Per chi ha la pazienza di leggere...( 2 )

20 marzo 2007 ore 21:55 segnala
.....SECONDA PARTE..... Il corpo possiede in se tutti gli allucinogeni come parte del suo sistema. Esso vuole controllare le pene ed eliminarle. Però conosce solo le pene fisiche, e non ha nessun interesse nelle vostre pene psicologiche. Le soluzioni che vi vengono offerte invece, riguardano solo l'ambito psicologico, e non quello fisico. Se voi pigliate una aspirina, per esempio, questa distrugge la capacit&agrav e; del corpo di trattare il dolore in modo del tutto naturale. Non sto suggerendovi di cambiare i vostri rimedi rivolgendovi a qualche rimedio naturale come la macrobiotica o a qualche altro buffo espediente. Anche queste sono dannosi e viziosi come gli altri rimedi. D: Dicci chiaramente qual'è allora il tuo consiglio quando abbiamo un problema? U.G.: Voi non potete fare altro che creare i problemi. Create il problema ma non lo studiate. Non state trattando con i problemi. Voi siete più interessati alle soluzioni che ai problemi. Questo vi rende difficile osservare, studiare il problema. Io vi suggerisco "Guardate bene, voi non avete problemi." Voi asserite con tutta l'enfasi che potete, e con grande animosità "Guarda, io ho un problema." Va bene, hai un problema. Quel problema di cui stai parlando non è una cosa che può essere indicata e di cui si può dire "Questo è il problema". I dolori fisici sono reali. In quel caso andate dal medico, lui vi da una medicina, che può essere più o meno buona, più o meno tossica, e questa produce qualche sollievo, anche se di breve durata. Ma le terapie che questa gente vi sta fornendo intensificano solo il vostro non esistente problema. State solo cercando le soluzioni. Se ci fosse qualche cosa di vero in queste soluzioni che vi vengono offerte, il problema dovrebbe essere risolto. Ma il problema è ancora presente e voi non mettete mai in discussione le soluzioni che questa gente vi sta offrendo. Se voi metteste in discussione le soluzioni che vi sono offerte da quelli che vendono queste cose nel nome della santità, dell'illuminazione , della trasformazione, voi trovereste che in effetti non sono le soluzioni. Se fossero state le soluzioni, avrebbero dovuto produrre i risultati voluti ed avrebbero dovuto liberarvi dal problema. Ma questo non è successo. Ma voi non mettete in discussione le soluzioni perché avete questo sentimento: "Chi ci sta proponendo queste cose non puo ingannarci, non può essere una fregatura". Voi lo reputate un illuminato o un dio che cammina sulla faccia della terra. Quel dio magari può illudersi, e distruggersi, magari indulge in questo auto- inganno tutto il tempo e vi vende questa roba, questa merce scadente. Voi non mettete in discussione le soluzioni, perché in quel caso dovreste mettere in discussione anche coloro che vi forniscono queste soluzioni. Ma voi siete convinti che non possono essere disonesti, un santo non può essere disonesto. Eppure dovete mettere in discussione le soluzioni perché non hanno funzionato. Perché non le testate? -- non testate la validità di queste soluzioni? Quando vi rendete conto che non funzionano, dovete gettarle via, buttarle nella spazzatura. Ma non lo fate perché c'è la speranza che in qualche modo quelle soluzioni vi daranno il sollievo che cercate. Lo strumento, il pensiero, che voi state usando, è poi quello che ha creato il problema, quindi non accetterà mai e poi mai la possibilità che quelle soluzioni siano una fregatura. Ma esse non sono affatto la soluzione. La speranza vi tiene in movimento. Tutto ciò vi rende difficile guardare il problema. Se una soluzione fallisce, voi andate da qualche altra parte e adottate un'altra soluzione. Correte in giro a comprare soluzioni e neanche per un momento chiedete a voi stessi "Qual'è il problema?" Io non