabog 17 settembre 2014 ore 10:08
    albaincontro, hai ragione, capiamo il significato della parola EGOISMO solo quando ci si rivolta contro, anche se cerchiamo di giustificarlo in mille modi per amore, quel maledetto amore che ci fa perdonare sempre tutto e tutti.
  32. crenabog 17 settembre 2014 ore 10:10
    x stregaamore.VE, lo penso anche io, e sarebbe bello e giusto se avvenisse sempre.
  33. nerorosso 17 settembre 2014 ore 10:36
    triste, molto triste
    il mio sogno morire mentre dormo nel mio letto
    ciao vecio sempre in gamba
  34. Cicala.SRsiciliana 17 settembre 2014 ore 10:37
    Questo non è un racconto, ma la verità assoluta su quanto accade nei posti da te indicati.
    Mi sento addosso una sofferenza atroce; un uomo che prima di morire, vuol mostrare a tutti il suo decoro. Ecco…..la morte si avvicina e porta via con sé un uomo inerme, sfinito ma con quella dignità che lo fa sembrare più presentabile a tutti coloro che si accingono al suo capezzale. Che tristezza infinita Marco….Rita
  35. crenabog 17 settembre 2014 ore 10:47
    x nerorosso, vero, anche se ammetto che una bella revolverata in uno scontro a fuoco mica mi dispiacerebbe. come si dice, una botta e via, meglio che finire come tutti i miei parenti, mesi e mesi a sputare sangue... mah. un grande abbraccio.
  36. crenabog 17 settembre 2014 ore 10:51
    x Cicala.SRsiciliana, grazie Rita, lo so, è stato un argomento davvero triste, forse non avrei dovuto scriverne, ma non ho saputo resistere ad una mia autoanalisi e ad un atto liberatorio per qualcosa che mi angustiava da anni. ecco, la verità è sempre questa: qui dentro non ci sono i miei scritti, ci sono IO. la mia vita, sempre, in ogni racconto. a differenza di tantissimi altri, penso che oramai mi conosciate meglio di quanto mi conosco io... con i miei pensieri, illusioni, dispiaceri, e qualche piccola felicità. ciao.
  37. annadiceno 17 settembre 2014 ore 11:28
    mannaggia a te...quante lacrime m'hai strappato oggi...ed altre son scese appresso perchè volevano la scusa...che considerazione posso fare ora...impossibile scrivere qualcosa di personale,si bagnerebbe la tastiera e in questo momento non è nemmeno il mio pc...sdrammatizzo ma comunque il rasoio quando arriva arriva...e ci son pure quelli che non fanno in tempo a chiamare il barbiere...mi ricordo gli occhi...spesso mi chiedo cosa stesse guardando con tanto interesse ...a me sembrava un muro bianco d'ospedale...
  38. Cicala.SRsiciliana 17 settembre 2014 ore 11:40
    Perchè non avresti dovuto scrivere questo post Marco,
    non è forse una situazione che fa parte della vita?
    E tutto ciò che fa parte della vita, anche se con
    dolore, deve essere accettato....
  39. patty1953 17 settembre 2014 ore 12:27
    X Cicala Siciliana ti ricordi a cosa ho tenuto di più quando si è trattato di tua zia, proprio questo la dignità, morire da persona non da animale dimenticata dagli uomini e da (forse) Dio.........
  40. tristina 17 settembre 2014 ore 14:34
    Marco,
    tutto quello che hai scritto credo che ognuno di noi lo abbia vissuto. Ci sentiamo così "indifesi" di fronte all' ineluttabile realtà che è l' ultimo attimo di vita terrena.
    La nostra cultura, ci ha portanto via via, ad apprezzare solo quello che è forte, giovane bello, dandoci l' illusione dell' eternità e della fragilità fisica. La morte..quella non arriva all' ultimo respiro...ma nasce con noi ..nasciamo per morire fisicamente ogni giorno. A volte accade prima, a volte dopo ma..la morte è la nostra compagna da sempre. E questo dovrebbe farci riflettere, insegnarci ad apprezzare i valori della vita, le persone e sopratutto gli "anziani" ed invece per una sorta di scongiuro li lasciamo lì da soli..anzi a volte infastiditi di averli intorno. Ed invece quanto rispetto dovremmo dare loro, che hanno già imparato prima di noi cos'a sia vivere la vita.
