Destra e sinistra cosa sono?

04 aprile 2007 ore 17:15 segnala
In molte delle discussioni a cui ho partecipato è stato affrontato il tema della politica,e dei rapporti tra destra e sinistra. Io stesso spesso ho criticato indistintamente l’una e l’altra parte. Ritengo che,anche a causa di una pessima coscienza collettiva dello stato ed a una diffusissima cultura del menefreghismo e della prevaricazione,la politica in questo paese sia lo specchio esatto di ciò che siamo tutti noi. Chi crede di dover cambiare la politica ed i politici, dimentica in realtà di dover cambiare per prima cosa la società che genera quei politici. Abbiamo in questo paese,la pessima abitudine di prendercela sempre con gli altri,di cercare sempre un alibi,un capro espiatorio,qualcuno da mandare al rogo per poi vivere per un periodo nell’illusione che si sia risolto tutto. Ma ci illudiamo e di roghi nel frattempo ne abbiamo fatti tanti,ma mai siamo arrivati a metterci noi per primi in discussione. Ma ciò comunque implica altre riflessioni . Oggi invece mi chiedevo ancora un'altra cosa (niente di innovativo,già tanti lo hanno fatto prima e meglio di me!!) e quindi con voi,volevo fare una specie di gioco per capire, cosa definisce all’interno di questa nostra società la divisione che poi in politica diventa essere di destra o di sinistra. Tralascio l’essere di centro perché a mio avviso è una non posizione,ovvero rappresenta più un essere su idee che cambiano,a mo di banderuola,continuamente, spostando di volta in volta l’ago della bilancia,da una parte o dall’altra. Dato che è un gioco,ed è anche fantapolitica,io mi atterrò ad una divisione tra conservatori e progressisti e già questa cosa a mio parere,è una distinzione che attualmente ha scarso riscontro nella realtà poiché di volta in volta chi avrebbe dovuto rappresentare i progressisti è stato conservatore e viceversa. Comunque nell’ambito di questa possibile divisione mi chiedo:cosa porta ciascuno di noi a dire io sono di destra ed io sono invece di sinistra? Vi sono dei modelli a cui ciascuno di noi si attiene,che ci collocano inevitabilmente in una determinata posizione politica? Come diceva Gaber…cosa è di destra e cosa invece è di sinistra? E inoltre è pensabile distinguere anche le persone in base al carattere e trovare poi una linea comune che a livello di massa genera questa divisione? Naturalmente,mi piacerebbe che tale discussione non fosse fatta a livello ideologico perché nel mio mondo fantapoliticò alcuni parametri ed alcune regole,per non parlare del campo di gioco,dovrebbero essere condivisi da tutti. Mi spiego meglio: la patria,non dovrebbe essere un valore a prescindere e quindi non dovrebbe essere appannaggio di una sola forza politica. La patria,la bandiera,la costituzione,sono di tutti e tali dovrebbero essere sempre. Altre cose che dovrebbero essere scontate,sono la libertà,la famiglia,l’onestà,la giustizia. In pratica non dovremmo dividerci su queste cose in quanto, cose ugualmente condivisibili per tutti. Nella realtà non è così,ma questo è appunto un gioco!! Ci provo e parto dalla destra,che definisco non a caso conservatrice. La parola stessa dice che un elettore di destra ,soddisfatto dello stato delle cose, dovrebbe conservare lo status quo. Se vivessi in uno stato in cui tutto funziona alla meraviglia…potrei anche decidere che non voglio cambiamenti. Sarebbe legittimo no? Ma in quello schieramento metterei anche chi tende a diminuire drasticamente il peso dello stato. Visione Tatcheriana della società:meno regole,meno stato,meno tasse e meno servizi garantiti per tutti. Obiettivo liberare risorse private per stimolare l’economia. La conseguenza ovvia è che in uno stato del genere,quei servizi(scuole,sanità,trasporti) verrebbero affidati a dei privati che quindi per la legge del mercato non potrebbero essere in passivo. Quindi di fatto tali servizi avrebbero alti costi e non accessibili a tutti. Ma mi domando:in uno stato che non è avanzato,sarebbe opportuno fare ciò? Non credo,però evidentemente per qualcuno invece sarebbe il modo giusto di pagare meno tasse e pazienza se molti sarebbero costretti a fare un mutuo per pagarsi un operazione. Quindi altro elemento che giudico di destra è l’egoismo. Ho lavorato,ho prodotto,voglio tenermi più soldi possibile..gli altri potevano darsi da fare…che si arrangino. Altro elemento di destra quindi,il successo personale. Ognuno avrà ciò che può permettersi. Se ho successo è giusto che abbia di più e non mi limiterò solo a ciò che posso comprare con i miei soldi,ma mi prodigherò affinché mi vengano chieste meno tasse e quindi lo stato sia meno propenso ad aiutare chi non è come