vedo problemi. Vedo solo che voi state cercando la soluzione e che venite qui e fate la domanda. "Vogliamo un'altra soluzione". Io dico: "Queste soluzioni non vi hanno aiutato per nulla, così perché ne cercate un'altra?" Allungherete solo la vostra lista di soluzioni, per trovarvi alla fine esattamente al punto di partenza. Se vedete l'inutilità di una, le avete viste tutte. Non dovreste provarne una dopo l'altra. Quanto sto suggerendo è che se quella fosse stata la soluzione, essa avrebbe dovuto liberarvi dal problema. Se quella non è la soluzione, allora non c'è nulla che possiate fare; e così il problema non esiste. Voi non avete un reale interesse a risolvere il problema, perché ciò sarebbe la vostra fine. In realtà volete che il problema rimanga. Volete che la fame rimanga perché se non aveste fame non andreste a cercare il cibo da questi così detti santi. Loro vi stanno dando solo degli scarti, pezzetti di cibo, e voi siete soddisfatti. Assumete pure per un momento che vi possano dare un mucchio di cibo, cosa che per altro non possono fare, vi darebbero comunque le briciole per tenervi legati a loro. Pezzetto dopo pezzetto. Così voi non state trattando il problema della vostra fame, siete maggiormente interessati ad ottenere un poco di più da coloro che vi promettono soluzioni invece di trattare il vostro problema della fame. Siete solo interessati ad ottenere altre briciole. D: È come vedere un film che fluisce dalla realtà. U.G.: Voi non guardate mai il problema. Cos'è il problema? La rabbia per esempio. Non voglio discutere tutte queste sciocchezze che sono state dibattute per secoli. La rabbia. Dov'è quella rabbia? Potete separarla dal funzionamento di questo corpo? È come un' onda con l'oceano. Potete separare l'oceano dalle sue onde? Potete solo sedervi ad aspettare che le onde cessino, così potrete prendervi un bagno, come il Re Canute che sedette per anni e anni sperando che le onde nell'oceano sarebbero scomparse, ed egli avrebbe potuto prendere il suo bagno nel mare calmo. Ma ciò non succederà mai. Voi potete sedervi ed imparare tutto sulle onde e sulle maree, l'alta marea e la bassa marea, (gli scienziati ci hanno dato tutti i tipi di spiegazioni), ma il conoscere quelle cose non vi sarà di nessun aiuto. Voi non state assolutamente trattando con la rabbia. Dove sentite quella rabbia prima di tutto? Dove sentite tutti i vostri così detti problemi da cui volete liberarvi? ... I desideri, i desideri brucianti. Il desiderio vi brucia. La rabbia vi brucia. Ma le vostre soluzioni, ed i vostri mezzi per realizzare i desideri rendono impossibile che quei desideri e quella rabbia consumino se stessi. Dove sentite la paura? Essa è lì all'interno del vostro stomaco. È parte del vostro corpo. E voi state cercando di sopprimerla per ragioni spirituali o sociali. Non ci riuscirete. La rabbia è energia, un tremendo scoppio di energia. E cercando di distruggere quell'energia con ogni mezzo, state distruggendo l'espressione della vita stessa. Diventa un problema solo quando cercate di fare qualche cosa con questa energia. In realtà non avete a che fare con la rabbia, ma con la frustrazione. Così per prevenire quella situazione che vi ha creato problemi nelle vostre relazioni o nella comprensione di voi stessi, volete essere preparati ad affrontarla quando si ripresenter&agrav e; in futuro. Lo strumento che state usando è lo stesso che usate quando c'è uno scoppio di rabbia e che non vi ha aiutato a liberarvi da essa. Voi non vorreste venire in contatto con niente altro, fosse anche straordinario, che questo strumento che avete usato per tutti questi anni ed allo stesso tempo sperate che, magari domani, queste cose vi aiuteranno a liberarvi dalla rabbia. È la solita vecchia speranza. D: Ma se qualcuno è molto arrabbiato lui o lei possono