Capanne, storia di bambini sopravvissuti!

17 ottobre 2014 ore 18:35 segnala
E discutendo prima con un amica si parlava del come noi siamo stati bambini e di come i bambini di ieri sono notevolmente diversi dai bambini di oggi. Ma non sempre è colpa loro però! Secondo i canoni attuali il fatto che oggi io sia qui a scrivere dovrebbe considerarsi una specie di miracolo! Lo vedo con mia sorella e con la sua bambina di 5 anni. Ma lo vedo anche guardando altri genitori coi loro bambini. Oggi tutti i bambini vivono iper protetti e sono sempre guardati a vista. E' bene ciò? A mio avviso no. A mio avviso il bambino che cresce così non sviluppa il senso di autoconservazione che è fondamentale per capire i pericoli ed aggirarli.

Io a 5 anni andavo da solo a prendere il giornale a mio padre all'edicola facendo un chilometro ed attraversando una strada Statale. A 6 anni andavo e tornavo tutti i giorni da scuola che distava due chilometri e solo in terza elementare misero l'autobus su cui comunque andavo da solo o con altri bambini.
Ma non finiva qui. Quando non ero a scuola ero per strada o in mezzo a terreni incolti ed il raggio di azione su cui noi bambini dell'epoca giocavamo era di chilometri. Eppure mai caduto in un pozzo,mai caduto in un dirupo o da una casa in costruzione i cui scheletri di cemento armato ci affascinavano e certo non erano come oggi tutti recintati!

E si andava nell'erba alta e in mezzo a terreni incolti ma sapevamo evitare le vipere o vespe e calabroni. Un paio di morsi di cane, qualche braccio rotto e perenni ginocchia sbucciate erano ciò che potevano capitare. E mi son capitate!Cadere dagli alberi anche eppure non indossavamo caschi ne giubotti antiproiettile che, sarebbero stati comodi quando tra bande trincerati nei fortini ci si tirava contro pietre e frecce! E certo non mancavano le botte che si davano ma più spesso si prendevano...prima e dopo perchè a casa c'era sempre il resto!

E le capanne? Opere di ingegneria che ci mettevano alla prova e che ci vedevano alle prese con chiodi e martelli e seghe(quelle di ferro!!) e asce. La dareste oggi un ascia in mano a vostro figlio di 6-7 anni?? Eppure noi eravamo così, intrepidi e sprezzanti del pericolo? Si e no nel senso che il pericolo lo sapevamo riconoscere perchè ci era stata data l'opportunità di farlo. E si cresceva credendo in noi stessi.E il carattere di ognuno di noi si formava. E siamo sopravvissuti. E a me a volte viene nostagia di quelle capanne dentro cui ci facevamo sontuose cenette a base di mais rubato e patate cotte sulla brace! Ah si...noi anche col fuoco sapevamo giocare!
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E discutendo prima con un amica si parlava del come noi siamo stati bambini e di come i bambini di ieri sono notevolmente diversi dai bambini di oggi. Ma non sempre è colpa loro però! Secondo i canoni attuali il fatto che oggi io sia qui a scrivere dovrebbe considerarsi una specie di miracolo! Lo...
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17/10/2014 18:35:11
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Commenti

  1. SuorPinocchia 17 ottobre 2014 ore 19:55
    quanto amo questo post...

    quanti ricordi...

    anche io sono una sopravvissuta.. dalle scalate sugli alberi .. dalle fucilate dei contadini che caricavano a salve i loro fucili per scacciarci dai ciliegi a rubar ciliege....

    anche io come te sono cresciuta 'selvaggia'.. fra l'altro i genitori lavoravano e avevano poco tempo per starci dietro..

    ricordo anche io una casetta costruita al lato di un ruscello... dove trovai un covo di talponi e uno di loro mi morse pure... (certo si capiscono tante cose ora, penserete) ma una fasciatura e via di nuovo a giocare....

    una volta correvo a casa con la mia bicicletta.. ero in ritardo per la cena e caddi in un campo pieno di stecchi.. uno mi si conficco' nel ginocchio... con una mano lo tolsi via, con la maglietta tamponai il sangue e via di nuovo in bicicletta...

    sopravvissuti della strada dove è vero che il traffico non era come quello di adesso.. ma c'era.. eccome se c'era... a scuola come te andavo a piedi e sapevo le strade... i figli di oggi usano nel paesello dove sono nati google maps....

    ricordo mia mamma che mi diceva sempre...

    se litighi con qualcuno e ti colpisce rendigliele.. perchè se torni a casa piangere ne prendi il doppio....

    oggi se qualcuno mena un compagno.. va a casa a piangere.. la mamma va dai carabinieri.. e partono le denunce....

    risultato che non sanno difendersi da soli...

