Cuore in gabbia

26 marzo 2017 ore 11:33 segnala
Nasce in tasca la parola e ha bisogno di calore.
E' per questo che dovresti riscaldarla in fondo al cuore.
Solo quando l'emozione si trasforma in sentimento
il tuo Verbo avra' la forza di creare un firmamento.
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Nasce in tasca la parola e ha bisogno di calore. E' per questo che dovresti riscaldarla in fondo al cuore. Solo quando l'emozione si trasforma in sentimento il tuo Verbo avra' la forza di creare un firmamento. « immagine »
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lucido trasognato

21 dicembre 2015 ore 17:34 segnala
M'accorgo a volte di parlare ( lucido, trasognato )
non con te, nè di te: come se nulla fosse passato, niente trascolorato e
fosse che tu di là nelle stanze avessi ancora tenue spazio,
faticante parola, lento moto. L'amore.

Tu che mi guardi ora, guidami al tuo corpo,
estendi il ventre e l'anima e il suo infinito umore..
..Cosi, per il mio nome d'uomo, ad un tratto, ..la sera.
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M'accorgo a volte di parlare ( lucido, trasognato ) non con te, nè di te: come se nulla fosse passato, niente trascolorato e fosse che tu di là nelle stanze avessi ancora tenue spazio, faticante parola, lento moto. L'amore. Tu che mi guardi ora, guidami al tuo corpo, estendi il ventre e l'anima...
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La mia ricompensa

28 ottobre 2015 ore 10:33 segnala
Domani, voglio gustarmi la tua pelle...
I tuoi brividi...
La tua carne....
I tuoi umori....
Per questo ti devo legare
Ma non dovrai neanche vedere, dove
comincerò, dove continuerò, dove finirò ...
Sarai completamente in balia delle mie mani....
delle mie labbra.... Della mia lingua...
I tuoi ardenti gemiti saranno la mia ricompensa...

A CASA TUA

19 ottobre 2015 ore 18:26 segnala
Gli ultimi baci strappati nella clandestinità, ci lasciano uno strano amaro in bocca. Passerai Aprile al mare, in Liguria, dai parenti di tuo marito. Per un mese non ci potremo vedere. Tu mi dici che aspetterai giugno, con ansia. Che mi scriverai tutti i giorni dal tuo telefono. Più non riesci a starmi lontano e il solo pensiero ti fa male. Mi dici che ti piacerebbe vederti con me, alla luce del sole. Davanti a tutti. Senza problemi. Sai che per tante cose è un sogno impossibile, ma ti piacerebbe che, senza problema alcuno, che io potessi venire a casa tua. Quando voglio.
Sorrido. Forse a volte lo vorrei anche io. Ma prendo le distanze.
Amica mia, non hai ancora capito che la dimensione temporale che rende più vivo un amore è la provvisorietà? Che è il luogo in cui esso sa prolificare è l'indefinito? Che l'effimero è la sua unica consistenza possibile? Le più grandi libertà dell'amore stanno sempre e solo nell'ombra. Lontane dalla quotidianità di ogni giorno.
Penso, tra me e me, che in tanti mesi non mi è mai sfuggito un solo "ti amo", e forse nemmeno l'ho mai pensato. Il segreto della felicità è senza dubbio proprio questo. Non accorgersene.
Divento serio per un attimo, e temo che questa assenza cambierà molte cose. E non te lo nascondo. A Giugno sarà tutto molto diverso, amica mia. Troppe volte sono stato triste. Tu mi guardi e non capisci cosa voglio dirti. Con me hai passato i tuoi giorni più belli. Perchè mai dovrebbero finire?
Mi dici che, prima di partire, per salutarmi avresti voluto farmi un regalo. Ma io cambio discorso. E' l'ultima volta che ci vediamo e non voglio trascinarla sul patetico.
Dimmi piuttosto qualcosa di sconcio, invece, amica mia. Di molto sconcio. Fallo nella tua lingua. Fallo uscire direttamente dal fondo del tuo corpo. La tua voce cambia frequenza, e torni la libera ragazzina nella sperduta periferia di una città Rumena. Col tuo sorriso più malizioso sussurri: "As vrea sa-ti ling pula,sa o iau in gura,sa-i sug capul pina devine rosu ca racul,si sa-ti dai drumul in gura mea... iar tu sa ma lingi in pizda pina cind te implor:Futema" Io non so il rumeno. Eppure ogni tua parola mi risulta chiara, come se noi due da sempre parlassimo la stessa lingua.
Tu devi tornare a casa. Mentre ci rivestiamo ti chiedo, con malcelata curiosità, che cosa mi avresti voluto regalare. Sorridi, come se fosse la più grande ovvietà: "...Un narciso!!!"