diventare violenti. U.G.: Quella violenza è assorbita dal corpo. D: Ma puo diventare una minaccia. U.G.: Per chi? D: Le altre persone. U.G.: Si. e cosà altro? D: Può correre in giro con un coltello. U.G.: Che altro? D: Uccidere qualcuno. U.G.: Si. Non pensi alle guerre dove si uccidono migliaia e migliaia di persone, senza che loro ne abbiano alcuna colpa. Perché limiti la condanna ad una reazione che è naturale, e non condanni le nazioni che scagliano addosso quegli ordigni tremendi a gente indifesa? Le chiami sane? Entrambe le due azioni sono nate dalla stessa sorgente. Più a lungo cercate di sopprimere la vostra rabbia qui, più voi indulgerete in queste atrocità e le giustificherete, perché sono il solo mezzo per proteggere il vostro modo di vivere e di pensare. Queste due cose vanno assieme. Perché giustifichi una cosa del genere? Quello è insano. Quella gente non vi sta attaccando direttamente, ma minaccia il vostro modo di vivere. C'è un pericolo a causa di qualcuno che sta cercando di portarvi via ciò che voi considerate essere le vostre cose preziose. L'idea di fermare quest'uomo dall'agire quando ha uno scoppio di rabbia è esattamente la stessa cosa. Le religioni hanno detto che un uomo arrabbiato sarà un antisociale. Ma più a lungo lui cercherà di praticare la virtù, più a lungo resterà un antisociale, e le sue azioni saranno caratterizzate dalla rabbia. Quando quella meta che la società vi ha posto davanti, quando quell'obbiettivo che voi avete adottato come ideale da raggiungere, se ne saranno andati, voi non danneggerete più nessuno, ne individualmente, ne come nazione. Dovete guardare in faccia la rabbia. Ma voi state trattando con cose che non hanno nessun rapporto con la rabbia, non gli permettete mai di bruciare se stessa esattamente là dove si origina e funziona. Fare le vostre terapie, prendere a calci un cuscino, colpire questo, quello o quell'altro, è soltanto una presa in giro. Non libera una volta e per sempre l'uomo dalla rabbia. D: Picchiare un cuscino? U.G.: Si è quello che usano fare in alcune terapie. D: Non è di nessun aiuto? U.G.: La rabbia riapparirà ancora. Così cosa fate? Voi non state trattando con la rabbia. Finchè cercherete il sistema per non ledere la persona che vi sta assalendo con un coltello non tratterete mai con la rabbia. Voi dovete difendervi, questo è fondamentale. Non sto dicendo che la vostra rabbia vi renda impossibile gestire una situazione come questa. Non dite che è non violenza o che non dovreste ferire gli altri. Lui vi stà attaccando. Anche nella bibbia c'è scritto: occhio per occhio e dente per dente. Ma voi non lo mettete in pratica. Naturalmente è praticato su larga scala, ma nella vita di ogni giorno, vi dicono, che è qualche cosa di terribile da fare. Non vedo problemi per nulla in una situazione del genere. Dov'è il problema? Non c'è utilità a discutere queste situazioni ipotetiche per la semplice ragione che una persona alle prese con la rabbia, chi sta bruciando di rabbia non cercherà di discutere il problema della rabbia. E' stupefacente. Quello è il momento per trattare queste cose, quando realmente bruciate di rabbia, di desiderio, quando siete in preda a tutte quelle cose da cui volete liberarvi. Altrimenti è come una discussione accademica. Qualcuno che parla dell'anatomia della rabbia, dettagliando come la rabbia sorga, o l'anatomia dell'amore. È troppo ridicolo. Di solito vi sono offerte soluzioni che non funzionano quando c'è una situazione reale. Questo è il motivo per cui non discuto di queste cose. Non ci sono problemi per l'individuo. Quando è pazzo di rabbia -- è il momento giusto per lui di gestire la cosa. Questo ferma il pensiero. D: C'è la possibilità di guardare i problemi? U.G.: No. Perché siete voi stessi il problema. D: Quindi non ci sono risposte. U.G.: Non c'è modo di separarvi dai problemi. Questo è quanto state provando a fare. Questo è ciò che intendo dicendo che voi state isolando la rabbia e provando a guardarla ed a trattare con essa come se fosse un oggetto fuori da voi. In questo atto di cercare di separarvi da voi stessi potrebbe succedere che si verifichi ciò che temete. Quello è inevitabile. Non avete modo di controllarlo. C'è qualche cosa che potete fare per prevenire che avvenga questa separazione da ciò che siete? È una cosa orribile, accorgervi che siete voi stessi la rabbia e qualsiasi cosa facciate per prevenirla, o per fermarla, o per gestirla, è falso. Quell'azione di prevenzione sarà domani o nella vostra vita futura -- non ora. Quello è ciò che siete. Non siete persone spirituali, religiose. Voi potete pensare di esserlo perché state cercando di controllare la vostra rabbia, o state provando a liberarvi dalla rabbia, o ancora ritenete di essere diventati molto meno rabbiosi con il passare degli anni. Tutto quello, vi fa pensare di non essere come quegli uomini viziosi che evitate. Ma voi non siete diversi, non siete più spirituali delle persone che condannate. Domani diventerete delle persone meravigliose, sarete liberi dalla rabbia. Cosa volete che faccia nel frattempo? Che vi ammiri? Perché vi siete appiccicati quell'etichetta di uomini spirituali o perché avete indossato quegli abiti stravaganti? Cosa volete da me? Perché volete che vi ammiri? Non c'è nulla lì da ammirare perché siete viziosi esattamente come ogni altro essere in questo mondo. Come potete assumere queste posizioni (yoga), o adottare qualche tipo di attitudine mentale e sentirvi superiori agli animali? Gli animali sono meglio degli esseri umani. Un animale agisce ed uccide solo per lo scopo della sua sopravvivenza. Se uccidete i vostri simili per nutrirvi è un atto morale -- solo in quel caso, perché guardatevi attorno, una forma di vita si nutre delle altre forme. Se voi parlate di vegetarianismo, e poi uccidete migliaia di persone, quello è l'atto più immorale ed imperdonabile che una cultura di esseri umani che si dicono civili possa fare. Vedete l'assurdità delle due cose? Voi condannate queste uccisioni, ed amate gli animali. A che scopo? Cosa dite di quegli esseri umani là? State uccidendo e massacrando semplicemente perché essi sono una minaccia per voi. Pensate che un giorno possano portarvi via le cose che avete. Così prima che quella gente venga e vi rubi ogni cosa, voi pensate di essere nel diritto di massacrarli nel nome dei vostri credo, o nel nome di dio sa cosa. Questo è ciò che hanno fatto le religioni, fin dall'inizio. A che scopo fare rivivere tutte queste religioni? Qual'è lo scopo di questo esercito di guru che vengono in questo paese ad insegnare cose che non funzionano nelle loro vite o nei paesi dai quali provengono? Possono parlare dell'unicità della vita, l'unità della vita tutto il tempo. Ma queste cose non producono nulla nelle loro vite. Che senso ha? Voi condannate queste cose semplici che sono necessarie per la vostra sopravvivenza. Queste sono azioni molto morali. Non voler sopravvivere, rinunciare a nutrirsi, sono atti di perversione. La sofferenza è il fondamento sul quale l'intera religione Cristiana è basata. Non dimenticate questo. Così voi soffrite nella speranza di guadagnarvi un posto in prima fila là in paradiso. Non esiste il paradiso! Voi vivete all'inferno ora, nella speranza di raggiungere il paradiso dopo la vostra morte. A che scopo? Tutte le religioni enfatizzano quello. Sopportate le pene, la tolleranza del dolore è il mezzo. Voi andate all'inferno ora, nella speranza di avere il paradiso alla fine della vostra vita, o alla fine di una serie di vite, se volete credere nella reincarnazione. Sto solo sottolineando l'assurdità di discutere di queste