_YARO HATO!_

27 luglio 2017 ore 18:55 segnala
1. “Non ho più voglia di fare un cazzo”. Ormai abbiamo la stessa espressione incavata e il medesimo pallore facciale che risulta mimetico sulla biancheria piana del letto. La dea Cazzimma di 10 anni fa credo abbia fatto le valige, insieme alla mia forma fisica: ormai ho il fiato corto anche solo a pensare di fare un ankle pick. Anche quest’anno sto pagando di non essere al passo con quello che il sensei vorrebbe e per la cintura nera sono fermo un altro giro.
2. (sacche lacrimali in scarico alluvionale)
3. “Daisetsu , un hombre non può stare sensa una dona, porché se perde”. Purtroppo continuare ad essere schivato fa male, per cui che il mio eremo serva di lezione.
4. Un bulletto di uno scarso metro e sessanta con la fisima di allargarsi a forza di panca piana (e punture), perché nei suoi perduti 18 anni ha afferrato che avrebbe subìto l’ombra di tutto il resto dei bipedi che gli stazionavano intorno e che le tacche fatte con il metro da papà, si sarebbero fermate lì. Chissà che faticaccia per il tuo ego ciclopico restare rinchiuso in un corpo tanto ristretto! Terrificante vedere di come ti sei servito di chi ti ha annodato in vita quella cintura nera, per poi voltargli le spalle come uno scozzese di fronte agli inglesi sul campo di battaglia. Non ne sono stupito però,del resto hai il cuore vicino al buco del culo.
Come disse un samurai: “L'uomo calcolatore è un codardo. Affermo questo perché i calcoli concernono sempre il guadagno e la perdita, e l'opportunista si preoccupa sempre di ciò. Morire è una perdita, vivere è un guadagno ed è così che spesso si decide di non morire, ma questo è un atto di viltà. Allo stesso modo, chi ha ricevuto una buon'educazione può mascherare con la sua intelligenza ed eloquenza, la codardia o la cupidigia che costituiscono la sua vera natura. Molte persone non se ne rendono conto.”
Il mio taiko suona: Crunch
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1. “Non ho più voglia di fare un cazzo”. Ormai abbiamo la stessa espressione incavata e il medesimo pallore facciale che risulta mimetico sulla biancheria piana del letto. La dea Cazzimma di 10 anni fa credo abbia fatto le valige, insieme alla mia forma fisica: ormai ho il fiato corto anche solo a...
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_DANSEI_

12 maggio 2017 ore 18:27 segnala
1. È proprio vero che i calci in culo mit einem una ferrea educazione “d’una volta” non servono a nulla ed essere ‘gnurante sembra parte del patrimonio genetico di alcuni bipedi. Presumibilmente tutte quelle pertegate peri-ano-rettali somministrate via piede, credo abbiano avuto conseguenze sul normale sviluppo mentale di alcuni soggetti aggravando una situazione già piuttosto disperata. Indi ragion per cui non menate i vostri figli, tanto se son scemi tali resteranno (Pssst! “Ci hai bisogno?!” dillo a mmameta!!)
2. Il maschio che serve la donna, incamiciato, barbuto ma non troppo, profumato ma non troppo, depilato ma non troppo, intelligente ma non troppo, inguaribile romantico e con un bicchiere di vino in mano è la vostra botola psichica, sul cui fondo troverete punte aguzze rivolte al culo. Quell’ accumulo di frasi fatte sull’essere un “vero uomo” trovato su Faceb**k, mi rovina l’appetito. Son felice di essere un finto uomo, d’avere la scorreggia facile e la risata ragliante, di praticare attività fisiche per cui un “ma sei scemo?!” calza a pennello; son contento di non rincoglionirmi d’alcol agli aperitivi, di non girare in ciabatte e pinocchietti d’estate; son felice della mia trivialità, d’esser più basso della media, di avere vestiti sdruciti e di mandarvi a fare in culo per sentirmi dire che “eh, ma con le donne non si fa così…” . Se volete il vero uomo, iniziate a guardare meno televisione, che Real Time vi ha rovinate peggio del Principe Azzurro.
3. Il riflesso di quei sorrisi dai denti aguzzi ottenuti perché anche tu hai fatto lo stesso con gli altri; non dire mai “basta” a qualcuno perché ci si sente cattivi; usare il “vaffa” troppo di rado; dimenticarti della coerenza in favore della comodità; il rimandare infinitesimale a sfavore del tirarsi su le maniche; pensare “massì,tanto faccio cagare” e poi rosicare perché sai che si tratta di una scusa bella e buona…
4. …son conti più salati delle lacrime che mi si incrostano in faccia mentre dico “non sto piangendo, mi è solo entrata una bruschetta nell’occhio”.
Come disse un samurai: “Il samurai deve sempre evitare di lamentarsi, anche nella vita quotidiane. Deve sempre stare attento a non lasciarsi sfuggire mai un'espressione di debolezza. Una sola parola detta inavvertitamente spesso rivela il valore di chi l'ha pronunciata.”
Il mio taiko suona: Casey Jones

