"amore" e coltellate

19 luglio 2013 ore 09:31 segnala
Da gran sportivo quale sono, anche oggi faccio le mie solite due riflessioni quotidiane. Non di più che il troppo stroppia! Tra le tante riflettevo su tre notizie recenti di cronaca,come tante altre se si guarda alla sola dinamica, che però non alimentano al contrario delle altre nessuna crociata. E qui rifletto sul come a mio avviso, un crimine dovrebbe sempre esser considerato per quel che è senza aggiungervi altre connotazioni (a meno che sia palese vi siano come nel terrorismo ad esempio)mentre invece spesso esse ci sono perchè parte di una strumentalizzazione.
Tre vittime maschili le cui donne nel primo caso hanno usato acido e poi automobile, nel secondo e terzo caso coltelli con lo scopo di "punire" l'uomo reo di averle lasciate.

Ed ecco la riflessione: lasciamo perdere le percentuali;negli altri casi simili per dinamica ovvero vittima femminile e crimine commesso da uomo si da al momento enorme spazio e si usa il tutto in chiave sessista per l'appunto strumentalizzando delle vicende di cronaca che non sono in relazione tra loro da quel punto di vista ma che invece viene proposta come una specie di guerra tra sessi. Sbagliando. E perdendo di vista il vero nocciolo del problema che a mio modo di vedere non c'entra proprio nulla con quello che si vuol far passare come messaggio. Perchè non è che tutti i maschi che hanno relazioni si riuniscono e stabiliscono che commetteranno un determinato crimine. Ma invece succede che lo commettano accecati dall'ira, dalla rabbia, da mille motivi esattamente come può accadere che tali emozioni conducano la donna a fare altrettanto.

Il vero problema di fondo quindi non è tanto il sessismo in un paese dove sicuramente a livello di diritti c'è tanto da fare ma in cui, tutto sommato, le donne sono abbastanza avanti nella società da non poter certo essere paragonate a donne di altri popoli o solo alla donna italiana di mezzo secolo fa. No, il vero problema alla causa di questi crimini è un altro e non c'entra nulla con maschilismo o femminismo.La causa sta nel modo in cui la maggior parte delle persone considerano un rapporto d'amore. Tutto li. Talmente ovvio da passare praticamente inosservato. L'"amore" inteso come possesso, come proprietà , come cosa da mantenere a tutti i costi e per la quale non esiste alcuna alternativa contemplata. "Amore" in cui è la gelosia il motore di tutte le azioni. E questa visione distorta di come dovrebbe essere vissuto un rapporto a due genera o può generare violenza.

E tale violenza non ha sesso. E non è detto che debba sempre essere fisica. Magari il più delle volte conduce a litigi leggeri o a piazzate dell'uno nei confronti dell'altro in cui si esercita pressione magari in luoghi pubblici, davanti amici, per strada e tutto solo e soltanto per ribadire da parte di uno nei confronti dell'altro il diritto al possesso. Ogni sospetto anche insignificante è vissuto in maniera catastrofica. Aggiungiamo poi altre patologie sociali che conducono allo stress, mettiamoci un pizzico di insicurezza e magari il caldo che da alla testa et voilà...la cazzata è dietro l'angolo. Dal ti amoseimio/a per sempre alla coltellata al non volevo è un attimo. Questo è quello che accade. Ed è sbagliato parlare quindi di femminicidio nel nostro paese.Ed è sbagliato pensare che tutto ciò si risolva con campagne quando invece è la concezione di vita di coppia che deve cambiare. Non possesso ma compartecipazione, non gelosia ma rispetto, non sospetto ma fiducia.

Ma a quanto pare ciò non lo si vede.Ora va di moda quest'altra parola ed in nome di questo si arriva a fare dibattiti insulsi ed inutili come quello della missitalia ad esempio di cui non me ne frega proprio nulla personalmente ma che certo non cambia di una virgola il fatto che se vi sono coppie che continueranno a considerare il loro partner una proprietà puoi abolire tutte le pubblicità "sessiste"(io questa parola l'abolirei insieme a femminicidio...)e tutte le trasmissioni con ballerine ma non risolverai il problema poichè quelle coppie continueranno a litigare, a lasciarsi e uno dei due non sarà d'accordo per cui continuerà a cercare di riportare indietro la /il compagna/o e continueranno a scapparci i morti quando una parola di troppo innescheranno ciò che è dentro molte persone ovvero la violenza.
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Da gran sportivo quale sono, anche oggi faccio le mie solite due riflessioni quotidiane. Non di più che il troppo stroppia! Tra le tante riflettevo su tre notizie recenti di cronaca,come tante altre se si guarda alla sola dinamica, che però non alimentano al contrario delle altre nessuna crociata....
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19/07/2013 09:31:10
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Commenti

