ON WRITING

15 marzo 2010 ore 10:37 segnala
Ooohhh, che strazio 'sto Crena, ci ha fregati di nuovo...e noi che volevamo leggere un arguta disamina del libro di Stephen King ON WRITING...   manco pe' gnente! Come al solito ho svicolato sul titolo, un po' per innata buffoneria, un po' perchè mi sono accorto che mettendo certi titoli, i motori di ricerca prendono delle sonore cantonate e chi naviga nel web invece di andare a casa di Stephen King si ritrova nel mio blog. Non sono un birbone? eheh! naturalmente. Comunque, intanto buon giorno e buon lunedì a tutti e poi vediamo, quel che volevo scrivere si riallaccia ad un mio commento lasciato nel blog di Mayv, che magari non tutti avranno letto. In pratica cos'era successo, qualche giorno fa mi arriva la newsletter di un sito commerciale che proponeva - mandandogli un testo - di realizzare una "vera" lettera che poi avrebbero spedito al destinatario, e giù a decantare le virtù di una lettera vera e tangibile come cosa da conservare e ricordare. La cosa mi ha fatto rabbrividire. Intendo, d'accordo che siamo nell'era del virtuale, che si accelerano i contatti usando le mail, che spesso scriviamo a chi neanche conosciamo di persona come i vari bloggers e dunque non ne abbiamo l'indirizzo postale ma... ma davvero nessuno scrive più? oh dico, io in borsa ho sempre fogli di carta, buste e non parliamo delle penne di cui casa trabocca. Ma voi, non scrivete mai a nessuno? E qui la mente se ne è andata a spigolare su tanti cari ricordi: di quando ero bambino e , non avendo amici, li trovavo sulle pagine del Topolino nel club dove apparivano indirizzi di altri bambini con i quali mantenni fittissimi giri di corrispondenza e scambi di francobolli per anni, crescendo felice e soddisfatto, pieno di penpals come si usava dire all'epoca. Poi con gli anni le lettere iniziarono a diventare soprattutto missive amorose e lì sì che c'era da divertirsi, nello scegliere la carta a mano, il cartoncino colorato, la carta di riso cinese con le sue nervature trasparenti, le carte lussuose e pergamenate dei negozietti senesi o fiorentini... il profumarla nebulizzandoci sopra magari il dopobarba e aspettare che asciugasse prima di scrivere... e poi, oh delizia, la scelta dello strumento chè, mentre per i comuni amici usavo la rapida penna a sfera, per le amate magari mi ingegnavo con i pennini e l'inchiostro di china, elaborando calligrafie e svolazzi alla inglese, istoriando i margini e lasciando magari spazi ad uso dei miei disegni, a volte a matita a volte con le ecoline. Che lettere magiche e preziose che venivano create e come mi piace immaginarle conservate da chi le ricevette, magari legate da un filo sottile e nascoste in chissà quale stipo. Nascevano anche cose avventurose, con le lettere: ricordo che per molti mesi ricevetti cartoline da svariate città d'Italia, quasi sempre rappresentanti dei teatri, ognuna firmata da un nome di donna diverso, profumate e piene d'amore. La cosa mi lasciava sconcertato e non capivo chi mai fossero. Poi, tanto tempo dopo, mi ritrovai a seguire una ragazza, una bellissima ragazza, Barbara, capelli biondi lunghissimi, fisico da statua, che vedevo a volte nella mia zona; timidamente presi coraggio e l'abbordai per conoscerla, ma la sorpresa che ebbi nel sentirmi dire: Ce l'hai fatta, finalmente! e venne fuori che era lei che mi seguiva da mesi e che se ne era andata in tournèe con una compagnia di danza classica dell'Opera per l'Italia e aveva voluto mandarmi quelle cartoline pensando che lo capissi. Ah, cose da matti! Stemmo insieme per un po' di tempo poi, non so come, finimmo per perderci. Che peccato ma che storia! E che dire poi dei fogli, non proprio lettere, che ci scambiavamo a mano con un mio antico amore tutte le volte che ci vedevamo, spiegando in essi i nostri sentimenti con parole che avrebbero spezzato il cuore ad una montagna di granito, che ad averle ancora tutte, le mie e le sue ne sarebbe venuto fuori un libro da far rimpicciolire Moccia alle dimensioni di uno scarabeo stercorario... Sarà che son sempre stato verbosissimo, voi che mi leggete lo sapete bene, e che amo la concretezza della "cosa" tangibile, ma ho sempre preferito una lettera ad una mail proprio per la creatività che offre a chi la esegue e a chi la riceve. Ma sembra che siamo davvero diventati una minoranza e il gusto per il bello, per una forma d'arte minore ma eterna, sta perdendosi nella fretta di un mondo che non riconosce i meriti ma solo l'apparire fugace. Che peccato. Voi che ne dite, riuscite ancora a scrivere? Perchè immagino che il desiderio, il piacere di ricevere qualcosa che non sia una bolletta o un atto giudiziario, quello lo abbiate ancora tutti, non è così? Ma se nessuno fa il primo passo ecco, resteremo sempre qui, così, incollati ad una dannata tastiera...
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Ooohhh, che strazio 'sto Crena, ci ha fregati di nuovo...e noi che volevamo leggere un arguta disamina del libro di Stephen King ON WRITING...   manco pe' gnente! Come al solito ho svicolato sul titolo, un po' per innata buffoneria, un po' perchè mi sono accorto che mettendo certi titoli,...
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15/03/2010 10:37:59
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Commenti

