L'ovetto, quando ancora si rammendavano i calzini!

09 ottobre 2014 ore 13:06 segnala

Ancora rido per il racconto che una mia amica mi ha fatto stamattina.Ed immaginavo la sua espressione! Era in un negozio di casalinghi e cercava uno di quegli oggetti che, mi rendo conto, probabilmente i giovani nemmeno conoscono e che forse solo le generazioni dai quaranta in su conoscono ed hanno usato ovvero quell'ovetto che si usava infilare nei calzini per rammentare il famoso buco!

Ed in effetti la commessa le dice: no, i calzini non li rammenta più nessuno!A meno che...non serve per altro!
E guardandola negli occhi, come solo certe commesse sanno fare le dice: dovresti provare le palline da ping pong...le trovi nei negozi sportivi!


E subito mi è tornata in mente la scena del musicall tratto dal film Priscilla in cui Chintia a mo di caricatore inserisce le palline nel suo "cannone" personale per poi "spararle" sugli avventori del locale di Broken Hill!Ed ho immaginato che evidentemente la commessa era una fans del musicall o del film ed aveva copiato la scena consigliando alla mia amica di fare altrettanto!



Ora, al di la di tutta la comicità della situazione in cui si è trovata la mia amica rimane comunque una riflessione seria su come sia profondamente cambiata la nostra società dove ormai tutto è usa e getta. Nulla è fatto per durare nel tempo.Una volta si riparava tutto, dai calzini alle sedie piuttosto che i vestiti. Le cose avevano un valore ed averle significava anche essersele conquistate.
Guardavo un programma su LaEffe l'altro giorno(mi sa che solo io guardo questi canali!)in cu per contro si parlava di Shanghai(città davvero affascinante in cui mi piacerebbe andare un giorno) dove invece ancora si ripara di tutto, addirittura per strada!Vi sono interi quartieri di riparazioni all'istante!

Qui invece siamo entrati in un era in cui tutto è effimero.Le apparecchiature elettroniche seguono il ciclo dell' obsolescenza programmata(in Francia hanno proposto di renderla reato e non sarebbe male!),le auto passano con la scusa dell'inquinamento da un euro x ad un euro y per costringere gli utenti ad aver sempre nuovi modelli e i vestiti se non sono all'ultima moda finiscono nel dimenticatoio. A un euro trovi calzini scadenti che semplicemente butterai...ripararli?Non conviene. Salvo poi riflettere sulla convenienza di questo modello di sviluppo e di vita in cui, ormai non resta che buttare anche l'uomo, magari sostituito da futuri androidi che non devono essere pagati, che non chiederanno ferie , non si ammaleranno, a cui non servirà l'articolo 18, non sciopereranno mai e lavoreranno 24 ore al giorno!
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« immagine » Ancora rido per il racconto che una mia amica mi ha fatto stamattina.Ed immaginavo la sua espressione! Era in un negozio di casalinghi e cercava uno di quegli oggetti che, mi rendo conto, probabilmente i giovani nemmeno conoscono e che forse solo le generazioni dai quaranta in su cono...
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09/10/2014 13:06:33
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Commenti

  1. Kappa72 09 ottobre 2014 ore 14:55
    Questo modello di sviluppo, se sviluppo vogliamo chiamarlo, non mi piace.
    Va da sè quindi che mi piace assai il post. Ciao Demonio :-)
  2. demonio 09 ottobre 2014 ore 15:03
    E come immagino hai capito non piace nemmeno a me!Per il resto che dire?Grazie per aver apprezzato il mio tentativo di riflettere sorridendo!Ciao Kappa72! :poeta :ciao
  3. cignonero999 09 ottobre 2014 ore 15:12
    La situazione è molto...comica e il post è davvero carino. Dovremmo tutti smettere di consumare velocemente e correre e volere qualcosa di nuovo.
    Fermarci e tirare un bel respiro...fermarci.
  4. demonio 09 ottobre 2014 ore 15:24
    Si, ovviamente concordo con te.Poi certo, ancora sorrido per la situazione in cui si è trovata la mia amica!Pensa fosse capitato a te!Chissà che avresti detto! Che poi ripenso a quando è capitato di esser fuori per lavoro e di usare quei kit che danno in certi alberghi per ricucire...ma l'ovetto non lo davano però!
  5. cignonero999 09 ottobre 2014 ore 15:33
    L'ovetto è una cosa da massaie esperte... io ne ho uno ma devo confessare che i calzini non li rammendo... Bella anche la foto del cestino da cucito :)
  6. demonio 09 ottobre 2014 ore 15:37
    Ormai farà parte anche lui delle nostre vecchie cose da collezione, da inserire tra un gettone telefonico, un mangianastri e i Quindici! :ok
  7. cignonero999 09 ottobre 2014 ore 16:06
    Senza troppa nostalgia che mi fa sentire...vecchissima!!!!
  8. SuorPinocchia 09 ottobre 2014 ore 17:07
    Simpatico scritto.. ma la riflessione nasce spontanea...
    Mi hai riportato di qualche anno indietro quando guardavo mia mamma cucire.
    Le faceva la 'magliettaia' lavoro che ai giorni nostri non esiste nemmeno piu.
    Con le matasse della lana e una macchina gigantesca dava vita a maglioni stupendi.
    Ma era una vera artista dei rammendi.
    Le calze non le buttava mai. Sapeva rammendarle cosi bene che nemmeno con la lente di ingrandimento riuscivi a capire dove si era strappata.
    I calzini nelle sue manine magiche tornavano come nuovi.
    Dalle gonne smesse ricavava dei grembiuli per cucinare.

    Con i tovaglioli creava delle tovaglie da collezione.

    con le tovaglie e i lenzioli lisi faceva panni per spolverare.

    aggiustava tutto cio che poteva essere aggiustato con ago e filo.

    Quella era l'arte di chi aveva pochi soldi e non poteva permettersi l'usa e getta.

    Ha tentato di insegnarmi a rammendare.. a cucire... ma ahimè sono negata...per cui mi sono adeguata e se un calzino lo trovo bucato lo butto.. ma lo faccio solo perchè non sono capace...

    Comunque come dice un vecchio proverbio..

    'di necessitò virtu'

    se ci fosse meno benessere il riciclaggio tornerebbe di moda...

    secondo me eh :-)))

    I miei ossequi al demonio :parmalat
  9. demonio 09 ottobre 2014 ore 20:23
    @cignonero999 ma no, al massimo in fondo noi siamo dei vecchi ragazzi! :hoho :-)))
  10. demonio 09 ottobre 2014 ore 20:28
    @SuorPinocchia si,lo credo anche io che se la situazione lo richiedesse veramente molti di noi inizierebbero ad arrangiarsi cambiando o modificando gli stili di vita.
    Comunque grazie a te per questo spaccato di vita quotidiana del passato! :-)

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