Per chi ha la pazienza di leggere...( 1 )

20 marzo 2007 ore 21:52 segnala
Quello che rimane è il "Coraggio" Conversazione con G.U. Krishnamurti D: Posso chiederti una cosa? U.G.: Si, prego. D: Perché abbiamo dentro di noi questa necessità di cambiamento, che non riguarda necessariamente il mondo attorno a noi, ma piuttosto il nostro sè interiore, e che cerchiamo di attuare attraverso la meditazione, lo yoga e tutte queste cose. U.G.: Perché fate tutto ciò? D: Per vedere se trovo le risposte ...... U.G.: A che scopo? Volete cambiare qualche cosa? D: Questo è il punto, si. Perché vogliamo cambiare? Cosa c'è in noi che vuole questi continui cambiamenti? Perché non possiamo essere soddisfatti? U.G.: Voi siete insoddisfatti di voi stessi, prima di tutto. SI. D: Non in modo cosciente, ........ è una cosa buffa. Mi sento bene, ho ben poco da lamentarmi, eppure ..... U.G.: Eppure segui tutte queste tecniche. Non vedi il paradosso. Evidentemente non sei così contento e soddisfatto come dici di essere. D: Questo è vero. U.G.: Qualche cosa in te determina che non tutto va bene. Questo ti spinge a desiderare un cambiamento. Cos'è responsabile per questa richiesta di cambiamento? Questa è la mia domanda. La cultura, la società, ti hanno posto davanti questa richiesta di cambiamento dicendo che tu dovresti essere come questo, o che dovresti essere come quello. Capisci? E tu hai accettato questi modelli. D: Non mi sembra di avere l'immagine di una persona o di una cosa a cui mi sforzo di assomigliare. Quello che sto cercando di scoprire, è se c'è qualche cosa di più dentro di noi? U.G.: No. La richiesta di maggior . .... D: Parlo di cose interiori...... U.G.: Non è questione di interiore od esteriore. Quello che sto cercando di dire è che c'è una sensazione, il sospetto, che ci sia qualche cosa di più interessante che tu possa fare, qualche cosa che faccia si che la tua esistenza diventi più piena di significato, più pregnante. Questa è la richiesta, vedi. Questo è il motivo perché ti trovi con questa mancanza di pace. Sei senza pace a causa di questa spinta che c'è in te, la quale a sua volta ti è stata trasmessa dalla società o dalla cultura, e ti spinge a credere che ci sia qualcosa di più interessante, di più significativo di quello che stai facendo. D: E quello stato di essere noi stessi in modo più naturale non esiste? U.G.: No. D: Sono solo parole messe assieme dalla società. U.G.: Esattamente. Il tuo stato naturale è distrutto dalla richiesta che la cultura ha messo davanti a te. Allora la tua vita ti sembra insignificante. Hai provato a combattere la noia con ogni mezzo possibile.... ora hai questi nuovi giochi - yoga, meditazione, e tutte le tecniche psicologiche. D: Leggere i libri. U.G.: Leggere i libri religiosi, questo è qualche cosa di nuovo aggiunto alla lista, ma anche questo non ti ha aiutato a liberarti dalla noia. Voi siete annoiati dal vostro modo di vivere, dalle vostre esistenze, perché sono ripetitive. Prima di tutto in questa parte del mondo le esigenze materiali sono pienamente soddisfatte. Così non avete bisogno di spendere più di tante energie per la vostra sopravvivenza. Quell'aspetto, qui, è molto ben curato. Quando le esigenze materiali non sono più un problema, la domanda che sorge è molto semplice: Non c'è altro nella vita? Andare in ufficio ogni giorno, essere una casalinga che fa tutti i lavori domestici, dormire, fare sesso -- tutte queste cose --- non c'è proprio altro? Ed è questa richiesta che nasce in voi, che viene sfruttata da questi uomini religiosi. E' tutto qui? Vi domandate, e provate a riempire la vostra noia con questa serie di espedienti. Ma è una cosa smisuratamente senza senso. Potete cercare di ovviare alla noia con ogni cosa concepibile che potete immaginare, o che gli altri possono suggerirvi; ma la noia è una realtà, è un fatto. È sicuro. Altrimenti voi non fareste nulla. Sareste annoiati e basta. Semplicemente annoiati facendo le stesse cose ancora, ed