cose. Gli insegnamenti religiosi non hanno senso quando voi siete incastrati in qualche problema. In quel caso agirete esattamente come chiunque altro. Questa cultura, i vostri valori, religiosi o altro, non hanno mai toccato nulla di vivente qui. Se l'uomo si libera dal dilemma morale, il quale è la base dell'intero pensiero umano, allora riuscirà a vivere come un vero essere umano. Non un uomo spirituale, non un uomo religioso. L'uomo religioso non serve a questa società. Un uomo gentile è una minaccia alla societ&agrav e;, uno che pratichi la gentilezza. D: ....E' una minaccia? U.G.: È una minaccia per la società, perché tutte le distruzioni sono state prodotte da quei maestri spirituali. Coloro che parlarono d'amore, o di non violenza. Tutte le forze distruttive sono nate dal pensiero di quegli uomini. Noi siamo tutti eredi di quella cultura. Non possiamo fare altro che quello. Se voi rigettate i maestri, siete liberi dal peso e dalla falsità dell'intera cultura. Questo è tutto. Individualmente diventate liberi dalla totalità di tutte le assurdit&agra ve; che ci sono state imposte. Allontanatevi da queste persone che fanno affari oggi in questo mercato dello spirito, non vi curate di questi. Non serve a nulla nemmeno biasimarli. Noi siamo qui. Siamo gli eredi di quella cultura violenta. La cultura non è altro che insegnare all'uomo come uccidere ed essere ucciso, nel nome della religione, o per una ideologia politica, o il patriottismo, o quant'altro volete. Non può essere diverso. Questo è il perché dico che tutto si muove nel senso di una distruzione totale dell'uomo. Queste cose hanno messo in moto forze distruttive che nessun potere può più fermare. D: Nessun potere. U.G.: Nessun potere, nessun Dio può fermare questo, perch&eacu te; queste divinità stesse hanno messo in moto queste forze di distruzione. Lo vedete succedere ora. Quando l'uomo delle caverne prese un osso dalla mascella di un asino per uccidere il suo vicino, ci furono possibilità di sopravvivenza per gli altri. Gli stessi uomini delle caverne che vivono oggi al Cremlino o alla Casa bianca, od al parlamento là in India -- sono quelli che metteranno in moto, che libereranno quelle forze di distruzione che cancelleranno completamente ogni forma di vita da questo pianeta. E l'uomo porterà con sè tutte le specie che esistono oggi su questo pianeta. D: Se tu dici che non possiamo fermarlo..... U.G.: Potete? Potete fermare queste forze? No, non potete. La sola cosa che potete fare è ..... D: Io penso che come umanità noi possiamo fermarlo se lo vogliamo. U.G.: Quando? Non lo vuoi ovviamente. Lo vuoi? D: Si. U.G.: Va bene cosa fai in proposito? Dimmi cosa fai? Vedi l'urgenza del problema? Qualche lunatico là può premere i bottoni. Noi siamo qui seduti confortevolmente e parliamo di queste cose ...... D: Io penso che ci sia una possibilità, di fermarli. U.G.: Qual'è la possibilità? D: Agire. U.G.: Come? Quando agirai? Quando sarà troppo tardi. Quando l'olocausto sarà avvenuto, sarà tardi. Oppure puoi aderire al movimento pacifista, il che è ridicolo. D: È ridicolo? U.G.: Si, certo. D: È già troppo tardi? U.G.: Non vuoi la polizia per proteggere le tue piccole propriet&agrav e;? La bomba all'idrogeno è un' estensione di quello stesso principio. Non potete dire: la polizia la voglio, ma la bomba no. Essa è un'estensio ne dello stesso principio. D: Siamo dunque senza speranza? U.G.: Cosa ti fa pensare che è possibile fermarli? Tu puoi fermarli in te. Liberare te stessa da questa struttura sociale che sta lavorando dentro di te; se non lo fai, diventerai anti- sociale, se non lo fai, diventerai anti-questo, anti-quello. Tu puoi estromettere tutto quanto dal tuo sistema e liberare te stessa dal peso di questa cultura. Lo puoi fare da te stessa e per te stessa. Non ti deve riguardare