Le bambine invece no!

26 aprile 2013 ore 20:52 segnala


Tra i tanti lavori che mi è capitato di fare per tirare avanti, c'è stato anche quello di "sostegno per compiti scolastici". La mia prima "cliente" fu una bimba di circa 8 anni, figlia di madre single che non aveva il tempo di seguire questa alunna svogliata.
Ma lavorare coi bambini ti costringe a mettere continuamente in discussione i termini degli accordi, perciò in poco tempo da "aiuto" per i compiti passai a doveri educativi più impegnativi.
Nel tempo emerse il bisogno di affrontare l'argomento "sesso". Non che la bambina me lo avesse chiesto esplicitamente, ma certe risate alla mia definizione di "verde pisello" o certe domande sibilline di fronte a disegni di figure umane con continui "E qui cosa c'è?" me lo avevano fatto intuire.
Perciò, un giorno, visto che non si cavava un ragno dal buco e che la piccola continuava a cambiare discorso, forte del fatto che avevo visto sullo scaffale un libro di educazione sessuale per bambini, le chiesi se voleva che parlassimo di quell'argomento.
Presi il libriccino, corredato di disegnini, fiorellini e apucce, cominciai a sfogliarlo e, giunta nella pagina in cui due bimbi "nudi" si fronteggiavano, cominciai a leggere ad alta voce:
"I maschietti e le femminucce sono diversi. Infatti i maschietti hanno il pisellino e le palline. Le bambine invece no."
E lì finiva l'erudita esposizione. Girai la pagina cartonata sperando ci fosse un altro testo che spiegasse cosa avevano le femminucce al posto di quel legume corredato da giocattolini. Niente.
Ora, come pensate che possa sentirsi una bambina di fronte a una simile rappresentazione della parte più intima e misteriosa del proprio corpo? Per i maschietti è facile capire cosa hanno lì da quelle parti, possono vedere e toccare agevolmente. Ma per una bimba la cosa si fa complicata, non capisce. Se poi, per ventura, le capita di incappare in un libro tanto illuminante, le toccherà aspettare anni prima di capire che lì, tra le gambe, non ha un buco nero o un'entità filosofica denominata "non-pisello".
Inutile dirvi la delusione della mia protetta, che molto probabilmente aveva già e per via autonoma cercato risposte ai propri dubbi in quel libro.
Purtroppo non mi sono scritta né l'editore né il titolo del libro in questione. Posso solo consigliarvi, prima di comprare un libro di educazione sessuale per i vostri figli, di controllare cosa c'è scritto nelle parti dedicate alle bambine. E questo sia che abbiate maschietti che femminucce. Perché se le bambine rimangono turbate nel non trovare una descrizione di ciò che le caratterizza, immaginate con quale inquieta tensione si avvicinerà il maschietto ormai cresciuto alle proprie coetanee e al mistero insoluto che hanno tra le gambe!



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« immagine » Tra i tanti lavori che mi è capitato di fare per tirare avanti, c'è stato anche quello di "sostegno per compiti scolastici". La mia prima "cliente" fu una bimba di circa 8 anni, figlia di madre single che non aveva il tempo di seguire questa alunna svogliata. Ma lavorare coi bambini...
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26/04/2013 20:52:24
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Commenti

  1. nessun.attesa 26 aprile 2013 ore 20:56
    Un bel casotto!
  2. jesuis.Arlequin 26 aprile 2013 ore 22:40
    PV È SEMPRE UN GRANDE ! :-)
  3. kel.tika 26 aprile 2013 ore 22:50
    Questo mi fa tornare in mente il monologo di un comico che ho sentito di recente alla radio: un padre, saputo che la sua figliola è diventata donna, le spiega come difendersi dagli uomini facendo il classico esempio dell'ape e del fiore.
    "L'ape vola su un fiore e ne succhia il nettare, ma così facendo si sporca i piedini di polline. Poi vola su un altro fiore e deposita il polline che ha sui piedini su questo altro fiore. Tu sei questo secondo fiore ed è così che nasce il frutto. Hai capito?"
    La figlia annuì e da allora in poi ogni volta che faceva l'amore con un uomo, per non correre rischi, pretendeva che prima lui si lavasse ben bene i piedi. :-)))
  4. dealma 26 aprile 2013 ore 22:52
    @nessunattesa: letteralmente!!!
    @Arlequin: :-)
    @keltika: l'igiene innanzitutto!
  5. idiosyncrasy 27 aprile 2013 ore 00:00
    ma infatti già alle elementari i bambini iniziano a farsi domande sul tema...è un argomento delicato che si dovrebbe trattare, sia a scuola che in famiglia, per evitare confusione e inutili misteri.
  6. dealma 27 aprile 2013 ore 16:04
    @idi: temo che l'argomento a volte lo facciamo diventare "delicato" noi adulti, con la nostra goffaggine!
  7. Heisenberg86 28 aprile 2013 ore 14:13
    Non mi ricordo dove, lessi di Verdone che raccontava di quando da bambino era andato in spiaggia con le suore...una sua compagna intraprendente lo trascinò in zona docce e si spogliò...lui, non vedendo il pistolino sul corpo di lei e pensando che lo nascondesse, prima di spogliarsi intrappolò il suo tra le gambe, facendolo sparire.
  8. dealma 28 aprile 2013 ore 18:03
    @heisen: il sesso femminile come forma di estremo pudore! :hihi
  9. OrmeNelCielo 29 aprile 2013 ore 21:47
    Vero... spesso siamo noi adulti a complicare inutilmente le cose.
    Mia figlia ha iniziato a porsi qualche domanda quando, pochi anni fa, le abbiamo detto che avrebbe avuto una sorella; finora sono riuscita a gestire la cosa rispondendole con la stessa semplicità con cui è solita porre domande ma
    chissà se riuscirò a gestire la situazione anche quando queste diventeranno un po' più "tecniche"! :cosaaa
    Ciao!

