Gelosia

20 settembre 2019 ore 21:10 segnala
Gelosia:
sentimento di dubbio ansioso di chi ha paura che ciò che ama gli venga sottratto;
avversione verso chi è (o ci sembra) preferito a noi.
Dall'antico , derivato di , dal greco: spirito di emulazione.

Pur vantando diversi difetti, la gelosia mi manca totalmente.
Più che tormentarmi tra dubbi e timori che ciò che amo mi venga sottratto, cerco di dare il mio meglio affinché chi amo stia bene con me.
Poi, ovviamente, sono consapevole che ci sia di meglio in giro e se dovesse spassarsela altrove...beh ci può stare.
E non ho nemmeno avversione verso chi è (o sembra) migliore di me:
ho imparato ad accettarmi per quello che sono e, quindi, nessuna gelosia.

Alla fine la gelosia è un sentimento di debolezza, condannato, negli anni, anche dalla saggezza popolare:
"chi è geloso, è cornuto" recita un proverbio, ma anche "chi ha bella donna e castello in frontiera, non ha mai pace nella lettiera".
Personalmente trovo non sia avere una bella donna ed il castello in frontiera ma, piuttosto, un gatto col cagotto a non concedere "pace nella lettiera".

Le persone gelose, quindi, vivono nel dubbio, nell'angoscia, nel tormento:
"chissà dove sarà ora...e cosa farà. Magari mi starà tradendo. Ma no, mi ha detto che andava al torneo di calcetto con gli amici... In effetti non ha macchie di rossetto sulla camicia ma sui boxer..." e così via.

Ebbene ora, grazie ai ricercatori del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia, è possibile scoprire molto di quello che ha fatto il vostro lui o la vostra lei.
Come? Semplicemente annusando il cerume.

"Gli odori nel cerume ci possono dire cosa una persona ha mangiato e dove è stata. Il cerume è una secrezione finora trascurata, il cui potenziale informativo deve ancora essere esplorato", spiega uno dei chimici del gruppo di ricerca.

Quindi se alla sera il vostro ometto rientra ed alla domanda "dove sei stato" lui rispnderà "in ufficio cara" prendete un cotton fioc, introducetelo nel condotto uditivo, raccogliete un po' di cerume ed annusatelo.
Magari dall'odore scoprirete che, invece, è stato alla trattoria da "Giggi er troione", ed ha mangiato i rigatoni alla pajata.
E se vi mente su dove è stato è probabile che vi menta anche su altro.

642c32fa-27d1-4095-b4f0-6594e05854d1
Gelosia: sentimento di dubbio ansioso di chi ha paura che ciò che ama gli venga sottratto; avversione verso chi è (o ci sembra) preferito a noi. Dall'antico , derivato di , dal greco: spirito di emulazione. Pur vantando diversi difetti, la gelosia mi manca totalmente. Più che tormentarmi tra dubbi...
Post
20/09/2019 21:10:21
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    2

Relazioni sul lavoro

19 settembre 2019 ore 20:18 segnala
"Secondo un'indagine globale, condotta su 5.100 utenti del sito Monster, il 58 per cento dei lavoratori ritiene che intrecciare una liaison con un collega sia nocivo in termini professionali, anche se una certa quota di romantici la accetterebbe comunque se scattasse una vera attrazione."

La domanda che avevano posto era la seguente:
"Pensi che uscire con un collega potrebbe danneggiare le tue prospettive di carriera e desideri farlo?"
Quasi il 60% dei lavoratori considera pericolose, in termini di avanzamento professionale, una relazione con una persona appartenente allo stesso ambito lavorativo;
il 19% si è dichiarato pronto a correre il rischio e a iniziare una relazione con il collega;
il 27% degli intervistati si è dichiarato pronto a prendere in considerazione l'ipotesi di uscire con un collega, considerando che la scelta non avrà peso sullo sviluppo della propria carriera;
il 15 % ha risposto "Non è nocivo, ma non uscirei mai con un collega".

In Italia, per molte persone, il problema non si pone vista l'alta percentuale di disoccupati.
E nemmeno dove lavoro io il problema si pone dato che le mie colleghe sono desiderabili come il virus dell'ebola.

Ma lavorassi in un posto in cui c'è della figa, della bella figa, inizierei un rapporto con una collega?
Cazzo se lo inizierei...ma alla grande.
Se la mia collega fosse sensuale, se ci fosse attrazione e, soprattutto, se lei non mi trovasse troppo repellente, non ci penserei certo due volte a scoparci insieme.

Questo perché, come recitava lo spot di un gelato, la vita è fatta di priorità e la gnocca, nella mia scala delle priorità, è al primo posto mentre la carriera credo si trovi all'ultimo posto.
Ebbene si, non sono uno che ambisce a posti di prestigio o promozioni.
Questo perché tendo ad avere una visione edonistica della vita.

Una relazione con una avvenente collega mi darebbe piacere mentre, invece, una promozione mi darebbe altro che problemi.
Vero, magari guadagnerei di più ma avrei più responsabilità e dovrei lavorare di più.
Quindi avrei più pensieri, maggiore stress, arriverei a casa molto più stanco e non mi tirerebbe più il cazzo.
Inoltre lavorerei più ore e questo toglierebbe tempo ai miei piaceri.

Alla fine credo si debba trovare il giusto equilibrio, lavorare il minimo per avere quei quattro soldi che consentono di avere una vita decorosa e non andare oltre.
Questo, ovviamente, se il vostro ego è messo male come il mio.
Ovvio che se, invece, siete ambiziosi allora il discorso cambia...in questo caso non scopate le vostre colleghe o colleghi e impegnatevi a fondo per diventare qualcuno.
Magari fallirete miseramente e, dato che avevate puntato tutto sulla carriera, cadrete in depressione ma, almeno, darete da lavorare qualche psicologo.