    Poi ...una poesia che è per me un racconto la scrisse Totò ..con "La Livella", grande Antonio De Curtis, ha dato un senso alla morte ..La morte è una livella..
    Personalmente credo..e lo spero che se il fisico di una persona muore ne resta la sua Essenza...è stato provato che siamo fatti della stessa materia dell' Univeso e all' Universo torneremo in energia ..Se non credessi in questo che scopo avrebbe la Vita. e nessuno muore fno a che c'è qualcuno che lo tiene nel cuore.
    Come sempre, leggere i tuoi racconti è sempre bello,
    questo è un po' "triste"..Ma si sà, gli scrittori intingono la loro penna nello stato d' Animo del momento.
    Mi auguro Marco che, tu possa andare oltre, arrivare all' accettazione della morte per poter apprezzare la Vita..Ne abbiamo solo una ..e, se anche ce ne fossero di più, in ogni caso, non ne avremmo memoria.
    Un abbraccio a te un baciotto al tuo Tato e...come dice Benigni..La Vita è Bella!!!
    A rileggerti :bacio
  41. p.arnassius2 17 settembre 2014 ore 14:37
    ...a Quella nessuno può sottrarsi, nn guarda in faccia nessuno! Si spra solo di riuscire qualche volta a "bleffarla"....quando inizia a gironzolarti attorno! Forse......
  42. Patpamp 17 settembre 2014 ore 15:22
    Grazie anzitutto per avermela segnalata.
    È il tipo di racconto che ho piacere di leggere, quindi è andato giù in una manciata di minuti.
    Mi è sembrato anche un po' "sclaviano", mi è sembrato di leggere delle tinte un po' nere che personalmente trovo assolutamente magnifiche.
  43. Spiritwalker 17 settembre 2014 ore 17:22
    La morte...l'ho quasi invocata per mia madre: 6 mesi in coma ed i medici che ripetevano che... un eventuale risveglio probabilmente l'avrebbe condannata su una sedia a rotelle. E lei è arrivata ..dopo sei mesi d'angoscia.
    La morte...cerco di tenerla lontana da mio padre che, proprio in questo periodo,
    sta cercando di....resisterle....
  44. serenella21 17 settembre 2014 ore 18:00
    Spesso da pikkola mi domandavo ..veniamo al mondo
    solo x morire un giorno ma,allora ke azz sono nata a fà?
    Non ho mai avuto sta risposta .Parlare della signora in
    in nero la regina delle tenebre non è mai
    piacevole ma,lei fa parte di noi fin dal
    primo respiro e tu lhai descritta in modo
    originale un viso pulito x una partenza senza
    ritorno..
    ciao un:staff
  45. Lessien 17 settembre 2014 ore 18:48
    Ricordo che mio padre rimase lucido sino all'attimo prima di morire......ero con Lui ed ero sola in quel momento....tutti si sentivano inadeguati ed erano in altre stanze...inadeguati, e io che ero...Io sono rimasta e non ho pianto fino a quando mi ha guardato dritto negli occhi e stretto la mano...poi all'improvviso la stretta è diventata il nulla dell' inerzia delle dita che si aprivano e un'ombra rossa si è allargata veloce sul lenzuolo.......e finalmente ho potuto piangere e singhiozzare perchè Lui era andato....mi aveva lasciata..Si era fatto la barba da solo, con il suo rasoio il mattino ci teneva ai suoi baffetti curati..Ricordo che al mattino....ho sorriso vedendo che era spuntata di nuovo...grigia, leggera, gli ho detto, tranquillo sei bellissimo. Dio, mi hai fatto piangere Crena. Ciao.
  46. Tu.MiStufi 17 settembre 2014 ore 19:17
    Prima della sua malattia, non mi ero mai presa cura di mio padre e anche il solo pensiero mi metteva ansia. Lentamente ho imparato a fargli la barba e tutte quelle piccole o grandi catture che privano di dignità la persona inerme. E magicamente, tutti quei gesti, hanno assunto significati di tenerezza che hanno donato dignità soprattutto a me. Accarezzare quelle scarne guance dopo avergli fatto la barba, sentire la morbidezza di quella pelle tornata bambina e osservare la sua infantile espressione soddisfatta mi hanno consegnato fierezza e orgoglio, una grande eredità, forse l'unica che LUI abbia mai voluto lasciarmi.