  1. dealma 19 luglio 2013 ore 21:35
    Mi permetto alcuni distinguo: maschilismo e femminismo (o sessismo) sono altra cosa da femminicidio.
    Nel primo caso si intendono atteggiamenti sociali in favore di uno o dell'altro genere, mentre il concetto di femminicidio (che pure a me piace poco, ma va preso per quello che è) nasce dalla rilevazione statistica di una evidente tendenza criminale. Che poi esistano anche casi di donne che attuano gesti di violenza fisica grave verso gli uomini non azzera questa tendenza numericamente innegabile. E con questo non intendo negare la gravità degli atti di tali donne deficienti che vanno solo ficcate in galera. Ma in nome di questi casi, negare la carneficina annuale di donne colpevoli di allontanarsi da un uomo non mi pare giusto.
    Sulla questione della relazione vissuta come proprietà porrei altri due distinguo: invece che di proprietà io preferisco parlare di "controllo" sull'altro, e in tempi di crisi e di instabilità sociale, il delirio di controllo nei soggetti fragili si fa più forte. Uomini e donne. Ma forse, vuoi per educazione, vuoi per caratteristiche fisiche, forse (dico forse) nell'uomo questo controllo assume un aspetto più fisico, nella donna più psicologico.
    D'altro canto, ultimo distinguo, eviterei di paragonare e porre sullo stesso piano azioni innegabilmente riprovevoli, come scenate e gesti generati dall'ira, ad omicidi o violenze fisiche che intendono dare morte alla persona presa a bersaglio.
    Non sono la stessa cosa né sul piano giuridico, né tantomeno sul piano umano. Altrimenti temo che il rischio sia di scivolare nel discorso fatto da un famoso prete di Lerici la scorsa vigilia di Natale, che arrivava ad accusare le donne di "cercarsela" in quanto poco dedite alla casa e licenziose nel modo di vestire e di agire.
    Sulle crociate, ora divento acida... 8-)
    Ci sono voluti anni e centinaia (forse abbiamo superato le migliaia) di donne uccise per arrivare alla da te citata "crociata".
    Uomini ne muoiono tanti, in tutto il mondo, per ragioni altrettanto inique. Personalmente sono pronta a sostenere qualunque crociata a favore di ogni vittima di soprusi o violenze, quale sia il suo sesso. E senza bisogno di doverne sminuire il sacrificio (l'inutile e ingiusto sacrificio).
    Perciò, ti sostengo nella denuncia degli atti orripilanti (di cui ho letto!) contro uomini da parte di donne idiote e senza cuore, immature e pure vigliacche, perché spesso semplici mandanti di tali azioni.
    Ma mi rifiuto di non sostenere e ricordare le vittime di un malcostume diffuso e innegabile.

    http://blog.chatta.it/dealma/post/tremate-tremate-gli-inquisitori-son-tornati.aspx