Gli uomini da evitare

18 settembre 2019 ore 22:26 segnala
Prima una considerazione: il Principe Azzurro non esiste.
Una volta accettata questa triste verità, siete pronte per accontentarvi di meno ma...non troppo meno.
Di sicuro dovrete evitare accuratamente gli uomini che rientrano nelle 5 tipologie elencate.

I VIOLENTI
All'apparenza mansueti e gentili, che a confronto il Mahatma Gandhi sembrava uno psicopatico, sanno ammaliare le donne mostrandosi per quello che non sono.
Vi porteranno a cena, saranno affabili e gentili ma attenzione: se molleranno una testata in faccia al cameriere, reo di avergli portato il filetto al pepe troppo cotto, potrebbe essere un tipo violento.
Purtroppo questi soggetti hanno la tendenza a camuffare la propria natura.
Come smascherarli?
Rigategli l'auto con la chiave:
se vi inseguiranno brandendo una roncola sono violenti mentre se, invece, rideranno di gusto, probabilmente l'auto che avete rigato non era la sua.

I MAMMONI
Sappiate che i tipi del genere, anche se dotati di un grosso cazzo, è bene evitarli.
Si comporteranno come dei bambini di otto anni, evitando di prendersi le responsabilità derivanti da un rapporto maturo oppure dalla famiglia.
Se volete andare al Luna Park, a mangiare un gelato e farvi una scopata allora si, magari vanno bene, ma per un legame duraturo meglio di no.
Tempo fa lessi che i mammoni sono attratti dalle donne con le tette grosse.
Se avete le tette piccole, quindi, non correte il rischio di imbattervi in personaggi del genere.

GLI EGOISTI
Questi si sgamano abbastanza in fretta, infatti anteporranno sempre le proprie esigenze alle vostre.
Loro vengono prima di tutto e, quindi, sono facilmente identificabili fin dalla prima volta che scoperete insieme:
verranno subito e poi si gireranno e si metteranno a ronfare, battendosene la ciolla se voi avete goduto o meno.

GLI INAFFIDABILI
Sono quelli che sbagliano giorno, orario o indirizzo dell'appuntamento.
Voi sarete lì in trepidante attesa:
vi siete messe giù da gara, indossate l'intimo sexy, avete fatto la ceretta ovunque, il bagagliaio dell'auto pieno di preservativi e...cazzo non arriva.
Dopo un'ora lo chiamate e lui:
"sono al torneo di freccette! Ma non dovevamo vederci la prossima settimana?"
Così, con un filo interdentale tra le chiappe, tornerete mestamente a casa e le 500 scatole di preservativi le donerete alla casa di riposo Villa Serena dove verranno gonfiati ed utilizzati come palloncini decorativi per la festa del Patrono.

I PLAY BOY DE NOANTRI
Come si riconoscono?
Sono quelli che girano col colletto della polo tirato su oppure con il maglioncino sulle spalle che fa tanto vip a spasso per le vie di Saint Tropez.
Per lui siete soltanto un accessorio da ostentare fino a quando sarete carine e "in tiro".
Poi vi lascerà a casa a badare ai bambini mentre lui andrà al golf club.

Curioso come, anche questa volta, salti fuori che il sottoscritto, tutto sommato, potrebbe rientrare nel profilo dell'uomo "giusto".
Ovviamente non dovete pretendere anche l'avvenenza fisica o particolari doti;
diciamo che sono un po' come un Land Rover Defender vecchio modello che fa quello che deve anche se, esteticamente, fa un po' cagare (peraltro non lo producono più...).
Infatti:
non sono violento, non sono mammone, sono tutt'altro che egoista (e le mie AA lo possono confermare) sono affidabile come l'erezione di un adolescente e il colletto della polo lo tengo giù.

Oscar Wilde disse:
"Non esiste il marito ideale. Il marito ideale rimane celibe."
Magari è davvero così...

10c6446b-5e7c-4fe2-8c35-8ca862a5c736
Prima una considerazione: il Principe Azzurro non esiste. Una volta accettata questa triste verità, siete pronte per accontentarvi di meno ma...non troppo meno. Di sicuro dovrete evitare accuratamente gli uomini che rientrano nelle 5 tipologie elencate. I VIOLENTI All'apparenza mansueti e gentili,...
Post
18/09/2019 22:26:12
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

I punti del piacere per Lui

17 settembre 2019 ore 20:43 segnala
Tutti noi sappiamo che esiste un punto, nella donna, chiamato G.
Ne abbiamo sentito parlare, ne conosciamo l'esistenza ma dove sia non lo sappiamo.

Tipo come quando mia mamma si trasferisce da me per qualche giorno o per i mesi estivi e poi torna a casa sua.
Io sono disordinato, lei mette in ordine e poi trovo più un cazzo.
Conversazione telefonica tipo.
"Deh, dove hai messo il bollitore?"
"È lì nel mobile sotto la televisione"
"Ci ho guardato ma non c'è..."
"Allora dovrebbe essere in quello accanto al forno..."
"Già guardato ma non è nemmeno lì..."
"Eppure da qualche parte ci deve essere..."

Ecco, il punto G "da qualche parte ci deve essere" ma sa il cazzo dove.
Col bollitore è facile: vai nel negozio di casalinghi e ne compri uno.
Poi torni a casa, lo lavi, lo asciughi, lo metti via e...toh, ecco il bollitore vecchio.
Ma col punto G?
Sapere che esiste, che fa godere le donne da impazzire ma non so dov'è mi fa davvero incazzare.