ancora, senza vedere nessun senso in ciò che fate. D: Tu noi sei toccato dalla noia. U.G.: Assolutamente non toccato. Voi state cercando di liberarvi da una cosa che non esiste. Questo è tutto ciò che enfatizzo continuamente. Il problema non è realmente la noia. Voi non siete coscienti dell'esistenza della noia, sia a livello del vostro pensiero cosciente, sia a livello della vostra esistenza. E' l'attrazione che avete per le tecniche che usate per cercare di liberarvi da questa non esistente noia, che ha realmente creato il problema della noia. E queste cose non possono realmente soddisfare questa ricerca. Così questo processo va avanti all'infinito. Metodi sempre più nuovi. Tutti gli anni arriva un nuovo guru dall'India con nuovi giochi, con nuove tecniche, o qualche nuova terapia. D: Quando parliamo della coscienza. . . . . U.G.: Si, si, lo so. Voi sembrate conoscere qualche cosa riguardo alla coscienza. Ditemi prego, cosa intendete esattamente con il termine coscienza? D: Non lo so. Sto facendo a te la domanda. U.G.: Perché chiedi a me della coscienza? Non che ti voglia rispondere con una domanda. Voi avete preso quella parola "la coscienza" da qualche parte, vedete. Avete sentito qualcuno parlare dell'espansione della coscienza. D: Può essere il nostro tentativo per conoscerci meglio. Provando ad individuare il nostro stato naturale. U.G.: Il vostro stato naturale è qualche cosa che voi non avete bisogno di conoscere, dovete solo lasciare che si esprima nel modo che gli è proprio. Ma voi volete conoscere, e sottoponete ad altri le vostre domande. Il funzionamento del cuore è una cosa naturale; il funzionamento di tutti gli organi nel vostro corpo è una cosa molto naturale. Loro, (gli organi del corpo), non si chiedono neanche per un momento la domanda "Come sto funzionando?" L'intero organismo vivente, ha questa tremenda intelligenza che lo fa funzionare in modo molto naturale. Voi avete separato ciò che chiamate vita da quello stato naturale. Quello che voi chiamate vita, non ha più nessuna relazione con l'armonios o funzionamento di questo organismo vivente. Conseguentemente sorge la domanda "Come vivere?". Vedete è quella domanda che ha veramente distrutto la naturalezza nello svolgersi delle cose. Questo è il punto dove la cultura entra in gioco e vi dice: "Questo è il modo di agire e di vivere, questa è la sola cosa buona per voi e buona per la società". Volete cambiare lo stato delle cose. Vi rendete conto di cosa state cercando di cambiare? Questo è ciò che vi chiedo. D: Mi piacerebbe saperlo. U.G.: Non vedete l'assurdità di quello che cercate di fare? Tutta questa ricerca è l'inseguimento di qualche cosa che non esiste per nulla. Io faccio sempre questa similitudine. Noi tutti assumiamo che una cosa come l'orizzonte sia reale. Guardate in un punto lontano e dite quello è l'orizzonte, vi sembra reale. Ma dimenticate che è il limite della vostra capacità visiva, il limite dei vostri occhi fisici che definiscono l'orizzonte. Se cercate di raggiungerlo, anche correndo veloci, anche con un aereo supersonico, l'orizzonte si allontana. Vi scontrerete con i vostri limiti. Vi pongo un altro esempio; provare a calpestare la propria ombra. È il gioco che facevamo da bambini, provare a calpestare la nostra ombra -- tutti i bambini ci provavano correndo. Era impossibile, è il corpo che proietta l'ombra, ed il tentativo di calpestarla è un gioco assurdo. Potete correre per miglia e miglia. Conoscete la storia di "Alice nel paese delle meraviglie". La regina rossa doveva correre sempre più in fretta per poter rimanere nel punto in cui era. Vedete, è esattamente quello che tutti quanti state facendo. Correte sempre più forte, ma non vi muovete per nulla. Tutto ciò che ottenete è di ritrovarvi al punto di partenza. A voi sembra di lavorare per qualche fine, o che state avvicinandovi ai vostri obbiettivi, ma tutto ciò che state facendo non ha nessuna relazione con il naturale funzionamento di questo