  1. jameswan 15 marzo 2010 ore 11:11
    settimana a lei, sommo CRENA....con buona pace dei "mocciari".....
  2. dana206 15 marzo 2010 ore 11:13
    ..hihihihihiihi
    e io da buona "kinghiana"
    ci sono cascata!!!!!!!!!!!
    te possinoooooooooooooooooooo
    :many :many
  3. crenabog 15 marzo 2010 ore 11:25

    eheheh...mi piacerebbe dire "ci avrei scommesso" ma...non lo dico! eheheh!

  4. annacinque 15 marzo 2010 ore 12:06
    purtroppo il postino continua a consegnarmi solo bollette...
    La corrispondenza che ho avuto con un'amica lontana, ormai è stata rimpiazzata dagli sms e dalle mail,
    eppure la fatica nell'interpretare quei geroglifici svolazzanti con cui si esprimeva, era ampiamente ripagata dalla gioia di immaginare le espressioni del suo viso mentre mi scriveva. Anche se non usavamo carte raffinate, nè inchiostri preziosi... quelle lettere riuscivano a portare con loro il profumo di chi le spediva. Per non parlare poi dei disegnini e ghirigori che le ornavano, altro che smile! Erano dei veri capolavori di spontaneità! Persino la busta esterna recava i cuoricini che facevano sorridere il postino....mi sento una dinosaura solo a pensarci.
    Ottima idea, quella di lasciarsi l'indirizzo per una corrispondenza reale. 
  5. cosillo 15 marzo 2010 ore 12:51

    sulla tastiera ho scritto molte lettere, un po' come te; ho scritto numerose pubblicazioni scientifiche, ma con la macchina da scrivere.

    No, in effetti è da tempo che non scrivo lettere a mano ma non ne sento la nostalgia.

    Comunque avevi ragione, vedendo la tua nuova foto nel profilo mi sono messo a ridere,  non per la foto, ma perché m'è tornato subito in mente il tuo suggerimento faceto per tirarmi su di morale.

    Un abbraccio

    Adriano

  6. Delinquentgirl 15 marzo 2010 ore 14:22

    molto anche a me scrivere a mano e soprattutto con la mia fedele stilografica blu.

    Simpatica la nuova foto!

    ...hai uno sguardo!!!!!!

    Ciao

    Mela

  7. crenabog 15 marzo 2010 ore 15:10

    bene, vuol dire che almeno nel caso di Adriano son stato utile, eheh! ah, dimenticavo, visto che in posta qualcuno me lo chiede, sì, il disegno è come al solito uno dei miei vecchi quadri.

  8. serenella21 15 marzo 2010 ore 19:42

    azzzzz sei un bravo narratore .:clap .un uomo ironico :hehe e anke un bravo pittore :clap

    uomo dai mille volti:-)))

    ciaoo sommo un bacione:batabacio

  9. ampollina2 16 marzo 2010 ore 00:12

    è  un  arte pura quello  di  saper  scrivere e dipingere .:rosa 

  10. nerorosso 16 marzo 2010 ore 10:20
    E' BELLO SCRIVERE, MA ORAMAI E' UNA PRATICA QUASI SCONOSCIUTA.ODIO I MSG , E-MAIL DOVE SI SINTETIZZA TUTTO , ODIO SCRIVERE K AL POSTO DI CH, MA OGGI COSI GIRA PAZIENZA. CIAO BUONA GIORNATA :clap

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