Quale femminismo?

19 dicembre 2015 ore 14:27 segnala
Ho da un pò di tempo questo argomento in testa e avrei così tante cose da dire che non so se riuscirò a dare forma chiara a tutti questi pensieri. Ci provo.

Immagino sarà un post lungo per cui, chi è allergico ai post lunghi farà meglio a fermarsi al prossimo punto e ad accontentarsi della mia seguente affermazione: io sono femminista.

Ok, ma cosa vuol dire essere femminista? Soprattutto oggi ha ancora senso parlare di femminismo? E quanti tipi di femminismo ci sono? Sono tutti positivi?

Per essere d’accordo con una certa visione della società basta svegliarsi la mattina dell’otto Marzo e comprare tonnellate di mimose da regalare a pioggia?

Quante domande eh?! Allora cominciamo dall’ultima. Per come la vedo io non è certo una festa che rende diversi ed anzi, un pò come la bontà natalizia anche l’8 Marzo spesso è solo puro esercizio di ipocrisia.

Me ne fotto dell’8 Marzo (salvando la valenza simbolica della commemorazione) ma sono quel genere di persona che rispetta a priori (fino a che quel rispetto te lo meriti) chiunque e non sto a guardare se sei donna, uomo, etero, omo, biondo, nero, verde o blu.

Ti rispetto in quanto persona. Punto. Non sto a giudicarti o a valutarti perché dovremmo imparare ad essere tutti un pò meno giudici.

Preferisco rapportarmi a te persona e stabilire se sei compatibile con me, se in ambito lavorativo sai fare bene o male, se dai affidamento, se ti comporti onestamente.
Ho avuto colleghe(rare nel mio campo) di una bravura estrema.

Ricordo Fiamma, era un drago. Ricordo Adriana e Enza, precise, puntuali, affidabili.Ricordo una portoghese, una macchina da guerra! Le rispettavo perché donne? No, le rispettavo perché brave e capaci. Punto

Ce n’è stata qualcun altra di cui nemmeno ricordo il nome che non lo erano per nulla. Erano capre, erano presuntuose. Come tanti altri uomini con cui ho avuto la sfortuna di lavorare. In ambito lavorativo non conta il sesso che hai tra le gambe. Conta ciò che sai fare, conta la voglia che hai e basta.

E qui ovviamente scatta uno dei motivi per cui sono femminista allo stesso modo in cui sono palestinese, sono nero, ebreo, immigrato, malato, sfrattato, disoccupato, omosessuale, sfruttato o qualunque altra condizione per cui un qualunque individuo rispetto ad altri ha minori diritti.

Fai un lavoro. Devi spostare X da punto A al punto B. Ok, chiunque lo faccia deve avere uguali diritti ed uguale retribuzione. Mi sembra un ovvietà. E’ così?

No, non è così. Non dovrebbe esserlo per cui io starò sempre dalla parte di chi ha minori diritti. Donne comprese la dove non ne hanno.

Chiarito ciò veniamo alla domanda su quanti tipi di femminismo ci sono e se sono tutti positivi. Io ne ho individuati grosso modo 5 e, solo con uno di essi mi identifico totalmente mentre con gli altri proprio no. Provo ad elencarli:

Il femminismo di contrapposizione
Il femminismo moralista
Il femminismo di sostituzione
Il femminismo di differenziazione
Il femminismo dei diritti

– Il primo è quello in cui vi è la tendenza a considerare vero l’assioma secondo cui una donna è decisamente sempre e comunque migliore dell’uomo per cui in ogni campo scatta una vera e propria contrapposizione che porta ad una competizione spesso senza senso.
Vi sono dei lavori dove occorre fare squadra e certe competizioni tra donne e uomini (a anche tra donne e donne) sono deleterie. E’ un femminismo sterile che prescinde dal contesto per cercare solo rivincite inutili.


– Il femminismo moralista è quanto di più stupido vi sia sopratutto nei confronti di altre donne. Vi è questa tendenza a voler ergersi a detentrici morali di verità. Vi è l’errore di considerare l’insieme delle donne come un insieme univoco, risultato di uno stampo seriale in cui ciò che va bene per chi si arroga il diritto di decidere debba andar bene per tutte le altre.
Ed il risultato di ciò è che si condannano moralmente quei comportamenti ritenuti immorali. E si sfocia nell’assurdo di chi dice: ti sei vestita da zoccola, ti hanno stuprata…te la sei cercata e meritata.
Sono quelle per inciso che vogliono salvare sempre(anche chi non deve) convinte che se fai qualcosa che per loro è sbagliato lo fai perché sei succube dell’uomo, sei soggiogata e non hai la testa in grado di decidere.
Decisamente stupide. Sono donne che sono nemiche di altre donne perché ritenute indegne, ingenue, sfacciate, puttane e che se stanno li è perché son buone solo a far pompini e a compiacere il maschio sempre e comunque prevaricatore.