Ma oggi lasciamo da parte i punti del piacere femminile e concentriamoci su quelli maschili.
In realtà non ne vedo l'utilità dato che far godere un uomo è facile:
fellatio, a pecora, anal e fellatio con ingoio finale.
Magari voi godete poco o niente ma credetemi che un uomo così gode.
Addirittura se vi trovate in mia compagnia e volete farmi godere, la faccenda è ancora più facile:
vi lasciate spogliare, vi stendete, e vi godete qualche sessione di sesso orale.

Ma questo blog vuole anche informare e, grazie ancora a Cosmopolitan, ecco i punti del piacere maschile.

Il punto O
È sul bordo esterno del suo orecchio, proprio sul lobo:
lo riconosci dalla forma circolare.
Passaci dolcemente le dita (o la lingua).
Se il tipo è un Vulcaniano, trova particolarmente eccitante quando con una lima gli fate la punta alle orecchie.

Il punto G
Sì, ne ha uno anche lui!
La pelle dietro al ginocchio, infatti, è particolarmente sottile e piena di terminazioni nervose. Vuoi sorprenderlo?
Mentre siete sul divano, fai scivolare la mano dietro al suo ginocchio, sfiorandolo coi polpastrelli o facendogli dei lievi grattini.
Naaa...i grattini sono da femminucce...provate a sollecitare la zona con un filo di corrente scoperto oppure un taser.

Il punto N
Include l’area della nuca, dietro al collo.
Accarezzandolo su questa zona, inneschi eccitanti brividi di piacere che gli si irradiano a pioggia lungo tutta la colonna vertebrale fino all'osso sacro.
La tattica di stimolare il punto N non funziona se state facendo sesso con una seppia dato che si tratta di un invertebrato, privo cioè di spina dorsale.

Il punto C
Se toccate nel modo giusto, le sue caviglie lo manderanno in orbita ancor più di un sexy massaggio ai piedi.
Prova a strofinare prima una poi l'altra con entrambe le mani con un movimento a cavatappi e vedrai che scintille.
Anzi, usate direttamente un cavatappi per strofinargli le caviglie così, oltre alle scintille sentirete le bestemmie e in orbita ci finirete voi con un poderoso calcio nel culo.
Ovviamente se il tipo ha una gamba di legno o siete stesi su una coperta in pile è meglio evitare di far le scintille che è un attimo ardere...non necessariamente di passione.

Ansia da primo appuntamento? Ecco come vincerla

16 settembre 2019 ore 21:18 segnala
Oltre a baciare abbastanza bene, essere niente male nella pratica orale ed in quella ehm…"scritta", spesso le mie ex AA (Amiche Amanti) dicevano che stavano bene con me perché le sapevo mettere a loro agio.

Io quando sono al primo incontro con una donna sono sempre sereno.
Sicuramente la vigilia è un turbinio di emozioni e farfalle svolazzanti nello stomaco ma poi, di fronte a lei, sono sereno e felice.
Ma non tutti siamo fatti allo stesso modo e, quindi, ecco qualche consiglio per tenere sotto controllo l'ansia a primo appuntamento.

Non serve stupire a tutti i costi
Estrarre cilindri dai conigli non vi aiuterà a fare bella figura, soprattutto se lei è animalista (poi mi dovete spiegare come cazzo siete riusciti a mettere dei cilindri nei conigli...)
Vero, a scuola riscuotevate un certo successo con la Marsigliese "ruttata", le scoregge incendiate oppure con la riproduzione in scala del Cristo Redentore del Corcovado realizzata con le caccole di tutta la classe ma non è detto che funzioni anche con la tizia davanti a voi.
Siate voi stessi.

Cerchiamo di farci un’idea di come è fatta la persona che incontreremo
Se, ad esempio, vi svela che in camera ha un poster di Leonarda Cianciulli altrimenti nota come "la saponificatrice di Correggio", che ha cambiato nome ed ora si chiama Aileen, in onore di Aileen Wuornos, famosa serial killer Americana, e che ha un gatto di nome Ted in onore di Ted Bundy (famoso serial killer sempre Americano)...beh vi consiglio caldamente di noleggiare un porno, andare a casa e dedicarvi all'onanismo spinto.

Non pianifichiamo troppo
Se c'è un modo per mandare qualcosa in vacca è pianificarlo.
Ad esempio, non riempite il baule di preservativi dato che, se lo fate, al 99% la tipa vi manderà in bianco.
Ma è anche vero che...si insomma, fare sesso senza precauzioni...
Beh se mai la serata dovesse prendere la piega giusta, improvvisate, tipo con una borsa in plastica...ah cazzo vero, le borse della spesa non sono più in plastica.
In effetti potrebbe accadere che, sul più bello, la tipa vi mandi a casa perché non avete il preservativo e lei ha finito il Domopak.
A questo punto potreste pensare al suicidio; siete usciti con una donna bellissima, sensualissima e quando finalmente lei rivela che sono settimane che sogna il vostro turgido membro, voi non avete preservativi.
Sapete, anche a me una volta capitò di essere a casa di una donna, lei pronta per scopare ma ne io e nemmeno lei avevamo il preservativo.
Cosa feci? Mi domandai cosa avrebbe fatto McGyver al mio posto.
Subito pensai a come si fa il salame, al budello del maiale che viene usato come guaina esterna ma non potevo certo squartare me o la tipa per estrarre le budella e costruirmelo.
Ad un certo punto sento i vicini litigare e una voce femminile urlare "sei un maiale!"
In un attimo mi rivestii, uscii e bussai alla porta accanto.
Mi aprì un uomo di circa due metri, peso approssimativo di 180 kg.
"Scusi è lei il maiale?"
Come risposta ricevetti un pugno sul naso.
Tornai in casa e la donna si stava spazientando.
Le chiesi di attendere un attimo.
Andai nello sgabuzzino e trovai una fiamma ossidrica che lei usava per caramellare lo zucchero quando faceva la crema catalana.
Andai in cucina, presi una zuppiera abbastanza grande in plastica e, con la fiamma ossidrica, iniziai a scaldarla.
Ad un certo punto la plastica iniziò a fondersi. Tirai fuori il mio…e lo misi sotto questa colata di plastica fusa.
Ok, il dolore fu intenso ma quando ebbi finito avevo il volatile completamente rivestito di plastica dura ottenendo un risultato migliore di qualsiasi preservativo ed in più il pisello era diventato più grosso e più rigido.

