RUGGINE

25 gennaio 2019 ore 10:36 segnala


Il sapore del Natale ormai passato si trascina lentamente, diffondendo quell'amaro che già nascondeva, a ricordare quanto di illusorio, di costruito dagli altri, vi sia in quasi ogni manifestazione dei nostri comportamenti e arriva al cuore, spazzando via, come una scopa di saggina in mano ad un implacabile netturbino, quella leggera mano di romantica vernice che l'occasione annuale vi aveva depositato. Forse solo l'infanzia ha ancora ragione di credere, o meglio sarebbe dire godere, in tali celebrazioni, perché è l'età dell'innocenza e quell'innocenza andrebbe protetta come un tesoro, fonte miracolosa di una formazione interiore dell'animo, sin troppo labile e facile a distruggersi. Non solo dalla stolta frenesia degli adulti a ricordare loro che nulla di tutto questo esiste, spinti dalla voglia di addobbarsi della gratitudine per i regali fatti, ma ancor di più dalla corsa al consumo che vede i negozi chiamare al Natale anche tre mesi in anticipo. Quale aspettativa, quale sorpresa potrebbe ancora sussistere, quando anche il più puro dei piccoli istintivamente vede tutto questo solo ed unicamente come una celebrazione del regalo? Celebrazione dell'egoismo, questo è diventata, e con sé fonte di aspettative, mai del tutto risolte. Portati a chiedere, a volere, e destinati ad autogratificarsi comprando per sé quel che si sa non ci verrà donato da chi, intorno, è troppo a sua volta preso a non immedesimarsi, a non sprecare tempo e cuore per l'altro ma solo rapido, inutile, insensibile denaro.Così anche questo passa, come un fuoco d'artificio, un lungo lampo d'attesa, una troppo rapida esplosione, ed infine il ricadere della cenere. E ogni altra cosa, nella vita, non è che la stantìa ripetizione dello stesso rito, le unioni affettive, le nascite dei figli, la stessa vita in toto, eccola lì, nella sua glaciale semplicità , fatta di illusioni, attesa, ricevimento e delusione.Quanta filosofia sprecata, quanta ricerca del chi siamo, dove andiamo e via dicendo, Secoli di ragionamenti hanno affinato un unica arma, quella che pungola al far girare i soldi, puro materialismo fine a sè e sceverato di ogni afflato sentimentale, orbato dai significati più o meno religiosi che siffatte occasioni nascondono, ma non solo d'essi che troppo riduttivo sarebbe, tutto viene intaccato da quella consunzione, quel male sottile che è il primo regalo che ci viene fatto al concepimento. La consapevolezza della caducità e la certezza della morte. Forse, solo accettandolo e vivendolo ogni giorno e ogni momento, c'è la possibilità di un riscatto, di una vita onorevole, che abbia un significato, che crei dei lasciti, che non sia solo un vorticoso niente in attesa del nulla. Fossimo anche fatti del metallo più temprato capiremo un giorno che la vita è una ruggine, che non prove chiede a chi la vive, ma una completa e autentica rovina.
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25/01/2019 10:36:04
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Commenti

  1. AllegroRagazzo.Morto 25 gennaio 2019 ore 11:11
    @crenabog,
    E' sempre un piacere inenarrabile legerti e risponderti, apprezzare i tuoi punti di vista e immergersi nei tuoi scritti e ciò non di meno nei tuoi pensieri, ti abbraccio con accresciuta stima e sincera amicizia.

    Una volta o l'altro verrò ad importunarti nella tua terra seppur con la stanzialità di una saetta, questo piccolo mondo seppur piccolo mantiene lacune connettive che ormai segnano indelebilmente la mia terra, desolata, abbandonata ed incapace di qualsivoglia miglioramento.

    Io sono già vecchio e marcente e per questo motivo del tempo, francamente, me ne infishio, scrivo sempre due righe al giorno relativamente alla nostra storia comune, per un po' credo ci abbia davvero fatto stare meglio.

    Ancora, a Te oh Magnifico!, un caro Abbraccio!
  2. crenabog 25 gennaio 2019 ore 17:47
    @AllegroRagazzoMorto carissimo,ammetto che dopo tutto questo tempo ero quasi convinto che nessuno si sarebbe ricordato di me, stranamente ho ritrovato il passaggio di vecchi amici e nuovi lettori. Il tuo commento è un vero piacere, so bene che la stima e l'amicizia di pochissimi buoni amici ed amiche ancora alberga nei vostri cuori, così come sempre tutti vi porto nel mio. Non sarebbe possibile altrimenti, dopo oltre dieci anni di blog qui e così tanta strada fatta assieme nel bene e nel male. Poterti incontrare sarebbe unagioia, credo che quest'anno il mio periodo di ferie obbligate sarà tra fine giugno e prima settimana di luglio, quindi ti farò sapere più avanti, nel caso potrebbe essere la sola occasione, considerato che tutte le notti lavoro e di giorno il mio tempo è scandito dal poco sonno e dal portare avanti e indietro la famiglia per loro comodità. Vedremo. Felice di sapere che saggiamente del tempo te ne infischi, piacerebbe anche a me, che invece sono oppresso dal quotidiano pensiero del tempo fuggito e della fine in dirittura d'arrivo. Ancora un grazie e un forte abbraccio, sperando di riuscire ad ingranare di nuovo lo scrivere. A presto.
  3. vagarsenzameta 04 febbraio 2019 ore 13:10
    Un ritratto della realtà convincente, ma preferisco lungamente i suoi scritti in cui vestendo i fatti reali con le parentesi della fantasia lascia il lettore sazio di buon umore e totalmente partecipe alla potenza creativa da cui le sue narrazioni prendono forma.
    Buona giornata.
  4. crenabog 05 febbraio 2019 ore 10:14
    @vagarsenzameta . gentilissimo, grazie per la visita e per il commento, diciamo che in linea di massima concordo, ma è così tanto che non scrivo nel blog che mi era difficoltoso ritrovare la vena di buonumore - o magari anche solo fantastica - che spesso mi contraddistingueva. magari una prossima volta, speriamo bene. serena giornata.

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