Claude Monet – La passeggiata o donna con parasole

17 giugno 2018 ore 21:30 segnala


Parliamo adesso di un altro grande della pittura Claude Monet.

L’opera che narriamo in questo articolo è intitolata La Passeggiata ed è anche conosciuta come Donna con parasole con sottotitolo Camille Monet con il figlio Jean sulla collina.

Infatti Claude Monet sta imprimendo sulla tela la passeggiata in un campo della moglie e del figlio. L’intensità dorata delle nuvole, legata al giallo intenso della vegetazione è una chiara rappresentazione del caldo intenso. A riprova di ciò , si nota che Jean e la moglie indossano un cappellino ( oltre l’ombrello ) per proteggersi dai raggi solari. Il luogo è Argenteuil , una città a nord est di Parigi che oggi conta oltre cento mila abitanti e già all’epoca, siamo nel 1875, ne contava circa cinquantamila.
La bellezza del quadro sta soprattutto nel fatto che Monet riesce a creare una grandezza spontaneità nella scena grazie ad un saggio utilizzo di colori molto semplice; si può percepire la presenza del vento grazie al movimento del vestito di Camille, il quale è tutto mosso dall’arrivo del vento dalla sua destra, e allo stesso modo anche l’erba ai piedi dei due protagonisti è completamente mossa dal soffio di vento.


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I 10 Bestseller libri su Amazon 16 giugno 2018

17 giugno 2018 ore 15:01 segnala

1) Disperata & felice. Diario segreto di una mamma
di Julia Elle (Autore)

Copertina rigida: 208 pagine
Editore: Mondadori (3 luglio 2018)
Collana: Vivere meglio
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8804687517
ISBN-13: 978-8804687511


2) Divertiti con Luì e Sofì. Il Fantalibro dei Me contro Te
di Me contro Te (Autore)

Copertina flessibile: 143 pagine
Editore: Mondadori Electa (29 maggio 2018)
Collana: Mondadori Electa
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8891817597
ISBN-13: 978-8891817594


3) Il metodo Catalanotti
di Andrea Camilleri (Autore)

Copertina flessibile: 293 pagine
Editore: Sellerio Editore Palermo (31 maggio 2018)
Collana: La memoria
Lingua: Inglese
ISBN-10: 8838937966
ISBN-13: 978-8838937965


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Vincent Van Gogh – Donna al Cafè Le Tambourin

16 giugno 2018 ore 13:20 segnala

Vincent Van Gogh – Donna al Cafè Le Tambourin
Agostina Segatori Sitting in the Cafe du Tambourin
Anno: 1887
Dimensione: 55.5 x 46.5 cm
Luogo: Parigi
Locazione: Amsterdam: Van Gogh Museum
È conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam.
Dipinta all’inizio del 1887, si pensa che raffiguri Agostina Segatori, proprietaria del Café du Tambourin ed ex modella di Degas; con lei Van Gogh (che ne dipingerà un secondo ritratto) avrà una breve relazione finita tumultuosamente.
Influenzato dalle stampe giapponesi (sullo sfondo a destra si nota, appunto, una stampa di Keisai Eisen).
Van Gogh raffigura la donna seduta ad un tavolo del caffè, con una sigaretta come abbandonata tra le dita, un boccale di birra davanti e lo sguardo perso nel vuoto, malinconico come non mai.

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« immagine » Vincent Van Gogh – Donna al Cafè Le Tambourin Agostina Segatori Sitting in the Cafe du Tambourin Anno: 1887 Dimensione: 55.5 x 46.5 cm Luogo: Parigi Locazione: Amsterdam: Van Gogh Museum È conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam. Dipinta all’inizio del 1887, si pensa che raffiguri ...
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Salvador Dalì – La persistenza della memoria

16 giugno 2018 ore 11:09 segnala


Nel suo dipinto più famoso, La persistenza della memoria, Salvador Dalì esprime la sensazione dilatata del tempo, simboleggiata dal liquefarsi degli orologi.
Anche se di piccole dimensioni, il quadro è molto suggestivo e rimanda simbolicamente all’aspetto psicologico del tempo. Un aspetto indubbiamente soggettivo e legato alla nostra percezione che segue una logica del tutto irrazionale vincolata ai nostri stati d’animo e ai ricordi. Gli orologi raffigurati segnano tutti un orario differente proprio perché la nostra memoria è altalenante e non sempre funziona.
L’orologio non deformato indica la nostra memoria funzionante, quello deformato, di cui non si riesce ad intravedere l’ora esatta, simboleggia la mancanza della memoria. Quando dormiamo emerge, attraverso i sogni, la nostra parte irrazionale e nascosta, quando siamo svegli non vi è più alcun disordine e tutto appare chiaro; vi è una cronologia precisa che nel sogno è del tutto inesistente.
Riferendosi all’opera in questione, il pittore afferma: « Il quadro rappresentava un paesaggio vicino a Port Lligat, le cui rocce erano illuminate da un trasparente e malinconico crepuscolo.......

