Discutendo di cattiveria

28 dicembre 2007 ore 13:47 segnala
Nei giorni scorsi parlando con una cara amica abbiamo toccato spesso un tema che è cruciale nella vita dell'uomo.Si parlava infatti della cattiveria e praticamente siamo arrivati allo "scontro" poichè le nostre visioni al riguardo sono molto divergenti. Per parte mia,sostenevo che la cattiveria è insita nell'uomo sin dalla nascita e poichè alla fine, ciascuno di noi è una miscela, in cui il carattere e l'indole sono il risultato della somma di tante cose. Credo insomma che in ognuno vi sia della cattiveria ma la percentuale in cui essa è presente varia da individuo ad individuo e se in alcuni tende allo zero,in altri essa tende al valore massimo. Nelle persone "normali" essa è notevolmente addolcita da altri fattori come bontà,altruismo,abnegazione,sopportazione ecc ecc. Questo io credo lo si nota sin dalla più tenera età e anche osservando i bambini,ci si accorge che in un gruppo esiste ed esisterà sempre quello più prepotente,quello che domina sugli altri e prova anche piacere.

La mia amica invece sosteneva che non è così e che ad influenzare una persona nei suoi comportamenti sono solo dei fattori esterni:lei diceva che sin dalla gestazione un neonato,se la madre ad esempio è stressata o assume comportamenti poco consoni,influenzerà il nascituro. Ora,io sono convinto che tutto ciò sia vero:non contesto affatto che l'ambiente circostante ci condizioni e che in un ambiente disagiato(ad esempio periferie degradate) vi saranno più condizioni favorevoli affinchè la cattiveria si rafforzi. Ammetto che se in certi casi si potesse intervenire,molti bambini potrebbero non essere influenzati e non crescere delinquenti.

Ma se ciò è vero,a mio parere è innegabile che nel nostro codice genetico,in qualche modo è anche scritto l'orientamento caratteriale delle persone e che se una persona nasce cattiva,poco o nulla si potrà far per essa: che nasca in una situazione degradata (famiglia o quartiere o stato) o nasca in una situazione ideale la sua cattiveria prenderà il sopravvento ed a seconda dei casi si potrà manifestare sia in modi meno gravi e subdoli(ad esempio prevaricando gli altri,rubando,sfruttando ecc ecc) e sia in quelle forme di pura e vera malvagità per cui certe persone davvero non hanno nessuna coscienza e nessun ritegno morale.

Detto ciò,a questo punto la discussione si è ampliata ed è arrivata ad un altra divergenza:io sostenevo che in ogni caso in cui ci troviamo di fronte ad un individuo cattivo e maligno la nostra reazione non può che essere di sdegno e che,personalmente parlando,a certe di queste persone,non posso che augurare tutto il male possibile,possibilmente un male proporzionato a tutto quello che in vita hanno prodotto agli altri. La mia amica invece,sostenuta da un buonismo ottimista sostiene invece che il male non si combatte con il male ma con il dialogo e la cultura.

Beh,sul dialogo e la cultura io sono il primo a crederci ma con dei se e con dei ma: ovvero io credo che si debba essere buoni e pacifici ma che ciò non si debba tradurre in porgere l'altra guancia o nel non agire. Basta guardare la storia per accorgersi che tutti i popoli che vivevano per i cazzi loro pacificamente,prima o poi sono sempre stati sopraffatti da altri popoli senza scrupoli. E basta vedere la cronaca,non ultimi i fatti della povera ragazza trucidata e della politica pachistana uccisa ieri. Secondo me c'è poco da fare: la cattiveria esiste ed è diffusa e di fronte a queste pseudo persone,non bisogna avere alcuna pietà,ma solo un enorme disprezzo.

Credo infatti che una discriminante molto importante sia la parola umanità: un essere umano a mio avviso deve essere considerato uno capace di provare prima di tutto rispetto per il prossimo,di provare sentimenti positivi e di essere sempre pronto a capire chi ha di fronte. Ma se un individuo manca del tutto di queste caratteristiche,se la pietà e la compassione,se l'amore e la fratellanza non sa che cos'è,possiamo ancora definirlo essere umano? Io credo che chiunque si macchi di crimini così gravi,chiunque provi una sorta di piacere nell'esercitare la propria cattiveria perde automaticamente ogni titolo e non essendo più un essere umano,non ha diritto ad alcuna pietà da parte nostra.

Ora,non parlo di giustizialismo e di applicare leggi del taglione. Personalmente non farei del male a nessuno(se non per difesa) ma che a me si venga a dire di perdonare certi individui,di non augurare loro del male...beh...no...non ci riesco,almeno quello voglio essere libero di poterlo fare. Che poi una giustizia prima o poi riesca a fare il suo corso è auspicabile e se essa troverà i mezzi ed i modi per isolare e rendere innocue certe figure disumane...beh...ben venga,ma in attesa...io auguro a qualsiasi di loro di andarsene all'inferno e crepare patendo tanto...ma tanto davvero.
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Nei giorni scorsi parlando con una cara amica abbiamo toccato spesso un tema che è cruciale nella vita dell'uomo.Si parlava infatti della cattiveria e praticamente siamo arrivati allo "scontro" poichè le nostre visioni al riguardo sono molto divergenti. Per parte mia,sostenevo che la cattiveria è...
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28/12/2007 13:47:59
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Commenti