corpo. Voi non state agendo in modo naturale, perché l'ideale che la cultura vi ha messo davanti ha falsificato la naturalezza delle vostre azioni. Avete paura ad agire in modo naturale, perché vi è stato insegnato un modo predefinito di agire. La perfezione del corpo è un' altra di queste mistificazioni. Non sto dicendo niente contro lo yoga. Non fraintendetemi. Non sto dicendo niente contro la meditazione -- Fate yoga, meditate -- sono tutti palliativi. Se vi interessa un corpo flessibile, fate yoga. Un corpo agile è meglio di uno rigido. Se la meditazione vi dà sollievo dalle tensioni, fatela. Ma io vi sto suggerendo che è la meditazione stessa che crea tutte le tensioni. Voi prima create il problema e poi tentate di risolverlo . Va tutto bene, ma grazie a Dio non fate queste cose in modo serio. Se le faceste in modo serio sareste nei pasticci, diventereste pazzi. Se provaste a praticare questa consapevolezza tutto il tempo a livello cosciente, come anche a livello incosciente -- sareste veramente nei guai. Finireste al manicomio, cantando canzoni pazze o armoniose melodie. Potete imparare le nuove canzoni che provengono dall'India. Gli Hare Krishna suonano, cantano e sono contenti. Questo va bene, ma se tentaste di praticare questa consapevolezza guardando ogni passo che fate, sareste nei guai, non sareste più in grado di camminare. Non fatelo, camminare è una cosa meccanica. Le cose lasciate a se stesse funzionano in un modo veramente liscio e meccanico. Non dovete fare proprio nulla. Più provate a praticare la consapevolezza, maggiore resistenza create. Non vi sto dando un altro suggerimento. Vorrei solo che vedeste da voi stessi cosa state facendo. Non sto provando a liberarvi, od a coinvolgervi in qualcosa, non ho qualche nuovo prodotto da vendere. Per nulla. Non ho prodotti da vendere nè mi interessa vendere nulla. Capita che siamo qui, tutti noi, per qualche ragione -- Non so perché siamo qui -- così c'è questo scambio di idee, che è privo di significato . Non c'è nulla da discutere qui. La discussione non ha senso, perché l'oggetto o lo scopo di una discussione sarebbe capire qualche cosa. Ma questa discussione non è il mezzo per comprendere nulla. Ultimamente quello che enfatizzo tutto il tempo è: "Guardate qui, non c'è nulla da comprendere". Se afferrate questo, cioè che non c'è nulla da capire, tutte queste conversazioni diventano prive di senso. Così voi vi alzate, andate via una volta per tutte. Io dico "È stato bello incontrarci, addio." (L' uditorio ride). Questo è ciò che dico tutto il tempo. "Piacere di avervi conosciuti ed addio." D: Non capiamo. U.G.: No, è esattamente ciò che dico tutto il tempo, "Piacere di avervi incontrati ed addio. Dio sia con voi, e state con Dio". Questa è una espressione spagnola -- Vai con Dio. Il vostro Dio, i vostri Guru -- state con loro. Non disturbate voi stessi senza motivo. Vivere sperando e morire sperando. E nel caso accettate la teoria della reincarnazione, sperare di rinascere. Una nascita è già abbastanza brutta. Perché dovremmo voler rinascere? Noi possiamo risolvere questo problema una volta e per sempre, ed iniziare a vivere -- con quel poco che ci è lasciato. Non preoccupatevi del mondo e della pace nel mondo. Se la domanda di come essere felici è superata, allora iniziate a vivere vedete, non curatevi della felicità. Essa non esiste, la felicità non esiste affatto. Più la cercate, più la desiderate, più resterete infelici. La ricerca e l'infelicità vanno insieme. D: Non credi che ciò che dici vada contro tutto quanto è rappresentato dalla religione, dalla società e dalla cultura? U.G.: Cultura e tutti i sistemi di pensiero. D: Struttura, sistemi, tutti i sistemi ....? U.G.: Tutte le strutture di pensiero, siano filosofiche, religiose,&nb sp; materialistiche.. ...... D: Non pensi che sia negativo? non perché lo dica io, ma la gente dice........ U.G.: Perché dici che è negativo? Ascolta .... D: .....Perché la gente lo dice. U.G.: La gente lo dice perché è una facile scappatoia per loro. Voi dimenticate una cosa. Tutti gli approcci che l'uomo ha inventato ed usato per secoli, non sono serviti a nulla. Essi non hanno prodotto i risultati che ci avevano promesso. E voi andate avanti ancora ed ancora, sperando che, in qualche modo, attraverso qualche miracolo, attraverso il così detto approccio negativo, riuscirete a raggiungere i vostri obbiettivi. Voi avete la speranza di riuscire e la speranza vi fa andare avanti. Non lasciatevi coinvolgere in questa dicotomia che vi trascina tra il positivo ed il negativo. I vostri obbiettivi sono sempre positivi. Siccome avete fallito attraverso i vostri sforzi, avete cominciato a guardare a questo così detto approccio negativo. Ma entrambi funzionano solo nell'ambito del pensiero. Quello che suggerisco è: guardate, i vostri tentativi non vi hanno portato ai risultati desiderati, ed io vi sto dicendo perché non hanno funzionato. Vi sto dicendo dove e perché vi siete bloccati. Ma immediatamente voi girate la questione e dite "Il mio approccio è negativo." Non è affatto negativo. Vi sto mostrando l'altra faccia della medaglia, per neutralizzare i vostri argomenti, non con il desiderio di fare prevalere il mio punto di vista, o di testare l'approccio negativo. Le vostre mete sono mete positive, non importa quale approccio adottate, sono comunque positive. Voi potete anche chiamarlo approccio negativo, ma è comunque positivo. Voi dovete essere estremamente chiari riguardo al vostro obbiettivo. Quello che sto provando ad enfatizzare è che l'obbiettivo deve andarsene. D: Nel tuo caso l'hai abbandonato? U.G.: Non ha senso! L'obbiettivo, non ha nessun senso. La mete che avete posto davanti a voi non hanno nessun senso perché hanno prodotto solo pene, lotte, e dolore. Voi state usando la volontà e come dicevo prima, la volontà ha certi limiti, non potete usarla oltre un certo limite. L'uso della vostra volontà, assieme agli sforzi che fate, producono qualche tipo di energia che vi serve per afferrare e fronteggiare questi problemi; ma è una cosa davvero limitata. L'energia che producete è solo un' energia nata dall'attrito. La volontà crea la tensione e la tensione vi dà qualche sorta di energia. Ma quell'energia non può durare a lungo, così voi vi ritrovate al punto di partenza. D: Penso che anche tu sei d'accordo nel dire che l'intera civilt&agra ve; occidentale cristiana è basata sul conseguimento di una meta. U.G.: Perché solo la civiltà occidentale? Tutte le civiltà, tutte le culture, vi mettono davanti una meta, un obbiettivo, sia esso materiale o spirituale. Ci sono modi e mezzi per raggiungere i vostri obbiettivi materiali ma anche per quelli è necessario sforzarsi e soffrire. E voi avete imposto sopra a tutto il così ; detto: "Conseguimento spirituale." Il vostro cristianesimo per esempio, è costruito sul fondamento della sofferenza come strumento per raggiungere i vostri obbiettivi. Ma quello che resta è solo sofferenza, e voi fate grande vanto di questa sofferenza, ma siete ancora lontani dal vostro scopo, dalla vostra meta, di qualsiasi natura sia. Siccome nel mondo materiale l'obbiettivo è qualche cosa di tangibile; lo strumento che state usando per raggiungere i vostri obbiettivi materiali produce certi risultati. Se andate avanti ad usarlo con maggior forza probabilme nte raggiungerete ciò che desiderate, anche se non ci sono garanzie. Comunque questo strumento è limitato, serve nell'ambito materiale. Voi state usando lo stesso strumento per raggiungere i vostri così detti obbiettivi spirituali. Non vi è chiaro, evidentemente, che gli obbiettivi spirituali che sovrapponete a quelli materiali, nascono dalla vostra fantasia, dato che avete diviso la vita in materiale e spirituale. D: Ma noi come esseri umani siamo attivi. Dobbiamo avere qualche tipo di meta, di obbiettivo. Stai dicendo che non va bene avere ...... U.G.: Voglio che voi siate molto chiari riguardo a ciò che volete. Cosa volete? Cosa