cosa sapreste costruire?

26 gennaio 2008 ore 11:00 segnala

Ci sono alcune evidenze che proprio per la loro natura troppo evidente alla fine diventano invisibili. Nessuno tranne pochi studiosi o esperti di demografia si ferma a riflettere sul rapporto che l'uomo ha col pianeta,della sua tendenza a crescere in modo esponenziale e della sua capacità unica tra tutti gli esseri viventi mai esistiti di modificare profondamente l'ambiente. Per quanto riguarda la crescita demografica, essa è stata progressiva ma solo ultimamente è diventata preoccupante. Nel Neolitico la popolazione mondiale era stimata intorno i 10 milioni di persone. In pratica significa che l'essere umano divideva il suo territorio con altre specie la cui popolazione era uguale se non superiore a quella umana!!

Durante l'impero romano essa era di 200-300 milioni. Ricordiamo che fino ad allora le città erano poche e per lo più si viveva in tribù,a volte stanziali perchè agricole,spesso nomadi perchè dedite alla pastorizia o alla caccia. Durante il medioevo il trend demografico mondiale ha rallentato la sua corsa, fino a raggiungere 500 milioni di persone a meta del 1600. Da questo momento in poi iniziò una tendenza diversa:la crescita fino ad allora lenta e costante improvvisamente portala popolazione mondiale a raddoppiare in soli 150 anni. Agli inizi del 1800 il pianeta raggiunse il miliardo di persone! Negli ultimi 100 anni la popolazione della Terra è passata da 1,6 miliardi a 6 miliardi di persone. Ogni anno si aggiungono 80 milioni di anime.

Mentre prima l'uomo coesisteva con gli altri esseri adesso, egli ha di fatto monopolizzato il pianeta,di molte specie che prima coabitavano insieme a noi,oggi non rimangono che poche centinaia di esemplari ridotti a vivere in spazi sempre più ridotti. Negli ultimi anni poi l'aumento della popolazione non è più stato omogeneo nei paesi del mondo. I paesi ad elevato sviluppo tendono a invecchiare rasentando la 'crescita zero',mentre quelli in via di sviluppo registrano una vera e propria esplosione demografica a seguito di elevati tassi di natalità e al calo di quelli di mortalità. Si stima che in base ai ritmi attuali la futura popolazione toccherà i 10-12 miliardi di persone, entro il 2050. Tutto ciò suscita degli interrogativi a mio avviso.

Beh,a cominciare dal tipo di società che ormai abbiamo in cui ormai l'uomo vive senza più avere nessun contatto con la natura e nemmeno con la tecnologia. Un esempio molto geniale fu una scena del film “Non ci resta che piangere” di Benigni -Troisi in cui il geniale Troisi si pone il problema di insegnare ad uno stranito Leonardo come costruire qualcosa. Pensa e dice...lampadina...poi altre cose ancora,ma man mano che le dice,si rende conto che oggetti comuni di tutti i giorni che utilizziamo normalmente,noi non abbiamo la più pallida idea di come siano stati costruiti. In altre parole,mentre per millenni l'uomo ha vissuto costruendo da solo o quasi i suoi utensili,oggi non è più così e nessuno di noi saprebbe costruire più del 1%(forse) delle cose che vede intorno!

E non parliamo poi del contatto con la natura in cui oggi al massimo ci si và per un pic-nic schifandosi se vediamo le formiche sulla tovaglia! Bambini di oggi cresciuti in metropoli lagher nemmeno immaginano che il latte che bevono viene da un animale! E parliamoci chiaro: quanti di noi saprebbero mungere una vacca o compiere altre operazioni come macellare un maiale o un manzo? Tante cose ormai le diamo per scontato,ognuno di noi lavora in una società in cui sempre una minor parte è specializzata in qualcosa di produttivo disconoscendo per altro ciò che fanno gli altri. La maggior parte invece produce “il nulla” considerando che i servizi non sono un qualcosa necessaria alla vita umana nella sua essenza.

Noi quindi,oggi,occupiamo la terra,distruggendo l'habitat,modificando l'ambiente e nemmeno ce ne rendiamo conto perchè non lo facciamo direttamente. Abbiamo perso ogni contatto con il mondo circostante che non capiamo. Il finto benessere prodotto tra l'altro fa sì che masse di individui che vivono in zone povere vengano naturalmente attratte qui e la mancata redistribuzione della ricchezza prodotta unita alla dissennata politica sia delle nascite che dell'imperialismo economico,non può che produrre nuove e continue tensioni. Le scelte non sono mai ponderate negli interessi della collettività ma di fatto obbediscono solo e soltanto ad interessi economici. La speculazione crea danni incalcolabili sia all'ambiente e sia alle popolazioni costringendo di fatto ad abbandonare le loro terre per divenire anche esse ingranaggi di un sistema assurdo. Chi viene oggi in Europa da paesi del terzo mondo viene perchè noi lo costringiamo.

Se ciò causerà tensioni o nuove guerre che coinvolgeranno il ricco occidente non lo so,ma se fosse potrebbe essere visto come una specie di tentativo della terra di rimettere un po' le cose a posto! Fa strano dirlo,lo so,ma il nostro sistema attuale di vita e di progresso è realmente pericoloso. L'uomo è oggi più che mai sul filo di lana e quel che è peggio non se ne rende conto. A parte qualche film del genere catastrofico,qualcuno,si è mai posto la domanda: e se per una guerra,un virus o qualche altra catastrofe,di colpo la popolazione umana crollasse...cosa succederebbe? Se di colpo non avessimo più chi produce i nostri utensili,se all'improvviso i pochi sopravvissuti si trovassero a dover gestire una società complessa senza avere in ogni settore la persona con le adeguate conoscenze...che succederebbe?

Beh ipotizzare una regressione non credo sia difficile: il punto è capire fino a quale punto regrediremmo e quanto saremmo poi capaci di riprenderci imparando dagli errori e modificando il nostro modello attuale di sviluppo. Inutile a mio avviso sperare che un cambio di direzione avvenga senza prima un qualcosa di traumatico che lo imponga. Oggi il mondo è avviato su una strada e tenuto saldamente in mano a poche persone e queste purtroppo,non hanno nessuna intenzione di veder ridotti i loro profitti nemmeno di un centesimo quindi lo sviluppo sarà inevitabilmente sempre su questo modello e noi uomini continueremo ad essere sempre più ingranaggi inconsapevoli che stupiti guardano un documentario in cui c'era una volta qualcosa che oggi non c'è più.


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Ci sono alcune evidenze che proprio per la loro natura troppo evidente alla fine diventano invisibili. Nessuno tranne pochi studiosi o esperti di demografia si ferma a riflettere sul rapporto che l'uomo ha col pianeta,della sua tendenza a crescere in modo esponenziale e...
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26/01/2008 11:00:59
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