    P.s. Troppa gente lucra sulla malattia e sulla morte, e d'altronde è una grande occasione che la vita offre. Credo che una società che si definisce civile non dovrebbe prolungare l'agonia a scopi economici, ma siamo schiavi di un solo dio che non è di certo quello della bibbia o quello che abbiamo scelto per donarci conforto, bensì del dio denaro. Ed il denaro non è dotato di nessuna forma di coscienza seppur inventato e maneggiato da esseri umani.
    P.p.s. sorrido tristemente. Un abbraccio
  47. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:37
    x annadiceno, ogni tanto smetto di fare il comico avventuroso e magari combino danni peggiori ma è stato un post molto "sentito" e vedo che anche a voi ha dato emozioni profonde, specie a chi ha vissuto queste cose. un abbraccio caro.
  48. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:38
    x Cicala.SRsiciliana, come sempre hai ragione...
  49. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:41
    x tristina, sì, e come dico sempre "la vita è una malattia incurabile". speriamo di viverla meglio possibile, io è da tempo che ho cominciato un conto alla rovescia, non vedo più un futuro e mi crogiolo nel passato, cercando di apprezzare il presente. se mi riesce. un caro abbraccio a te che sei sempre delicata e gentile.
  50. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:42
    x p.arnassius2, ah, ha più fiuto di un cane da tartufi, purtroppo...
  51. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:43
    x Patpamp, felice che ti sia piaciuto!
  52. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:45
    x Spiritwalker, ti capisco benissimo , a me è restata mia madre e provo una gran pena a pensare a quel che sarà, quando sarà...
  53. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:46
    x serenella21, giusto, me lo chiedo spesso anche io, poi magari vedo mio figlio e una risposta riesco a trovarla. e hai ragione, parlare di certe cose è arduo, anche i tuoi post lo sono spesso e talvolta i lettori non capiscono i motivi profondi per cui scriviamo certe cose. fa niente, continuiamo. bacioni.
  54. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:49
    Lessien, io mio padre ho il rimorso e la vergogna di non esserci stato quando ci ha lasciato. prego spesso che i miei ci siano quando mi toccherà, ma poi penso che le colpe le si paga sempre, e quindi son certo che finirò da solo. guardando un muro o un prete, se ne avrò la fortuna, per avere un ultima parola di conforto. chi sa. abbracci.
  55. tristina 17 settembre 2014 ore 20:50
    I futuro Marco...crearlo col passato ed il presente...scusa ma..non è meglio che la morte ci colga vivi? Altrimenti..si muore troppe volte lo sai!?
    Si--lo sai...Una bella corsa in moto..un respiro guardando un tramonto e..Rimonta in sella.. Quando si ha, se stessi non si è mai soli..io ho imparato ad apprezzare ..la solitudine dei numeri primi ;-)
    Ricambio l' abbraccio ...
  56. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:52
    x Tu.MiStufi, vedi, anche a te è successo e chi sa a quanti altri. forse ho fatto bene a scriverne, così in tanti hanno potuto rivivere e magari sciogliere qualche nodo che ancora avevano dentro. triste, sì, tragico, ma succede e allora almeno discutendone tra noi è come se ci fossimo regalati un attimo di terapia di gruppo. male non fa. Dio ti conservi a lungo.
  57. crenabog 17 settembre 2014 ore 20:53
    x tristina, giusto, a volte meglio soli che male accompagnati. il mondo ha talmente tante cose che rappresentano la bellezza, che basta e avanza, se le si sa cogliere. avere un animo colmo di gioia è l'unica medicina. abbracci.
  58. tristina 17 settembre 2014 ore 20:57
    ...:-) anche un amico "triste"...l' importante è la qualità dell' amicizia ..