Ricordo che mi telefonò anche McGyver per complimentarsi con me.
Bei tempi....

Sexadvisor

14 settembre 2019 ore 20:26 segnala
Ero lì che stavo scambiando quattro chiacchiere virtuali con una blogger quando mi scrive:
"...perché non aprire un sito tipo tripadvisor, che si chiamerà però sexadvisor, in cui recensire gli amanti avuti?
Avrebbe un'utilità pubblica notevole"

Già tempo fa mi espressi in proposito, sul fatto che quando si incontra una persona e a pelle ci piace, si passa alla fase scopatoria praticamente alla cieca.
La mia idea era semplice: un foglietto illustrativo per ogni essere umano.
In pratica si esce, ci si incontra e poi ci si scambia questo foglietto nel quale ci sono le cose che piacciono e quelle che non piacciono.

Esempio:
sono solo, seduto al bancone del bar, come si vede nei film americani, intento a sorseggiare un Black Russian quando entra una donna sola, in cerca di compagnia.
Si guarda in giro, mi vede e si avvicina.
Si siede accanto a me, ordina un White Lady e dopo un po' iniziamo a conversare.
Già qua si possono notare due eventi praticamente impossibili:
una donna, sola, che punta me;
io, noto per il mio carattere socievole come un orso con le palle imprigionate in una tagliola da bracconiere, che converso con una sconosciuta.
Ma è un esempio, ovviamente.

Passa il tempo e sentiamo un certo feeling.
A questo punto, scambio dei foglietti illustrativi.
"Vediamo...
Nome: Stefania;
Età: nd
Misure: 25 cm..."
A questo punto fossi uno che ama intrattenersi coi trans approfondirei la conoscenza, altrimenti saluterei e me ne andrei.

Sul foglietto potremmo mettere la bevanda preferita, la posizione preferita, la pratica sessuale desiderata e tutte quelle informazioni che agevolano lo stare insieme, dentro e fuori dal letto.

Sexadvisor è un'idea geniale se ci pensate.
Si perché siamo tutti bravi, nel mondo virtuale, a spacciarci per amanti capaci ed insaziabili ma poi alla resa dei fatti non sempre è così.
Invece, grazie a Sexadvisor, abbiamo le recensioni e se valiamo o meno qualcosa lo si legge.

Giorni fa, mentre stavo godendomi una piadina in pausa pranzo, pensavo a quello che potrebbero scrivere su di me in un ipotetico profilo di Sexadvisor ed ho realizzato che me ne importa un cazzo: comunque vada sarà un successo.
Si perché se le recensioni fossero tutte da 5 stelline allora una donna penserebbe "mmmhhh sto qua a letto è fantastico e vale davvero la pena conoscerlo".
Ma se, invece, le valutazioni fossero tutte da 0 a massimo una stellina?
La donna penserà "naaa...impossibile esista un uomo così scarso a letto...quelle zoccolette che ha avuto prima non ci sapevano fare. Adesso ci penso io!"

Quindi, in un modo o in un altro, si scopa.

ae2809d9-f663-429e-a6a0-f1390392c6eb
Ero lì che stavo scambiando quattro chiacchiere virtuali con una blogger quando mi scrive: "...perché non aprire un sito tipo tripadvisor, che si chiamerà però sexadvisor, in cui recensire gli amanti avuti? Avrebbe un'utilità pubblica notevole" Già tempo fa mi espressi in proposito, sul fatto che...
Post
14/09/2019 20:26:11
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
  • commenti
    comment
    Comment
    4

Gli italiani ed il fitness

13 settembre 2019 ore 20:37 segnala
Se guardiamo determinate classifiche scopriamo che in Italia si legge poco, si fa poco sport e non siamo nemmeno al top riguardo a quante volte si scopa.
La domanda è: cazzo fanno gli italiani?
Probabilmente si inebetiscono davanti a qualche video-quiz o qualche altro spettacolo del cazzo.

Io sono sempre stato uno sportivo.
Da adolescente ho giocato per anni a basket, per esempio; poi mi si è rotto il videogame ed ho smesso.
Oggi cerco di mantenermi in uno stato tale da rendermi il meno disgustoso possibile.
Come?
Beh cercando di mangiare merda solo nei week end, dopo una settimana passata tra insalate, tonno, bresaola e passati di verdura, il tutto accompagnato da acqua, e facendo un po' di attività fisica.
Nulla di particolare eh, solo tiro su un po' di ghisa dalle 2 alle 4 volte la settimana anche se a vedermi uno direbbe che la sola cosa che sollevo sia il cucchiaio colmo di cappelletti.

Stando ad un recente studio sono gli americani i più sportivi in assoluto, con 135 giorni l’anno dedicati al fitness.
In Europa al top ci sono gli spagnoli, con 131 giorni d’attività, seguiti dai francesi con 116 giorni e al terzo posto con 115 giorni troviamo gli svedesi.
Gli italiani sono penultimi a quota quota 96 giorni.
Ultimi gli olandesi con 93 giorni.