Respiro al vento

19 ottobre 2015 ore 15:09 segnala

Quando i pensieri aprono il loro respiro al vento, e cercano le nuvole, per correre dietro ai loro sogni, quando si stendono, come vele, nel cielo blu, spingendo il cuore oltre i confini di una vita i cui colori si affievoliscono nel quotidiano è il momento in cui i sapori della mente si riempiono di profumi, di luce, allora non tirare quel filo, lasciali andare, non trattenerli ancorati alla terra. Vedrai che accompagneranno i tuoi giorni che staranno sempre intorno a te e quando ne avrai bisogno, quando sentirai quell'affanno nel cuore, alza gli occhi al tuo cielo e loro ti sorrideranno, per ridarti quell'aria fresca che è il tesoro della tua dolce anima, e io starò lì, con il naso all'insù, sperando di vederli passare e respirerò.

(Angelo all'inferno - Diavolo in paradiso)

11 giugno 2015 ore 14:29 segnala
Sposta i tuoi capelli
e lasciati solo un pò guardare
fatti accarezzare dai miei occhi
fammi curiosare dentro i tuoi
lasciami immaginare cosa pensi
ma non dirmelo, voglio fantasticare
immaginare i tuoi pensieri liberi
mentre volano sopra le nostre vite
fatti guardare corrucciare la fronte
socchiudere gli occhi mentre mastichi rabbia
guardarmi e poi sorridere
così ingenua e testarda
fatti dire quanto mi piaci
e non dirmi che non sei bella, ti prego
e non scappare, dai
non scappare dai miei sguardi
non soffocare respiri assetati
non dare un’altro schiaffo a questa bocca
ma lascia che sia adesso, o fra un minuto
ti prego,
che sia un bacio, solo un bacio
fra noi due
lasciati amare per favore
anche solo un bacio,
anche solo un attimo,
appena un momento rubato ai tuoi sogni
un solo fugace respiro d’amore
un bacio, adesso,
fra noi due…
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Sposta i tuoi capelli e lasciati solo un pò guardare fatti accarezzare dai miei occhi fammi curiosare dentro i tuoi lasciami immaginare cosa pensi ma non dirmelo, voglio fantasticare immaginare i tuoi pensieri liberi mentre volano sopra le nostre vite fatti guardare corrucciare la...
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Cose che fanno vagare la mente

11 giugno 2015 ore 10:08 segnala
Non vedere,percepire rumori, fruscii, che fanno vagare la mente, alla ricerca di ciò che avvera, ma ad ogni passare del tempo, tutto varia, niente è ciò che sembra, la mente reagisce, quel non vedere, non sapere ciò che avvera, amplifica il tuo essere eccitata, ti porta in una dimensione diversa, dove tutto può succedere, dove tutto diventa essenza del tuo piacere, che come un virus letale score tra le tue vene, scalda il tuo corpo, ti porta dove non pensavi di arrivare, non vuoi che questa estasi finisca, io lo so, e ti porterò nel più infernale dei gironi, per darti il celestiale piacere ….
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Non vedere,percepire rumori, fruscii, che fanno vagare la mente, alla ricerca di ciò che avvera, ma ad ogni passare del tempo, tutto varia, niente è ciò che sembra, la mente reagisce, quel non vedere, non sapere ciò che avvera, amplifica il tuo essere eccitata, ti porta in una dimensione diversa,...
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un insegnamento della vita