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Salvador Dalì – L’ultima cena

15 giugno 2018 ore 20:13 segnala


Uno dei quadri più rappresentativi e interessanti realizzati da Salvador Dalí è senza altro L’ULTIMA CENA. Realizzato nella primavera del 1955 e oggi conservato alla National Gallery of Art diWashington. L’opera è un dipinto a olio su tela delle dimensioni di 167 cm × 268 cm.
L’autore, in questa opera, affronta in particolar modo il tema dell’arte sacra. La sua pittura oscilla fra il sacro ed il profano, sconvolgendo la classica iconografia tradizionale e utilizzando simboli esoterici difficili da interpretare. L’autore si ispira sicuramente al famosissimo affresco di Leonardo Da Vinci e ad altri esempi pittorici di celebri artisti che trattano il tema topico dell’arte sacra. Dalí, con questo dipinto, sconvolge i canoni della classica iconografia tradizionale.
Nella sua tela, il pittore raffigura Gesù donandogli sembianze androgine, attribuendogli i lineamenti di Gala, la moglie di Dalì. Questa provocazione venne definita blasfema dal mondo cattolico e suscitò un comprensibile scandalo alla sua prima esposizione.
Nel dipinto si può notare come la figura del Cristo risulti essere attraversata da una intensa sorgente luminosa che proviene dall’incantevole paesaggio alle sue spalle, rappresentato dalla baia di Port Lligat, sita nelle vicinanze della casa del pittore. Gesù risulta quindi apparentemente seduto a tavola con i discepoli, mentre invece si trova immerso nell’acqua con una barca di fronte......


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La teoria dell’immortalità di Victorio Novikos

14 giugno 2018 ore 14:27 segnala


E’ incredibile la magnificenza dell’universo, diventa ancora più enigmatico e infinito quando si pensa che tutto sia fatto con delle microscopiche particelle che sono gli atomi.
Lo avevano capito anche gli antichi filosofi greci che ogni oggetto o essere vivente si potesse scomporre in mattoncini piccolissimi indivisibili a cui diedero il nome di atomos, ciò che non si taglia. La parola che oggi nello stesso tempo evoca mistero, meraviglia e forse troppo spesso terrore.
Fa girare la testa pensare a quanti siano gli atomi esistenti, sono un numero che non solo non riusciamo a scrivere ma nemmeno lontanamente a immaginare. Sono loro gli unici a essere eterni e immortali, gli atomi che esistono oggi, anche se in combinazione diversa, sono gli stessi che esistevano milioni di anni fa, gli stessi che esistevano alla nascita del creato. Se è vero ed è vero che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, un giorno anche i nostri atomi faranno parte delle meraviglie della natura.

Ogni nostro atomo potrebbe essere una piccola parte del mare o del cielo. Pensateci solo un attimo, dove saranno in questo momento gli atomi appartenuti a Leonardo da Vinci o ad Albert Einstein? Sicuramente faranno parte di una miriade di oggetti o persone o animali in giro per il mondo. Per me questa è la reincarnazione e l’immortalità, tutto il nostro mondo è formato da un incastro miracoloso di atomi come se fossero i mattoni di plastica componibili che usavamo quando eravamo piccoli, li mettevamo insieme e formavamo degli oggetti, li scomponevamo e creavamo nuovi oggetti ma i mattoni erano sempre gli stessi.