Che siano gli olandesi all'ultimo posto non mi stupisce:
cazzo perdi tempo in palestra quando puoi uscire, farti un paio di canne e poi scoparti una tizia nel quartiere a luci rosse?

Tornando a noi, noi intesi come italiani, ci sono 5 tipologie di sportivi.

Addicted (16%):
sono quelli che vedete correre sbuffanti in quelle giornate uggiose, umide e fredde.
Voi magari siete al calduccio in un bar, che state sorseggiando una cioccolata calda, li vedete passare e pensate "cazzo, ma quello è malato!"
Lui, invece, con il viso paonazzo, le sopracciglia brinate e il muco surgelato che gli cola dal naso, si volta verso la vetrina del bar e vi guarda con malcelato disgusto e pensa "va...quella gente non capisce un cazzo della vita".

Challenge (25%)
Fanno sport 2 o 3 volte a settimana.
Sono quelli che studiano le persone che frequentano la palestra, cercano di capire quando c'è più figa e poi arrivano al momento giusto.
Entrano, mettono la salviettina su un'attrezzo e poi attaccano bottone.
Di fatto vedono la palestra come un luogo per socializzare, per vedere se si becca o meno della figa.
Alcuni di loro, i più idioti, pensano che una donna la conquisti in base a quanto sollevi e quanto ti fai sentire.
Indossano il cinturone, caricano il bilanciere in modo ignorante e poi eccoli gemere per sollevarlo.
Il problema è che spesso, sotto sforzo, perdono il controllo dello sfintere anale e iniziano a scoreggiare come muli, vanificando così tutti gli sforzi per attirare l'attenzione della gnocca.

Active (18%)
Sono quelli che si allenano una volta la settimana e con lo stesso entusiasmo con il quale si preparano per una colonscopia.
Le buone intenzioni le hanno visto che fanno un abbonamento annuale "così sono costretto ad andarci" ma poi...
Dopo il lavoro escono con lo sprint giusto. Salgono in macchina e guidano determinati verso la palestra. Il loro motto è "fitness o morte".
Il problema è che per raggiungere la palestra passano davanti al bar e vedono i loro amici impegnati nel rito pagano dell'aperitivo.
Vedono vassoi pieni di deliziosi stuzzichini e prosecco che scorre a fiumi.
"Bah...quasi quasi in palestra ci vado domani. Oggi mi fermo con gli amici...che per una volta..."
Sono anche quelli che sperano di trovare una scusa valida per saltare la palestra, una scusa capace di placare i sensi di colpa.
"Oggi no perché il bioritmo dice che fisicamente è una giornata di merda"
"Mmmhhh...oggi meglio di no che Plutone passa nel segno della Vergine e io sono stato vergine anni fa e non vorrei che..."
E così via.

Divanati (32%...in pratica un italiano su tre)
Sono quelli che praticano attività fisica una volta ogni sei mesi.
In pratica si limitano a sollevare i capi d'abbigliamento per il cambio di stagione e per loro già questo è praticare attività fisica.
Sono figure mitologiche, metà uomo e metà poltrona.
I più virtuosi, i "The Rock" della situazione, fanno la spesa di acqua minerale e portano una confezione per mano fin giù in cantina.
Ovviamente una volta arrivati ci sono un paio di massaggiatori che si prendono cura dei muscoli sollecitati.

"Occasionali" (31%)
Sono quelli che lo fanno una volta all'anno, tipo i partecipanti alla Stramilano o qualche torneo di calcetto con gli amici.
In pratica fanno un cazzo 364 giorni l'anno, mangiano e bevono, magari fumano un pacchetto di sigarette al giorno e poi eccoli, appena inizia la bella stagione, indossare la tutina colorata ed inforcare la bici da corsa con gli amici.
Li riconosci perché quando li sorpassi ti volti e hanno una pancia come una donna al nono mese e pensi "però...andare in bici aiuta a mantenersi in forma..."
Di solito, visto lo scarso allenamento, dopo pochi chilometri vanno in crisi respiratoria.
Il viso in poco tempo ci colora di tutte le tonalità presenti in una mazzetta di tinte RAL e poco prima di perdere i sensi vedono Jimi Hendrix seduto sul guard-rail a lato della strada che si accende una canna.

Io sono un mix, un po' Challenge e un po' Active.
Non sono il tipo che va in palestra per cercare di agganciare, non faccio sforzi e nemmeno lancio urla come se stessi cercando di sollevare Gibilterra.
Vado dalle 4 alle 2 volte ma se trovo una scusa valida per evitare di andare in palestra lo faccio molto volentieri.
Come dico da sempre "concepisco lo sforzo fisico solo se finalizzato al piacere sessuale"

2ac35350-ad3f-4348-b04f-4c972240f377
Se guardiamo determinate classifiche scopriamo che in Italia si legge poco, si fa poco sport e non siamo nemmeno al top riguardo a quante volte si scopa. La domanda è: cazzo fanno gli italiani? Probabilmente si inebetiscono davanti a qualche video-quiz o qualche altro spettacolo del cazzo. Io sono...
Post
13/09/2019 20:37:57
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Relazioni: le emoji aiutano ad avere successo.

12 settembre 2019 ore 20:09 segnala
Da sexLIFEstyle.it

Stanchi di veder sparire le vostre nuove conoscenze virtuali con la stessa rapidità di una scoreggia mollata a Trieste quando tira la bora?
Volete avere aumentare le chances di ottenere un appuntamento dal nuovo contatto social, con annesso, magari, del buon sesso?

La soluzione è semplicissima: iniziate ad infarcire di emoticons i vostri messaggi.
Secondo uno studio condotto dal prestigioso Kinsey Institute e pubblicato sulla rivista PLoS One, la frequenza con la quale vengono usate queste simpatiche faccine aumenta le possibilità di avere un appuntamento e di fare sesso, almeno negli USA.