me. Infine,credo di poter mettere tra le cose di destra anche il difendere a spada tratta ciò che si ha per cui conservazione dei privilegi, limitazione della concorrenza e chiusura verso innovazioni sociali. Questo quindi genera protezionismo e isolazionismo dando poi origine a fenomeni locali di difesa ad oltranza del territorio da chiunque non ne faccia parte. Per contro ritengo invece l’essere di sinistra colui che partendo da uno stato di cose non certo ottimale,intende innovare il proprio paese sperando che il progresso porti dei benefici. Costruire nuove strade,nuove ferrovie,nuove infrastrutture,investire in ricerca. In genere tale visione,non può prescindere da uno stato presente e forte,anche pesante,ma funzionante(questo non è proprio il nostro caso!!) per cui anche l’indebitamento di certi settori non viene visto come una catastrofe,ma come un bene comune a disposizione di tutti. Faccio un esempio:se un ospedale compra l’ultimo macchinario all’avanguardia ,esso ha un costo coperto da tutti e non da un privato. Mentre il privato farà pagare solo quelli che hanno la necessità e la possibilità di farlo,un ospedale darà a tutti la stessa possibilità ed il costo,in un primo momento in passivo,sarà nel tempo coperto da tutti i cittadini proporzionalmente alle proprie capacità. La differenza sta però nel fatto che quei soldi, che una certa fascia di persone, ad un privato non potrebbe dare,con il pubblico,li avrebbero ora a disposizione,e genererebbero un aumento di spesa che a lungo andare darebbe ossigeno all’economia. Quindi lo stato forte,oltre a garantire a tutti uguali livelli di assistenza,alla fine garantirebbe anche alti profitti per i privati,perché la gente spende i soldi se li ha, ma se devi pagare affitto,pappatoia,vestiario e poi anche asilo,scuola,ospedale ecc…significa bloccare l’economia. A parte queste differenti visioni economiche,di sinistra credo sia appunto l’essere solidale con gli altri,specie chi ha di meno. Allo stesso modo dovrebbe essere di sinistra la capacità di confrontarsi con gli altri e generare concorrenza. Una maggiore apertura dovrebbe di conseguenza generare anche maggiori opportunità:invece di essere protezionisti,si comincerebbe a cercare idee e mercati nuovi da raggiungere. Infine l’essere di sinistra vorrebbe dire guardare alla vita come ad una comune passeggiata e non ad una corsa in cui chi arriva primo è primo e gli altri non sono nulla. No quindi al culto dell’immagine, all’esasperazione del primato e del successo,che non significa che chi è più bravo non debba raccogliere i suoi meriti, ma che tutti alla partenza ,si deve essere messi nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi che ci competono. Grosso modo credo che tali divisioni siano molto indicative e pazienza se poi ideologie,disonestà ed opportunità abbiano finito per prendere il sopravvento ed inquinare tutto. A me piace pensare che un giorno si torni a parlare di politica e che l’alternanza tra queste due visioni,appartenga ad uno stato in cui qualsiasi servizio funziona benissimo e che il livello culturale medio,sia un tantino più alto di quello attuale…fantascienza forse,comunque sono curioso di sapere se avete visioni diverse dalla mia o se pensate che di destra si debba continuare a dire di uno che ama famiglia,nazione,chiesa,danaro e successo e che non ama le regole mentre di sinistra sarà chi è contro tutto il resto sempre a prescindere e mira ad una rivoluzione totale che tenda ad una società uguale in partenza ma anche dopo che non lasci nessuno spazio all’individualismo ma si basi solo su una pianificazione collettiva. Credo che questo stato di cose abbia di fatto bloccato, nel nostro paese, il confronto politico ed abbia generato moltissimi danni perché in assenza di una vera destra ed una vera sinistra contrapposte ma legittime,si sia lasciato il campo solo a interessi di parte e poteri che di volta in volta hanno incanalato le nostre idee per far si che ci muovessimo secondo le loro convenienze. Una sorta di democrazia “pilotata” insomma in cui non c’è nessun dibattito politico reale ma solo apparente,una clamorosa finzione dove, fantozzi sarà sempre più sfruttato e ridotto a macchina, mentre i ricchi poteri diventano ogni giorno più voraci.
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In molte delle discussioni a cui ho partecipato è stato affrontato il tema della politica,e dei rapporti tra destra e sinistra. Io stesso spesso ho criticato indistintamente l’una e l’altra parte. Ritengo che,anche a causa di una pessima coscienza collettiva dello stato ed a una diffusissima...
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