volete? Non è il volere che è sbagliato. Ma il solo modo che avete per raggiungere i vostri obbiettivi, materiali o spirituali, è attraverso lo stesso strumento, ed io sottolineo che il solo strumento che avete è il pensiero. Vedete, uno vuole essere milionario. Il milionario vuole essere miliardario, ed il miliardario desidera essere pluri miliardario. Quello è l'obbiettivo. Un uomo felice non si accontenta di essere felice, vuole esserlo sempre di più; perennemente felice...... Sicuro! voi siete felici qualche volta e infelici qualche altra. Così cercate il piacere, e volete che quel piacere sia permanente. Ed allo stesso tempo sapete che la vostra richiesta di piacere temporaneo, o permanente, vi sta dando solo pene. L'obbiettivo di ogni persona in questo mondo, sia nell'est o nell'ovest, o anche nei paesi comunisti è esattamente lo stesso. Quello che tutti desiderano è di avere il piacere senza mai un momento di pena. Essere felici senza mai sentirsi infelici. State lottando e sforzandovi duramente per raggiungere quella meta impossibile di ottenere una felicità permanente. D: Ma questo non è vero per gli anziani. U.G.: Tutti. D: Ma gli anziani, le persone con esperienza sanno che non c'è fortuna senza sfortuna. Perché non si può parlare di fortuna se non si conosce la sfortuna. Gli anziani sanno che ad ognuno spetta la sua porzione di sfortuna o di sofferenza. E non si illudono di ottenere il piacere senza il dolore, sanno bene che a volte avranno dolore. U.G.: E comunque ognuno fa il possibile per provare ad essere senza dolore, Sicuro! È proprio ciò che dico. Sia che siamo coscienti o no, questo è il modo in cui siamo tutti. Voi sapete cosa vi farà felici. D: Il paradiso. U.G.: Se raggiungete tutti gli obbiettivi che avete posto davanti a voi, il successo, il denaro, la fama, una buona posizione, il potere, allora siete felici. Nell'ottenimento di queste cose voi lottate duramente. Ci mettete una grande quantità di volontà e di sforzo. Se avete successo non avete problemi. Ma non è possibile avere sempre successo -- lo sapete no. Ma in qualche modo coltivate la speranza che a voi sarà possibile avere sempre successo. Se non riuscite, siete frustrati. Ma la speranza va avanti. Sia in ambito materiale, che in quello spirituale, c'è il desiderio di riuscire a raggiungere l'obbiettivo che vi siete preposti. Dovete darmi una mano. Non sono qui a tenere un discorso. Io chiedo sempre alla gente che viene a trovarmi di essere molto chiari circa ciò che vogliono. "Voglio questo", "non voglio quello". Va tutto bene. Se individuate chiaramente cosa volete veramente, allora riuscirete a trovare il modo ed i mezzi per arrivare alla vostra meta. Sfortunatamente la gente vuole un mucchio di cose nello stesso tempo. Così voi raggruppate tutti i vostri desideri, in un desiderio basilare, dato che tutti i desideri sono una variante di un unico desiderio. Voi negate il mio suggerimento che l'uomo vuole essere sempre felice, senza neanche un raro momento di infelicità, o vuole un piacere permanente senza il dolore, ma questo come dicevo pocanzi è fisicamente impossibile. Il corpo non può trattenere nessuna sensazione sia piacevole o dolorosa per lungo tempo. Se lo fa, distruggerà la sensibilità degli organi di percezione e la sensibilità del sistema nervoso. Nell'attimo in cui riconoscete una particolare sensazione come piacevole, subentra subito la richiesta affinché questa sensazione duri a lungo ma, tutte le sensazioni, indipendentemente dal fatto che siano più o meno intense, hanno una durata limitata. Il problema nasce quando separate voi stessi dalle sensazioni piacevoli ed iniziate a pensare come potete estendere il limite di quelle sensazioni, o dei vostri momenti di felicità. Richiedendo che una sensazione duri più a lungo della sua durata naturale, il pensiero ha creato i problemi per il funzionamento di questo corpo, e questi problemi a loro volta sono diventati problemi neurologici. Il corpo