La vita nell'era di Bill Gates

10 agosto 2017 ore 11:43 segnala

Quando il monitor si accese nel buio della sua stanza, disegnò una strana ombra sul suo viso. Sembrava ridesse. Ma non era un sorriso. Era un ghigno, un ghigno teso e insicuro che gli rigava il volto come una ferita. Gli occhi sgranati, a meraviglia indotta. Leggera sudorazione da sedentarietà. Pensò per un attimo di aver acceso il mondo, quando iniziò a comporre gli indirizzi internet più svariati. In un secondo fu a Cuba, poi in Olanda. Si fermò un attimo a Singapore, a spiare una spogliarellista mongola. Poi via, a scoprire come si riproducono i pinguini al Polo Sud. Con un click, si trovò a cena con Penelope Cruz, con due a combattere in un torneo di Full Contact. Passò a visitare la casa di Hemingway, e visto che ci stava si trastullò ad un concerto dei Beatles. Trovò anche il tempo per indagare sul delitto di Cogne, e per scoprire cosa andava di moda a Mosca.Era passata appena un’ora, e lui aveva fatto già il giro del pianeta quattro volte.
Poi, nel secondo e mezzo che ci mette a caricarsi una pagina si voltò, probabilmente per uno spasmo muscolare, e lo sguardo cadde su una pianta che teneva sul tavolo. Era secca, morente.
Provò a clikkare. Ma lei niente. Doppio clik. Niente. “Forse devo riavviare il Pc”, pensò sbigottito. Ma dopo il riavvio, quella testarda era ancora lì, accasciata su se stessa, color grigioterradisienanelloradipunta. E neanche le Norton ebbero effetto sulla sua volontà di non vita. Iniziò a pensare che aveva bisogno di un’assistenza tecnica.
Ma neanche l’operatore "alessandrocosapossofareperlei" riuscì a risolvergli il problema. Gli venne in mente che forse la presa dell’alimentazione era inserita male, ma ad un’attenta analisi risultò, incredibilmente, che non aveva fili. “Ho capito...” sghignazzò “tecnologia wireless...”. Ma non vide pennette attaccate, né prese USB. Allora si arrese. “Domani la porto dal mio amico Alberto. Lui sì che saprà che scheda gli si è bruciata”...
La pagina che cercava si aprì cogliendolo di sorpresa. Due galli combattevano in un prato, in Messico. Ma ormai era tardi.
Spense il computer. Spense la luce. Spense la sua vita.
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« immagine » Quando il monitor si accese nel buio della sua stanza, disegnò una strana ombra sul suo viso. Sembrava ridesse. Ma non era un sorriso. Era un ghigno, un ghigno teso e insicuro che gli rigava il volto come una ferita. Gli occhi sgranati, a meraviglia indotta. Leggera sudorazione da sed...
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10/08/2017 11:43:18
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