VITA COL GATTO

06 febbraio 2019 ore 09:27 segnala

La scelta di un animale domestico è raramente dovuta al caso, tranne quando si tratti di incoscienti regali o di manie modaiole. Per la maggior parte delle volte decidere di adottare una bestiola corrisponde a bisogni profondi e a lunghe valutazioni, e ovviamente è stato lo stesso anche per noi: considerati i nostri orari familiari allucinanti, un cane non avrebbe potuto affrontare una giornata fatta di lunghe ore di


solitudine nè si poteva rischiare che il suo abbaiare creasse problemi nel palazzo, quindi il gatto. Ma anche qui, fermiamoci a ragionare un attimo, perchè si prende un animale? Perchè si desidera dare e ricevere affetto e compagnia - benchè la maggior parte dei gatti non siano propriamente animali paragonabili alla capacità di socializzare di un cane, troppo indipendenti per non dire menefreghisti - che sarebbe soltanto una convinzione errata. Il gatto, va da sè,è un animale che ama stare per conto suo, fare le sue scelte, andare dove gli pare, e chi lo ha ben capito si comporta di conseguenza.


A queste considerazioni ho sommato molte altre variabili: anzitutto diversi anni fa lavorai in un deposito museale dove viveva una classica gatta romana, che non dava confidenza a nessuno ma che in poco tempo mi si era legata al punto da venirmi a dormire sulle gambe durante le ore di sorveglianza ai monitor e, non avendola più potuta vedere, mi mancava davvero tanto - tenete a mente che prima di lei non avevo mai avuto rapporti con gatti di alcun tipo. In ultimo desideravo trovare un surrogato affettivo per mia moglie che aveva avuto parecchie traversie ospedaliere e quello poteva essere la giusta valvola di sfogo, un apporto di allegria in famiglia.


Il passo seguente fu la ricerca sul web tra le varie razze domestiche quale potesse essere la più confacente alle nostre esigenze, trovare un allevatore - un simpatico amico toscano con il quale ho intrattenuto una lunghissima conversazione epistolare su tutte le necessità e le esigenze della bestiola, fino ad attenderne la nascita e a riceverlo. La mia scelta è caduta sul British Shorthair, il classico tradizionale gatto inglese dalle origini antichissime, robusto, tranquillo, giocherellone e che ha rivelato un carattere incredibile. Benchè desideri passare il tempo come gli pare, dormendo sulla poltrona o nascosto da qualche parte, ha subito preso l'abitudine a seguirci passo passo e a fermarsi nella camera dove stiamo. Magari senza farsi coccolare, ma semplicemente per assicurarsi che uno di noi stia vicino a lui.


Il British perde pochissimo pelo, essendo folto e corto, e in nove mesi di vita non ha mai lasciato in giro i classici boli di palle di pelo; anche vero che spesso lo spazzolo ma ha una perdita di pelo davvero minima. La classica corporatura del British è robusta, quasi tozza, ma con una sua dolce eleganza, il testone dalla perenne espressione flemmatica - ben diverso dai gatti che vedrete in tante foto, sorridenti, buffi, quasi finti! - rendono i gatti British bizzarramente simili a dei cloni nati dal British Primigenio. Provate a guardare sotto British Shorthair su Instagram, ne troverete a centinaia, sembrano tutti gemelli. La crescita di un British è inizialmente notevole, il tenero batuffolo che avevamo preso a tre mesi è diventato un gattone di cinque chili (il padre ne pesava quasi dieci) che quando decide di saltarti sulla pancia mentre sei a letto si fa notare davvero...


Moon, questo è il nome del nostro gatto, ama rincorrere una semplice pallina di carta stagnola che gli ho fatto, fino a prenderla, tirarla in giro con le zampe e riportarcela esattamente come farebbe un cane, comportamento che ammetto di non aver mai visto in un gatto. Molto tranquillo aspetta che ritorni la mattina guardando dalla finestra, si piazza dietro la porta e miagola fino a che non vado a dormire, perchè lui subito salta sul letto e mi dorme sulle gambe. Pensata intelligente è stata quella di mettere dei fermi alle porte - i classici ganci d'ottone che si usavano per chiuderle - così da chiuderle lasciando uno spazio da cui può passare per andarsene a giocare o mangiare mentre dormo senza che la porta gli si chiuda sulla coda incidentalmente.


Per quanto riguarda l'alimentazione, mentre da piccolino mangiava unicamente pollo e tacchino in morbido patè, verso i sei mesi ha cominciato a preferire il tonno e ora mangia solo quello, tonno con riso, tonno con patata dolce, tonno con acciughine che è il suo preferito. La scelta del cibo è vastissima nei negozi ben forniti, ma non si deve badare eccessivamente al centesimo risparmiato, bisogna leggere attentamente le percentuali contenute in carni, umidità, additivi vitaminici eccetera. Tra le tante che abbiamo provato alla fine ci siamo stabilizzati sui prodotti della Almo, che risulta oggettivamente sia la migliore come contenuto sia la più gradita da Moon. Da piccolo inoltre gli davamo anche il latte di capra perchè il latte normale lo manda in diarrea e gli fa malissimo, come a quasi tutti i tipi di gatti, e mai capirò - visto che me lo hanno confermato veterinari e allevatori - perchè si continuino a fare vedere film con gatti che si saziano di latte. Poi quando stanno male la cinepresa non c'è...


Con il tempo, ma dall'inizio a dire il vero, Moon si è conquistato il nostro affetto e ci ha regalato sorprese e gioia, diventando parte integrante della famiglia. Pulito, ordinato, ha da subito fatto le sue necessità nella lettiera senza fare danni in giro. Certo, ama farsi le unghie sul tappeto, oltre che sui suoi spazi per grattarsi, ma è un tappeto vecchio e non me ne curo granchè. Ora si avvicina il momento della sterilizzazione, consigliata da tutti sia per risolvere i problemi di fughe e intemperanze - non dimenticando che stiamo in una zona quasi di campagna con vari gatti di strada ululanti da mattina a sera - sia per evitargli problemi di salute nel tempo, e ammetto che la cosa mi angoscia parecchio, benchè sembri essere una operazione di poco conto e di limitato impatto sull'animale mi fa stare sulle spine. Speriamo che il suo carattere non cambi troppo e possa accettare questa nuova situazione. Quindi, riassumendo anche se ci sarebbe da raccontare ancora così tanto di lui e sulla sua razza, consiglio a chiunque voglia adottare un gatto/a per compagno di vita di valutare bene la razza dei British Shorthair, ne ricaverete una enorme soddisfazione che vi ripagherà di ogni centesimo che spenderete per lui, o lei.

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06/02/2019 09:27:10
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Commenti

  1. anonimo.1965 06 febbraio 2019 ore 16:09
    amo i gatti
  2. crenabog 06 febbraio 2019 ore 18:46
    @anonimo.1965 bravo, condivido
  3. AllegroRagazzo.Morto 08 febbraio 2019 ore 13:06
    @Crenabog, diamine io con il mio tirannosauro devo cercar casa ogni tre mesi... si mangia sempre tutti i vicini...
  4. crenabog 08 febbraio 2019 ore 18:15
    x @AllegroRagazzo.Morto eh ti capisco bene, io sapevo che sarebbe diventato Moby Dick ma il mio portafoglio non se ne era reso ben conto... ahah

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