– Il femminismo di sostituzione è simile al primo ma sfocia nel fanatismo più estremo. Sono quelle per cui tu uomo sei comunque un nemico a prescindere. Hai il cazzo? Sei un potenziale stupratore sempre e comunque. Il potere deve andare a loro.
Loro devono sostituirsi all’uomo di cui in sostanza possono fare a meno. A queste vorrei dire: ma che problema avete?! D’accordo che per milioni di anni le donne sono state quasi sempre trattate da schiave ma cazzo, io rispondo per me, qui, oggi.
Io non c’ero un milione di anni fa, neppure mille anni fa e non è detto che in quanto uomo sono per forza uguale agli altri. Nemmeno noi siamo fatti in serie! Ma con queste non ci ragioni!
Queste sono quelle che se una donna ammazza un uomo ha fatto bene punto e basta…sicuramente lui era un porco e se lo meritava. Beh…vaffanculo…voi non state bene per nulla!


– Il quarto è un femminismo strano invece. E’ frutto di una specie di riflusso storico per cui ci sono donne che in sostanza dicono che proprio perché sono donne sono diverse e per tanto vanno sempre protette, privilegiate( tipo quote rosa, corsie preferenziali ecc) e che il ruolo naturale dell’essere madri va sostenuto sempre e comunque.
Sono un pò fascistelle nel senso che quella è l’area politica di riferimento con la famiglia che viene prima di tutto sempre al primo posto. Son quelle che vedono nel gender un nemico e che difendono quei ruoli di genere tradizionali. Aberrante direi.


– Infine c’è il femminismo dei diritti che è l’unico che condivido e rispetto perché come ho già detto prima lotta contro le ingiustizie e le ineguaglianze e le sue rivendicazioni sono sovrapponibili ed adattabili a qualsiasi altro contesto in cui vi sia una palese discriminazione sociale.
Le donne in questione sono in genere donne forti, intelligenti ma non necessariamente antifemminili.
Rispettano le scelte di vita delle altre donne e non ne fanno delle vittime del maschio sempre e comunque perché se è vero che ci sono ad esempio donne sfruttate in mezzo alla strada( non comunque solo e sempre da uomini) esistono anche donne che certe professioni le scelgono consapevolmente ed anche loro dovrebbero avere gli stessi diritti e lo stesso rispetto.

In quest’ottica rispondendo all’ultima domanda si, ha senso ancora parlare di femminismo se appunto ancora oggi a parità di lavoro corrispondono salari diversi, se a parità di bravura nella scelta fra uomo e donna tra chi promuovere si preferirà il primo e così via.

Detto ciò va anche detto che in determinati contesti (affidamento figli, casa, mantenimento) la legislazione italiana ha creato delle situazioni paradossali in cui se c’è uno che è discriminato sempre e comunque quello è l’uomo.

Ecco, anche queste situazioni andrebbero riconsiderate in un ottica di riequilibrio di diritti.

Infine, una questione che usando una parola bruttissima frutto più di una visione mediatica delle cose che non di una vera volontà di comprendere i problemi e che è attinente al femminismo è il cosiddetto femminicidio.

Questa parola non la sopporto perché non vuol dire nulla. E’ usata da un certo fanatismo per mettere sempre e comunque l’uomo nella stanza dei cattivi a prescindere.

Ma non è così che dovrebbe essere perché, al di la delle statistiche bisognerebbe invece guardare caso per caso e cercare di comprendere meglio cosa porta a verificarsi di una tragedia.

Non fraintendetemi. Quello che voglio dire è che in certe situazioni non è che l’uomo di turno agisce secondo uno schema preordinato in cui come un automa nella sua mente compaiono le parole: tu donna…io uomo…io ti uccido.

Spesso dietro queste tragedie ci sono situazioni più disparate. Odi e rancori accumulati nel tempo, litigi improvvisi, situazioni al limite in cui muoiono donne ma in cui altrettante volte muoiono anche uomini.

Non voglio giustificare sia chiaro, solo dire che sono tragedie frutto di tante cause ma non certo di quella per cui vi è la volontà di uccidere in quanto l’altra persona è donna.