sta facendo l'impossibile per gestire questi problemi, anche se il pensiero, gli rende difficile trattare le cose nel modo naturale, per la semplice ragione che voi state provando a risolvere questi problemi a livello psicologico o religioso. Ma questi problemi sono neurologici, e se lasciate fare al corpo esso farà un lavoro migliore di quanto state facendo voi cercando soluzioni a livello psicologico o religioso. Tutte le soluzioni che ci sono, vengono dall'esterno, e le soluzioni che abbiamo adottato per secoli, non hanno portato niente di buono tranne forse un poco di sollievo. Un palliativo per aiutarci a sopportare le nostre pene. E in ogni caso non ci siamo liberati dalle pene perché pensiamo di risolvere il problema con lo stesso strumento che lo ha creato. Il meccanismo del pensiero può solo creare i problemi. Ma non può mai, dico mai, risolverli. Se il pensiero non è lo strumento per risolvere i problemi, c'è qualche altro strumento? Io dico di no! Esso li può solo creare, non può risolverli. Quando questa comprensione sorge in voi, allora capite che l'energia che c'è nel corpo, che è una manifestazione della vita, tratta ogni cosa in modo estremamente semplice, molto meglio del vostro intricato sistema di idee che avete elaborato per gestire questi problemi. D: Cioè intendi che quando hai un problema, semplicemente lo abbandoni a se stesso? U.G.: Vedi, se la metti in questo modo, sorge l'esigenza da parte della persona che fa questa domanda, di sapere come fare ad abbandonarlo a se stesso. Non puoi farlo. Puoi solo dire che lo abbandoni a se stesso. Naturalmente la domanda successiva sarebbe: come posso abbandonarlo senza l'interferenza del pensiero? Non c'è un come. Se il suggerimento di come fare vi viene dall'esterno, venite presi nello stesso circolo vizioso. Questo spiega perché tutte queste terapie così diffuse oggi, e tutti questi guru che prosperano in questo mercato dello spirito, e che vi stanno suggerendo un mucchio di tecniche, stanno solo creando un tremendo peso. Non stanno alleggerendo il carico che ci troviamo a sopportare oggi, ma anzi lo stanno accrescendo . Questi sistemi e queste tecniche non possono essere di nessun aiuto, eccetto forse un leggero effetto come palliativo, che vi aiuta per un momento a sopportare le vostre pene. Nello stesso tempo, stanno disturbando l'intera chimica del corpo senza aiutarvi a risolvere niente. D: Stanno disturbano la chimica? U.G.: Si, disturbano la chimica del corpo, e nel contempo producono ogni sorta di aberrazioni che voi chiamate esperienze spirituali. I vostri esercizi di respirazione, i vostri esercizi di yoga, le vostre meditazioni, stanno disturbando la chimica dell'organismo ed il ritmo naturale del corpo; esattamente quello che succede con tutte queste droghe che la gente prende. Voi dite che le droghe sono dannose, ma in effetti queste cose sono ancora più dannose delle droghe. Non vi sto suggerendo di prendere droghe, ma esse hanno gli stessi effetti di tutte queste terapie, psicologiche o spirituali, che vi sono fornite giorno dopo giorno. Il fatto è che queste vi danno qualche piccolo sollievo, come gli analgesici -- Voi avete mal di testa e non lasciate al corpo la possibilità di gestirlo neanche per un momento, correte fuori e comperate qualche analgesico o un aspirina, o qualche altra medicina. Esattamente allo stesso modo questi rimedi rendono difficile al corpo produrre i rimedi naturali che gli sono propri per gestire queste pene. ...... CONTINUA
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Quello che rimane è il "Coraggio" Conversazione con G.U. Krishnamurti D: Posso chiederti una cosa? U.G.: Si, prego. D: Perché abbiamo dentro di noi questa necessità di cambiamento, che non riguarda necessariamente il mondo attorno a noi, ma piuttosto il nostro sè interiore, e che cerchiamo di...
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20/03/2007 21:52:42
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