08 giugno 2015 ore 17:13 segnala
Ogni volta che l'osservavo incerto, smarrito guardarsi intorno tra i ragazzini, era come avere cento pugnali in corpo. Feriva più me che lui.
Quell'anatroccolo smarrito che non sa fingersi cigno.
Luca, che fai? Gioca con gli altri bambini!
Ma lui niente; nulla da fare.
E impazzivo, credevo che continuasse per ore con quello sguardo assente a fissare il mondo senza farne parte.
Ti prego, vai a giocare. Fallo per papà che ti vuole bene!
E pezzi di me cadevano a terra. Perché un bambino non è una continuazione. Quel scimmiotto smarrito, incerto, timido, non sarebbe stata mai come il papà. Bello, carismatico, piena di luce.
Ma la vita parte realmente da noi?
No, certo che no.
E un bambino non è una continuazione; semmai un nuovo inizio.
E quell'anatroccolo non mi era mai appartenuto davvero; ma avrebbe avuto bisogno di me per imparare a volare. Perché dopotutto ero il suo papà. Qualcuno aveva voluto proprio me al suo fianco. Per insegnarle ad essere forte.
Raccolsi la pazienza. Mi avvicinai.
-Luca, perché continui a fissare gli altri bambini e non ti avvicini?
-Papà, gli altri bambini giocano al centro della stanza e sono felici. Ma se li seguo anch'io, chi consolerà quel bimbo là, che piange perché non può giocare?
Allora lo vidi. Coperto da tutti quei nastri, da quel mondo così appariscente, c'era un'altro piccolo giocatore. Il gesso alla gamba lo rendeva malinconico, perché non avrebbe giocato ancora per molto tempo. Guardava la sorellina volteggiare e singhiozzava, senza staccarsi da sua madre.
-Dici che se vado da lui, non piangerà più?
Senza rispondergli niente, rosso in viso mi allontanai.
Perché un papà forte non si commuove.

Difficile ammettere che i figli a volte nascono per insegnare qualcosa ai genitori.

Sei solo mia

05 giugno 2015 ore 13:56 segnala
Vista di una camera da letto,dove scende un vestito che si mischia in mezzo alle lenzuola e mille bugie, che si scopriranno appena vai via, di tutto rimarrà solo il dolore che per un ora era andato via, e nella mente rimbalza le stesse parole
““Lei non sa cos’è l’Amore e brava solo a farmi male “”
Anche se il tempo passa non e importante, quando finisce una magia.
Mille baci spalmati da false parole, fanno l’effetto di anestetizzare ogni dolore
anche se non voglio crederci una sola ora e data a me dove mi promette il paradiso,
Spezzandomi l’anima.
Resto solo con me, in una camera vuota diventando fragile, cercando di mettere insieme tutti i cocci del vaso della mia vita,scoprendo cosi che lei, non mi Ama come l’Amo io, vedo dallo specchio sul mio viso lacrime che hanno il sapore del sale, che spalmate sulle ferite d’Amore fanno ancora più male.
Perché tu sei in ogni lacrima ma so che non posso perderti, è che un semplice pensiero di un ora d’Amore dove………. Sei solo mia.
Ti sento ancora, in quelle carezze che non voglio più da nessuno mi aiuta a vivere fino alla prossima ora.
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Vista di una camera da letto,dove scende un vestito che si mischia in mezzo alle lenzuola e mille bugie, che si scopriranno appena vai via, di tutto rimarrà solo il dolore che per un ora era andato via, e nella mente rimbalza le stesse parole ““Lei non sa cos’è l’Amore e brava solo a farmi male...
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Che strano gioco è nato tra di noi