    Serena notte Marco :rosa
  59. giusi62 17 settembre 2014 ore 21:10
    La morte è quella cosa che rende tutti gli esseri umani UGUALI
    Ciao MarcO buona serata
  60. ROSE.64 17 settembre 2014 ore 21:44
    L'ho vista..vissuta..ho pianto per questo racconto.
  61. crenabog 17 settembre 2014 ore 22:00
    x tristina, serenità anche a te, con lunga - e lontana - amicizia.
  62. crenabog 17 settembre 2014 ore 22:03
    x giusi62, sante parole, è la sola cosa davvero democratica che esista. ciao
  63. crenabog 17 settembre 2014 ore 22:04
    x ROSE.64, spero che non ti abbia fatto troppo male. ma anche ricordare, a volte, può fare bene.
  64. AstrotermicAle 17 settembre 2014 ore 22:05
    Sei sempre bravo, sei riuscito a dare un pizzico di bellezza alla morte, la delicata bellezza del pensiero ai parenti, un dono che e' anche un modo per rimanere negli occhi degli altri in un ricordo che non svanisce nel tempo.
    Non parli della paura, il volto peggiore della morte, in quel rasoio che splende di terrore. E fai bene, perché farebbe paura solo a leggerlo.
  65. crenabog 17 settembre 2014 ore 22:09
    AstrotermicAle, grazie, hai sottolineato giustamente uno degli aspetti del testo, quello di essere pieno di tristezza, commozione, rimpianto; ma non di paura. Quella la lascio a quando scrivo racconti dell'orrore, qui ci voleva dignità.
  66. ROSE.64 17 settembre 2014 ore 23:58
    Io a differenza d'altri..sono un pò stufa di ricordare.
    Se non ricordi di giorno,c'è la notte che porta con se incubi, per non farti dimenticare mai..mai..mai..di tutte le persone malate e poi mancate nella mia vita.
    La morte non è ne magnanima ne giusta! E' feroce!!
  67. Tu.MiStufi 18 settembre 2014 ore 00:08
    Il lettore fa proprie le parole dello scrittore, ed ogni lettore dona a quelle parole significati diversi. E' come se fossero numerosi scritti, tanti quanti lo sono i lettori, e non credo ci sia lettura giusta o sbagliata, ma la "propria lettura" che, naturalmente, è quella che fa per noi.
    Io non so scrivere, ma amo leggere e scusami se ogni volta leggerò ciò che più mi somiglia, ma prometto che cercherò di leggere anche un po' di te..(rido!)
    Buon riposo se non lavori, e se lavori il buon riposo sarà per domani :)
  68. crenabog 18 settembre 2014 ore 02:26
    x ROSE.64, io penso che sia la vita ad essere spietata. la morte è solo la sua conseguenza. e la vita ogni cosa che ci regala, ce la fa pagare troppo. io non ho scordato nessuno dei miei, nè come mi hanno lasciato. e non pensavo mai di arrivare sino ad oggi. ormai per me ogni giorno che viene è una sorpresa, non più un diritto.
  69. crenabog 18 settembre 2014 ore 02:27
    x Tu.MiStufi, leggi quel che preferisci, deve essere un piacere, non un obbligo. cercherò di avvertirti poi tu deciderai quel che ti piacerà. mi conservo il "buon riposo" per domani mattina, grazie!
  70. marilustella 18 settembre 2014 ore 10:32
    leggo rileggo e rileggo ancora mlto sofferto e toccante devo ammetterlo credo che in un modo o in un altro tt abbiamo sofferto x la perdita di una persona a noi cara.....mi hai profondamentecolpito io nn sonocapace di scrivere certe sensazioni emozioni o quant altro..... complimenti ......
  71. Cicala.SRsiciliana 18 settembre 2014 ore 11:12
    @patty. E tu pensi che io abbia dimenticato? L'amore e la dedizione che tu hai regalato a mia zia, sono indimenticabili sia per me sia per la mia famiglia. Un giorno Ti sarà dato tutto ciò che hai regalato senza alcun fine se non l'Amore. Grazie, Rita:rosa
  72. Matt.ssx 18 settembre 2014 ore 15:06
    rappresentazione perfetta di uno stato d'animo,sembra scritto con la penna dell'anima. Ciao!!!
