Quei libri indimenticati

23 maggio 2014 ore 14:25 segnala
Casualmente ieri mi sono imbattuto in un programma in cui si presentava un libro il cui tema erano i 100 libri che sarebbe opportuno leggere per diverse ragioni. Non necessariamente tutti capolavori ma libri che in qualche modo hanno lasciato un segno. Anzi, molti libri ritenuti dei capolavori invece non hanno lasciato quasi traccia. Ed allora mi sono messo a ripensare a quelli che avrei messo io. Libri che mi hanno accompagnato nel corso degli anni e che, mi hanno in qualche modo aiutato a crescere e formarmi. Non ne citerò 100, sarebbero troppi ma qualcuno si.

Del primo del resto ho dimenticato anche l'autore! Ma fu un libro importante. Parlava degli indiani d'America. Mi fece amare la lettura e mi fece capire che quello che sapevo fino ad allora degli indiani era tutto clamorosamente sbagliato e che il cinema li aveva trattati in un modo se non indegno sicuramente non veritiero. Poi durante le superiori mi segnarono diversi libri. Fontamara, di Ignasio Silone mi insegnò a capire cosa fu il fascismo e perchè l'italiano sarà sempre un popolo di destra.

Com'era verde la mia valle di Richard Llewellyn che insieme ai Malavoglia di Giovanni Verga(e gli altri) , Germinal di Emile Zolà e I Miserabili di Victor Hugò mi insegnarono tanto sull'uomo e gli sconfitti. Tema ripreso in seguito da Dominique Lapierre con La città della gioia.
Sempre in quegli anni lessi tutto il ciclo della fondazione di Isac Asimov e sempre suo In principio, una scientifica analisi della Genesi. Letture redditizie e ricche di spunti per comprendere l'umanità.
Non poteva quindi mancare Pirandello di cui lessi Uno,nessuno e centomila e il Fu Mattia Pascal oltre a vari racconti a spaziare tra la mente umana, l'umorismo e le tragedie personali.

Poi rivelatori furono i libri di Kundera (il valzer degli addi, L'insostenibile leggerezza dell'essere) tra le cui righe si leggeva anche una critica ad un sistema sociale troppo idealizzato da chi non lo conosceva. Ed ancora George Orwell coi suoi 1984 e La fattoria degli animali...due pugni nel cervello! Poi ricordo ancora Cesare Marchi, Quando eravamo povera gente per capire chi eravamo e da dove venivamo. Il terzo aspetto di Giorgio Saviane mi colpì per il dualismo tra sogni e realtà che sono due aspetti della vita ma che nel terzo trovano una sintesi a volte possibile.

Umberto Eco(il nome della rosa, l'isola del giorno prima ma soprattutto il pendolo di Foucault)per aver mostrato aspetti nascosti e parlato dell'apparenza. E Salman Rhusdie con I versetti satanici che mi ha incuriosito a capire il mondo islamico. Senza dubbio Michail Bulgakov con Il Maestro e Margherita dove ironia e critica sono stati miscelati in un modo incredibile. Piergiorgio Odifreddi Perche non possiamo essere cristiani(e meno che mai cattolici)...irriverente ma una fonte illimitata per le mie conferme.

Franz Kafka e Il processo : quando il sarcasmo e l'assurdo diventano realtà. Gabriel Garcia Marquez e Cent'anni di solitudine perchè Macondo è dietro l'angolo. Primo Levi con Se questo è un uomo e la crudeltà umana. Cesare Pavese con Il compagno, Pier Paolo Pasolini con Ragazzi di strada. Robert Bear, La disfatta della Cia e per capire il mondo attuale. Jack Kerouak e Sulla strada la dove anche il sogno americano resta un sogno. I libri della Allende ed il sudamerica.
Giorgio Bettinelli,In vespa(ma anche gli altri) per viaggiare e capire il mondo. Giovanni Falcone con Cose di cosa nostra insieme a Gomorra di Roberto Saviano e Tommasi di Lampedusa con Il Gattopardo per comprendere le dinamiche delle mafie.

E Jhon Le Carrè i cui libri raccontavano la guerra fredda e trattavano le spie come personaggi di ingranaggi tanto diversi e lontani dagli 007 fantastici ma falsi di Flemming. Antony Burg con Arancia meccanica dove il delirio incontra la violenza e non c'è un perchè.Oriana Fallaci con Un uomo perchè mi ha commosso.E tanti altri che mi sfuggono ma del resto la mia memoria è quel che è ed io son già stupito di essermi riuscito a ricordare di questi!Autori diversi, stili diversi ed epoche diverse ma tutti ugualmente importanti ed in qualche modo sullo stesso piano. Altri ne verranno.
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Casualmente ieri mi sono imbattuto in un programma in cui si presentava un libro il cui tema erano i 100 libri che sarebbe opportuno leggere per diverse ragioni. Non necessariamente tutti capolavori ma libri che in qualche modo hanno lasciato un segno. Anzi, molti libri ritenuti dei capolavori...
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23/05/2014 14:25:39
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Commenti

  1. dealma 23 maggio 2014 ore 18:26
    bello
  2. demonio 30 maggio 2014 ore 15:03
    Ciao, grazie!

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