_FUWA NO TAME_

20 marzo 2017 ore 14:18 segnala
1. Le hippie chic dall’alito etilico-marlboroso non mi impressionavano a 14 anni, figurarsi a 35. Se poi ci addizioni che l’università l’hai frequentata all’Insubria perché necessitavi della tua coperta di Linus chiamata provincia, sappi che il tuo fare la donna vissuta mi risulta piuttosto sedativo. “Vita Spericolata” per un brianzolo sotto i 30 anni, è solo una canzone.
2. Io e la psicologia siamo come le cozze e la Nutella, ovvero non ci azzecchiamo un cazzo. Evitare incivili giudizi e assillanti perplessità,mi riesce difficile perché mi centrano meglio di un cecchino. La sana ingenuità del periodo infantile dove un pantalone da cento euro non interessa a nessuno, è qualcosa di cui ho una certa nostalgia. A distanza di ore dall’evento ancora scuoto la testa al pensiero che c’è chi ha chiesto un cambio turno per parrucchiere, unghie e incertezze amletiche da “cosa mi metto stasera?” . Mi chiedo a quanti di loro fregasse del compleanno dell’amico e quanto invece importasse sfoggiare il meglio del proprio guardaroba in un ansante conflitto tra donne alfa. Sindrome da “pomo della discordia”?
3. Ora va bene così, poi un giorno mi crollerà tutto addosso e non mi resterà più nulla, se non arrancare appresso ad un mondo che ha deciso di andare in fuga lasciandomi la maglia nera.
4. Come disse un samurai: “quando non si sa valutare l’importanza relativa delle cose, si diventa responsabili di una possibile conseguenza infausta.”
5. Il mio taiko suona: Bloodclot

