Considerazioni dopo la festa della repubblica

03 giugno 2007 ore 16:29 segnala
Leggendo un blog molto interessante della mia amica farfallina,ho dato una risposta che riporto in parte di seguito e che mi da modo di fare altre riflessioni. Lei sosteneva che questa festa della Repubblica in realtà sia più una festa in memoria della Repubblica e che il popolo italiano probabilmente non ha tanto capito cosa sia la democrazia. Io sono d'accordo con questa analisi e pare che questa festa,sia davvero poco "sentita e festeggiata"e,a parte la solita retorica della classe politica,la gente sente questa Repubblica come una cosa lontanissima.

Prima riflessione è sulla mancanza, a mio avviso, di un senso di appartenenza e di convivenza dei cittadini che viene fuori solo e soltanto quando la nazionale vince un mondiale o un qualche evento sportivo ci fà trepidare.
Oppure quando un politico corrotto si fa beccare con le mani nel sacco e tutti si dimenticano di averlo votato ben sapendo anche prima chi e cosa era,ma corrono in piazza ad urlare al ladro al ladro...in galera!!
Ma a parte questi momenti,a me pare che la maggioranza degli italiani,più che sentirsi cittadini si sentano sudditi e vedono la politica ed i politici non come loro dipendenti ma come dei lontani ed arcani poteri che ci dominano senza che noi possiamo far nulla.

Potrò sbagliare,ma questa è la mia sensazione e tutto ciò lo vedo in ogni momento:sembriamo davvero tanti ignari vassalli e non mi pare sia cambiato molto dai tempi dei Borboni o dei Savoia: ognuno vede sempre l'amministrazione come nemica,se vi sono dei problemi,si aspetta che qualcuno ce li risolva e fintanto che non avviene,si mugugna ma si vive rassegnati.

In un intervento si sosteneva che proprio il dibattito politico continuo che tiene in bilico i governi nel nostro paese è invece un grande segno di democrazia.
Io invece su ciò non sono d'accordo!Vivere una democrazia come una continua lotteria sul chi governa e per quanto, non mi sembra una prova di democrazia,ma piuttosto una prova di immaturità.Si paralizza di fatto lo stato e si vive in una perenne campagna elettorale e ogni cosa detta o proposta,non tiene mai conto delle esigenze della maggioranza,ma solo e soltanto delle esigenze dei propri serbatoi elettorali.
Più che una democrazia tutto ciò è una enorme farsa,un enorme spettacolo di circo in cui pagliacci e buffoni ripetono ad infinito il loro copione.

Sono del parere che la governabilità non ha niente a che vedere con il fatto che in democrazia appunto, i cittadini scelgano i loro rappresentanti ed il proprio governo e che lo facciano per affidare ad essi i compiti di poter svolgere un lavoro al nostro posto:amministrare il danaro pubblico e spenderlo per consentirci vite migliori. Questa dovrebbe essere la politica.
Ma visto che non è per nulla così allora mi viene da pensare che la colpa è nostra:forse non siamo maturi abbastanza e non abbiamo capito la differenza tra uno stato democratico che è di tutti ed un regno che evidentemente è del re...

Non credo nelle rivoluzioni,ne di popolo e ne di intellettuali,ma credo nella cultura e nella sua forza di migliorare le cose nel tempo. Ciò di cui questo paese ha bisogno è cultura,è educazione civica ed è soprattutto educazione al diritto.
Nel piccolo siamo bravi,se il nostro amministratore di condominio sgarra,col cavolo che lo riconfermiamo,se ruba sappiamo denunciarlo e se lavora bene lo stimiamo.Non ci interessa che sia ateo o cattolico,solo che prenda i nostri soldi e cambi le lampadine e se c'è da rifare la facciata che chiami 3-4 ditte diverse e scelga il miglior preventivo.

Ma se il palazzo diventa il nostro stato...tutto si complica,i ladri li rivotiamo,gli incapaci anche,i corrotti li salviamo ed i corruttori li osanniamo,i mafiosi li benediciamo e incredibilmente siamo capaci di affidarci a quelli che addirittura fanno gli interessi di altri stati(Usa,Vaticano,Russia)o gli interessi di multinazionali senza scrupoli. Evidentemente è qui il punto centrale della questione: prima capiremo che lo stato è il palazzo in cui viviamo e prima forse eviteremo di vedercelo crollare addosso...

