Frammenti di memoria

29 ottobre 2009 ore 10:40 segnala
  Frammenti di memoria da un passato sempre più lontano e sempre più sbiadito. Ricordi di una prima infanzia che emergono portando emozioni quasi dimenticate. E' bastato scendere giù in cantina a cercare un libro che,tra lo spostare di un pacco e il togliere altre cianfrusaglie è riemerso lui,il vecchio cestino azzurrino mio di quando bambino ancora ”straniero” venni mandato all'asilo. E' bastato rivederlo per far riemergere memorie,suoni,odori da questo passato così tanto diverso da questo nostro presente.


Forse appartengo all'ultima generazione che ha abbracciato due epoche tanto differenti. La generazione di carosello e di un mondo ancora molto contadino. Nacqui in Svizzera e fu come nascere su un altro pianeta: tutto perfetto,pulito,ordinato e il ricordo di lunghe passeggiate con mia madre sul lago a guardar cigni. A cinque anni invece venni portato in italia,al paese di mio padre. Un altro mondo. Una continua scoperta ma anche tanti piccoli primi dolori.


Ricordo il vicolo della casa di mio nonno,stretto,a stento ci passava la 500 di mio zio.Ma ci passavano bene ed ancora ve n'erano molti i muli disseminando la strada qui e la di ricordi. Strada di pietra: quando pioveva aveva un odore forte. Ogni tanto vi ci trovavi qualche gallina. Molte case avevano delle stalle da cui mentre camminavi emergeva la testa di un mulo,di maiali e di gabbie con conigli. Era tutto aperto. Si conoscevano tutti anche se fra loro vi erano tanti odi reciproci. Si percepiva ciò da piccoli strattoni ricevuti quando ci si soffermava in qualche angolo.


Anche mio nonno aveva il suo mulo(o mula...boh) e ricordo che era imponente ai miei occhi.Ne avevo paura.Il rumore degli zoccoli sulla pietra.Mio nonno li sopra sembrava altissimo. Ricordo l'odore della stalla,fieno,le botti del vino,l'orto,l'odore di muffa e di legno umido.Ricordo che giocando correvo e caddi forse inseguendo una gallina. Mi sbucciai un ginocchio. Incredulo guardavo uscire il sangue e la vicina di casa che mi diceva di pisciarci sopra per disinfettarla. Completamente un altro mondo in cui, altri bambini, molto più smaliziati di me,si prendevano gioco di questo ingenuo svizzerotto che stava imparando l'italiano e al contempo cercava di adattarsi a tutte queste novità


Un anno sarebbe durata quella vita,poi mio padre prese casa qui in città. Mio nonno di li a poco sarebbe stato vittima di una malattia degenerativa e in capo a pochi anni sarebbe morto. Ricordo che era Settembre,decisero di mandarmi all'asilo. Mi comprarono quel cestino azzurro e mi ci misero dentro la merenda. La mettevano tutti i giorni ed io non la mangiavo mai. La mangiava qualcun altro. La maestra se ne fregava. E un giorno finalmente lo vidi. Gli spaccai in testa il cestino.Gli feci un gran male,forse gli ruppi il naso...non ricordo...ricordo che venni cacciato perchè dissero che davo fastidio ed ero irrequieto.Che gli altri per un mese mi rubarono la colazione fu solo un dettaglio...

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  Frammenti di memoria da un passato sempre più lontano e sempre più sbiadito. Ricordi di una prima infanzia che emergono portando emozioni quasi dimenticate. E' bastato scendere giù in cantina a cercare un libro che,tra lo spostare di un pacco e il togliere altre...
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29/10/2009 10:40:59
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