05 giugno 2015 ore 08:35 segnala
Sono già in cammino, per quella camera d'albergo. Da quanto mi lasci leggere, hai gradito le mie scelte.
La rosa, le lenzuola color fuoco e te.Si, tu!
Ho scelto te senza un perché, senza un ragionevole motivo. Ho scelto te perché sei Zahir. Lo Zahir che, altro non è che un pensiero.
Un pensiero che, all'inizio ti sfiora appena e finisce per essere la sola cosa a cui riesci a pensare. Ho appena parcheggiato e, prima ancora di scendere, come d'istinto, ho accarezzato la pelle del sedile accanto al mio. Una carezza lenta, morbida.
Poi la mia mano si posa sul cambio. Il pomello è di legno noce. Liscio. Elegante.
Mi riempie la mano quando ce la poso. Mi sorge un sorriso in volto. Adoro questo tipo di follie. Sono certo che già mi aspetti. Scendo dalla macchina. Il garage è semivuoto. L'ascensore tarda ad arrivare.
So chi sei. So del tuo nome, da dove sei e so anche quanto ami le follie d'amore.
Entro in ascensore. Mi guardo allo specchio. Ho il volto leggermente stanco.
Mi accarezzo il volto. Avrei dovuto farmi la barba, ma, avvicinandomi ancora un tantino allo specchio, mi trovo più maschio così.
Lascio passeggiare la mia lingua fra le labbra inumidendole. Poi le mordo pensando a te che, forse, sei già distesa su quel letto peccaminoso.
Avrai già messo la benda che t'avevo detto?
Sei già nuda o, come t'avevo intimato, vestita per come piace a me? E come sarà?
Che sensazioni avrò quando accarezzerò, finalmente, la tua pelle nuda?
Inserisco la scheda al lato della porta. Scatta. Entro e un sensualissimo profumo inonda le mie narici. È odore d'erotico misto a quello delicato di rose.
La luce del bagno è accesa. Guardo oltre, giù, là dove il corridoio sfocia nella camera. Al bordo del letto ti vedo. No, non ti vedo, ti intuisco.
Perché vedo un paio di scarpe dai tacchi alti. Rosse e dalla suola nera.
Mi arresto, come pure si arresta il mio respiro.
Sono eccitato...
Son certo che, quando hai sentito la porta aprirsi, hai stretto in pugno il lenzuolo, hai serrato le cosce come se ti vergognassi di farti trovare già con gli umori a scolare su quel profumato letto. Non ho fretta, se non quella d'amarti.
Senti i miei passi morbidi sulla moquette; volgi il capo verso di me senza vedermi, ma solo intuendo la mia presenza. Mi fermo davanti al letto e già i miei occhi cominciano a spogliarti. Sei maledettamente femmina. Quel tailleur blu disegna a perfezione il tuo corpo. La gonna si è arrampicata qualche centimetro su per le tue cosce. Dal generoso decolleté scorgo un friccico di reggiseno in pizzo.
Il nero ti dona. Hai gusto e classe nel vestire. Mi chiedo se hai saputo ben abbinare l'intimo; del colore della stoffa che copre il taglio della tua fxxa.
Schiudi impercettibilmente le cosce ingannando la tua finta calma. Il tuo respiro è profondo. Rumoroso, in questa stanza dai profumi d'oriente. Volgo lo sguardo al cielo e mi sento mancare dall'emozione. Dallo specchio fisso sul tetto della stanza, vedo il quadro più sensuale ed erotico mai visto. Tu, bendata e sdraiata su un letto che sembra coperto da petali di rose.

Ho voglia di te!
Della tua carne.
Mi allontano dal letto e, senza mai abbandonare il mio sguardo dalle tue cosce, mi tolgo la giacca; allento la cravatta.
Tolgo con un piede prima una e poi l'altra scarpa. Hai le labbra schiuse.
Scommetto che stai tremando dalla voglia. Brami di sentire, finalmente, le mie mani sul tuo corpo; e non importa dove, vero?! Vengo a te, mi siedo sul bordo del letto.
"Rilassati", sussurro. Non rispondi, solo un impercettibile sorriso affiora sul tuo viso. Adesso si, adesso il tuo respiro è più regolare. Tendi una mano verso di me.
Ad intuito, la posi sulla mia coscia. L'accarezzi dapprima, poi, poi la palpi, la stringi, la serri fra le tue dita. Come per dare un'immagine al mio fisico.
La tua mano vaga sulla coscia, dal ginocchio alla patta.
Sosti troppo a lungo fra le mie cosce e, prima che tu possa afferrarmi il sesso, ti blocco la mano.
"Rilassati, ti ho detto".
"Sei ancora più bella di quanto immaginavo"
"E tu bastardo a privarmi di vederti".
"Taci. Taci e rilassati, ti prego".
Passeggio con i polpastrelli sulle tue labbra.
Disegno un nulla sul tuo colo prima che le mie dita giungano là, dove sorgono le colline dei tuoi seni. La tua pelle è così setata!
Scosto la coppetta del reggiseno, così, solo per intravederne il capezzolo.
È già turgido. Senti la stoffa leggermente scivolare sulla tua pelle
a regalarti un brivido...