Il più delle volte poi la causa di certe azioni sta invece nella morbosità di certi rapporti in cui non vi è sin dall’inizio un rapporto paritario ma invece vi è un rapporto di possesso basato su una gelosia estrema.

Ed in quei contesti se all’improvviso l’altro/a vuole finire il rapporto nella controparte scatta il meccanismo del e no, tu sei mio/a , tu non vai da nessuna parte, o ti avrò io o non ti avrà nessuna/o.

Quindi, se si analizzassero meglio certi eventi tragici ci accorgeremmo che l’unica cosa che appunto possiamo augurarci di fare e di costruire una società in cui nessuno possegga nessuno ma in cui semplicemente ci si rispetti tutti.

Ed il rispetto vorrei aggiungere non ha nulla a che fare con quei comportamenti che vengono sempre più giudicati come maschilisti. Se passi per strada e c’hai un bel culo te lo guardo va bene?! E se te lo guardo e magari lo desidero non necessariamente significa che sono uno stupratore!

Insomma, per dire che posso anche mettermi a fare lo scemo ma avere comunque sempre il rispetto per te e che se mi piaci magari ci provo fermo restante il fatto che se dici no io accetterò che per te no è no.
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Ho da un pò di tempo questo argomento in testa e avrei così tante cose da dire che non so se riuscirò a dare forma chiara a tutti questi pensieri. Ci provo. Immagino sarà un post lungo per cui, chi è allergico ai post lunghi farà meglio a fermarsi al prossimo punto e ad accontentarsi della mia...
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19/12/2015 14:27:55
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Commenti

  1. cignonero999 19 dicembre 2015 ore 15:53
    Difficile commentare questo post. La prima cosa che mi viene da pensare è che vorrei che la parola femminista non esistesse più. andasse in disuso come il.."suvvia".Esistono le persone. Il più debole va tutelato,punto. Secoli di pregiudizi strumentali al mantenimento della struttura sociale e della famiglia hanno portato ad una disparità nella concezione delle persone legata al genere, femmina debole, maschio forte,ma anche ...donna furba, uomo scemotto che si fa incantare da una scollatura!E cooncordo che alcune femministe rasentano il razzismo arrivando a pensare che amare un uomo o semplicemente gradire e desiderare il suo organo sessuale sia un atto di servilismo!!!Io sogno come ho anche scritto in un mio post...che i maschetti possano piangere senza sentirsi dire "Femminuccia" e che le donne possano fare quello che vogliono sul lavoro e altrove. E se la smettessimo di insegnare che possedere vuol dire amare già un bel passo sarebbe fatto!!! Ciao demonio....meglio che smetto che è un argomento"sensibile"! :bye
  2. VirPaucisVerbo 21 dicembre 2015 ore 10:06
    Ottima analisi... che condivido totalmente!
  3. demonio 21 dicembre 2015 ore 12:25
    @cignonero999 e per me diventa impossibile rispondere al tuo commento perchè primo hai compreso perfettamente il senso del mio post e secondo la penso esattamente come te!
  4. demonio 21 dicembre 2015 ore 12:26
    @VirPaucisVerbo grazie mille! Mi sarebbe piaciuto sentire il parere di altre donne ma come al solito qui siamo sempre 4 gatti!
  5. VirPaucisVerbo 21 dicembre 2015 ore 12:35
    @demonio: 4 gatti ma "buoni". Almeno questo dovrebbe essere un buon segno
  6. demonio 22 dicembre 2015 ore 14:15
    @VirPaucisVerbo ahahah si si, sicuramente! :poknat
  7. SuorPinocchia 22 dicembre 2015 ore 21:56
    stavolta concordo su tutto...

    buon natale @demonio
  8. demonio 23 dicembre 2015 ore 12:11
    @SuorPinocchia ogni tanto capita...

    buone feste...io non vedo l'ora finiscano...
  9. SuorPinocchia 23 dicembre 2015 ore 15:12
    come si dice... :D

    chi non muore si rivede 0:-) :dancer
  10. demonio 26 dicembre 2015 ore 13:23
    @SuorPinocchia c'è una buona probabilità...
  11. sunrise.65 03 maggio 2016 ore 14:06
    @cignonero999.
    .che i maschetti possano piangere senza sentirsi dire "Femminuccia" e che le donne possano fare quello che vogliono sul lavoro e altrove. E se la smettessimo di insegnare che possedere vuol dire amare già un bel passo sarebbe fatto!!!
    :clap :ok :ok

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