_SENSHI?_

09 febbraio 2017 ore 10:38 segnala
1. Concordo che nella vita non si debba sempre essere concentrati sino al collasso sinaptico sui propri impegni, ma il vizioso circolo di cene-aperitivo-feste-ballare-vadoafumare di alcuni under 25, mi provoca allergia se la cosa finisce per ricadere sul lavoro. Mi auguro che non siate così sfigati da pensare “faccio il coglione adesso, perché poi metterò la testa a posto per metter su famiglia” perché non mi strappate un sorriso imbarazzato, ma un fetido venticello dalle natiche.
2. Discorsi da pausa caffè, Vol.1: “Eh no, ho già mio marito per fare sesso. Inoltre dopo tanto tempo a quella cosa non ci si pensa più, abbiamo una certa età ed abbiamo figli!”. Spiegami perché allora appena puoi tentare di abbracciarmi, sbaciucchiami e tastarmi il petto, figli ed età cascano nel cesso della memoria.
3. Una serata di gruppi tremendi, di cui alcuni non solo hanno suonato troppo, ma si sono dilungati in soundcheck che manco i Metallica. I testi delle canzoni con i soliti clichés, le solite cover e la solita retorica che in scontro con la realtà, lascia il tempo che trova. Per buona sorte alla 1.00 di notte salgono tre ragazzotti che a occhio e croce credo superassero i 18 da qualche mese che, agguantati strumenti e infilati i jack senza manco mezzo “CHECK-CHECK-CHECK”, partono a suonare. 45 minuti di solidissimo suono britannico che se tiene fede a ciò che sostiene di essere (“the new generation”), fa sperare bene per il futuro. Peccato che nello stivale, son 20 anni che mancano bands del genere. T-shirt e CD sono stati d’obbligo.
4. “Sono una guerriera” è lo scudo dietro cui ti pari ogni volta che ti duole ammettere che hai fatto una cazzata. Quel che ti è successo è terribile e ammiro la forza d’animo, ma utilizzare l’accaduto come alibi ogni volta che ti viene mossa una critica, detto per inciso mi rompe il cazzo. Mio nonno come altri della sua generazione il primo boom che ha conosciuto son state le bombe, mica quello economico. Ai suoi tempi combatteva i tedeschi a fucilate, non la cellulite con le cremine.
5. Come disse un samurai: “Evitare sempre i conflitti con gli amici, saper discernere i principi di una relazione,anche questo è un’arte marziale della mente.”
6. Il mio Taiko suona: Payback
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1. Concordo che nella vita non si debba sempre essere concentrati sino al collasso sinaptico sui propri impegni, ma il vizioso circolo di cene-aperitivo-feste-ballare-vadoafumare di alcuni under 25, mi provoca allergia se la cosa finisce per ricadere sul lavoro. Mi auguro che non siate così sfigati...
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_SAYONARA!_

15 dicembre 2016 ore 15:41 segnala
Ichi: ricordo del primo bisticcio che abbiamo avuto nel parcheggio e della tua boriosissima maniera di rapportarti al sottoscritto. Le tue manie di protagonismo erano da antistaminico e la tua autocrazia con i timidi e i miti , la trovavo orripilante. Se poi addizioniamo che durante gli straordinari ti raschiavi le pubenda , facevi battute di pessimo gusto a gente malata e che quel che raccontavi tanfava di ciancia lontano un miglio, non ho versato una lacrima quando hai detto che avresti mollato il colpo, in una delle tue assurde scelte ragionate con una parte del corpo che non è il cervello. Speriamo che il tuo sia un “solo andata”.
Nii: imperito, irresponsabile, infantile o più semplicemente, imbecille. Qualche encefalo secco, ti definiva con un’altra parola che iniziava con la i , ovvero “intoccabile”. Io invece penso che più che essere intoccabile, hai toccato il fondo e una volta lì, ti sei scavato la fossa. Quella frase in quel documento ti è costata cara, ma ancor più quell’uscita in divisa per andare al bar. Ah, credo che tra l’altro siano emerse tutte quelle volte che hai ammollato lavori ai tuoi colleghi del pomeriggio perché inabile a compiere le più banali operazioni del tuo mansionario. Adesso più che intoccabile, ti toccherà tornare a casa stringendo tra le natiche il tentativo di farci fessi.
San: ammiro la capacità di alcuni bipedi di sapersi vendere bene, pur non valendo un cazzo. Tra sospetti periodi di malattia prima delle ferie e spiate ai superiori per cercare di conservare un clima di tensione, alla fine i bagagli d’esilio li hai fatti tu. Aver voglia di lavorare in segreteria invece che “al fronte”, è un presupposto che lascia intuire che presumibilmente non ami questo lavoro e che fatica e abnegazione, siano per te concetti alieni come lo è l’informatica base per mia madre.
Come disse un samurai: “Un vassallo che si preoccupa eccessivamente di emergere è nefasto.”
Il mio Taiko suona: Extrema
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Ichi: ricordo del primo bisticcio che abbiamo avuto nel parcheggio e della tua boriosissima maniera di rapportarti al sottoscritto. Le tue manie di protagonismo erano da antistaminico e la tua autocrazia con i timidi e i miti , la trovavo orripilante. Se poi addizioniamo che durante gli...
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_MUKASHIN NO_

