Ennesimo incidente su un palco:mie considerazioni

05 marzo 2012 ore 12:48 segnala
Faccio questo mestiere da una vita anche se in modo professionale son circa vent'anni.Come tutti quelli che fanno questo mestiere alla base di tutto vi è la passione.Per gioco e per passione cominciai all'età di sedici/diciassette anni.Pare un altro mondo quello di allora.Iniziai per gioco,mi misi in "società" con un amico,lui aveva i soldi e si comprò una centralina e dei faretti io non ne avevo e vendetti la mia racchetta da tennis,3 palline e comprai un altra centralina ed una luce stroboscopica.

Insieme a due fratelli che avevano piatti,mixer e casse ci buttammo a offrire il servizio per feste di compleanni e veglioni.Ci divertivamo e guadagnavamo anche soldi!Parte di quei soldi li reinvestivamo per comprarci nuove cose.Il resto era per divertirsi.A quell'età non era male avere i soldi per farsi un viaggio o mangiarsi la pizza senza doverli chiedere ai genitori.Che bel sapore avevano quelle 50mila lire!Erano bei tempi in cui giocando e divertendomi imparai un mestiere che ancora non sapevo sarebbe stato il mio lavoro. In realtà avevo studiato per essere un programmatore ed era quello che credevo volessi fare.

Lo feci anche per un anno ma era un lavoro triste,sempre fisso in uno stanzone di fronte ad un pc a fare finestre di immissione dati.Anche l'informatica di allora era preistorica.Dovevi farti tutto ma proprio tutto ed era noioso dover testare tutto ma proprio tutto.Nel frattempo facevo domande e concorsi ma il periodo non era certo propizio senza raccomandazioni che comunque mai ho cercato probabilmente sbagliando.La passione delle luci continuava e per gioco comunque divertendoci in un mondo che non c'è più illuminavamo i palchi delle feste dell'Unità,delle feste di paese e in allegria spesso finiva che ci si ritrovava tutti in tavolate a mangiare e bere e ridere.

Un lavoro "vero" però non arrivava con disappunto dei miei e quando per una serie di circostanze andai a lavorare per un Service e feci la mia prima turnee portando soldi a casa non mi sembrava vero:Facevo un lavoro perchè sapevo farlo e non mi era servita nessuna raccomandazione,nessuna domanda,nessun concorso: semplicemente mi ero messo a fare quel che sapevo fare.Da allora è cambiato il mondo e son cambiate tante cose.La tecnologia è diventata estrema e a mio avviso trovo che troppi spettacoli siano qualitativamente parlando pazzeschi ma che non abbiano anima.

Non so nello specifico cosa sia accaduto in Francia nell'allestimento di Madonna o a Trieste per Jovanotti o a Reggio per la Pausini. Probabilmente la mia esperienza mi porta a pensare che vi siano stati degli errori umani o dei cedimenti strutturali o entrambe le cause. Magari si tratta solo di maledetta sfortuna.Non so,i periti e dei processi accerteranno le cause. Per quanto mi riguarda in tutti questi anni forse son stato fortunato.Qualche incidente l'ho sfiorato e forse in una circostanza anche la morte mi ha sfiorato. Un altra volta ,ma in strada per un trasferimento ce la siamo scampata.

A volte penso che più che la sicurezza intrinseca dei materiali spesso siano stati i ritmi forsennati del passato ad essere un pericolo.Intere giornate senza dormire,oggi a Catania e domani a Varese e poi ancora a Bari magari per soddisfare delle esigenze di impresari e agenzie e tu a percorrere migliaia di chilometri su e giù.Questo avviene ancora nelle turnee medio piccole. In quelle medio grandi un pò meno ma quel che trovo davvero diverso rispetto al passato è l'atmosfera. Una volta c'era magari meno attenzione alla sicurezza ma non accadeva nulla!!

Oggi prima di partire compili documenti di ogni sorta,arrivi sul posto e trovi commissioni,ingegneri,ti interrogano su tutto,ricevono pacchi di certificazioni di tutto e le atmosfere sono più tese.Sicuramente è aumentata la complessità dei montaggi,giocano un pò tutti a fare i Pink Floyd con la sola differenza che forse i Pink Floyd per il loro ultimo mastodontico lavoro impiegarono un anno di produzione per progettare anche il più insignificante dettaglio.Noi siamo italiani,abbiamo altro mercato,altri budget e tutto viene compresso.

Qui,per carità,non dico che non ci siano progetti ben studiati ma vien fatto tutto sempre di corsa ed alla fine rimane la pressione sui tecnici che, sotto pressione,magari l'errore finiscono per compierlo e quando un errore c'è può anche capitare che sia un errore che si somma a tutta una serie di circostanze fortuite per cui a volte ci resti secco.Una volta non indossavo il casco,nemmeno scarpe antinfortunistiche,mai accaduto nulla ma oggi,se ti crollano in testa tonnellate di ferro anche se ce li hai ed un ispettore ti ha visto, non ti salvi se tutto ha deciso di andar male.

Insomma,in questa ricerca della sicurezza paradossalmente mi sembra che siamo tutti meno sicuri.Son solo considerazioni le mie,non do giudizi,non do ricette e non do condanne.The show must go on,dispiace per i ragazzi morti,per le loro famiglie,per i feriti,resta amarezza ed incredulità per come il più bel lavoro che c'è ogni tanto ci presenta il conto;dopodomani si riparte e un nuovo Pass All Area si aggiungerà a tutti gli altri alla fine di questo ennesimo tour.
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Faccio questo mestiere da una vita anche se in modo professionale son circa vent'anni.Come tutti quelli che fanno questo mestiere alla base di tutto vi è la passione.Per gioco e per passione cominciai all'età di sedici/diciassette anni.Pare un altro mondo quello di allora.Iniziai per gioco,mi misi...
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05/03/2012 12:48:17
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Commenti

  1. VelenoBG 05 marzo 2012 ore 12:59
    Ciao, il perchè succedono queste cose lo hai scritto tu all'inizio

    Erano bei tempi in cui giocando e divertendomi imparai un mestiere che ancora non sapevo sarebbe stato il mio lavoro.

    Credo che proprio perchè per te era un divertimento che ti procurava quei primi guadagni per una pizza e qualche divertimento extra non c'era tutto un mastodontico circo dietro: montare veloce, prove cantanti concerto smontare di corsa caricare i camion ripartire per un'altra città rimontare ripartire.
    E' lo specchio del mondo che ci circonda dove si deve fare tutto alla svelta, perchè se perdi tempo perdi denaro.
    Per fare le cose bene ci vuole tempo e noi viviamo troppo di corsa...non mi piace questo mondo.
  2. demonio 05 marzo 2012 ore 15:51
    piace sempre di meno anche a me.Purtroppo però è quello in cui dobbiamo vivere nella speranza che possa cambiare.

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