I ricercatori hanno chiesto a 5.327 single americani, di età compresa tra 18 e 94 anni, di partecipare ad un sondaggio sulla loro vita sessuale, compreso il loro uso specifico delle emoji:
oltre un terzo (38%) degli intervistati ha dichiarato di non usare mai le emoticons quando scrivono ad una persona verso la quale nutrono un certo interesse ed il 29% ha riferito di non usarli quasi mai.
Il 28% ha dichiarato di usarli regolarmente, mentre il 2,5% afferma di usarne più di uno in ogni messaggio.
Dallo studio è emerso che le persone abituate ad usare le emoticons nei loro messaggi hanno avuto un maggior numero di appuntamenti ed hanno fatto sesso più spesso rispetto a quelli che non li utilizzano.

Alla domanda su cosa abbia motivato queste persone ad utilizzare le emoji nei loro messaggi, le risposte più comuni sono state:
"danno più personalità ai miei messaggi di testo" (53%), "è più facile esprimere i miei sentimenti" (24%), "è più veloce e più facile che scrivere un messaggio completo "(20%), "è di tendenza e altre persone lo usano "(13%).

A quanto sostengono i ricercatori, le persone che amano usare le emoticons potrebbero avere maggiori livelli di intelligenza emotiva e, oltre ad essere migliori “connettersi” con gli altri, dimostrano anche di essere più emotivi.

Fonte: bestlifeonline.com

Ebbene si, sembra che se volete avere qualche possibilità di passare dal virtuale al reale con la persona che avete puntato su qualche social, dovete iniziare ad usare le emoticons (o emoji) come farebbe un “bimbominkia”: se ci pensate un attimo, ha una sua logica.

Quando leggiamo un messaggio ci vengono a mancare le informazioni fondamentali per capire se una frase è detta in modo, serio, ironico o sensuale; l’intonazione della voce e l’espressione facciale ci consentono di interpretare il messaggio, di capire se un “mavaffanculo” è detto in modo scherzoso o meno:
“mavaffanculo” è diverso da “mavaffanculo ;-)” oppure “mavaffanculo :-D”.

Certo, invece di mandare messaggi si potrebbe comunicare con una bella videochiamata, così da non correre il rischio di essere fraintesi e dare alle parole il giusto significato senza l’uso di faccine, ma questo vorrebbe dire che non potreste più scrivere, spacciandovi per un intellettuale sapiosexual, “sono sul divano in compagnia di un buon libro ed un calice di vino rosso” mentre, invece, siete al cesso impegnati in una cagata biblica.

Ergo: imparate ad usare le emoticons.

e32ea286-9cd4-4f7e-a0bc-7b0c794a487f
Da sexLIFEstyle.it Stanchi di veder sparire le vostre nuove conoscenze virtuali con la stessa rapidità di una scoreggia mollata a Trieste quando tira la bora? Volete avere aumentare le chances di ottenere un appuntamento dal nuovo contatto social, con annesso, magari, del buon sesso? La...
Post
12/09/2019 20:09:42
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    2

Felicità di coppia? Trattalo come un cane.

10 settembre 2019 ore 20:47 segnala
Vuoi migliorare la tua relazione di coppia? Tratta il tuo uomo come un cane.
Che detta così non è il massimo ma poi, se uno ci pensa su un po', molto meglio essere trattati come cani che come gatti.
Vero che i gatti, ed i felini in genere, sono eleganti ed affascinanti ma vengono castrati.
D'accordo, al momento i testicoli mi sono del tutto inutili ma metti che la Dea Afrodite decida di farmi incontrare qualche fanciulla affascinante e vogliosa di me, eventualità improbabile ma non impossibile, le palle mi possono ancora servire.

Potrebbe sembrare una cazzata il paragone cane-uomo ma non lo è.
Pensateci un attimo:
gestire un cane non è poi sempre una passeggiata.
Spesso fanno danni, tipo rosicchiare parti di mobili e poi, con qualsiasi tempo, devi portarli fuori la mattina presto, la sera tardi e raccogliere la cacca.
Ma farlo non vi pesa affatto vero? Perché li amate così come sono.
E allora perché non applicare lo stesso principio al rapporto con i maschietti?
Non dimenticate che non dovrete portarli fuori e nemmeno raccogliere la loro cacca.

Secondo la psicologa Suzanne Phillips, che ha pubblicato un articolo sul network Psychcentral, in questo ambito si applica molto bene il principio di "ricevi ciò che dai":
è quello che diamo di positivo nella relazione che la rende così speciale e piacevole, e non il fatto che il cane o il gatto (o il partner) siano esseri meravigliosi, come sicuramente sono.
In altre parole, se diamo il meglio riceviamo il meglio.

So che li state aspettando con ansia e, quindi, bando agli indugi!
Andiamo con i 5 consigli che potete decifrare dai vostri animali domestici e che dovreste riportare nella nostra vita di coppia.

Salutarsi e coccolarsi
Pensate a quante coccole fate al vostro cagnolino quando lo ritrovate dopo una giornata passata al lavoro e anche se siete incazzate.
Ecco, lo stesso dovreste fare con il vostro ometto.
Attenzione però: a differenza del cane, se un uomo si mette a pancia in su vuole un pompino e non che gli facciate i grattini sul pancino.
La morale è: se siete incazzate con la vostra collega non è che sfogare le vostre frustrazioni con il vostro lui risolva la faccenda.
Mica è colpa del vostro uomo se lei fa carriera e voi no; iniziate a succhiarlo al vostro capo e vedrete che anche voi otterrete la promozione ambita.