19 ottobre 2016 ore 14:57 segnala
1. L’essere personaggi scomodi non era cosa tua ed essere spostata non aveva a che fare con quello. In determinate situazioni andare a muso duro contro chi ha il coltello dalla parte del manico, è strategicamente una stronzata che porterà ad una sicura Caporetto. Se aggiungiamo che passi il tempo tra millenarie pause caffè e altri virgolettamenti pubici, vedo difficile che qualcuno ti prenda sul serio quando reclami diritti, perché la tua credibilità vale quanto un paio di calzettoni da bersagliere dopo una marcia. Credere di essere furbi è fatale come pensare di frodare il diavolo.
2. Defilarsi di continuo per una pausa sigaretta sui gradini di una scala d’emergenza, l’insolenza di default, l’apatia cronica e il piagnucolare inopportunamente dopo una meritata alzata di peso, son segni tipici di un’adolescenza che a 23 anni non vi ha ancora allascato. Purtroppo ho ancor meno pazienza dei vostri ex prof. del liceo e dei vostri genitori, indi eviterei tanto mal calibrato spaccaculismo da parte vostra, che i tempi in cui ve la cavavate con un “nota sul registro” o “questo fine settimana non esci”, sono finiti. Ora il conto da pagare per quello che fai, va al di là delle tue possibilità.
3. Alla fine il conto è arrivato e la quantità di lacrime versate ci ha quasi annegato. Lo dicevo che adottare un altro cane ci avrebbe fatto a pezzi; sentirmi dire “ma perché non ne prendi un altro” è una cosa ingenuamente indelicata. Non fatelo mai.
4. I)Nella vita non hai mai lavorato, vivacchi in un posto confortevole, il cibo non è male, ma c’è sempre qualcosa che non va. II)Cazzeggi al lavoro e ne hai pieni i coglioni di fare “fatica” quando fuori c’è un codazzo di bipedi desiderosi e bisognosi di un lavoro che non apprezzi III) Una vita di coppia fatta di amnesia, dove baci e abbracci sembrano dimenticati in una camera da letto che ormai serve solo per dormire. Meritereste di passarvela un po’ male, per apprezzare ciò che state tirando nel cesso.
5. Come disse un samurai: “Se volete conoscere la mentalità degli altri, dovete passarvela male”
6. Il mio Taiko suona: Tragedy
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1. L’essere personaggi scomodi non era cosa tua ed essere spostata non aveva a che fare con quello. In determinate situazioni andare a muso duro contro chi ha il coltello dalla parte del manico, è strategicamente una stronzata che porterà ad una sicura Caporetto. Se aggiungiamo che passi il tempo...
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_RONDON_