  73. Robyarch71 18 settembre 2014 ore 17:53
    All'incirca un mesetto fa, ho vissuto indirettamente questa vicenda. Tra i letti di un ospedale si aggirava un tizio con il suo rasoio, pronto a fare la barba a quei degenti che da più giorni occupavano un letto di un ospedale. Con la sola differenza che il degente si faceva pulire la faccia dai quei peli perchè all'indomani sarebbe tornato a casa sua. E la morte avrebbe aspettato la prossima .....
  74. Tu.MiStufi 18 settembre 2014 ore 19:37
    Uhm...credo di non essermi spiegata e questo conferma le mie difficoltà nella scrittura. Ciò che volevo esporre è un mio parere sull' "impossessarsi" dello scritto interpretandone le parole, e questo a discapito di ciò che lo scrittore avrebbe voluto comunicare. "prometto che cercherò di leggere anche un po' di te" voleva intendersi come l'intenzione di mettere da parte la mia interpretazione delle tue parole per cercare di comprendere ciò che realmente vuoi comunicare. Ho fatto di nuovo confusione? Va beh....chiedo venia.
    E sappi che mi fa molto piacere essere avvisata dei tuoi post :) e che trovo la tua iniziativa molto generosa :) Grazie
  75. crenabog 18 settembre 2014 ore 20:54
    x marilustella, grazie , sono contento che ti abbia "raggiunto" nel cuore. ciao
  76. crenabog 18 settembre 2014 ore 20:56
    x Matt.ss, a volte mi riesce di scrivere meglio di altre volte. ma ci provo sempre, mai deludere chi ti legge altrimenti tanto varrebbe andare a scrivere blog nella valle dell'eco...
  77. crenabog 18 settembre 2014 ore 20:57
    x Robyarch71, visto? l'Araldo è ubiquo ed onnipresente, come volevasi dimostrare... tutto il mondo è paese, anzi, ospedale.
  78. crenabog 18 settembre 2014 ore 20:59
    x Tu.MiStufi, già, a volte sono un tantino ermetico. diciamo che mi rifaccio alla regola della cipolla, scava, scava, trovi sempre qualche altro significato nei miei testi. sarà per questo che vanno bene un po' a tutti. e felice che l'idea di scrivere agli amici per avvertire del post sia buona, mi sembrava una cortesia da fare, mica tutti possono ricordarsi di guardare le novità nei blog preferiti. ciao!
  79. ROSE.64 18 settembre 2014 ore 21:39
    Una volta mia madre mi disse:"vedi quell'uomo sulla croce?Siamo noi! Ognuno porta la propria Croce.Ascolto con interesse le storie degl' altri e mi rendo conto che se la vita è sofferenza, la morte è ingiusta.Non c'è giustizia per la morte di un ragazzo che si è appena affacciato alla vita.Non c'è giustizia per chi soffre 10 anni e più, in un letto.Cieco,sordo,senza denti,che viene alimentato tramite un sondino.
    Dov'è la giustizia della morte in tutto questo?Una volta la morte faceva paura, oggi sembra diventata quell'amica da dare una pacca sulla spalla.
    Il tuo racconto è molto bello, ma parla di abbandono,parla di come si possono dimenticare quelle persone che si preferiscono accantonare piuttosto che sacrificare un pò del nostro tempo per stargli vicino.Non ci dovrebbe essere uno sconosciuto che passa tra i malati per fargli la barba..questo è un compito che spetta a chi ama quel malato.Sono piccoli gesti d'amore,momenti dove si dimostra cosa sono stati davvero per noi.
    Ciao,.
  80. crenabog 18 settembre 2014 ore 22:23
    x ROSE.64 sicuramente mi trovi d'accordo. dovrebbe essere così ma troppo spesso gli impegni, la società, la stessa paura per non dire repulsione di dover pensare che qualcuno sta morendo e che prima o poi tocca anche a noi, sono spinte che frenano le visite e le dimostrazioni d'affetto. triste. però capita anche troppo spesso. speriamo che non tocchi così anche a noi. Ciao
  81. libellulach 18 settembre 2014 ore 22:43
    esatto loro non usciranno vivi dai quei letti sconosciuti pieni di dolore ,non hanno la forza di radersi,non hanno la forza di fare ogni piccolo gesto ,avendone visti tanti ....ma non rinunciano alla loro dignità pur soffrendo ...commossa ciao abbracci..