  1. EMY13 29 dicembre 2007 ore 10:16
    :rosa
  2. Entropia89 01 gennaio 2008 ore 17:32
    che dire... avete un pò esagerato ad arrivare allo "scontro"... potevate esporre le opinioni senza cercare di voler convincere l' altro... comunque sono dell' opinione che ciò che ci portiamo dalla nascita non è solo cattiveria, ma un carattere innato più generale, che viene poi condizionato dagli avvenimenti esterni... penso questo perchè alcuni bambini evidenziano comportamenti che non appartengono ai genitori nonostante non siano stati condizionati esternamente per quel comportamento... e questo perchè abbiamo la naturale capacità di elaborazione. in tutto questo penso che il codice genetico centri poco, o meglio, è più influente decifrato e aggregato in ammassi neurali... penso insomma che non è il codice genetico a portare scritto in sè la cattiveria, ma è poi appunto come utilizziamo le facoltà mentali. aspetterei prima di mandare al rogo la cattiveria... è vero che non è un aspetto piacevole della vita, ma la vita stessa è fatta di ambivalenza, di equilibrio tra i sentimenti negativi e positivi... condannare la cattiveria è come non accettare una componente di cui è costituita la natura umana e di cui non possiamo fare a meno, per quanto strano possa sembrare. più che condannare la cattiveria, ci sarebbe bisogno di una maggiore consapevolezza, per indirizzarla meglio e non a discapito di altre persone o di se stessi, e ciò non vuol dire continuare a permettere loro di fare dei crimini e nemmeno fare lavaggi del cervello o cose del genere, perchè si può invitare a questa consapevolezza, ma è un percorso da fare con le proprie gambe...a ciò a cui il cuore non vuol provvedere ci pensa la legge! (anche se sulla legge avrei da ridire ma lasciamo perdere o si fa notte e sono ancora qui a scrivere!!!) i casi patologici sono un' altra cosa scusami la parlantina, ma ciò che dici è uno dei risvolti del tema dei distacchi che sto affrontando proprio in questo periodo... ero passata semplicemente per augurarti buon anno, ma mi sa che invece ti farò venire il mal di testa! Buon 2008 Claudio :-)) un saluto :rosa
  3. demonio 03 gennaio 2008 ore 11:33
    Tanti auguri anche a te innanzitutto mia cara amica!!E dopo i convenevoli inizio a rispondere al tuo intervento che tra l'altro è stato molto gradito! Come la mia amica anche tu hai un opinione differente dalla mia ma ciò non significa affatto che io voglia prevaricare le vostre opinioni. La parola scontro che appunto avevo messo tra virgolette era solo un modo per dire che abbiamo discusso confrontando le nostre opinioni. Detto ciò,è normale avere un opinione e cercare di dimostrare al proprio interlocutore la sua validità. A volte in questi confronti,se uno dei due accetta che l'altra tesi è più valida,si può anche cambiare opinione. Altre volte invece si resta ciascuno con le proprie idee. Non è un dramma! Tra l'altro la mia discussione è avvenuta con molta pacatezza e ti tranquillizzo...senza esagerare!! In ogni caso,la questione è molto più complessa di ciò che con due righe qui ho cercato di spiegare:che il bene ed il male siano imprescindibili dalla nostra vita l'avevo pur detto e riconosciuto. Credo infatti che è il bilanciamento di questi opposti a plasmare il carattere di ciascun individuo. Quello che però sostengo è che in una percentuale assai significativa, delle persone, non diventano cattive, ma ci nascono:se ci sono individui che diventano cattivi in seguito alle manifestazioni esterne a cui sono sollecitati ce ne sono altri che anche se vivono in ambienti sani ,diventeranno persone malvagie. Non tutti nasciamo dei geni:studiando però,ciascuno può migliorare la propria intelligenza. Questo è vero. Ma se una persona nasce stupida...hai voglia a farla studiare,leggere ecc ...resterà sempre stupida. Per la cattiveria vale lo stesso discorso:se un bimbo ha in se una percentuale di cattiveria superiore alla norma,tu potrai coccolarlo,amarlo,farlo crescere tra persone educate e gentili...ma quello sin dall'infanzia sarà un bambino che inizierà a prevaricare gli altri,che magari crescerà viziato,che pretenderà l'esclusività...insomma,crescendo tenderà a manifestare la sua cattiveria a prescindere dagli esempi positivi della famiglia o di chi gli stà intorno. Negare ciò a mio avviso significa credere alle favole. Capire ciò invece significa prendere atto che con determinate persone,educazione e rispetto non servono a nulla ed anzi,per essi,comportandoci con deferenza,noi saremo solo e sempre considerati degli idioti...idioti che possono essere fregati,fottuti,messi da parte in quanto loro si sentiranno sempre superiori,forti della loro cattiveria e della loro incoscienza. Insomma...uno certe doti o le ha o non le ha:non siamo tutti uguali.
  4. Gio2007 09 gennaio 2008 ore 04:26
    Non siamo tutti uguali e' vero, purtroppo o per fortuna? Da quanto ho letto bisogna difendersi con tutte le proprie forze per vivere su questa terra,ben detto e' proprio quello che sta accadendo nel mondo,ti diro' che non sta' andando affatto bene,tu sicuramente potrai scriverci un libro con il tuo saper scrivere ma il risultato non cambiera',a presto,ciao.:ok

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