Il giusto significato delle cose

02 maggio 2014 ore 13:30 segnala
E' una riflessione scomoda,pericolosa e probabilmente controcorrente però credo ben meditata. Trovo che troppo spesso si usino delle parole in modo affrettato e con talmente poca attinenza che finiscono alla fine per far perdere di vista il vero significato della parola stessa. Inoltre trovo che spesso,chi abusa di determinate parole non tiene conto di determinati contesti.
In questo caso mi riferisco alla parola razzismo. Il significato autentico è il voler discriminare con forme più o meno differenti una persona o più in base ad una presunta differenziazione di razza tra esseri umani.

Ora, che vi siano razze differenti è una stronzata ben conclamata da prove scientifiche inconfutabili. Se vi sono differenze somatiche tra individui esse sono solo il frutto del diverso adattamento umano alla vita in diverse zone del pianeta con climi e ambienti diversi. Punto. Ma dal punto di vista biologico siamo tutti uguali. Per cui, chiunque pretenda di considerarsi superiore in base ad una diversità razziale semplicemente è un ignorante nel migliore dei casi ed un imbecille negli altri.

Essere razzisti in tal senso è quindi una cosa talmente idiota che faccio fatica nel 2014 a credere ancora possibile che vi siano ancora oggi certi episodi e certi personaggi che operano queste discriminazioni. Il padron (ex visto che l'hanno radiato a vita) dei LA Clippers o la banana tirata ad Alves o all'ex ministro italiano sono episodi che tutti,allo stesso modo, dimostrano quanta ignoranza vi sia in certe persone. E questo è il dato veramente allarmante. L'ignoranza poteva essere giustificabile cent'anni fa con larga fetta di popolazione non istruita ma oggi?

Comunque questa premessa lunga serviva per introdurre quello che secondo me va distinto dal razzismo e che non c'entra nulla se lo si fa con l'onestà intellettuale di chi esprime un opinione o fa una battuta senza per questo voler affatto discriminare nessuno. Ovviamente mi riferisco all'enorme polemica seguita alle dichiarazioni di Villaggio che, a mio avviso sono state attaccate in maniera feroce ma del tutto in maniera immotivata.

Credo che, un conto è discriminare ed un altro è, esprimere un opinione che, è suffragata dalla storia pur con tutta una serie di se e di ma. Ora, dire che la cultura europea è superiore non credo sia voler essere razzisti ma solo prendere atto di un dato di fatto. Si, vero che nel mondo vi sono culture differenti ed importanti ma onestamente la cultura sudamericana o nordamericana,quella africana o quella delle steppe asiatiche non possono certo vantare una storia ricca come la nostra. Non hanno prodotto Platone o Aristotele,non vantano Dante e Shakespeare, non Da Vinci e Michelangelo,non hanno prodotto significativi passi in avanti in scienza,arte e tecnologia. E' un dato di fatto.

Posso semmai paragonare la cultura europea con quella cinese ed orientale in genere che, al pari della nostra, spesso viaggiando su binari storici paralleli al nostro ha prodotto (anche se magari tanti non lo sanno) altrettanta cultura,ricchezza e varietà. E' indubbio che sono due culture differenti ma egualmente grandi. Affermare ciò è essere razzisti verso il resto del mondo? Non credo se non lo si fa con dolo e secondi fini. E' come dire che la cucina italiana è superiore. Può piacere o no ma essa lo è perchè varia come nessun altra(tranne la cinese che di nuovo ci eguaglia) ed affermare che sia nel complesso migliore di quella ghanese o senegalese non è razzismo ma solo un dato di fatto.

Insomma, la parola razzismo credo vada usata per stigmatizzare e condannare i comportamenti realmente pericolosi, discriminatori e soprattutto quelli violenti nei confronti di chi non ha nessuna colpa se non quella di apparire diverso ma in questi tempi la sento usata a sproposito. Ed il rischio come dicevo è che finisca per perdere quella forza che solo il significato autentico ha. Se tutto diventa razzismo alla fine nulla è razzismo.

In conclusione credo che sostenere che apparteniamo ad una cultura superiore sia una cosa ma che ciò non significa che noi,solo per questo siamo superiori. Probabilmente un keniota che giunge in Europa con 4 lauree che parla sei sette lingue è egli si superiore ad uno come me ma è indubbio che uno così , ha nel suo bagaglio culturale sicuramente tutto ciò che di buono ha espresso la vecchia Europa ed egli stesso ne entra a far parte portando anche la sua cultura che nel frattempo arricchisce la nostra ed arricchisce se stesso perchè, compito di ogni essere umano è di tendere al meglio. Per cui, far finta che non sia così è si ipocrita.
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E' una riflessione scomoda,pericolosa e probabilmente controcorrente però credo ben meditata. Trovo che troppo spesso si usino delle parole in modo affrettato e con talmente poca attinenza che finiscono alla fine per far perdere di vista il vero significato della parola stessa. Inoltre trovo che...
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02/05/2014 13:30:26
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Commenti

  1. dealma 02 maggio 2014 ore 19:38
    forse l'errore fondamentale sta nella scelta di "superiore" come aggettivo. Perché include l'esistenza di una inferiorità altrui.
    Per il resto posso concordare (anche se penso che andando a vivere in Groenlandia la cultura inuit si rivelerebbe nettamente superiore a quella europea in mio possesso, Platone e Aristotele inclusi!)
  2. demonio 04 maggio 2014 ore 13:42
    Beh, credo che basta usare l'aggettivo in maniera neutra ma per farlo bisogna prima di tutto capire la differenza tra il valore assoluto di una cultura e la non esistenza di alcuna superiorità razziale. Per me non è difficile.
  3. dealma 04 maggio 2014 ore 14:24
    un aggettivo non è mai neutro, per natura. Proprio perché indica qualità. Per te non è difficile perché la vedi così, ma nella comunicazione è importante considerare anche altri punti di vista ed evitare ogni possibile ambiguità. :-)
  4. demonio 07 maggio 2014 ore 14:21
    Certo,ma proprio per questo bisogna affrontare certi argomenti in maniera neutrale basandosi su dati di fatto.Ciò naturalmente non deve essere un pretesto per sopraffare l'altro.Quello sarebbe invece un modo per dimostrarsi inferiori. Ad esempio, a mio avviso, l'attuale cultura occidentale è decisamente inferiore alla nostra cultura del passato.Ha da tempo smesso di essere propulsiva della società ed è di fatto una cultura individualista basata sull'effimero. In questo momento storico trovo che se devo applaudire ad una cultura superiore mi devo rivolgere a quella sudamericana o nordeuropea.Insomma, come ho detto si tratta di tendere al meglio con obiettività mettendo da parte inutili campanilismi.
  5. dealma 07 maggio 2014 ore 20:31
    su questo concordo pienamente
  6. demonio 10 maggio 2014 ore 12:54
    :batacin

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