  82. ROSE.64 18 settembre 2014 ore 23:14
    Cosa siamo diventati se fuggiamo da chi ha bisogno di noi?Come si può "accantonare" chi sta aspettando un sorriso, una carezza!
    Io ho un problema:in casa ho uno specchio e possiedo una coscienza.
    Ciao.
  83. crenabog 18 settembre 2014 ore 23:44
    x libellulach, grazie a te di aver partecipato con il tuo commento, mi ha fatto piacere, sai. abbracci.
  84. crenabog 18 settembre 2014 ore 23:46
    x ROSE.64, ah guarda, cosa siamo e cosa ci stanno facendo diventare, non lo so nemmeno io. e di quel che vedo nello specchio oramai non mi fido più, figurati. ma encomiabile il tuo pensiero, sia chiaro. ciao
  85. LoCAr 19 settembre 2014 ore 00:13
    abituato ai tuoi scritti allegorici e allegri,leggere un racconto triste,mi ha spiazzato un po' sinceramente! ben steso,ti prende e riesci a immaginarti quello stile cyberpunk,ma con un phatos caldo;anche se tutto in un contesto tetro e triste...quasi lontano da ogni civilta',come se solo il metallo di quella triste lametta usa e getta,fosse animato
  86. crenabog 19 settembre 2014 ore 02:26
    LoCAr , sempre un balsamo è, il ritrovare un vecchio amico sulle mie paginette. grazie. siamo di quelli che la vita non è mai facile, eh...
  87. isabel.diGio 19 settembre 2014 ore 10:46
    Ciao Marco ..bellissimo cio' che hai scritto..anche se aiè ci tocca un po' tutti ...nel senso che ognuno di noi abbimo sofferto per una perdita...Mi hai fatto ripensare a mio padre....che ha passato molto tempo in ospedale e arrivo' un momento ..che io...figlia unica e donna...ho dovuto piu' volte mettergli la pala e poi lavarlo.....(l ho fatto con tutto l' Amore che provavo per Lui)ma......non dimentichero' MAI il suo sguardo...di vergogna....(come per dire .."guarda a cosa mi sono ridotto)...non volevo piangere davanti a Lui....ma non era facile non farlo....l'ho abbracciato forte e gli ho detto "Papà non vergognarTi ...anche Tu quando ero piccola l' hai fatto a me...quindi....va bene ed è giusto cosi'....per Lui ho fatto tutto cio' che era necessario...lavarlo fargli la barba.dargli da mangiare....e ho cercato in tutti i modi che avesse SEMPRE la SUA DIGNITA' .......cercando di fargli capire che Lui l' ha fatto per me nel bisogno e non ho mai perso la mia DIGNITA'...quindi nemmeno Lui....
  88. crenabog 19 settembre 2014 ore 10:57
    isabel.diGiò, vedi, avrei dovuto immaginare che questo post avrebbe inciso in così tanti lettori, proprio perchè in tantissimi ci siamo dovuti passare. ma non l'ho fatto per gli altri quanto per liberarmi da questo ricordo così amaro. però è bello - per me, almeno - poter condividere insieme a voi le stesse emozioni. un abbraccio.
  89. isabel.diGio 19 settembre 2014 ore 13:52
    Marco guarda che è un bel post....il fatto che ci sono passata fà male ok...ma solo perchè vedevo mio padre soffrire....quindi vorrei dire...si fa' male ma è anche bello ricordarLi....
    non importa per chi l' hai fatto....l' importante è che Sei riuscito a liberarTi del ricordo Amaro....e il fatto che le Tue Emozioni le VUOI condividere con noi è ancora piu' bello.....lo Sai che Ti ho sempre Stimato e da subito......Sei uno delle pochissime Persone che merita ..stima e affetto,Sei una Bella Persona...un forte :staff e tanti saluti dal er baffo ..buon pomeriggio Marco :rosa
  90. c.ioccolatino111 20 settembre 2014 ore 12:24
    Commovente, doloroso, il tuo scritto. Ma ancora più doloroso, per chi giace tra lenzuola e letti sconosciuti, non è l'arrivo della Signora con la falce e il mantello nero...