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Roberto Saviano, il nostro parassita ignorante

14 giugno 2018 ore 12:57 segnala


“E la vita la vita/ e la vita l’è strana l’è strana/basta una persona, persona/ che si monta la testa,/ é finita la festa“, recita il ritornello di una canzoncina in voga molti anni fa, quando ancora Renato Pozzetto non faceva il buffone bugiardo al servizio delle campagne “antifumo” dei governi di turno, tutti comunque asserviti alle nuove politiche in tema di salute delle Amministrazioni yankees o il fedele devoto don Verzé, uno che, più che per il Paradiso dopo-morto, confidava in quello fiscale qui sulla terra.
Il tipo che, nel nostro caso, si è montato la testa è Roberto Saviano, un pennivendolo innalzato agli altari della Sinistra cattocomunista dopo la campagna di denuncia delle attività mafiose orchestrata ed eterodiretta dalla Polizia e dal Ministero degli Interni. E, presumibilmente, ha preso a vedersela crescere oltre i normali limiti fisici che imbrigliano i comuni mortali dopo che il presidente dell’entità sionista, Shimon Peres, probabilmente anche in quella circostanza su suggerimento dei suoi padroni d’Oltreoceano, gli disse fornendo un (per lui) abituale saggio di imbecillità criminale (anzi meglio: di imbecillità tipica del criminale): “caro Saviano, anche noi abbiamo la nostra camorra: si chiama Hamas“.............................

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Salvador Dalì – Mirage

14 giugno 2018 ore 10:45 segnala


“Mirage”, opera del 1946, fa parte – con “Gli Amanti invisibili” e “Oasis” – di una trilogia Daliniana finalizzata a promuovere il profumo chiamato “Desert Flower”.
La donna in primo piano rappresenta una elegante Venere, il cui gesto – che suggerisce un estasiato stato sognante di beatitudine – pone l’accento sul fiore che fuoriesce dalla fronte di Apollo. Egli appare ai margini di una struttura a ponte che si protende etereo da una lontana montagna. I ponti che non portano da nessuna parte, puntellano il senso generale di un sogno, o, addirittura, il MIRAGGIO che Dali vuol trasmettere con questa tela.
Una metafora per l’amore e la passione – che, dopo tutto, la seducente fragranza di un profumo ricorda – è evocata dal modo in cui la donna elegante è estasiata da Apollo, così perfettamente formato, bello e maschile – e dal modo in cui Dalì ha catturato la sua ultra figura-femminile, con i seni pronunciati, braccia e gambe angeliche, svelte, vita sottile, e il magnifico abito turchese con rifiniture dorate e una collana lunga sul corpo punteggiato con le perle.

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Salvador Dalì – Il gioco lugubre

14 giugno 2018 ore 10:33 segnala


Il dipinto suscita ripugnanza negli stessi surrealisti perchè in primo piano compare un uomo che indossa delle mutande sporche di escrementi. Lo stile ineguagliabile del pittore prende già forma in questo quadro con il ricorso a spazi prospettici molto dilatati. E in quegli spazi si notano moltissimi elementi combinati in modo irrazionale. “Il pittore che deforma le figure“, così definito da molte persone, causa sconcerto nell’ambiente del movimento cui l’artista aderisce con entusiasmo.
Come si legge nel primo manifesto del surrealismo, l’estetica surrealista ruota intorno all’«Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale». Potere all’inconscio (nel senso freudiano del termine) e attenzione a tutte quelle sfere in cui esso riesce a manifestarsi incondizionatamente: la follia, l’amore, il sogno.

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Il camion – autotreno di TESLA – the TESLA truck

14 giugno 2018 ore 10:27 segnala


Questo è Semi, il primo camion elettrico di Tesla
Ha un’autonomia fino a 800 chilometri con una ricarica e un’aerodinamica da automobile da corsa: è un’altra scommessa molto ambiziosa di Elon Musk
Il Tesla Semi, il primo avveniristico camion elettrico prodotto dall’azienda di Elon Musk, è stato presentato ieri nel corso di un evento speciale organizzato a Hawthorne, poco distante da Los Angeles, in California. Il nuovo veicolo sarà messo in vendita nel 2019, ma sta già facendo discutere analisti, investitori e semplici appassionati delle iniziative commerciali di Musk, che oltre alle automobili elettriche di Tesla comprende le esplorazioni spaziali con SpaceX, la produzione di energia solare con SolarCity e la costruzione di tunnel sotterranei per trasportare ad alta velocità le automobili con la sua Boring Company.
La motrice del Tesla Semi – cioè la parte che trascina il rimorchio (trattore stradale, dicono quelli precisi) – è una via di mezzo tra un camion tradizionale, un’automobile da corsa e la locomotiva di un treno ad alta velocità.

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