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Leggendo un blog molto interessante della mia amica farfallina,ho dato una risposta che riporto in parte di seguito e che mi da modo di fare altre riflessioni. Lei sosteneva che questa festa della Repubblica in realtà sia più una festa in memoria della Repubblica e che il popolo...
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03/06/2007 16:29:59
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Commenti

  1. cifaccioecisono 05 giugno 2007 ore 08:34
    :ok..solo una breve considerazione.... io credo... che se da un lato in quello che hai scritto vi è una ragione, a un altro lo stato di appartenenza ad una nazione ha generato solo inutile fanatismo ed ha portato alla pura esaltazione di un popolo (nazionalismo) . è inutile avere cura del proprio palazzo e buttare fuori da esso la propria immondizia culturale e non...è come avere un palazzo curato a dovere ma non poter mettere un piede fuori senza inciampare nella "merda" che vi abbiamo disseminato...(certo x contro ne abbiamo importata tanta di altri stati,sulle nostre strade). Io credo , che pur partendo dal principio che bisogna aver cura in primo luogo del nostro giardino, noi tutti dobbiamo , o dovremo , considerarci i cittadini di questo mondo . il senso di appartenenza più grande esiste laddove alzando il naso, ci accorgiamo che siamo tutti sotto lo stesso cielo, è quello ,alla fin fine, il tetto comune della nostra casa ...dovremo avere cura che non ci crolli in testa!!!! Il mio non è puro e semplice idealismo.... non amo avere un senso di appartenenza nel modo in cui lo intendi, poichè se guardo indietro, e vedo la storia nostra e di tutti i popoli,mi accorgo quanto è costato a questo mondo stare sotto una stessa bandiera , piuttosto che un altra... si, viva la reppublica!!! ma nel senso più ampio della parola... anche x quella libertà di eleggere a nostro piacimento e a nostra fiducia, coloro che dovrebbero tutelare i nostri diritti e rammentarci i nostri doveri civili...il nostro amministratore condominiale. anch'esso tavolta sbaglia (spesso sbaglia), ma non dobbiamo mai dimenticarci che il potere che ha glielo abbiamo concesso noi , accordandogli la nostra piena fiducia. eh si , non esistono più gli amministratori di una volta!!! o anche allora sono esistiti, uomini capaci solo di curare i propri interessi? è il genere umano,,,che davanti a una tavola imbandita non si contiene , nella propria igordigia.. e la sua pancia che è senza fondo, mai sazia, mai piena... altri non siedono neppure a quella tavolata...è un discorso troppo complesso per non dar luogo alla confusione che sempre genero nei miei scritti... è per questo che qualsiasi cosa , io possa dire , sarà comunque pieno delle solite contraddizioni. :okpassa oltre....un bacio
  2. demonio 05 giugno 2007 ore 19:46
    Ciao,innanzitutto ti ringrazio per l'opportunità che mi dai di chiarire il mio pensiero. Inizio subito nel dire che idealmente parlando,concordo pienamente sulla necessità di sentirsi prima di tutto liberi cittadini del mondo. Questo io l'ho sempre pensato e se avessi la bacchetta magica per eliminare barriere,confini e quant'altro,lo farei in questo momento stesso. E credimi che non lo dico così tanto per dire e la mia storia personale rispecchia anche ciò che dico essendo figlio di madre spagnola e padre italiano,nato in Svizzera e vissuto in Italia dall'età di 5 anni. Mi sono sempre sentito cittadino del mondo quindi. Detto ciò però,devo anche guardare alla realtà di un mondo che ideale non è per cui,poichè non è ancora immaginabile una società che prescinda dai territori nazionali,per tutta una serie di motivi,primo fra tutti l'incapacità umana di vivere in pace ed in armonia,allora non resta che cercare di far mente locale e provare a vivere bene almeno dentro i confini che la storia ci ha dato. Ma ciò però non vuol dire e lungi da me assolutamente pensarlo,che si debba dare corpo a delle spinte nazionaliste. Non è quello il mio pensiero. Dicevo però che dato che l'organizzazione che ci siamo dati è lo