Laureati e cultura:come ti creo un ignorante

06 febbraio 2008 ore 13:29 segnala
Se l'italia è questa,è inutile parlare di classe dirigente,di politica e di qualsiasi altro argomento che presupponga un minimo di cultura.

Leggendo questo articolo su repubblica on line (http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scuola_e_universita/servizi/laureati-analfabeti/laureati-analfabeti/laureati-analfabeti.html

)che appunto parla di come in questa disastrata italia, i nostri laureati ,sono ignoranti ed analfabeti,non si può far a meno di pensare che tutto ciò è davvero assurdo se guardato con un minimo di logica e senso della vergogna. Ma temo che tutto ciò sia il risultato di anni ed anni di politiche “sbagliate apposta” ovvero politiche che senza una apparente evidenza tendevano proprio allo sfacelo della scuola. Lo scopo finale doveva necessariamente essere quello di creare una generazione silente e malleabile,proprio perchè incapace di comprendere.


Gente che non ha mai letto un solo libro,che al massimo sbircia i titoli sulla gazzetta dello sport,gente che crede che la cultura sia una perdita di tempo.

A quanto pare ci sono riusciti e ci sono riusciti benissimo. Esempi al riguardo ce ne sono tantissimi,ma basta semplicemente pensare all'invenzione dei crediti per cui tanti insegnanti protestarono e rimasero chiaramente inascoltati!! Ma la stessa improvvisa esplosione di diplomi “comprabili” con formule del tipo tutto in un anno e ti diamo il diplomino...

E la tendenza a finanziare sempre più questi istituti privati a scapito della scuola pubblica hanno chiaramente delineato ciò che si voleva evidentemente raggiungere:creare ignoranza diffusa ed una inconsapevolezza di se stessi.In altre parole la costruzione di una bella massa di caproni!


Se poi si aggiunge la costante precarizzazione degli insegnanti e la loro demotivazione...beh,si vede come la scuola di oggi non sia nemmeno una lontana parente di quella in cui le generazioni a me vicine, hanno studiato . Certo,non che vent'anni fa le scuole non avessero problemi:li avevano anche allora,ma era quello l'inizio della fine,ovvero determinate scelte di allora preparavano il terreno a ciò che avvenne poi. Un altra grande “dimenticanza” fu quella di non portare la scuola italiana e soprattutto l'università a fare quel balzo in avanti per cui la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica dovevano essere punti fermi. Se ricordate la riforma Moratti del precedente governo vi accorgete di come l'imput sia proprio quello di andare in un opposta direzione con il “declassamento” di fatto degli istituti tecnici. E fondi...manco a parlarne!


Insomma,con tutte queste premesse,queste manovre costanti,la creazione di modelli vincenti che puntassero solo sull'immagine,sul guadagno facile e l'ostentazione,si è arrivati pian piano a creare nuove generazioni di teste vuote,poco pensanti e poco inclini a considerare il sapere e la cultura qualcosa di necessario per il proprio benessere. Guardando a tutto ciò devo dire che la mia scelta di non iscrivermi mai ad una facoltà la ritengo oggi ancora più giusta:non avendo una laurea,sulla carta sono inferiore a qualsiasi dotto dottore;questi ultimi dovrebbero rappresentare il top nella cultura. Oggi so che non è così(beh...è un po' di anni che lo so veramente) e quindi son contento di aver rinunciato ad un pezzo di carta,aver risparmiato danaro ed aver conservato intatta la mia voglia di imparare e progredire giorno per giorno. Mi dispiace solo che questo paese sta regredendo a tutti i livelli ed in tutti i settori e che nemmeno le nuove classi dirigenti saranno in grado di capire ed intervenire.

8781202
Se l'italia è questa,è inutile parlare di classe dirigente,di politica e di qualsiasi altro argomento che presupponga un minimo di cultura. Leggendo questo articolo su repubblica on...
Post
06/02/2008 13:29:59
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.