    P.S. bel post!!:-))
  10. dealma 30 aprile 2013 ore 10:50
    @Orme. Ogni caso è a sé, va detto. Perciò quello che funziona con un/a bambino/a, non è detto che funzioni con tutti/e.
    Io, con la bambina con cui lavorai risolsi parlandole di una "scatolina". Una scatolina che sta nascosta perché serve a fare i bambini, e i bambini piccoli han bisogno di un posto protetto, al riparo e al calduccio.
    Una metafora sufficientemente "fisica" da dare l'idea di un qualcosa senza scendere in dettagli che possono risultare difficili da figurarsi. D'altro canto pure pisello e palline sono metafore.
  11. OrmeNelCielo 01 maggio 2013 ore 14:57
    La spiegazione che hai fornito a quella bambina è davvero splendida; delicata, chiara ed a "misura di bambino"...
    Davvero complimenti.
    :-)
  12. dealma 02 maggio 2013 ore 12:57
    @Orme: Per essere chiari con i bambini bisogna ascoltarli bene e poi andare a ripescare con la memoria a quando noi eravamo bambini.
    Ma lo so che ti dico una ovvietà... tu lo sai bene!!!
  13. ombromanto05 02 maggio 2013 ore 14:03
    Sai Dea, io ho sempre una ferrea ma semplice convinzione.
    Certi argomenti vanno spiegati dai genitori ai figli.
    Nessun libro, nessun disegno che, come qui tu mi dici, non è chiaro e può generare dubbi in chi per la prima volta lo legge, o altro ancora...
    Una mamma, un papà, ma di solito è la mamma che lo fa almeno con le bimbe, dovrebbe mettersi lì, con la santa pazienza e spiegare, nel modo che ritiene più giusto per una bimba, un argomento spinoso come il sesso...
    Alle letture "A misura di mambino" io non ho mai creduto... :-)) ;-)
  14. dealma 05 maggio 2013 ore 16:21
    @ombro: purtroppo ci sono moltissimi genitori che, vuoi perché troppo coinvolti o perché convinti di non possedere le competenze, non affrontano questi temi. A volte è più semplice per un estraneo. E in tal caso (come nel mio) un supporto cartaceo ha una doppia funzione: di base da cui partire per poi approfondire e di oggetto che il bambino può poi utilizzare per ricordare ciò che ci si è detto e per rielaborare i concetti in solitudine.
    Il libro è uno strumento che l'adulto deve utilizzare, non qualcosa da cui farsi sostituire! :-)
  15. malenaRM 05 maggio 2013 ore 22:01
    La descrizione in una negazione...mi ricorda la barzelletta del soldato Rossi.
    Mentre i soldati erano in adunata, il sergente Bianchi ricevette la notizia della morte della mamma di Rossi.
    Non sapendo bene come dare la notizia, scelse un modo delicato e gentile:
    "At-tenti! Tutti i soldati con la mamma facciano un passo avanti...Rossi! 'Ndo cacchio vai?"
    Ecco, tutti avevano la mamma, Rossi no.
    Come il misterioso sesso delle bambine.
    Bellissimo post, dea :rosa
  16. dealma 05 maggio 2013 ore 23:42
    @malena: a mio parere è di fronte a simili minuzie che si coglie l'essenza dell'essere "donna" (o femmina) in questo mondo monocorde e monocolo. :-))
  17. Samhain64 06 maggio 2013 ore 11:58
    Buongiorno a tutti,.. In effetti è piuttosto complicato spiegare ai piccoli il sesso.. I libri non credo aiutino molto.

    Con i miei figli mi son regolata a seconda delle domande che mi facevano.

    La prima domanda fu come mai c'erano differenze genitali tra uomini e donne.. e in relazione al pancione di una zia.

