FB,Tweetter e la società del nulla che mangia la libertà

23 dicembre 2013 ore 11:18 segnala
Le due forme di comunicazione di moda in questo momento sono ovviamente Facebook e Twitter.Chi non ha un account li?Io!Va beh,sorvoliamo sui tanti motivi per cui non partecipo a questa follia collettiva mentre prendiamo in considerazione ciò che è accaduto ad una signora statunitense che,prima di partire per una vacanza in Sudafrica,pensa di scrivere una battuta su Twetter. Bene,questa prende,parte,atterra in Sudafrica e scopre che quella frase idiota, scritta magari con l'intento di fare solo una battuta e che ha fatto il giro del mondo,ha scatenato un putiferio e,come risultato ha prodotto il suo licenziamento!Personalmente penso che tutto ciò sia assurdo!Qui l'articolo

Lasciamo stare il contenuto del messaggio.Credo sia irrilevante ciò che vi fosse scritto mentre quel che è rilevante è che siamo arrivati al punto che per esprimere nemmeno un opinione ma una battuta si viene condannati e che, con buona pace dei detrattori del nostro quasi ex articolo 18 si può venire licenziati per ciò che si pensa. Un pò come quando Fantozzi pensando che il megadirettore era uno stronzo non si era accorto che il suo pensiero era apparso tra le nuvole e tutti,compreso il vicedirettore stronzo lo avevano visto.
Parliamoci chiaro: qui siamo ad un passo dal rischio concreto di grande fratello in cui qualsiasi cosa tu scriverai potrà essere usata contro di te. Questi casi ormai sono all'ordine del giorno.

Non importa che tu scherzi.Non importa il contesto,il chi e il come la dice una cosa.Non importa nemmeno vivere in paesi che si dicono democratici e le cui costituzioni "garantiscano" la libertà di parola e di pensiero.Non importa nulla.Se un domani io ricoprissi che so, un ruolo importante e qualcuno si mettesse a leggere i miei post troverebbe spesso delle frasi che esprimono solo la mia rabbia e la mia delusione contro una umanità che ritengo ingiusta. Il fatto che vi sia questo presupposto e che io dica spesso che se potessi la sterminerei basterebbe a farmi passare per un potenziale terrorista psicopatico con manie pluriomicida. Nessuno guarderebbe il resto ma solo quelle frasi.Verrei stroncato immediatamente e messo alla gogna mediatica non potendo esser messo come Fantozzi nell'acquario.

Questa cosa è terribile eppure nessuno sembra accorgersene. In un mondo iperconnesso in cui le informazioni la fanno da padrone scopriamo che certe informazioni c'è chi le usa in modo drastico mentre la massa continua incosciente ed inconsapevole, stretta in un torpore universale a scrivere cose inutili del tipo vado in bagno,faccio colazione ,esco a cui seguono degli inutili mi piace di condivisione. Tutti sanno cosa fanno tutti, tutti condividono ma pochi ragionano.Pochi realmente sono informati e, mai come ora le nostre democrazie faticosamente conquistate stanno di fatto perdendo la propria forza.Io non so cosa sia successo in questi ultimi trent'anni ma sono davvero allibito da quel che vedo ogni giorno.

E' da poco passata,tra l'altro,una devastante legge che consente alla Autority delle comunicazioni(attenzione...non ad un tribunale...)di poter chiudere a sua discrezione qualsiasi sito internet che venisse segnalato e ritenuto illegale o i cui contenuti non fossero approvati.In parole povere un giornalista o un blogger scomodo potranno venir cancellati dal web senza che nessuno vi si possa opporre.Qualcuno se n'è accorto? Nulla di nulla eppure è un altro pezzetto di libertà che se ne va. Continuiamo così che andiamo alla grande!!Evidentemente la conclusione di tutto ciò è che, o siamo diventati tutti scemi (e gli indizi sono tanti) oppure smaniamo dalla voglia di cliccare semplicemente su mi piace
aae613c1-8e72-430f-a460-0e9905513541
Le due forme di comunicazione di moda in questo momento sono ovviamente Facebook e Twitter.Chi non ha un account li?Io!Va beh,sorvoliamo sui tanti motivi per cui non partecipo a questa follia collettiva mentre prendiamo in considerazione ciò che è accaduto ad una signora statunitense che,prima di...
Post
23/12/2013 11:18:49
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Commenti

  1. dealma 23 dicembre 2013 ore 16:39
    maggiori sono le possibilità, maggiori i paletti. Se un tempo uno aveva voglia di fare una battuta razzista, quella restava nell'ambito in cui la pronunciava. Se l'ambito si amplia, allora la tua "battuta" assume un peso molto diverso.
    La libertà non è poter dire o fare tutto ciò che ci va. Soprattutto se il nostro "potere" (considero potere anche il poter raggiungere un uditorio molto ampio) è grande.
    Io penso che sia importante imparare a distinguere tra la libertà di parola e il criterio. Se uno non ce l'ha, allora glielo imponi. Sulla misura in cui questo vada imposta, ecco lì si situa la legge.
    Justine Sacco tra l'altro ricopriva un certo ruolo (P.R.! Ovvero la faccia delle aziende che rappresenta) e probabilmente era partita per un viaggio di lavoro. Ecco il perché del licenziamento. Se lei fosse stata una operaia razzista che andava a farsi una vacanza, probabilmente il putiferio non sarebbe scoppiato.
    Personalmente io evito di pubblicare alcunché possa entrare in collisione col mio ruolo lavorativo, che ritengo molto delicato. Mi pongo da me i miei paletti.
    Una tizia che posta tweet cretini dopo aver bevuto è cretina. E da che mondo è mondo se fai una cretinata, prima o poi, molto o poco, la paghi.
    Dobbiamo imparare nuove misure, a mio parere.
    È lì che si pone la libertà.
    E devo dire che la battuta finale che le hanno fatto è da premio Oscar!
    "Non sei abbastanza bianca da non venire licenziata. Benvenuta in Africa!" :many

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.