22 settembre 2016 ore 10:58 segnala
1. Approdo a Londinium in tarda mattinata, reduce da un’alzata alle 3.00 del mattino che manco un marine sotto attacco. Coda infinita per l’imbarco a Malpensa, coda infinita per lo sbarco a Luton e il cielo tanto per cambiare, grigio come il culo di un ratto. Temperatura autunnale, felpa, giacca, bermuda e zone intime refrigerate. Appartamento in pieno quartiere arabo, gestito da due giovini est europei con una (s)dentatura da eroina che parlava da sola. Caloriferi accesi d’Agosto, tetti incatramati pieni di sacchi neri e rottami (persino una vasca da bagno) e fuori dal mio terrazzo un piede di porco. Segue rimozione del suddetto arnese, lasciato intenzionalmente in vista vicino alla finestra come monito a chi ti crede tonto.
2. La visita guidata per l’East End merita parecchio, in particolare per la street art; ibidem per le caffetterie indipendenti, che te lo fanno come in Italia (il caffè, cazzo pensavi?). Il susseguirsi di “please” e “sorry” mi fanno vergognare, considerando che da buon italiota son più incline ai “vaffa” e ai “cazzoguardi”. I londinesi son tanto educati nel prodigarsi ad aiutarti quando annaspi nelle difficoltà, quanto infiammabili se toppi qualcosa : se bucate l’orario di un autobus per l’aeroporto, vi piantano a piedi e delle vostre giustificazioni se ne battono la Union Jack.
3. La Tate Modern merita sempre una visita, specie per le copertine di John Heartfield; i parchi sono splendidi e pieni di socievoli scoiattoli iperattivi in speed ; Brick Lane quando c’è il mercato è fenomenale, mentre a Camden i punks son di una gentilezza che non diresti mai. Inoltre: memorabile l’Afro party all’ultimo piano di un grattacielo, dove il capogiro che ho avuto non era per le vertigini, ma per la quantità di bellezze black in abito bianco presenti in loco.
4. Brighton…ci vivrei, punto. Farsi di caffè in un parchetto con trombettista e percussionista di steel pan che sciorinano calypso nell’aere, è il massimo. Mods e Rockers non ne ho visti, salvo qualche negozio d’abbigliamento a tema. Indimenticabile il Chili vegano con una patata arrostita delle dimensioni di una palla da rugby. A questo proposito, anche se di rugby non capisci un cazzo, Twickenham merita una capatina. Il Rugby è in tutto e per tutto l’antitesi del Calcio, dove le botte si scambiano solo sul campo. Il museo interno è tra cimeli e giochi interattivi d’obbligo, indi non fate cazzate .
5. Ritorno in patria drammatico, ma mica per il viaggio aereo. “Cazzosontornatoafare” mi rimbomba in testa peggio della doppia cassa di Pete “commando” Sandoval. Viaggiare mi fa male, altroché!
6. Come disse un samurai: “Ripetei quel nome fra me a ogni oscillazione del treno. Risuonava indicibilmente misterioso. E a ogni rintocco il mio cuore si sentiva più greve, a ogni palpito del suo nome una spossatezza tagliente, inesorabile, mi affondava sempre più nelle viscere.”
7. Il mio taiko suona: World be Free
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1. Approdo a https://it.wikipedia.org/wiki/Londra in tarda mattinata, reduce da un’alzata alle 3.00 del mattino che manco un marine sotto attacco. Coda infinita per l’imbarco a Malpensa, coda infinita per lo sbarco a Luton e il cielo tanto per cambiare, grigio come il culo di un ratto. Temperatura...
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22/09/2016 10:58:05
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_TSUME NO OTOKO_