    (premetto che a casa mia siamo sempre stati molto liberi per cui facendo il bagnetto insieme.. e guardando girare per casa poco vestiti mamma e papà le domande non arrivarono molto presto.. per loro era cosa naturale)

    Appunto iniziarono le domande quando la zia dei piccoli rimase incinta e iniziarono a sentire che nel pancione c'era un bimbo e che anche loro c'erano stati. (Avendo pochi mesi uno dall'altro la prima non ricordava gran che di quando aspettavo il fratello). Per cui Dovevano avere all'incirca dai 5 ai 3 anni. Mia figlia mi chiese come nascevano i bimbi.. Io le risposi che uscivano dalla patatina. Rimase soddisfatta e per parecchio tempo non mi feci più domande in merito. .Il fratello crebbe sentendo la stessa versione.
    Diverso tempo dopo mi domandarono come ci entravano. Risposi che il papà ci metteva il semino. Anche li non fecero domande e si accontentarono di quella risposta. Poco tempo dopo mi chiesero come c'è lo metteva. E li con più disagio dovetti trovar le parole e spiegare anche il perchè della diversità e il come.

    Inoltre spiegai anche che era cosa che facevano i grandi quando diventavano maturi per poterlo fare.. e che non era un gioco ma una cosa che doveva portare responsabilità!

    Insomma alle elementari entrambi già sapevano come nascevano i bambini, tanto che quando l'insegnante di scienze spiegò alla classe un po' di educazione sessuale. e loro spiegavano come e perchè ad un colloquio mi disse... "Ma lei signora ha già spiegato ai suoi figli come nascono i bambini?".

    Risposi: "Certo.. Perchè qualcosa non va? Hanno fatto domande ed io ho risposto"

    Non ricordo che mi rispose.. Ma ricordo il suo stupore. MA mi fece notare che altri bimbi non sapevano. .Beh che colpa avevo io se gli altri genitori non si prendevano carico di questa responsabilità?
    Comunque per evitar problemi presi i miei figli e dissi loro che non dovevano parlarne con gli altri compagni.. E alla domanda: "Perchè" Risposi che non tutti i genitori ne parlavano in quanto è argomento difficile da affrontare con un bimbo.. Ma che preferivano senz'altro spiegarglielo loro che sapere che fossero stati dei compagni di classe a spiegarglielo. Insomma son insegnamenti che si tramandano da genitori a figli.. Da quel momento in poi non ne parlarono (che io sappia..ma dicono sempre tutto credo che sia così).


    Bel post..
  18. demonio 23 settembre 2014 ore 13:44
    Come ho letto tra i commenti e le risposte credo di poter essere d'accordo con te nel dire che è un argomento difficile perchè siamo noi adulti a farlo difficile e che, purtroppo tanto ma proprio tanto è legato al concetto di "peccato" che la nostra cultura ci ha inculcato quasi nel Dna. Altrove non hanno di questi pudori.E soprattutto altrove, certi argomenti a scuola sono trattati senza che i genitori facciano stupide proteste come spesso sento qui da noi.
  19. dealma 23 settembre 2014 ore 20:41
    @demonio: da bambina nella mia scuola venne avviato un corso di educazione sessuale. Prima lezione: apparato riproduttore femminile, ovaie, ovuli, tube di Fallopio, ciclo mestruale.
    Il giorno dopo arriva a scuola un genitore armato di forcone e il corso si interrompe.
    L'anno successivo ci riprovano. Prima lezione: apparato riproduttore femminile, ovaie, ovuli, tube di Fallopio, ciclo mestruale (almeno avessero proseguito!).
    Il giorno dopo arriva un genitore, molla un pugno sul naso del preside e il corso di interrompe.
    Allora io ho cominciato a leggere la rivista DuePiù, passatami da una mia amica più grande di me che aveva la sorella maggiorenne che la comprava, e ho iniziato un corso da autodidatta! :-)))
  20. demonio 23 settembre 2014 ore 23:10
    credo come tutte le bambine di allora!Che deficienti quei genitori!Che poi ste cose incredibilmente ancora succedono!
    Censura su FB
  21. dealma 23 settembre 2014 ore 23:17
    @demonio: illuminante, il filmato
  22. demonio 23 settembre 2014 ore 23:26
    Si,eppure qualcuno non l'ha trovato tale! :sbong
  23. dealma 23 settembre 2014 ore 23:29
    @demonio: non intendevo la pubblicizzazione del condom femminile (che dal vero purtroppo è molto più simile a una borsa per la spesa! Purtroppo), ma di ciò che è nato intorno a un filmato tanto semplice e per niente volgare
  24. demonio 23 settembre 2014 ore 23:34
    E si, per quello ho pensato che se non avessi già avuto l'informazione lo avresti trovato interessante questo link e poi l'autrice la seguo sempre!
    Sulla volgarità mi ripeto...c'è troppa ipocrisia in qusto paese...gente di chiesa o dell'ambiente trova spesso più imbarazzante ciò che non frequentare ladri o mafiosi.Sembra che per certa gente l'unico male del mondo sia il sesso e tutto quel che ci gira intorno.Francamente sta gente non la sopporto più!

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