    Ciò detto, il tuo posta andava scritto, perché degli uomini vittima di violenza si parla poco. :rosa
  2. demonio 22 luglio 2013 ore 12:24
    Parto dalla fine poichè vorrei che fosse chiaro che il mio intento non era assolutamente quello di difendere un genere a scapito di un altro. Per me ogni delitto dovrebbe semplicemente essere considerato un delitto sia che a compierlo sia una donna o un uomo o un bianco o un nero o un cattolico o un mussulmano o un vecchio o un ragazzo o un italiano o uno straniero.
    Quello che mi da fastidio è vedere cavalcare le notizie specie quando, se guardiamo le statistiche, in proporzione alla popolazione esse sono comunque nell'ordine "naturale" delle cose. Dico ordine naturale e lo metto tra virgolette non per dire che sia normale che cento donne all'anno vengano uccise ma per dire che in una statistica di crimini annuale (non conosco i dati ufficiali ma non ha importanza)magari muoiono 1000 persone e di queste 150 muoiono all'interno di dinamiche di coppia e di queste magari 100 sono donne e 50 uomini. Ripeto, non è una guerra di generi e di statistiche che mi interessa, quanto il fatto che in questo genere di delitti, chi li compie non li compie per uno scopo quale la persecuzione e difesa del dominio maschile su quello femminile ma semplicemente perchè, spesso si perde la testa, spesso la morbosità del controllo, del possesso(chiamiamolo come vogliamo ma quello è)genera poi violenza e tale violenza a volte porta alla morte di uno dei due.Perchè se litighi e litighi di brutto passare dalle parole a ritrovarti con un coltello in mano è un attimo e spesso chi lo fa non se ne rende nemmeno conto. Quando parlo del fatto che non mi piace la parola sessismo così come non mi piacciono maschilismo o femminismo dico semplicemente che barricandoci dietro i generi, perdiamo di vista lo scopo ultimo ovvero la necessità di tendere ad una società senza violenza.Che poi vi siano uomini meschini, che culturalmente inferiori si credono naturalmente al di sopra di una donna questo è indubbio ma fortunatamente sono in diminuzione e su tanti milioni di coppie credo che si possa affermare che, almeno in occidente, le cose oggi sono decisamente meglio che cent'anni fa e la tendenza è verso un rapporto paritario e non certo il contrario. Ma, non dimentichiamoci della natura umana e dell'irrazionale per cui io, credo, che, anche in una società compiuta ed evoluta, in cui vige la perfetta parità , uomini e donne continueranno a litigare e, in momenti di impeto irrazionale vi saranno sempre donne e uomini che verranno uccisi.
  3. dealma 22 luglio 2013 ore 13:24
    Forse non sono stata chiara, concordo con te sul fatto che non bisogna cavalcare l'onda di una "guerra" tra sessi (una guerra che ha avvelenato milioni di vite nei secoli). Ma credo che la violenza fisica sulle donne da parte dei loro ex mariti o fidanzati sia una questione innegabile e assolutamente da non annoverare nella normalità (tu parli di ordine naturale delle cose).
    E lo dico perché, come, te, penso che si dovrebbe tendere a una società senza violenza. Da parte di chiunque. Ma per far questo bisogna innanzitutto smettere di pensare che passare a maneggiare un coltello durante una lite sia cosa di un attimo. Così come bisogna avere il coraggio di guardare in faccia il fatto che la violenza privata è in espansione. Ora magari più da parte di uomini contro donne (per questione di forza fisica e di educazione alla violenza più diffusa nei maschi), ma nel tempo sono certa che la differenza tra sessi si assottiglierà, perché si tratta di un trend culturale. La disperazione si sfoga su chi si ha sotto mano, possibilmente se più debole. E così madri che uccidono figli, uomini che uccidono le loro compagne o ex-compagne, uomini che uccidono chi capita.
    E' sempre stato così, ma ora che una maggior consapevolezza e conoscenza si è diffusa, questi casi appaiono più eclatanti. E' cambiato il nostro sguardo, credo, perché ora siamo più consapevoli di ciò che sarebbe il "meglio" per l'umanità.
    Scusa se mi sono permessa di rispondere, ma non per oppormi a ciò che dici, solo per puntualizzare alcuni dettagli. :-))
  4. demonio 22 luglio 2013 ore 17:02
    Ed io forse non riesco a farti pervenire per intero il mio punto di vista. Io non nego che vi siano episodi. Quel che penso è che la risposta per far in modo che non ce ne siano più(o ve ne siano meno) è sbagliata poichè non credo affatto che il movente sia la superiorità di genere quando accade un omicidio ma sia il modo di intendere un rapporto di coppia. Ho letto il tuo post e, rispondendo a quel prete direi che è evidente proprio in quel genere di risposta il nocciolo della questione!!Tutto sta nel fatto prettamente culturale che vuole il matrimonio come un luogo in cui in virtù di un contratto si cede la propria libertà ad un altra persona. E' questo che poi porta la gente a scannarsi. Se invece si insegnasse che matrimonio significa prima di tutto rispetto reciproco allora si che daremmo alle nuove generazioni le basi per porsi meglio in futuro nei confronti dell'altro.Ma mi rendo conto che non è facile comprendere il mio punto di vista e che sembra che io voglio trovare delle giustificazioni.Ma non è così.
  5. dealma 22 luglio 2013 ore 22:22
    Sbagli, comprendo (e condivido) il tuo punto di vista.
    Il rispetto reciproco è la base della convivenza civile!
    Ma mi rendo anche conto che le discussioni scritte alla fine rendono ognuno convinto che l'altro non capisca. Mi dispiace, e mi fermo qui.
    Ho capito il tuo punto di vista :-)
  6. demonio 23 luglio 2013 ore 00:22
    non ne sono convinto ma di sicuro non prenderò in mano un coltello! :ok
  7. dealma 23 luglio 2013 ore 09:33
    mi sottovaluti. :-p
  8. demonio 23 luglio 2013 ore 15:39
    ahahah no, non ti conosco al punto di poterti sottovalutare! :-)))
  9. dealma 23 luglio 2013 ore 21:17
    mmm, questa è sottile. Non si capisce se affonda di più o se cerca di alleggerire, secondo me la prima che ho detto.
    e allora pernacchia a te! :-p :-p :-p :-p :-p :hihi
  10. demonio 24 luglio 2013 ore 12:09
    ahahaha il sorriso finale era chiaramente un sorriso di alleggerimento ma se tu vuoi che io affondi mi adeguo! 0:-)
  11. dealma 24 luglio 2013 ore 12:15
    no, accolgo volentieri l'alleggerimento. Io non "voglio" mai che si affondi. :-))
  12. demonio 28 luglio 2013 ore 11:55
    ahahahah ok allora galleggiamo! :ok

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