    è vero sono iperprotetti i figli di oggi.... crescono davanti alla tv.. e per fare un po di movimento si iscrivono in palestre... niente alberi.. niente corse nei prati....

    aveva ragione mia nonna...

    si stava meglio quando si stava peggio...

    bellissimo scritto @demonio
  2. Fiore.diCampo2012 17 ottobre 2014 ore 21:46
    Sono d'accordo con te.
    Anche io, fin dalla prima elementare, andavo a scuola da sola, attraversavo strada statale, ecc ecc. e, secondo me, eravamo forse meno svegli dei bambini attuali, ma eravamo sicuramente più genuini, educati, rispettosi....
  3. demonio 18 ottobre 2014 ore 00:59
    @SuorPinocchia le ciliege e le fucilate...hihhhi lo avevo dimenticato!Si, tanti ricordi e tante avventure.L'estate soprattutto era un susseguirsi di avventure!
    Ed è vero anche che a noi la palestra non serviva e che eravamo quasi tutti smilzi(l'eccezione che conferma la regola c'era anche allora però!)e che le litigate si risolvevano da sole!Mi vien da ridere eppure è vero che oggi ci son mammen e padri che nelle contese dei figli si mettono in mezzo e partono denunce!E' assurdo .Poi ovvio che per contro in certi bambini scatta quella che spesso sento definire "noia" e di colpo si trasformano in belve fuori controllo!Per carità i bulli e i delinquenti c'erano anche allora e forse lo sono stato anche io ma ogni cosa (almeno io) la facevo per una motivazione, non certo per noia!La noia io non sapevo cosa fosse!
  4. demonio 18 ottobre 2014 ore 01:05
    @Fiore.diCampo2012 beh meno svegli in alcune cose ma per altre eravamo sveglissimi!E si, eravamo anche tanto genuini, ognuno con la propria indole e pecularietà. Educati e rispettosi...dipende...parlo per me ovviamente...quando decidevo di esserlo lo ero ma quando avevo di fronte adulti "colpevoli"...con loro nessun rispetto e nessuna educazione!E ce n'erano di veri mostri di cattiveria come quello che ti bucava il pallone o quell'altro che ti scacciava o quello che non voleva che il figlio giocasse con noi!In quei casi...anche i dispetti erano giustificati! :mitra
  5. SuorPinocchia 18 ottobre 2014 ore 08:19
    @demonio caro.. intanto buongiorno:-)))

    stamani pero' mi permetto di lanciare una freccia anche per i genitori di oggi...

    visto che oltretutto ne faccio parte...

    è vero noi siamo cresciuti per strada... ma oggi i ragazzini piu piccoli sono a rischio pedofili... spariscono come fantasmi e si ritrovano nei pozzi ammazzati.. come Sara Scazzi ... lasciati morire di stenti in un campo sotto la neve.. come Yara...

    per le strade ci sono il triplo delle macchine di una volta e i pirati della strada pullulano...

    La droga c'era anche ai nostri tempi, io mi ricordo bene il gruppetto dei drogati alla stazione.. in piazza... ma oggi circolano le 'pasticchine' facili da deglutire... ai nostri tempi l'eroina se la sparavano in vena con le siringhe... e chi aveva paura dell'ago ne stava ben lontano... al massimo ti sparavi uno spinello....
    (ecco questa è un'esperienza che non ho mai fatto :many)

    poi la violenza oggi è dilagata in modo spaventoso... ti faccio un esempio...

    come in tutti i paesi, anche nel mio, c'erano i gruppetti di ragazzi e ragazze... a volte ci scappava la scazzottata.. poi lividi e sudati si davano la mano e andavano a farsi una pizza e una birra tutti insieme.. amici come prima..

    oggi alle risse c'è sempre qualcuno che fa spuntare un coltello o una pistola.. e ci scappa il ferito.. o nella peggiore delle ipotesi il morto...

    Non è facile crescere un figlio oggi, come siamo cresciuti noi ieri...

    il mondo forse perchè noi l'abbiamo affrontato di viso, ci fa piu paura..
    forse proprio perchè siamo dei sopravvissuti vogliamo proteggere di piu i nostri figli... pensando di essere dei genitori migliori di quelli che abbiamo avuto noi... poi mentre facciamo queste riflessioni ci rendiamo conto che l'iperprotezione è l'omicidio della loro crescita...

    sicuramente sono bravissimi con i loro cellulari super accessoriati.. dei maghi dei computer.. ma degli sprovveduti nel mondo...

    e la colpa è solo nostra... che per dirla tutta.. abbiamo cosi paura di quel mondo che noi abbiamo conosciuto da soli...

    il genitore è il mestiere piu difficile del mondo.. perch figli si nasce.. genitori si diventa.......