Stato,credo che occorrerebbe una migliore coscienza di essere cittadini ugualmente responsabili al fine di garantire una migliore convivenza all'interno di tali confini. Tutto qui...poi,se un domani(ma temo che se accadrà passeranno migliaia di anni)si arriverà ad abbattere ogni confine e creare un popolo della Terra,ne sarò molto felice. Un primo passo poteva essere la creazione dell'Europa...in parte lo è stato,ma come si vede,le spinte reazionarie e gli egoismi localistici di qualcuno innescano paure e tensioni che non preannunciano nulla di buono purtroppo. Per quanto riguarda invece il possibile sbaglio di un amministratore...io ho usato questa metafora per dire che nei casi piccoli,a volte sappiamo rapidamente trovare rimedio ed agire nei nostri interessi. Certo...esistono migliaia di condomini amministrati male ed i condomini se ne fregano...ma ciò non invalida il mio ragionamento secondo il quale se tutti quanti fossimo un pò meno menefreghisti,forse potremmo solo avere dei vantaggi...
  3. yaara 08 giugno 2007 ore 13:51
    Colgo l'occasione per salutarti e per fare anche io una breve considerazione: abbiamo avuto la monarchia, il fascismo ed infine la democrazia; gli americani non hanno mai avuto un giorno di fascismo; i russi non hanno mai avuto un giorno di democrazia ;-) quindi anche se la nostra democrazia può e deve essere "perfettibile" di essa ne vado fiera :-)) Con affetto Yaara
  4. demonio 08 giugno 2007 ore 15:28
    Ciao Yaara,grazie del saluto innanzitutto!!Vedo che sei sempre pronta a farmi pelo e contropelo e a contraddire le mie considerazioni...come sempre quando si parla di politica!! Ed io ti rispondo così:gli stati uniti una sorta di fascismo(inteso come governo delle corporazioni) ce l'hanno da almeno 30 anni ed i russi è vero che non hanno mai avuto un giorno di democrazia,ma ciò non deve farci abbassare mai la guardia perchè la nostra è una democrazia che è debole e va difesa giorno per giorno altrimenti il rischio è quello di fare come i gamberi ed i gamberi si sa che non fanno una bella fine...
  5. cifaccioecisono 09 giugno 2007 ore 16:58
    :oksoprattutto in luglio e "agosto":hihi vedi il problema è questo finchè si continua a pensare a una soluzione a un problema...è un discorso...(certo che è un dis-corso!:hihi) ma , quando ancora non si riesce ad individuare il problema (forse sono troppi) c'è la difficoltà ad agire nella maniera più consona al problema... uno dei tanti motivi per cui si continua a sbagliare PUO' ESSERE che si va o per tentativi (ai quali conseguono decisioni errate) o FORSE perchè chi sta al governo non ha la più pallida idea di come gestire la situazione perchè a governarci ci sono degli incapaci ai quali abbiamo affidato il potere decisionale che essi hanno. da qui nascono poi tutte quelle mobilitazioni popolari che come da sempre si suddividono in fazioni contrapposte . come vedi è difficile avere un'idea chiara e precisa morti gli ideali x cosa si combatte? solo ciò x cui oggi ci si combatte . Io non amo parlare di politica ... (anke se così può non sembrare:hihi) ma del resto anke il dissociarsi da ciò che la riguarda , significherebbe dissociarsi dal sociale ho letto il tuo chiarimento e la botta e risposta che ne consegue con yaara.questo mi lascia convinta solo di una cosa che un dialogo costruttivo su idee divergenti ,può essere solo uno dei primi traguardi . un bacio non mi rileggo il post xkè so che x la maggiore mi contraddico da sola forse xkè non ho una linea di pensiero ben definita o perchè sbirulino non fa politica?
  6. demonio 10 giugno 2007 ore 10:42
    Con tutto il rispetto per le ara-goste a mio avviso tu cadi nello stesso tranello in cui cadono molti cittadini ovvero di credere che i politici devono cambiare e che "non vedono". In realtà essi vedono benissimo e se stanno la ci stanno perchè noi lo permettiamo e...se noi lo permettiamo è perchè siamo come loro. Nel nostro piccolo ognuno pensa di esser meglio dell'altro,ognuno se ne frega del prossimo,ognuno butta carte ed altro dal finestrino,ognuno parcheggia in doppia fila,ognuno cerca la raccomandazione e così via. Dalle piccole cose quotidiane fino alle grandi siamo tutti italiani ed hai ragione sì quando dici che non ci sono più gli ideali. Il problema è che, ad ideali comunque superati si è sostituito un unico ideale nazionale che è quello del successo,della immagine,dell'arrivismo,del contare più degli altri.Comunque...per una a cui non interessa la politica mi pare che sei abbastanza interessata!!:-)