se questo sarà utile o no per la società. Se c'è un individuo che cammina libero, voi non avete più quel senso soffocante riguardo a ciò che vi ha fatto questa orribile cultura. Il problema non è l'est o l'ovest, è la stessa cosa ovunque. La natura umana è esattamente la stessa. A voi interessa solo sapere cosa fare e cosa non fare. D: Noi tutti siamo.... U.G.: Come possiamo fermarli? Individualmente non c'è un bel niente che potete fare. Collettivamente potete solo creare un esercito della salvezza come quello che c'è già. Questo è tutto. Allora cosa facciamo? Un' altra chiesa, un' altra Bibbia, un altro predicatore. D1: Cosa pensi riguardo a questa risposta? D2: Cosa penso? Sono d'accordo, ma è molto teorico. Semplicemente liberarsi dal peso della cultura. Capisco, ma in pratica è molto difficile. Non c'è nulla che posso fare in merito. U.G.: Non c'è nulla, nessuna cosa ... voi non avete nessuna libertà d'azione. D:. No. U.G.: Quando questo è capito, quello che c'è là esprime se stesso. L'intelligenza che c'è là può agire in modo molto più efficiente di tutte le soluzioni che l'uomo ha prodotto attraverso il suo pensiero, il quale è il risultato di milioni e milioni di anni di evoluzione. L'ideale che abbiamo posto davanti a noi, l'uomo perfetto, è solo un mito. Quest'uomo non esiste per nulla. L'uomo ideale non c'è, è solo una parola ,un' idea. Tutta la vostra vita voi provate a diventare quell'uomo ideale, e tutto ciò che vi resta è solo miseria, la sofferenza e la speranza,di essere quello. "Un giorno ci riusciremo." Quella è la speranza con la quale morirete. D: Allora una soluzione è di accettare il nostro essere, come siamo. U.G.: Si! come siete, esattamente nel modo che siete. Allora non sarete più in conflitto con la società. La cultura ha posto davanti a voi questa richiesta, che vi spinge a voler cambiare voi stessi in qualcosa di diverso. Quello è ciò che la cultura ha fatto, mettervi in testa questa idea. Se vuoi fare qualche cosa, loro ti dicono, "Ragazzo guarda qui, osserva ciò che fai." Questo è quanto stanno facendo. Poi viene la società ed anche lei ti dice: "Guarda ciò che fai." E quello ha prodotto la paura. Allo stesso tempo essa parla di liberarti dalla paura e del coraggio e tutto il resto, -- essere un uomo senza pari, -- il tutto è solo al fine di usarvi per mantenere lo "status quo", la continuità della società stessa. Questo è perché vi insegnano il coraggio, vi insegnano la mancanza di paura, in modo che possiate contribuire a mantenere la continuit& agrave; della società. Voi siete parte di essa. Questo è il perché ogni volta che volete agire, quello che rimane è la paura e l'impossibili tà di agire. La società non è là fuori, la cultura non è fuori, e finché non siete liberi da quelle, non potete agire. D: Finche non saremo liberi da essa? U.G.: Allora non verrete da me a chiedere "Quale sarà quella azione?" C'è già un' azione anche se non ne siete coscienti. D: Così dici che l'uomo dovrebbe agire solo quando è libero dalla struttura sociale. Tu sei libero? U.G.: L'uomo non è capace di agire perché sta a pensare tutto il tempo in termini di libertà d'azione. "Come posso essere libero di agire?" Questo è tutto ciò che vi interessa, la libertà. Ma in voi non sta agendo quella libertà. La richiesta per la libertà d'azione, previene l'azione stessa, la quale nella sua natura non è ne sociale, ne anti- sociale. D: Quindi uno è libero se si accetta così com'è nella situazione? U.G.: Questo è tutto. A quel punto non siete più in conflitto con la società. Non servirete più alla società . D'altro canto, se voi diventate una minaccia per la società, la società vi liquiderà. Il problema per voi è volere due cose nello stesso tempo. Voi volete cambiare. E quella volontà di cambiamento è una richiesta della società, così