Non avere aspettative negative
Così come il cane non si arrabbierà se tornerete a casa tardi, nemmeno il vostro uomo lo farà. Anzi, mai tornare a casa prima del previsto che magari lui è ancora lì a scoparsi la vicina di casa.
In altre parole, siate voi stesse e sarete amate.

Perdonarsi
Siete tornate a casa e scoprire che Ursus, il vostro incrocio tra un rottweiler ed una mietitrebbia, ha sgranocchiato il vostro set di piacere, composto da 15 tra dildi e vibratori.
Che fate? Gli date fuoco oppure, dopo una sgridata, siete già lì ad accarezzarlo?
E allora perché portate rancore al vostro uomo per settimane?
Cosa ha fatto? Si è scopato vostra sorella? Anche vostra mamma? E si è reso protagonista di un'orgia con vostra nonna e le sue amiche della tombola?
Beh si, allora fate bene ad essere incazzate con lui.

Non giudicarsi o presupporre
Io amo le donne e questo a prescindere dal fatto che mi scopino oppure no.
Ma una cosa la devo dire: vi fate troppe menate.
Pensate sempre che dietro un'azione vi siano secondi fini, una trama oscura ordita dal vostro lui per farvi un dispetto.
Se il vostro cane, giocando, rompe un vaso risalente alla dinastia Qin ed appartenuto all'imperatore Qianlong pensate l'abbia fatto apposta per torturarvi con un dispetto?
Allo stesso modo se il vostro uomo fa qualcosa che non ritenete giusto, non è detto che vi stia facendo un dispetto.
Quindi niente dietrologie.

Accettarsi così come si è
Chi ha un animale domestico lo ama a prescindere dai loro pregi, difetti o dal giudizio degli altri.
Ed è così difficile fare lo stesso con il vostro uomo?
Perché cercate sempre di farli cambiare? E perché vi fate influenzare dai giudizi degli altri?

Io sono gattofilo e, quindi, dovrei trattare la mia donna come tratto una gatta, cosa che peraltro faccio.
La riempio di coccole e di attenzioni, quando fa dei danni ne rido e non mi incazzo e mi piace così com'è.
Il fatto, poi, di essere un gattofilo fa si che non pretenda nulla da lei, solo che si lasci amare e coccolare.
Un gatto ti concede il privilegio della sua compagnia e io vivo la compagnia femminile con lo stesso spirito.
Ecco perché vivo le donne come un dono.
Inoltre il gatto è un animale libero e così lascio libera la mia donna di fare ciò che vuole e di essere se stessa.
Del resto chi ha gatti sa benissimo che mai faranno quello che noi vogliamo ed è questo che li rende animali stupendi.

Ovviamente quando dico "la mia donna" intendo la mia Morosa ma anche le mie AA e qualsiasi altra donna che in quel momento è insieme a me.

5231819d-07cb-4792-b987-3105ea3cc0cf
Vuoi migliorare la tua relazione di coppia? Tratta il tuo uomo come un cane. Che detta così non è il massimo ma poi, se uno ci pensa su un po', molto meglio essere trattati come cani che come gatti. Vero che i gatti, ed i felini in genere, sono eleganti ed affascinanti ma vengono...
Post
10/09/2019 20:47:41
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    3

La felicità al femminile

09 settembre 2019 ore 21:36 segnala
"Abbiamo trasformato la felicità in una delle tante cose che dobbiamo possedere. Così la rincorriamo, confondendola con la ricchezza e il prestigio, senza renderci conto che chi ha già conquistato entrambe non è detto che sia felice."
Sergio Bambarén, L'onda perfetta

La felicità...
Secondo Albano e Romina era "un bicchiere di vino con un panino" ma poi, crescendo, ho scoperto che "un bicchiere di vino con un pompino" mi rendeva molto più felice.

In realtà mi piace (e mi rende più felice) il cunnilingus ma non faceva rima con panino. E poi, se la scelta è tra un pompino ed un panino, scelgo il primo dal momento che ho iniziato ad apprezzare e godermi quella pratica orale circa 9 anni fa.

E le donne italiane? Cosa le rende felici?
Mi piacerebbe dire "fare sesso con me" ma non sono così presuntuoso.
Peraltro non tutte le donne che hanno fatto sesso con me l'hanno apprezzato, almeno questa è la mia sensazione.
Ma voglio dire a tutte loro che mi sono impegnato comunque.

Tornando al post, l'indagine è stata condotta dal portale alfemminile.com, che ha coinvolto le lettrici in Italia, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra.
Il campione italiano era composto per l’80% da donne di età inferiore ai 40 anni, il 60% risulta essere sposato o in una relazione stabile e il 78% non ha figli.

DEFINISCI LA FELICITÀ
Per il 58% è uno stato mentale mentre, per un 25% un momento di piacere.
A seguire c'è chi l'ha definita come una ricerca spirituale o una pura utopia.
Le donne più felici risultano essere le francesi e le spagnole.
In effetti, essendo gli spagnoli gli amanti migliori del mondo, capisco la felicità delle spagnole.

INGREDIENTI
per una vita felice l'amore è al primo posto, al secondo l'affetto di una famiglia unita, al terzo un lavoro appagante e poi la buona salute, una cerchia di amici fedeli e un conto in banca consistente.

Dal risultato del sondaggio si riesce a capire perché le persone non sono felici.
Relazione stabile, famiglia unita, lavoro appagante...sono tutti ingredienti che non porteranno mai alla felicità duratura.
Osho spiega meglio il concetto:
"tutti siamo alla ricerca della felicità, ma la coloriamo di tali e tante sfumature e pretese da non riuscire mai a conseguirla. La felicità è qualcosa di interiore, per questo è dentro di noi che dobbiamo inabissarci per trovarla."