  7. cifaccioecisono 14 giugno 2007 ore 01:11
    :okio stessa non mi tiro indietro di fronte alle responsabilità che mi assumo...anke quella di "votare" pro e "forse" di conseguenza contro l'altra sponda (si suol dire ma qui di sponde ce ne sono tante chi più chi meno rilevante) io ho semplicemente scelto l'opzione "incapaci" poichè in essa vedo racchiusi tutti gli elementi che tu hai sopra elencato...a partire dal fatto che ognuno cura il proprio giardino cosa che non sarebbe errata se non ci si dimenticasse spesso che a molti manca anke di ke seminare.. tirarsi indietro di fronte alle proprie responsabilità può essere o una conseguenza di un forte egoismo, o menefreghismo generale (ivi noi compresi "noi"cittadini.....dico)....oppure anke nell'incapacità di gestire uno o più problemi contemporaneamente ci sono in ballo diverse chiavi di lettura sulla questione....ecco xkè dico che non è di facile soluzione o discussione...ci sono responsabilità che uno si prende e alle quali non assolve o x negligenza o xkè si viene meno alla parola datta o promessa fatta...in modo intenzionale e non io cmq a votare ci vado ...solo xkè astenermi è peggio non xkè credo fermamente in ciò che mi si dice un leader convincente ancora oggi non lo trovo da nessuna parte della barricata....vedi che il solo mettersi da una parte piuttosto che l'altra crea in se stessa una divisione? ma che sia solo di pensiero almeno...da qui la mia convinzione che servirebbe un dialogo aperto e leale come buon inizio....non come soluzione...poi bisognerebbe a agire nel concretto un bacio non faccio altro che dilungarmi in chiacchere e come vedi .....non si risolve molto..se ne potrebbe parlare a non finire il quesito è tu rinnunceresti a un pezzetto del tuo giardino x darlo a me che non ho neppure dove seminare....tu l'hai fatto in un post concedendo spazio alla replica e alle idee differenti.....ma poi ....sempre che tu ce l'abbia un lembo di terra...lasceresti che un altro ci venisse a piantare la sua semenza? (nel mio caso de-menza :hihi) gli regaleresti un seme affinchè,a casa sua,ci sia un principio di coltura ?cosa si è disposti a cedere ? in parole povere (non tengo altro:hihi) ....boh!!! mah!!! sarà!!! dico io besoooooooooooo
  8. demonio 15 giugno 2007 ore 14:39
    Io non sono certo quel che si dice uno che predica bene e razzola male,ma nemmeno voglio essere un ipocrita. Avessi il giardino probabilmente me lo curerei gelosamente. Detto ciò io credo che il problema non sia nel concedere il mio spazio ad altri,ma sia nel fare in modo che sia io che altri quel giardino lo si possa coltivare,ognuno nel proprio spazio. Ma se qualcuno decide di chiudere l'acqua,se qualcuno decide di farti pagare un seme più del valore del futuro raccolto,se qualcuno di fatto ti impedisce di vendere,insomma se qualsiasi cosa tu faccia,c'è sempre un interesse forte che ti impedisce di vivere..beh allora uno s'incazza prima o poi!! Insomma in parte dici le stesse cose che penso io(AAA cercasi leader disperatamente) ma a ciò che dici tu,io aggiungo semplicemente un AAA cercasi nuovi italiani con una nuova idea del convivere e del rispetto reciproco. Utopia forse?Forse si,ma continuo a sperare...
  9. cifaccioecisono 15 giugno 2007 ore 18:29
    :okpeccato x il pastore che lo governa...non si può fare le pecore nere senza non pensare che il lupo sta in aguato e il risultato sarebbe una pecora nera in meno e tante uguali in più ciascuno tenga caro il suo pensiero ma estremizzarlo non serve xciò un bacio
  10. cifaccioecisono 15 giugno 2007 ore 18:30
    :okma questo siamo!!!

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