    buon sabato @demonio :bacio
  6. demonio 18 ottobre 2014 ore 12:08
    In parte penso che qualcosa è indubbiamente cambiata e le cause sono molteplici.Però credo anche che grazie alla tv spesso si creino delle psicosi che alimentano paure esagerate. Ad esempio, la minaccia della pedofilia se si vanno a guardare le statistiche si scopre che quella esterna(il maniaco per intenderci che cattura le sue vittime)è relativamente bassa, si registrano veramente pochi casi ma nell'immaginario collettivo pare che dietro ogni angolo c'è un maniaco in agguato. Invece non viene percepita affatto come minaccia il pedofilo che è nelle famiglie e che rappresenta la maggioranza degli abusi che statisticamente vengono compiuti e che spesso , non sono denunciati così come analoghi delitti commessi da amici o persone istituzionali che dovrebbero essere "fidate".
    Questo per dire che viviamo in un mondo di paure spesso esagerate eppure siamo in una società tutto sommato sicura.Solo 2 secoli fa era sicuramente peggio. Prendi il caso attuale dell'Ebola. Certamente è un epidemia importante ma, 3000 casi su quanti miliardi siamo è statisticamente irrilevante mentre, con sorpresa, se si va a guardare, si scopre che per l'influenza "normale" o la malaria muore molta più gente ogni anno ma ciò non fa notizia!
    Poi è certamente vero che oggi viviamo in un momento storico particolare però forse, se la gente imparasse un pò di più ad aver fiducia gli uni degli altri magari sarebbe meglio!
  7. julia.pink 18 ottobre 2014 ore 14:37
    Bellissimo post, è vero i ragazzi e i bambini di oggi sono tanto protetti e guardati a vista, e sono sempre più soli....
  8. demonio 18 ottobre 2014 ore 19:19
    @julia.pink si ,vero anche questo e mi dispiace anche tanto per loro perchè quella solitudine li rende anche molto tristi.
  9. SuorPinocchia 18 ottobre 2014 ore 22:47
    NOI...NOI DEGLI ANNI '80
    Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'.

    Noi che giocavamo a 'Palla Avvelenata'.

    Noi che giocavamo regolare a 'Ruba Bandiera'.

    Noi che non mancava neanche 'dire fare baciare lettera testamento'.

    Noi che I pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

    Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.

    Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

    Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria
    mettendole in una bacinella.

    Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

    Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.

    Noi che facevamo a gara a chi masticava più Big-Babol contemporaneamente.

    Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai
    attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati
    ci mettevamo le dita in bocca.

    Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano
    per tutta casa.

    Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la
    bella della bella. (pure mò)

    Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva
    con le mani non era fallo.

    Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' anche se conoscevi tutti i
    personaggi a memoria.

    Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D
    era sempre Domodossola).

    Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.

    Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.

    Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.

    Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri,
    e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.

    Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

    Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga
    (Goldrake, ovvio..)

    Noi che guardavamo 'La Casa nella Prateria' anche se metteva tristezza.

    Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
    formaggino.

    Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

    Noi che non avevamo il Cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.

    Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al
    Compagno.

    Noi che si andava in cabina a telefonare.

    Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

    Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità
    della Coca Cola con l'albero.

    Noi che al Nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti
    i nostri compagni di classe.

    Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

    Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati
    a dormire tardissimo.

    Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.

    Noi che giocavamo a calcio con le pigne.

    Noi che le pigne ce le tiravamo pure.

    Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

    Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

    Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.

    Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

    Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

    Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.

    Noi che se a scuola la Maestra ti dava un ceffone,
    la mamma a casa te ne dava due.

    Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario,
    a casa era il terrore.

    Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

    Noi che Internet non esisteva.

    Noi che 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere
    il latte alla mattina.

    Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito,
    con la carta del Pane che si impregnava d'olio.

    Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..
    Fai merenda con Girella..

    Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

    Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

    Noi che sapevamo sempre quando erano le 4 perché stava
    per iniziare BIM BUM BAM.

    Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.

    Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.

    Che fortuna esserci stati!


    dal web ma è tutto vero :bacio
  10. demonio 19 ottobre 2014 ore 13:38
    ahahahah si, vero,gira da tanto sul web ma è verissima e condivisa da molti di noi!
    E per la tua gioia:
    http://blog.chatta.it/demonio/post/gennaro-l-albero-di-gelsi-e-la-fine-di-un-amore.aspx
  11. Ondedisera 19 ottobre 2014 ore 14:40
    Credo che davvero i nuovi bambini siano pochi avvezzi al mondo perché noi adulti non consentiamo loro di conoscerlo, il mondo. Purtroppo siamo trascinati in un'orgia di impegni e priorità che noi stessi abbiamo voluto e creato, scordandoci che la società non esiste se non c'è l'individuo. Sarebbe ora di tornare a volgere lo sguardo in basso, anzi di inginocchiarsi all'altezza dei piccoletti e osservare lontano, oltre i muri di un appartamento, mettendo in conto un paio di pantaloni strappati e magari anche qualche sbucciatura alle ginocchia. Son quelle piccole ferite che impari a conoscere, a gestire, a fronteggiare e semmai a prevedere che poi ti aiutano ad affrontare quelle più complicate, che ti si stampano nell'anima.
  12. demonio 19 ottobre 2014 ore 18:41
    @Ondedisera e anche questo è vero.Ci troviamo in una società individualista ma che allo stesso tempo è costituita non tanto da individui ma da alieni e gli stessi bimbi subiscono questa sorta di lobotomizzazione collettiva che li prepara a non essere nulla di più che consumatori passivi.

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