che voi diventiate parte di essa e con ciò contribuiate al mantenimento e alla continuità della struttura sociale. La seconda cosa è, che voi temete i cambiamenti. Questo è il conflitto. Quando la richiesta di cambiamento in voi cessa, allora anche l'interesse di cambiare il mondo attorno a voi finisce, ipso facto. Entrambe sono finite. Altrimenti le vostre azioni saranno un pericolo per la società. La società vi eliminerà di sicuro. Essere pronti ad essere liquidati dalla struttura sociale, questo è il coraggio. Non morire nel campo di battaglia, combattere per le vostre bandiere. Cosa simboleggiano le bandiere? Voi sventolate le vostre bandiere qui, gli altri sventolano le loro, vi mettete assieme e parlate di pace. Quanto è assurda l'intera situazione. E andate avanti a parlare di pace. Voi dovete fedeltà alla vostra bandiera, e gli altri alla loro, e nello stesso tempo parlate di pace nel mondo. Come ci può essere pace al mondo se ognuno difende una bandiera diversa? Chi ha le armi migliori avrà maggiori possibilità. Con le mie bandiere qui, le vostre là -- marciamo per la pace. Oppure create un'altra bandiera con il simbolo del gruppo pacifista. D: È inutile. U.G.: Non devo ripeterlo. Sei pronta a fare senza la polizia? Individualmente vuoi proteggere te stessa, la tua vita prima di tutto -- non sto dicendo se sia giusto o no -- o le piccole proprietà che hai. Voi avete bisogno della polizia che vi protegga. Tirate una riga e dite "Questa è la mia nazione." E quindi volete proteggere la vostra nazione. E quando non potrete più farlo, dovrete aumentare i vostri mezzi di distruzione, sempre per proteggere voi stessi, mentre direte che lo fate per scopi difensivi. Certo che è per difesa. Quelle, le bombe, sono solo un' estensione del poliziotto. Non potete parlare contro le bombe fino a che volete la polizia per proteggere le vostre proprietà. Voi potete andare alle marce della pace, sedervi fuori dalle centrali nucleari, cantando ballate pacifiste, e suonando la chitarra, "fare l'amore e non la guerra" -- non ascoltate. Non ascoltate tutti quegli stupidi discorsi. Fare l'amore e fare la guerra, provengono dalla stessa sorgente. Quindi quei canti diventano una volgare presa in giro. È abbastanza penso. Credo che basti. D: Cos'è questa relazione tra noi stessi ed il mondo in cui viviamo? U.G.: Assolutamente nulla eccetto il fatto che il mondo che voi sperimentate è un mondo creato da voi. Voi vivete in un mondo vostro. Voi avete creato un mondo con le vostre esperienze e volete proiettare questo mondo sul mondo reale. Non avete modo di sperimentare la realtà del mondo. Voi e io usiamo le stesse parole per descrivere una video camera. Quello che state tenendo in mano è una penna o una matita a secondo dei casi. Noi dobbiamo accettare queste convenzioni come valide perché ci servono. Ci servono per funzionare in modo intelligente in questo mondo. D: Quindi nessuno può essere un esempio per una altro? U.G.: Una guida va bene per gli animali, non per gli esseri umani. Un essere umano non può seguire nessuno. Fisicamente noi dobbiamo dipendere dagli altri; ma questo è tutto. D: Diresti che non esiste una cosa come il progresso spirituale? oppure diresti che esiste? U.G.: Quello che suggerisco è che non esiste proprio una cosa come la spiritualità. Se voi sovrapponete alla vita materiale quella che è chiamata vita spirituale create il problema; siccome esiste una crescita nell'ambito materiale, volete applicare la stessa logica a quello che chiamate ambito spirituale. D: Suggerisci che il problema nasce quando inizia la divisione nelle cose? U.G.: Voi dividete la vita in materiale e spirituale. C'è solo la vita materiale, l'altra non ha importanza. Voler cambiare la vostra vita materiale nel così detto cammino spirituale, che vi è stato