In pratica se la facciamo dipendere dagli altri non saremo mai felici ma vivremo solo momenti felici.
La relazione stabile potrebbe rivelarsi presto instabile, potrebbe finire e, quindi, gettarci nella tristezza e depressione.
Idem la famiglia unita o il lavoro che potremmo perdere da un momento all'altro.
Far dipendere la felicità dagli altri non è saggio dal momento che oggi ci sono ma domani non si sa.
Quindi la felicità è qualcosa che abbiamo dentro e che deve uscire.
Come?
Cazzo ne so... Io sono sereno e tranquillo, felice, ma non saprei dare una ricetta o spiegarlo in altro modo.
E lo sono nonostante, come tutti, a volte ho vissuto momenti tristi. Quelli ci sono, fanno parte della vita e li accetto.

Magari leggete quello che dice Osho, il solo che ho trovato fino ad oggi in grado di farmi riflettere e di farmi capire che non sono sbagliato, non sono peggiore o migliore di altri; io sono io, nel bene e nel male.

Essere gioiosi, felici, è la condizione naturale del nostro essere.
Come conseguenza del massiccio bombardamento di regole, convenzioni e indottrinamenti cui siamo quotidianamente sottoposti tale stato dell’essere inizia a venir meno sin dai primi anni di vita, mentre parallelamente si formano strati su strati di condizionamenti, pregiudizi e false credenze che impediscono alla nostra anima di respirare.
Noi abbiamo familiarità esclusivamente con la felicità e l’infelicità legate all’ego. Abbiamo perduto la capacità di godere della gioia naturale, appagante, stabile, che è parte integrante del nostro essere.
Conoscendo unicamente tale tipo di pseudo-felicità – una sorta di euforia, di eccitazione passeggera – l’uomo non può far altro che tentare di procurarsene in misura sempre maggiore. Ma questa felicità, oltre ad essere soltanto un sottoprodotto della vera gioia, è anche unita indissolubilmente al dolore: se la tua gioia dipende dall’approvazione degli altri, la loro disapprovazione ti renderà triste: sarai semplicemente un inerme burattino di cui gli altri tireranno i fili.
La chiave risiede nel rinunciare deliberatamente a tale genere di felicità legata all’ego per ritrovare, attraverso una profonda comprensione, la gioia che ci appartiene per diritto di nascita, quella indipendente dal giudizio altrui, e da cui soltanto la mancanza di consapevolezza ci separa.
Pur se ad uno sguardo disattento può apparire una scelta illogica, essendo l’unica forma di felicità da noi riconosciuta come tale, dovremmo compiere ogni sforzo per tentare di conseguire un atteggiamento di indifferenza al giudizio positivo degli altri (allo stesso tempo giungerà anche l’indifferenza al giudizio negativo). In seguito al raggiungimento dell’indifferenza al giudizio altrui, sorgerà di nuovo in noi la gioia naturale di cui è costituita la nostra essenza. Ponendo fine al continuo oscillare tra felicità ed infelicità egoica, proprio al centro, all’interrompersi delle oscillazioni, la vera gioia.
L’estasi è essere, è la nostra natura; per farla riappropriare del posto che le spetta dobbiamo comprendere di dover rinunciare alla “felicità” che conosciamo.
In analogia con quanto accade per l’apprendimento di qualsiasi altra abilità umana, per ottenere elevati livelli di tranquillità e gioia interiori dobbiamo osservare ed ispirarci agli individui più felici ed appagati della loro vita, e non ai più eruditi, o ai più potenti o ai più ricchi.
Gli avvenimenti esterni che hanno caratterizzato la parte della nostra vita vissuta fino a oggi, generando in noi una certa percentuale di dolore e frustrazioni, determineranno con ogni probabilità nella parte restante della nostra esistenza come individui la stessa percentuale di sofferenza e disagio.
Non è in nostro potere operare affinché si verifichino eventi esterni tutti a noi favorevoli: l’unica alternativa in nostro possesso è mettere in atto una graduale trasformazione interiore, per ottenere che ciò che accade fuori di noi possa influenzarci negativamente in misura sempre minore.
Gli stati d’animo di gioia e tranquillità che sperimentiamo nel raggiungere un particolare obiettivo, non sono determinati, come potrebbe sembrare ad un’analisi poco attenta, dal raggiungimento dell’obiettivo, ma dal placarsi della mente (al raggiungimento dell’obiettivo). Infatti, per un breve periodo, al conseguimento del risultato desiderato la mente si rilassa (non insegue nuove mete), prima di tornare nuovamente a generare ansie e tensioni in corsa verso il prossimo traguardo. E’ una mente calma che ci dona pace, non l’appagamento del desiderio in sé. Ed è, dunque, all’arrendersi della mente al nostro vero sé che dobbiamo puntare, non ad una realizzazione senza fine di desideri…
Il punto essenziale è: avere obiettivi genera ansia, non averne produce rilassamento. Il segreto consiste nel trasformare ogni obiettivo in preferenza, in modo che le sue caratteristiche ansiogene vengano neutralizzate. Gli obiettivi, pena frustrazioni e sofferenza psicologica, “devono” essere raggiunti. Le preferenze corrispondono a desideri che è piacevole veder realizzati, ma che non provocano sofferenza in caso contrario…
Una nuvola bianca non ha una strada propria, non resiste, non lotta, si lascia trasportare dal vento. Non va da nessuna parte, non ha destinazione, non ha un fine. Non riuscirai mai a deludere una nuvola bianca perché dovunque essa arrivi quella è la meta.
Quando tu hai un fine sei contro il Tutto, e sarai certamente frustrato, perché non si può vincere contro il Tutto.