    è la solitudine che porta loro sofferenza e dolore. Essere soli mentre cerchi di esalare un ultimo flebile respiro ...è una condanna crudele.
    :rosa
  91. crenabog 20 settembre 2014 ore 15:36
    x isabel.diGiò, ed ho apprezzato e ancora te ne ringrazio, cerco di fare il possibile, da sempre, per mantenere un buon livello di offerta per gli amici in campo di racconti, ed una lunga coerenza nell'essere me stesso. non si può reggere tutti questi anni raccontando kazzate. o si è, in un certo modo, o non lo si è. anche per questo metto e continuerò a mettere mie foto e a scrivere della mia vita. se non si ha niente da nascondere, non c'è motivo di farlo. certo, che posso anche non star bene alla gente, lo so, che ci posso fare, seguissero qualcun altro. va bene anche così. un abbraccio a entrambi.
  92. crenabog 20 settembre 2014 ore 15:38
    x c.ioccolatino111, verissimo, questo è l'aspetto più triste, più pauroso, in fondo. si muore soli, si sa, ma non si dovrebbe morire da soli. che almeno qualcuno ci tenga la mano. poi, avranno tutto il tempo per andarsene a mangiare sushi e vedersi un film. dopo. non durante, per pietà...
  93. isabel.diGio 20 settembre 2014 ore 16:02
    :-)
  94. zoe.82 23 settembre 2014 ore 09:32
    Terribilmente realistico. Mio nonno, quando sentì che era giunto alla fine, chiese a mia nonna di cambiargli la biancheria, fargli la barba e mettergli il profumo. Voleva morire come l'uomo che era stato in tutta la sua vita: una persona pulita fuori, ma soprattutto dentro. E con un'espressione fiera e dignitosa se ne è andato. Grazie per la tua testimonianza.
    Un caro saluto
  95. crenabog 23 settembre 2014 ore 09:40
    x zoe.82, grazie a te per il tuo ricordo. Mi ha fatto pensare a quando eravamo piccoli (io, almeno) e ancora vigeva l'abitudine , forse scaramantica, certo legata a regole di dignità e buon vivere con gli altri, che imponeva di assicurarsi di uscire di casa con la biancheria pulita e i calzini senza buchi. sia mai che si fosse finiti all'ospedale o cose simili, ci si sarebbe dovuti vergognare. ecco, il senso stesso del vergognarsi mi pare che da parecchio tempo a questa parte sia andato perduto. è tutta una gara a primeggiare in cialtroneria, volgarità - anche nel vestire - e pressapochismo che dimostra come la società che non si cura di sé stessa finisce per non prendersi cura poi degli altri. tuo nonno ha rappresentato, con quel suo desiderio, la consapevolezza e l'orgoglio di sé. riuscissimo tutti ad essere così. Un caro saluto a te.
  96. Odirke 02 ottobre 2014 ore 21:12
    da Elfi a rasoi, da Barbieri a pozioni magiche... che dire...
    complimenti, vecchio mio.

    Semper Fidelis
  97. crenabog 03 ottobre 2014 ore 02:00
    x Odirke, tutto si potrà dire di me, tranne che non sia eclettico! un abbraccio di lungo corso.
  98. AllegroRagazzo.Morto 09 ottobre 2014 ore 12:30
    Si scrive attingendo da sè, si scrive costantemente, si scrive perchè (mi) serve e allora... accade che un momento passato, un momento in un tempo specifico, frutto di sensazioni, emozioni, giorni e anni, origini un pensiero che si distilli in parole.

    Quando leggendo da codeste apparentemente semplici parole, si arriva al momento passato che è in ognuno di noi, si comprende quanto si sia affini o si possa effettivamente comunicare.
  99. crenabog 09 ottobre 2014 ore 21:11
    x AllegroRagazzo.Morto, sante parole. esistono anime simili disperse dal caos della nascita in giro per il mondo, che il destino trova sempre il modo di riunire. anche solo scambiando parole.

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