Il titolo sbagliato

11 dicembre 2011 ore 16:28 segnala
Da sempre penso che certe notizie non dovrebbero essere date. Oppure ,se le si vuol proprio dare,penso che dovrebbero assumere un carattere neutro. Invece il più delle volte vengono enfatizzate e,da fatti di cronaca diventano fatti di costume,di opinione e di speculazione. Non lo sopporto. Trovo fastidiosa questa morbosità che porta lettori e spettatori ad appassionarsi per dei casi che invece meriterebbero il rispetto del silenzio. Ed invece no,si intervistano persone ignare per fare domande stupide,si assediano le famiglie delle vittime o dei presunti colpevoli e si compiono processi mediatici che alimentano il desiderio di giustizialismo. Tutti ad emettere le proprie sentenze,intere trasmissioni dedicate a fatti di cronaca con girandole di presunti esperti e plastici. Da vomito.

E da vomito è quello che è accaduto a Torino dove una ragazza si inventa uno stupro e senza che nemmeno si dia il tempo alla giustizia di verificare i fatti per svolgere le proprie indagini inizia da subito il processo mediatico. Che come sempre in questi casi è fatto per fare in modo che la notizia si autoalimenti. Fateci caso: nei fatti di cronaca ,anche quando i fatti sono appurati,non sentirete mai dire preso o ricercato un bianco biondo con gli occhi azzurri se il presunto colpevole è semplicemente un comune delinquente nostrano. Ma,se poco poco,c'è solo il sospetto che non sia nostrano ecco allora porre l'accento sulla nazionalità o l'etnia o il colore della pelle. E' la benzina gettata sul fuoco da una stampa becera e spesso razzista che nei fatti di cronaca evidenzia sempre e solo il presunto “diverso”,l'anomalia e fa leva prima sulla morbosità della gente e poi sul giustizialismo di gente che certo non riflette.

E così avviene che al processo mediatico magari segue la sentenza popolare che armata di bastoni in mano a degli imbecilli mette a ferro e fuoco un campo rom estraneo alla vicenda. Non è accaduto nulla di tragico(a parte baracche incendiate) ma poteva scapparci il morto,magari bambini. Dettagli. Posso capire il desiderio di giustizia che è ben altra cosa rispetto al giustizialismo. Desiderare una giustizia rapida e giusta è un conto ma sfogare le proprie frustrazioni è da idioti. In questa vicenda ne sono venuti alla ribalta parecchi. La ragazza in primis quindi il fratello e la stampa ed infine quel nutrito gruppo di persone che ha fatto il raid. E' un ennesimo esempio di come in questo paese ci meritiamo di essere trattati da idioti. Nessun alibi.

Mi sono stancato degli alibi. Siamo un popolo in cui l'idiozia la fa da padrona,un popolo che ha perso la dignità,buono solo a scaricare sempre le colpe sugli altri,soprattutto sugli stranieri ma mai su se stesso. Quale vento di cambiamento ci potrà mai essere in una nazione del genere? Mi vengono i brividi se solo paragono tutto ciò alla dignità che hanno dimostrato gli svedesi nel trattare il caso di quel imbecille che,in nome di una guerra santa ,si è messo ad ammazzare la gente. Quanto abbiamo da imparare se solo lo volessimo. Ma noi non lo vogliamo e ci meritiamo quel che abbiamo.
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Da sempre penso che certe http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/433907/non dovrebbero essere date. Oppure ,se le si vuol proprio dare,penso che dovrebbero assumere un carattere neutro. Invece il più delle volte vengono enfatizzate e,da fatti di cronaca diventano fatti di...
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11/12/2011 16:28:58
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