15 agosto 2016 ore 23:08 segnala
1. Malfermo e sofferente, stenta a mettersi in piedi. I suoi undici anni di vita canina gli stanno portando il conto che sospetto sarà alquanto salato. L’osteosarcoma è la scarpinata sul Golgota che tocca a molti greyhound e con lui, cammino anche io reggendo un po’ della sua croce.
2. Il fatto che non lo abbiano ancora licenziato è segno che chi dirige, è totalmente slegato dalla realtà del posto di lavoro che ha in amministrazione. I leccaculofurbopigri, sono quella specifica razza di collega che dal punto di vista professionale meriterebbero una brusca silurata, ma che riescono a frodare i propri capi meglio di un ladruncolo travestito da prete missionario con un’anziana beghina piena di soldi. Il teschio di un Direttore Generale del resto è un campo santo per l’intelletto.
3. Caro Roger, mi ricordo che quando ero quattordicenne, ti ho visto a braccia conserte su un numero di Rumore, mostrando fieramente i tuoi bellissimi tatuaggi, segno indelebile di appartenenza alla variegata nazione di “Hardcore”. La fierezza del tuo aspetto di armigero metropolitano, furono per me un fulmine a ciel sereno per cui circa quattro anni dopo decisi anche io, di fare lo stesso con la mia epidermide. La mia variopinta cotenna mi ha per anni esposto nella migliore delle situazioni a curiosità, ma nella peggiore ad un biasimo feroce. Poi come per magia, anche il fighetto che ti sbriciolava lo scroto con le sue spiritosaggini, ora ha tatuate financo le emorroidi. Vorrei non essere giudicante e accusatorio, ma non riesco a trattenermi, quindi:
4. Fatevi la solita lampada e non fatevi tatuaggi, che non ve li meritate. Se volete modificarvi il corpo strappatevi le sopracciglia come avete sempre fatto, che è meglio.Piantatela di infestare gli studi di tatuaggi, che il lezzo dei vostri costosi profumi degni di una passeggiatrice in pensione, mi leva l'aria.
5. Come disse un saggio: “Il chiodo che sporge va preso a martellate.”
6. Il mio taiko suona: Leatherface
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1. Malfermo e sofferente, stenta a mettersi in piedi. I suoi undici anni di vita canina gli stanno portando il conto che sospetto sarà alquanto salato. L’osteosarcoma è la scarpinata sul Golgota che tocca a molti greyhound e con lui, cammino anche io reggendo un po’ della sua croce. 2. Il fatto che...
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_HORIDEFEA_

26 giugno 2016 ore 22:55 segnala
1. Le orecchie straziate dal berciare dei miei compari di volo, crea smottamento di palle. L’idea del viaggio invece placa lo stress. Il cielo plumbeo all’arrivo è una bella inculata equina e penso “BASTA STALKING METEROLOGICO, POR FAVOR!”.
2. Alloggio con graziosa piscina, ma meno grazioso il capello sul divano. Ho alloggiato in posti peggiori comunque, tipo a Praga dove tra sirene della pula , mignottazze da pochi spicci e baby gangs, me la son vista molto più sfumata marrone. Clima ventilato che ruzza via il nuvolame, Sole cocente, cocco sulla spiaggia e al lavoro lavorerà qualcun altro.
3. Inglesi e compatrioti ovunque, tutti alquanto molestosi. Culi di burro in bikini e topless graditissimi: la mia stagione degli amori è l’Estate, mica la Primaverga o come cazzo si chiama. Spiagge incontaminate raggiungibili dopo 15 minuti a piedi nella boscaglia, casa di tordi e gechi. Le meduse una mattinata si son riappropriate delle acque ed io non le ho volute contraddire.
4. Cittadine poche e piccole, visitabili in un’oretta. Ristoranti deliziosi assai in cui faccio una discreta figura da cojone azzardando goffamente di parlare la lingua locale.
5. Vacanza da culo in auto a nolo, locali ultra-trash pieni di abbirrazzati d’oltre manica, graziosi centri storici e un senso di stacco dal bruttume lavorativo impagabile. Ritrovati sonno, erezioni a trampolino, svacco sul divano, sonnellini non autorizzati e rutti liberi. Poi purtroppo si prende un aereo in ritardo e si torna al solito rotolar di palle che manco al bocciodromo, bestemmioni a catapulta e depressione da CPS. La mia mente già scantona al pensiero delle prossime ferie.
6. Come disse un samurai: “Quando riuscirai a mettere a tacere i pensieri, avrai la mente vuota.”
7. Il mio taiko suona: .D.I.
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1. Le orecchie straziate dal berciare dei miei compari di volo, crea smottamento di palle. L’idea del viaggio invece placa lo stress. Il cielo plumbeo all’arrivo è una bella inculata equina e penso “BASTA STALKING METEROLOGICO, POR FAVOR!”. 2. Alloggio con graziosa piscina, ma meno grazioso il...
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26/06/2016 22:55:39
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