suggerito dalle persone religiose, distrugge la vostra possibilità di vivere in armonia accettando la realtà di questo mondo materiale esattamente così com'è. Ciò è responsabile per le vostre pene, per le vostre sofferenze ed il vostro dolore. Vi è una lotta continua da parte vostra per essere in un certo modo e per cercare di raggiungere qualche cosa che non esiste. Ed è una cosa senza senso. Ma ciò vi dà la sensazione che stiate facendo qualche cosa di importante. Voi vi state allontanando sempre più da quel falso obbiettivo. Più sforzo ci mettete, più state bene. Come con i problemi che avete. Provare a risolverli, è la sola cosa che vi interessa, e le possibili soluzioni vi interessano più che i problemi. Vi piace di più pensare alle soluzioni che guardare il problema. Cos'è il problema? Io dico che non avete problemi, solo soluzioni. Qual'è il problema? Nessuno mi dice cos'è. Voi mi state raccontando le vostre soluzioni. Quale dovrei usare per risolvere il mio problema? Cos'è esattamente questo problema? Per i problemi materiali è comprensibile. Se non avete la salute, dovete fare qualche cosa. Se non avete soldi dovete trovare qualche rimedio. Ciò è comprensibile. Se avete problemi psicologici allora cominciano anche i problemi reali. Tutti questi psicologi, e queste persone religiose con le loro terapie e le loro soluzioni stanno provando ad aiutarvi, ma in realtà non vi stanno conducendo da nessuna parte. L'individuo rimane allo stesso punto di prima. Cosa vogliono dimostrare a se stessi? D: Tu ritieni che i problemi tendono a risolversi da soli ? U.G.: Qual'è il problema? Voi non guardate mai il problema. Non riuscirete ad osservare il problema finché vi interessano le soluzioni. D: Tu non desideri le soluzioni? U.G.: Voi siete interessati solo alle soluzioni, non nel risolvere i problemi. D: Non è la stessa cosa? U.G.: In quel procedere, troverete che le vostre soluzioni sono realmente senza valore. Quelle soluzioni non risolvono il problema, qualsiasi esso sia, anzi lo tengono in vita. Se c'è qualche cosa di rotto con il vostro registratore o la televisione, ci può essere rimedio. C'è sempre un tecnico che vi può aiutare. Ma questo è un percorso senza fine va avanti all'infinito, tutta la vostra vita. Voi non mettete mai in discussione le soluzioni. Se lo faceste, dovreste anche mettere in dubbio coloro che vi hanno dato queste soluzioni. Ma il vostro sentimentalismo vi impedisce di rigettare non solo le soluzione ma anche quelli che le soluzione ve l'hanno fornite. Mettere in dubbio ciò, richiede un tremendo coraggio da parte vostra. Voi potete avere il coraggio di scalare una montagna, attraversare a nuoto un lago, andare con una zattera dall'altra parte del pacifico o dell'atlantico. Sono cose che, con un pizzico di follia, chiunque può fare, ma il coraggio di essere voi stessi, di stare ben saldi sui vostri piedi, è qualche cosa che non vi può essere dato da nessuno. Ne potete liberarvi da quel peso provando a sviluppare tale coraggio. Se vi liberate dal peso dell'intero passato del genere umano, allora ciò che rimane è coraggio.
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.....SECONDA PARTE..... Il corpo possiede in se tutti gli allucinogeni come parte del suo sistema. Esso vuole controllare le pene ed eliminarle. Però conosce solo le pene fisiche, e non ha nessun interesse nelle vostre pene psicologiche. Le soluzioni che vi vengono offerte invece, riguardano solo...
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20/03/2007 21:55:38
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Commenti

  1. aulegu 23 marzo 2007 ore 14:27
    Bel post , anche se non sono ancora riuscito a leggerlo tutto ! E' tutta roba tua ? Ci ho trovato molto di Krishnamurti ...

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